venerdì 1 maggio 2020

Maxi Dampyr - N.10

Testata: MAXI DAMPYR, N.10
Episodio: LE STORIE SPECIALI
Testi: BOSELLI, COLOMBO, CAJELLI, FALCO, GIUSFREDI, SCIBILIA
Disegni: AAVV
Copertina: ALESSANDRO BAGGI
Pagine: 112
Edizione: BONELLI, 04-2020

Una delle iniziative bonelliane per celebrare il ventennale di Dampyr è la pubblicazione di un Maxi molto particolare, che raccoglie le otto storie brevi comparse nel corso degli anni in volumetti spillati, usciti in occasione di alcune mostre del fumetto. Le storie, dalle otto alle quattordici tavole ciascuna, sono precedute da un’introduzione di Mauro Boselli e seguite da una galleria in bianco e nero con le rispettive copertine.
Ben cinque episodi sono ambientati a Rimini e costituiscono una vera e propria minisaga di cinquanta pagine. La raccolta è anche un excursus storico-cronologico nella saga di Dampyr, perché le storie abbracciano un periodo di oltre un decennio, quindi ci presentano i protagonisti in diverse fasi di evoluzione della vicenda generale narrata dalla serie.
Veniamo ai singoli episodi.

NUMERO ZERO (Boselli-Colombo / Majo-Dotti-Genzianella-Rossi-Baggi). Queste otto pagine costituivano un’anteprima pubblicata nell’albetto omonimo per la Comiconvention 1999, e che quindi precedeva l’uscita del primo numero di Dampyr. In questo episodio vengono presentati i personaggi principali della saga con tavole di vari disegnatori: Harlan Draka ha una visione delle tre misteriose Guardiane della Legge, del padre vampiro, del soldato Kurjak e della non-morta Tesla.


VAMPIRI DI SABBIA (Boselli / Dotti). Il commissario Di Giovanni è sulla spiaggia di Rimini, su cui la corrente ha depositato i resti di una sirena. Il commissario chiede il parere di Poldark, che ebbe già a che fare con creature simili [nel numero 3]. Secondo Harlan, giunto a dare man forte con Kurjak e Tesla, l’essere sarebbe un frammento del defunto Maestro della Notte Kostacki, altre emanazioni del quale mettono in serio pericolo i villeggianti.
Questo primo albetto pubblicato per Riminicomix costituisce la seconda avventura italiana di Harlan e soci. Nonostante la brevità, Boselli riesce a dare spessore anche ai mostri, uno dei quali racconta l’agonia della non-esistenza. I disegni di Dotti sono precisi, espressivi e molto dinamici.


IL CIMITERO DELLE GIOSTRE (Cajelli / Fuso). Harlan, Tesla e Kurjak sono a Rimini con Poldark, in un deposito di vecchie giostre in disuso, a indagare in seguito al ritrovamento di un cadavere dissanguato. I nostri vengono attaccati da un mostro fatto di parti meccaniche e pezzi di metallo, che afferra Kurjak per nutrirsi del suo sangue, e che sembra davvero indistruttibile.
Episodio dai disegni essenziali e stilizzati, che si pregia di un’atmosfera tra cyber e horror ottantiano da autoscasso.

BALLO DI FINE ESTATE (Falco / Statella-Fara). Nel famoso Grand Hotel di Rimini è stato ritrovato un cadavere dissanguato. Mentre ne discute con Poldark a un tavolo del ristorante, Harlan viene avvicinato da una bella donna che chiede da accendere. Esposto a una strana spilla, il dampyr viene trascinato in una dimensione parallela, identica alla Rimini del 1932: Ahilis, questo il nome della donna, è in realtà un’agente di Nergal.
Falco riesce in poche pagine a imbastire una storia coinvolgente e con colpi di scena, sullo sfondo di una Rimini ben riconoscibile in uno dei suoi simboli e in uno dei suoi figli più famosi, Federico Fellini, che chiude il racconto con un finale fantastico. Statella e Fara realizzano un’antagonista femminile ben riuscita e caratterizzata, che forse avrebbe meritato più spazio.

IN RIVA ALL’IGNOTO (Giusfredi / Rosenzweig). Il tenente Poldark è a Rimini, tra le braccia della focosa Milena. Il cameriere che bussa alla porta, si rivela essere un mostro tentacolato che cerca di uccidere il tenente. Per fortuna Milena si dimostra ben più forte di quello che sembra, e per di più ha già contattato Harlan e soci per affrontare una minaccia portata nella città romagnola dal tatuatore Aklo.
L’aspetto più gustoso di questa storia è che cala i nostri eroi tra personaggi simili ai lettori. Harlan e Kurjak, infatti, si trovano tra un gruppo di cosplayer giunti a Rimini per una mostra di fumetti, tra cui spiccano maschere di Zagor e Dylan Dog. I disegni di Rosenzweig, dalle anatomie esagerate, hanno uno stile inconfondibile, barocco e ipercinetico.

L’EMBLEMA DEL DRAGO (Giusfredi / M. Villa). Il commissario Di Giovanni mostra a Poldark un antico bracciale con l’effigie del drago. I due vengono raggiunti da Harlan, che maneggiando il monile ha una visione del padre. Nel VI secolo Draka giunse in soccorso di Iohannes il Sanguinario ad Ariminum, sottoposta all’assedio degli Ostrogoti del re Vitige, che aveva dalla sua parte Erlik Khan.
Giusfredi riesce mirabilmente a condensare in poche pagine una storia densa, giocata tra passato e presente. Stavolta lo stesso Maestro Draka viene portato in riviera, in compagnia di Erlik. I disegni di Villa sono particolarmente espressivi, efficaci soprattutto negli sguardi intensi dei personaggi, sullo sfondo di alcuni dei più begli scorci riminesi.


NOTTE A NARNI (Boselli / Andreucci). Nel suo studio a Narni, un disegnatore sta realizzando della tavole con il vampiro Varney per un fumetto horror. Dopo una giornata di lavoro, esce a fare una passeggiata tra i vicoli della cittadina, e si imbatte con sua sorpresa nel suo personaggio, che lo morde sul collo. L’artista si risveglia e viene richiamato dallo sceneggiatore perché gli consegni il lavoro. Ma il vampiro non era un semplice frutto della sua mente, come non lo sono Harlan, Kurjak e Tesla.
Un divertissement in cui gli autori ritraggono se stessi insieme ai loro personaggi. I disegni di Andreucci hanno un taglio horror, ma non sono privi di ironia, soprattutto negli autoritratti che lo rappresentano come figura debole e impaurita.

LUCREZIA (Scibilia / Cropera). Dolceacqua, Liguria. Da quando in casa è stato smurato un antico passaggio verso il castello, la piccola Alice deperisce a vista d’occhio. Sembra che sia vittima di un vampiro psichico, ovvero Lucrezia, una donna che morì nella prima notte di nozze, uccisa per aver rifiutato la barbara pratica dello ius primae noctis. In suo aiuto giungono Maud e Harlan.
Una storia densa [qui una nostra recensione più approfondita], ambientata in una meravigliosa cornice, dove per anni si sono svolti gli incontri di Autunno Nero dei fratelli Scibilia: Andrea, autore dei testi, e Alessandro, copertinista dell’albetto. La rassegna, che si teneva nel castello dei Doria, qui visitato da Maud e Harlan, nel 2010 fu dedicata a Dampyr, mentre il 2009 vide protagonisti i vampiri: vi rimandiamo al servizio da noi pubblicato a suo tempo. I disegni di Cropera sono densi, ricchi d’atmosfera, i personaggi raffigurati con veri e propri ritratti.



Risorse Web:
Piccole storie, grandi terrori!
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
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giovedì 23 aprile 2020

Dampyr - N.241

Testata: DAMPYR, N.241
Episodio: IL CAVALIERE DI ROCCABRUNA
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAJO
Colori: MATTEO VATTANI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 112
Edizione: BONELLI, 04-2020

L’albo di Dampyr di questo mese esce, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, a distanza di vent’anni dall’esordio in edicola. Per celebrare l’anniversario, la Bonelli ha pubblicato un numero a colori di 112 pagine, con un’insolita costoletta bianca.

Consultando l’antico volume degli Annalium Ferdinandeorum, Saugrénes ha una vivida visione della battaglia della Montagna Bianca, svoltasi nel 1620 presso Praga. Il libro contiene un po’ del fluido di Draka, per cui ha la capacità di far rivivere in chi legge gli episodi narrati. Harlan racconta all’amico come il padre lo ebbe in dono dal barone Sigmund Khevenhüller.
Era il 1621 quando una truppa spagnola, guidata dal duca di Feira y Valhermosa, invase il castello di una famiglia evangelica della Valtellina. Gli abitanti della rocca vennero sterminati, ad eccezione dei figli del signore. Il duca mise gli occhi sulla giovane e avvenente Fortunata, e sembrava voler risparmiare la vita a lei e al fratello Orlando. A cena, però, al rifiuto di Orlando di brindare al re di Spagna e alla Chiesa, Jeronimo, uno degli sgherri del duca, cercò di punire la sorella. La giovane si procurò una spada e si difese, suscitando le ire di Jeronimo. Per salvare la prigioniera dovette intervenire il cavaliere di Roccabruna, nome usato all’epoca dal Maestro della Notte Draka, lì presente quale capo di una brigata di mercenari. Colpito dal coraggio e dal valore della donna, Roccabruna fece fuori gli spagnoli. Prese quindi Orlando e Fortunata al suo seguito, facendo della giovane la sua amante.
Una notte, Roccabruna e i suoi due protetti raggiunsero il castello di Hochosterwitz, retto da Sigmund Khevenhüller. Nella regione imperversavano i non-morti del Maestro della Notte Vlatna, che assediarono Hochosterwitz proprio mentre giungeva Roccabruna. L’intervento di quest’ultimo fu fondamentale per la difesa del maniero, ma il fallito assalto non impedì ai vampiri di Vlatna di rapire Fortunata.

Boselli ci regala un nuovo capolavoro da incorniciare negli annali del fumetto: un horror storico, infarcito di battaglie, armi avveniristiche, vampiri e romanticismo. In questo caso Harlan, per “festeggiare” il suo compleanno, rimane a riposo, limitandosi a raccontare, nella cornice narrativa, una storia che ha per protagonista il padre, figura intrigante e dalle molte sfaccettature. In effetti, una delle caratteristiche del personaggio del vampiro è quella di prestarsi ad essere calato in contesti storici diversi. E Boselli sfrutta sapientemente questa qualità, accompagnando non di rado i lettori in territori lontani nello spazio e nel tempo, così da dilatare la saga in un macroracconto dalla durata millenaria. È pure significativo che in un numero celebrativo non compaia in prima linea il protagonista della serie: Dampyr è di fatto una saga corale, fatta di tanti personaggi, spesso veri e propri coprotagonisti, il che è elemento di ulteriore ricchezza narrativa.
Come sempre, molto belli i disegni di Majo, tra cui spiccano i suggestivi scorci dei manieri, i personaggi nei costumi dell’epoca e le loro espressioni sempre credibili, anche quando dipinte sul volto del mostro di turno.
La ciliegina sulla torta è il colore, steso splendidamente da Matteo Vattani. Con la sua tavolozza il colorista non si limita a riempire le tavole, ma ne amplifica espressività e atmosfere, creando giochi di luce, di ombre e di penombre, efficaci in particolare nelle scene notturne illuminate dalle torce o dai falò. Il tutto rende la lettura di quest’albo assai vicina alla visione di un film.
Un episodio, si diceva, da incorniciare, per la storia e per i disegni. Ma anche per il sedicesimo extra e i colori, perché segno dell’affetto e dell’attenzione della Bonelli per i suoi lettori.






Risorse Web:
Un ventennale a colori!
Mauro Boselli su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Pagina Facebook di Matteo Vattani
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domenica 19 aprile 2020

Dampyr - N.240

Testata: DAMPYR, N.240
Episodio: POSSESSIONE!
Testi: STEFANO PIANI
Disegni: VANESSA BELARDO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2020

Krzysztof è sul treno per Leopoli, in Ucraina, solo nel suo comparto, finché non entra la fascinosa Jadwiga. Dopo essere stato sedotto dalla donna, Krzysztof vede il paesaggio fuori dal finestrino farsi mostruoso, mentre un drago si scaglia dentro il convoglio. Un attimo dopo si sveglia: sembra sia stato un brutto sogno, ma l’uomo si ritrova la pelle tutta bolle ed escrescenze.
In un ambulatorio di Leopoli per delle ricerche su dei cadaveri dissanguati, Harlan si imbatte nel giovane reporter Andreji, che sta raccogliendo informazioni su una donna in grado di far impazzire gli amanti, fino a portarli al suicidio. Tale sorte sarebbe toccata a una ventina di vittime, tra le quali il fratello Anton, che si è tolto la vita su un’auto in modo brutale. Secondo il reporter la mangiatrice di uomini si chiamerebbe Jadwiga.
Andreji e Harlan si recano al pub dove Anton conobbe la donna. Il barman Taras ammette di ricordare i due, ma non dà notizie utili, essendo anche lui succube della donna. Più produttivo per Harlan e Andreji è l’ascolto della radio della polizia, da cui i due vengono a sapere di Krzysztof, il quale, perso il lume della ragione, è finito in ospedale dopo essersi buttato da un balcone. L’uomo fornisce ad Harlan la descrizione di Jadwiga e una pista da seguire, che porta alla stazione ferroviaria. Jadwiga, però, non rimane ad aspettare gli eventi, e irretisce anche il giovane e inesperto Andreji.

Piani ci propone un piacevole episodio horror, con morti cruente e una femme fatale che conduce alla pazzia, tema narrativo efficace e terribile nella sua semplicità. Da segnalare l’omaggio reso a Stefan Grabiński, citato anche nell’introduzione (dell’autore polacco a suo tempo recensimmo la raccolta Il villaggio nero, nel volume Cerimonie nere).
La Belardo mostra un tratto cristallino e pulito, che connota i personaggi con una certa espressività. Cifra dell’artista sono i particolari che spiccano nelle tavole, spesso tragici, e messi in evidenza con inquadrature cinematografiche: una fune, un telefono, un martello, una bottiglia di soda caustica. Il linguaggio visuale talvolta regala colte citazioni, come le ombre nosferatesche che incombono su Yadwiga quando il male sta per irrompere nella sua vita.

Chiudiamo con una piccola nota d’attualità. Fa specie leggere nella rubrica “Dal buio…” dell’appuntamento del 14 marzo per celebrare il ventennale di Dampyr a Cartoomics 2020, fiera poi rimandata a ottobre in concomitanza con la Milan Games Week. E di questo stesso numero (e del numero 177), Enea Riboldi ha rilasciato sul suo account Instagram una variant cover a tema coronavirus.



Risorse Web:
Stefano Piani su Wikipedia
Blog di Vanessa Belardo
Blog di Enea Riboldi
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venerdì 17 aprile 2020

Dampyr - N.239

Testata: DAMPYR, N.239
Episodio: IL CONDOTTIERO DI CALABRIA
Testi: CLAUDIO FALCO
Disegni: FRANCESCO DE STENA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 02-2020

Fin dalle rivolte antiborboniche di fine Settecento, il Maestro della Notte Vrana, conosciuto come cavaliere d’Altafoglia, veglia sugli abitanti della cittadina calabra di Civita e in particolare sulla famiglia di compare Cosimo. Fondata da un gruppo di albanesi guidati da Vrana ai tempi delle incursioni dei Turchi, Civita ospita la più grande comunità di arbëresh d’Italia, che custodisce gelosamente le tradizioni del paese d’origine.
Nella zona imperversa la cosca locale della ‘ndrangheta di Salvatore Marasco, che dirige i suoi sottoposti da Amburgo, grazie all’ausilio del suo braccio destro Barreca. Vrana non può accettare che Marasco metta le mani anche su Civita, e incarica il fido non-morto Marnesh di sabotare le attività del criminale. A un certo punto Barreca prende di mira l’azienda agricola di Sara Greco, discendente di compare Cosimo, della quale pretende di acquistare i terreni.
Caleb viene a sapere delle vittime dissanguate da Marnesh, e manda Harlan ad indagare. Il dampyr viene raggiunto da Kurjak e Tesla dopo l’ennesimo massacro di due sgherri che stavano sistemando una bomba in un capanno di Sara. Raggiunta la Greco, Harlan nota al suo collo un medaglione ereditato da compare Cosimo e contenente la materia organica di Vrana. Grazie al monile, il dampyr riesce a mettersi in contatto con il Maestro, che dichiara senza mezzi termini che non tollererà interferenze nella guerra con Marasco. La resa dei conti si svolgerà nella serata delle vallje, le tipiche danze locali che celebrano la vittoria di Skanderbeg sui Turchi.

Falco fa ancora centro con un avvincente episodio di ambientazione italiana, in cui mescola tradizioni locali, malavita e vampiri: cosa chiedere di più a un fumetto? Lo scontro con la cosca mafiosa conferisce realismo al racconto, rendendo il Maestro Vrana un personaggio “vero”, che agisce nella realtà contemporanea. Vrana si dimostra figura dalle molte sfaccettature: pur interessato agli esseri umani, è pronto ad usare Harlan per i suoi scopi. Proprio come Draka, il che conferma l’alterità dei Maestri della Notte. Vrana, comunque, dimostra anche un senso di appartenenza, dichiarando che gli arbëresh sono la sua gente.
De Stena, al debutto su Dampyr, ci presenta una fedele ricostruzione del paese calabro, e ci accompagna in un bel tour tra le stradine e i vicoli del borgo. Molto efficaci le architetture e bello il galeone di pagina 45.



Risorse Web:
Pagina Facebook di Claudio Falco
Blog di Francesco De Stena
Sergio Bonelli Editore
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martedì 14 aprile 2020

Buon compleanno, Dampyr!

Prendiamo a prestito dalla pagina FB di Dampyr questa bella illustrazione di Harlan realizzata da Nicola Genzianella, con il logo del ventennale realizzato da Elena Giampaoli, per un’occasione davvero speciale: oggi, infatti, Dampyr compie 20 anni.
Il 14 aprile 2000 usciva in edicola Il figlio del diavolo, primo episodio della serie, scritto da Mauro Boselli e Maurizio Colombo, e illustrato da Majo. I due sceneggiatori sono anche i creatori della testata, condotta ancora oggi dall’infaticabile Boselli.
Pensato inizialmente come una miniserie per Zona X, Dampyr si guadagnò la sua collana autonoma e da allora sono usciti 241 numeri e qualche decina di speciali e albi fuori serie.

Noi del Catafalco abbiamo seguito la testata sin dagli esordi. Personalmente acquistai la mia copia del mitico numero 1 in edicola, e da allora non ho perso un numero. Sul nostro vecchio sito ospitato da Libero, nato circa un anno dopo, nel giugno 2001, demmo ampio spazio sin dall’inizio a questo fumetto, che ci aveva conquistato da subito. Pur appartenendo al filone del fumetto popolare, infatti, Dampyr ha sempre avuto un’altissima qualità delle storie e dei disegni, proponendo ambientazioni insolite e tematiche mai banali, di fatto spesso sconfinando in quello che si definisce “fumetto d’autore”.
Per dare un quadro generale dell’epopea dampyriana, di recente abbiamo “riordinato” le recensioni che abbiamo pubblicato su questo blog in un indice cronologico, mentre brevi sinossi di molti albi precedenti sono ancora disponibili sul “vecchio” Catafalco nella sezione Fumetti e nella sezione News (che riorganizzeremo prossimamente). Come avrete visto, attualmente stiamo pubblicando le recensioni degli ultimi numeri, che completeremo nei prossimi giorni.

Oggi vi proponiamo un excursus sulle iniziative che la Bonelli ha promosso per celebrare degnamente la ricorrenza. Sul versante editoriale, è attualmente in edicola il numero 241, per l’occasione pubblicato a colori e con 112 pagine. Il prossimo giovedì 16 uscirà nelle edicole il decimo Maxi Dampyr, con un numero dedicato alle Storie speciali, una raccolta di 112 pagine con copertina esclusiva di Alessandro Baggi con tutti i brevi episodi comparsi negli albetti pubblicati in occasione di varie mostre: Numero Zero, Vampiri di sabbia, Il cimitero delle giostre, Ballo di fine estate, In riva all’ignoto, L’emblema del drago, Notte a Narni, Lucrezia. Di recente sono usciti un volume in inglese che raccoglie i primi due episodi (Dampyr 1-2 - Variant inglese) e un nuovo volume antologico brossurato, intitolato Caccia ai vampiri.
Sul sito ufficiale della Bonelli è da poco partita l’offerta Dampyr 20x20x20!, ovvero venti giorni con lo sconto del 20% su tutti i prodotti dampyreschi, ci viene riproposto l’editoriale del primo numero, e vari videomessaggi di autori e disegnatori, nell’ambito dell’iniziativa A casa con l’autore, in cui Maurizio Dotti e Matteo Vattani parlano di Dampyr, mentre di altri personaggi ci dicono Mignacco, Boselli, Falco, Roi... Il prossimo appuntamento in diretta è per domani, mercoledì 15 aprile, alle 12:30, con Giorgio Giusfredi, che ci racconterà del lavoro di redazione per Tex e Dampyr.
Altre chicche le lasciamo scoprire a voi sul sito Bonelli: il futuro di questo personaggio ci riserva ancora molte sorprese! E anche noi, sul nostro blog, nei prossimi giorni continueremo a occuparci di Dampyr. Intanto facciamo alla testata e ai suoi autori i nostri migliori auguri...

Buon compleanno, Dampyr!







Risorse Web:
Vent’anni di Dampyr!
Dampyr su SergioBonelli.it
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lunedì 13 aprile 2020

Dampyr - N.238

Testata: DAMPYR, N.238
Episodio: ROXANA
Testi: GIOVANNI DI GREGORIO
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2020

I cacciatori di fantasmi guidati da Maud Nightingale sono sui Carpazi orientali, nella Moldavia romena, per un check-up dell’Hotel Imperial, che, chiuso da circa un secolo, sarebbe tra gli edifici più infestati d’Europa. L’Istituto Nazionale del Patrimonio Culturale e Artistico Rumeno, rappresentato dal signor Sorin, vuole appurare che non ci siano problemi in vista della prossima riapertura del lussuoso palazzo liberty.
Sorin racconta alla psicologa Nicole della bellissima donna raffigurata in una grande vetrata: Roxana Dragoste era la regina dell’albergo nella belle époque e seppe farne uno dei salotti mondani più rinomati del continente, frequentato da nobili e potenti; tutto finì con la Prima guerra mondiale e di Roxana non si seppe più nulla.
Nonostante Maud, sensitiva del gruppo, non percepisca niente di anormale, i vari cacciatori iniziano ad avere visioni spaventose: Maud e Nicole vedono una stanza riempirsi di sangue, Mark viene stretto dai rami delle piante di una serra, Teddy si vede servite su un piatto tre teste mozzate. Chi ha la peggio è il signor Sorin, che viene avvicinato da Roxana in persona, che si rivela essere una Maestra della Notte.
A fatica i cacciatori si riuniscono, ma Maud viene fatta prigioniera. Intanto Harlan, venuto a sapere della missione, raggiunge l’albergo insieme a Tesla e Kurjak. Ma la Maestra riesce a separare il dampyr dagli altri, e dimostra un grande potere di illusione.

In questo episodio Di Gregorio fa leva in particolare su due elementi narrativi: la trappola in cui cadono i cacciatori di fantasmi, che credono di avere a che fare con degli “innocui” spettri, ma si trovano circondati da vampiri, e la fascinosa figura della Maestra della Notte Roxana. Il racconto viene scandito dall’azione e, soprattutto, dalla suggestione delle scene a effetto, che spaventano i personaggi (e il lettore), in pieno territorio horror.
Gualandris traduce il racconto in immagini in maniera esemplare, amplificando l’aura liberty già evidente in copertina. Nelle tavole spiccano tanti particolari dell’arredo in stile nouveau, da cui a volte escono artigli o in cui viene inglobata la povera Tesla. Le architetture sono realizzate con dovizia di particolari, a partire dalla bella panoramica iniziale dell’albergo, fino ai tetti su cui vediamo una saltellante Tesla. Grande attenzione viene posta poi al personaggio della bella Roxana, dalla forte carica sensuale, ma anche dalla evidente malvagità sadica, come suggeriscono gli intensi gli occhi di pagina 37, carichi di odio e crudeltà vampirica.



Risorse Web:
Sul tavolo di Gualandris
Giovanni di Gregorio su Wikipedia
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
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domenica 12 aprile 2020

Dampyr - N.237

Testata: DAMPYR, N.237
Episodio: KRAMPUS!
Soggetto: CLAUDIO FALCO, FRANCESCA SCOTTI
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: FABRIZIO LONGO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 12-2019

L’antropologa Sophie Mutter è con il fidanzato Angelo Sanna all’Università di Bressanone per tenere delle lezioni sulla figura del krampus, una spaventosa maschera utilizzata fin dall’antichità nei riti di fertilità della zona. Passeggiando per le solitarie stradine della cittadina con Angelo, una sera Sophie ha la visione di due krampus che la assalgono. Harlan raggiunge l’amica per indagare.
Sophie e Angelo si mettono a caccia di vecchi documenti nell’archivio storico di Bolzano. Dopo estenuanti e infruttuose ricerche, è solo l’intervento apparentemente fortuito di uno sconosciuto a far trovare una traccia. Nel testo caduto a terra, Sophie trova notizia di un’indagine del capitano austriaco Steiner, condotta nel 1819 a Dunklerberg, oggi Moncupo, in Sud Tirolo. Grazie anche alle indagini sul campo e alle ricerche fatte a Praga da Caleb, Tesla e Kurjak, i nostri ricostruiscono la storia dei krampus. Sorta di demoni non-morti creati da Nergal, i krampus permisero al padrone di conquistare, nel Seicento, il castello del conte von Dunklerberg, che diventò un feudo del Maestro della notte. Due secoli dopo furono ancora loro a massacrare il capitano Steiner e i suoi uomini.
Harlan, Sophie e Angelo raggiungono il vecchio castello, dove si ritrovano ad affrontare le creature di Nergal, ma queste si rivelano ben più difficili da abbattere dei comuni non-morti.

In piena tradizione dampyriana, Falco e Scotti attingono dal folklore e ci regalano una storia avvincente e fosca. L’atmosfera del racconto fa vecchio film dell’orrore, con scenari come cripte, sotterranei di castelli, borghi abbandonati, che sembrano usciti da un film della Universal. Funziona bene l’escamotage di mostrarci Tesla e Kurjak a distanza, per creare una loro entrata a effetto. Ormai ridotti i non-morti ad avversari “convenzionali” per il dampyr, risulta pure ingegnosa l’introduzione dei krampus, non-morti potenziati dal loro Maestro della Notte.
I disegni di Longo sono densi, dalla pasta corposa, e opportunamente cupi. In tavole ricche di atmosfera, l’artista ci regala diverse cartoline da incubo e scene spettrali. Molto ben realizzate le architetture dei castelli e dei borghi abbandonati, con le case cadenti e i tetti crollati. E davvero terrificanti i brutali krampus.



Risorse Web:
Pagina Facebook di Claudio Falco
Blog di Francesca Scotti
Scheda di Fabrizio Longo su SergioBonelli.it
Sergio Bonelli Editore
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