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giovedì 6 luglio 2017

Franco Pezzini, “Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano”

Titolo: VICTORIANA. MASCHERE E MITI, DEMONI E DEI DEL MONDO VITTORIANO
Autore: FRANCO PEZZINI
Edizione: ODOYA, 2016
Copertina: MAURO CREMONINI
ISBN: 978-88-6288-349-8
Pagine: 448
Sul finire dello scorso anno, Odoya ha dato alle stampe un testo imperdibile non solo per gli appassionati di vampiri, ma per chiunque sia interessato al Fantastico e all’Inghilterra ottocentesca: Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano. Il corposo volume (poco meno di 450 le pagine) è una vera summa della cultura di un’epoca che è pietra angolare del Fantastico e dell’Horror.
Si tratta, di base, di una raccolta di saggi brevi pubblicati (ma rivisti e arricchiti per l’occasione) sulla webzine Carmilla on line, a cui si aggiungono articoli apparsi sulle riviste L’indice dei libri del mese e LN-LibriNuovi, insieme a materiali elaborati per gli incontri della Libera Università dell’Immaginario e in parte inediti. L’autore è Franco Pezzini, saggista ben noto ai nostri lettori e tra i massimi esperti mondiali di Fantastico e Vampirologia.
Ventotto, più introduzione e appendice, le tappe di questo viaggio che, forte di un notevole corredo di immagini, spesso originali dell’epoca, porta il lettore a intrattenersi con personaggi, presentati nelle loro origini e varie declinazioni, come Salomè, Frankenstein, Sherlock Holmes, Alice, Peter Pan, Arsène Lupin, Robin Hood... e con le opere di autori quali Stevenson, Machen, Louisa May Alcott, Paul Féval, Massimo Citi, Gustav Meyrink, Konstantinos Kavafis, Wilkie Collins e molti altri. Non mancano, poi, approfondimenti su realtà e personaggi storici, vere ossessioni del mondo vittoriano, come la Golden Dawn, Jack lo Squartatore o John Wilmot (il libertino interpretato sul grande schermo da Johnny Depp, che comparve anche nel romanzo vampiresco Varney).
Ci perdonerà il lettore se ci soffermiamo solo su alcune parti del libro, ma la carne messa a cuocere è davvero tanta. Iniziamo con Hecate britannica: più che un capitolo, un vero e proprio libro nel libro. Qui Pezzini tratta delle donne serpente e del femminino perturbante, partendo da La tana del serpente bianco di Bram Stoker, passando per il visionario film che ne trasse Ken Russell, per il Macbeth e per il seminale poema di Keats Lamia, per arrivare ai dipinti di Edward Burne-Jones e di Dante Gabriel Rossetti. Le radici del mito della donna serpente, però, affondano nell’età neolitica e rimandano al culto della Dea, che era divinità della sessualità e della fertilità, ma anche Assassina e Signora dei Morti; il culto fu assorbito poi dalle mitologie mesopotamica, greca e latina: ne raccolsero l’eredità figure come Ecate, Lilith, Lamia e Melusina.


Pezzini, però, non poteva certo trascurare i vampiri e dedica diversi capitoli alle affascinanti Creature della notte. Ci (ri)porta, in primis, nel castello dei Doria a Dolceacqua, dove nell’ottobre 2009 si tenne una suggestiva rappresentazione di Dracula, nella versione di Deane-Balderstone curata da Antonello Panero. Quindi ci conduce a Salisbury Square, dove aveva sede la casa editrice di Edward Lloyd, ovvero l’editore dei mitici penny dreadful: Sweeney Todd, Wagner, the Wehr-Wolf e, soprattutto, Varney the Vampire; or, the Feast of Blood, unico vero trait d’union tra Lord Ruthven e Dracula, pubblicato a puntate tra il 1845 e il 1847, per un totale di 220 capitoli.
La tappa successiva è la magica Stiria di Carmilla. Prendendo spunto dall’ottima edizione del racconto di Le Fanu annotata da Fabio Giovannini, Pezzini si sofferma sull’ipotetica ubicazione dello Schloss in cui si svolge la vicenda e sull’identità della Matska citata dalla vampira al risveglio dopo l’incidente con la carrozza.
Si “torna”, quindi, in Italia, per una “caccia al vampiro” nelle opere di Manzoni, Poe, Kafka, Joyce, Barrie, guidati dal bel saggio di Renato Giovannoli Il vampiro innominato, e nelle opere di Franco Mistrali, degli autori dell’antologia Vampiriana. Novelle italiane di vampiri, e di Emilio Salgari, nei cui romanzi l’esperto Fabrizio Foni individua i caratteri vampireschi di Sandokan. Spazio ancora al vampiro di Stoker, con il Dracula 3D di Dario Argento, di cui Pezzini denuncia l’ostilità con cui è stato accolto, individuandone gli aspetti positivi, ma segnalandone anche la scarsa convinzione stilistica, i personaggi approssimativi, il finale frettoloso.
Siamo ancora in Italia, per la precisione a Milano, per la mostra “Dracula e il mito dei vampiri”, tenutasi dal novembre 2012 al marzo 2013 alla Triennale. Molti i pregevoli pezzi esposti, tra cui il diario originale di Stoker e i ritratti storici originali di Vlad Tepes. L’emozione di Pezzini nel mirare questi ritratti traspare nel suo racconto, accorato e coinvolgente, in cui sull’onda dei ricordi le immagini scolpite nell’immaginario (suo e nostro) lo trasportano proustianamente all’età in cui, al ritorno da scuola, scopriva nella casa della nonna sulle riviste degli anni Settanta, tra interviste a Orietta Berti e articoli sugli UFO, l’esistenza di personaggi come l’Impalatore e la Contessa Bathory.
Il viaggio si conclude con l’appendice La Camelot gotica di Paolo De Crescenzo, un affettuoso ricordo del fondatore della benemerita Gargoyle Books, che ha saputo riunire attorno a sé molti dei maggiori autori ed esperti di Horror e Fantastico d’Italia.

Il consiglio è di leggere Victoriana come un atlante, con l’ausilio di carta e penna per annotare almeno una parte dei titoli indicati da Pezzini, che fornisce una serie impressionante di dati, informazioni, notizie su un numero consistente di opere, che sarebbero tutte da visitare. Opere in cui l’età vittoriana emerge, in definitiva, come elemento in sé della narrazione fantastica, ben più che semplice sfondo. Il suo valore evocativo, nota Pezzini, è innegabile se si pensa, per esempio, che è l’epoca che ha dato i natali a personaggi come Dracula e Sherlock Holmes, per non citarne che un paio. La società su cui regnò la regina Vittoria dal 1838 al 1901 diventa così «coordinata-chiave della narrazione e vero e proprio orizzonte dell’immaginario», ovvero età d’oro del Fantastico. E l’autore riesce nel difficile intento di creare una sorta di mappa per orientarsi nel dedalo di episodi, storie, testi, personaggi che costituiscono la costellazione fantastica vittoriana.
Un plauso, quindi, a Franco Pezzini, nocchiero insuperabile nei mari dell’Immaginario, e a Odoya, che ha permesso a questo prezioso corpus di scritti di approdare alla carta stampata.

Risorse Web:
Edizioni Odoya
Scheda del libro sul sito dell’editore
Scheda di Victoriana
Pagina Facebook della Libera Università dell’Immaginario
 

lunedì 2 maggio 2016

Vampiri? Paura e desiderio del ritorno tra mito, fiction e scienza

Lo scorso 9 aprile, nelle sale del Mufant (Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino), si è tenuto l’incontro Vampiri? Paura e desiderio del ritorno tra mito, fiction e scienza, con gli interventi di Massimo Centini e Franco Pezzini, e con l’inaugurazione della mostra dell’artista inglese Andrew Turner.

Dopo la presentazione dei padroni di casa Silvia e Davide, prende la parola Massimo Centini, antropologo e autore di alcuni saggi sul vampiro (tra cui Il vampirismo, Xenia Edizioni). L’intervento di Centini è incentrato sul tema della paura dei morti, una paura trasversale a tutti i popoli, che nasce, secondo Freud, dal senso di colpa che i vivi hanno verso i defunti. Nel 1907, Hertz schematizzava alcuni passaggi rituali: morte – sepoltura – lutto – concetto di anima – aldilà. Questi passaggi hanno la funzione di placare il morto e di addolcirgli il trapasso, scongiurando in tal modo la possibilità che «ci venga a tirare i piedi nel sonno». La paura di vedere il defunto, che è anche una speranza, più o meno confessata, si manifesta con visioni, stati di coscienza alterata, apparizioni. Segno di questa paura sono le “sepolture anomale”, praticate fino al Settecento, con cui i cadaveri subivano vari trattamenti, come la rottura del collo, il taglio dei piedi e delle gambe, l’inserimento di mattoni nella bocca... Pratiche che sono chiaramente frutto della superstizione. Ma fede nell’aldilà e spiritismo, secondo lo scettico Centini, sono entrambe risposte al sentimento di paura e desiderio del contatto con i defunti. D’altra parte, lo stesso Lombroso, dopo le sue esperienze con la medium Eusapia Palladino, parlando di spiriti e aldilà, dovette ammettere che «forse qualcosa c’è».
Arriva il momento del saggista e vampirologo Franco Pezzini, che propone un excursus storico sulle diverse incarnazioni del vampiro tra letteratura e cinema, definendo questa figura dell’immaginario come un termine intermedio tra i due estremi rappresentati dall’evanescente fantasma e dal fin troppo concreto zombie: il vampiro è, forse più di queste creature fantastiche e più di ogni altra, espressione della modernità. Dopo i primi passi letterari, risalenti a metà Settecento, questa figura fu giocata in chiave poetica da Goethe, Keats e Coleridge. Passando dal Vampiro di Polidori e dal Varney, Stoker ne sintetizzò tutte le precedenti declinazioni. Dracula, complici le versioni teatrali, diede al vampiro un fascino sensuale, in particolare con le interpretazioni di Lugosi, Lee e Langella. Nel periodo d’oro della Hammer, racconta Pezzini, alcune ragazze sembra lasciassero le finestre delle loro stanze aperte durante la notte con la speranza di una visita di Dracula/Lee. Con Anne Rice ci fu una svolta importante: finalmente era il vampiro a raccontare se stesso e non i suoi nemici. Matheson poi esplorò le conseguenze del contagio vampirico esteso su scala globale. Con la recente saga di Twilight, il vampiro diventa “politically correct”, portavoce di uno «yes, we can». Ma in questo caso non siamo più nel campo dell’horror o del fantastico, quanto piuttosto in quello dell’urban fantasy o del meraviglioso, per dirla con Todorov. Che Twilight sia il crepuscolo del vampiro? Pezzini sostiene di no, perché questa figura ancora ci parla di morte, di eros, di indecidibilità esistenziale, delineandosi come un’eccezionale «supermetafora del fantastico».
A questo punto viene inaugurata la mostra di Andrew Turner, artista inglese portatore di un ricco immaginario gotico-fantastico.

La cornice del Mufant si rivela quanto mai adatta all’evento (qui una galleria fotografica). La collezione, infatti, presenta non poche chicche per gli appassionati di horror e vampiri. Oltre a sezioni dedicate alla fantascienza e alle serie tv di culto, come X-Files e Buffy, si può ammirare un’ampia selezione di riviste pulp, da “Weird Tales” ai fascicoli del “Romanzo d’avventure”, di action figures, di illustrazioni originali e di un intero “Halloween village” di Nightmare Before Christmas. Non mancano, poi, scaffali e modelli dedicati alle icone dell’orrore: la mummia, Frankenstein, il fantasma dell’opera e, ovviamente, Dracula. Un Museo unico nel suo genere in Italia, consigliato a chi fosse di passaggio nel capoluogo piemontese.

Risorse Web:
Mufant - Museo del Fantastico e della Fantascienza
Pagina FB del Mufant
Pagina dell’evento
Franco Pezzini: Cercando Carmilla, The Dark Screen, Peter & Chris
Libera Università dell’Immaginario
Massimo Centini: Il vampirismo
 

venerdì 10 ottobre 2014

TuttoCarmilla

Riprendono questa sera a Torino le attività della Libera Università dell’Immaginario con il ciclo di seminari TuttoCarmilla, dedicati al noto romanzo breve di Joseph Sheridan Le Fanu (28 agosto 1814 – 7 febbraio 1873), di cui quest’anno cade il bicentenario della nascita.
Capitolo per capitolo, Franco Pezzini prenderà in esame con i suoi ospiti la vicenda, le suggestioni, i problemi sottotesto del romanzo. Tra ottobre e gennaio è calendarizzato il primo ciclo, “Et in Styria ego”, dal prologo fino al sesto capitolo. L’appuntamento è alle 19 presso l’enoteca trattoria Ostu, via Cristoforo Colombo 63, Torino.

Il programma del primo ciclo di appuntamenti:

Prologo: Gli arcani della nostra esistenza duale (10/10);
Cap.1: Una fantasmagoria circondata dalle tenebre (24/10);
Cap.2: E i cavalli sbandarono (14/11);
Cap.3: Non potrei dimenticare il tuo viso (28/11);
Cap.4: Da quei folli abbracci (12/12);
Cap.5: Al di sotto era scritto A.D. 1698 (9/01);
Cap.6: L’amore vuole avere sacrifici (23/01).


TUTTOCARMILLA – Primo ciclo: Et in Styria ego
Con Franco Pezzini

Dal 10 ottobre 2014 al 23 gennaio 2015, ore 19:00
Enoteca trattoria Ostu, via Cristoforo Colombo 63, Torino

Risorse Web:
Joseph Sheridan Le Fanu su Wikipedia
Scheda di Cercando Carmilla
TuttoDracula
Pagina Facebook della LUI
 

mercoledì 2 luglio 2014

Dracula… non muore mai: intervista a Franco Pezzini

Abbiamo già in passato parlato della rassegna TuttoDracula, organizzata dalla LUI (Libera Università dell’Immaginario) e conclusasi lo scorso 21 marzo, dopo un ciclo di seminari durato circa un anno e mezzo. In occasione della chiusura dei lavori, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il curatore di questa mastodontica rassegna, Franco Pezzini, approfittandone per fare il punto sullo stato della ricerca sul capolavoro stokeriano e sulla percezione della figura di Dracula nell’immaginario collettivo odierno.

Qui potete leggere il testo integrale dell’intervista: Dracula… non muore mai.

Di seguito qualche piccolo estratto:

«Dracula parla il linguaggio non soltanto storico, sociale e di costume, ma anche metatestuale e simbolico del proprio tempo. I riferimenti religiosi sotto traccia sono continui, e conferiscono a personaggi e situazioni una forza simbolica molto più provocatoria e inquietante di quanto possiamo cogliere a una lettura non critica; ma ci sono richiami anche alla letteratura classica, oppure – e frequentemente – al dibattito scientifico d’epoca.»

«In tempi non sospetti si notava che la storia cinematografica di Dracula – quella che impatta più direttamente sull’immaginario collettivo – ha conosciuto quattro grandi fasi: e a parte la prima (l’età delle origini, che trova nel Nosferatu di Murnau l’espressione più significativa), la seconda e la terza dominate rispettivamente dalle icone di Lugosi e di Lee hanno conosciuto ciascuna un’evoluzione trentennale. Con una dinamica ricorsiva: un decennio di ascesa, uno di apogeo e uno di contrazione […]. Con la quarta fase, quella del revival neogotico avviato negli anni Novanta, e dominato dal film di Coppola, sembra essere accaduto qualcosa di simile, salvo il fatto che l’apogeo coincide con il dilagare mediatico dei vampiri nell’età Twilight – al quale è seguita ovviamente la contrazione».

Risorse Web:
TuttoDracula
Libera Università dell’Immaginario
Pagina Facebook della LUI
 

sabato 25 maggio 2013

Il centenario di Peter Cushing, ascetico Van Helsing

Il 26 maggio 1913 nasceva a Kenley, nel Surrey, Peter Cushing. Domani ricorre il centenario dell’evento, e per celebrarlo degnamente, la Libera Università dell’Immaginario ha ideato la Festa delle Ombre Lunghe. Quale contributo all’iniziativa e tributo al grande artista, proponiamo uno speciale su uno dei suoi personaggi più riusciti e amati: il dottor Van Helsing. Cushing lo interpretò in cinque pellicole, che esamineremo una per una:

- Dracula il vampiro (Terence Fisher, 1958)
- Le spose di Dracula (Terence Fisher, 1960)
- 1972: Dracula colpisce ancora! (Alan Gibson, 1972)
- I satanici riti di Dracula (Alan Gibson, 1973)
- La leggenda dei 7 vampiri d’oro (Roy Ward Baker, 1974)

Risorse Web:
Festa delle Ombre lunghe
Libera Università dell’Immaginario
Peter Cushing, l’ambiguità e l’orrore di Franco Pezzini
Peter Cushing, ascetico Van Helsing
 

sabato 27 aprile 2013

TuttoDracula - Parte II

Sono ripartiti venerdì 12 aprile gli incontri di TuttoDracula, il ciclo di seminari sul capolavoro di Bram Stoker, organizzati da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario. Dopo il successo del primo ciclo di incontri, si riparte dal Capitolo 9, con la “Passione e (non-)morte di Lucy Westenra”.
Il prossimo incontro, dal titolo “Che cosa può accadere in una notte”, è fissato per venerdì 10 maggio, quando verrà sviscerato il Capitolo 11, ovvero quello in cui il lupo Bersicker fugge dal giardino zoologico.

Ricordiamo che l’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del secondo ciclo di appuntamenti:
Cap.9: Eccomi subito da voi (12/04);
Cap.10: Questi sono solo fiori d’aglio (19/04);
Cap.11: Che cosa può accadere in una notte (10/05);
Cap.12: Questo è solo il principio (24/05);
Cap.13: Senza speranza dico FINIS (31/05);
Cap.14: Cose per voi impossibili (14/06);
Cap.15: Dove è sepolta la povera Lucy? (28/06);
Cap.16: Un terribile compito ci sta davanti (05/07);

TUTTODRACULA – Secondo ciclo: Passione e (non-)morte di Lucy Westenra
Con Franco Pezzini e Max Ferro

Dal 12 aprile al 5 luglio 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino

Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu

Risorse Web:
Associazione Culturale Verba... Manent
Scheda di Dracula
 

giovedì 4 aprile 2013

La Festa delle Ombre Lunghe








La Libera Università dell’Immaginario, nel centenario della nascita di Peter Cushing, il 26 maggio 2013, propone una celebrazione di grande interesse per tutti i cultori del Fantastico: la “Festa delle Ombre Lunghe”.
Il nome, scelto non a caso, riprende il titolo dell’ultimo film girato da Cushing insieme ai colleghi amici Price, Lee e Carradine, ovvero La casa delle ombre lunghe, del 1983. La Festa, infatti, è anche l’occasione di ricordare altri due grandi del cinema horror e fantastico: Vincent Price e Christopher Lee, i cui compleanni cadono a poche ore, essendo nati l’uno il 27 maggio 1911, l’altro il 27 maggio 1922.
Molto più che semplici interpreti, queste tre grandi icone del cinema hanno dimostrato che il Fantastico può mirare ad altissime vette, in virtù di una dedizione e una professionalità assolute. D’altra parte, come ci ricorda Franco Pezzini (autore, ricordiamo, di Peter & Chris e The Dark Screen), tra gli organizzatori dell’evento con Max Ferro, questi tre grandi attori/ricercatori solevano modellare i propri personaggi andandone a indagare le radici letterarie o storiche (Cushing interpellava specialisti della chirurgia ottocentesca per modellare credibilmente il barone Frankenstein, Lee difende da sempre le ragioni degli scrittori contro le sceneggiature tratte…), e coltivavano interessi che li portavano a frequentare importanti scrittori e artisti (basti citare il famoso pomeriggio passato da Price con Thomas Mann, Franz Werfel, Rachmaninoff e Aldous Huxley).

La LUI suggerisce a quanti vorranno condividere la festa, al di là di possibili eventi (ricordi pubblici, proiezioni, letture o altro – che saranno un passo successivo), di dedicare in quei giorni un pensiero allo stile dei tre attori.

Risorse Web:
La Festa delle Ombre Lunghe
Celebrating the Shadows – a feast of imagination
 

venerdì 22 febbraio 2013

Donne pericolose

Le attività della Libera Università dell’Immaginario di Torino si arricchiscono di un nuovo intrigante ciclo di seminari, intitolato Donne pericolose. Scopo del corso è scandagliare quelle regioni dell’immaginario collettivo popolate da dee e piratesse, spie e vampire, ovvero quei modelli femminili “alternativi” non sottomessi ai valori dominanti, che, fonti di fascinazione e diffidenza, individuano una peculiare galleria delle ambiguità dell’Occidente.
Parte questa sera il primo ciclo di incontri, La Dea, il Serpente, il Giardino, il cui curatore è Franco Pezzini, studioso di fantastico e noto vampirologo. Cinque gli appuntamenti fissati finora: “La Pitonessa nel giardino” (22/02), “Lilith della notte” (8/03), “Medusa danza” (5/04), “Empusa e il professore” (7/06), “Lamento per Lamia” (21/06).

In questa “schiera di Ecate” troviamo molte creature ematofaghe strettamente legate alla mitologia vampiresca. Prima fra tutte Lilith, che campeggia nella locandina del corso nella famosa raffigurazione del preraffaellita John Collier. Divinità che affonda le sue origini nella mitologia assiro-babilonese, citata nella Bibbia e nel Talmud, per gli Ebrei era la prima moglie di Adamo, anche lei plasmata dal fango; insofferente ai comandi di Adamo e di Dio, divenne poi un demone alato dai lunghi capelli, animata da un’insaziabile lussuria e dalla sete di sangue di bambini.
Lamia, regina di Libia e figlia di Belo, si credeva rapisse e mangiasse bambini, resa folle dalla gelosia nei confronti di Era. Quella della lamia è una genia di mostri che si trasformano in avvenenti fanciulle per adescare i giovani, di cui bevono il sangue dopo spossanti rapporti sessuali; le lamie sono talvolta descritte come creature ermafrodite, con testa e seni femminili, corpo ferino coperto da squame, zampe con artigli e zoccoli.
Altrettanto sanguinaria era l’empusa, creatura di cui narra Filostrato nella Vita di Apollonio di Tiana. Filosofo, mistico e taumaturgo, Apollonio smascherò l’empusa che insidiava, con le fattezze di bellissima donna, il suo allievo Menippo, rivelandone la natura mostruosa. Le empuse assumono l’aspetto di cagne, di vacche o di belle fanciulle e, in quest’ultima forma, giacciono con gli uomini per succhiarne le forze vitali fino alla morte.

DONNE PERICOLOSE – Primo ciclo: La Dea, il serpente, il giardino
Con Franco Pezzini

Dal 22 febbraio al 21 giugno 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino

Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu

Risorse Web:
Lussuriose divinità ematofaghe
Associazione Culturale Verba... Manent
 

martedì 15 gennaio 2013

TuttoDracula: la Romania di Stoker


Nell’ambito della rassegna TuttoDracula, organizzata da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario di Torino, lo scorso venerdì 11 gennaio il nostro Antonio Daniele ha partecipato all’incontro dedicato al Capitolo IV del romanzo, ultimo dei capitoli iniziali ambientati in Transilvania. Di seguito un sintetico resoconto dell’intervento sulla “Romania di Stoker”.

Sono diverse le località rumene citate in Dracula, ma Stoker si sofferma a descriverne solo alcune, che risultano quindi più interessanti per l’appassionato. La Transilvania oggi è una regione della Romania, ma all’epoca delle vicende narrate faceva parte dell’Impero austro-ungarico. Per questo motivo, molti dei toponimi citati da Stoker sono in lingua tedesca.
La prima tappa transilvana di Harker è Klausenburg, ovvero Cluj-Napoca. Qui Jonathan soggiorna nell’Hôtel Royal, che secondo qualcuno esisterebbe ancora oggi come Hotel Continental [cfr. Yann Aubertot, Reality, Fiction and Symbolism in Bram Stoker's Dracula].
La prima annotazione del diario di Harker, però, viene scritta a Bistritz, il 3 maggio. Questa città, oggi chiamata Bistriţa, non offre molto al turista, ma si possono cercare le atmosfere del racconto soggiornando all’Hotel Coroana de Aur, traduzione in rumeno di “Golden Krone”. Qui si può cenare nel Salon Jonathan Harker e ordinare i frigarui (la “bistecca del ladro”), ottimi spiedini di carne grigliata.
Lasciati moderni treni e stazioni, per quanto ritardatari, Jonathan prosegue quindi sulla diligenza per la Bucovina, entrando suo malgrado nella dimensione di una terra magica. Arriva così a Passo Borgo, oggi Pasul Tihuţa, dove ha appuntamento con il cocchiere di Dracula, sembra presso l’attuale villaggio di Piatra Fântânele, a 1200 metri di quota tra i monti Carpazi. All’epoca di Stoker, questo luogo era al confine fra tre stati: Transilvania, Moldavia e Bucovina (non a caso una zona di confine). Facendo in autobus il tragitto Bistritz/Borgo Pass, ho potuto ammirare il dolce paesaggio transilvano, che non è aspro e orrido come lo dipinge Stoker, anche se realmente montagnoso. Presso Piatra Fântânele, oggi sorge l’Hotel Castel Dracula, dallo stile simil-gotico, dove si possono trovare intrattenimenti e menù draculeschi.
Dopo aver girato in tondo per un certo tempo e con varie soste, la carrozza di Harker prosegue fino al Castello di Dracula, che non sembra possibile localizzare. Dal momento che lo scrittore si ispirò al Dracula storico, pare lecito a questo punto considerare i manieri del principe valacco: lo splendido castello “tarocco” di Bran (dove è stato girato il documentario In Search of Dracula con Christopher Lee), e il vero castello di Dracula, la rocca di Poenari. Di questa, però, rimangono solo le rovine, comunque visitabili, dopo aver salito circa 1480 gradini. Non è difficile immaginarla come il luogo della prigionia di Harker, che descrive un precipizio di centinaia di metri e un paesaggio costellato di verdi foreste. Dall’alto si può poi ammirare il “fiume della principessa”, dove la leggenda vuole si gettasse la consorte di Dracula per sfuggire ai turchi (episodio ripreso poi da Coppola).
Quale che fosse il castello a cui si ispirò, Stoker probabilmente aveva immaginato una precisa ubicazione del maniero del conte. Secondo Hans Corneel De Roos, curatore di una recentissima edizione illustrata del romanzo, tale luogo sarebbe la vetta del monte Izvor (Izvorul Călimanului), una trentina di chilometri a sud-est di Piatra Fântânele.

Risorse Web:
Tuttodracula
Tuttodracula Cap.4 – Via da questa maledetta terra
Intervista a Nicolae Paduraru
Moonlake Editions
 

martedì 23 ottobre 2012

TuttoDracula

La Libera Università dell’Immaginario, neonato centro studi di Torino, inaugura le sue attività con un’iniziativa di grande interesse per tutti gli appassionati di vampiri e letteratura fantastica, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Verba... Manent.

Nel centenario della morte di Bram Stoker, Franco Pezzini e Max Ferro saranno gli ospiti della rassegna TuttoDracula, un ciclo di seminari sul capolavoro dell’autore irlandese. Una vera e propria full immersion, che si propone come guida alla lettura, e che sviscererà curiosità, ricette e retroscena di uno dei romanzi più famosi del mondo. Agli incontri, che seguiranno la successione dei capitoli di Dracula, parteciperanno di volta in volta vari ospiti, che proporranno interventi su aspetti monografici legati al romanzo.
L’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del primo ciclo di appuntamenti:
Introduzione: Il mistero delle pagine scomparse (9/11);
Cap.1: I morti viaggiano veloci (16/11);
Cap.2: Qualcosa della felicità che recate (7/12);
Cap.3: Se vi guardate indietro (14/12);
Cap.4: Via da questa maledetta terra (11/01);
Cap.5: Oh, a proposito del numero tre (18/01);
Cap.6: L’odore della morte è nell’aria (8/02);
Cap.7: Quel cadavere legato al timone (15/02);
Cap.8: Il Maestro è vicino (1/03).

Nello stesso periodo, il Centro proporrà anche Ombre gialle, un ciclo di incontri sul giallo, in cui Maurizio Blini, Franco Pezzini e Anna Berra si occuperanno di opere di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, di vite in giallo, di itinerari nel delitto e vie torinesi.


TUTTODRACULA – Primo ciclo: L’avvento del vampiro
Con Franco Pezzini e Max Ferro

Dal 9 novembre 2012 al 1° marzo 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino

Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu

Risorse Web:
Associazione Culturale Verba... Manent
Scheda di Dracula
 

venerdì 6 aprile 2012

Franco Pezzini & Angelica Tintori, "Peter & Chris. I Dioscuri della Notte"

Titolo: PETER & CHRIS. I DIOSCURI DELLA NOTTE
Autore: FRANCO PEZZINI, ANGELICA TINTORI
Anno: 2010
Edizione: GARGOYLE BOOKS
Copertina: GRAFEMA srl
ISBN: 978-88-89541-50-0
Pagine: 420
Il cinema horror dei nostri giorni sembra incentrato solo sulla grandiosità degli effetti speciali, sul make-up sempre più attento ai dettagli che possono aggiungere un tocco mostruoso a un aspetto comune, e altri artifici. Gli amanti del cinema dell’orrore, però, anche di fronte a tanto progresso, restano legati, in un modo che non è semplicemente nostalgico, ad altre pellicole più datate; per fare un esempio, vediamo che quando si pensa a Van Helsing non salta alla mente Hugh Jackman nel fiore degli anni, bensì un più maturo e cupo Peter Cushing. Stessa sorte tocca a Dracula, che è difficile immaginare con un volto diverso da quello di Christopher Lee (o di Bela Lugosi). Cushing e Lee hanno lasciato un segno indelebile nel nostro immaginario e non solo per la loro eccellenza di attori; Franco Pezzini e Angelica Tintori ci spiegano il perché nel saggio Peter & Chris. I Dioscuri della Notte, pubblicato, dalla casa editrice Gargoyle nel dicembre 2010.

Gli autori non si limitano alla semplice biografia e filmografia degli attori, ma ci forniscono un quadro completo delle circostanze che li hanno portati a diventare da colleghi a grandi amici, nonché icone del cinema horror.
Dopo una breve prefazione di Alfredo Castelli (sceneggiatore del fumetto bonelliano “Martin Mystere”) conosciamo i due attori, le famiglie d’origine, episodi che ne hanno segnato la personalità e le circostanze che li hanno fatti approdare al mondo del cinema.
Seguono pagine molto intense in cui si apprende come, film dopo film, Peter e Chris abbiano lavorato in coppia, stringendo un rapporto d’amicizia interrottosi solo nel 1994 con la morte di Cushing.
Accanto alla minuziosa analisi delle pellicole più famose che li hanno visti insieme, Pezzini e Tintori arricchiscono il loro saggio introducendo alcune citazioni e commenti espressi dai “dioscuri” stessi, rendendoli più vicini al lettore, che non riesce a trattenere un sorriso davanti a battute intrise del pungente humour inglese che accomuna gli attori. Vengono trattati anche i due film precedenti a The Curse of Frankenstein di Terence Fisher, che nel 1957 ha inaugurato il sodalizio Cushing-Lee sul set, durato fino al 1983 con La Casa delle Ombre Lunghe. Scopriamo così che, in Hamlet di Laurence Olivier (1948) e in Moulin Rouge di John Huston (1952), i due attori, entrambi nel cast, non si ebbero modo di incontrarsi. Seguono, poi, le esperienze cinematografiche di Christopher Lee, dalla morte di Cushing fino ai giorni nostri, che segnano un’attività intensa, ancora ininterrotta nonostante l’età avanzata.

Leggendo le pagine del saggio, ci si trova emotivamente coinvolti anche nelle vicende personali dei due attori: non si può restare indifferenti alla struggente devozione di Cushing verso la moglie, così come per la vicenda di Christopher Lee, padre impotente davanti alla malattia della figlia. Il loro profondo legame li portò ad aiutarsi vicendevolmente per non cedere allo sconforto nei momenti più difficili. Accanto agli episodi personali, sono sviscerate con pari attenzione le dinamiche socio-economiche che hanno portato al successo e al declino del cinema horror rappresentato dalle case di produzione Hammer e Amicus.
Peter & Chris. I Dioscuri della Notte si rivela un saggio prezioso sotto molteplici punti di vista, innanzitutto per l’encomiabile lavoro di ricerca compiuto da Pezzini e Tintori, guidato da una forte passione che non manca di contagiare il lettore pagina dopo pagina; il linguaggio è colloquiale, coinvolgente e privo di pretenziosità accademiche che possano scoraggiare la lettura. Le scelte linguistiche sono caratterizzate da un’intelligente ironia, particolarmente nei titoli, dove non mancano divertenti citazioni cinematografiche e giochi di parole. Proprio per la scelta di condurre un’analisi completa, senza esporla in modo didattico, gli autori propongono un saggio fruibile e godibile anche da chi non è “addetto ai lavori”.

Risorse Web:
Scheda di Peter & Chris. I Dioscuri della Notte
Gargoyle Books
Sito di Angelica Tintori
 

lunedì 27 giugno 2011

Porti di Magnin - N.73

Titolo: PORTI DI MAGNIN, N.73
Autore: FRANCO PEZZINI, et al.
Pagine: 144
Edizione: Ass.Cult. PORTI DI MAGNIN, 05-2011
Sul numero di maggio di “Porti di Magnin”, periodico di Arti Scienze e Cultura, sono stati pubblicati gli atti del convegno “Tra arte e letteratura – Tra Italia e Giappone”, svoltosi nel febbraio dello scorso anno a Torino, in concomitanza della mostra “Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese”.

Tra i vari saggi su manga e narrativa, su arte e ukiyo-e, sulle antiche cronache giapponesi, su angeli, volpi magiche, streghe e creature fantastiche nella cultura nipponica, sono vari i motivi di interesse della rivista per gli appassionati di vampiri. Già segnalammo la presenza alla mostra di Katsuya Terada, character designer dell’anime Blood: The Last Vampire.
Scopriamo tra gli atti un progetto assai promettente: il fumetto Kitsukiba – Storia romantica di code e di canini, tratto dal racconto vampiresco Storia romantica di code e di canini di Massimo Soumaré, pubblicato nell’antologia ALIA Autori Italiani (CS_libri, 2008). La storia di Soumaré verrà illustrata dal mangaka giapponese Ryo Kanai e pubblicata dalla Vittorio Pavesio Productions. Nell’intervista di Fulvio Gatti, Soumaré e Pavesio parlano di fumetto italiano e giapponese, dando qualche anticipazione sul loro lavoro, annunciato per quest’autunno. A corredo del testo si possono ammirare alcune stupende illustrazioni, tali da creare grande aspettativa per l’opera. Intanto si può ingannare l’attesa con uno stupendo art book di Kanai.

Il saggio che chiude la rassegna è un autorevole studio di Franco Pezzini, intitolato “Spire d’Oriente, immaginario d’Occidente”, in cui il vampirologo torinese propone un percorso nel Femminile allarmante tra Oriente e Occidente.
Dee e vampire, donne fatali e seduttrici dell’Est sono protagoniste di molteplici suggestioni orientali dell’immaginario occidentale: dalla dark lady Medea alla lussuriosa regina Semiramide, dalla regina di Saba a Cleopatra, fino alle “Dragon Lady”, misteriose dominatrici dell’Estremo Oriente. Non mancano le figure vampiresche, prima fra tutte Theda Bara, prima vamp del cinema.
Queste figure femminili rimandano alla figura della Grande Dea, che nella sua veste più minacciosa incarna due ambiti. È Assassina-Annunciatrice di Morte, spesso associata al serpente e ad uccelli rapaci, e come tale è all’origine dei miti della banshee e di Baba Yaga. Ma è anche Dea della Morte, con le fattezze della Gorgone arcaica, una potente divinità identificabile con Ecate, dea delle streghe. E nella schiera di Ecate vanno annoverate orchesse e protovampire, come Empusa e Lamia.
Probabilmente, in origine Lamia era la dea sumerica Lamm. L’etimologia del nome andrebbe quindi ricondotta, più che al greco, al punico laham (“mangiare”, “divorare”). Lamia, regina di Libia e figlia di Belo, si credeva rapisse e mangiasse bambini, resa folle dalla gelosia nei confronti di Era. Quella della lamia è una genia di mostri talvolta descritti come creature ermafrodite, con testa e seni femminili, corpo ferino coperto da squame, zampe con artigli e zoccoli, in grado di tramutarsi in avvenenti fanciulle.
Altra creatura notturna e sanguinaria era l’empusa, come quella di cui narra Filostrato nella Vita di Apollonio di Tiana. Apollonio era un filosofo, mistico e taumaturgo, contrapposto dai pagani alla figura del Cristo. Fu lui a smascherare l’empusa che insidiava, con le fattezze di bellissima donna, il suo allievo Menippo, rivelandone la natura mostruosa. Una importante riproposizione dell’episodio si deve a Robert Burton, che, nella Anatomy of Melancholy, sostituisce l’empusa con una lamia, concreta donna-serpente fatata, mentre il ruolo di Apollonio si riduce alla rivelazione della natura del mostro: il filosofo diventa portavoce dell’inesorabilità della ragione nel dissolvere gli spettri, compresi quelli della sensualità. John Keats ben conosceva l’opera di Burton quando, nel 1819, scrisse il suo poemetto Lamia, in cui la leggadria di Lamia contrasta aspramente con la brutalità del cacciatore. D’altra parte, la stessa indeterminatezza della natura della Donna Serpente, sospesa tra bontà e malvagità, rivela molto degli stereotipi e dei pregiudizi, sessuali ed etnici, del nostro civilissimo Occidente.

Risorse Web:
Blog di Soumaré
Sito della mostra
CS_libri
Vittorio Pavesio Productions
Le vampire dell’antichità classica: Empuse e Lamie
Intervista a Franco Pezzini
 

venerdì 11 febbraio 2011

“Peter & Chris. I Dioscuri della Notte” a Torino

Il prossimo mercoledì, 16 febbraio, presso la Feltrinelli di piazza C.L.N. a Torino, si terrà la presentazione del saggio Peter & Chris. I Dioscuri della Notte di Franco Pezzini e Angelica Tintori. Interverrano all’incontro Steve Della Casa e gli Autori.

Il libro
Poche coppie professionali dello schermo hanno influito tanto profondamente sull’immaginario collettivo quanto quella di Peter Cushing e Christopher Lee. Nel corso delle rispettive lunghe carriere – iniziata e conclusa prima per il più anziano Cushing (che muore nel 1994), ancor oggi fittissima di apparizioni per Lee – i due attori inglesi si sono cimentati nei ruoli più svariati: ma la consacrazione a icone internazionali è avvenuta sul terreno dell’horror. A partire dai primi, ormai leggendari film in coppia per la casa di produzione inglese Hammer, e via via di pellicola in pellicola, Cushing e Lee hanno saputo intessere un rapporto non solo professionale ma personale e di amicizia sempre più profondo.
Il Tandem diventa anzi il marchio di fabbrica della golden age della Hammer, che negli anni di ascesa e tramonto della Swinging London si fa artefice, coi suoi horror popolarissimi, del sistema mitologico più articolato mai apparso sul grande schermo. Un sistema che appunto trova il suo asse simbolico grazie a questa coppia straordinaria. Lee il mostro, la minaccia erotica che insidia la società nel profondo, il tiranno; Cushing lo scienziato, l’asceta un po’ dandy, il volto algido e magari ipocrita di quella stessa società…
Biografismo, aneddotica, storia e critica sociale, antropologia, semiotica fanno da costante contrappunto all’analisi pulsante e puntuale di film che hanno fatto la storia del cinema fantastico. Tale multidisciplinarietà metodologica, non esente da arguti guizzi d’ironia, rende particolarmente godibile la lettura di un volume che, travalicando i confini della saggistica tradizionale, offre uno scorcio coinvolgente su una delle più affascinanti epopee della storia del cinema e sui relativi rapporti con la società circostante.

Gli autori
Franco Pezzini (Torino, 1962), laureato in Diritto Canonico con la tesi “Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa”, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al Fantastico. Tra i fondatori della rivista “L’Opera al Rosso”, è membro del Comitato editoriale de “L’Indice dei libri del mese”, della Redazione di Carmillaonline. Letteratura, immaginario e cultura di opposizione, e collabora alla rivista “LN - Libri Nuovi”. Ha pubblicato i saggi Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000), e – insieme ad Arianna Conti – Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi, 2005). Con Angelica Tintori ha già firmato The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (Gargoyle, 2008). È Vicepresidente del Comitato Scientifico di Autunnonero, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror.
Angelica Tintori (Milano, 1967), laureata al D.A.M.S. di Bologna dopo anni di frequentazione della Facoltà di Filosofia all’Università Cattolica di Milano. Lavora con il Museo Teatrale alla Scala nel 1995, ideando e curando la mostra “L’incantevole artificio - Il melodramma nel cinema”. Dal ‘97 al 2004 è soggettista e sceneggiatore di “Legs Weaver” e “Nathan Never” per la Sergio Bonelli Editore. Pubblica il suo primo libro nel 2000 con la PuntoZero di Bologna: Michael Crichton - Medici, dinosauri & Co.; mentre l’ultimo è C.S.I. Crime Scene Investigation per la collana “I Telenauti” (Delos Books) che ha anche curato. Scrive su varie testate (“Series” e “Fiction Tv”) e collabora con alcune università e festival letterari. Con Franco Pezzini, nel 2008, ha pubblicato il suo quinto libro e primo per i tipi Gargoyle, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo.

PETER & CHRIS
I Dioscuri della notte
di Franco Pezzini & Angelica Tintori

Con Steve Della Casa e gli Autori

Mercoledì 16 febbraio 2011, ore 18:00
Feltrinelli Libri&Musica, Piazza C.L.N. 251, Torino

Risorse Web:
Recensione di The Dark Screen
Gargoyle Books
 

giovedì 28 ottobre 2010

Arriva la Halloween Gothic Fest di Autunnonero

L’annuale festa di Halloween organizzata nell’ambito di Autunnonero 2010, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror, è ormai alle porte. La rassegna di quest’anno è intitolata “Metamorphosis - Miti, ibridi e mostri”. Come sempre, il palinsesto è molto ricco, quindi segnaliamo ai nostri lettori gli eventi più vicini ai nostri temi, invitando a visitare il sito di Autunnonero per il programma completo.

Gli incontri del 30 e del 31 ottobre si svolgeranno nel borgo medievale di Dolceacqua (IM). Si parte alle 16,30 di sabato 30, con l’evento “Ecate trivia”, nella Sala di Vetro del Castello dei Doria, all’interno del quale sarà presentato l’albo speciale di Dampyr, “Lucrezia”, realizzato proprio in occasione di Autunnonero 2010, con la sceneggiatura di Andrea Scibilia, i disegni di Michele Cropera e la copertina di Alessandro Scibilia. L’albo, di 16 pagine, verrà dato in omaggio a tutti i visitatori di Autunnonero. Alla presentazione parteciperanno Michele Cropera, Andrea e Alessandro Scibilia e Mauro Boselli. Le tavole originali dello speciale saranno esposte nelle sale superiori del Castello, insieme alle tavole originali di Michele Cropera.
Alla presentazione seguiranno incontri sul tema del femminile tenebroso. Particolarmente atteso l’intervento di Franco Pezzini, dal titolo “La tana del Verme Bianco. La schiera di Ecate tra il Neolitico e Bram Stoker”, incentrato sul romanzo The Lair of the White Worm di Bram Stoker, del 1911, e portato sullo schermo nel 1988 da Ken Russell. La protagonista, la donna-serpente Lady Arabella March, richiama un’origine ben più antica, e più precisamente quel serraglio di mostri-femmina - lamie, empuse, mormolici e altre - costituente il corteggio di Ecate come sue proiezioni o seguaci demoniache.
Seguiranno il concerto d’arpa di Francesco Benozzo, gli orrorifici spettacoli teatrali della compagnia ATMO e i concerti dei Cellobassmetal e dei Klimt 1918, che si esibiranno sulle immagini delle tavole di “Lucrezia”.

Domenica 31 si proseguirà con la seconda parte di “Ecate trivia”, nella Sala di Vetro del Castello dei Doria, con gli interventi “Spose oltremondane. Ctonie, equoree, astrali” di Sonia Maura Barillari, “Villa Diodati, la notte delle femmine folli” di Danilo Arona e “La Dea Nera. Ecate e l’immaginario neogotico” a cura di Ver Sacrum.
Dalle 18,30 saranno messi in scena gli spettacoli dell’Associazione Culturale IannàTampé, in collaborazione con la Compagnia dei Cavalieri di Sant’Andrea e l’Associazione Culturale Autunnonero. La serata si concluderà con l’atteso concerto delle symphonic metal band ReVamp ed Epica.
Autunnonero 2010 torna a novembre con la seconda edizione del Convegno di Studi sul Folklore e il Fantastico, in programma a Genova il 13 e 14 novembre, nella suggestiva cornice del Castello d’Albertis.

Risorse Web:
Autunnonero
Associazione Culturale IannàTampé
ATMO
Ver Sacrum
 

martedì 26 ottobre 2010

Alice e Carmilla in uno specchio oscuro

Il 9 ottobre scorso, sulla rivista telematica “Carmilla on line”, è stato pubblicato l’interessante articolo Alice in a Glass Darkly, ottavo capitolo della rassegna Victoriana di Franco Pezzini. Lo studioso torinese vi propone un’analisi, inedita e ricca di spunti, dei parallelismi tra la Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu e il dittico Alice nel Paese delle Meraviglie / Attraverso lo Specchio di Lewis Carroll, pubblicato tra il 1865 e il 1871.

I testi rivelano consonanze significative, tanto da portare Pezzini all’ipotesi di una rilettura in nero del dittico carrolliano da parte di Le Fanu. Il secondo dei due romanzi di Carroll uscì nel 1871, e la la pubblicazione di Carmilla partiva nel dicembre dello stesso anno sulla rivista “The Dark Blue”.
Entrambe le protagoniste sono eroine vittoriane di buona condizione sociale, che vivono dimensioni di solitudine e vengono risucchiate in un mondo onirico. Già la struttura fondamentale accomuna i romanzi: una «struttura-cornice» a più livelli, esterna del narratore / interna della protagonista in Carroll, che si complica in Le Fanu con un gioco a tre voci (l’esecutore testamentario / Hesselius / Laura); ma il meccanismo è simile, fornendo al lettore una chiave critica della narrazione.
Molti gli elementi presenti in entrambe le opere, come il timore del ritardo del Coniglio bianco e della Contessa madre, la presenza di gatti mostruosi o il «Bevimi» letto da Alice, e funzionale all’ingresso del giardino proibito, che richiama l’invito inespresso di Laura alla vampira, suggestione già colta da Anna Berra nel romanzo L’Ultima Ceretta.
La stessa manipolazione del linguaggio di Carroll richiama il vampirismo anagrammato di Carmilla/Millarca/Mircalla.
Altri accostamenti diventano inevitabili alla luce della connessione iconografica con gli archetipi dei Tarocchi: la carta del Matto (il tema della follia), l’Imperatore e l’Imperatrice (re e regine di carte e scacchi / il generale Spielsdorf e la Contessa), gli Amanti (Laura e Carmilla / Alice e la Duchessa), la Giustizia e il Giudizio (l’ironico «tagliategli la testa» carrolliano che riecheggia nel «voglio tagliarle la testa» del generale in Carmilla), la Ruota della Fortuna (il ciclo delle vampirizzazioni / i mondi paradossali di Carroll), la Torre cadente (il precipitare di Alice nell’Underground e di Laura nell’incubo).
Sembrerebbe che Le Fanu si sia ispirato a Carroll anche per quello che è l’elemento centrale del suo romanzo, il tema del doppio e della specularità: nel dittico di Alice assistiamo ad un capovolgimento di regole e ambienti e alla presenza di personaggi speculari (come la Regina Bianca e la Regina Nera, o i gemelli Tuideldum e Tuideldì), che si “riflettono” in Le Fanu nella figura della non-morta, che emerge quale doppio della narratrice, evocata dalla solitudine e dal divorante desiderio della sua vittima/amante.

Risorse Web:
Alice in a Glass Darkly di Franco Pezzini
Scheda di Carmilla
 

sabato 30 gennaio 2010

Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone

In occasione della mostra “Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese”, visitabile fino al 14 febbraio, nelle sale dell’Accademia Albertina di Torino, dal 2 al 5 febbraio si terrà il convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”.

Per la prima volta in mostra in Europa, alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.
Tra gli artisti segnaliamo in particolare Katsuya Terada, che ha lavorato come character designer nell’anime Blood: The Last Vampire. Tra gli altri autori delle circa 300 le opere esposte: Utagawa Kunisada (1786-1865), Ogata Gekko (1859-1920), Yoshitoshi ABe, Kugatsuhime, Akemi Takada, Minae Takada, Yuko Tsukishiro, Akihiro Yamada.

Per venerdì 5 febbraio, alle 17:45, è previsto l’intervento di Franco Pezzini e Massimo Scorsone “Il bacio della Donna Serpente: percorsi iconologici nel Femminile allarmante tra Oriente e Occidente-dagli stereotipi alla fascinazione esotica”. Sulla base di una complessa mitopoiesi, l’Occidente ha declinato in varie forme l’idea di un Femminile allarmante che nutrirà con abbondanza le forme artistiche dell’età moderna. All’interno di tale costellazione i richiami all’Oriente sono molteplici, a enfatizzare una dimensione predatoria circonfusa di brividi esotici. Tra dee e vampire, tiranne del corpo e seduttrici dell’anima, ciò che emerge è una galleria di inquietudini, timori e inconfessate fascinazioni con ricadute talora tragiche nel vissuto dei popoli.

Di seguito gli altri incontri.
Martedì 2 febbraio: L’arte orientale a Torino (Franco Ricca); Manga: fumetto e società contemporanea (Massimo Melotti).
Mercoledì 3 febbraio: Calligrafia tra Cina e Giappone: evoluzione grafica della scrittura (Kazuko Hiraoka); Kitsukiba: “dietro le quinte” del progetto della graphic novel italo-giapponese della Pavesio Productions (Fulvio Gatti, Vittorio Pavesio, Massimo Soumaré); Japan in Five Ancient Chinese Chronicles-alle origini del Sol Levante: le più antiche cronache sul Giappone (Massimo Soumaré, Davide Mana); Character & Design: dentro l’industria audiovisiva giapponese (Luca Della Casa, Stefano Gariglio, Fabrizio Modina).
Giovedì 4 febbraio: Volpi magiche e spiriti inquieti nell’età di internet: influenza della narrativa fantastica classica e del folklore tradizionale giapponesi sui mezzi di comunicazione di massa contemporanei (Massimo Soumaré); Letteratura contemporanea giapponese: presentazione dell’antologia Foglie multicolori - Racconti dal Sol Levante e del progetto ALIA6 della casa editrice CS_libri di Torino (Reiko Hikawa, Fabio Lastrucci, Federico Madaro, Davide Mana, Massimo Soumaré, Silvia Treves); Parole immaginate: piccolo viaggio intorno a segni e narrazioni (Fabio Lastrucci); L’arte di Akemi Takada: dimostrazione di disegno (Akemi Takada); Amici immaginari-L’Occidente nel fantasy giapponese e il Giappone nel fantasy occidentale: streghe e miko, cavalieri e samurai (Davide Mana, Reiko Hikawa).
Venerdì 5 febbraio: Matatabi: viaggio immaginario a Edo (Giorgio Arduini); Attori Kabuki e loro ritratti (Akane Fujisawa); L’arte di Minae Takada: dimostrazione di incisione su rame (Minae Takada) ; L’ukiyo-e e la moda di Edo: l’ukiyo-e come mass media (Murasaki Fujisawa).

TRA ARTE E LETTERATURA, TRA ITALIA E GIAPPONE

2/5 febbraio 2010
Accademia Albertina
Via Accademia Albertina 6, Torino

Risorse Web:
Sito ufficiale della mostra
Il programma completo del convegno
Accademia Albertina
 

venerdì 29 gennaio 2010

Gargoyle Books: un 2010 all'insegna dei Vampiri

Il 2010 sarà un’annata decisamente all’insegna dei Vampiri in casa Gargoyle. Già disponibile nello shop online il primo titolo vampiresco dell’anno, la cui uscita in libreria è prevista per l’11 febbraio. Trattasi de Gli Archivi di Dracula di Raymond Rudorff, prequel al Dracula stokeriano, che svela le circostanze della trasformazione di Dracula in vampiro, la parentela con la Contessa Elizabeth Bathory, fino ad eventi risalenti ad alcuni anni prima delle gesta di Van Helsing e soci.
Per febbraio è prevista la pubblicazione dell’attesa ristampa de Il Battello del Delirio di George Martin, la cui prima edizione italiana datata 1994 è scomparsa da anni dal catalogo Fanucci. Ambientato nell’America dell’Ottocento, il libro racconta la storia del Capitano Marsh, alla ricerca di riscatto sulle acque del Mississipi.
A marzo parte la pubblicazione di Varney il Vampiro di Prest e Rymer, fondamentale classico vampiresco, proposto integralmente in Italia per la prima volta. Il primo volume, intitolato Il Banchetto di Sangue, sarà introdotto dalla prefazione del professor Carlo Pagetti. Previsto per luglio il secondo volume, L’Inafferrabile, con un intervento del grande vampirologo Fabio Giovannini, già curatore di un’antologia che raccoglieva alcuni estratti da Varney (Datanews, 1993). Il terzo volume, All’Ombra del Vesuvio, sarà introdotto da Mauro Boselli (avete presente Dampyr?).
A maggio potremo leggere di un nuovo incontro tra Dracula e Sherlock Holmes in uno dei racconti dell’antologia Il Grimorio di Baker Street. A giugno sarà la volta de I Vampiri di Ciudad Juarez di Clanash Farjeon, primo capitolo di una trilogia ambientata tra Texas e Messico.
Ad agosto arriverà Il 36° Giusto, sequel de Il 18° Vampiro del talentuoso Claudio Vergnani, in cui potremo goderci le nuove avventure di Claudio, Vergy e l’Amica, all’indomani dello scontro con le schiere del vampiro Grimjank.
A settembre, in Tecniche di Resurrezione di Gianfranco Manfredi, nell’Europa napoleonica, incontreremo nuovamente i gemelli Aline e Valcour de Valmont di Ho Freddo.
A chiudere l’anno in bellezza ci penseranno gli autori di The Dark Screen, Franco Pezzini e Angelica Tintori, con il saggio Peter & Criss. I Dioscuri della Notte, un libro di cinema e mitologia, incentrato sulle figure dei grandi Peter Cushing e Christopher Lee.

Risorse Web:
Catalogo Gargoyle 2010
Finalmente anche in Italia "Varney il vampiro"
 

lunedì 9 novembre 2009

Autunnonero: Dracula

L’intervento di Franco Pezzini continua con la storia del Dracula teatrale: dalla lettura drammatizzata del romanzo, effettuata pochi giorni prima della pubblicazione davanti ad un pubblico raccogliticcio di personale del teatro, passanti e donne delle pulizie, alla prima versione teatrale di Hamilton Deane, adattata poi dal brillante giornalista John Balderston per il pubblico di Broadway.
La parola passa ad Antonello Panero, regista della prima versione teatrale italiana di Dracula. La pièce messa in scena dalla compagnia Thealtro è quella di Deane-Balderston, che fu portata al cinema da Tod Browning. Nella versione di Panero i tre atti diventano due, sono eliminati il prologo e l’epilogo, ma vengono lasciati molti dei dialoghi originali, eccetto qualche lode al divino e qualche ripetizione di troppo. Tra le parti oggi improponibili, il regista cita il prologo in cui il vampiro scivola a testa in giù sul muro esterno di una torre e la presenza di un improbabile personaggio femminile che si reca a Londra in piena notte per comprare della luparia.

Alle nove e trenta si parte con lo spettacolo. A Dolceacqua la scenografia di Marco Mancin è scarna e sfrutta gli stupendi sfondi naturali del castello. Lo spettacolo doveva avere luogo sotto le arcate del cortile, ma la pioggia ha voluto che fosse spostato nell’atrio. Le azioni sono concentrate in uno spazio molto più piccolo, che gli attori riescono, però, a gestire egregiamente (a tutti loro un meritato plauso per aver combattuto anche contro il freddo e il forte vento che soffiava tra le mura).
Iniziano le prime note di una musica malinconica e inquietante ed entra in scena l’infermiera Wells, interpretata da Patrizia Schneeberger. Il pubblico non può non preoccuparsi per la salute di Lucy, coinvolto dal padre, un dottor Seward decisamente convincente di Massimiliano Bortolan, e dal fidanzato, un Harker trasognato e pieno di umanità, reso splendidamente e con insolito spessore da Davide Bernardi. I loro discorsi vengono interrotti da Renfield, un magistrale Enrico Cravero, la cui risata fa accapponare la pelle ai presenti. Sfuggito per l’ennesima volta all’infermiere Butterworth (Fabio De Remigis), Renfield entra in scena mentre si scatena un vento furibondo nell’atrio del maniero, quasi ad annunciare l’arrivo di Dracula. «Io non me ne faccio niente delle anime, io voglio il sangue!», urla Renfield, mentre la sua folle risata riecheggia nelle sale del castello. Solo Van Helsing riesce a zittirlo. Massimo Chionetti funziona bene nei panni di questo personaggio votato alla scienza, ma scevro da un insensato “scetticismo a tutti i costi”. Il suo tono è magnetico, e mentre gira tra il pubblico, quasi lo convince mentre spiega che «la forza del vampiro sta proprio nel fatto che la gente comune non crede in lui».
Un sinistro presagio sembra portato dal tempestivo rintocco di campane della chiesa di Dolceacqua, che suonano poco dopo l’ingresso di Dracula. Federico Sacchi è il vampiro, meno accentuato del solito nell’aspetto sensuale e romantico, ma imponente sulla scena con i suoi due metri di altezza e il fisico asciutto: è un Dracula animalesco, aggressivo, spaventoso, dai lunghi capelli e il trucco marcato (opera di Alessio Piscini), ma al tempo stesso con lo sguardo perso in miraggi lontani.
Algida e “malata” nella veste bianca, aggressiva e carnale nell’abito rosso e col trucco marcato (dopo aver bevuto il sangue di Dracula), la Lucy di Veronica Stilla ammalia i presenti con un’interpretazione sensuale e coinvolgente.
Nel finale, il vampiro sconfitto urla la sua rabbia con profonda voce graffiata e grugniti animaleschi. Van Helsing può finalmente proclamare: «Cenere alla cenere, polvere alla polvere». Sulle note sognanti e malinconiche di Nature Boy di Nat King Cole, Dracula in trench rientra in scena e posa sul letto di Lucy una rosa rossa (simbolo dell’amore che dura oltre la morte), per poi sparire.

Quella di Dracula è una storia che, dopo aver conquistato tante platee, continua a piacere e ad affascinare, e la fedeltà al copione originale è uno dei motivi per cui l’opera di Panero convince pienamente. Molto del merito, però, va anche alla performance degli attori, che coinvolge e mantiente intatta la fortissima tensione psicologica che permea questa play. Per di più, lo spazio angusto dell’atrio ha contribuito a rendere lo spettacolo intimo e “magico”, facendo immergere più che mai gli spettatori nel racconto, a cui neanche le forze della natura sono rimaste indifferenti.

Risorse Web:
Cantando dietro i catafalchi di Franco Pezzini
Il Dracula di Panero su Facebook
Intervista a Panero
Recensione di In Tenebris Scriptus
Recensione di Splattergramma
 

venerdì 6 novembre 2009

Autunnonero: La Maschera di Dracula

La giornata di sabato 17 prosegue con la presentazione di Enrico Ercole della mostra “Dracula, Mito e Realtà”, organizzata in collaborazione con l’associazione Ordine del Drago, che ha da poco compiuto i dieci anni di attività. Nella mostra viene dato ampio spazio al cinema, con l’esposizione di numerose locandine e fotobuste, sia dei classici della Universal e della Hammer, che delle parodie, come Dracula Morto e Contento di Mel Brooks e Amore al Primo Morso di Dragoti, che di film dai titoli coloriti come Dracula Cerca Sangue di Vergine... e Morì di Sete. Ben rappresentato anche l’aspetto ludico, con pupazzi, action figures, vampirelli kinder e vari fumetti, comprese alcune interpretazioni «scollacciate» degli anni Settanta. Numerose le pubblicazioni di carattere saggistico sui vampiri e su Dracula. Da segnalare le numerose edizioni del romanzo di Stoker, tra cui anche quella in braille del 1994.

Si passa quindi all’intervento di Franco Pezzini, dal titolo Il divo. La maschera di Dracula e immaginario d’Occidente.
Pezzini parte con un excursus sulle motivazioni dell’attuale successo del vampiro, che, da personaggio eversore, si è trasformato in un paladino delle regole familiari e sociali: Edward Cullen non ha quasi più niente in comune con i progenitori del folklore. Come spiega Barber nel saggio Vampiri, Sepoltura e Morte (Nuova Pratiche Editrice, 1994), se un vero vampiro bussasse alla nostra porta, non lo riconosceremmo come tale, dato che vedremmo «un tipo vestito informalmente, per la precisione con un sudario, la faccia rossa e peli ovunque».
Ma il vampiro per antonomasia rimane sempre Dracula. Pezzini ci snocciola, quindi, dei gustosi e poco noti retroscena della stesura del romanzo, che doveva inizialmente intitolarsi The Un-Dead, per poi diventare Dracula (probabilmente su scelta dell’editore). Lo stesso nome del vampiro doveva essere inizialmente “Count ... Styria” (i puntini stavano a indicare un nome che Stoker non aveva ancora scelto, la cui collocazione geografica era un ammiccamento a Carmilla), poi “Count Wampyr”. Altri miti, sfatati in un saggio di Elizabeth Miller, sono le dicerie che Dracula sia il libro più stampato al mondo dopo la Bibbia e che l’idea della storia sia venuta a Stoker da un incubo provocato da un’indigestione di crostacei. Ciò che sembra ormai assodato, invece, è che Dracula sia stato un romanzo dall’enorme impatto popolare, al tempo stesso oggetto di un’avversione militante da parte della critica, pur avendo il merito di offrire uno spaccato dell’Inghilterra vittoriana più lucido e convincente di quello di romanzi ben più considerati.

Risorse Web:
Autunnonero
Ordine del Drago
Intervista a Pezzini
Gargoyle Books
 

mercoledì 4 novembre 2009

Autunnonero: L'Ultima Notte

Nella stupenda cornice del Castello dei Doria a Dolceacqua, si è svolta, nel weekend del 17 e 18 ottobre, la Haunted Fest, evento completamente dedicato ai vampiri, organizzato nell’ambito di Autunnonero, festival internazionale di folklore e cultura horror.
Nella giornata di sabato si sono tenuti la conferenza / tavola rotonda “L’Ultima Notte”, la presentazione della mostra organizzata con L’Ordine del Drago, “Dracula, Mito e Realtà”, la proiezione di film vampireschi, la rappresentazione teatrale del Dracula di Deane-Balderston e il concerto della dark band Even More Vast, che ha presentato il suo ultimo album intitolato Would You Believe?. La domenica si è tenuta la conferenza / tavola rotonda “Da Lestat ai Cullen”.
Noi del Catafalco, come annunciato a suo tempo, abbiamo partecipato alla tavola rotonda del 18. Qui vi proponiamo un resoconto della due giorni: partiamo con la mostra e con la conferenza di sabato 17.

L’evento parte con la presentazione del direttore artistico, Andrea Scibilia, che introduce gli ospiti. A moderare l’incontro è Franco Pezzini, autore di Cercando Carmilla. La Leggenda della Donna Vampira (Ananke, 2000), Le Vampire. Crimini e Misfatti delle Succhiasangue da Carmilla a Van Helsing, con Arianna Conti (Castelvecchi Editore, 2005), e del recente The Dark Screen. Il Mito di Dracula sul Grande e Piccolo Schermo, scritto a quattro mani con Angelica Tintori (Gargoyle Books, 2008).
La tavola rotonda è intitolata “L’Ultima Notte. Vampiri in Italia tra mito, scrittura e schermi”, in omaggio a L’Ultima Notte di Furio Jesi (Marietti, 1987), romanzo postumo in cui i vampiri assumono il dominio della Terra: ultimo baluardo degli uomini è Torino, teatro dello scontro finale. Citando Voltaire, Pezzini spiega che fin dall’alba del mondo moderno, il rapporto tra vampiro e media è stato di reciproca soddisfazione. Ma il motto «non si sente parlare che di vampiri» risulta quanto mai attuale. Il moderatore chiede agli ospiti il loro punto di vista su questa «supermetafora del fantastico».

Max Ferro è il regista di Io Sono un Vampiro, film del 2001, ambientato nella Torino assediata del 1706. Quelli di Ferro sono vampiri tradizionali, che rendono omaggio, più che ai blockbuster del genere, ai B-movie di Franco, Rollin, Bava. Attualmente il regista è al lavoro su un film sulla storia del vampiro del folklore croato Jure Grando.
Anna Berra è autrice de L’Ultima Ceretta (Garzanti, 2003). La storia si svolge ancora a Torino, in cui opera una setta di bevitori di sangue, tanto che il romanzo doveva in origine intitolarsi Bevimi. I vampiri della scrittrice sono per lo più donne fatali, ben diverse dalle «docili smutandate pronte a tutto». Ma il vampiro amato dalla Berra, come dice l’autrice strappando qualche risata, è anche l’uomo dei sogni, perché «non richiede preparazioni culinarie elaborate, è sempre in splendida forma, ha un appetito sessuale sfrenato, ti permette di viaggiare gratis con il suo teletrasporto, e può renderti immortale»! Della Berra è uscita in questi giorni un’antologia illustrata, dal titolo Piume di Sangue (CO.RE Editrice), in cui non mancano i racconti vampireschi.
Claudio Vergnani è autore del recente Il 18° Vampiro (Gargoyle Books, 2009), storia nata in origine come racconto di una quindicina di pagine, poi “sforata” nelle cinquecento della versione definitiva. I suoi vampiri vengono volutamente collocati in un contesto consueto e consolidato (la storia si svolge in Emilia). I vampiri dovrebbero essere creature assetate di sangue, che «non si perdono in inchini, baciamano e minuetti vari», dice l’autore ironizzando sui recenti vampiri «adolescenti, pacifisti e benpensanti». Attualmente Vergnani è al lavoro sul seguito de Il 18° Vampiro.
Il vampiro, concludono i relatori, è un personaggio veramente immortale, in grado di trasformarsi in base ai gusti del pubblico, diventando più umano. E, come dice Vergnani, rispetto agli altri mostri, «lo puoi presentare alla mamma e agli amici, e puoi sperare anche che sia una persona per bene!».

Risorse Web:
Autunnonero
Even More Vast
Intervista a Vergnani
Gargoyle Books