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lunedì 13 dicembre 2010

Dampyr - Speciale Autunnonero 2010

Titolo: DAMPYR, SPECIALE AUTUNNONERO 2010
Episodio: LUCREZIA
Soggetto: ANDREA SCIBILIA
Sceneggiatura: ANDREA SCIBILIA
Disegni: MICHELE CROPERA
Colori: no
Copertina: ALESSANDRO SCIBILIA
Lettering: ANDREA SCIBILIA
Pagine: 16
Edizione: SERGIO BONELLI / AUTUNNONERO, 10-2010

Dal 2007, l’associazione culturale Autunnonero organizza incontri annuali ove sono sviscerati suggestivi e importanti elementi del folklore internazionale attraverso lo studio delle produzioni letterarie, e mediatiche in genere, dell’horror contemporaneo.
Fino al 2008 la manifestazione si è tenuta a Triora, importante cittadina ligure divenuta famosa perché, alla fine del medioevo, fu teatro di una spietata caccia alle streghe. Dal 2009 la manifestazione ha luogo nel borgo medievale di Dolceacqua che, seppur il nome possa sembrare rassicurante, cela un vasto apparato di leggende riguardanti spettri che non trovano ancora pace.
La leggenda più famosa è quella di Lucrezia, dalla quale prende il titolo questo speciale albo di Dampyr distribuito gratuitamente in occasione del Festival 2010.

Andrea e Alessandro Scibilia, presidenti dell’associazione culturale, hanno condotto il dampyr proprio a Dolceacqua dove, insieme alla sensitiva Maud, egli incontra il fantasma di Lucrezia.
Il borgo di Dolceacqua è letteralmente perforato da stretti passaggi segreti che partono dal castello. Le amministrazioni locali, a partire dal dopoguerra, hanno pensato alla muratura dei cunicoli, ma uno di questi è passato inosservato. La piccola Alice scopre l'angusto tunnel e, curiosa come tutte le bambine, decide di esplorarlo. Da quel giorno le condizioni di salute della piccola peggiorano a vista d’occhio, e suo zio sospetta che il malessere abbia un’origine soprannaturale: la bambina sarebbe posseduta dal fantasma di Lucrezia.
Lucrezia era una giovane che, oppostasi fermamente allo "Jus Primae Noctis", imposto dal Marchese Imperiale Doria, fu rinchiusa in una cella, morì d’inedia nella speranza che il suo sposo la soccorresse. Lo spirito di Lucrezia è, però, sopravvissuto al corpo e attende ancora l’arrivo dell’amato.
Le ipotesi dello zio di Alice sono fondate, Harlan e Maud si apprestano quindi a compiere l’esorcismo che salverà la piccola, ma Dolceacqua non si libererà dallo spettro.

Al termine dell’albo possiamo leggere la descrizione della cittadina, con un breve ma esauriente contributo storico, la presentazione del personaggio di Dampyr e la leggenda di Lucrezia.
Anche se in poche pagine, Andrea Scibilia ci racconta un’affascinante leggenda locale rendendola viva e attualissima, suggestionando in modo impressionante il lettore.
Questa nuova avventura italiana di Dampyr non ha nulla da invidiare ai formati più estesi mensilmente in edicola, la sceneggiatura è impeccabile e i disegni di Cropera, fortemente ombreggiati per rispettare l’atmosfera gotica della vicenda, sono ricchi di dettagli, pazientemente tratteggiati, e conferiscono una precisione fotografica ai paesaggi e alle figure.
La bellissima copertina è di Alessandro Scibilia che presto esordirà, come disegnatore, in un albo mensile di Dampyr.

Risorse Web:
Autunnonero
Comune di Dolceacqua
Sergio Bonelli Editore
 

giovedì 28 ottobre 2010

Arriva la Halloween Gothic Fest di Autunnonero

L’annuale festa di Halloween organizzata nell’ambito di Autunnonero 2010, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror, è ormai alle porte. La rassegna di quest’anno è intitolata “Metamorphosis - Miti, ibridi e mostri”. Come sempre, il palinsesto è molto ricco, quindi segnaliamo ai nostri lettori gli eventi più vicini ai nostri temi, invitando a visitare il sito di Autunnonero per il programma completo.

Gli incontri del 30 e del 31 ottobre si svolgeranno nel borgo medievale di Dolceacqua (IM). Si parte alle 16,30 di sabato 30, con l’evento “Ecate trivia”, nella Sala di Vetro del Castello dei Doria, all’interno del quale sarà presentato l’albo speciale di Dampyr, “Lucrezia”, realizzato proprio in occasione di Autunnonero 2010, con la sceneggiatura di Andrea Scibilia, i disegni di Michele Cropera e la copertina di Alessandro Scibilia. L’albo, di 16 pagine, verrà dato in omaggio a tutti i visitatori di Autunnonero. Alla presentazione parteciperanno Michele Cropera, Andrea e Alessandro Scibilia e Mauro Boselli. Le tavole originali dello speciale saranno esposte nelle sale superiori del Castello, insieme alle tavole originali di Michele Cropera.
Alla presentazione seguiranno incontri sul tema del femminile tenebroso. Particolarmente atteso l’intervento di Franco Pezzini, dal titolo “La tana del Verme Bianco. La schiera di Ecate tra il Neolitico e Bram Stoker”, incentrato sul romanzo The Lair of the White Worm di Bram Stoker, del 1911, e portato sullo schermo nel 1988 da Ken Russell. La protagonista, la donna-serpente Lady Arabella March, richiama un’origine ben più antica, e più precisamente quel serraglio di mostri-femmina - lamie, empuse, mormolici e altre - costituente il corteggio di Ecate come sue proiezioni o seguaci demoniache.
Seguiranno il concerto d’arpa di Francesco Benozzo, gli orrorifici spettacoli teatrali della compagnia ATMO e i concerti dei Cellobassmetal e dei Klimt 1918, che si esibiranno sulle immagini delle tavole di “Lucrezia”.

Domenica 31 si proseguirà con la seconda parte di “Ecate trivia”, nella Sala di Vetro del Castello dei Doria, con gli interventi “Spose oltremondane. Ctonie, equoree, astrali” di Sonia Maura Barillari, “Villa Diodati, la notte delle femmine folli” di Danilo Arona e “La Dea Nera. Ecate e l’immaginario neogotico” a cura di Ver Sacrum.
Dalle 18,30 saranno messi in scena gli spettacoli dell’Associazione Culturale IannàTampé, in collaborazione con la Compagnia dei Cavalieri di Sant’Andrea e l’Associazione Culturale Autunnonero. La serata si concluderà con l’atteso concerto delle symphonic metal band ReVamp ed Epica.
Autunnonero 2010 torna a novembre con la seconda edizione del Convegno di Studi sul Folklore e il Fantastico, in programma a Genova il 13 e 14 novembre, nella suggestiva cornice del Castello d’Albertis.

Risorse Web:
Autunnonero
Associazione Culturale IannàTampé
ATMO
Ver Sacrum
 

mercoledì 11 novembre 2009

Autunnonero: La Seduzione del Crepuscolo

La giornata di domenica inizia con l’intervento di Massimo Introvigne, Da Lestat ai Cullen. Miti, avventure e amori del vampiro postmoderno. Introvigne è direttore del Cesnur, e autore de La Stirpe di Dracula, fondamentale saggio sui vampiri pubblicato da Mondadori nel 1997.
Il professore individua quattro stadi della storia del vampiro. La prima fase è quella del vampiro folklorico, un personaggio sgradevole, che emana un tanfo terribile e ha un alito che può stendere un morto. Il vampiro letterario nasce con qualche ballata, ma soprattutto con la principale opera d’arte di Byron, cioè l’immagine di se stesso. Il vampiro postmoderno vede la luce con le opere di Anne Rice, in cui il giudizio morale non è più chiaro e si ha una sorta di anarchismo etico. La quarta fase è quella del vampiro post-postmoderno, in cui si ha un recupero di valori: il vampiro è buono, e sono i suoi nemici ad essere cattivi. I vampiri sono i “diversi” o gli eredi di una cultura antica, europea, che rappresenta i valori tradizionali, il buon gusto, l’arte. Questa nuova generazione di non-morti non esisterebbe senza Buffy e personaggi come Angel e Spike. Ancor più con Twilight, poi, il vampiro diventa alfiere dei valori morali, della tradizione, della famiglia, tanto che, riferendosi ad Edward, la Conferenza Episcopale Cattolica degli Stati Uniti proclama che «solo per il fatto che sei un vampiro non significa che non puoi essere un gentiluomo». D’altra parte, i libri della Meyer sono pieni di allusioni alla visione del mondo mormone, e centrale risulta l’idea della famiglia eterna, che dura anche nell’aldilà.
Il rischio, a questo punto, è che il vampiro, essendo tutto, finisce per non esser nulla. La sua eccessiva plasticità è insidia ben peggiore di aglio e paletto: assumendo troppi significati, questa figura rischia di stancare e di diventare insignificante.

Di seguito si tiene la tavola rotonda “La seduzione del Crepuscolo. Twilight e il successo dei vampiri nella fiction contemporanea”, con lo stesso Introvigne e le curatrici del sito Twilighters 2.0, bollettino elettronico del fan club ufficiale italiano di Twilight. La tavola rotonda è moderata dal sottoscritto, Antonio Daniele (il vostro Basarab).
Si parte con un excursus sui recenti successi editoriali e cine-televisivi del vampiro: a metà ottobre, nel corso del 2009, in Italia sono usciti 52 libri, 60 fumetti, 2 serie tv, 1 videogioco, 4 film di vampiri. Più che andare a dissezionare il vampiro in tanti sottogeneri, sarebbe quasi il caso di parlare di un genere a sé stante, che potremmo chiamare vampiresco.
Tra le numerose uscite, molto graditi dal pubblico sono i romanzi di paranormal romance, un mix tra harmony e sovrannaturale, e le saghe delle scuole di vampiri.
Le twilighters ci spiegano che la Meyer non è mai stata fan delle saghe di vampiri, non ha mai letto Dracula e non ha mai visto Buffy. Il successo di questa saga sta nel fatto che è una storia d’amore: «Edward Cullen è un gentiluomo, cosa che ogni ragazza vorrebbe... peccato che sia anche un vampiro!» Ma in Twilight ci sono anche vampiri cattivi: i Cullen sono l’eccezione alla regola.
Introvigne, dal canto suo, non esclude che la Meyer non abbia visto il serial di Whedon, però lo schema “liceale ama vampiro seguono problemi” è lo stesso delle prime stagioni di Buffy. Inoltre Twilight appartiene sia al genere rosa che a quello vampiresco: la storia d’amore funziona proprio perché lui è un vampiro. Potrebbe essere un’altra creatura, ma sarebbe a noi meno familiare. Tanto per fare un esempio, se Edward fosse un piccolo gnomo, Bella non lo guarderebbe neanche!

Risorse Web:
Autunnonero
English-Language Vampire Comics, 1935-2000
Cesnur
Twilighters 2.0
 

lunedì 9 novembre 2009

Autunnonero: Dracula

L’intervento di Franco Pezzini continua con la storia del Dracula teatrale: dalla lettura drammatizzata del romanzo, effettuata pochi giorni prima della pubblicazione davanti ad un pubblico raccogliticcio di personale del teatro, passanti e donne delle pulizie, alla prima versione teatrale di Hamilton Deane, adattata poi dal brillante giornalista John Balderston per il pubblico di Broadway.
La parola passa ad Antonello Panero, regista della prima versione teatrale italiana di Dracula. La pièce messa in scena dalla compagnia Thealtro è quella di Deane-Balderston, che fu portata al cinema da Tod Browning. Nella versione di Panero i tre atti diventano due, sono eliminati il prologo e l’epilogo, ma vengono lasciati molti dei dialoghi originali, eccetto qualche lode al divino e qualche ripetizione di troppo. Tra le parti oggi improponibili, il regista cita il prologo in cui il vampiro scivola a testa in giù sul muro esterno di una torre e la presenza di un improbabile personaggio femminile che si reca a Londra in piena notte per comprare della luparia.

Alle nove e trenta si parte con lo spettacolo. A Dolceacqua la scenografia di Marco Mancin è scarna e sfrutta gli stupendi sfondi naturali del castello. Lo spettacolo doveva avere luogo sotto le arcate del cortile, ma la pioggia ha voluto che fosse spostato nell’atrio. Le azioni sono concentrate in uno spazio molto più piccolo, che gli attori riescono, però, a gestire egregiamente (a tutti loro un meritato plauso per aver combattuto anche contro il freddo e il forte vento che soffiava tra le mura).
Iniziano le prime note di una musica malinconica e inquietante ed entra in scena l’infermiera Wells, interpretata da Patrizia Schneeberger. Il pubblico non può non preoccuparsi per la salute di Lucy, coinvolto dal padre, un dottor Seward decisamente convincente di Massimiliano Bortolan, e dal fidanzato, un Harker trasognato e pieno di umanità, reso splendidamente e con insolito spessore da Davide Bernardi. I loro discorsi vengono interrotti da Renfield, un magistrale Enrico Cravero, la cui risata fa accapponare la pelle ai presenti. Sfuggito per l’ennesima volta all’infermiere Butterworth (Fabio De Remigis), Renfield entra in scena mentre si scatena un vento furibondo nell’atrio del maniero, quasi ad annunciare l’arrivo di Dracula. «Io non me ne faccio niente delle anime, io voglio il sangue!», urla Renfield, mentre la sua folle risata riecheggia nelle sale del castello. Solo Van Helsing riesce a zittirlo. Massimo Chionetti funziona bene nei panni di questo personaggio votato alla scienza, ma scevro da un insensato “scetticismo a tutti i costi”. Il suo tono è magnetico, e mentre gira tra il pubblico, quasi lo convince mentre spiega che «la forza del vampiro sta proprio nel fatto che la gente comune non crede in lui».
Un sinistro presagio sembra portato dal tempestivo rintocco di campane della chiesa di Dolceacqua, che suonano poco dopo l’ingresso di Dracula. Federico Sacchi è il vampiro, meno accentuato del solito nell’aspetto sensuale e romantico, ma imponente sulla scena con i suoi due metri di altezza e il fisico asciutto: è un Dracula animalesco, aggressivo, spaventoso, dai lunghi capelli e il trucco marcato (opera di Alessio Piscini), ma al tempo stesso con lo sguardo perso in miraggi lontani.
Algida e “malata” nella veste bianca, aggressiva e carnale nell’abito rosso e col trucco marcato (dopo aver bevuto il sangue di Dracula), la Lucy di Veronica Stilla ammalia i presenti con un’interpretazione sensuale e coinvolgente.
Nel finale, il vampiro sconfitto urla la sua rabbia con profonda voce graffiata e grugniti animaleschi. Van Helsing può finalmente proclamare: «Cenere alla cenere, polvere alla polvere». Sulle note sognanti e malinconiche di Nature Boy di Nat King Cole, Dracula in trench rientra in scena e posa sul letto di Lucy una rosa rossa (simbolo dell’amore che dura oltre la morte), per poi sparire.

Quella di Dracula è una storia che, dopo aver conquistato tante platee, continua a piacere e ad affascinare, e la fedeltà al copione originale è uno dei motivi per cui l’opera di Panero convince pienamente. Molto del merito, però, va anche alla performance degli attori, che coinvolge e mantiente intatta la fortissima tensione psicologica che permea questa play. Per di più, lo spazio angusto dell’atrio ha contribuito a rendere lo spettacolo intimo e “magico”, facendo immergere più che mai gli spettatori nel racconto, a cui neanche le forze della natura sono rimaste indifferenti.

Risorse Web:
Cantando dietro i catafalchi di Franco Pezzini
Il Dracula di Panero su Facebook
Intervista a Panero
Recensione di In Tenebris Scriptus
Recensione di Splattergramma
 

venerdì 6 novembre 2009

Autunnonero: La Maschera di Dracula

La giornata di sabato 17 prosegue con la presentazione di Enrico Ercole della mostra “Dracula, Mito e Realtà”, organizzata in collaborazione con l’associazione Ordine del Drago, che ha da poco compiuto i dieci anni di attività. Nella mostra viene dato ampio spazio al cinema, con l’esposizione di numerose locandine e fotobuste, sia dei classici della Universal e della Hammer, che delle parodie, come Dracula Morto e Contento di Mel Brooks e Amore al Primo Morso di Dragoti, che di film dai titoli coloriti come Dracula Cerca Sangue di Vergine... e Morì di Sete. Ben rappresentato anche l’aspetto ludico, con pupazzi, action figures, vampirelli kinder e vari fumetti, comprese alcune interpretazioni «scollacciate» degli anni Settanta. Numerose le pubblicazioni di carattere saggistico sui vampiri e su Dracula. Da segnalare le numerose edizioni del romanzo di Stoker, tra cui anche quella in braille del 1994.

Si passa quindi all’intervento di Franco Pezzini, dal titolo Il divo. La maschera di Dracula e immaginario d’Occidente.
Pezzini parte con un excursus sulle motivazioni dell’attuale successo del vampiro, che, da personaggio eversore, si è trasformato in un paladino delle regole familiari e sociali: Edward Cullen non ha quasi più niente in comune con i progenitori del folklore. Come spiega Barber nel saggio Vampiri, Sepoltura e Morte (Nuova Pratiche Editrice, 1994), se un vero vampiro bussasse alla nostra porta, non lo riconosceremmo come tale, dato che vedremmo «un tipo vestito informalmente, per la precisione con un sudario, la faccia rossa e peli ovunque».
Ma il vampiro per antonomasia rimane sempre Dracula. Pezzini ci snocciola, quindi, dei gustosi e poco noti retroscena della stesura del romanzo, che doveva inizialmente intitolarsi The Un-Dead, per poi diventare Dracula (probabilmente su scelta dell’editore). Lo stesso nome del vampiro doveva essere inizialmente “Count ... Styria” (i puntini stavano a indicare un nome che Stoker non aveva ancora scelto, la cui collocazione geografica era un ammiccamento a Carmilla), poi “Count Wampyr”. Altri miti, sfatati in un saggio di Elizabeth Miller, sono le dicerie che Dracula sia il libro più stampato al mondo dopo la Bibbia e che l’idea della storia sia venuta a Stoker da un incubo provocato da un’indigestione di crostacei. Ciò che sembra ormai assodato, invece, è che Dracula sia stato un romanzo dall’enorme impatto popolare, al tempo stesso oggetto di un’avversione militante da parte della critica, pur avendo il merito di offrire uno spaccato dell’Inghilterra vittoriana più lucido e convincente di quello di romanzi ben più considerati.

Risorse Web:
Autunnonero
Ordine del Drago
Intervista a Pezzini
Gargoyle Books
 

mercoledì 4 novembre 2009

Autunnonero: L'Ultima Notte

Nella stupenda cornice del Castello dei Doria a Dolceacqua, si è svolta, nel weekend del 17 e 18 ottobre, la Haunted Fest, evento completamente dedicato ai vampiri, organizzato nell’ambito di Autunnonero, festival internazionale di folklore e cultura horror.
Nella giornata di sabato si sono tenuti la conferenza / tavola rotonda “L’Ultima Notte”, la presentazione della mostra organizzata con L’Ordine del Drago, “Dracula, Mito e Realtà”, la proiezione di film vampireschi, la rappresentazione teatrale del Dracula di Deane-Balderston e il concerto della dark band Even More Vast, che ha presentato il suo ultimo album intitolato Would You Believe?. La domenica si è tenuta la conferenza / tavola rotonda “Da Lestat ai Cullen”.
Noi del Catafalco, come annunciato a suo tempo, abbiamo partecipato alla tavola rotonda del 18. Qui vi proponiamo un resoconto della due giorni: partiamo con la mostra e con la conferenza di sabato 17.

L’evento parte con la presentazione del direttore artistico, Andrea Scibilia, che introduce gli ospiti. A moderare l’incontro è Franco Pezzini, autore di Cercando Carmilla. La Leggenda della Donna Vampira (Ananke, 2000), Le Vampire. Crimini e Misfatti delle Succhiasangue da Carmilla a Van Helsing, con Arianna Conti (Castelvecchi Editore, 2005), e del recente The Dark Screen. Il Mito di Dracula sul Grande e Piccolo Schermo, scritto a quattro mani con Angelica Tintori (Gargoyle Books, 2008).
La tavola rotonda è intitolata “L’Ultima Notte. Vampiri in Italia tra mito, scrittura e schermi”, in omaggio a L’Ultima Notte di Furio Jesi (Marietti, 1987), romanzo postumo in cui i vampiri assumono il dominio della Terra: ultimo baluardo degli uomini è Torino, teatro dello scontro finale. Citando Voltaire, Pezzini spiega che fin dall’alba del mondo moderno, il rapporto tra vampiro e media è stato di reciproca soddisfazione. Ma il motto «non si sente parlare che di vampiri» risulta quanto mai attuale. Il moderatore chiede agli ospiti il loro punto di vista su questa «supermetafora del fantastico».

Max Ferro è il regista di Io Sono un Vampiro, film del 2001, ambientato nella Torino assediata del 1706. Quelli di Ferro sono vampiri tradizionali, che rendono omaggio, più che ai blockbuster del genere, ai B-movie di Franco, Rollin, Bava. Attualmente il regista è al lavoro su un film sulla storia del vampiro del folklore croato Jure Grando.
Anna Berra è autrice de L’Ultima Ceretta (Garzanti, 2003). La storia si svolge ancora a Torino, in cui opera una setta di bevitori di sangue, tanto che il romanzo doveva in origine intitolarsi Bevimi. I vampiri della scrittrice sono per lo più donne fatali, ben diverse dalle «docili smutandate pronte a tutto». Ma il vampiro amato dalla Berra, come dice l’autrice strappando qualche risata, è anche l’uomo dei sogni, perché «non richiede preparazioni culinarie elaborate, è sempre in splendida forma, ha un appetito sessuale sfrenato, ti permette di viaggiare gratis con il suo teletrasporto, e può renderti immortale»! Della Berra è uscita in questi giorni un’antologia illustrata, dal titolo Piume di Sangue (CO.RE Editrice), in cui non mancano i racconti vampireschi.
Claudio Vergnani è autore del recente Il 18° Vampiro (Gargoyle Books, 2009), storia nata in origine come racconto di una quindicina di pagine, poi “sforata” nelle cinquecento della versione definitiva. I suoi vampiri vengono volutamente collocati in un contesto consueto e consolidato (la storia si svolge in Emilia). I vampiri dovrebbero essere creature assetate di sangue, che «non si perdono in inchini, baciamano e minuetti vari», dice l’autore ironizzando sui recenti vampiri «adolescenti, pacifisti e benpensanti». Attualmente Vergnani è al lavoro sul seguito de Il 18° Vampiro.
Il vampiro, concludono i relatori, è un personaggio veramente immortale, in grado di trasformarsi in base ai gusti del pubblico, diventando più umano. E, come dice Vergnani, rispetto agli altri mostri, «lo puoi presentare alla mamma e agli amici, e puoi sperare anche che sia una persona per bene!».

Risorse Web:
Autunnonero
Even More Vast
Intervista a Vergnani
Gargoyle Books
 

mercoledì 14 ottobre 2009

Il Catafalco ad Autunnonero

Parte questo sabato la IV edizione di Autunnonero, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror del Ponente Ligure, organizzato dall’Associazione Culturale Autunnonero con la direzione artistica di Andrea Scibilia e il contributo della Regione Liguria. Quest’anno l’evento avrà come tema le dark tales, ovvero le fiabe nere.

“Haunted Fest”, primo evento della rassegna, si terrà il 17 e 18 ottobre, presso il castello dei Doria di Dolceacqua (IM): un weekend dedicato completamente ai vampiri. Tra i tanti, prestigiosi ospiti, ci saremo anche noi del Catafalco. Andiamo a vedere gli eventi nel dettaglio.

Nella giornata di sabato si comincia alle 16:00 con l’inaugurazione della mostra “Dracula, Mito e Realtà”, a cura dell’associazione L’Ordine del Drago ed Excalibur. Alle 16:30 si prosegue con la tavola rotonda “L’ultima notte. Vampiri in Italia tra mito, scrittura e schermi”, con il regista Max Ferro (Io Sono un Vampiro) e gli scrittori Claudio Vergnani (Il 18° Vampiro) e Anna Berra (L’Ultima Ceretta). Segue “Il Divo. Maschera di Dracula e immaginario d’Occidente”, di Franco Pezzini (Cercando Carmilla, Le Vampire, The Dark Screen) e Massimo Introvigne (La Stirpe di Dracula). Alle 21:00 verrà rappresentata la versione teatrale di Dracula di Hamilton e Deane, a cura della compagnia teatrale Thealtro, per la regia di Antonello Panero. A chiudere la serata gli Even More Vast in concerto.
Domenica, a partire dalle 15:00, Massimo Introvigne proporrà l’intervento “Da Lestat ai Cullen. Miti, avventure e amori del vampiro postmoderno”. Segue la tavola rotonda “La seduzione del Crepuscolo. Twilight e il successo dei vampiri nella fiction contemporanea”, con lo staff di Twilighters 2.0, fan club ufficiale di Twilight, e Il Catafalco. Abbiamo intitolato il nostro contributo “Per favore, posso morderti sul collo? Il vampiro nell’era del politically correct”.

Le iniziative di Autunnonero proseguiranno fino al 13 dicembre, con le mostre “Victoria Francés’ Favole” e “Le Fiabie di Neroinchiostro” (incentrata sui fumetti Dampyr, Dylan Dog e Brendon), l’Halloween Gothic Fest, un workshop di fumetto e “Dark tales”, convegno di studi sul folklore e il fantastico.

AUTUNNONERO - HAUNTED FEST

Sabato 17 ottobre 2009, ore 16:00
Domenica 18 ottobre 2009, ore 15:00
Castello dei Doria
Dolceacqua (IM)

Risorse Web:
Autunnonero
Programma completo della rassegna