martedì 29 novembre 2022

Dampyr - N.271

Testata: DAMPYR, N.271
Episodio: GLI SPETTRI DI YOUGHAL
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 10-2022

L’episodio di ottobre di Dampyr presenta la prima parte di una storia doppia.

Il professor Fred Richards, in vacanza a Youghal, nella contea irlandese di Cork, è al telefono con la medium Maud Nightingale, ricordando i bei vecchi tempi. I due vi erano stati insieme trent’anni prima per indagare sul caso della nave fantasma “Nellie Fleming” e dello spettro del marinaio Joe Buttimer, morto annegato nel 1913: la ricerca fu infruttuosa. Maud accetta l’invito di Fred a raggiungerlo, chiarendo però che sarà solo una rimpatriata tra amici.
Due giorni dopo Maud è all’albergo, ma Fred è scomparso: secondo Watkins, l’albergatore, sarebbe stato sorpreso dall’alta marea mentre passeggiava sul lungomare. La notte, guardando dalla finestra, a Maud sembra di vedere l’amico camminare nella nebbia e si precipita fuori. Mentre sta per essere raggiunto, Fred sparisce nel nulla, poi Maud vede un marinaio, che sembra essere lo spettro di Buttimer. La medium lo segue fino alla spiaggia e, senza rendersene conto, si trova circondata dall’acqua. Per sua fortuna viene appena in tempo tratta in salvo da Watkins. Il giorno seguente Harlan la raggiunge, per affiancarla nelle ricerche.
Location del film Moby Dick del 1956, Youghal aveva conosciuto in quel periodo una stagione fortunata per il turismo, ma nei decenni successivi era stata colpita da una profonda crisi economica. Di recente è arrivato però Vernon, un investitore che sembra voler risollevare le sorti della cittadina, dove ha comprato molti immobili e avviato delle attività. Le indagini di Harlan e Maud sembrano ruotare prorpio attorno a Vernon e alla sede della sua impresa a Hyde Court, un ex convento adibito a scuola dove sono ospitati molti ragazzi della città. Harlan ottiene un appuntamento con l’imprenditore, che però mostra di sapere chi ha davanti e lo fa prigioniero. Maud riesce a raggiungere Harlan intrufolandosi con un gruppo di disabili, accompagnati dall’infermiera Roisin. Liberare i suoi amici sarà impresa ben più difficile, essendo i due chiusi sul fondo di altrettanti pozzi, senza acqua e cibo, se non dei cadaveri messi lì perché cedano al richiamo del cannibalismo.

Boselli intesse una trama molto articolata, sviluppando una storia cupa e sottilmente inquietante, in cui ben tratteggia l’atmosfera di degrado e di abbandono della cittadina spopolata e impoverita. Buona parte dell’episodio mira a far montare l’ansia e la suspense, con allusioni a loschi personaggi, sparizioni di persone e apparizioni di spettri, fino a culminare nella sequenza in cui Harlan risale il pozzo verso la botola, che il lettore non sa se aperta o meno da Maud, la quale intanto cade nelle grinfie di Vernon. Il finale è squisitamente horror, con bambini cannibali spietati e affamati, che si avventano su una povera ragazza.
Genzianella traduce graficamente l’atmosfera da incubo della storia, con paesaggi nebbiosi e talvolta indefiniti, cesellando l’orrore sui volti dei personaggi, soprattutto nelle impagabili espressioni di Maud che trasmettono magistralmente sorpresa, sconcerto, paura, disperazione, disgusto. Se i personaggi umani di solito sono leggermente stilizzati, i mostri vengono resi con fattezze meno nitide, come avvolti nel velo del sogno, e spesso immersi nel buio – di cui probabilmente sono diretta emanazione.



Risorse Web:
Scheda di Gli spettri di Youghal
Mauro Boselli su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 26 novembre 2022

Dylan Dog - N.427

Testata: DYLAN DOG, N.427
Episodio: LA VITA E IL SUO CONTRARIO
Testi: GIGI SIMEONI
Disegni: GIGI SIMEONI
Copertina: GIANLUCA e RAUL CESTARO
Lettering: ALESSANDRA BELLETTI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 04-2022

L’albo di aprile di Dylan Dog ospita una storia vampiresca, scritta e disegnata da Gigi Simeoni.

Leggendo del ritrovamento di un cadavere mummificato in un’antica cripta a Chelmsford, Dylan Dog nota un curioso particolare: con il corpo c’erano gli appunti di un progetto intitolato Deadly Birth (“Nascita mortale”). Nel suo archivio e all’emeroteca Dylan scopre altri vecchi casi, il più vecchio datato 1888, di cadaveri mummificati collegati a opere i cui titoli mettevano insieme nascita e morte.
Delle indagini sulla mummia di Chelmsford si occupa il sovrintendente Bloch, che viene informato dal medico legale della presenza sul cadavere di un foro che va dal canale auricolare alla giugulare, attraverso cui è stato estratto tutto il sangue mentre l’uomo era ancora in vita.
Nel frattempo Groucho è nel pieno di un’esplosione creativa, e decide di iscriversi a un corso di scrittura. Qui conosce l’affascinante Lucilla Vandermeer, che sembra apprezzare molto le sue battute e la sua creatività. La sera, nella stazione della metropolitana, Lucilla subisce un tentativo di stupro, ma dopo essere fuggita nella galleria della metropolitana, si salva misteriosamente, mentre l’aggressore viene ucciso e appeso al soffitto, per poi essere investito dal treno.
Presi nel vortice di eventi sempre più bizzarri, senza saperlo Dylan, Bloch e Groucho sono diventati i protagonisti dell’ultimo capitolo di un romanzo che viene composto da secoli da una spietata vampira, a cui l’indagatore dell’incubo e il suo assistente, portando avanti le indagini, finiranno pericolosamente vicini.

L’episodio è originale e divertente, trainato da un Groucho scatenato, che dà alla storia un taglio tragicomico. Impagabili le le sue contintue gag, come: «L’ossimoro è l’accostamento di parole di significato opposto: “felicemente” e “sposati”, “buon” e “avvocato”…», e via di seguito su questo tono.
Interessante il personaggio della vampira, di cui dice molto il romanzo che sta scrivendo: «La storia di una ragazza ingenua che scopre la libertà data dalla conoscenza… e giura a se stessa di non morire mai finché non avrà in sé tutto il sapere dell’umanità». Un’intrigrante motivazione per l’immortalità… peccato poi sia sbugiardata da Dylan che ne svela l’arroganza e la vanità. Esilarante poi il grottesco personaggio di Havilland, il presuntuoso maestro del corso di scrittura, una delle diverse stoccate dell’autore a un certo modo di far soldi sulla pelle degli aspiranti scrittori.
I disegni sono dettagliati e la regia accurata, a volta con inquadrature strettissime che esaltano la drammaticità di alcuni passaggi, come primi piani e tagli di occhi in allarme. Cifra tipica dell’albo è la suddivisione ricorrente della tavola in quattro righe, di cui due strette e lunghe, a dare risalto a determinati particolari: il Maggiolone, dei piedi in corsa, un telefono. Simeoni si scatena graficamente nel finale: dopo un viaggio interdimensionale di Dylan mostrato sotto lenti deformanti, veniamo portati nell’antro della vampira, il cui centro è un leggio con il grosso libro circondato da ghirigori di un inchiostro hitchcockianamente nero sangue.

Risorse Web:
Sito ufficiale di Simeoni
Gigi Simeoni su Wikipedia
Scheda di La vita e il suo contrario
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dylan Dog

martedì 22 novembre 2022

Dampyr on the screen: intervista a Riccardo Chemello

In occasione dell’incontro di lunedì 14 novembre presso la Feltrinelli di Milano, abbiamo scambiato due chiacchiere con Riccardo Chemello, regista di Dampyr, opera prima della neonata Bonelli Entertainment. Anche Riccardo è qui all’esordio, trattandosi del suo primo lungometraggio a soggetto, ma ha alle spalle una lunga esperienza di regista di video di parkour e sport freestyle, oltre che di importanti spot pubblicitari.

Allora, Riccardo, siete soddisfatti della riuscita del film? Cambieresti qualcosa con il senno di poi?

No, siamo supersoddisfatti. Questo è il “progetto zero” della Bonelli, che serve a noi, all’azienda e ai produttori per entrare in questo business. È una grande palestra che ci permetterà in futuro di eccellere ancora di più. Quindi non cambierei niente, anche perché il nostro obiettivo era di mostrare questo film in tutto il mondo e uno dei più grandi passi è stata la vendita a una major, la Sony. Lo abbiamo venduto, mesi fa, molto prima che il film uscisse: per noi è stato il coronamento del progetto, perché questo è un film che parte dall’Italia, ma che ha un respiro internazionale e l’ambizione di andare negli Stati Uniti, in America latina, in tutti i paesi del mondo. E grazie a Sony, con la loro distribuzione, sarà possibile.

Abbiamo sentito in qualche dichiarazione delle difficoltà incontrate dagli interpreti nelle scene un po’ più fisiche. Puoi garantirci che nessun attore è stato maltrattato durante le riprese del film?
Ma no [ride, ndr]! Siamo una produzione di alto livello, in cui c’è uno standard qualitativo impeccabile da rispettare. No, assolutamente! Poi diciamo che gli attori sono tutti dei professionisti iper-allenati, ognuno ha lo stunt double per le scene più rischiose, c’è uno stunt coordinator di importanza internazionale. No, è un film che rispetta tutti gli standard qualitativi. Stiamo parlando della Eagle Pictures, una delle case di produzione più importanti in Italia e nel mondo!

Siamo sollevati! Tornando seri: ho trovato molto riuscite le scene in diurna, come ad esempio quella bellissima iniziale, in cui siamo trascinati nel paese di Yorvolak, e anche la scena del finto esorcismo di Harlan nel villaggio di Iostamira, in cui si accenna anche al folklore, che è un elemento del fumetto di Dampyr. Ci racconti qualcosa di questa location e delle riprese di questa sequenza?
Sappiamo che Dampyr vive ed è ambientato in quel contesto. È quello che ci serviva in quella prima fase: un contesto folkloristico, un ambiente abbandonato e isolato, diverso rispetto a quello della seconda parte del film. Quindi abbiamo speso molto tempo e risorse per cercare paesini veri e abbandonati. Pensate che Yorvolak in realtà si chiama Dacia, è un paesino quasi tutto di etnia Rom, dove avevamo il traduttore tra la loro lingua e il rumeno, e tra rumeno e inglese/italiano. Siamo andati proprio a immergerci in questo tipo di contesto. E siamo fieri del risultato, anche se ci ha richiesto un sacco di tempo.

Su internet si è un po’ scatenato un sorta di “Toto-Maestro” attorno al libro che Harlan trova alla fine del film. Vi abbiamo riconosciuto Draka e Amber. Qualcuno ha intravisto tra gli altri maestri Nergal, Vlatna, Erlik-Khan…
I disegni sono stati fatti da Majo. Chi c’è lì, lo capirete meglio quando uscirà in streaming. Io purtroppo non vi posso dire più di quello che avete già visto voi… mi dispiace!

Ora siamo alla Sony. Quali sono i prossimi passi del film?
Il prossimo passo è di uscire dall’Italia. Lo scopo è la distribuzione in tutto il mondo. Probabilmente in alcuni paesi andrà direttamente su piattaforma, in altri avrà una distribuzione cinematografica. Adesso non lo sappiamo ancora con precisione. D’altra parte ricevo informazioni, ma non sono io che ho il controllo di questa cosa: per adesso sappiamo che si sta costruendo tutto l’impianto. Le notizie le troverete poi probabilmente nelle testate quando saranno ufficiali.

A prescindere dalle trasposizioni – non vogliamo scucirti indiscrezioni – c’è oltre a quella delle origini una storia di Dampyr che ti ha colpito particolarmente?
Sì, certo! C’è Transylvanian Express: amo quella storia di ritorno alle origini. Poi mi piacciono molto I lupi mannari, uno spin-off su Draka, il numero 100 [Il re del mondo, ndr] e il numero 200 [La legione di Harlan Draka, ndr]. Ci sono ancora Sotto il ponte di pietra, le storie e i flash-back di Tesla a Berlino. Mi piacciono molto gli episodi di Lord Marsden, il Maestro di Londra. E c’è poi tutto il filone di Nergal e Praga: forse queste sono le più affascinanti.

La nostra domanda di rito per concludere: qual è il tuo primo incontro con il vampiro?
Si chiama Bram Stoker. Quand’ero piccolino, da bambino, avevo letto questo libro e me ne pentii, perché non dormii per tutta la notte [ride, ndr]! Ce l’avevo lì, non so se era di mio papà o di mio fratello, più grande di me. Pensa che l’avevo letto e avevo avuto paura, per cui lo abbandonai: avrò avuto dieci anni e non dovevo leggerlo! Rifeci poi lo stesso errore leggendo L’esorcista. Li abbandonai là dopo le prime cinquanta sessanta pagine. Poi li ho ripresi alla fine della scuola media. Forse Bram Stoker è il libro di vampiri più bello che abbia mai letto in vita mia. Ne ho un ricordo magnifico: è stato il mio primo e il più bello.

Abbiamo gusti simili, devo dire. Grazie, Riccardo, e speriamo di risentirci presto per il sequel. Ad maiora!




Risorse Web:
Sito ufficiale di Riccardo Chemello
Canale Youtube di Riccardo Chemello
Il trailer ufficiale del film
Pagina Facebook del film
Bonelli Entertainment
 

domenica 20 novembre 2022

Dampyr alla Feltrinelli di Milano

A distanza di un paio di settimane dall’uscita del film e in occasione della riedizione di Il figlio del diavolo in un volume con un ricco apparato dedicato alla pellicola, si è tenuto alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano un incontro con i creatori di Dampyr: lo sceneggiatore e co-creatore del personaggio Mauro Boselli, i disegnatori Nicola Genzianella e Majo, il regista Riccardo Chemello, gli sceneggiatori Mauro Uzzeo, Alberto Ostini e Giovanni Masi.
In un’atmosfera festosa, nella consapevolezza dell’importanza di questo passaggio storico per la Bonelli, l’evento è condotto briosamente da Uzzeo, che modera la discussione, intervallata dalle proiezioni del trailer e di un documentario sul making of.

Mauro Boselli trova che il film sia un’opera eccezionale, che conserva lo spirito dei personaggi e della storia: nel guardarlo confessa di essersi commosso. La Bonelli Entertainment è partita con Dampyr per una questione di diritti, già a disposizione dell’editore, ma anche perché è una storia di formazione iconica (l’eroe si scopre tale durante la storia) e perché i primi due albi si prestavano bene a una trasposizione cinematografica. Boselli e Maurizio Colombo, co-autore del soggetto, discussero a lungo della sceneggiatura con Andrea Sgaravatti, uno dei produttori. Poi Boselli si occupò del trattamento e venne girato il primo trailer promozionale, che venne montato dallo stesso Colombo.
La parte del film che Boselli preferisce è quella iniziale, la più realistica, in cui a suo avviso Chemello ha espresso pienamente la sua poetica del reale. Anzi, argomenta ancora Boselli, il film è meno crudo e horror del fumetto, è una versione un pochino edulcorata, più avventurosa e fantasy, che forse Sergio Bonelli avrebbe apprezzato più del fumetto stesso.

Riccardo Chemello racconta che venne folgorato da ragazzo dal film Yamakasi prodotto da Luc Besson e iniziò a praticare il parkour. Diventò così filmaker di video di questo sport e in seguito di spot pubblicitari. Fu catapultato nel mondo di Dampyr nel 2018, quando fu contattato da Sgaravatti: vide il pitch (una breve presentazione realizzata dal produttore), lesse i primi due albi e se ne innamorò, decidendo di tuffarsi nel progetto. Leggendo poi gli albi successivi trovò una «base di partenza stellare» su cui poter creare uno storyboard e un buon addattamento visivo.
Una delle sfide più eccitanti del film è stata per lui quella del setting, cioè trovare le location: dopo molto tempo speso infruttuosamente in Serbia, si optò per la Romania, e in particolare fu scelto come set di Yorvolak un paesino di etnia Rom nel cuore della Transilvania. Questa affannosa ricerca era necessaria per una precisa scelta del regista, che non voleva usare blue screen o green screen, perché questa modalità di ripresa richiede agli attori uno sforzo di immaginazione che, a suo avviso, rovina l’interpretazione. Era importante, per Chemello, che gli attori «sentissero il profumo della storia».

Majo considera una fortuna aver potuto lavorare sui personaggi di Dampyr fin dalla loro nascita, mentre in Tex ha fatto più fatica, essendo un personaggio già esistente. Vedere in carne e ossa i suoi disegni e i suoi personaggi lo ha emozionato: ha ritrovato sullo schermo le scene che aveva immaginato nella mente prima di tradurle in disegni.
Ricorda Boselli che Stuart Martin ha dichiarato di essersi ispirato, per il personaggio di Kurjak, alle facce e alle inquadrature che Majo realizzò per i primi piani del fumetto. Majo è anche autore delle immagini del libro che Harlan scopre alla fine del film.

Nicola Genzianella, tra gli autori più longevi di Dampyr, dichiara di voler proseguire felicemente la convivenza più che ventennale con i suoi personaggi, poiché si diverte sempre molto a «farli recitare». Ciò non toglie le difficoltà del suo lavoro, che richiede una grande documentazione, come ad esempio nella realizzazione grafica del villaggio di Lukomir nella saga Le origini. L’artista ha molto apprezzato l’interpretazione che ha dato Stuart Martin di Kurjak, anticipando che potrebbe trarne ispirazione per la futura realizzazione grafica del personaggio.

Secondo Alberto Ostini, Dampyr è un film sulla ricerca dell’identità, da parte di Harlan e di Kurjak, e di un’umanità perduta da parte di Tesla. Per la trama gli sceneggiatori hanno cercato di cambiare il meno possibile la storia originale, più che altro attualizzandola, visto che sono passati vent’anni dall’uscita del primo volume a fumetti.

Giovanni Masi considera i primi due numeri di Dampyr una origin story perfetta. Il difficile, per il lavoro di sceneggiatura, è stato più che altro il linguaggio, perché il cinema negli ultimi vent’anni è cambiato molto. Il lavoro di adattamento, comunque, si è svolto in uno spirito di fedeltà ai personaggi originali, cercado di «mantenere il cuore». Anche perché, scherza Masi, altrimenti c’era Boselli che li bacchettava e li riportava sui binari… ma con «garbo e buone maniere»!

Mauro Uzzeo conclude l’incontro ricordando l’emozione di aver scritto la scena in cui Harlan si taglia la mano e fa scorrere il sangue sui proiettili. In quel momento si è detto: «Ehi, stiamo proprio facendo Dampyr!».

E noi ci auguriamo che quest’ottima squadra metta presto mano a un secondo capitolo, per il quale si vocifera già di possibili location e antagonisti…




Risorse Web:
Pagina dell’evento su SergioBonelli.it
Scheda del volume Il figlio del diavolo
Mauro Boselli su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Canale Youtube di Riccardo Chemello
Mauro Uzzeo su Wikipedia
Alberto Ostini su Wikipedia
Giovanni Masi su Bao Publishing
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook del film

giovedì 17 novembre 2022

Fumetto e cinema in 3D: Diabolik, Dampyr, Don Camillo

La scorsa domenica, 13 novembre, si è tenuto a Galliate, nella meravigliosa cornice del Castello Visconteo Sforzesco, l’interessante incontro “Fumetto e cinema in 3D: Diabolik, Dampyr, Don Camillo”, a chiusura della rassegna “Dreaming. Il fumetto sul grande schermo”, accompagnata da una mostra in cui erano esposte, tra numerose opere e vetrine, sette tavole dello storyboard di Dampyr.
Presentato dall’illustratore Bruno Testa e moderato dallo sceneggiatore e youtuber Ivan Pelizzari (autore di varie interviste allo staff del film di Dampyr), l’evento ha visto gli interventi di Davide Barzi, scrittore e autore per varie testate, tra cui Martin Mystère e Dampyr (N.262), e di Cristiano Spadavecchia, disegnatore e storyboard artist del film di Dampyr. Avrebbe dovuto essere presente anche Daniele Statella, putroppo impossibilitato per problemi personali.

Barzi, autore di un volume biografico sulle sorelle Giussani dal titolo Le regine del terrore (pubblicato da Editoriale Cosmo / Nona Arte nel 2019), ha trattato in particolare Diabolik, della cui nascita ha rivelato qualche retroscena (materiale del capitolo “cose da non fare” nei suoi corsi di sceneggiatura, come ad esempio pubblicare un numero uno senza aver pronto il due!), e di cui un nuovo film è in uscita in sala in questi giorni. Si è passato quindi ai fumetti di Don Camillo, dei quali Barzi scrive le sceneggiature per i tipi della ReNoir Comics: in particolare l’autore ha messo qui in luce i rapporti e le differenze tra i racconti di Guareschi, i film e i graphic novel.

La parola passa a Spadavecchia, che ha spiegato il suo lavoro per Dampyr. Come normalmente avviene, anche in questo caso lo storyboard è stato realizzato in anticipo rispetto al piano di lavorazione delle riprese, permettendo così al regista di supportare la stesura dello stesso.

Spadavecchia è disegnatore per la Bonelli, ma ha anche esperienza nel settore cinematografico come storyboarder, per cui è risultato la persona più indicata per questo compito. Inoltre, non essendo un disegnatore di Dampyr, ha potuto fornire al regista una chiave di lettura visiva diversa rispetto ai colleghi che maneggiano quotidianamente il personaggio.
Lo storyboard per un film, continua l’artista, si discosta dalle tavole di un fumetto perché non necessita di effetti sonori, di movimenti, e di colori (se il fumetto è in bianco e nero).
Quasi tutto lo storyboard è stato trasposto in immagini ed è finito nella versione finale del film, tranne pochissime scene tagliate, che potrebbero migrare nel sequel. Ci sono state comunque piccole modifiche, come movimenti che qualche attore non è riuscito a riprodurre o riprese più larghe, ma nulla più che piccoli aggiustamenti registici. Spadavecchia ha quindi avuto una certa libertà, mentre la sceneggiatura è stata attentamente controllata dalla Bonelli, e ne sono state redatte parecchie stesure.
L’artista ha realizzato da solo lo storyboard per Dampyr, mentre ha lavorato con altri cinque sei colleghi per il cartone animato di Dragonero. Questo perché per i film basta una tavola ogni dieci secondi circa, mentre per i cartoon sono necessari molti più disegni, poiché per questi lo storyboard deve essere molto più vicino alla resa finale.

Ad arricchire gli interventi sono stati proposti due video. Un primo contributo è arrivato da uno dei curatori degli effetti speciali di Diabolik – Ginko all'attacco!, per il quale, al contrario di Dampyr, sono state effettuate molte riprese su green screen ed è stata necessario un massiccio lavoro di post-produzione al computer.
Per Dampyr è stato proiettato un documentario, di sette otto minuti, con il dietro le quinte e stralci di interviste agli interpreti e ai produttori. Una vera chicca che ci ha deliziato con scene inedite, con i set e il regista all’opera, e che potrebbere diventare un contenuto extra del dvd che verrà.


Risorse Web:
Biografia di Cristiano Spadavecchia su SergioBonelli.it
Biografia di Davide Barzi su SergioBonelli.it
Canale YouTube di Ivan Pelizzari
Pagina LinkedIN di Bruno Testa

sabato 12 novembre 2022

Dampyr - N.270

Testata: DAMPYR, N.270
Episodio: KILLER HOSPITAL
Testi: ANDREA CAVALETTO
Disegni: FABIANO AMBU
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 09-2022

Mosca, 2017. Nel parco dell’ospedale abbandonato di Hovrino viene ritrovato il corpo dissanguato di uno skater, ucciso mentre girava dei video per internet. Tra i suoi amici dispersi c’è Katja, la figlia di una vecchia fiamma di Ringo Ravetch, il quale aveva promesso di badare a lei. Ringo, trafficante di armi ma anche corrispondente di Caleb, comunica la notizia, e i nostri tre cacciatori in breve lo raggiungono, sospettando la presenza di un branco di non-morti. Harlan, Tesla e Kurjak, guidati dal Ravetch, si ritrovano davanti a un mostro di cemento, che è luogo di sparizioni, delitti e suicidi, e anche una piazza di spaccio, dove la polizia evita di mettere piede.
Esplorando l’edificio, i nostri vi trovano le tracce di riti satanici, collegati a tale Club Nimostor. Poi si imbattono in Raf, cavia di spietati esperimenti nei laboratori della Temsek, da cui questi fuggì grazie a un intervento di Harlan e soci nel 2009. Raf, apparentemente delirante, dice loro della presenza degli upyr, vampiri in cui ben presto i nostri si imbattono mentre attaccano un gruppo di mafiosi della kombinatzjia. L’intervento dei nostri nello scontro libera Oleg, un affiliato che, dopo uno sgarro al suo boss, stava per essere giustiziato.

La ricerca continua, così, con l’aiuto del recalcitrante Oleg, che sembra ben informato sulle pratiche della setta e su cosa accada in quel luogo.
Raggiunto finalmente il famigerato quinto piano, tra varie vicissitudini, i nostri eroi ritroveranno Katja e, grazie anche all’aiuto di Raf, potranno affrontare i folli adepti della setta e lo spaventoso Nimostor.

Con questa sua prima storia di Dampyr, Cavaletto ci porta nel mondo fosco di un edificio che è ben più di un ambiente, risultando di per sé un vero e proprio personaggio. Orrendo mostro dell’architettura comunista sorto su un cimitero militare, con sotterranei allagati da un’acqua rossastra come sangue, il Killer Hospital attira, ingurgita e assorbe le vite dei disadattati, dei disperati, dei criminali, di chi cerca avventure ed emozioni facili, ma che vi trova la morte o la perdizione. Il tema satanista, già sviluppato dall’autore in particolare nel fumetto underground Paranoid Boyd, ritorna qui con il culto di Nimostor, che è sì uno dei Grandi Antichi dimenticati sulla Terra, ma al tempo stesso è l’anima stessa dell’ospedale, sorta di genius loci votato al male.
Nell’atmosfera claustrofobica di questo luogo infernale, Cavaletto ritrae un’umanità folle e senza speranza, che ha perso i suoi punti di riferimento e i suoi ideali, ormai condannata al nichilismo e all’autodistruzione.

Disegni cupi e pieni di ombre, quelli di Fabiano Ambu. I volti dai tratti decisi e spigolosi dei personaggi ben esprimono l’angoscia e la follia calamitate e amplificate dal luogo. Ambu si dimostra grande maestro nel ritrarre architetture stranianti, negli esterni come negli interni: l’edificio in rovina diventa un labirinto dell’anima, popolato da mostri infernali, tra terribili cenobiti e inquietanti zombi.



Risorse Web:
Scheda di Killer Hospital
Andrea Cavaletto su Wikipedia
Pagina Facebook di Andrea Cavaletto
Sito web di Fabiano Ambu
Pagina Facebook di Fabiano Ambu
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 5 novembre 2022

Nosferatu, Cabaret dell’Orrore

Titolo: NOSFERATU, CABARET DELL’ORRORE – MUSICAL SUPERDRAMA
Testi: KJ LUKER, JON KELLAM, BERNADETTE SULLIVAN
Regia: JON KELLAM
Musiche: S. LORI, M. CASELLE, G. SAVI
Interpreti: UTKA NEHUEN (Nosferatu), NOEMI GARBO (Mina)
Produzione: COMPAGNIA BIT
Distrib.: PALCO5, AMICI DELLA MAGIA
Uscita: 29,30,31-10-2022

Nel weekend di Halloween, al teatro Juvarra di Torino si tiene la rappresentazione Nosferatu, Cabaret dell’Orrore, un “Musical Superdrama”. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia BIT di Torino e diretto da Jon Kellam, con musiche originali di Stefano Lori, Marco Caselle e Gianluca Savia, è qui alla sua prima nazionale, con cinque repliche in programma tra 29, 30 e 31 ottobre. È un “evento immersivo”, che mette in scena l’ultima fase della vita di Murnau, con episodi alternati a scene del film riproposte in chiave comico-musicale.

La serata del 31 inizia in una prima sala con il pre-show di un burattinaio incappucciato che fa danzare e suonare il violino a uno scheletrino. A questo punto tre figure femminili e un uomo con cerone e vestiti anni Venti prendono a girare in sala fissando gli astanti, con movenze sinuose e inquietanti. Poco alla volta si stringono attorno a una donna con le mani legate, che prende a dimenarsi sul pavimento, fino ad abbandonarsi alla finale sottomissione. Abbiamo assistito a un atto di vampirismo? La domanda aleggia senza risposta nella sala mentre il pubblico accede al teatro.

Al Cafè Fini, Renfield, il mangiatore d’insetti che ora si spaccia per il produttore americano Fox, dà il benvenuto al pubblico, presentando Lucy, il regista Murnau e il suo amato Hans. Sopraggiunge la poetessa prussiana Elsa Lasker-Schüler, bizzarramente truccata, che balla e canta una canzone, finché le dà il cambio Lucy. Più dietro Nosferatu si esibisce in una danza meccanica che sembra guidare a distanza i gesti di Lucy, che alla fine si abbandona tra le sue braccia come una bambola rotta, offrendo il collo al morso del vampiro.

Le riprese di Jonathan che informa la fidanzata Mina della sua imminente partenza per un importante affare sui Carpazi, vengono fermate da Murnau, che si è ritrovato suo malgrado a girare la scena di un musical. Il sabotaggio è opera del produttore Fox/Renfield, il quale vorrebbe un «film americano». I dialoghi surreali tra i due vengono soppiantati da un gioco di ombre partito con l’irruzione di Nosferatu: «Creare ombre è più importante che creare luce», afferma Murnau.
Mentre la dottoressa Van Helsing assiste Mina, vittima di orribili incubi, Jonathan è nel castello di Dracula, seduto a una tavola imbandita. Viene raggiunto alle spalle da Nosferatu, che gli impone di bere vino e si avventa su di lui a succhiarne il sangue da un taglio.
La partenza per la guerra di Hans cambia per sempre la vita di Murnau ed Elsa. Ma il film deve continuare. Nosferatu si reca da Mina per parlarle della caducità della vita («la morte non è tutto, è ancora più crudele non poter morire») e invitarla, invano, ad andare con lui, mentre la Van Helsing è con un Jonathan terrorizzato al castello a dar la caccia al vampiro, la cui bara risulta vuota. Nosferatu intanto si avvinghia al collo di Mina, e quando fa per staccarsi viene da lei trattenuto. Il vampiro cede all’invito ma viene sorpreso dal canto del gallo. Lo vediamo strisciare sul palco, giù sulle scale, in platea e infine verso l’uscita della sala.

L’opera di Kellam e soci non si propone come fedele rappresentazione della vicenda di Murnau o di brani del film, quanto piuttosto come commedia musicale con tratti farseschi. Il punto è: una storia come quella di Nosferatu si presta a questo tipo di trattamento? A onor del vero, la risposta del pubblico è positiva, come dimostrano gli applausi e le frequenti risate alle battute e agli sfottò rivolti a qualche spettatore. La vicenda di Murnau, però, è soffocata dagli episodi del film, che hanno più spazio e risultano visivamente più forti, e se ne smarrisce un po’ il senso. E, nonostante si tratti di una commedia, le scene più riuscite sono quelle dai toni più drammatici, in particolare quella del confronto tra Nosferatu e Murnau, impreziosita da un bel gioco d’ombre, e quella della seduzione/sottomissione di Lucy, forte di una riuscita coreografia.
Nosferatu, Cabaret dell’Orrore è comunque una piccola e meritoria produzione, che propone una lettura diversa dell’immortale pellicola di Murnau, arricchendola con episodi biografici del regista, che possono fornire una chiave di interpretazione del film, ma nel segno di un divertito intrattenimento.

IL CAST
Utka Nehuen Bay Gavuzzo: Nosferatu
Noemi Garbo: Mina Harker (l’angelo)
Ginevra Scaglia: Dr. Van Helsing
Viola Zangirolami: Elsa Lasker-Schüler
Maurizio Misceo: Jonathan Harker, Hans Ehrenbaum Degele
Alberto Barbi: Renfield, William Fox
Marco Caselle / Spyros Patros: Murnau
Emanuela Collura: Lucy (city girl)


Risorse Web:
Pagina Facebook di Compagnia BIT
Sito ufficiale di Compagnia BIT
Pagina Facebook di Palco5
Sito ufficiale di Palco5
Scheda di Nosferatu su Palco5.net
Pagina Facebook del Circolo Amici della Magia di Torino

sabato 29 ottobre 2022

Dampyr

Titolo: DAMPYR
Regia: RICCARDO CHEMELLO
Soggetto: M. BOSELLI, M. COLOMBO
Sceneggiatura: M. BOSELLI, G. MASI, A. OSTINI, M. UZZEO
Interpreti: WADE BRIGGS (Harlan), STUART MARTIN (Kurjak), FRIDA GUSTAVSSON (Tesla)
Durata, Col., Orig.: 120’, C, ITA
Produzione: BONELLI ENTERTAINMENT, EAGLE PICTURES, BRANDON BOX
Uscita: 28-10-2022

È uscito ieri nelle sale italiane Dampyr, film tratto dai primi due episodi della serie e prima produzione della Bonelli Entertainment.

Nella prima giornata di programmazione, il 28 ottobre, trecento sale italiane si collegano in diretta con il red carpet a Lucca, dove ha luogo la prima presenziata dal cast e presentata dal trio Medusa. Vengono intervistati i produttori Sgaravatti, Masiero, Sarno, Proia, gli attori Martin Stuart, Luke Roberts (Draka), David Morrissey (Gorka, il Governatore di The Walking Dead), e il regista Riccardo Chemello, qui al suo esordio alla regia.
Dopo i circa quarantacinque minuti della presentazione, parte la logo animation del nuovo brand Bonelli Entertainment: è la nascita di qualcosa di nuovo, nel segno del fumetto e del cinema italiano. Ed ecco, finalmente, il film.

Una donna sta partorendo tra grandi sofferenze, assistita da tre anziane, mentre il padre sta galoppando di gran carriera per raggiungere la casa. È evidentemente un uomo potente e pericoloso, perché le tre Guardiane lo tengono fuori con la magia. Il bambino, Harlan, viene alla luce, ma il parto uccide la madre. Il cavaliere Draka, tenuto a distanza, deve accontentarsi di vedere il figlio da lontano, senza poterlo abbracciare.

Sulle note di Walk on the Wild Side di Lou Reed, l’azione si sposta nei Balcani, nell’anno 1992. Una milizia dell’esercito, guidata dal comandante Kurjak, giunge al villaggio di Yorvolak, dove ha l’ordine di tenere la posizione. Il paese è spettrale e sembra siano tutti morti, nella chiesa c’è un’impressionante massa di cadaveri lacerati da orribili ferite. Un vecchio, unico sopravvissuto del villaggio, dice che è opera del diavolo e che l’unico a poterli salvare è il Dampyr. Il soldato Lazar sembra sapere di chi parli l’uomo e quando, la sera, molti commilitoni vengono uccisi da misteriosi nemici, Kurjak lo manda a prendere il Dampyr.
Quando Lazar li raggiunge, Harlan Draka e il giovane Yuri sono impegnati in una truffaldina attività di “disinfestazione” dai vampiri nei villaggi del circondario: è Harlan il famigerato Dampyr, cioè figlio di un vampiro e un’umana, l’unico in grado di uccidere i succhiasangue.

Suo malgrado, Harlan viene coinvolto nella battaglia che sta avendo luogo a Yorvolak. Lasciato all’aperto durante la notte, si trova ad affrontare dei veri vampiri e scopre di avere realmente il potere di ucciderli, riuscendo pure a fare prigioniera una di loro, la bionda Tesla.
Il vero nemico, però, muove i fili da lontano e vede tutto attraverso gli occhi della vampira. È il potente Gorka, il Maestro della Notte a cui appartiene il branco di vampiri e a cui Tesla vorrebbe ribellarsi.
Molti cadranno sotto gli artigli di Gorka e altri diventeranno suoi schiavi non-morti, mentre Harlan, Kurjak e Tesla formeranno un’improbabile squadra in un epico scontro finale nella biblioteca della città di Sarajevo, l’inizio di una lunga guerra tra vampiri e umani.

La dinamica regia di Chemello dà subito ritmo al film, veloce già nel prologo dal grande impatto visivo, che mostra lo scontro tra le Guardiane, che proteggono la casa in cui nasce Harlan in una magica bolla blu, e un impotente Draka avvolto da un vortice rosso fiamma. L’ambientazione balcanica risulta suggestiva e convincente in virtù della scelta di vere location in Romania (poco è dovuto agli effetti speciali e alle riprese in un teatro di posa), e mostra un clima di desolazione tipico di una zona di guerra, di cui non vengono nascosti vittime e orrori.
Non manca una parentesi comica, quando Harlan finge di esorcizzare con un improbabile latino il cimitero del villaggio di Iostamira, dove possiamo ammirare l’umanità locale, vestita di abiti campagnoli antiquati e dai mille colori.
La fotografia è plumbea nelle scene notturne, nitida e luminosa nelle scene diurne. Interessante in generale la scelta dei colori e di certi ambienti, che assume particolare significato quando Harlan attraversa una strettoia uterina verso un cunicolo dalla luce rossastra per raggiungere Gorka, che sembra alludere alla sua rinascita come eroe e paladino del Bene.

Gli attori sono tutti ben calati nelle rispettive parti, e particolarmente convicenti sono le interpretazioni di Stuart Martin e Frida Gustavsson.
Considerando la fedeltà al fumetto, il film non potrà non trovare l’approvazione dei lettori della serie, ma per le sue qualità piacerà senz’altro a tutti gli estimatori del cinema horror e fantastico.
Dampyr, infatti, si rivela un ottimo film, ben girato, con una storia solida e (cinematograficamente) originale, che va ben oltre il solito cine-fumetto tutto effetti speciali.
Questo è l’inizio di una nuova grande avventura della Bonelli, ma anche la rinascita del grande horror italiano.






Risorse Web:
Scheda di Dampyr su IMDB.com
Scheda di Dampyr su Wikipedia
Bonelli Entertainment
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr
Pagina Facebook del film

martedì 25 ottobre 2022

Speciale Dampyr - N.18

Testata: SPECIALE DAMPYR, N.18
Episodio: IL GIOVANE DAMPYR
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: DARIO VIOTTI
Copertina: ALBERTO DAL LAGO
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 160
Edizione: BONELLI, 11-2022

È in edicola dal 22 ottobre il nuovo Speciale Dampyr.

Shire di Shark Bay, estrema punta ovest dell’Australia. Charles Moore, il giovane Dampyr nato da Joan e dal Maestro Mordha [come narrato nei numeri 119 e 162], è ormai adolescente. Vive con la madre, con lo zio Liam e le Guardiane della Legge, le “zie” Aysha, Chloe e Vivien, nella “casa sull’orlo del mondo”, una grande dimora sulla scogliera che può spostarsi nel Multiverso. Un giorno Charles invita a casa una compagna di scuola, l’aborigena Kira, la quale è nipote dello sciamano Djalu ed ha lei stessa la capacità di percepire realtà non visibili. Kira, infatti, ha registrato la presenza di un vampiro nel bush, e le Guardiane vogliono saperne di più.

Il giorno dopo, a casa di Kira, Charles conosce la madre, il padre Waru, che fa il ranger nella riserva, e la collega di questi Merri, i quali raccontano del rinvenimento di animali dissanguati. Giunge poi il nonno di Kira, Djalu, avendo anche lui percepito la presenza del vampiro.
Intanto a Praga, in missione per Lady Nahema, Vassago ha ipnotizzato Ljuba e scoperto i movimenti di Harlan, che sta andando in Australia per aiutare Charles. Nel bush, seguendo i ranger, Harlan trova il vampiro, ma nello scontro ha un incidente con l’auto e cade in coma. Djalu lo raggiungerà nel “temposogno”, per fargli da guida e aiutarlo a prepararsi alla lotta con il Maestro Wunggurr, mentre Charles dovrà affrontare il vampiro del bush, e nella lotta verrà affiancato da Vassago, dai naphidim e da Nahema, la quale lascerà una profonda traccia nel suo animo.

In questo speciale vediamo per la prima volta in azione il giovane Dampyr Charles, in una storia che riannoda fili narrativi seminati da Boselli nella serie diversi anni fa. Indubbiamente questa sottotrama di lungo respiro è un dato notevole di Dampyr, e ne impreziosisce molto la saga, promettendo futuri sviluppi. Da perfetto adolescente, Charles non vede l’ora di mettere alla prova il suo talento e di prendersi cura della sua amica Kira. Vediamo all’opera anche Lady Nahema alla guida del Servizio Segreto Infernale, la quale dimostra notevole scaltrezza e lungimiranza, rivelandosi capace di manovrare un demone infido come Vassago e subdola nei confronti di Charles.
Risulta sempre gradevole la lettura degli albi disegnati da Viotti, in virtù della grande nitidezza del tratto. Si fanno notare le precise architetture praghesi, ma anche le geometrie del mondo onirico visitato da Harlan. Il maggior punto di forza dell’artista rimane, però, la notevole caratterizzazione dei personaggi, sempre espressivi e con sguardi che “bucano” la pagina.
Una nota di merito va anche ad Alberto Dal Lago per la splendida copertina: che sia l’inizio dell’atteso restyling delle cover di Dampyr?



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Pagina Facebook di Viotti
Illustrazione di Harlan e Vassago firmata Viotti
Scheda dello Speciale Dampyr n.18
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 23 ottobre 2022

Dampyr - N.269

Testata: DAMPYR, N.269
Episodio: SANGUE STREGATO (Le Origini, parte 4)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: N. GENZIANELLA, L. ROSSI, A. FORTUNATO, M. CROPERA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2022

Con Sangue stregato si conclude la saga in quattro parti sulle Origini di Dampyr.

Harlan e i suoi due nuovi compagni condussero Mileva e i figli sani e salvi a Lukomir, sui monti della Bosnia. La situazione, però, non era tranquilla come speravano, perché il villaggio era stato occupato dai miliziani della Legione nera. Tesla, mandata in avanscoperta, prese l’iniziativa di uccidere due sentinelle e di liberare gli uomini. Tra questi c’era Emir, una tobelija, cioè una donna che, avendo giurato di rimanere vergine e di non sposarsi, era “diventata” uomo, nel senso che godeva dei diritti che solo i maschi avevano nel villaggio. Tesla ed Emir entrarono nella casa dove il comandante della milizia e il suo vice stavano abusando di due donne, li misero fuori gioco e diedero il via al piano per liberare il villaggio.

Finito il racconto, arriva per Harlan il momento di fare qualche domanda al padre e a Caleb, ai quali muove l’accusa di averlo manovrato per i loro scopi. Draka gli risponde che se avesse voluto solo avere un’arma contro i suoi simili avrebbe potuto generare un Dampyr con una donna qualsiasi, che sarebbe stata di fatto una schiava. Ma sapeva che avrebbe potuto farlo solo con una donna amata. Furono poi le Guardiane della Legge a portarglielo via, ma Draka guardò e protesse sempre il figlio da lontano.
Dal canto suo, Caleb racconta di quando fu confinato a Praga, nel controspionaggio degli amesha, dove conobbe la sua controparte infernale, Nikolaus, con il quale trovò presto un’affinità, che sfociò in una segreta alleanza all’epoca dei nazisti. Quando seppe dell’esistenza di un Dampyr, Caleb lo rintracciò e gli offrì un rifugio nel suo Teatro, tenendo fede alla promessa fatta a Draka.

In questo albo viene raccontata la prima avventura, finora inedita, vissuta dai nostri tre protagonisti come squadra. Le cose, per la verità, non filano proprio lisce: Tesla ebbe un aspro battibecco con i due uomini, essendo stizzita per il fatto che Harlan volesse risparmiare gli esseri umani, anche se malvagi, e fosse tranquillamente disposto ad uccidere i vampiri. Interessante il personaggio di Emir, la tobelija, che sostiene convintamente di essere un uomo, nell’iniziale sconcerto dei nostri, ignari delle usanze locali. La sua figura è cruciale per la futura convivenza nel villaggio, essendo un ponte tra gli uomini e le donne, le quali sarebbero altrimenti destinate a perpetua vergogna per le violenze subite.

Nella seconda parte, complice la birra dell’Aquila Verde, Draka e Caleb ammettono di aver usato Harlan per combattere i Maestri della Notte. Ma Harlan capisce, alla fine, che forse non è poi così importante, perché sa di avere la loro stima e il loro affetto.
Questa lunga saga risulta, in definitiva, una summa dello scibile dampyresco, estrema sintesi della serie, di cui traspare anche l’essenza ultima, cioè la toccante storia del rapporto di un padre tenuto lontano da un figlio amato, e di un figlio che si è sentito usato e pretende delle risposte sulla sua vita. In questo albo la vicenda viene raccontata con i disegni dinamici di Genzianella, le magiche atmosfere di Rossi, le tavole oniriche di Fortunato e le vignette dense di Cropera, di cui va segnalata almeno la bella doppia splash delle pagine 92-93 sulla “carriera” di Harlan.



Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Studi di character di Nicola Genzianella
Luca Rossi su Wikipedia
Blog di Alessio Fortunato
Pagina Facebook di Michele Cropera
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

giovedì 20 ottobre 2022

Dampyr - N.268

Testata: DAMPYR, N.268
Episodio: ZONA DI GUERRA (Le Origini, parte 3)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAURIZIO DOTTI, LUCA ROSSI, NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 07-2022

Zona di guerra è la terza parte della saga sulle Origini di Dampyr.

Dopo essere stato portato di peso a Yorvolak e aver affrontato per la prima volta dei veri vampiri, il Dampyr si ritrovò rinchiuso in una chiesa insieme al comandante Kurjak e alla non-morta Tesla. Poco dopo divenne chiaro che Tesla non era poi così cattiva e che desiderava liberarsi dalla schiavitù del Maestro della Notte Gorka. La non-morta mise a conoscenza Harlan della sua forza e del modo di affrontare i vampiri. E, per la prima volta, i nostri bagnarono dei proiettili con il sangue di dampyr. Quando giunsero gli ex compagni di Kurjak, trasformati in vampiri, vennero quindi accolti da una gragnuola di colpi, e Harlan, Kurjak e Tesla combatterono fianco a fianco.
A battaglia conclusa, Gorka mandò una visione ad Harlan, mostrandogli Yuri trasformato in vampiro, per poi sfidarlo. Messo in fuga Gorka, Harlan si trovò così a dover affrontare il suo amico Yuri, che però non ce la fece ad attaccarlo e per questo venne torturato dal padrone: ad Harlan non rimase che mettere fine alle sue sofferenze, giurando vendetta ai Maestri della Notte. Il primo della lista non poteva che essere Gorka.

In seguito, i due compagni di battaglia rimasero con il Dampyr, che venne addestrato al combattimento da Emil. Ben presto arrivò una nuova sfida da affrontare: portare in salvo una famiglia indifesa, formata da Melisa e i due figli, che si nascondeva dalla Legione Nera, i cui spietati miliziani seminavano morte e distruzione nei villaggi della zona.

In questo episodio ci viene raccontato come Harlan Draka divenne il Dampyr, e come formò il terzetto completato da Tesla e Kurjak: tre personalità complementari, non solo caratterialmente e per le tecniche di combattimento, ma anche perché realmente compagni. Harlan aveva appena perso il suo amico Yuri e giurato una vendetta per cui necessitava di tutto l’appoggio possibile, Kurjak era stato privato dei suoi soldati e aveva bisogno di trovare un nuovo obiettivo, Tesla aveva rinnegato quelli della sua specie per mettersi dalla parte di un dampyr e al tempo stesso era un mostro agli occhi degli esseri umani: ognuno di loro sarebbe stato solo senza gli altri due.

Ad eccezione di una tavola di raccordo di Luca Rossi, l’albo è stato realizzato da Maurizio Dotti e Nicola Genzianella.
Impagabili ed efficacissime le espressioni di rabbia e di terrore dei personaggi ritratti da Dotti, autore di tavole sempre molto curate e dettagliate, che rivelano notevole perizia pure nel ritrarre architetture e paesaggi. Genzianella dà molta enfasi alle espressioni dei personaggi, all’atmosfera e alle scene d’azione, molto dinamiche, in particolare quelle che vedono Tesla muoversi alla velocità supersonica dei vampiri. Della vampira l’artista rende magistralmente la doppia natura di “angelica” protettrice e di spietata non-morta assetata di sangue.





Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Dotti su Wikipedia
Matita di Maurizio Dotti
Luca Rossi su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

martedì 18 ottobre 2022

Dampyr - N.267

Testata: DAMPYR, N.267
Episodio: RITORNO A YORVOLAK (Le Origini, parte 2)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI, MAJO, MAURIZIO DOTTI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 06-2022

La lunga saga sulle Origini di Dampyr, di cui abbiamo discusso con Boselli nella lunga intervista pubblicata il 17 settembre, prosegue con il numero 267.

Draka continua il suo racconto parlando della giovinezza del figlio. Scoperta l’esistenza del dampyr, il Duca infernale Nergal aveva messo in atto un piano per portarlo dalla sua parte vampirizzando il coetaneo Rade. Su ordine di Nergal, il ragazzo rapì Stana, la fidanzatina di Harlan, il quale lo scovò in un mulino e lo uccise grazie al suo sangue, ma risparmiò Ivo, complice del rapimento. Stana, intanto, si era salvata grazie alla protezione delle tre Guardiane.

All’Aquila Verde giunge ora anche Harlan, che continua il racconto con la sua voce. Lasciato da Stana e con le zie passate a miglior vita, a vent’anni Harlan si trasferì a Londra, continuando a sognare il padre e la terra dei Maestri. In quegli anni, però, non accettava la sua natura e cercava di ignorare i messaggi di Draka, godendosi la vita nella swinging London degli anni Sessanta.
Lord Marsden, percepita la sua presenza in città, per attirarlo mise in scena la plateale comparsa dei vampiri nel cimitero di Highgate, ma il piano fu sventato da Draka. Per le macchinazioni del padre, Harlan si ritrovò di nuovo solo e iniziò a viaggiare, visitando il Messico e l’Australia, e tornando nel suo villaggio natale in Bosnia sul finire degli anni Ottanta. Qui fu avvicinato da un ragazzino, il tredicenne Yuri, che sapeva tutto di lui e che gli voleva fare da manager per una truffaldina attività di dampyr: avrebbero affrontato le infestazioni di vampiri nei paesini del circondario.

Per un certo periodo tutto andò bene, finché i militari dell’Armata Repubblicana, guidati dal comandante Emil Kurjak, non prelevarono a forza i due cacciatori di vampiri per portarli al villaggio di Yorvolak, infestato da veri vampiri. Fu allora che le loro vite cambiarono per sempre.

Il fulcro di questa seconda parte della saga sembra essere l’attesa decisione di Harlan della strada da seguire: avrebbe scelto la luce o le tenebre? Il tema della tentazione non è solo sviluppato nel conflitto interiore del Dampyr, ma anche nella suggetiva figura del naphidim, al servizio di Nergal, che sussurra idee malvagie nelle orecchie degli umani, cercando di conquistarli al male. Dal canto suo, da giovane Harlan cercava solo di godersi la vita, tra belle donne, alcol e sigarette: inizialmente era recalcitrante e tutt’altro che desideroso di diventare un eroe. L’altro elemento portante della storia è il ruolo di Draka nella vita di Harlan, un padre in definitiva attento, se non premuroso, che comunque rispetta il patto stretto con le Guardiane.

In questo albo le tavole sono firmate da tre degli storici disegnatori di Dampyr: Luca Rossi, con il suo stile un po’ stilizzato e spigoloso, sempre ricco d’atmosfera; Majo, autore di volti indimenticabili sia per le espressioni dei personaggi che per gli inquietanti occhi dei vampiri; Dotti, qui al suo gradito ritorno sulle pagine di Dampyr, con tavole dettagliatissime, personaggi in pose cariche di tensione, ombre che fanno capolino sui volti nei momenti più drammatici. Spettacolare la sequenza in cui i pipistrelli disegnano a distanza il volto di Gorka, per separarsi in migliaia di corpi volanti assetati di sangue quando si avvicinano alle loro vittime.
Tutti questi elementi fanno di Ritorno a Yorvolak una nuova pietra miliare nella saga di Dampyr.



Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Mauro Boselli presenta le Origini di Dampyr!
Luca Rossi su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Studio di character by Majo
Maurizio Dotti su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
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domenica 16 ottobre 2022

Dampyr - N.266

Testata: DAMPYR, N.266
Episodio: NEL NOME DEL FIGLIO (Le Origini, parte 1)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI, STEFANO ANDREUCCI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2022

Da maggio ad agosto di quest’anno, le pagine di Dampyr hanno ospitato una lunga saga in quattro parti, che riscrive le origini della serie.

Una sera d’autunno, Nikolaus si ritrova per un appuntamento all’Aquila Verde con Caleb e Draka, per parlare di Harlan. Draka è in vena di ricordi, e racconta come gli accadde di creare un dampyr.

Già da molti secoli, il Maestro della Notte aveva l’idea di mettere al mondo un dampyr, ma sapeva che per farlo avrebbe dovuto trovare una donna speciale. Credette di averla trovata quando conobbe la contessa Fortunata Guizzardi, una donna che salvò dal capriccio di un nobile spagnolo e che tenne con sé, finendo per innamorarsene. Si era da poco conclusa la Guerra dei Trent’anni, quando Draka si recò da Caleb per chiedergli se si sarebbe potuto occupare del nascituro che aveva in mente di generare. Fortunata, però, venne uccisa prima che Draka potesse realizzare il suo proposito.
Per molto tempo il Maestro dimenticò il suo progetto, fin quando, secoli dopo, s’innamorò nuovamente: la nuova fiamma era una contadina serbobosniaca di nome Velma. Era da poco scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, quando il vampiro si spostò in Jugoslavia per permettere al suo branco di saziarsi. Nelle sue scorribande, si imbatté in un gruppo di soldati Utascia dai quali salvò dei civili serbi. Tra di loro c’era il partigiano Drailo Malovic, fratello della bella Velma. In breve, Velma fu sua e i due si amarono teneramente. La guerra bussava alle porte del villaggio, e Draka decise di portare Velma al castello di Roccabruna, dove rimase incinta.
Ma qualcuno osservava di nascosto la famigliola, interessato soprattutto al bambino che doveva nascere: le potenti Guardiane della Legge, che approfittarono di una breve assenza di Draka dal castello per mettere in atto il loro piano.

Questo primo episodio delle “Origini di Dampyr” narra una storia intensa, che rievoca gli eventi del passato di Draka e Harlan, alcuni dei quali erano stati in parte raccontati, ma su cui viene gettata nuova luce. Vengono approfondite soprattutto le motivazioni delle azioni di Draka, il quale dimostra emozioni in definitiva molto umane: è un viveur, ma anche un romantico quando stringe tra le braccia la donna giusta, un nemico vendicativo, ma anche un padre attento. E di fatti, oltre al forte legame con le due donne amate nella sua vita, questo episodio suggerisce che sia stato proprio un desiderio di paternità a spingerlo a generare un dampyr, più che l’idea di procurarsi un’arma formidabile contro gli altri Maestri. Viene poi finalmente esplicitato il suo rapporto con Caleb e con le Guardiane.
Nell’ultima parte la storia s’incentra sulla lotta tra bene e male nel cuore di Harlan durante la sua adolescenza, tutt’altro che facile in un villaggio in cui la madre veniva additata come una donna di facili costumi e lui come “figlio del diavolo”.

I disegni sono realizzati da Luca Rossi nei passaggi contemporanei ambientati a Praga, mentre è Andreucci l’autore della gran parte dei lunghi flash-back. Il tratto spigoloso di Rossi riporta su Dampyr un iconico Nikolaus e scorci praghesi del suggestivo ghetto ebraico che fu, regalando un’atmosfera magica alle pagine dell’albo. Meno stilizzato e più realistico il tratto di Andreucci, che realizza scene ora nitide ora ombrose a seconda delle vicende, tra manieri e rastrellamenti della Seconda Guerra Mondiale.



Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Luca Rossi su Wikipedia
Stefano Andreucci su Wikipedia
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