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domenica 20 novembre 2022

Dampyr alla Feltrinelli di Milano

A distanza di un paio di settimane dall’uscita del film e in occasione della riedizione di Il figlio del diavolo in un volume con un ricco apparato dedicato alla pellicola, si è tenuto alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano un incontro con i creatori di Dampyr: lo sceneggiatore e co-creatore del personaggio Mauro Boselli, i disegnatori Nicola Genzianella e Majo, il regista Riccardo Chemello, gli sceneggiatori Mauro Uzzeo, Alberto Ostini e Giovanni Masi.
In un’atmosfera festosa, nella consapevolezza dell’importanza di questo passaggio storico per la Bonelli, l’evento è condotto briosamente da Uzzeo, che modera la discussione, intervallata dalle proiezioni del trailer e di un documentario sul making of.

Mauro Boselli trova che il film sia un’opera eccezionale, che conserva lo spirito dei personaggi e della storia: nel guardarlo confessa di essersi commosso. La Bonelli Entertainment è partita con Dampyr per una questione di diritti, già a disposizione dell’editore, ma anche perché è una storia di formazione iconica (l’eroe si scopre tale durante la storia) e perché i primi due albi si prestavano bene a una trasposizione cinematografica. Boselli e Maurizio Colombo, co-autore del soggetto, discussero a lungo della sceneggiatura con Andrea Sgaravatti, uno dei produttori. Poi Boselli si occupò del trattamento e venne girato il primo trailer promozionale, che venne montato dallo stesso Colombo.
La parte del film che Boselli preferisce è quella iniziale, la più realistica, in cui a suo avviso Chemello ha espresso pienamente la sua poetica del reale. Anzi, argomenta ancora Boselli, il film è meno crudo e horror del fumetto, è una versione un pochino edulcorata, più avventurosa e fantasy, che forse Sergio Bonelli avrebbe apprezzato più del fumetto stesso.

Riccardo Chemello racconta che venne folgorato da ragazzo dal film Yamakasi prodotto da Luc Besson e iniziò a praticare il parkour. Diventò così filmaker di video di questo sport e in seguito di spot pubblicitari. Fu catapultato nel mondo di Dampyr nel 2018, quando fu contattato da Sgaravatti: vide il pitch (una breve presentazione realizzata dal produttore), lesse i primi due albi e se ne innamorò, decidendo di tuffarsi nel progetto. Leggendo poi gli albi successivi trovò una «base di partenza stellare» su cui poter creare uno storyboard e un buon addattamento visivo.
Una delle sfide più eccitanti del film è stata per lui quella del setting, cioè trovare le location: dopo molto tempo speso infruttuosamente in Serbia, si optò per la Romania, e in particolare fu scelto come set di Yorvolak un paesino di etnia Rom nel cuore della Transilvania. Questa affannosa ricerca era necessaria per una precisa scelta del regista, che non voleva usare blue screen o green screen, perché questa modalità di ripresa richiede agli attori uno sforzo di immaginazione che, a suo avviso, rovina l’interpretazione. Era importante, per Chemello, che gli attori «sentissero il profumo della storia».

Majo considera una fortuna aver potuto lavorare sui personaggi di Dampyr fin dalla loro nascita, mentre in Tex ha fatto più fatica, essendo un personaggio già esistente. Vedere in carne e ossa i suoi disegni e i suoi personaggi lo ha emozionato: ha ritrovato sullo schermo le scene che aveva immaginato nella mente prima di tradurle in disegni.
Ricorda Boselli che Stuart Martin ha dichiarato di essersi ispirato, per il personaggio di Kurjak, alle facce e alle inquadrature che Majo realizzò per i primi piani del fumetto. Majo è anche autore delle immagini del libro che Harlan scopre alla fine del film.

Nicola Genzianella, tra gli autori più longevi di Dampyr, dichiara di voler proseguire felicemente la convivenza più che ventennale con i suoi personaggi, poiché si diverte sempre molto a «farli recitare». Ciò non toglie le difficoltà del suo lavoro, che richiede una grande documentazione, come ad esempio nella realizzazione grafica del villaggio di Lukomir nella saga Le origini. L’artista ha molto apprezzato l’interpretazione che ha dato Stuart Martin di Kurjak, anticipando che potrebbe trarne ispirazione per la futura realizzazione grafica del personaggio.

Secondo Alberto Ostini, Dampyr è un film sulla ricerca dell’identità, da parte di Harlan e di Kurjak, e di un’umanità perduta da parte di Tesla. Per la trama gli sceneggiatori hanno cercato di cambiare il meno possibile la storia originale, più che altro attualizzandola, visto che sono passati vent’anni dall’uscita del primo volume a fumetti.

Giovanni Masi considera i primi due numeri di Dampyr una origin story perfetta. Il difficile, per il lavoro di sceneggiatura, è stato più che altro il linguaggio, perché il cinema negli ultimi vent’anni è cambiato molto. Il lavoro di adattamento, comunque, si è svolto in uno spirito di fedeltà ai personaggi originali, cercado di «mantenere il cuore». Anche perché, scherza Masi, altrimenti c’era Boselli che li bacchettava e li riportava sui binari… ma con «garbo e buone maniere»!

Mauro Uzzeo conclude l’incontro ricordando l’emozione di aver scritto la scena in cui Harlan si taglia la mano e fa scorrere il sangue sui proiettili. In quel momento si è detto: «Ehi, stiamo proprio facendo Dampyr!».

E noi ci auguriamo che quest’ottima squadra metta presto mano a un secondo capitolo, per il quale si vocifera già di possibili location e antagonisti…




Risorse Web:
Pagina dell’evento su SergioBonelli.it
Scheda del volume Il figlio del diavolo
Mauro Boselli su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Canale Youtube di Riccardo Chemello
Mauro Uzzeo su Wikipedia
Alberto Ostini su Wikipedia
Giovanni Masi su Bao Publishing
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook del film

martedì 18 ottobre 2022

Dampyr - N.267

Testata: DAMPYR, N.267
Episodio: RITORNO A YORVOLAK (Le Origini, parte 2)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI, MAJO, MAURIZIO DOTTI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 06-2022

La lunga saga sulle Origini di Dampyr, di cui abbiamo discusso con Boselli nella lunga intervista pubblicata il 17 settembre, prosegue con il numero 267.

Draka continua il suo racconto parlando della giovinezza del figlio. Scoperta l’esistenza del dampyr, il Duca infernale Nergal aveva messo in atto un piano per portarlo dalla sua parte vampirizzando il coetaneo Rade. Su ordine di Nergal, il ragazzo rapì Stana, la fidanzatina di Harlan, il quale lo scovò in un mulino e lo uccise grazie al suo sangue, ma risparmiò Ivo, complice del rapimento. Stana, intanto, si era salvata grazie alla protezione delle tre Guardiane.

All’Aquila Verde giunge ora anche Harlan, che continua il racconto con la sua voce. Lasciato da Stana e con le zie passate a miglior vita, a vent’anni Harlan si trasferì a Londra, continuando a sognare il padre e la terra dei Maestri. In quegli anni, però, non accettava la sua natura e cercava di ignorare i messaggi di Draka, godendosi la vita nella swinging London degli anni Sessanta.
Lord Marsden, percepita la sua presenza in città, per attirarlo mise in scena la plateale comparsa dei vampiri nel cimitero di Highgate, ma il piano fu sventato da Draka. Per le macchinazioni del padre, Harlan si ritrovò di nuovo solo e iniziò a viaggiare, visitando il Messico e l’Australia, e tornando nel suo villaggio natale in Bosnia sul finire degli anni Ottanta. Qui fu avvicinato da un ragazzino, il tredicenne Yuri, che sapeva tutto di lui e che gli voleva fare da manager per una truffaldina attività di dampyr: avrebbero affrontato le infestazioni di vampiri nei paesini del circondario.

Per un certo periodo tutto andò bene, finché i militari dell’Armata Repubblicana, guidati dal comandante Emil Kurjak, non prelevarono a forza i due cacciatori di vampiri per portarli al villaggio di Yorvolak, infestato da veri vampiri. Fu allora che le loro vite cambiarono per sempre.

Il fulcro di questa seconda parte della saga sembra essere l’attesa decisione di Harlan della strada da seguire: avrebbe scelto la luce o le tenebre? Il tema della tentazione non è solo sviluppato nel conflitto interiore del Dampyr, ma anche nella suggetiva figura del naphidim, al servizio di Nergal, che sussurra idee malvagie nelle orecchie degli umani, cercando di conquistarli al male. Dal canto suo, da giovane Harlan cercava solo di godersi la vita, tra belle donne, alcol e sigarette: inizialmente era recalcitrante e tutt’altro che desideroso di diventare un eroe. L’altro elemento portante della storia è il ruolo di Draka nella vita di Harlan, un padre in definitiva attento, se non premuroso, che comunque rispetta il patto stretto con le Guardiane.

In questo albo le tavole sono firmate da tre degli storici disegnatori di Dampyr: Luca Rossi, con il suo stile un po’ stilizzato e spigoloso, sempre ricco d’atmosfera; Majo, autore di volti indimenticabili sia per le espressioni dei personaggi che per gli inquietanti occhi dei vampiri; Dotti, qui al suo gradito ritorno sulle pagine di Dampyr, con tavole dettagliatissime, personaggi in pose cariche di tensione, ombre che fanno capolino sui volti nei momenti più drammatici. Spettacolare la sequenza in cui i pipistrelli disegnano a distanza il volto di Gorka, per separarsi in migliaia di corpi volanti assetati di sangue quando si avvicinano alle loro vittime.
Tutti questi elementi fanno di Ritorno a Yorvolak una nuova pietra miliare nella saga di Dampyr.



Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Mauro Boselli presenta le Origini di Dampyr!
Luca Rossi su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Studio di character by Majo
Maurizio Dotti su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

martedì 13 settembre 2022

Dampyr - N.259

Testata: DAMPYR, N.259
Episodio: L’OCCHIO DELL’INFERNO
Soggetto: MARCO FEBBRARI, MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MARCO FEBBRARI
Disegni: MAJO, DARIO VIOTTI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 10-2021

Claire Thibaud, bibliotecaria della cittadina provenzale di Montmajor, ha chiesto aiuto a Caleb per un suo assistente, il professore universitario Daniel Marchal. Nelle sue ricerche il giovane sta ripercorrendo le orme del padre, il noto studioso Olivier, il quale sembra avesse scoperto nella zona un rifugio segreto dei Templari. Da quando sta indagando su questa scoperta, Daniel è tormentato dall’incubo ricorrente di un uomo dal volto inquietante, che Harlan riconosce in un ritratto come Vassago, il demone delle cose perdute.
Raggiunta la Provenza, Harlan, Kurjak e Tesla si addentrano con Daniel e la sua amica Margot in un sotterraneo al di sotto dei resti di un monastero, dove trovano i resti del mattatoio di un Maestro della Notte. Qui Harlan ha la visione della vampira Azara, la quale rese suoi schiavi alcuni cavalieri templari impegnati nel trasporto del tesoro dell’ordine; i cavalieri vennero poi aiutati nella fuga da Vassago, all’epoca inquisitore e nemico di Azara, interessato a un particolare manufatto, l’Occhio dell’inferno, mediante il quale sembra si possano riconoscere le creature infernali.

Caleb scopre intanto che Azara è la più giovane dei Maestri, allevata personalmente da Dagda e iniziata a molti dei suoi segreti. Visse a lungo sotto l’ala di Erlik Khan, poi entrò nell’ordine dei Templari. In seguito alla morte di Dagda, si mise alla ricerca delle sue invenzioni perdute in tutto il mondo, e nel XIV secolo trovò l’Oculus nella penisola arabica, forse nascosto da Vathek.
I nostri si trovano così in mezzo al rinnovato scontro tra Azara e Vassago, e dovranno adoperarsi per liberare Claire e Margot, fatte prigioniere, ma non prima di aver deciso da che parte stare.

Febbrari e Boselli imbastiscono una avvincente storia d’avventura, la cui prima parte scorre tra ricerche e flash-back dei passati scontri tra il demone e la vampira. Il finale ha uno sviluppo inaspettato nel compromesso che Harlan deve accettare per ottenere il consiglio di Amber, che vuole salvare la sorella Azara. Harlan accetta pur sapendo che Caleb non ne sarà contento, ma rivendicando la sua libertà di scelta, poiché l’amesha non è il suo «padrone». Assai promettente il personaggio di Azara, che consente agli sceneggiatori di mostrare un piccolo squarcio della misteriosa vita dei Maestri al loro arrivo sulla Terra, quando era ancora in vita il più saggio di loro, l’anziano Dagda.

Molto suggestivi, come sempre, i disegni di Majo, che realizza il breve antefatto ambientato nel 1100. La storia contemporanea è invece realizzata graficamente da Viotti, il quale ha un tratto molto accurato e pulito, come risulta particolarmente evidente nelle barbe, nei legni delle navi, nelle cotte di maglia. Netti e precisi i volti con espressioni spesso rese drammatiche da un sapiente uso di luci e ombre. Le tavole realizzate dall’artista presentano molte vignette doppie e anche qualche quadrupla, nelle scene più intense e scenografiche.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Intervista di Fumetti Avventura a Marco Febbrari
Majo su Wikipedia
Pagina Facebook di Viotti
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

giovedì 23 aprile 2020

Dampyr - N.241

Testata: DAMPYR, N.241
Episodio: IL CAVALIERE DI ROCCABRUNA
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAJO
Colori: MATTEO VATTANI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 112
Edizione: BONELLI, 04-2020

L’albo di Dampyr di questo mese esce, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, a distanza di vent’anni dall’esordio in edicola. Per celebrare l’anniversario, la Bonelli ha pubblicato un numero a colori di 112 pagine, con un’insolita costoletta bianca.

Consultando l’antico volume degli Annalium Ferdinandeorum, Saugrénes ha una vivida visione della battaglia della Montagna Bianca, svoltasi nel 1620 presso Praga. Il libro contiene un po’ del fluido di Draka, per cui ha la capacità di far rivivere in chi legge gli episodi narrati. Harlan racconta all’amico come il padre lo ebbe in dono dal barone Sigmund Khevenhüller.
Era il 1621 quando una truppa spagnola, guidata dal duca di Feira y Valhermosa, invase il castello di una famiglia evangelica della Valtellina. Gli abitanti della rocca vennero sterminati, ad eccezione dei figli del signore. Il duca mise gli occhi sulla giovane e avvenente Fortunata, e sembrava voler risparmiare la vita a lei e al fratello Orlando. A cena, però, al rifiuto di Orlando di brindare al re di Spagna e alla Chiesa, Jeronimo, uno degli sgherri del duca, cercò di punire la sorella. La giovane si procurò una spada e si difese, suscitando le ire di Jeronimo. Per salvare la prigioniera dovette intervenire il cavaliere di Roccabruna, nome usato all’epoca dal Maestro della Notte Draka, lì presente quale capo di una brigata di mercenari. Colpito dal coraggio e dal valore della donna, Roccabruna fece fuori gli spagnoli. Prese quindi Orlando e Fortunata al suo seguito, facendo della giovane la sua amante.
Una notte, Roccabruna e i suoi due protetti raggiunsero il castello di Hochosterwitz, retto da Sigmund Khevenhüller. Nella regione imperversavano i non-morti del Maestro della Notte Vlatna, che assediarono Hochosterwitz proprio mentre giungeva Roccabruna. L’intervento di quest’ultimo fu fondamentale per la difesa del maniero, ma il fallito assalto non impedì ai vampiri di Vlatna di rapire Fortunata.

Boselli ci regala un nuovo capolavoro da incorniciare negli annali del fumetto: un horror storico, infarcito di battaglie, armi avveniristiche, vampiri e romanticismo. In questo caso Harlan, per “festeggiare” il suo compleanno, rimane a riposo, limitandosi a raccontare, nella cornice narrativa, una storia che ha per protagonista il padre, figura intrigante e dalle molte sfaccettature. In effetti, una delle caratteristiche del personaggio del vampiro è quella di prestarsi ad essere calato in contesti storici diversi. E Boselli sfrutta sapientemente questa qualità, accompagnando non di rado i lettori in territori lontani nello spazio e nel tempo, così da dilatare la saga in un macroracconto dalla durata millenaria. È pure significativo che in un numero celebrativo non compaia in prima linea il protagonista della serie: Dampyr è di fatto una saga corale, fatta di tanti personaggi, spesso veri e propri coprotagonisti, il che è elemento di ulteriore ricchezza narrativa.
Come sempre, molto belli i disegni di Majo, tra cui spiccano i suggestivi scorci dei manieri, i personaggi nei costumi dell’epoca e le loro espressioni sempre credibili, anche quando dipinte sul volto del mostro di turno.
La ciliegina sulla torta è il colore, steso splendidamente da Matteo Vattani. Con la sua tavolozza il colorista non si limita a riempire le tavole, ma ne amplifica espressività e atmosfere, creando giochi di luce, di ombre e di penombre, efficaci in particolare nelle scene notturne illuminate dalle torce o dai falò. Il tutto rende la lettura di quest’albo assai vicina alla visione di un film.
Un episodio, si diceva, da incorniciare, per la storia e per i disegni. Ma anche per il sedicesimo extra e i colori, perché segno dell’affetto e dell’attenzione della Bonelli per i suoi lettori.






Risorse Web:
Un ventennale a colori!
Mauro Boselli su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Pagina Facebook di Matteo Vattani
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

martedì 14 aprile 2020

Buon compleanno, Dampyr!

Prendiamo a prestito dalla pagina FB di Dampyr questa bella illustrazione di Harlan realizzata da Nicola Genzianella, con il logo del ventennale realizzato da Elena Giampaoli, per un’occasione davvero speciale: oggi, infatti, Dampyr compie 20 anni.
Il 14 aprile 2000 usciva in edicola Il figlio del diavolo, primo episodio della serie, scritto da Mauro Boselli e Maurizio Colombo, e illustrato da Majo. I due sceneggiatori sono anche i creatori della testata, condotta ancora oggi dall’infaticabile Boselli.
Pensato inizialmente come una miniserie per Zona X, Dampyr si guadagnò la sua collana autonoma e da allora sono usciti 241 numeri e qualche decina di speciali e albi fuori serie.

Noi del Catafalco abbiamo seguito la testata sin dagli esordi. Personalmente acquistai la mia copia del mitico numero 1 in edicola, e da allora non ho perso un numero. Sul nostro vecchio sito ospitato da Libero, nato circa un anno dopo, nel giugno 2001, demmo ampio spazio sin dall’inizio a questo fumetto, che ci aveva conquistato da subito. Pur appartenendo al filone del fumetto popolare, infatti, Dampyr ha sempre avuto un’altissima qualità delle storie e dei disegni, proponendo ambientazioni insolite e tematiche mai banali, di fatto spesso sconfinando in quello che si definisce “fumetto d’autore”.
Per dare un quadro generale dell’epopea dampyriana, di recente abbiamo “riordinato” le recensioni che abbiamo pubblicato su questo blog in un indice cronologico, mentre brevi sinossi di molti albi precedenti sono ancora disponibili sul “vecchio” Catafalco nella sezione Fumetti e nella sezione News (che riorganizzeremo prossimamente). Come avrete visto, attualmente stiamo pubblicando le recensioni degli ultimi numeri, che completeremo nei prossimi giorni.

Oggi vi proponiamo un excursus sulle iniziative che la Bonelli ha promosso per celebrare degnamente la ricorrenza. Sul versante editoriale, è attualmente in edicola il numero 241, per l’occasione pubblicato a colori e con 112 pagine. Il prossimo giovedì 16 uscirà nelle edicole il decimo Maxi Dampyr, con un numero dedicato alle Storie speciali, una raccolta di 112 pagine con copertina esclusiva di Alessandro Baggi con tutti i brevi episodi comparsi negli albetti pubblicati in occasione di varie mostre: Numero Zero, Vampiri di sabbia, Il cimitero delle giostre, Ballo di fine estate, In riva all’ignoto, L’emblema del drago, Notte a Narni, Lucrezia. Di recente sono usciti un volume in inglese che raccoglie i primi due episodi (Dampyr 1-2 - Variant inglese) e un nuovo volume antologico brossurato, intitolato Caccia ai vampiri.
Sul sito ufficiale della Bonelli è da poco partita l’offerta Dampyr 20x20x20!, ovvero venti giorni con lo sconto del 20% su tutti i prodotti dampyreschi, ci viene riproposto l’editoriale del primo numero, e vari videomessaggi di autori e disegnatori, nell’ambito dell’iniziativa A casa con l’autore, in cui Maurizio Dotti e Matteo Vattani parlano di Dampyr, mentre di altri personaggi ci dicono Mignacco, Boselli, Falco, Roi... Il prossimo appuntamento in diretta è per domani, mercoledì 15 aprile, alle 12:30, con Giorgio Giusfredi, che ci racconterà del lavoro di redazione per Tex e Dampyr.
Altre chicche le lasciamo scoprire a voi sul sito Bonelli: il futuro di questo personaggio ci riserva ancora molte sorprese! E anche noi, sul nostro blog, nei prossimi giorni continueremo a occuparci di Dampyr. Intanto facciamo alla testata e ai suoi autori i nostri migliori auguri...

Buon compleanno, Dampyr!







Risorse Web:
Vent’anni di Dampyr!
Dampyr su SergioBonelli.it
Pagina Facebook di Dampyr

venerdì 28 dicembre 2018

Dampyr - Il Santo Venuto dall’Irlanda

Titolo: DAMPYR, “IL SANTO VENUTO DALL’IRLANDA”
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: ARTISTI DAMPYRIANI
Colori: ROMINA DENTI, GIOVANNA NIRO
Copertina: NO CURVES
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: 978-88-6961-326-5
Pagine: 128
Edizione: BONELLI, 10-2018

L’uscita in edicola dell’albo n.224 di Dampyr è stata anticipata dalla pubblicazione di un lussuoso volume, presentato a Lucca Comics da fine ottobre. In realtà, più che di un semplice libro, Il santo venuto dall’Irlanda è una “celebrazione dampyriana” per i diciotto anni della testata, essendo stato accompagnato da una serie di iniziative disseminate nella città toscana nel corso dell’importante kermesse.
Il volume, di grande formato, presenta la storia insieme a una serie di contenuti extra molto interessanti. Già leggere Dampyr in grande formato è un piacere, trattandosi di un fumetto che, vista la sempre elevata qualità grafica, patisce talvolta il piccolo formato da edicola. La storia è corredata da un’introduzione di Mauro Boselli e da una appendice molto ricca: un’intervista-chiacchierata tra il curatore Giorgio Giusfredi ed Emanuele Vietina, direttore di Lucca Comics, e le biografie degli autori con bellissime illustrazioni. Anche i risguardi sono preziosi, poiché raffigurano una mappa di Lucca realizzata ad hoc da Michele Cropera, con uno stile antichizzato, in cui vengono segnalati i punti della città in cui si svolge la vicenda.

Un discorso a parte merita poi la meravigliosa copertina dell’artista No Curves, che ha realizzato una grande ritratto di Harlan con nastro adesivo colorato. L’effetto è notevole nella stampa, realizzata anche con tratti in rilievo. Inoltre a Lucca è stato possibile ammirare la splendida opera originale, esposta nella piazza che ospitava lo stand Bonelli.
Il santo venuto dall’Irlanda è un volume spettacolare, unico sotto tanti punti di vista, senz’altro tra le migliori produzioni Bonelli degli ultimi anni.

Il volume è stato, si diceva, un “libro-evento”. In primis per il materiale prodotto e distribuito presso lo stand Bonelli a Lucca, dove si potevano acquistare il volume e il numero 100 di Dampyr con variant cover dorata. È stata poi regalata ai visitatori una stampa con la mappa lucchese di Cropera, con l’indicazione dei punti della città che ospitavano una “mostra diffusa” con le riproduzioni delle tavole. E, ancora gratuitamente, è stata distribuita un’edizione speciale per Lucca Comics della rivista “Best Movie”, con una bella illustrazione inedita di Nicola Genzianella in copertina.

Presso lo stand di Intesa San Paolo era pure possibile farsi intestare una carta prepagata raffigurante Harlan e incontrare Giusfredi.
Come ormai è tradizione, è stata realizzata una stampa omaggio di Dampyr, per l’occasione realizzata da Majo, presente per gli autografi di rito presso lo stand, dove si sono avvicendati molti altri autori, dampyriani e non, per firme e sketch, mentre altri disegnatori erano disponibili in altre aree della fiera.
Il momento clou per i fan dampyriani, chiaramente, è stata la presentazione del volume, nella giornata del 2 novembre, presso il Salone del Vescovado. Si è trattato di un incontro speciale, essendo presenti gli autori del volume e un bel pezzo dello staff di Dampyr, in parte sparpagliato tra il pubblico. Sul palco, oltre ai quattro artisti dampyriani che hanno realizzato i disegni, ovvero Genzianella, Cropera, Rubini e Majo, c’erano il copertinista No Curves, Vietina, Giusfredi e sette illustratori dell’Area Performance di Lucca Comics. La stessa cornice del Salone aveva un significato particolare, non solo per la bellezza del vetusto ambiente, ma anche per la presenza sulle pareti di un’antica raffigurazione di san Frediano (personaggio della storia), indicato da una persona del pubblico.
A fare gli onori di casa è stato il papà di Dampyr, Mauro Boselli, che ha spiegato il processo di realizzazione del progetto. Nonostante le difficoltà nel coordinare una squadra così numerosa, Boselli si dice molto soddisfatto del risultato, e lascia intendere gli speranzosi presenti che la formula potrebbe essere riproposta ancora in futuro.





Risorse Web:
Sergio Bonelli Editore e Intesa Sanpaolo a Lucca raddoppiano!
Dampyr a Lucca!
Tredici autori in cerca di Dampyr
Dampyr e la “tape art”!
Sergio Bonelli Editore

venerdì 7 dicembre 2018

Dampyr - N.224

Testata: DAMPYR, N.224
Episodio: IL SANTO VENUTO DALL’IRLANDA
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: ARTISTI DAMPYRIANI
Colori: ROMINA DENTI, GIOVANNA NIRO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2018

Questo mese Dampyr esce con un numero decisamente speciale. Per festeggiare i diciotto anni della testata, infatti, il fumetto è stato realizzato a colori, con i disegni di uno staff di ben tredici artisti e due coloristi. Inoltre è stato pubblicato in una doppia versione: il classico albo da edicola e un volume cartonato di grande formato.

Irlanda del Nord, VI secolo d.C. Dopo un lungo vagabondare, il principe Finnian si ritrovò con il dampyr Taliesin, il quale gli confessò di aver ucciso il padre, trasformato in non-morto dalla matrigna Vanth. Questa era in effetti una Maestra della Notte, adorata dagli Etruschi come divinità degli Inferi, e amante di Marsden. Finnian e il dampyr si misero quindi alla ricerca di Vanth e giunsero a Lucca, allora sotto il dominio bizantino, e dovettero confrontarsi anche le macchinazioni dello strategos Gennadio, segreto amante della vampira.
Lucca, oggi. Harlan e Dolly MacLaine parlano di Finnian, di cui Dolly seppe da Draka. Nella città toscana Finnian era conosciuto come il vescovo Frediano. Ora Marsden cerca vendetta contro Harlan e soci e si è alleato con Sho-Huan.
Intanto, risvegliati da Sho-Huan, due sacerdoti etruschi di Vanth fanno vittime nella zona e recuperano un anello con la materia organica della Maestra. Grazie al gioiello, Sho-Huan prende l’aspetto della Maestra e affronta Harlan, Kurjak e Tesla. Ma al loro fianco si presentano allo scontro anche altri potenti alleati.

Dei due piani temporali della storia, coinvolge maggiormente il primo, con protagonisti Finnian e Taliesin. Elemento forte del piano presente, che senz’altro verrà ripreso, è il dramma di Kurjak, tormentato dalla “pallida maschera”, che desta la preoccupazione di Tesla, la quale gli presta cure amorevoli nelle scene finali.
Nel contesto lucchese Boselli collega sapientemente il presente con un passato lontano. Una scena della kermesse lucchese, con i nostri eroi circondati da allegri cosplayer, è una piccola chicca simpatica, tra tante altre.

Graficamente questo episodio, a colori, è diviso in quattro parti: la prima disegnata da Michele Rubini, la seconda da Nicola Genzianella, la terza da Michele Cropera, la quarta da Majo, con colori di Romina Denti e Giovanna Niro. Inoltre è un fumetto con illustrazioni, che costituiscono parte integrante del racconto, come in scene di battaglia o visioni, e sono state realizzate da un gruppo di artisti dell’Area Performance di Lucca Comics: Lucio Parrillo, Ivan Cavini, Paolo Barbieri, Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Luca Zontini, Antonio De Luca, Angelo Montanini e Dany Orizio. Le illustrazioni sono straordinarie per la tecnica e per la costruzione della tavola: sono tutte belle e suggestive, e risulta difficile esprimere delle preferenze.
Particolarmente ispirate anche le tavole degli “artisti dampyriani”, come la vignetta a tutta tavola di Cropera di pagina 66, in cui delle sequenze “crepaxiane” raccontano la rinascita dei due non-morti scheletrici, incorniciate in strisce di sangue. Rubini ha uno stile spigoloso, anche per le fattezze dei personaggi, che ben si adatta ai rudi tempi medievali, in cui è ambientata parte della storia.
Genzianella ha uno stile sempre espressivo, con una certa enfasi sulle emozioni dei personaggi; a lui sono affidate le scene delle prodezze erotiche della dea Vanth, con disegni caldi, giocati in toni rossi e viola.
Poi c’è l’inconfondibile mano di Majo, che conclude la storia, con i suoi spessi tratteggi ed efficaci mostri, come il non-morto che snuda i denti a pagina 76, e tavole quasi pittoriche, come pagina 94, in cui Harlan viene trascinato da due monaci mostruosi verso il lovecraftiano altopiano di Leng. L’immagine dall’estrema verticalità è ispirata a una fotografia che Majo ha scovato su un book fotografico sull’Himalaya.
In definitiva questo è un episodio speciale, non solo per il colore, per la partecipazione di un cospicuo numero di artisti, per l’edizione doppia, ma anche per l’ambientazione lucchese: vi si riconoscono molti scorci della città, come la Basilica di San Frediano, la piazza dell’Anfiteatro, la Torre Guinigi.
Qualche giorno prima dell’uscita in edicola, questo stesso episodio è stato pubblicato in un volume di grande formato, presentato a Lucca Comics. Di questo, però, tratteremo in un prossimo post.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Michele Rubini su Facebook
Nicola Genzianella su Wikipedia
Michele Cropera su Facebook
Majo su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore

giovedì 25 settembre 2014

Dampyr - N.164

Titolo: DAMPYR, N.164
Episodio: LAMIAH VIVE
Soggetto: MAURIZIO COLOMBO
Sceneggiatura: MAURIZIO COLOMBO
Disegni: MAJO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 11-2013

Questo numero di Dampyr segna alcuni grandi ritorni: Maurizio Colombo alla sceneggiatura, Majo ai disegni e Lamiah, la bellissima vampira che debuttò nel numero 9 della serie e che tutti speravano di rincontrare, prima o poi.

I notiziari televisivi mandano in onda una serie di disordini che stanno lacerando Berlino, gli abitanti del quartiere più povero della città si stanno ribellando a un’organizzazione che vuole trasformare il quartiere in una zona residenziale. Il loro leader, Hans Senzaterra, è una vecchia conoscenza dei nostri eroi, che approfitta dei media per lanciare un appello destinato proprio a loro.
Mentre sono in viaggio per Berlino, Harlan incontra in sogno Lamiah, la vampira che credeva di aver sconfitto, e sospetta di incontrarla presto. Infatti, durante una manifestazione dei senzatetto, Harlan e Lamiah si incontrano e la vampira lo invita a seguirlo nella sua nuova dimora; si tratta di un edificio ormai abbandonato nei cui sotterranei vivono ancora i sopravvissuti ad un esperimento nazista e la loro ormai scarsa progenie.
Gli ex nazisti e i magnati che vogliono trasformare il quartiere di Berlino sono le stesse persone, diventate una società chiamata “Tabula Rasa”, e si stanno muovendo per fermare nel sangue la ribellione. Harlan e Lamiah si troveranno a collaborare per ostacolare i loro piani e assicurare un futuro ai reietti di Berlino.

Maurizio Colombo ha ripreso la narrazione proprio dove l’aveva lasciata nel 2000 mantenendo uno stile cinematografico che ben si adatta alla vicenda.
I disegni diMajo assecondano appieno le scelte dello sceneggiatore compreso l’effetto tenue e sfumato dedicato ai flash back del periodo nazista.
I personaggi vengono presentati tenendo in considerazione gli aspetti umani della loro relazione, rendendoli così più vicini al lettore che si trova a sorridere davanti ai commenti di Harlan e dei suoi amici davanti alla TV, che sta trasmettendo un moderno film vampirico tutto miele e sentimenti, e a commuoversi davanti alle premure di Lamiah nei confronti della bambina che ha salvato dall’esplosione dell’edificio.

Risorse Web:
Maurizio Colombo su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
 

martedì 8 maggio 2012

Dampyr - N.145

Titolo: DAMPYR, N.145
Episodio: IL DEMONE DELLE COSE PERDUTE
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MAJO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 04-2012

Il numero 145 di Dampyr, in edicola ad aprile, contiene la conclusione dell’avventura milanese di Harlan Draka e dei suoi fedeli compagni.

Mentre il signor Zani legge le pagine del diario di Barelli, il violinista amico di suo padre, Harlan e Kurjak diventano testimoni delle successive tragiche reincarnazioni dello sventurato attraverso i secoli, fino ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Le pagine del diario fanno chiarezza sul mistero dei tarocchi, lasciando solo un interrogativo sull’identità del “bagatto”.
Intanto Tesla giunge a Milano e prende presto parte alle indagini, scoprendo il luogo dove potrebbe essere nascosta la corona di ferro tanto bramata dai persecutori di Barelli.
Le antiche mura di Palazzo Gorani diventano il teatro della decisiva battaglia fra il team di Draka e le schiere infernali, guidate dal losco inquisitore responsabile delle morti di Barelli, contro le quali nulla possono i proiettili bagnati del sangue del dampyr. Quando l’esito volge a sfavore dei nostri eroi, giungerà l’inaspettato aiuto del vampiro Saint Germain.

Anche in quest’albo vediamo che la narrazione si svolge e si completa attraverso l’evocazione di episodi appartenenti al passato, che non solo sono importanti per l’avventura dampyriana, ma diventano anche una piacevole testimonianza documentaristica delle vicende storiche milanesi.
Majo conferma le sue doti artistiche mostrando notevole versatilità, dalla perfetta riproduzione degli abiti d’epoca alle grottesche anatomie delle creature infernali.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

mercoledì 4 aprile 2012

Dampyr - N.144

Titolo: DAMPYR, N.144
Episodio: LA CORONA DI FERRO
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MAJO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 03-2012
In edicola il numero 144 di Dampyr, con la prima parte di un’avventura ambientata a Milano. Vedremo che nella caotica e indaffarata città si nascondono occulti misteri legati alla sua storia.

Il signor Zani possiede la copia dei tarocchi dei Visconti: gli originali, dipinti da Bonifacio Bembo apposta per la famiglia, sono conservati in vari musei; alcuni arcani sembrano scomparsi, almeno fino a quando Zani non ne riceve uno per posta: la Torre.
La carta ben si accorda alle tre che appaiono ogni qualvolta l’uomo consulta i tarocchi. Zani informa Caleb Lost, col quale ha intrapreso una corrispondenza e con cui condivide la sua passione per l’antiquariato. Harlan e Kurjak arrivano a Milano per compiere qualche indagine.
Le circostanze illustrate dalle carte si riferiscono ad alcuni fatti intercorsi a Milano negli ultimi secoli, che hanno in comune la torre Gorani-Crivelli (dove recentemente è stato avvistato un misterioso scalatore fantasma), un uomo che muore “appeso” nel corso delle successive reincarnazioni, e un losco individuo che è implicato con gli affari della Chiesa o con la politica dell’epoca.
Sembra che a guidare le vicende sia la ricerca di un manufatto risalente ai tempi di Costantino, ricavato dai chiodi della Croce di Gesù, assemblati a formare una corona. Questa avrebbe cinto il capo di grandi sovrani fra i quali Carlo Magno, e ora è conservata, anche se mutilata, al museo di Monza.
Harlan e Kurjak visiteranno i luoghi connessi ai fatti evocati dai tarocchi e, all’interno di una cascina abbandonata, il dampyr avvertirà le tracce lasciate da un maestro della notte.

In quest’albo ritorna una coppia storica della testata: Boselli ai testi e Majo ai disegni.
In questa prima parte la narrazione è piacevolmente interrotta dai flash-back incentrati sugli episodi oscuri nella storia della città.
Le pesanti inchiostrature e i pazienti tratteggi rendono giustizia alla fantasia, sempre legata ad una precisa documentazione, di Boselli, nell’atmosfera horror che pervade la vicenda.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

giovedì 4 marzo 2010

100 Anni di Fumetto Italiano - N.21

Titolo: 100 ANNI DI FUMETTO ITALIANO, N.21 Volume: DAMPYR - CACCIATORI DI VAMPIRI Episodi: I CACCIATORI DI FANTASMI; DRACULA PARK; NOSFERATU, UNA SINFONIA DEL TERRORE Testi: MAURO BOSELLI; MARCO BARATELLI, ALFREDO CASTELLI Disegni: MAJO; STEFANO ANDREUCCI; GIANNI FORGIARINI Copertina: MICHELE CROPERA Pagine: 300                                                      Edizione: GAZZ. DELLO SPORT, 02-2010
Sono ormai passati dieci anni da quando il primo albo di Dampyr esordì nelle edicole e, in tutti questi anni, Harlan Draka, il temerario protagonista figlio di un’umana e di un potente vampiro, è diventato un personaggio molto amato dal pubblico, tanto da guadagnarsi un albo dedicato nella collana “100 Anni di Fumetto Italiano”. Il volume si rivela molto interessante già dalle prime pagine, dove si prendono in esame i “vampiri made in Italy” prima di presentarci il Dampyr e i suoi ideatori. Seguono due avventure dampyriane e l’adattamento a fumetti del film Nosferatu del 1922, quest’ultimo fu pubblicato sulla rivista Horror (ed. Sansoni) nel 1970. Nella prima avventura, “Cacciatori di Fantasmi” sceneggiata da Boselli e illustrata da Majo (corrispondente al num.35 del fumetto), il Dampyr aiuterà un eterogeneo gruppo di ghost hunters a liberare un’antica magione dalle malvagie presenze che la infestano. La seconda avventura, “Dracula Park”, (2005, “Speciale Dampyr”n.1) è scritta da Boselli e Colombo che ambientano le vicende in una moderna Romania (illustrata magistralmente dal tratteggio di Andreucci), dove la costruzione di un parco dedicato a Dracula potrebbe garantire grossi guadagni incrementando il turismo. Gli avvistamenti di un improbabile Vlad Tepes redivivo nei dintorni di Sighisoara, seppur sembrino una trovata pubblicitaria, destano l’interesse di Harlan e dei suoi compagni che, giunti sul posto, dovranno nuovamente scontrarsi con un potente vampiro che credevano sconfitto. Dopo l’articolo “Attenti ai Canini”, nel quale Davide Barzi presenta le numerose apparizioni del vampiro nei fumetti italiani, segue la trasposizione grafica del Nosferatu di Murnau ad opera di Gianni Grugef, le cui chine riescono a portare sulla carta la stessa angosciante magia della pellicola tedesca. Risorse Web: Presentazione della raccolta su Corriere.it Sergio Bonelli Editore
 

sabato 14 febbraio 2009

Dampyr - N.107

Titolo: DAMPYR, N. 107
Episodio: IL MUSICISTA STREGATO
Soggetto: MARIO FAGGELLA
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MAJO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 02-2009
Dampyr esordisce nelle edicole nell’aprile del 2000 come primo personaggio partorito dalla fantasia di Mauro Boselli ed è arrivato alla pubblicazione del suo centosettesimo albo mensile e del quarto albo speciale.
Il protagonista, Harlan Draka, è un avvenente giovane (nonostante l’età anagrafica) che combatte le entità malvage soprannaturali, che, non tanto saltuariamente, fanno capolino nel mondo reale, con terribili conseguenze per il genere umano. Nel primo albo abbiamo modo di conoscere il protagonista e i suoi fidati alleati. Harlan è il figlio di un vampiro e di un’umana, e, secondo il folklore di molti paesi dell’est, è l’unico in grado di opporsi ai vampiri. Quando Kurjak lo arruolerà per salvare un villaggio infestato dai vampiri, prenderà coscienza del potere racchiuso nel suo sangue, che è letale per i non morti, e libererà la vampira Tesla dalla schiavitù del Maestro della Notte Gorka. I tre, da allora, saranno inseperabili ed insieme combatteranno le forze del male in giro per il mondo. La vita di Harlan non è facile, e il padre, che è un potente Maestro della Notte, visita i suoi sogni, turbandolo e ponendolo di fronte a scelte spesso non facili.

Ne Il Musicista Stregato il Dampyr sarà inviato in Friuli, dove è stato ritrovato un particolare strumento musicale che sembra appartenuto a un famoso occultista. Il salterio, nonstante l’immersione in laguna per secoli, è praticamente intatto e il giovane Frate Basilio lo collauda immediatamente, suonando alcune ballate scritte dall’originale proprietario. Queste ballate sono in grado di far emergere le aguane, creature acquatiche del folklore friulano, che non indugiano a risquotere il tributo di sangue dovuto. Lo spirito inquieto del compositore Mainer cercherà di impossessarsi del corpo di Fra’ Basilio per tornare a vivere, ma l’intervento tempestivo di Harlan e dei suoi fidati alleati porrà fine ai suoi intenti.

La caratteristica di questa serie a fumetti è il profondo e intenso lavoro d’indagine che sta dietro ad ogni storia, e ogni avventura propone un viaggio nel folklore di varie popolazioni, affascinando e incuriosendo il lettore. Ma non solo le tradizioni popolari vengono chiamate in causa, spesso vediamo apparire personaggi della letteratura gotica e fantastica, ed anche gli stili cambiano: si passa dall’horror alla fantascenza e al fantasy, con scenari illustrati con maestria dallo staff Bonelli.

Risorse Web:
Dampyr su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore