domenica 9 maggio 2021

V Wars - Episodi 6-10

Serie: V WARS
Creatori: WILLIAM LAURIN, GLENN DAVIS
Interpreti: IAN SOMERHALDER, ADRIAN HOLMES
Durata, Orig.: 37’/46’, USA-CAN
Prima italiana: NETFLIX, 12-2019

Desmond, il figlio del dottor Luther Swann, ha la febbre e risulta infettato dal prione, e per di più possessore del “gene predatore”: sembra condannato a trasformarsi. Il papà, preoccupato per la sua sicurezza, lo manda con Teresa in una clinica di Albany gestita dal suo amico Paul. Ma questo è diventato un vampiro: attacca e uccide Teresa, mentre Dez scappa per rifugiarsi dalla madre Rachel, che lo perde in seguito a un’aggressione.
Niklos e May, guidati dal senatore Smythe, hanno saputo della scoperta di Swann del gene predatore, che sfruttano per creare dei campi di detenzione per infetti e potenziali vampiri. Il DNS, infatti, sta cercando di creare uno stato autoritario partendo dal massacro dei blood.
Dopo varie ricerche, Swann trova Desmond nel campo di detenzione del DNS, guarito dalla febbre, essendo immune alla malattia. Intercettati durante la fuga, Luther e Dez vengono tirati fuori dai guai dall’agente Saint dell’FBI, che li porta dalla senatrice Giroux. La senatrice stringe un’alleanza con Swann, che assume il compito di negoziare la pace con Fayne, offrendo ai vampiri il “BludSub”, il sangue sintetico da poco brevettato. In cambio Swann accetta di deporre contro il DNS.

Cercando di ricattare Niklos, Kaylee finisce per far uccidere Jergen, e decide di allearsi con Fayne. Gli propone di diffondere il suo messaggio su larga scala, e ottiene delle informazioni e un’intervista al capostipite dei vampiri.
Intanto Danika si è unita ai blood ed è diventata l’amante di Fayne, suscitando la gelosia di Ava. La giovane vampira trova altri motivi di contrasto con il suo capo, che non vuole passare all’azione ma cercare la via della pace. Ava inizia quindi a preparare la strada a un nuovo capo per la Nazione dei Vampiri.
La vampira Mila si imbatte nell’affascinante detective Elysse Chambers, con la quale allaccia una relazione amorosa. Almeno fin quando Elysse non scopre la sua vera natura. Allora Mila cercherà vendetta contro Danika, responsabile della sua trasformazione.
Alla fine le varie fazioni mettono in atto i loro piani. Swann e la Giroux concordano la pace con Fayne. Smyhte e May organizzano un sabotaggio e fanno contaminare il BludSub. E Niklos prepara la sua contromossa, che cambierà completamente i rapporti di forza tra le varie parti: è la miccia che fa scoppiare la guerra tra vampiri e umani.

In questa seconda parte della serie, Swann viene messo a dura prova, e deve provare l’estrema angoscia di sapere il figlio destinato a trasformarsi in vampiro. È un padre che rischia tutto pur di stare vicino al piccolo Dez.
Spicca nell’ambito familiare anche il personaggio di Rachel, che si rivela tutto sommato negativo: una madre che non esita a usare il figlio per punire l’ex marito, cogliendo il peggior momento possibile per vendicarsi. A sua discolpa, però, bisogna dire che ama il figlio più della sua vita, e fa del suo meglio per proteggerlo, il che ovviamente non è abbastanza.
Intanto le fazioni si delineano e iniziano i contrasti, man mano più duri, non solo tra blood e umani, ma anche, e forse soprattutto, tra enti governativi: da un lato l’FBI con la senatrice garantista Giroux e Swann, dall’altro il DNS con il senatore fascista Smyhte, il generale May e fino a un certo punto Niklos, che si rivela fin troppo pronto a cambiare bandiera quando la situazione diventa difficile.
Altro elemento è quello del settore dell’informazione, in questo caso diffusa via internet, che il Governo cerca di mettere a tacere, ma che a sua volta in nome della verità risulta cinica fino al sacrificio delle persone, adottando un approccio rampante alla ricerca continua dello scoop.
Il finale della serie è pieno di emozionanti colpi di scena e senza un momento di pausa. Il faticoso lavoro di trattative di Swann-Giroux con Fayne dimostra di poter funzionare, ma tutto viene vanificato dal folle sabotaggio di Niklos. Quanto faticosa e fragile è la pace tra parti contrapposte, sembrano suggerirci gli autori: bisogna volerla con tutte le forze perché sia possibile, e basta poco per infrangerla.

V Wars si rivela una serie originale, di ottima qualità, avvincente, ben realizzata e con numerosi agganci con l’attualità tutt’altro che banali. Il programma, però, è stato cancellato dopo una sola stagione da Netflix, a tre mesi dal rilascio, perché bocciato dagli algoritmi della piattaforma (sembra che il numero di spettatori non sia stato sufficiente a coprire le spese di un budget piuttosto alto). Ci si chiede quanto sia felice la scelta di tagliare una serie in crescita e di tale livello qualitativo, che ha pagato sicuramente un momento di uscita sbagliato: è una storia di contagio rilasciata alla vigilia dell’esplosione della pandemia del Coronavirus. Sulla serie aveva puntato molto il protagonista Somerhalder, anche produttore esecutivo (insieme a Maberry) e regista di un episodio, ma i suoi appelli a Netflix non hanno avuto successo. L’attore ha dichiarato tra l’altro che lo show è andato oltre le aspettative, e ci sono stati segnali che non abbia rinunciato a portare avanti la saga, ma niente è stato detto su modi e tempi.
Si resta comunque a bocca asciutta alla fine di questi dieci episodi: per chi volesse scoprire il seguito della vicenda, non rimane che andare alla fonte, ovvero la serie di antologie curate da Maberry che hanno dato inizio a tutto.

EPISODI
6) Non basta aver vissuto (diretto da Marita Grabiak – scritto da Phil Bedard & Larry Lalonde)
7) Cala la notte intorno a me (diretto da Bobby Roth – scritto da Shelley Scarrow)
8) Pioggia rossa (diretto da Brad Turner – storia di Glenn Davis & William Laurin – sceneggiatura di Shelley Scarrow)
9) L’iniezione con il gene del predatore (diretto da Ian Somerhalder – scritto da Phil Bedard & Larry Lalonde)
10) Insanguinato ma inarrestabile (diretto da Brad Turner – scritto da Glenn Davis & William Laurin)



Risorse Web:
Pagina ufficiale di V Wars
V Wars su Wikipedia
Sito ufficiale di Maberry
Intervista a Somerhalder, Holmes e Maberry
 

martedì 20 aprile 2021

V Wars - Episodi 1-5

Serie: V WARS
Creatori: WILLIAM LAURIN, GLENN DAVIS
Interpreti: IAN SOMERHALDER, ADRIAN HOLMES
Durata, Orig.: 37’/56’, USA-CAN
Prima italiana: NETFLIX, 12-2019

A fine 2019 Netflix ha lanciato online la serie televisiva V Wars, basata dall’omonima saga di libri curati da Jonathan Maberry, da cui sono stati tratti anche due volumi a fumetti. Dopo la prima stagione, composta da dieci puntate, si è deciso di interrompere la produzione. Passiamo in rassegna gli episodi realizzati.

Il medico ricercatore Luther Swann e il suo amico Michael Fayne si recano in ricognizione alla Stazione di Ricerca Artica. I due non vi trovano anima viva, ma rinvengono un campione di biomassa aperto e ne vengono contaminati. Luther e Mike sviluppano una forte febbre, ma sembrano guarire rapidamente e in breve tornano nelle loro case a Seneca.
Nei giorni seguenti, però, Mike sviluppa sensi più fini e uccide delle donne per nutrirsi del loro sangue. Viene quindi arrestato e portato in una clinica, dove viene filmato dalla blogger Kaylee mentre si trasforma in vampiro e fugge. Il video, pubblicato su internet, diventa virale.
Aiutato nelle analisi dall’assistente Teresa, Swann scopre che l’infezione è dovuta a dei prioni sconosciuti (agenti patogeni di natura proteica), liberati dallo scioglimento dei ghiacciai. Temendo il peggio, Swann si precipita a casa e salva per un soffio il figlio Desmond dalla moglie Jess, diventata vampira. Per sfuggire alle accuse di omicidio della moglie e tenere il figlio con sé, Swann accetta di collaborare con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, sotto la supervisione del segretario Claire O’Hagan e del dottor Niklos.
Fayne continua a fare vittime nelle strade della città, diffondendo il contagio: il dentista, il meccanico Bobby, l’amica Danika, che a sua volta aggredisce e contagia la sorella Mila. I vampiri diventano più numerosi ogni giorno, iniziano a organizzarsi e a farsi chiamare blood. Fayne, coinvolto dalla giovane vampira Ava, riconosciuto come il primo di una nuova razza, diventa il loro capo: nasce la Nazione del Sangue.
È l’occasione per i guerrafondai del Governo di mettere in atto i loro piani attraverso Niklos, che organizza un attentato ai danni del segretario O’Hagan, favorendo l’arrivo al comando del DNS del generale May.

Fin dalla prima scena, in cui vediamo Swann impegnato in una conferenza, si comprende che V Wars non è la solita serie televisiva di vampiri. Si delinea subito, infatti, l’impronta (fanta)scientifica del racconto, che propone una spiegazione credibile degli eventi incredibili su cui si basa la trama, conferendo alla storia una certa dose di realismo: l’esistenza dei vampiri diventa credibile, anzi possibile. La storia risulta convincente anche in virtù delle conseguenze politiche e sociali degli eventi. Il mondo di V Wars, infatti, è popolato non solo dai vampiri-infetti, ma anche da dirigenti e politici machiavellici, militari senza scrupoli, vigilantes violenti e sanguinari, reporter d’assalto. L’input narrativo è di assoluta attualità: un agente patogeno liberato dallo scioglimento dei ghiacciai, il che pone un forte accento sui rischi dei cambiamenti climatici. L’associazione vampirismo-virus deriva certamente dal seminale romanzo Io sono leggenda di Richard Matheson, ma lo sviluppo delle implicazioni genetiche del contagio e soprattutto dell’inquietante contesto sociale è originale.
Per quanto riguarda gli interpreti, è spicca su tutti Ian Somerhalder, che, dimostrando notevole ecletticità, sveste i panni del vampiro Damon Salvatore di The Vampire Diaries, per il ruolo piuttosto diverso di uno scienziato, dimesso e modesto, inizialmente sofferente per la malattia, combattuto tra etica e desiderio di aiutare l’amico Fayne, e soprattutto padre premuroso.
Dal punto di vista visivo e registico, la serie è ben realizzata, forse talvolta appesantita da una fotografia troppo scura, che d’altra parte è in sintonia con i toni plumbei del racconto.

EPISODI
1) Il contagio (diretto da Brad Turner – scritto da Glenn Davis & William Laurin)
2) Fratelli di sangue (diretto da Brad Turner – scritto da Glenn Davis & William Laurin)
3) Perché neanche la morte potrà fermarmi (diretto da TJ Scott – scritto da Phil Bedard & Larry Lalonde)
4) Cattivi quanto me (diretto da TJ Scott – scritto da Vince Shiao)
5) La fredda terra (diretto da Kaare Andrews – scritto da Ryan Grassby & Kevin Coughlin)



Risorse Web:
Pagina ufficiale di V Wars
V Wars su Wikipedia
Pagina dedicata alla serie TV sul sito di Maberry
 

lunedì 5 aprile 2021

V-Wars - Vol.2

Titolo: V-WARS, Vol.2 - SIAMO TUTTI MOSTRI
Titolo originale: V-WARS, Vol.2 - ALL OF US MONSTERS
Testi: JONATHAN MABERRY
Disegni: MARCO TURINI (ep.1-3), ALAN ROBINSON (ep.4-6)
Colori: JAY FOTOS
Copertina: RYAN BROWN
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 132
Edizione originale: IDW PUBLISHING, 10-2014/03-2015
Ed. ital.: MAGIC PRESS, 12-2019

Nel dicembre 2019, la Magic Press ha pubblicato il secondo e ultimo volume della serie V-Wars, che raccoglie gli albi dal 6 all’11.

Il V-8 è sulle tracce di un sanguinario vampiro nelapsi, responsabile del massacro di ventritré persone, apparentemente sotto il controllo di un chip che gli è stato installato sulla nuca. Seguendone le tracce, la squadra giunge in una vecchia miniera in Virginia e rinviene altre vittime, tra cui delle guardie di un’agenzia di sicurezza. Mentre gli altri si trovano ad affrontare dei feroci red knights, Luther e Big Dog scoprono che la miniera nasconde un laboratorio segreto con tecnologie avanzatissime, e si imbattono nel capitano Ledger del Dipartimento di Scienza militare. Ledger li affianca nel respingere degli attacchi, e spiega che nel laboratorio vengono realizzati supersoldati vampiro per conto del Governo.
Dopo la disastrosa missione in Virginia, Lashonda e Taurus vengono mandati a Parigi alla ricerca di uno scanner del Gene-V, che sarebbe in possesso di una vampira seduttrice chiamata Strega. Tra varie schermaglie dovute alla difficoltà di Lashonda di accettare la vera natura di Taurus, i due vengono messi a nudo da Strega, e si trovano costretti a fare i conti con le proprie paure e debolezze.
Nel frattempo, Luther diventa il volto del movimento pacifista patrocinato da George Clooney, partecipando a serate, riunioni e a un Telethon, e soprattutto facendo discorsi che ispirano la cittadinanza ad attivarsi per la fine delle ostilità. Se il popolo lo vuole davvero, suggerisce Luther, la pace è possibile.

Questo secondo volume di V-Wars propone delle storie più incentrate sull’azione, tra i sotterranei di una miniera e le fogne di Parigi. Non mancano però gli intrighi e i segreti governativi, imbattendosi nei quali i nostri aprono finalmente gli occhi su chi sono i veri artefici della guerra.
Nel secondo ciclo la vicenda principale si intreccia con la storia di Taurus e Lashonda, che finiscono alla mercé della dame blanche Strega, vampira seduttrice e inquietante. Strega li mette di fronte alla loro essenza, e ai nodi e ai problemi esistenziali nascosti nel loro intimo. Pur se non le si è concesso molto spazio, Strega è un personaggio chiave della vicenda, che si contrappone alla Regina Cremisi nel determinare le sorti del conflitto.
La vera svolta, però, avviene grazie a Luther, il quale diventa portavoce di un movimento progressista che promuove l’integrazione, sostenuto dalle celebrità di Hollywood, molte delle quali sono dei vampiri (nella divertente doppia splash page di pagina di 97-98 scopriamo, ad esempio, che Stephen King è un vampiro, ma non lo è Anne Rice, e che Cumberbatch è in trattativa per interpretare il ruolo della prima vittima del contagio in un film).

Molto belli i disegni dei primi tre episodi, realizzati da Marco Turini, dettagliati nelle fisionomie e dinamici nelle scene d’azione. Tra gli ambienti spicca il laboratorio, reso accuratamente e dal sapore futuristico. Le espressioni dei personaggi sono realistiche, come per i vampiri dall’aria superba, o per Luther con il volto irato o intento.
I disegni di Alan Robinson, negli altri episodi, sono pure ben fatti, pur con espressioni talvolta un po’ esagerate e forzate.

Risorse Web:
La saga di V-Wars su Wikipedia
Sito ufficiale di Jonathan Maberry
Magic Press Edizioni
IDW Publishing
 

domenica 14 marzo 2021

V-Wars - Vol.1

Titolo: V-WARS, Vol.1 - LA REGINA CREMISI
Titolo originale: V-WARS, Vol.1 - CRIMSON QUEEN
Testi: JONATHAN MABERRY
Disegni: ALAN ROBINSON
Colori: JAY FOTOS
Copertina: RYAN BROWN
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 132
Edizione originale: IDW PUBLISHING, 04/08-2014
Edizione italiana: MAGIC PRESS, 10-2019

Nell’ottobre 2019 la Magic Press ha pubblicato il primo dei due volumi della serie V-Wars di Jonathan Maberry, capitoli a fumetti di una più ampia saga, che conta quattro fortunate antologie di racconti curate dal 2012 dallo stesso Maberry, purtroppo inedite in Italia. Dal fumetto è stata tratta poi una serie televisiva, rilasciata sulla piattaforma Netflix nel dicembre 2019. Rimandando i lettori interessati all’edizione in inglese per i romanzi, recensiamo qui i volumi a fumetti nella versione italiana.

In seguito alla comparsa del virus del ghiaccio, otto mesi fa, il mondo è profondamente cambiato. Liberato dallo scioglimento dei ghiacciai, infatti, questo patogeno si è diffuso in tutto il pianeta e ha attivato in una grossa fetta della popolazione mondiale il gene del vampirismo. Da allora il contagio si è diffuso, e contemporaneamente è aumentato il livello di tensione tra vampiri e umani. La gente ha sviluppato fin dall’inizio una grande intolleranza verso i malati, soprannominati bloods, e sono stati subito frequenti i casi di attacchi e violenze. La maggior parte dei vampiri ha osservato un comportamento corretto, ma è nata anche una Vampire nation, organizzazione in lotta contro i beats, ovvero i nemici umani.

Il professor Luther Swann, membro del V-8, team speciale della Guardia nazionale, cerca di portare il contrasto tra individui sani e infetti sul piano di un confronto civile. Rimane sulle sue posizioni anche quando un giorno, tornato a casa, trova moglie e figlio uccisi dalla figlioletta Jenny, appena diventata vampira. Ma quando Conrad Holly, speaker della Casa bianca, viene assassinato da un esponente della Vampire Nation, ogni sforzo sembra diventare inutile: scoppia la V-War.
Intanto c’è anche chi fa da portavoce dei diritti dei vampiri, alcuni in maniera sotterranea, come la misteriosa Regina Cremisi, altri in televisione, come la giornalista Yuki Nitobe. Yuki e Swann si ritrovano, così, a collaborare per evitare quello che considerano un genocidio, ma dovranno affrontare i guerrafondai di entrambe le fazioni e imparare a distinguere tra alleati e nemici.

Di questi tempi fa specie leggere una storia basata su una pandemia, in questo caso una pandemia di vampirismo, che profeticamente fa emergere i lati peggiori dell’umanità. Non che questo espediente sia una novità in letteratura: la storia di V-Wars è di chiara ispirazione mathesoniana (in parte il debito è anche verso la più recente saga The Strain), ma si rivela piuttosto originale nell’intreccio delle vicende dei vari personaggi.
Vediamo due fazioni in guerra totale, ognuna delle quali dà il peggio di sé alimentando le tensioni. Ma ci sono anche personaggi eroici in controtendenza: su tutti, il protagonista Luther Swann, che cerca di portare a più miti consigli la sua squadra, e la giornalista Nitobe. Sono questi i personaggi “positivi” che sollevano la questione dell’intolleranza verso i vampiri, l’ennesima minoranza etnica che suscita il timore degli ignoranti rendendoli violenti e talvolta assassini. Contrapponendosi agli attentatori, ai finti alleati, ai politici che seminano odio puntando il dito contro il nemico di turno, questi eroi fanno di tutto per scongiurare gli scontri armati, senza peraltro riuscirci, ma portando comunque un barlume di luce e indicando una possibile alternativa all’orrore della guerra.

Dal punto di vista vampirologico, risultano interessanti i diversi effetti del contagio, che produce un’ampia varietà di specie: Impundulus, Hannya, Alp, Blautsauger, Lidérk Nadaly, Nachtzehrer, Doppelgänger, Bhayangkara, Kakundakári, Uthikoloshe, Tulivieja…
I disegni sono discreti, dalle anatomie appena accentuate e dai tratti un po’ stilizzati, con volti dalle espressioni marcate. Non manca un po’ di sano splatter e di mostri dalle fisionomie variegate. I colori sono ordinari, ma rendono i disegni più piacevoli e convincenti.
Spettacolari e iper-realistiche le copertine dei cinque albi originali di Ryan Brown, una delle quali è ripresa sulla cover del volume italiano, le altre presentate in appendice in una ricca gallery completata dalle illustrazioni degli altri copertinisti della serie.
In definitiva, V-Wars risulta un’ottima variazione sul tema vampiri, di avvincente lettura e ricca di interessanti spunti di riflessione.

Risorse Web:
La saga di V-Wars su Wikipedia
Sito ufficiale di Jonathan Maberry
Magic Press Edizioni
IDW Publishing
 

domenica 7 marzo 2021

Paul Féval, “La Città Vampira”

Titolo: LA CITTÀ VAMPIRA (O LA SVENTURA DI SCRIVERE ROMANZI GOTICI) [La Ville Vampire]
Autore: PAUL FÉVAL
Anno: 1874
Edizione: IPERWRITERS, 01-2021
Traduz.: MASSIMO CAVIGLIONE
Prefazione: CLAUDIA SALVATORI
Copertina: MAX ASSOCIAZIONE CULTURALE - IPERWRITERS
Pagine: 130

Nel 2017 la Mondadori pubblicò nella collana da edicola “Urania Horror” il volume antologico Cerimonie nere, che presentava una nuova traduzione del romanzo vampiresco di Paul Féval La città vampira. Si tratta di un testo fondamentale del genere vampiresco dell’Ottocento, ma poco conosciuto in Italia. L’ottima traduzione di Caviglione, infatti, rimane la prima degli ultimi cinquant’anni e la seconda in assoluto dopo quella della storica antologia I vampiri tra noi, curata da Ornella Volta e Valerio Riva nel 1960.
La scarsa reperibilità dell’effimera edizione da edicola ha reso opportuna una riedizione – questa volta in versione e-book – del prezioso testo. Riedizione che vuole essere anche un omaggio al compianto Massimo Caviglione, attore, critico letterario, esperto d’arte, traduttore di autori francesi quali de Villiers, Sansot, Bechtel, Racine e molti altri, scomparso nel gennaio dello scorso anno.
Promotrice dell’operazione è la scrittrice Claudia Salvatori, autrice della prefazione e animatrice della stessa IperWriters, giovane e promettente casa editrice genovese di libri digitali.
Il testo è reperibile sulle principali piattaforme di vendita di ebook o contattando la casa editrice IperWriters attraverso la pagina ufficiale su Facebook.

L’anonimo narratore riferisce un episodio appreso nel 1873 dalla vecchia Miss Jebb, cugina della nota scrittrice gotica Ann Radcliffe.
Nella residenza di famiglia, Ann usava trascorrere le vacanze con un’allegra brigata composta da Cornelia de Witt, dalla governante di questa, Letizia, e dal giovane brillante Ned Burton con il suo insegnante Otto Goëtzi. Ned e Cornelia erano profondamente innamorati, e nell’inverno del 1785 si fidanzarono. Qualche mese dopo, Ann si promise sposa a William Radcliffe, felice per le prospettive sue e degli amici. Al momento di separarsi alla fine dell’estate, le due coppie decisero di sposarsi lo stesso giorno, il 3 marzo, ai due lati dell’oceano: Ann e William nel castello di famiglia, in Inghilterra, Cornelia e Ned a Rotterdam, in Olanda, dove si trovava la residenza del conte Tiberio Burton.
Nei mesi seguenti giunsero buone notizie dal continente, almeno fino a quando Cornelia ereditò il titolo di contessa di Montefalcone e un ricchissimo patrimonio. Altre lettere giunsero solo la sera prima delle nozze, e da queste Ann apprese che a Rotterdam erano accadute cose terribili: litigi furibondi, la bancarotta di Tiberio (che tradiva la moglie con l’istitutrice Letizia), addirittuta un rapimento dell’ormai ricca Cornelia e un’aggressione forse mortale ai danni di Ned. Senza porre tempo in mezzo, Ann partì all’alba con il fido servitore Grey-Jack, dalla casa ancora immersa nel silenzio. Il nemico che Ann avrebbe dovuto affrontare era Goëtzi, un pericoloso vampiro in grado di dividersi e sdoppiarsi in più corpi: un grosso uomo di cui si scorgevano solo barba e capelli, un pappagallo, un bambino dall’aria cattiva con un cerchio sempre con sé, un cane mostruoso dal volto quasi umano e una donna grassa e calva. A dare man forte per salvare Cornelia, si unirono ad Ann e Grey-Jack un malconcio ma sopravvissuto Ned, il suo chiassoso valletto irlandese Merry Bones, e Polly, uno dei “sottovampiri” schiavi di Goëtzi.
L’incredibile avventura che li vide protagonisti, portò Ann e i suoi compagni nei luoghi più disparati: allo spettacolo del “Vampiro di Petrovaradin”, poi sul fondo di in un baratro, nella surreale locanda La Birra e l’Amicizia, quindi in viaggio attraverso l’Europa alla volta di Montefalcone, fino a Selene, la misteriosa Città vampira costruita di diaspro nero e perennemente avvolta dall’oscurità.

La città vampira non è il classico romanzo di vampiri ottocentesco, e neanche una storia gotica. È piuttosto una fiaba nera, pervasa da una «allegria sinistra», con tanto di gentil donzella da salvare da una prigione in una torre. Lo stesso nome del personaggio di Barton sembra rimandare al Burton curatore di una nota edizione de Le mille e una notte, a cui Féval potrebbe essersi ispirato: l’autore, ad esempio, chiama le vampire femmine Ghul o Upire. E i vampiri di Féval sono assolutamente sui generis: oltre a sdoppiarsi in più individui, studiano per ottenere un diploma di vampiro maestro, si trasformano in ragni, attraversano l’acqua in un modo curioso (coricandosi sull’acqua e navigando con i piedi in avanti), hanno un pungiglione sulla lingua per perforare la pelle delle vittime e bevono alla maniera delle sanguisughe attraverso le labbra rosse. Ma i vampiri qui descritti non vanno presi come incarnazioni letterarie, quanto piuttosto come mostri favolosi, spauracchi per bambini fatti della materia dei brutti sogni. E, in effetti, il racconto è immerso in un’atmosfera onirica, a tratti quasi allucinata.
D’altro canto, a salvare la fanciulla in pericolo non è un principe azzurro, ma una sua amica, una donna coraggiosa e straordinaria, oltre che famosa scrittrice. Già questo aspetto e la scelta, da pastiche, di una figura storica quale protagonista del romanzo ne denunciano la modernità. A queste si uniscono poi lo stile e l’agilità del racconto: sono continui i colpi di scena e assai rapido il susseguirsi degli eventi vissuti dai personaggi, definendo un ritmo che potrebbe definirsi cinematografico. Magari di una cinema alla Tim Burton, per riprendere una delle suggestioni della bella prefazione di Claudia Salvatori.
La prosa, poi, è fluente e piacevole, ricca di ironia (in particolare quando l’autore scherza su tic e fissazioni degli inglesi) e di occhiolini al lettore, come citazioni di passaggi della Radcliffe o digressioni rivolte direttamente a chi legge.
Una lettura deliziosa per un classico tutto da riscoprire, ora anche in versione digitale.

Risorse Web:
Pagina Facebook della IperWriters
Féval su Wikipedia
Scheda di Amazon con prefazione ed estratto del romanzo
 

domenica 14 febbraio 2021

J.-H. Rosny aîné, “La Giovane Vampira e Altri Misteri”

Titolo: LA GIOVANE VAMPIRA E ALTRI MISTERI
Autore: J.-H. ROSNY AÎNÉ
Anno: 1895-1923
Edizione italiana: HYPNOS, 2020
Traduz. e cura: ELENA FURLAN
Postfazione: IVO TORELLO
Copertina: Edvard Munch, Kjœrlighet og smerte (1895)
ISBN: 9788896952962
Pagine: 232

Recentemente le Edizioni Hypnos hanno dato alle stampe un bel volume di racconti di J.-H. Rosny aîné, usciti in origine tra il 1898 e il 1924. Si tratta di storie tra Fantastico e Weird lovecraftiano (ante litteram), anzi più precisamente del genere definito Merveilleux scientifique. Il racconto lungo che dà il titolo alla raccolta vede ovviamente protagonista una vampira, in buona compagnia con serial killer, jettatrici innamorate, naiadi, bambini assassini, uomini leonini, e con i personaggi dei racconti lunghi Un altro mondo, storia di un essere con la pelle violetta e curiose capacità visive, e L’assassino sovrannaturale, incentrato sul tragico incontro tra un uomo e il suo doppio.

Nel racconto La giovane vampira, datato 1911, il narratore espone la vicenda della vampira londinese Evelyn. Terza figlia dei Grovedale, Evelyn ora è felicemente sposata e madre di quattro figli, ma cinque anni prima era di fatto morta. Il quarto giorno dopo il trapasso si svegliò, con ricordi confusi e parlando in modo incoerente, quasi fosse un’altra persona. Poco alla volta tornò alla normalità, ma le rimase un estremo pallore, che comunque non guastava la sua grande bellezza. I genitori e i fratelli, da allora, cominciarono a sentirsi deboli e a deperire, facendosi diafani a loro volta, vittime di una vera e propria «epidemia di pallore».
Quando la ragazza sposò il giovane James Bluewinkle, le condizioni di salute della famiglia migliorarono. Fu James, a quel punto, a iniziare a soffrire di pallore e la sua forza vitale prese ad affievolirsi. Insospettito, una sera l’uomo prese due tazze di caffè e finse di addormentarsi. Nel cuore della notte, sentì la moglie che gli avvicinava le labbra al collo e provò una sensazione voluttuosa e inquietante. Evelyn spiegò che era costretta a suggere il sangue per non morire. Ma per farlo non doveva procurare alcuna ferita, poiché era capace di prelevarlo attraverso la pelle della vittima. La vampira era peraltro convinta di non essere la vera Evelyn, essendo, a suo dire, entrata nel corpo di lei dopo la sua morte, e di provenire da un luogo dove le era capitato qualcosa di terribile e in cui non voleva tornare.
Evelyn era mortificata e piena di rimorsi, apparendo più vittima di se stessa che predatrice, e da quel giorno rifiutò i baci del marito e iniziò a deperire. James la fece visitare dal noto neurologo Percy Coleman, che si avvalse di applicazioni di corrente indotta, di macchine per respirare, ma soprattutto del sangue di giovani prestanti. Questo però suscitò la gelosia di James, inducendo Evelyn a rifiutare l’unica cura che avrebbe potuto salvarla. Accadde a quel punto qualcosa di ancor più incredibile, e da allora a casa Bluewinkle niente fu più come prima.

Con stile leggero e divertito, a tratti forbito e arricchito da immagini pittoresche e poetiche, Rosny racconta storie tremende di personaggi virtualmente tragici, trovandone però abilmente la chiave ironica. I temi che egli tratta sono l’amore, quello vero sempre sublime e indimenticabile, la ricerca del proprio posto nel mondo, l’orrore della violenza di solito ingiustificata. Ma soprattutto risulta centrale il tema del diverso: qui l’autore compila un campionario di figure non tanto mostruose, quanto meravigliose, quasi in un’operazione di sdoganamento del “monstrum”, che risulta, come osserva oppurtunamente Torello nell’interessante postfazione, più un «enigma da comprendere» che una minaccia da combattere.
Tra i numerosi vividi bozzetti della raccolta spicca la storia dell’affascinante vampira Evelyn dalla folta chioma. Una vampira sui generis, che non procura ferite alle vittime, che si dispiace del danno, pur non irreversibile, che procura, e che proviene da un luogo forse ultraterreno, un mondo altro di cui poco ci rivela l’autore: ritroviamo qui il tema tipico di Rosny aîné dell’immanenza di un mondo invisibile, appena al di là dei nostri sensi, semmai intuito, reale eppure irrangiungibile. E tuttavia, pur provenendo da questo mondo altro, Evelyn sa di appartenere «a un’umanità» e «di essere una donna», una consapevolezza che le dà diritto di asilo anche nel nostro mondo.
Agli occhi della scienza, invece, Evelyn è più che altro un «bel fenomeno» e una «deliziosa anomalia», occasione per lo studioso Coleman di spiccare un entusiasmante «salto nell’ignoto», di fare «un tuffo nell’abisso» potenzialmente foriero di fama e fortuna. E nella brama della scoperta, lo scienziato dimostra tutta la sua insensibilità e miopia: tra esperimenti e ipotesi da dimostrare, non si accorge che i suoi rimedi non solo non hanno il potere di salvare la vampira, ma che soprattutto producono un dramma della gelosia che vede protagonista il marito, di cui Coleman rimane assolutamente ignaro. Ma, come Rosny aîné ci suggerisce, la natura è sempre un passo avanti alla scienza, che spesso arranca, dimostrandosi cinica e inadeguata, in quanto produttrice di un sapere fine a se stesso che non migliora necessariamente le condizioni dell’uomo.

Risorse Web:
J.-H. Rosny aîné su Wikipedia
J.-H. Rosny aîné sul Catalogo Vegetti
Scheda del libro sul sito dell’editore
Blog di Ivo Torello
Edizioni Hypnos
Pagina Facebook della Hypnos
 

sabato 16 gennaio 2021

Dampyr - N.250

Testata: DAMPYR, N.250
Episodio: PARADISO PERDUTO
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: VANESSA BELARDO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2021

È in edicola il numero di gennaio di Dampyr, scritto da Nicola Venanzetti e disegnato da Vanessa Belardo.

Un gruppo di confratelli, dediti a una vita di meditazione e preghiera, vive in un luogo segreto e isolato sotto la guida di Raziel, un essere superiore che essi ritengono simile a un angelo o a un santo. La tranquillità del luogo viene d’un tratto distrutta dall’incursione di un gruppo di demoni condotti dal losco Valadesh, che uccidono molti dei mansueti abitanti. Uno di loro, fratello Rahn, si salva precipitandosi nello squarcio aperto dai demoni. L’uomo esce dalle grotte di Lombrives, in Occitania, in stato confusionale, ma viene trovato e curato.
Caleb viene incuriosito dal fatto che nessuna telecamera abbia ripreso Rahn mentre entrava nelle grotte. Per di più, osservando delle vecchie foto, Caleb realizza che l’uomo è identico al nazista Otto Rahn, morto nel 1939. Questi era l’autore del libro “Crociata contro il graal”, sulla lotta della Chiesa romana contro gli albigesi d’Occitania nel tredicesimo secolo, che sarebbero stati depositari del graal.
Emil e Harlan si recano quindi in Francia e trovano la collaborazione del professor Henri Jourdain, la guida delle grotte che ha portato in salvo l’uomo. Jourdain li conduce da Rahn, il quale racconta che riuscì a farzi sovvenzionare le ricerche da Himmler, ma in seguito, quando ripudiò il regime nazista, firmò la sua condanna a morte. Sul punto di essere giustiziato sulle Alpi austriache, venne però salvato dal misterioso Raziel, che aveva già incontrato nella sua caccia al graal e che lo portò su un’isola sospesa nel vuoto, dove viveva una comunità di catari sopravvissuti alla crociata del Duecento.
Ora il luogo è sotto lo scacco dei demoni di Valadesh, che lo hanno alla fine scovato. Nell’inevitabile scontro i seguaci di Raziel scopriranno un’amara verità sulla loro guida, che metterà a dura prova la loro fedeltà.

Nulla di miltoniano, oltre il titolo, in una storia che ha il merito di rispolverare e approfondire le figure misteriose e affascinanti dei naphidim, risultando l’elemento mitologico quello di maggior interesse del racconto. Tra i personaggi sono proprio i naphidim a risultare i più intriganti: su tutti, Raziel, portatore di contraddizioni, diviso tra la fedeltà al suo capo Nergal e la volontà di salvare i catari, che da strumenti manipolati diventano suoi protetti. Simile l’atteggiamento degli altri naphidim guidati da Gadriel, che pur obbedendo ad Abigor si rifiutano di tradire un loro fratello.
I disegni della Belardo sono abbastanza essenziali e funzionali, senza tanti fronzoli. Gli elementi di maggior pregio sono le figure alate dei naphidim, creature a metà tra angeli e demoni, che possono mostrare un volto orrendo e spaventoso o uno celestiale capace di conquistare adepti e seguaci, e i demoni inferiori con Valadesh, che appare come un diabolico Marilyn Manson dai denti aguzzi.



Risorse Web:
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Blog di Vanessa Belardo
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr