Visualizzazione post con etichetta baggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta baggi. Mostra tutti i post

giovedì 29 luglio 2021

Maxi Dampyr - N.11

Testata: MAXI DAMPYR, N.11
Titolo: DAMPYR COLOR – LA BIBLIOTECA DELL’ORRORE
Testi: M. BOSELLI, M. COLOMBO, G. GIUSFREDI
Disegni: AAVV
Colori: ALESSIA PASTORELLO, MATTEO VATTANI et al.
Copertina: MATTEO VATTANI
Pagine: 128
Edizione: BONELLI, 07-2021

Il Maxi Dampyr di quest’anno si propone nella nuova formula antologica del “Dampyr Color”, con sei episodi tutti a colori realizzati da vari autori in una cornice narrativa ambientata nel Teatro dei Passi Perduti. Come spiega Mauro Boselli nella postfazione, le storie sono tutte legate a scrittori del genere fantastico e ai loro scritti, sancendo ancora una volta il legame tra Dampyr e il mondo della letteratura fantastica.

PROLOGO; IL DISPERSO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Harlan conduce Ambrose Bierce in una particolare sala della Biblioteca dei Passi Perduti, dove sono custoditi i libri mai scritti degli autori preferiti di Nikolaus, da cui i due leggono alcune storie.
La prima di queste vede protagonista proprio Bierce, che nel giugno 1864 è tenente dell’esercito nordista nella Guerra di Secessione. Durante la battaglia di Kennesaw Mountain, l’avanzata delle truppe è impedita da un soldato sudista, che si spinge a ridosso delle linee nemiche con sprezzo del pericolo per indicarne le mosse ai suoi. Sarà Bierce a scoprire perché questo soldato sia invulnerabile alle pallottole.
Una classica storia di spettri di ambientazione guerresca, con i disegni di Luca Rossi realistici e cupi, e i colori di Alessia Pastorello carichi e notturni.

TSATHOGGUA (Colombo / Masellis)
Il 15 marzo 1937, il pastore Abramus Coulson si reca in ospedale a trovare Lovecraft, il suo mentore, perché il marchio di Tsathoggua sul suo braccio ha ripreso a sanguinare. Il marchio gli fu impresso da ragazzo in una tragica notte, in cui la sua famiglia fu trucidata dai mostri. Ma essendo il Solitario di Providence in fin di vita, quando Abramus viene trascinato nel mondo alieno di Tsathoggua la situazione sembra farsi disperata.
Affettuoso omaggio di Maurizio Colombo a HPL, in una storia onirica e visionaria che ci porta in un mondo inquietante. I disegni di Helena Masellis sono evocativamente evanescenti, con tratto sottile e colori lividi.


IL CASTELLO SUGLI APPENNINI (Giusfredi / De Stena / Vattani)
Durante un temporale, Edgar Allan Poe trova riparo in un antico castello disabitato sugli Appennini. Nella stanza da letto viene colpito dal ritratto ovale della bellissima Camilla dei Ponziani, moglie del pittore Andrea, il quale era amico del Cavaliere di Roccabruna. Quando lei morì, il Maestro esaudì la richiesta di Andrea, e così anche Poe ha modo di incontrare Camilla.
Una storia romantica, con manieri infestati, amori oltretombali, esecuzioni postume, solitudine, temi squisitamente tipici del Bostoniano, che Giusfredi riesce a trattare con destrezza creando una storia d’atmosfera. I disegni ombrosi e suggestivi di Francesco De Stena vengono ancor più caricati di plumbea malinconia dalla colorazione di Matteo Vattani.

DANVERS MANOR (Boselli / Scibilia)
Una notte lo scrittore Edward Benson riprende a fare un vecchio incubo ricorrente, in cui si trova in un cimitero abbandonato presso una chiesa in rovina. In un sogno successivo legge su una lapide il nome di Daniel Danvers, un suo compagno di college, che un’estate rinunciò ad andare a trovare nella tenuta di Tywin-on-the-sea. L’amica Mabel gli consiglia di andarci adesso, e Benson vi ritrova Daniel, che non è invecchiato di un solo giorno.
In questa storia Boselli tratta con delicatezza il difficile tema dell’omosessualità, fino all’accettazione finale da parte del protagonista della propria diversità, in un’epoca in cui non era qualcosa di socialmente accettabile. Strepitosi i disegni di Alessandro Scibilia, dallo spessore pittorico, che rendono meravigliosamente i verdi prati inglesi, le scogliere, le case e le ville inglesi, ma anche i personaggi vivissimi, ritratti in immagini quasi fotografiche.


I SETTE VOLTI DI MILANO (Giusfredi / Cropera / Pastorello)
In una lettera a Caleb Lost, il giornalista Giovanni Drogo racconta dello stravolgimento della sua vita avvenuto negli ultimi giorni. Da quando incontrò un barbone a cui non poté fare l’elemosina, iniziò a vedere facce mostruose ovunque: una prostituta, una vicina di casa, un poliziotto, la donna delle pulizie di cui è innamorato e persino il suo capo. Tutto avviene, secondo quanto gli aveva detto il barbone, a causa del fatto che egli possa vedere i “sette volti di Milano”, una capacità che segna il suo destino.
Nell’omaggiare Dino Buzzati, Giusfredi ci presenta una storia bella e inquietante, in cui i tic e le nevrosi del protagonista si ingigantiscono fino a sfociare (forse) nella follia. Scene di vita vissuta, in redazione, per strada, con i vicini, conferiscono veridicità alla storia, resa ancor più coinvolgente dalla narrazione in prima persona. Tra scorci milanesi e volti mostruosi, alternando realismo e scene fantastiche, Michele Cropera traduce adeguatamente in immagini il racconto, con un’ottima scelta delle inquadrature.


PRIGIONIERO DEI SARGASSI (Boselli / Baggi)
Nel 1918, durante la Prima Guerra mondiale, il tenente William Hope Hodgson era a Ypres, nelle Fiandre, quando due soldati, conoscendo i suoi racconti fantastici, lo avvicinarono. Hodgson racconta loro della sua disavventura sul mercantile “Homebird”, in rotta verso la Giamaica, che rimase bloccata tra le alghe del Mar dei Sargassi. C’era un’altra nave immobile in acqua, a cui venne mandata una scialuppa. Questa non arrivò mai a destinazione, perché fu attaccata da un calamaro gigante, a cui seguì l’assalto di un esercito di uomini pesce. Salvatosi miracolosamente, Hodgson giurò di non mettere più piede su una nave.
Boselli carica questo racconto di un incombente senso di minaccia, che sfocia in un’inquietante invasione proveniente dalle profondità del mare, narrata specularmente all’offensiva tedesca della Grande Guerra: l’orrore può venire da una Natura implacabile così come dall’uomo.
Spettacolari i disegni, che strabordano spesso dalla griglia, addirittura con ben tre vignette a tutta pagina, vere e proprie illustrazioni. Davvero inquietante poi l’esercito degli uomini pesce ritratto da Alessando Baggi, maestro di mostruosità grafiche.

EPILOGO (Boselli / Genzianella / Pastorello)
Nella biblioteca del Teatro dei Passi Perduti alcuni libri cadono dagli scaffali, da cui occhieggiano seducenti donne ragno, carmille e giganti insetti kafkiani. Harlan e Bierce realizzano di aver sfogliato abbastanza libri per la giornata.

In conclusione il Dampyr Color si rivela un albo molto bello e davvero speciale. L’unico appunto possibile è che gli spettacolari disegni soffrono un po’ il classico formato bonelliano: avrebbero meritato una taglia più grande e la carta patinata, per poter essere apprezzati in tutto il loro splendore.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Luca Rossi su Wikipedia
Sito di Helena Masellis
Blog di Francesco De Stena
Il blog di Alessandro Scibilia
Michele Cropera su Facebook
Alessandro Baggi su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Pagina Facebook di Matteo Vattani
Blog di Alessia Pastorello
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

venerdì 1 maggio 2020

Maxi Dampyr - N.10

Testata: MAXI DAMPYR, N.10
Episodio: LE STORIE SPECIALI
Testi: BOSELLI, COLOMBO, CAJELLI, FALCO, GIUSFREDI, SCIBILIA
Disegni: AAVV
Copertina: ALESSANDRO BAGGI
Pagine: 112
Edizione: BONELLI, 04-2020

Una delle iniziative bonelliane per celebrare il ventennale di Dampyr è la pubblicazione di un Maxi molto particolare, che raccoglie le otto storie brevi comparse nel corso degli anni in volumetti spillati, usciti in occasione di alcune mostre del fumetto. Le storie, dalle otto alle quattordici tavole ciascuna, sono precedute da un’introduzione di Mauro Boselli e seguite da una galleria in bianco e nero con le rispettive copertine.
Ben cinque episodi sono ambientati a Rimini e costituiscono una vera e propria minisaga di cinquanta pagine. La raccolta è anche un excursus storico-cronologico nella saga di Dampyr, perché le storie abbracciano un periodo di oltre un decennio, quindi ci presentano i protagonisti in diverse fasi di evoluzione della vicenda generale narrata dalla serie.
Veniamo ai singoli episodi.

NUMERO ZERO (Boselli-Colombo / Majo-Dotti-Genzianella-Rossi-Baggi). Queste otto pagine costituivano un’anteprima pubblicata nell’albetto omonimo per la Comiconvention 1999, e che quindi precedeva l’uscita del primo numero di Dampyr. In questo episodio vengono presentati i personaggi principali della saga con tavole di vari disegnatori: Harlan Draka ha una visione delle tre misteriose Guardiane della Legge, del padre vampiro, del soldato Kurjak e della non-morta Tesla.


VAMPIRI DI SABBIA (Boselli / Dotti). Il commissario Di Giovanni è sulla spiaggia di Rimini, su cui la corrente ha depositato i resti di una sirena. Il commissario chiede il parere di Poldark, che ebbe già a che fare con creature simili [nel numero 3]. Secondo Harlan, giunto a dare man forte con Kurjak e Tesla, l’essere sarebbe un frammento del defunto Maestro della Notte Kostacki, altre emanazioni del quale mettono in serio pericolo i villeggianti.
Questo primo albetto pubblicato per Riminicomix costituisce la seconda avventura italiana di Harlan e soci. Nonostante la brevità, Boselli riesce a dare spessore anche ai mostri, uno dei quali racconta l’agonia della non-esistenza. I disegni di Dotti sono precisi, espressivi e molto dinamici.


IL CIMITERO DELLE GIOSTRE (Cajelli / Fuso). Harlan, Tesla e Kurjak sono a Rimini con Poldark, in un deposito di vecchie giostre in disuso, a indagare in seguito al ritrovamento di un cadavere dissanguato. I nostri vengono attaccati da un mostro fatto di parti meccaniche e pezzi di metallo, che afferra Kurjak per nutrirsi del suo sangue, e che sembra davvero indistruttibile.
Episodio dai disegni essenziali e stilizzati, che si pregia di un’atmosfera tra cyber e horror ottantiano da autoscasso.

BALLO DI FINE ESTATE (Falco / Statella-Fara). Nel famoso Grand Hotel di Rimini è stato ritrovato un cadavere dissanguato. Mentre ne discute con Poldark a un tavolo del ristorante, Harlan viene avvicinato da una bella donna che chiede da accendere. Esposto a una strana spilla, il dampyr viene trascinato in una dimensione parallela, identica alla Rimini del 1932: Ahilis, questo il nome della donna, è in realtà un’agente di Nergal.
Falco riesce in poche pagine a imbastire una storia coinvolgente e con colpi di scena, sullo sfondo di una Rimini ben riconoscibile in uno dei suoi simboli e in uno dei suoi figli più famosi, Federico Fellini, che chiude il racconto con un finale fantastico. Statella e Fara realizzano un’antagonista femminile ben riuscita e caratterizzata, che forse avrebbe meritato più spazio.

IN RIVA ALL’IGNOTO (Giusfredi / Rosenzweig). Il tenente Poldark è a Rimini, tra le braccia della focosa Milena. Il cameriere che bussa alla porta, si rivela essere un mostro tentacolato che cerca di uccidere il tenente. Per fortuna Milena si dimostra ben più forte di quello che sembra, e per di più ha già contattato Harlan e soci per affrontare una minaccia portata nella città romagnola dal tatuatore Aklo.
L’aspetto più gustoso di questa storia è che cala i nostri eroi tra personaggi simili ai lettori. Harlan e Kurjak, infatti, si trovano tra un gruppo di cosplayer giunti a Rimini per una mostra di fumetti, tra cui spiccano maschere di Zagor e Dylan Dog. I disegni di Rosenzweig, dalle anatomie esagerate, hanno uno stile inconfondibile, barocco e ipercinetico.

L’EMBLEMA DEL DRAGO (Giusfredi / M. Villa). Il commissario Di Giovanni mostra a Poldark un antico bracciale con l’effigie del drago. I due vengono raggiunti da Harlan, che maneggiando il monile ha una visione del padre. Nel VI secolo Draka giunse in soccorso di Iohannes il Sanguinario ad Ariminum, sottoposta all’assedio degli Ostrogoti del re Vitige, che aveva dalla sua parte Erlik Khan.
Giusfredi riesce mirabilmente a condensare in poche pagine una storia densa, giocata tra passato e presente. Stavolta lo stesso Maestro Draka viene portato in riviera, in compagnia di Erlik. I disegni di Villa sono particolarmente espressivi, efficaci soprattutto negli sguardi intensi dei personaggi, sullo sfondo di alcuni dei più begli scorci riminesi.


NOTTE A NARNI (Boselli / Andreucci). Nel suo studio a Narni, un disegnatore sta realizzando della tavole con il vampiro Varney per un fumetto horror. Dopo una giornata di lavoro, esce a fare una passeggiata tra i vicoli della cittadina, e si imbatte con sua sorpresa nel suo personaggio, che lo morde sul collo. L’artista si risveglia e viene richiamato dallo sceneggiatore perché gli consegni il lavoro. Ma il vampiro non era un semplice frutto della sua mente, come non lo sono Harlan, Kurjak e Tesla.
Un divertissement in cui gli autori ritraggono se stessi insieme ai loro personaggi. I disegni di Andreucci hanno un taglio horror, ma non sono privi di ironia, soprattutto negli autoritratti che lo rappresentano come figura debole e impaurita.

LUCREZIA (Scibilia / Cropera). Dolceacqua, Liguria. Da quando in casa è stato smurato un antico passaggio verso il castello, la piccola Alice deperisce a vista d’occhio. Sembra che sia vittima di un vampiro psichico, ovvero Lucrezia, una donna che morì nella prima notte di nozze, uccisa per aver rifiutato la barbara pratica dello ius primae noctis. In suo aiuto giungono Maud e Harlan.
Una storia densa [qui una nostra recensione più approfondita], ambientata in una meravigliosa cornice, dove per anni si sono svolti gli incontri di Autunno Nero dei fratelli Scibilia: Andrea, autore dei testi, e Alessandro, copertinista dell’albetto. La rassegna, che si teneva nel castello dei Doria, qui visitato da Maud e Harlan, nel 2010 fu dedicata a Dampyr, mentre il 2009 vide protagonisti i vampiri: vi rimandiamo al servizio da noi pubblicato a suo tempo. I disegni di Cropera sono densi, ricchi d’atmosfera, i personaggi raffigurati con veri e propri ritratti.



Risorse Web:
Piccole storie, grandi terrori!
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
Alessandro Baggi su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

giovedì 25 giugno 2015

Maxi Dampyr - N. 6

Titolo: MAXI DAMPYR, N.6
Episodi: 1.GLI ORRORI DI KHARA KHOTO, 2.LA PALUDE, 3.IL LABIRINTO DEL NEGROMANTE
Sogg. e scenegg.: SAMUEL MAROLLA (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), CLAUDIO FALCO (ep.3)
Dis.: FABIANO AMBU (ep.1), FRANCESCO GALLO(ep.2), ALESSANDRO BAGGI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 08-2014

Questo Maxi Dampyr, a differenza di quello del 2013, riprende il formato “classico” con tre avventure scritte e illustrate da artisti diversi.

Gli Orrori di Khara Khoto: Harlan, Kurjak e Tesla si trovano in Mongolia per indagare sulla presenza di un Maestro della Notte, responsabile delle recenti sparizioni avvenute nel sito archeologico della città perduta di Khara Khoto.
Al loro gruppo si unirà un agente segreto che afferma di aver visto, trent'anni fa, un vampiro rapire sua sorella.
Le percezioni mentali del dampyr confermeranno presto l’ipotesi che li ha condotti in Mongolia e seguirà una cruenta battaglia fra i nostri eroi e un esercito di antichi guerrieri vampiri.

La Palude: Roscoe è riuscito a scappare dopo aver incontrato i vampiri che infestano la palude di Okefenokee e, per fortuna, ha incontato Harlan e Kurjak che solcavano il fiume su una piccola imbarcazione.
Insieme riusciranno a sbarazzarsi degli inseguitori e, con la collaborazione di Roscoe ,tenderanno un agguato al branco di vampiri.

Il Labirinto del Negromante: Lo Chateau Carignac, nei pressi di Rouen, è stato recentemente ristrutturato e trasformato in Hotel. Un’operazione condotta senza tener conto dell’oscuro passato del luogo, infatti, al centro di un labirinto vegetale decorato con inquietanti figure scolpite nelle siepi, si ergeva, nel 1654, il padiglione di caccia del Marchese di Carignac, adibito a laboratorio del negromante De Vos, scomparso misteriosamente.
Sembra che, in alcune circostanze, il padiglione anche ai giorni nostri riappaia in mezzo al labirinto e, quando ciò accade, qualcuno scompare nel nulla.
Harlan e Kurjak, si troveranno a scontrarsi con un redivivo De Vos in una dimensione del Multiverso al centro del parco-labirinto dello Chateau.

Nella prima avventura, Samuel Marolla sostituisce il fruscio delle sete e il rilassante suono di gong e campanelli cinesi con le scariche di mitra (caricate a proiettili trattati con sangue di dampyr) e le detonazioni, in una storia piena d’azione dalla prima all’ultima pagina.
Nella vignetta in basso di pagina 25 l’autore ribadisce un concetto spesso presente nelle storie di Dampyr che è anche una delle ragioni del successo della testata; a parlare è il Maestro della Notte che afferma: perché durante le guerre noi maestri della notte prosperiamo nell’ombra… ed è così che io sono rimasto il vero dominatore di questa regione fin dall’alba dei tempi…
Dalle ombre perfettamente sfumate di Fabiano Ambu, sorgono terrificanti vampiri che indossano le uniformi dell’epoca Xixia complete fin nel minimo dettaglio.



Più attuale, seppur non meno esotico, è lo scenario che Luigi Mignacco costruisce nella seconda avventura.
I vampiri che vivono nella palude hanno formato un vero e proprio clan famigliare e rispondono agli ordini di un loro simile che, pur non essendo un Maestro, ha un notevole carisma. Roscoe deve decidere da che parte stare se vuole veramente riscattarsi come essere umano.
L’autore ha giocato bene con la psicologia di questo personaggio tenendo il lettore al confine tra l’illusione e la realtà.
Francesco Gallo ha ben riprodotto l’intricata vegetazione della palude nascondendo e mettendo in mostra, al momento giusto, il pericolo ivi annidato. Le ombre spiccano nette sullo sfondo e le scene dinamiche risultano ben riuscite.





Con la terza avventura, di Claudio Falco, ci addentriamo in un luogo infestato che potrebbe far invidia all’Overlook Hotel di Stephen King.
Accanto al tema dell’antica maledizione, l’autore aggiunge un viaggio nel Multiverso dove De Vos, al pari del Dr. Moreau, ha creato ibridi fra gli umani che cattura e le specie più abiette del mondo animale senza risparmiare loro alcuna sofferenza.
Alessandro Baggi
 riesce a destreggiarsi molto bene con le ambientazioni passate, presenti e fantascientifiche facendo comparire nella stessa pagina parrucconi seicenteschi e moderni uffici senza confondere il lettore seppur eviti di ricorrere allo stile più sfumato che caratterizza i flash back.





Con questo cocktail eterogeneo di avventure, il sesto Maxi Dampyr è una piacevole lettura estiva anche per chi non segue la testata regolarmente che, grazie a qualche indizio seminato qua e là, può soddisfare eventuali curiosità cercando qualche numero arretrato.

Risorse Web:
Pagina Facebook di Samuel Marolla
Sito Web di Fabiano Ambu
Pagina Facebook di Fabiano Ambu
Luigi Mignacco su Wikipedia
Alessandro Baggi su Wikipedia
Sito Web di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 22 giugno 2013

Maxi Dampyr - N.4

Titolo: MAXI DAMPYR, N.4
Episodi: 1.OPERAZIONE VIPER, 2.URLA DAL PROFONDO, 3.L'ESSENZA DELLA FOLLIA
Sogg. e scenegg.: DIEGO CAJELLI
Dis.: MARCO SANTUCCI (ep.1), GIULIANO PICCININNO (ep.2), ALESSANDRO BAGGI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2012

Prima della pubblicazione del Maxi Dampyr del 2013, sarà bene parlare del quarto maxi albo di Dampyr, contenente tre entusiasmanti avventure sceneggiate da Diego Cajelli.

Operazione Viper: Harlan e Kurjak sono imbarcati in una missione di soccorso ai Caraibi; dovranno trarre in salvo un gruppo di ecologisti, che sta conducendo un esperimento nell’isola di Cayo Estrelita, in difficoltà a causa di un uragano. Le vittime sono ignare di far parte di una sperimentazione finanziata dalla Temsek, a bordo del cargo inizieranno a trasformarsi in mostruose creature che, insieme alla burrasca che infuria, daranno filo da torcere ai nostri eroi.

Urla dal Profondo: sono passati molti anni dalle migrazioni dei puritani verso le coste degli Stati Uniti, ma i tesori contenuti nei relitti che giacciono in fondo al mare sono ancora fonte di grande interesse. Sulle coste del Maine è in corso il recupero della Graceland, una nave affondata nel XVII secolo, ma l’impresa sembra impossibile: una misteriosa entità malvagia sta mietendo vittime non solo nel fondale ma anche fra gli abitanti del villaggio costiero. Giunto sul posto per compiere le indagini in merito, Harlan dovrà combattere da solo contro un esercito di morti viventi guidati da un pastore anglicano che dovrebbe riposare in pace fra i rottami della Graceland.

L'Essenza della Follia: La vicenda è ambientata nella Francia Meridionale, dove Louis Blanchard, uno dei profumieri artigianali più rinomati, conduce una vita tranquilla almeno fino a quando un antico segreto comincia a emergere rendendolo vittima di spaventose allucinazioni. Nel corso dei secoli i Blanchard, seguendo le indicazioni di un demone, hanno cercato di estrarre un’essenza sublime, capace di far impazzire gli uomini, sacrificando giovani donne. Prima che sia troppo tardi Harlan e Kurjak fronteggeranno le schiere infernali costringendole ad abbandonare le loro mire su Louis Blanchard.

Inevitabile il mio apprezzamento per quest’albo le cui storie appartengono a uno dei migliori sceneggiatori italiani. Operazione Viper è un episodio pieno d’azione ma circoscritto in uno spazio ristretto e claustrofobico, l’ansia del lettore si amplifica pagina dopo pagina. I disegni di Santucci si accordano perfettamente con l’effetto voluto dallo sceneggiatore per la scrupolosa attenzione ai dettagli alla dinamicità delle figure.
Già dall’ambientazione di Urla dal profondo si coglie un omaggio a Stephen King e, procedendo nella lettura, vediamo alcuni piccoli indizi che ci guidano verso la corposa produzione letteraria del Re del brivido.
Dopo King è la volta di Suskind con L’essenza della follia, caratterizzato da una narrazione che cambia continuamente prospettiva, non solo passando dal presente al passato con continui flash back, ma confluendo anche in dimensioni ultraterrene e allucinatorie. La fantasia di Alessandro Baggi ha dovuto fare gli straordinari per assecondare una sceneggiatura così complessa, ma il risultato è davvero encomiabile.

Risorse Web:
Il blog di Diego Cajelli
Sito Web di Marco Santucci
Giuliano Piccininno su Wikipedia
Sito Web di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

giovedì 27 ottobre 2011

Speciale Dampyr - N.7

Titolo: SPECIALE DAMPYR, N.7
Episodio: SHADOWMAN
Soggetto: LUIGI MIGNACCO
Sceneggiatura: LUIGI MIGNACCO
Disegni: ALESSANDRO BAGGI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 160
Edizione: SERGIO BONELLI, 10-2011
In edicola dal 20 ottobre il settimo albo speciale di Dampyr, con una lunga avventura letteralmente al confine della realtà.

Duarte, per evadere dalla noia di una vita solitaria e dalla sua frustrante occupazione di designer pubblicitario, disegna fumetti supereoistici. Il suo personaggio, Shadowman, difende una Barcellona invasa da creature mostruose scaturite dagli incubi dello stesso Duarte.
Purtroppo le avventure di Shadowman trovano realizzazione al di fuori dalla carta stampata: i mostri infestano realmente le strade di Barcellona.
Caleb Lost, dopo aver ricevuto la notizia tramite internet, invia la sua squadra a indagare.
I nostri eroi hanno presto a che fare con insetti giganteschi che si aggirano nei tunnel della metropolitana e scoprono che anche il loro informatore ha avuto un’esperienza simile. Questi episodi diventano ancora più curiosi quando, navigando nella rete, si vedono le stesse creature illustrate nelle tavole di un fumetto on-line.
Duarte, accortosi che, dopo aver illustrato qualche episodio di Shadowman, in città succedono cose strane, decide di prendersi una pausa, ma l’incontro con una donna entusiasta del fumetto, lo sprona a riprendere il suo lavoro.
La nuova amante del disegnatore è Lady Nahema che, attraverso un inchiostro magico fornito con l’inganno, riesce a fargli aprire un portale, dal quale fuoriescono le creature da incubo illustrate nel fumetto.
Kurjak cadrà in uno di questi varchi e Harlan si precipiterà a soccorrerlo. Tesla, intanto, raggiungerà Duarte e, dopo essersi scontrata con Nahema, lo spronerà a illustrare una nuova avventura nella quale Shadowman salverà la vita dei dispersi.

Mignacco ci propone un’avventura onirica e delirante, avvalendosi di cliché che ormai non sorprendono più. Anche le creature dell’orrore non hanno caratteristiche sorprendenti rispetto a quanto già incontrato nei film e nei fumetti. La storia è gradevole, ma manca dell’eccezionalità che spetta a un albo speciale.
Anche i disegni di Baggi risentono di qualche imprecisione, pur mantenendosi dinamici e vivaci.

Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Sito di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

mercoledì 16 marzo 2011

Dampyr - N.132

Titolo: DAMPYR, N.132
Episodio: LA DONNA NELLO SPECCHIO
Soggetto: DIEGO CAJELLI
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI
Disegni: ALESSANDRO BAGGI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 03-2011
In edicola, dal 3 marzo, il numero 132 di Dampyr, con un’avventura, scritta da Diego Cajelli, intitolata “ La Donna nello Specchio”.

Danica, da qualche tempo, è affetta da incubi ricorrenti nei quali è minacciata da vampiri; anche se si sottopone regolarmente a sedute di psicoterapia presso il dott. Durkovic, la sua angoscia non trova sollievo, e la presenza di allucinazioni, anche in stato di veglia, non le consente di condurre una vita normale.
Durkovic è realmente preoccupato dal fatto che la sua paziente sia fermamente convinta dell’esistenza dei vampiri e decide di chiedere la consulenza di un esperto nel campo soprannaturale. Il professor Milius manderà il migliore: Harlan Draka.
Quando, insieme a Kurjak, il dampyr giunge a Belgrado, accetta di buon grado di partecipare alle sedute psicoterapiche accanto a Danica, per aiutarla a far luce sui segreti del suo passato.
Danica, infatti, ha davvero conosciuto i vampiri durante la guerra e, da allora, questi la stanno tenendo sotto controllo; inoltre, i succhiasangue non hanno accettato di buon grado l’intrusione del dampyr nei piani del loro Maestro Lord Marsden.

Diego Cajelli fa emergere dalle nebbie del passato uno dei più potenti nemici del nostro Harlan, proponendoci un’avventura sospesa fra l’horror più genuino, la crime story e qualche elemento fantascientifico (come l’armatura del vampiro Ozzy). Nel corso della lettura, la tensione si mantiene su livellli elevati fino al grandioso finale a sorpresa.
Le tavole di Baggi rendono palpabili gli ambienti che fanno da sfondo alla vicenda; l’artista riesce a destreggiarsi abilmente sia nel disegno di un fin troppo reale studio medico, quanto nel far apparire un nido d’amore costruito su ossa umane in un paesaggio fantastico.

Risorse Web:
Il blog di Cajelli
Il sito di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

mercoledì 11 agosto 2010

Maxi Dampyr - N.2

Titolo: MAXI DAMPYR, N.2
Episodi: 1.SPECTRIANA, 2.GARGOYLE
Sogg. e scenegg.: ALESSANDRO BAGGI (ep.1), MAURO BOSELLI (ep.1), MAURIZIO COLOMBO (ep.1), DIEGO CAJELLI (ep.1,2)
Disegni: ALESSANDRO BAGGI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 272
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2010

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento in edicola col maxi albo di Dampyr, un succulento volume che contiene due avventure inedite.
L’introduzione dell’albo è dedicata a Lovecraft, il prolifico scrittore di Providence che ha creato un universo popolato da creature da incubo ma, soprattutto, ha dato origine a un potente apparato mitologico sul Necronomicon, un libro che, pur non esistendo, ha ispirato la successiva narrativa e cinematografia horror.
Proprio ad un libro maledetto si ispira la prima storia di questo Maxi Dampyr.

Spectriana: Harlan si aggira insonne nella biblioteca del Teatro dei Passi Perduti e, accidentalmente, trova un volume intitolato “Spectriana”, e contemporaneamente accade qualcosa di strano.
La cosa rossa: Harlan si trova catapultato in un vagone di un treno in compagnia di una giovane donna; i due dovranno fuggire da una creatura sanguinaria che si nasconde nel buio delle gallerie per poi riapparire, ogni dieci anni, per nutrirsi di ignare vittime sacrificali. Risvegliatosi da quest’incubo, Harlan inizia il primo racconto.
Io sono l’isola: Dampyr si trova su un’isola alla ricerca di una bambina scomparsa. La sua guida si rivelerà essere la personificazione dell’isola stessa e cercherà di catturarlo. Svegliato dalle grida di Draka, giunge Kurjak che, non appena prende in mano “Spectriana”, vive un’esperienza soprannaturale.
La ricorrenza: Kurjak porta la moglie e il figlioletto in vacanza nella ridente cittadina di Grymalkin. Il viaggio ha lo scopo di far ricordare alla donna il proprio passato. A Grymalkin fervono i preparativi per il giorno della “ricorrenza”. Purtroppo non si tratta di una festa paesana e Kurjak dovrà fuggire velocemente per non essere divorato dai mostri che abitano la cittadina, nonché dalla moglie che ha finalmente ricordato chi è. Svegliatosi da quest’incubo Kurjak decide di non andare oltre con la lettura del libro, ma ne è nuovamente catturato.
Le rose di Caino: Dopo aver ucciso un altro uomo, il sicario Kurjak vuole farsi tatuare una nuova rosa ma, nello studio di fiducia, c’è un nuovo tatuatore dall’aspetto poco rassicurante; l’uomo cambierà durante l’esecuzione del tatuaggio, diventando mostruoso. Kurjak ucciderà il mostro, ma i suoi tatuaggi cominceranno a prendere vita.
Anche Tesla raggiunge la biblioteca e, mentre sta soccorrendo Kurjak, le si apre il libro davanti.
La stagione dimenticata: Tesla si ritrova ringiovanita e incontra Samael, che le propone uno scambio che influenzerà drasticamente il futuro. Giunge anche Caleb Lost ed anche lui sarà vittima dell’incantesimo del volume.
La rosa di Parigi: Caleb ritorna nella Francia medievale, accompagnato dagli studenti della Sorbona, assiste alla Corte dei Miracoli e ascolta la canzone del Re dei Folli. La canzone, sebbene sembri insensata, contiene un messaggio politico pericoloso che comporterà l’arresto del mendicante-re. Caleb si precipiterà per soccorrerlo, ma non sarà un percorso facile: sedotto dalla “rosa di Pargi” si ritroverà prigioniero del demone Nergal.
A questo punto è necessario sbarazzarsi del libro ma, come tutte le cose maledette, sarà ritrovato.

Gargoyle: Nella seconda avventura, ambientata in Baviera, Harlan dovrà aiutare uno studente del professor Milius nelle ricerche relative al “Diavolo della Montagna”, un mostro che è apparso recentemente portando alla luce un cadavere bruciato.
Il mostro è un Gargoyle devoto alla famiglia dell’architetto che lo progettò: i Wengler. Purtroppo l’ultimo esponente di questa potente famiglia si è macchiato dell’omicidio della moglie incinta. L’omicidio fu fatto passare sotto silenzio corrompendo la polizia, ma la statua non ha dimenticato il compito di vendicare i torti subiti dalla famiglia Wengler.
Harlan riuscirà a fermare il mostro di pietra privandolo dell’anima alchemica che gli fu donata in origine.

L’albo si conclude con la presentazione e l’intervista ad Alessandro Baggi, che ha disegnato l’intero volume proponendo tavole indimenticabili.
Questo secondo Maxi Dampyr, come anticipa la prefazione, è uno stupendo tributo a Lovecraft, in particolare “Spectriana” dove non solo c’è il libro maledetto ma, con l’espediente del racconto nel racconto, si possono vivere ben cinque avventure nelle quali gli eroi dampyriani si confrontano con creature che, a buon titolo, possono dirsi fuoriuscite dall’universo di Cthulhu.
Cajelli riesce, anche questa volta, a creare un’avventura di grande interesse; i colti riferimenti all’attività massonica si incastrano perfettamente in una vicenda che appartiene all’ambito horror delle antiche maledizioni che, prima o poi, si realizzano.

Risorse Web:
Il sito di Alessandro Baggi
Il blog di Diego Cajelli
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 9 gennaio 2010

Dampyr - N.118

Titolo: DAMPYR, N.118
Episodio: PRIGIONIERI DEI SOGNI
Soggetto: LUIGI MIGNACCO
Sceneggiatura: LUIGI MIGNACCO
Disegni: ALESSANDRO BAGGI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 01-2010
In edicola il numero 118 di Dampyr, che s’intitola Prigionieri dei Sogni.

Le vicende sono ambientate a Boston in un palazzo abitato da numerosi inquilini, fra i quali anche uno psicoterapeuta che vive al primo piano. La presenza di quest’ultimo diventa davvero importante, soprattutto da quando gli altri abitanti del condominio sono affetti da incubi particolarmente vividi che hanno, come sfondo, le mura stesse dell’edificio.
Stacy, una psicologa che ha in cura un’inquilina del palazzo, chiede ad Harlan di indagare su questi misteriosi fenomeni onirici. Il dampyr si reca sul posto, affitta un appartamento nello stabile incriminato e, coadiuvato dall’Amesha Anyel, predispone un piano per fermare le forze oscure responsabili degli incubi. Non passa molto tempo dal momento in cui varca la soglia dell’edificio, che anche Harlan presenta gli stessi incubi degli altri condomini ai quali, in seguito, dovrà unirsi per combattere creature spaventose provenienti da un’altra dimensione.

Sospesa tra fantascienza e horror, l’avventura proposta da Mignacco riesce a muoversi egregiamente su entrambi i piani narrativi, attingendo a topoi propri di entrambi gli ambiti, creando un accattivante mix tra i generi. A confermare la natura border-line di questa, come di molte altre avventure dampyriane, si aggiunge la versatilità del disegnatore Dotti che, oltre a distorcere l’architettura dell’edificio a seconda degli incubi dei protagonisti, riesce a disegnare, con notevole impatto sul lettore, inquietanti bambine fantasma e abominevoli mostri extraterrestri.

Risorse Web:
Il sito di Alessandro Baggi
~Ł'altrα Þaяte~
Sergio Bonelli Editore