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martedì 9 maggio 2023

Dampyr - N.278

Testata: DAMPYR, N.278
Episodio: LA FORESTA DEI SUICIDI
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2023

Dampyr di maggio esce ancora in due versioni con due diversi magneti: la prima con la copertina del numero 9 e l’altra con la copertina del numero 51.

Qualcosa di oscuro si è risvegliato nella famigerata “foresta dei suicidi” di Aokigahara, alle pendici del monte Fuji in Giappone. Già in passato la distesa vegetale si era guadagnata una fama sinistra, a causa dell’usanza di abbandonarvi le donne anziane nei periodi di carestia perché non pesassero sulle famiglie in difficoltà. Sembra che siano i loro spiriti, gli yurei, a infestare il posto e ad attirare nuove vittime.
Noriaki, Aruna e altre tre persone sono in un tempio al centro della foresta per praticare lo hyakumonogatari kaidankai, rito che consiste nello spegnere cento candele raccontando episodi legati ai loro familiari morti sul luogo. Il gruppo cerca di evocare il demone aoandon perché conduca le anime degli yurei nell’aldilà. Ma il rito non funziona e l’aoandon scatena tutta la sua furia, traendo energia dalla disperazione di vivi e morti e portandoli alla rovina.
Non molto tempo dopo giunge nella foresta Kenshin, ex membro della yakuza, con l’intento di liberare lo spitiro dell’ex collega Hanzo, morto per causa sua. Kenshin non affronta il difficile compito da solo, ma gli si affiancano l’anziano signor Hasegawa, esperto del luogo, e l’amico Harlan, contattato dalla moglie Keiko, preoccupata per la sorte dell’amato.

Venanzetti intesse una storia raffinata e intensa, dal ritmo dilatato e incentrata su un tema delicato come il suicidio, ma affrontato secondo il punto di vista nipponico, quindi come soluzione talvolta onorevole per evitare di diventare un peso per gli altri. Altro tema portante è il duplice carattere della natura, che può essere distruttrice o pacificatrice: la foresta diventa manifestazione sensibile di un mondo interiore, un luogo dove trovare se stessi, per abbandonarsi alla morte o per riemergerne rinnovati. E in questo sembra possa avere un ruolo cruciale la poesia, come a dire: un haiku ci salverà.
Gualandris si conferma grande maestro del pennello: sa creare la spazialità anche in piccole vignette, che risultano ariose, ricche d’atmosfera con le loro mille sfumature, talvolta tenui e delicate quando realizzate a matita. Notevole l’espressività e l’accuratezza nel realizzare i volti, spesso in primo piano e con luci dal taglio drammatico.
In definitiva La foresta dei suicidi risulta un albo emozionante, con disegni splendidamente realizzati.



Risorse Web:
Scheda di La foresta dei suicidi
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

martedì 2 maggio 2023

Weird-Vampy - N.1

Testata: WEIRD-VAMPY, N.1
Collana: ALBO DI CRONACA COMICS, N.110
Episodio: LE APPARENZE INGANNANO
Testi, disegni e colori: ELENA MIRULLA
Copertina: ELENA MIRULLA
Lettering: MAURIZIO CLAUSI
Pagine: 32 (Normal ed.) - 36 (Limited ed.)
Edizione: CRONACA DI TOPOLINIA, 03-2022

A fine marzo Cronaca di Topolinia ha pubblicato un nuovo fumetto vampiresco intitolato Weird-Vampy, nuova creazione della talentuosa Elena Mirulla, anticipata dall’anteprima del numero 0 uscito a novembre.

Lunetta è una giovane vampira che vive nella Landa di Mostrorror, nel mondo di Fentasì, con la sorella maggiore Rubina. A differenza della sorella, golosa di sangue umano, meglio se prelevato da maschi prestanti, Lunetta non si concede di bere dalle persone, accontentandosi degli avanzi di Rubina. Questa sua abitudine e il look dark da bambolina ne fanno lo zimbello delle coetanee: la strega Ruth Botolina, Frankenstefania e le mummie Nefer e Titi. Nonostante ciò, Lunetta non risulta indifferente al più figo di Mostrorror, il licantropo Gmork.
Intanto nel Regno di Fiabola, l’avvenente principessa Rosanovella viene a sapere dal mago Arcadium che la pace tra i popoli di Fentasì è frutto di magia. Quando Arcadium scompare, Rosanovella, ottenuto l’appoggio del principe Celestial, mette in piedi contro il mago un’accusa di tradimento.
Più tardi Lunetta si imbatte in Gmork in forma umana, e, spinta dal gatto Sgorbio, si decide a parlargli. Scopre così che Gmork si vergogna del suo aspetto normale, ma quando lo vede perdere sangue dal naso, Lunetta cede alla sete e gli salta addosso. È costretta quindi a fuggire, trovando nel giadino di casa il mago Arcadium. Questi sta cercando la strega Amalia, madre delle vampire e membro dell’Ordine magico di Fentasì. Informato della morte di Amalia, Arcadium non può che affidarsi alle figlie perché venga mantenuta la pace.

Il divertente mondo creato dalla Mirulla presenta due realtà in contrapposizione: un Regno in apparenza bello e ordinato, ma la cui avvenente sovrana è una perfida e cinica guerrafondaia assetata di potere, l’altro è una Landa mostruosa e ripugnante, in cui invece ci si imbatte in dolcezza e sensibilità. Apparenze, appunto. Oltre alla location, in questo episodio vengono presentati i personaggi, tutti simpatici e ben caratterizzati, sia dal punto di vista narrativo che grafico, e sono gettati i semi che di sicuro germoglieranno nella saga: come sono morti i genitori delle vampire? Riuscirà Lunetta a sviluppare i suoi poteri magici? E a conquistare Gmork? E come andrà la missione delle due sorelle? Tante le esilaranti gag, come le esclamazioni di Lunetta («Porco paletto!»), o il nomignolo delle Nosfigatu mutuato dalla nota serie tv: “Stranger Sis”.
I disegni sono molto curati, con personaggi femminili molto sensuali e procaci, in uno stile tra manga e disneyano, ma sviluppato in una chiave originale. I colori rendono il tutto più vivace e sottilineano gli stacchi tra i vari mondi di Fentasì.

Completano il volume gli studi grafici di alcuni personaggi, qualche striscia del vecchio Weird Vampy e delle versioni a matita delle tavole.
Questo primo numero è uscito in edizione normal, con una litografia di Lunetta, e una limited, con una litografia di Rubina. Nell’edizione limited ci sono quattro pagine in più, con contenuti «piccanti»: due tavole del banchetto/amplesso tra Rubina e una sua vittima, una tavola della seduzione di Rosanovella ai danni del principe Celestial e una splash page finale di Rubina. Diversi pure gli sketch presentati in appendice.

Risorse Web:
Sito ufficiale di Elena Mirulla
Pagina Facebook di Elena Mirulla
Weird-Vampy sul sito di Cronaca di Topolinia
Cronaca di Topolinia

domenica 30 aprile 2023

Weird-Vampy - N.0

Testata: NEW SEXY TALES, N.2 (Edizione limited)
Episodio: WEIRD-VAMPY, N.0 - UNA STRANA VAMPIRA
Testi, disegni e colori: ELENA MIRULLA
Copertina: ELENA MIRULLA
Lettering: ELENA MIRULLA
Pagine: 44
Edizione: CRONACA DI TOPOLINIA, 11-2022

Nel novembre 2022 Cronaca di Topolinia ha pubblicato il secondo numero della serie New Sexy Tales. La limited edition si presenta in versione flip flop, con una doppia cover, una delle quali dedicata alla nuova serie Weird-Vampy di Elena Mirulla. Il volume propone cinque pagine in grande formato con un’anteprima del fumetto, il cui primo numero è uscito lo scorso marzo.

Weird Vampy nasceva (senza trattino) già nel 2005, inizialmente proposto sotto forma di strisce nel blog “Weirdvampy”. Buona parte delle strip sono state poi pubblicate in “Brand New!” n.3, 4, 5 e 6 della Free Books e in “Nuvole elettriche Circus” di Shockdom, nel 2006. Molti elementi e personaggi della nuova saga comparivano già in questa prima incarnazione della serie, spesso con altri nomi, ma non poche sono le differenze.
Nelle venti strisce che compongono la saga in cartaceo (ma in totale avrebbero dovute essere una cinquantina), Lunetta, vampira di 160 anni di Locomostro, cerca di rendersi orrenda per una mega-festa in cui spera di farsi notare dal lupo mannaro Gmork, facendo intanto arrabbiare il gatto Sgorbio. Dopo alcune disavventure per acquistare l’alito di topo chiestole dalla madre, Lunetta incontra le gemelle Apathy, “mummie siamesi”, e la maliarda coatta Ruth. Denigrata dalle amiche, per colpa di un vampiro maleducato Lunetta non riesce neanche a confortarsi con un gelato al gusto 0 positivo. Alla fine la vampira dichiara il suo interesse a Gmork, provocando la fuga del licantropo.
Elena Mirulla ha poi dato forma ad altri personaggi vampireschi: è stata disegnatrice con Michela Cacciatore dei numeri 0, 1 e 2 di Vampire’s Tears (2010-2011), scritto da Daniela Zaccagnino e pubblicato da Cronaca di Topolinia. E nel 2013 del volume Zavor, lo spirito con la zavorra, divertente parodia di Zagor scritta ancora da Daniela Zaccagnino, dove compare la vampira Yelena Marga, caricatura del personaggio di Ylenia Varga.

Veniamo alla trama di questa anteprima della nuova versione di Weird-Vampy. Il Paese in cui si svolgono le vicende è la Landa di Mostrorror, che si trova nel mondo di Fentasì, da tempo in pace con la Contea di Kriminoir, il Regno di Fiabola, l’Isola di Avventoora, la Città di Fantashenz@ e la Vetta di Mitolojia.
A Mostrorror vivono due sorelle, le sensuali vampire Rubina e Lunetta Nosfigatu, con il gatto parlante Sgorbio. Rubina è una estimatrice del sangue umano, soprattutto se sgorga caldo dalla carne pulsante di un uomo, mentre Lunetta non vuole saperne di andare a caccia e si accontenta di bere gli avanzi della sorella, cercando intanto la giusta dieta vegana: da quando le uccisero i genitori, la madre strega e il padre vampiro, non è più riuscita ad avvicinarsi agli umani. Le sue abitudini le procurano gli sfottò dalle sue coetanee, ma questo non le impedisce di sperare in una storia d’amore con il licantropo Gmork.
Intanto nel Regno di Fiabola la principessa Rosanovella trama con il principe Celestial per conquistare Fentasì. Ma per raggiungere il suo scopo, Rosanovella deve prima neutralizzare un traditore, il mago di corte Arcadium.

Una strana vampira è una divertente presentazione dell’intrigante mondo creato dalla Mirulla, nel solco della erotic-comedy in chiave fantasy che costituisce la sua cifra narrativa. Divertenti le gag, come la tazza di “Starbugs” di Lunetta, i libri “Come allupare un lupo mannaro” e “Ricette vegane al sangue” di Maledetta Rossi letti dalla vampiretta, fino ai deliri da innamoratina «quasi guardata» dal ragazzo di cui è invaghita, imposti con inconsapevole sadismo al gatto Sgorbio.
I disegni sono molto curati, con le belle protagoniste dal look gothic-dark, disegni ricchi di particolari talvolta nascosti da cercare nelle tavole, con uno stile che costituisce un’originale sintesi tra il manga, il cartoon e il comic americano, di cui il volume riprende il grande formato.

Risorse Web:
Sito ufficiale di Elena Mirulla
Pagina Facebook di Elena Mirulla
Weird-Vampy sul sito di Cronaca di Topolinia
Cronaca di Topolinia

domenica 16 aprile 2023

Dampyr - N.277

Testata: DAMPYR, N.277
Episodio: RADIO VAMPIRA
Testi: GIORGIO GIUSFREDI
Disegni: FABIO BARTOLINI, MAJO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 04-2023

Il numero di aprile di Dampyr è pubblicato in duplice versione con allegati due magneti differenti: uno con la copertina del numero 1 e l’altro con la copertina del numero 17.

Il dj Night Knight annuncia su Radio Caos una puntata speciale di “L’ospite del venerdì sera”, in cui è protagonista niente meno che una non-morta. Agnese degli Ubaldi, questo è il suo nome, racconta la sua storia: ventenne, divenne vampira nel 1289, in una piovosa notte d’agosto, quando giunsero al castello il Maestro della Notte Krigar e i suoi non-morti. Furono uccisi tutti ad eccezione di Agnese, che, notata da Krigar per il suo temperamento ribelle e violento, fu trasformata in non-morta, rimanendo però padrona della sua volontà.
Il racconto si sposta al 1632, durante la Guerra dei Trent’anni, quando Agnese fu catturata dal colonnelo Drago delle armate imperiali, ovvero il Maestro Draka, che lei seguì in Italia. Ed eccola quindi nel maggio 1848, a sottrarre documenti agli uomini di Radetzky per conto di Draka, che all’epoca risiedeva nel castello di Roccabruna.
All’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Agnese rivide un’ultima volta l’amato Krigar, che le lasciò un pugnale con la sua materia organica, spezzando il legame con Draka e mettendola in condizione di risvegliare i suoi non-morti. Fu molto dopo la guerra che Krigar si risvegliò dopo una lunga catalessi per affrontare il Dampyr [nel n.165].
Terminato il racconto, finalmente Agnese svela le sue vere intenzioni: l’intervista alla radio ha il solo scopo di attirare il Dampyr, che proprio in quel momento arriva a Pisa. La resa dei conti ha luogo alla Rocca della Verruca, dove Agnese cerca la sua vendetta contro gli assassini degli Ubaldi, mentre Harlan scopre l’esistenza del Maestro della Notte Ryon.

L’episodio scritto da Giusfredi si sviluppa su un doppio binario temporale, che dà dinamicità e ritmo al racconto: la vicenda di Agnese, che si snoda attraverso i secoli, e la sua intervista alla radio nel tempo attuale. Il lettore non può che essere conquistato dal personaggio di questa giovane insofferente alle limitazioni imposte alle donne nel Medioevo, tanto che durante l’assedio al castello per prima cosa uccide la guardia incaricata dal padre di trattenerla nelle sue stanze. Risulta simpatico poi il dj Night Knight, per le sue colte citazioni rock e gli sfottò agli appassionati di trap, al centro delle scene ambientate nella stazione radio, dall’atmosfera notturna e intima. Come talvolta capita in Dampyr, la storia va avanti per un lungo tratto senza il titolare della testata, che compare solo a pagina 64, cosa che non intacca affatto l’efficacia di una storia avvincente e originale.
Sono davvero spettacolari, realistici e dettagliati, i disegni che Bartolini ha realizzato per questo albo. I suoi personaggi sono espressivi e ben caratterizzati. Le scene della battaglia e dell’assalto notturno al castello lasciano a bocca aperta per la perizia tecnica dell’artista, con accurate raffigurazioni di costumi d’epoca, di armi, di particolari architettonici esaltati dalla pioggia scriosciante.
Qualche pagina è stata realizzata poi da Majo, in particolare alcune splash page e le due pagine del flash-back finale.

L’albo, disponibile in edicola dal 4 di aprile, è stato proposto in anteprima alla rassegna Lucca collezionando il 25 marzo, in occasione del Radio Vampira Party, durante il quale i simpatici dj Tupa Nightwolf e Kaiser Fregi di Radio Duemila (che nell’episodio hanno “interpretato” il ruolo di non-morti di Krigar, oltre a fornire l’ispirazione per il personaggio di Night Knight) hanno allietato gli appassionati con un set all’impronta del rock di Queen, Guns n’ Roses e Iron Maiden, firmando albi e litografie con gli autori dell’albo, mentre Mauro Laurenti realizzava con maestria disegni estemporanei di Tesla e Harlan.




Risorse Web:
Scheda di Radio Vampira
Le matite di Bartolini per Dampyr!
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Scheda di Bartolini su SergioBonelli.it
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr
Radio Vampira Party!
Radio Duemila
Lo Scarabocchiatore intervista Giusfredi e Bartolini (diretta live il 20 aprile)

mercoledì 5 aprile 2023

Dampyr - N.276

Testata: DAMPYR, N.276
Episodio: IL CREPUSCOLO DEGLI DEI
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2023

Stalheim Hotel, Norvegia. Harlan e Kurjak sono con l’amico Starkad [incontrato nel n.203], che da un po’ di tempo vede delle apparizioni. Ma queste, più che fantasmi, sono scene del passato in cui l’uomo si ritrova immerso, comparse nello Stalheim e in altri alberghi, un tempo tutte cliniche Lebensborn. In queste strutture l’ordine del Sole Nero delle SS mise in atto un programma di eugenetica per incrementare le nascite degli ariani, in particolare di esseri umani dotati di poteri eccezionali da usare a fini bellici. Starkad nacque in uno di questi centri, il Godthaab, e fu cresciuto con altri ragazzi nella convinzione di essere la reincarnazione di eroi e divinità vichinghe.
Dopo l’ennesima visione di Starkad, i nostri scoprono che ad evocare queste scene del passato è un’altra dei “figli del Sole Nero”, Helsa, che collabora con il losco Sven della Balder Genetics ad un piano per catturare Starkad. Ben presto, però, Helsa svela le sue vere intenzioni: liberare il fratello Siegfried tenuto prigioniero della Balder Genetics, cavia degli esperimenti della cinica dottoressa Larsen, a cui Helsa si era rivolta perché curasse la sua sterilità. È proprio la Larsen, delusa dai risultati dei test su Siegfried, che vuole Starkad come nuovo soggetto per portare avanti le sue ricerche di genetica sugli individui nati nelle cliniche Lebensborn.

La storia di Venanzetti si sviluppa attorno alla vicenda dei figli del Sole Nero, esseri umani non solo frutto di esperimenti di laboratorio, ma soprattutto vittime di un indottrinamento che ne ha manipolato l’identità, destinandoli ad un’esistenza di solitudine preclusa ad ogni forma di integrazione e normalità.
Splendidi i disegni di Lozzi, ricchi di atmosfera, di un realismo dalla precisione fotografica ed espressivi nel raffigurare i volti dei personaggi, tutti molto ben caratterizzati. La scena di Starkad che vede i fantasmi è impreziosita da luci dal taglio cinematografico, che ne esaltano la drammaticità.



Risorse Web:
Scheda di Il crepuscolo degli dei
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 5 febbraio 2023

Dampyr - N.275

Testata: DAMPYR, N.275
Episodio: IL GIUSTIZIERE DI NEW YORK
Testi: ANTONIO ZAMBERLETTI
Disegni: GINO VERCELLI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 02-2023

Da qualche giorno in edicola il nuovo numero di Dampyr.

Venuti a sapere di un vigilante immune ai proiettili, Harlan, Tesla e Kurjak si recano a Manhattan, convinti che si tratti di un non-morto del branco del defunto Maestro Ixtlán. Il vigilante sembrebbe identico a Jason Baxter, agente pluridecorato della narcotici scomparso nel 1993 con il collega Hugh Stanton.
La giornalista Monica Baxter, figlia dell’agente, cerca da tempo di far riaprire il caso, ma la polizia continua a respingere le sue richieste con dei pretesti, in realtà in imbarazzo per alcuni casi di rapine sventate e assassinii di narcotrafficanti.
Giunti sul posto, i nostri si trovano nel mezzo di una lotta tra le gang di David Curtis, il cui fratello è stato ucciso da Baxter durante un tentativo di rapina, e quella di Charlie Torrisi. Quest’ultimo assicura Curtis della sua estraneità alla morte del fratello e gli propone una tregua, ma Curtis non gli crede e si prepara a colpirlo.
Intanto un altro non-morto giunge in città e si allea con Curtis nella lotta a Torrisi, chiedendogli in cambio di far fuori il Dampyr e i suoi sodali. Monica viene rapita per attirare in trappola Harlan e compagni, ma al loro fianco ci sarà proprio Baxter, che si rivelerà un alleato prezioso.

Il giustiziere di New York è una tipica crime story che contrappone il poliziotto buono, del tipo «poliziotto una volta, poliziotto per sempre», a quello corrotto, che ha ceduto alle tentazioni e alla corruzione come risposta alle difficoltà della vita, ma che alla fine si redime con un sacrificio.
Caso insolito per Dampyr, le tavole si compongono di disegni veloci, e dai tratti marcati. Non manca qualche tavola più accurata, come la bella splash di pagina 71 a sintesi della storia di Baxter.



Risorse Web:
Scheda di Il giustiziere di New York
Antonio Zamberletti su Wikipedia
Gino Vercelli su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 29 gennaio 2023

Dracula, Dracul, Vlad?, Bah...

Titolo: DRACULA, DRACUL, VLAD?, BAH...
Titolo originale: DRACULA, DRACUL, VLAD? BAH
Testi: ALBERTO BRECCIA
Disegni e copertina: ALBERTO BRECCIA
Pagine: 80
Edizione originale: COMIX INTERNACIONAL, 09-1984/02-1985
Ed. ital.: ALESSANDRO EDITORE / EDITORIALE COSMO, 12-2022

Alessandro Editore ha riproposto di recente una nuova edizione del Dracula di Alberto Breccia. Cinque gli episodi che compongono questa storica saga.

L’ULTIMA NOTTE DI CARNEVALE
Venezia. Tra i colori sgargianti della folla in festa per il Carnevale spicca la macchia nera del mantello di Dracula, con la faccia mortalmente pallida, grosse labbra rosse e lunghi canini. Il vampiro nota un’avvenente donzella dai lunghi capelli ricci che sembra ricambiare il suo interesse. La segue attraversando la città fino a un vicolo deserto, dove può finalmente aggredirla per placare la sua sete. Ma non ha fatto i conti con la modernità, rappresentata da un nerboruto superman americano.

LATRANS CANIS NON ADMORDET
Dracula è nervoso, ma il dolore che prova ai denti non gli lascia scelta: mandata a chiamare la carrozza, si mette in viaggio. Il suo passaggio dissemina il terrore tra gli abitanti dei villaggi, finché non raggiunge la sua destinazione: il dentista (solo in uno sketch compare il nome, Dr. Sabacus). Dopo la dolorosa cura, il vampiro torna al castello, pronto a ricevere il suo ospite... o no?

UN CUORE TENERO E SCONSOLATO
Al calar delle tenebre, Dracula si leva dalla bara. È d’umore malinconico e si strugge d’amore per la sua bella. Scortato dai lupi, giunge al limitare di una rupe che sovrasta il villaggio e spicca il volo per raggiungere la casa della sua amata, evidentemente defunta. Ma quando si parla di vampiri, si sa, certe condizioni non è detto che siano irreversibili.

NON SONO PIÙ LEGGENDA
A spasso per la città, Dracula osserva scene agghiaccianti: gente che esce con gambe umane dalla “Macelleria di Stato”, persone che sbudellano cani, gruppi di pacifisti che vengono massacrati dalle forze dell’ordine, madri che piangono i figli morti, torture, esecuzioni sommarie, gente che muore di fame sotto rassicuranti manifesti pubblicitari della Coca-cola. C’è poco da fare: Dracula non può competere con simili orrori!

POE? PUAF!
Un corvo entra da una finestra e si posa su un busto di Minerva nello studio di Edgar Allan Poe. Lo scrittore mette il soprabito e si reca alla taverna, dove ci dà dentro con la bottiglia. Esce barcollante dal locale e si imbatte nel suo inseguitore: Dracula!

Il Dracula di Breccia è un intenso, originale, sovversivo capolavoro dell’arte sequenziale, in cui il disegno si fa racconto. Una particolarità di quest’opera è, infatti, la mancanza di balloon, per cui le vicende sono sviluppate esclusivamente attraverso le immagini. Brevi e gustosissimi gli episodi, carichi di un’amara ironia e talvolta portatori di vera denuncia. Breccia pubblicava nell’Argentina della dittatura del generale Galtieri, e come molti intellettuali era sotto il mirino dei militari, tanto da ricevere minacce di morte. Significativa a tal proposito una sua nota citazione: «Ho iniziato Dracula in piena repressione. L’ultimo episodio che ho disegnato fu “Non sono più una leggenda” e a quell’epoca la dittatura era molto più debole. D’altra parte, se si fossero accorti che, per esempio, in una pagina avevo scritto “Macelleria di Stato”, mi avrebbero fucilato di sicuro». Quest’atmosfera di minaccia e di assedio si respira palesemente nelle storie, i cui personaggi partecipano a un curioso giuoco delle parti: le vittime, sedotte dal potere, sembrano conniventi coi i carnefici, i ruoli spesso si confondono, e talvolta si fa fatica a capire chi sia il vero cattivo. Lo stesso vampiro è protagonista di tenerezze improbabili e in alcuni casi diventa vittima a sua volta.
Lo stile grafico è barocco, esagerato, ricercato, ricco di dettagli, in un trionfo di anatomie deformate, caricaturali, e di colori. In particolare l’episodio Non sono più leggenda si pregia anche di tocchi espressionisti, che ritraggono l’orrore di una folla massacrata con la giusta sintesi grafica ed enfasi drammatica.
Riguardo all’edizione, rimane ineguagliato il più costoso (e ormai difficilmente reperibile) volume della Comma 22, che ha più del doppio di tavole di sketch, una superiore qualità di stampa, un corredo critico e un formato leggermente più grande. Alessandro Editore propone un ragionevole compromesso tra qualità e prezzo, un’occasione in più per procurarsi un’opera imprescindibile, da leggere, rileggere e ammirare.

Risorse Web:
Alberto Breccia su Wikipedia
Scheda del fumetto su EditorialeCosmo.it
Editoriale Cosmo
Alessandro Editore
 

giovedì 12 gennaio 2023

Dampyr - N.274

Testata: DAMPYR, N.274
Episodio: LA PROGENIE DI ROTHGAR
Testi: CLAUDIO FALCO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2023

In edicola il numero di gennaio di Dampyr.

Harlan riceve una telefonata da Malena Manzi, una giovane e coraggiosa donna che conobbe quando incrociò la strada del Maestro della Notte detto il Condor [n.67]. Ora Malena fa l’avvocato a Buenos Aires e si dedica alla causa delle “Abuelas de Plaza de Mayo”, associazione che cerca di rintracciare i desaparecidos e restituirli alle loro famiglie. Malena ha contattato Harlan per chiedere il suo aiuto, poiché un paio di giorni prima un’anziana dell’associazione ha visto il capitano Prieto presso il ritrovo della barra de los combatientes, una banda di criminali. Prieto era un ufficiale dell’esercito, zelante torturatore per conto della Dittatura, che ha conservato l’aspetto di quarant’anni prima, benché ufficialmente morto nel 1983.
Il giorno dopo, Malena si reca al Ministero della Difesa per consultare il fascicolo di Prieto. La cosa viene notata e la sera l’avvocato riceve la visita di due sgherri del Capitano. Per sua fortuna, Harlan e Kurjak giungono nello stesso momento e mettono in fuga i due malintenzionati. I nostri decidono di non rimanere con le mani in mano e fanno la prima mossa. Cercando il rifugio di Prieto, in realtà un non-morto trasformato a suo tempo dal Condor, si troveranno così sulle tracce di Rothgar, un Maestro della Notte dedito fin dal periodo nazista a spietati esperimenti su donne incinte, con cui cerca da decenni di creare una «stirpe superiore».

Falco realizza una storia tra avventuroso e poliziesco, calando i nostri eroi in un contesto di orrori reali, strascichi dell’Argentina della dittatura. Il villain nazista e creatore di mostri non può non ricordare il Von Reichter della Cybersix di Trillo e Meglia, ma è portatore di temi e intenti completamente diversi, sviluppati in un contesto urbano di odiosa violenza. A questi si aggiunge il tema del mostro che, visto da tutti come una minaccia, non è che un’altra vittima del vero carnefice. E a capirlo, in quanto per certi versi a lui simile, è solo e unicamente Harlan.
Assai nitidi e precisi i disegni di Del Campo, che pone estrema cura in particolare nel rendere gli elementi architettonici, spesso utilizzati per avvicinare all’azione, ma che riesce a dare espressività persino a un orrendo mostro. L’uso accurato delle ombre dà profondità alle scene, che risultano realistiche e ricche di particolari.



Risorse Web:
Scheda di La progenie di Rothgar
Pagina Facebook di Claudio Falco
Pagina Facebook di Andrea Del Campo
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 4 dicembre 2022

Dampyr - N.273

Testata: DAMPYR, N.273
Episodio: LA SCUOLA TRA I FIORDI
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 12-2022

Il nuovo episodio di Dampyr propone una storia natalizia ambientata in Islanda.

Secondo una leggenda islandese, nelle settimane che precedono il Natale, gli Jóslaveinar, i tredici troll figli della strega Gryla e dell’orco Leppaludi, vanno a trovare i bambini lasciando dei doni o facendo dei dispetti. Come però scoprirono a loro spese gli allievi dell’isolata scuola di Frodistadir, tra i fiordi del nordovest dell’isola, i troll e la loro malvagia madre sono ben più che una leggenda: una notte del 1958, quando ricevettero la loro visita, solo il piccolo Aki Baldursson riuscì a salvarsi.
Oggi, 21 dicembre: la scuola è semideserta per le vacanze. Rimangono solo sette ragazzini, insieme al custode e alla moglie, al vicedirettore Ragnarsson e alla maestra Freya Jónsdottir, la ragazza vent’anni addietro rapita da Gryla [nn.33-34]. Freya rimane turbata da un graffito con il nome della strega su un davanzale, e ha dei brutti presentimenti sul vicedirettore Ragnarsson, che deve rientrare a casa con il buio e sulla strada ghiacciata.
Nella scuola iniziano a verificarsi strani fenomeni: durante un blackout al guardiano sembra di essere osservato da qualcuno, delle sagome compaiono fuori nella tormenta e il giovane Niels vede una bambina sconosciuta che lo attira in un’ala abbandonata dell’edificio. Informato dal custode della possibile presenza di molestatori, Ragnarsson decide di raggiungere la stazione di Holmavík, affrontando un viaggio estremamente pericoloso.
Harlan è messo in allarme dai sogni di Gudrun, sacerdotessa del culto pagano di Asatru, e dalle preoccupazioni di Jón, il padre di Freya. I tre affrontano il viaggio per Frodistadir e il loro arrivo sarà provvidenziale per salvare Freya e i bambini, nel mezzo di un vero e proprio assalto da parte di Gryla e degli Jóslaveinar, evocati dalle azioni dei protagonisti della tragedia del 1958.

Boselli ci dimostra che il Natale può essere davvero terrificante, con una storia in cui l’orrore cresce pagina dopo pagina, anticipato da sogni premonitori, visioni, segni. Il racconto ha come base il folklore dell’affascinante leggenda di Gryla e dei suoi troll, su cui si innestano l’elemento fantastico delle presenze spettrali nella scuola, prefigurato da indizi disseminati qua e là dall’autore, e l’orrore ben più spaventoso, in quanto tristemente reale, della pedofilia.
Nelle stupende tavole del maestro Rossi ritroviamo le tipiche fattezze con spigoli aguzzi dei suoi personaggi. Sempre molto evocativo il suo tratto, che si adatta perfettamente a questo sinistro racconto. Terrificanti i suoi mostri, ma ancora più spaventose le ombre: sagome evanescenti, se sognate, o appena accennate se intraviste dai personaggi, e per questo ancora più inquietanti.



Risorse Web:
Scheda di La scuola tra i fiordi
Mauro Boselli su Wikipedia
Luca Rossi su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

giovedì 1 dicembre 2022

Dampyr - N.272

Testata: DAMPYR, N.272
Episodio: ORRORE A HYDE COURT
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA, MICHELE RUBINI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2022

L’episodio di Dampyr di novembre conclude la storia doppia iniziata con Gli spettri di Youghal.

Liberato da Maud e guidato dallo spettro di Buttimer, Harlan raggiunge la stanza dove l’infermiera Roisin è alla mercé dei bambini cannibali di Hyde Court. Il Dampyr mette fuori gioco una delle guardie e Florence, l’assistente di Vernon, dando la possibilità a Maud di allontanarsi con Roisin. Florence, però, si riprende subito e si mostra con il suo aspetto di demone della Dimensione Oscura: il suo vero nome è Fenriss. Nello scontro che segue, ha la peggio uno dei bambini: Harlan va su tutte le furie e carica la demonessa, cadendo con lei fuori dalla finestra.
Mentre i bambini cannibali si occupano di un’altra guardia, i fantasmi di Youghal mostrano a Maud e Roisin la strada per una stanza segreta nella soffitta, dove le due si rifugiano. Messa al sicuro la ragazza, Maud deve però uscire allo scoperto per salvare Fred, che viene torturato nel cortile da una guardia, sotto gli occhi compiaciuti di Vernon.
Aggiornato Watkins sulla situazione e affrontato Byrne, Harlan riesce a portar via Richards e a condurlo all’interno di una cappella. Ma per salvare i ragazzi disabili, il Dampyr è costretto a consegnarsi, promettendo di unirsi ai seguaci del culto di Thorke in cambio della liberazione dei suoi amici. Verneris, questo il vero nome di Vernon, sta al gioco e accetta.
Il demone spiega che lui e Fenriss erano esponenti della nobiltà e predicatori del culto di Thorke, ucciso per l’intervento di Harlan. Come raminghi, ovvero viaggiatori del Multiverso, vennero messi al bando, e giurarono vendetta. Verneris, in effetti, non mira a un’alleanza: ha semplicemente attirato Harlan in una micidiale trappola, a cui il Dampyr, da solo, non potrà sfuggire.

Questa seconda parte dell’avventura di Youghal, più incentrata sull’azione della precedente, è raccontata con ritmo veloce e serrato. Alcuni personaggi vengono messi in situazioni limite, faccia a faccia con la morte, e devono fare l’impensabile per sopravvivere: è il caso della dolce e tranquilla Roisin, che deve tirare fuori tutta la cattiveria e la forza di cui è capace. Dall’altro lato spicca l’arroganza del forte, il potente Verneris, che commette il grave errore di sottovalutare i suoi avversari. Nell’ultima parte la storia prende una piega dark fantasy, in cui scopriamo molti aspetti del mondo della Dimesione Oscura. Toccante poi il finale, in cui Maud rivede il suo rapporto con Fred, dopo aver temuto di perderlo, e in cui decide di prendersi cura delle ragazze che tanto hanno sofferto con lei in questa brutta avventura.
Le chine di Genzianella ritraggono efficacemente il mondo da incubo in cui sono precipitati i nostri eroi, popolato dai malvagi adepti di Thorke e da enormi e spaventevoli mostri – come vermi e insettoidi – giunti da altre dimensioni. Una quindicina di tavole sono realizzate da Rubini, che ci delizia con un bellissimo “inserto” con panoramiche della Città Nera, formato da una splash, una doppia splash e una vignetta quadrupla, in cui ammiriamo le stranianti geometrie e le sfuggenti architetture della capitale della Dimensione Oscura (pp.61/64).



Risorse Web:
Scheda di Orrore a Hyde Court
Mauro Boselli su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Pagina Facebook di Michele Rubini
Reel con l’inserto sulla Città Nera
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

martedì 29 novembre 2022

Dampyr - N.271

Testata: DAMPYR, N.271
Episodio: GLI SPETTRI DI YOUGHAL
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 10-2022

L’episodio di ottobre di Dampyr presenta la prima parte di una storia doppia.

Il professor Fred Richards, in vacanza a Youghal, nella contea irlandese di Cork, è al telefono con la medium Maud Nightingale, ricordando i bei vecchi tempi. I due vi erano stati insieme trent’anni prima per indagare sul caso della nave fantasma “Nellie Fleming” e dello spettro del marinaio Joe Buttimer, morto annegato nel 1913: la ricerca fu infruttuosa. Maud accetta l’invito di Fred a raggiungerlo, chiarendo però che sarà solo una rimpatriata tra amici.
Due giorni dopo Maud è all’albergo, ma Fred è scomparso: secondo Watkins, l’albergatore, sarebbe stato sorpreso dall’alta marea mentre passeggiava sul lungomare. La notte, guardando dalla finestra, a Maud sembra di vedere l’amico camminare nella nebbia e si precipita fuori. Mentre sta per essere raggiunto, Fred sparisce nel nulla, poi Maud vede un marinaio, che sembra essere lo spettro di Buttimer. La medium lo segue fino alla spiaggia e, senza rendersene conto, si trova circondata dall’acqua. Per sua fortuna viene appena in tempo tratta in salvo da Watkins. Il giorno seguente Harlan la raggiunge, per affiancarla nelle ricerche.
Location del film Moby Dick del 1956, Youghal aveva conosciuto in quel periodo una stagione fortunata per il turismo, ma nei decenni successivi era stata colpita da una profonda crisi economica. Di recente è arrivato però Vernon, un investitore che sembra voler risollevare le sorti della cittadina, dove ha comprato molti immobili e avviato delle attività. Le indagini di Harlan e Maud sembrano ruotare prorpio attorno a Vernon e alla sede della sua impresa a Hyde Court, un ex convento adibito a scuola dove sono ospitati molti ragazzi della città. Harlan ottiene un appuntamento con l’imprenditore, che però mostra di sapere chi ha davanti e lo fa prigioniero. Maud riesce a raggiungere Harlan intrufolandosi con un gruppo di disabili, accompagnati dall’infermiera Roisin. Liberare i suoi amici sarà impresa ben più difficile, essendo i due chiusi sul fondo di altrettanti pozzi, senza acqua e cibo, se non dei cadaveri messi lì perché cedano al richiamo del cannibalismo.

Boselli intesse una trama molto articolata, sviluppando una storia cupa e sottilmente inquietante, in cui ben tratteggia l’atmosfera di degrado e di abbandono della cittadina spopolata e impoverita. Buona parte dell’episodio mira a far montare l’ansia e la suspense, con allusioni a loschi personaggi, sparizioni di persone e apparizioni di spettri, fino a culminare nella sequenza in cui Harlan risale il pozzo verso la botola, che il lettore non sa se aperta o meno da Maud, la quale intanto cade nelle grinfie di Vernon. Il finale è squisitamente horror, con bambini cannibali spietati e affamati, che si avventano su una povera ragazza.
Genzianella traduce graficamente l’atmosfera da incubo della storia, con paesaggi nebbiosi e talvolta indefiniti, cesellando l’orrore sui volti dei personaggi, soprattutto nelle impagabili espressioni di Maud che trasmettono magistralmente sorpresa, sconcerto, paura, disperazione, disgusto. Se i personaggi umani di solito sono leggermente stilizzati, i mostri vengono resi con fattezze meno nitide, come avvolti nel velo del sogno, e spesso immersi nel buio – di cui probabilmente sono diretta emanazione.



Risorse Web:
Scheda di Gli spettri di Youghal
Mauro Boselli su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 26 novembre 2022

Dylan Dog - N.427

Testata: DYLAN DOG, N.427
Episodio: LA VITA E IL SUO CONTRARIO
Testi: GIGI SIMEONI
Disegni: GIGI SIMEONI
Copertina: GIANLUCA e RAUL CESTARO
Lettering: ALESSANDRA BELLETTI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 04-2022

L’albo di aprile di Dylan Dog ospita una storia vampiresca, scritta e disegnata da Gigi Simeoni.

Leggendo del ritrovamento di un cadavere mummificato in un’antica cripta a Chelmsford, Dylan Dog nota un curioso particolare: con il corpo c’erano gli appunti di un progetto intitolato Deadly Birth (“Nascita mortale”). Nel suo archivio e all’emeroteca Dylan scopre altri vecchi casi, il più vecchio datato 1888, di cadaveri mummificati collegati a opere i cui titoli mettevano insieme nascita e morte.
Delle indagini sulla mummia di Chelmsford si occupa il sovrintendente Bloch, che viene informato dal medico legale della presenza sul cadavere di un foro che va dal canale auricolare alla giugulare, attraverso cui è stato estratto tutto il sangue mentre l’uomo era ancora in vita.
Nel frattempo Groucho è nel pieno di un’esplosione creativa, e decide di iscriversi a un corso di scrittura. Qui conosce l’affascinante Lucilla Vandermeer, che sembra apprezzare molto le sue battute e la sua creatività. La sera, nella stazione della metropolitana, Lucilla subisce un tentativo di stupro, ma dopo essere fuggita nella galleria della metropolitana, si salva misteriosamente, mentre l’aggressore viene ucciso e appeso al soffitto, per poi essere investito dal treno.
Presi nel vortice di eventi sempre più bizzarri, senza saperlo Dylan, Bloch e Groucho sono diventati i protagonisti dell’ultimo capitolo di un romanzo che viene composto da secoli da una spietata vampira, a cui l’indagatore dell’incubo e il suo assistente, portando avanti le indagini, finiranno pericolosamente vicini.

L’episodio è originale e divertente, trainato da un Groucho scatenato, che dà alla storia un taglio tragicomico. Impagabili le le sue contintue gag, come: «L’ossimoro è l’accostamento di parole di significato opposto: “felicemente” e “sposati”, “buon” e “avvocato”…», e via di seguito su questo tono.
Interessante il personaggio della vampira, di cui dice molto il romanzo che sta scrivendo: «La storia di una ragazza ingenua che scopre la libertà data dalla conoscenza… e giura a se stessa di non morire mai finché non avrà in sé tutto il sapere dell’umanità». Un’intrigrante motivazione per l’immortalità… peccato poi sia sbugiardata da Dylan che ne svela l’arroganza e la vanità. Esilarante poi il grottesco personaggio di Havilland, il presuntuoso maestro del corso di scrittura, una delle diverse stoccate dell’autore a un certo modo di far soldi sulla pelle degli aspiranti scrittori.
I disegni sono dettagliati e la regia accurata, a volta con inquadrature strettissime che esaltano la drammaticità di alcuni passaggi, come primi piani e tagli di occhi in allarme. Cifra tipica dell’albo è la suddivisione ricorrente della tavola in quattro righe, di cui due strette e lunghe, a dare risalto a determinati particolari: il Maggiolone, dei piedi in corsa, un telefono. Simeoni si scatena graficamente nel finale: dopo un viaggio interdimensionale di Dylan mostrato sotto lenti deformanti, veniamo portati nell’antro della vampira, il cui centro è un leggio con il grosso libro circondato da ghirigori di un inchiostro hitchcockianamente nero sangue.

Risorse Web:
Sito ufficiale di Simeoni
Gigi Simeoni su Wikipedia
Scheda di La vita e il suo contrario
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dylan Dog

domenica 20 novembre 2022

Dampyr alla Feltrinelli di Milano

A distanza di un paio di settimane dall’uscita del film e in occasione della riedizione di Il figlio del diavolo in un volume con un ricco apparato dedicato alla pellicola, si è tenuto alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano un incontro con i creatori di Dampyr: lo sceneggiatore e co-creatore del personaggio Mauro Boselli, i disegnatori Nicola Genzianella e Majo, il regista Riccardo Chemello, gli sceneggiatori Mauro Uzzeo, Alberto Ostini e Giovanni Masi.
In un’atmosfera festosa, nella consapevolezza dell’importanza di questo passaggio storico per la Bonelli, l’evento è condotto briosamente da Uzzeo, che modera la discussione, intervallata dalle proiezioni del trailer e di un documentario sul making of.

Mauro Boselli trova che il film sia un’opera eccezionale, che conserva lo spirito dei personaggi e della storia: nel guardarlo confessa di essersi commosso. La Bonelli Entertainment è partita con Dampyr per una questione di diritti, già a disposizione dell’editore, ma anche perché è una storia di formazione iconica (l’eroe si scopre tale durante la storia) e perché i primi due albi si prestavano bene a una trasposizione cinematografica. Boselli e Maurizio Colombo, co-autore del soggetto, discussero a lungo della sceneggiatura con Andrea Sgaravatti, uno dei produttori. Poi Boselli si occupò del trattamento e venne girato il primo trailer promozionale, che venne montato dallo stesso Colombo.
La parte del film che Boselli preferisce è quella iniziale, la più realistica, in cui a suo avviso Chemello ha espresso pienamente la sua poetica del reale. Anzi, argomenta ancora Boselli, il film è meno crudo e horror del fumetto, è una versione un pochino edulcorata, più avventurosa e fantasy, che forse Sergio Bonelli avrebbe apprezzato più del fumetto stesso.

Riccardo Chemello racconta che venne folgorato da ragazzo dal film Yamakasi prodotto da Luc Besson e iniziò a praticare il parkour. Diventò così filmaker di video di questo sport e in seguito di spot pubblicitari. Fu catapultato nel mondo di Dampyr nel 2018, quando fu contattato da Sgaravatti: vide il pitch (una breve presentazione realizzata dal produttore), lesse i primi due albi e se ne innamorò, decidendo di tuffarsi nel progetto. Leggendo poi gli albi successivi trovò una «base di partenza stellare» su cui poter creare uno storyboard e un buon addattamento visivo.
Una delle sfide più eccitanti del film è stata per lui quella del setting, cioè trovare le location: dopo molto tempo speso infruttuosamente in Serbia, si optò per la Romania, e in particolare fu scelto come set di Yorvolak un paesino di etnia Rom nel cuore della Transilvania. Questa affannosa ricerca era necessaria per una precisa scelta del regista, che non voleva usare blue screen o green screen, perché questa modalità di ripresa richiede agli attori uno sforzo di immaginazione che, a suo avviso, rovina l’interpretazione. Era importante, per Chemello, che gli attori «sentissero il profumo della storia».

Majo considera una fortuna aver potuto lavorare sui personaggi di Dampyr fin dalla loro nascita, mentre in Tex ha fatto più fatica, essendo un personaggio già esistente. Vedere in carne e ossa i suoi disegni e i suoi personaggi lo ha emozionato: ha ritrovato sullo schermo le scene che aveva immaginato nella mente prima di tradurle in disegni.
Ricorda Boselli che Stuart Martin ha dichiarato di essersi ispirato, per il personaggio di Kurjak, alle facce e alle inquadrature che Majo realizzò per i primi piani del fumetto. Majo è anche autore delle immagini del libro che Harlan scopre alla fine del film.

Nicola Genzianella, tra gli autori più longevi di Dampyr, dichiara di voler proseguire felicemente la convivenza più che ventennale con i suoi personaggi, poiché si diverte sempre molto a «farli recitare». Ciò non toglie le difficoltà del suo lavoro, che richiede una grande documentazione, come ad esempio nella realizzazione grafica del villaggio di Lukomir nella saga Le origini. L’artista ha molto apprezzato l’interpretazione che ha dato Stuart Martin di Kurjak, anticipando che potrebbe trarne ispirazione per la futura realizzazione grafica del personaggio.

Secondo Alberto Ostini, Dampyr è un film sulla ricerca dell’identità, da parte di Harlan e di Kurjak, e di un’umanità perduta da parte di Tesla. Per la trama gli sceneggiatori hanno cercato di cambiare il meno possibile la storia originale, più che altro attualizzandola, visto che sono passati vent’anni dall’uscita del primo volume a fumetti.

Giovanni Masi considera i primi due numeri di Dampyr una origin story perfetta. Il difficile, per il lavoro di sceneggiatura, è stato più che altro il linguaggio, perché il cinema negli ultimi vent’anni è cambiato molto. Il lavoro di adattamento, comunque, si è svolto in uno spirito di fedeltà ai personaggi originali, cercado di «mantenere il cuore». Anche perché, scherza Masi, altrimenti c’era Boselli che li bacchettava e li riportava sui binari… ma con «garbo e buone maniere»!

Mauro Uzzeo conclude l’incontro ricordando l’emozione di aver scritto la scena in cui Harlan si taglia la mano e fa scorrere il sangue sui proiettili. In quel momento si è detto: «Ehi, stiamo proprio facendo Dampyr!».

E noi ci auguriamo che quest’ottima squadra metta presto mano a un secondo capitolo, per il quale si vocifera già di possibili location e antagonisti…




Risorse Web:
Pagina dell’evento su SergioBonelli.it
Scheda del volume Il figlio del diavolo
Mauro Boselli su Wikipedia
Majo su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Canale Youtube di Riccardo Chemello
Mauro Uzzeo su Wikipedia
Alberto Ostini su Wikipedia
Giovanni Masi su Bao Publishing
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook del film

giovedì 17 novembre 2022

Fumetto e cinema in 3D: Diabolik, Dampyr, Don Camillo

La scorsa domenica, 13 novembre, si è tenuto a Galliate, nella meravigliosa cornice del Castello Visconteo Sforzesco, l’interessante incontro “Fumetto e cinema in 3D: Diabolik, Dampyr, Don Camillo”, a chiusura della rassegna “Dreaming. Il fumetto sul grande schermo”, accompagnata da una mostra in cui erano esposte, tra numerose opere e vetrine, sette tavole dello storyboard di Dampyr.
Presentato dall’illustratore Bruno Testa e moderato dallo sceneggiatore e youtuber Ivan Pelizzari (autore di varie interviste allo staff del film di Dampyr), l’evento ha visto gli interventi di Davide Barzi, scrittore e autore per varie testate, tra cui Martin Mystère e Dampyr (N.262), e di Cristiano Spadavecchia, disegnatore e storyboard artist del film di Dampyr. Avrebbe dovuto essere presente anche Daniele Statella, putroppo impossibilitato per problemi personali.

Barzi, autore di un volume biografico sulle sorelle Giussani dal titolo Le regine del terrore (pubblicato da Editoriale Cosmo / Nona Arte nel 2019), ha trattato in particolare Diabolik, della cui nascita ha rivelato qualche retroscena (materiale del capitolo “cose da non fare” nei suoi corsi di sceneggiatura, come ad esempio pubblicare un numero uno senza aver pronto il due!), e di cui un nuovo film è in uscita in sala in questi giorni. Si è passato quindi ai fumetti di Don Camillo, dei quali Barzi scrive le sceneggiature per i tipi della ReNoir Comics: in particolare l’autore ha messo qui in luce i rapporti e le differenze tra i racconti di Guareschi, i film e i graphic novel.

La parola passa a Spadavecchia, che ha spiegato il suo lavoro per Dampyr. Come normalmente avviene, anche in questo caso lo storyboard è stato realizzato in anticipo rispetto al piano di lavorazione delle riprese, permettendo così al regista di supportare la stesura dello stesso.

Spadavecchia è disegnatore per la Bonelli, ma ha anche esperienza nel settore cinematografico come storyboarder, per cui è risultato la persona più indicata per questo compito. Inoltre, non essendo un disegnatore di Dampyr, ha potuto fornire al regista una chiave di lettura visiva diversa rispetto ai colleghi che maneggiano quotidianamente il personaggio.
Lo storyboard per un film, continua l’artista, si discosta dalle tavole di un fumetto perché non necessita di effetti sonori, di movimenti, e di colori (se il fumetto è in bianco e nero).
Quasi tutto lo storyboard è stato trasposto in immagini ed è finito nella versione finale del film, tranne pochissime scene tagliate, che potrebbero migrare nel sequel. Ci sono state comunque piccole modifiche, come movimenti che qualche attore non è riuscito a riprodurre o riprese più larghe, ma nulla più che piccoli aggiustamenti registici. Spadavecchia ha quindi avuto una certa libertà, mentre la sceneggiatura è stata attentamente controllata dalla Bonelli, e ne sono state redatte parecchie stesure.
L’artista ha realizzato da solo lo storyboard per Dampyr, mentre ha lavorato con altri cinque sei colleghi per il cartone animato di Dragonero. Questo perché per i film basta una tavola ogni dieci secondi circa, mentre per i cartoon sono necessari molti più disegni, poiché per questi lo storyboard deve essere molto più vicino alla resa finale.

Ad arricchire gli interventi sono stati proposti due video. Un primo contributo è arrivato da uno dei curatori degli effetti speciali di Diabolik – Ginko all'attacco!, per il quale, al contrario di Dampyr, sono state effettuate molte riprese su green screen ed è stata necessario un massiccio lavoro di post-produzione al computer.
Per Dampyr è stato proiettato un documentario, di sette otto minuti, con il dietro le quinte e stralci di interviste agli interpreti e ai produttori. Una vera chicca che ci ha deliziato con scene inedite, con i set e il regista all’opera, e che potrebbere diventare un contenuto extra del dvd che verrà.


Risorse Web:
Biografia di Cristiano Spadavecchia su SergioBonelli.it
Biografia di Davide Barzi su SergioBonelli.it
Canale YouTube di Ivan Pelizzari
Pagina LinkedIN di Bruno Testa

sabato 12 novembre 2022

Dampyr - N.270

Testata: DAMPYR, N.270
Episodio: KILLER HOSPITAL
Testi: ANDREA CAVALETTO
Disegni: FABIANO AMBU
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 09-2022

Mosca, 2017. Nel parco dell’ospedale abbandonato di Hovrino viene ritrovato il corpo dissanguato di uno skater, ucciso mentre girava dei video per internet. Tra i suoi amici dispersi c’è Katja, la figlia di una vecchia fiamma di Ringo Ravetch, il quale aveva promesso di badare a lei. Ringo, trafficante di armi ma anche corrispondente di Caleb, comunica la notizia, e i nostri tre cacciatori in breve lo raggiungono, sospettando la presenza di un branco di non-morti. Harlan, Tesla e Kurjak, guidati dal Ravetch, si ritrovano davanti a un mostro di cemento, che è luogo di sparizioni, delitti e suicidi, e anche una piazza di spaccio, dove la polizia evita di mettere piede.
Esplorando l’edificio, i nostri vi trovano le tracce di riti satanici, collegati a tale Club Nimostor. Poi si imbattono in Raf, cavia di spietati esperimenti nei laboratori della Temsek, da cui questi fuggì grazie a un intervento di Harlan e soci nel 2009. Raf, apparentemente delirante, dice loro della presenza degli upyr, vampiri in cui ben presto i nostri si imbattono mentre attaccano un gruppo di mafiosi della kombinatzjia. L’intervento dei nostri nello scontro libera Oleg, un affiliato che, dopo uno sgarro al suo boss, stava per essere giustiziato.

La ricerca continua, così, con l’aiuto del recalcitrante Oleg, che sembra ben informato sulle pratiche della setta e su cosa accada in quel luogo.
Raggiunto finalmente il famigerato quinto piano, tra varie vicissitudini, i nostri eroi ritroveranno Katja e, grazie anche all’aiuto di Raf, potranno affrontare i folli adepti della setta e lo spaventoso Nimostor.

Con questa sua prima storia di Dampyr, Cavaletto ci porta nel mondo fosco di un edificio che è ben più di un ambiente, risultando di per sé un vero e proprio personaggio. Orrendo mostro dell’architettura comunista sorto su un cimitero militare, con sotterranei allagati da un’acqua rossastra come sangue, il Killer Hospital attira, ingurgita e assorbe le vite dei disadattati, dei disperati, dei criminali, di chi cerca avventure ed emozioni facili, ma che vi trova la morte o la perdizione. Il tema satanista, già sviluppato dall’autore in particolare nel fumetto underground Paranoid Boyd, ritorna qui con il culto di Nimostor, che è sì uno dei Grandi Antichi dimenticati sulla Terra, ma al tempo stesso è l’anima stessa dell’ospedale, sorta di genius loci votato al male.
Nell’atmosfera claustrofobica di questo luogo infernale, Cavaletto ritrae un’umanità folle e senza speranza, che ha perso i suoi punti di riferimento e i suoi ideali, ormai condannata al nichilismo e all’autodistruzione.

Disegni cupi e pieni di ombre, quelli di Fabiano Ambu. I volti dai tratti decisi e spigolosi dei personaggi ben esprimono l’angoscia e la follia calamitate e amplificate dal luogo. Ambu si dimostra grande maestro nel ritrarre architetture stranianti, negli esterni come negli interni: l’edificio in rovina diventa un labirinto dell’anima, popolato da mostri infernali, tra terribili cenobiti e inquietanti zombi.



Risorse Web:
Scheda di Killer Hospital
Andrea Cavaletto su Wikipedia
Pagina Facebook di Andrea Cavaletto
Sito web di Fabiano Ambu
Pagina Facebook di Fabiano Ambu
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr