Un viaggio nel mondo dei Vampiri, e nel lato oscuro della nostra anima, attraverso letteratura, cinema, fumetti, videogiochi, gdr: da Dracula a Nosferatu, da Carmilla a Buffy, da Io sono leggenda a The Vampire Diaries!
Titolo: IL CARTAVOLANTE, N.7 - BRAM STOKER DRACULA Testi e lettering: LAURA E LUISA LODETTI Copertina e illustrazioni: ELISABETTA STOINICH Prima edizione: ABEDITORE, 11-2022 Pagine: 2
A fine anno sono comparsi sui banconi delle librerie dei curiosi libretti pieghevoli sui grandi classici della letteratura, tra cui Frankenstein e Dracula. Si tratta di brevi saggi sui rispettivi romanzi, corredati da raffinate illustrazioni composte in una grafica accattivante. Il libretto si compone delle due facciate di un foglio 50x70, che si ripiega a formare trentadue quadranti.
Nel volumetto su Dracula, con la prima apertura in A5 compare un ritratto di Stoker accompagnato dalla biografia dell’autore, in cui si ricorda che Dracula, «probabilmente il personaggio più famoso e riconoscibile di tutta la letteratura mondiale», è protagonista di quasi duecento tra serie TV e film; si cerca quindi di mettere in relazione l’opera con la vita dell’autore.
Con la seconda apertura abbiamo un A4 con tre testi: il primo è sulla “Solomance”, la scuola tra i monti transilvani in cui insegnerebbe il diavolo e che sarebbe stata frequentata da Dracula. Il secondo testo, “Il potere delle tenebre”, dà notizia della versione islandese (più corta e con varie differenze) e di quella svedese (più lunga) del romanzo, intitolate appunto Il potere delle tenebre; in queste versioni alternative cambiano i nomi di alcuni personaggi, scompare Renfield ed è presente la misteriosa contessa Ida Várkony, che rende succube il dottor Seward; non si conosce con sicurezza la paternità di queste versioni, ma alcuni indizi le vorrebbero derivanti da una prima bozza del testo stokeriano andata persa. Il terzo testo, dal titolo “Trasfusioni”, informa che Stoker fu uno dei primi autori a inserire delle descrizioni di trasfusioni di sangue in letteratura, ma chiaramente non proprio affidabili dal punto di vista scientifico (i gruppi sanguigni vennero scoperti nel 1900).
Con la terza apertura arriviamo all’A3, che raffigura un miniposter con i protagonisti del romanzo in una bella tavola a due colori (arancione e nero) intitolata “Il sangue è vita”, con i personaggi stilizzati, e Dracula incorniciato al centro.
La quarta e ultima apertura mostra un bel poster 50x70 di Dracula che si procura una ferita sul petto per far stillare il sangue in un bicchiere.
Questo Cartavolante è una piccola chicca per i cultori di Dracula e delle belle illustrazioni, da collezionare o da appendere al muro per ammirare a piacimento una suggestiva interpretazione grafica del vampiro per antonomasia.
Titolo: DRACULA OVVERO: IL NON-MORTO (Dracula: or, the Un-Dead) Autore: BRAM STOKER Anno: 1897 Edizione italiana: ALTA TENSIONE, 2020 Traduzione e cura: FABIO GIOVANNINI Copertina: Poster francese per il film Dracula (1931) Pagine: 336
Per chi segue il nostro blog, Fabio Giovannini non ha certo bisogno di presentazioni, essendo tra le massime autorità mondiali nell’ambito della Vampirologia e del Fantastico. Negli ultimi tempi, il vampirologo genovese ha prodotto diversi volumi di notevole interesse (e anche un bellissimo blog!). L’ultimo, in ordine di tempo, uscito nello scorso luglio, propone un’opera assai preziosa, ovvero il primo testo teatrale di Dracula: opera preziosa per il contenuto, e preziosa perché stampata in edizione limitata a 100 copie numerate (ancora pochi i volumi disponibili su questa pagina web). Si tratta in effetti della prima traduzione italiana del dramma stokeriano, introdotta da un’erudita e puntuale prefazione, un vero e proprio saggio, e arricchita da un nutrito corredo di rare illustrazioni d’epoca, in bianco e nero e a colori.
Il testo fu redatto e portato in scena da Bram Stoker per acquisire i diritti di rappresentazione della propria storia. Del dramma, in un prologo e cinque atti, venne data lettura otto giorni prima della pubblicazione del romanzo. Fu questa, quindi, la prima “uscita” ufficiale del celeberrimo Conte vampiro. Apprendiamo dall’introduzione che questa prima comparsa pubblica del Dracula stokeriano avvenne, infatti, tra la mattina e il pomeriggio del 18 maggio 1897, quando Dracula: or, the Un-Dead venne letto al Lyceum Theatre di Londra, il teatro di cui Stoker era manager, alle dipendenze di Henry Irving, forse il più grande attore del tempo nonché gestore del teatro. Era una delle cosiddette “copyright performance”, cioè letture realizzate sul palcoscenico per tutelare gli autori dei romanzi da adattamenti teatrali non autorizzati.
Curiosamente, il titolo dell’opera è diverso da quello che sarebbe stato poi scelto per il romanzo, a testimoniare l’indecisione dell’autore a pochi giorni dall’uscita. Stoker, comunque, andò oltre una semplice riproposizione del romanzo, organizzando il testo per una vera trasposizione teatrale.
Un paragrafo tra i più coinvolgenti del saggio è quello intitolato Come immaginare la rappresentazione del 1897, in cui Giovannini cerca di ricostruire l’evento, descrivendone il ristretto pubblico: Henry Irving, forse la grande attrice Ellen Terry, amici di Stoker, membri dello staff, donne delle pulizie «appoggiate alle loro scope», passanti e pochi spettatori abituali. Il commento di Irving alla rappresentazione sembra fosse un ambiguo «Dreadful!» («Terribile!»), non si sa se uno sberleffo o una lode alla capacità dell’autore di suscitare brividi. Di sicuro Stoker pensò a lui nel ruolo di Dracula, o forse di Van Helsing, ma il grande interprete non accolse mai la richiesta del suo dipendente.
In contrasto con le dicerie riportate da alcuni autori che definiscono questo dramma un tedioso polpettone realizzato per pura formalità legale, dal resoconto fornito da Giovannini emerge che la rappresentazione organizzata da Stoker fosse più che dignitosa, potendo vantare vari attori professionisti e con tutta probabilità anche degli interventi musicali. Lo spettacolo sarebbe stato seguito, quella sera, dalla commedia storica Madame Sans-Gêne, di cui sicuramente Dracula sfruttò le scenografie e alla quale parteciparono molti attori che erano stati impegnati nella lettura stokeriana.
Il primo attore a interpretare Dracula, per la prima volta nella storia, fu Thomas Arthur Jones. Tra gli altri interpreti c’erano Tom Reynolds, Kenneth Rivington, Edith Craig e molti altri, di cui il curatore fornisce molte notizie biografiche.
Il Lyceum, dove si tenne la rappresentazione, fu il “teatro di vampiri per eccellenza” (rimandiamo al volume per scoprirne i motivi). Diciamo qui solo che dopo la morte di Stoker, il teatro avrebbe ospitato nel 1939 una ben più nota rappresentazione di Dracula, firmata da Hamilton Deane: un omaggio postumo a Bram Stoker, colonna portante della famosa sala teatrale londinese, ma soprattutto autore della più alta vetta della letteratura vampiresca.
Raccontare ai nostri lettori la trama di Dracula sembra piuttosto superfluo. Ci limitiamo quindi a indicare schematicamente la suddivisione del testo teatrale, organizzato in 47 scene, che ricalca chiaramente la storia del romanzo.
Il prologo si svolge in Transilvania, e descrive l’arrivo di Jonathan Harker al castello del conte Dracula e la sua prigionia. Il primo atto è ambientato a Hillingham, dove Lucy riceve le tre proposte di matrimonio, nello studio del dottor Seward, che sta seguendo il cuorioso caso dello zoofago Renfield, e nel camposanto di Whitby, dove Lucy incontra per la prima volta Dracula durante una crisi di sonnambulismo. Il secondo atto si svolge a Hillingham, dove Mina racconta della malattia di Jonathan e del loro matrimonio, mentre Lucy mostra i segni del vampirismo. Il terzo atto si svolge tra il Berkeley Hotel, dove risiede Van Helsing, e la tomba di Lucy. Il quarto atto narra delle ricerche di Harker, Mina, Van Helsing, Seward, Morris e Holmwood, sulle tracce di Dracula tra Londra e Carfax. Il quinto e ultimo atto è incentrato sull’inseguimento di Dracula fino alla Transilvania e sulla resa dei conti finale.
La lettura di Dracula ovvero: il Non-Morto risulta assai interessante, perché ci dà indicazione di quali passaggi ed elementi fossero cruciali per l’autore, che dovette espungere quelli secondari. Stoker, tra l’altro, ebbe da riscrivere in buona parte la storia per strutturare la vicenda in modo che coinvolgesse direttamente i protagonisti, a differenza del romanzo, che è in forma epistolare e diaristica. Ne deriva un ritmo più veloce rispetto al romanzo, con scene spesso raccontate dai personaggi. In definitiva si sperimenta qui una diversa lettura del Dracula, che getta maggior luce sulla vicenda narrata dal romanzo e sul senso che l’autore intendeva conferire al suo racconto, oltre a catapultarci, coadiuvati dal paratesto, nel mondo di Stoker e nella genesi del suo immortale capolavoro.
Titolo: ROBERTO RECCHIONI PRESENTA: I MAESTRI DELL’ORRORE (1° vol.) Episodio: DRACULA Testi: MICHELE MONTELEONE Disegni: FABRIZIO DES DORIDES Colori: no Copertina: ROBERTO RECCHIONI Lettering: FEDERICO MARCHIONNI ISBN: 978-88-6920-382-4 Pagine: 110 Edizione: STAR COMICS, 11-2015
Sul finire dello scorso anno, la Star Comics ha varato la collana “Roberto Recchioni presenta i Maestri dell’orrore”, con la quale sono stati proposti quattro classici della letteratura horror reinterpretati da giovani talenti del fumetto italiano: Frankenstein, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Alle Montagne della Follia e Dracula. L’uscita della collana è stata preceduta da un “Numero Zero” di sedici pagine, che propone il racconto L’ospite di Dracula, di Monteleone e La Bella.
Il Dracula di Monteleone e des Dorides è una trasposizione sostanzialmente fedele del romanzo di Stoker, in cui viene in parte conservata l’impostazione epistolare e diaristica, a cui però non viene lasciato troppo spazio (come in altre versioni a fumetti di questo classico), ma che anzi viene abilmente sfruttata come una funzionale narrazione fuori campo. Un buon quarto del volume è dedicato, opportunamente, alla permanenza di Jonathan nel castello di Dracula, con gli episodi dell’arrivo di Harker, della visita delle vampire, della “esecuzione” della madre a cui Dracula ha sottratto il figlio. Dopo gli avvenimenti ambientati a Whitby e l’arrivo del Demeter, viene narrata la “malattia” di Lucy e l’intervento dell’esorcista Van Helsing. Ormai ringiovanito, un perfido e determinato Dracula si aggira per le strade di Londra. Alla caccia per la città delle casse di terra di Dracula, dopo la vampirizzazione di Mina, segue l’inseguimento in Transilvania. La storia si conclude con l’epilogo in cui viene presentato, sette anni dopo la distruzione di Dracula, il giovane Quincey Harker.
Questa “riduzione” in graphic novel sviluppa in particolare la componente orrifica della storia originale e il carattere mostruoso di Dracula, un essere malvagio e senza scrupoli, famelico come le sue spose vampire dallo sguardo lascivo. È un conte vampiro più ferino che seducente, che prende con la forza le sue vittime, come nello spietatato morso inferto prima a Lucy, poi a Mina. È un predatore, una efficientissima macchina di morte, spiega Monteleone nella postfazione, a cui piace giocare al gatto e al topo.
Per quanto riguarda i disegni, lo stile risulta fumoso e nebbioso nei passaggi drammatici, più dettagliato altrove: Dracula e il suo castello emergono dalla nebbia, come un incubo terrificante da cui è difficile svegliarsi. In quest’approccio si ravvisa l’influenza del grande Corrado Roi, mista a suggestioni del Dracula coppoliano. È forte l’uso di neri e ombre, che restituiscono un’atmosfera onirica di incombente minaccia, resa anche grazie a dettagli quali i terribili occhi di Dracula e il terrore nei volti dei paesani. Funziona bene l’organizzazione delle tavole realizzata da des Dorides, a tratti molto libera, come a pagina 14, suddivisa nei frammenti di uno specchio, ma anche in una vertiginosa scala a chiocciola, in cui Jonathan si aggira smarrito e delirante nel labirintico castello.
Ne risulta in definitiva una buona versione del Dracula, dall’impatto fortemente horror, in cui vengono proposti gli episodi salienti della trama originale, senza concedere nulla a lungaggini e derive gratuitamente romantiche.
Interessanti le note di Recchioni, il quale ammette che Dracula è il suo mostro preferito, diverso da tutti gli altri: «Lui non vuole essere amato e non cerca l’approvazione di un padre o della società. Lui non pensa senza agire e non agisce senza pensare, ma pensa e agisce nello stesso momento, privo di esitazioni e libero da quei limiti ipocriti e borghesi dettati dalla coscienza o dalla moralità».
Il volume presenta un’elegante sovraccoperta trasparente in PVC, con impressi i testi, che vanno a sovrapporsi ai disegni stampati in copertina.
Titolo: COLLANA WEIRD TALES, N.9 Episodio: VAN HELSING CONTRO JACK LO SQUARTATORE Testi: JACQUES LAMONTAGNE Disegni: SINISA RADOVIC, BILL REINHOLD Copertina: S.RADOVIC, NADINE THOMAS Traduzione e lettering: I COSMONAUTI ISBN: 978-88-6911-185-3 Pagine: 96 Ed. or.: SOLEIL, 06/2012-01/2015 Ed. it.: EDITORIALE COSMO, 08-2015
Con Van Helsing Contro Jack lo Squartatore, la collana “Weird Tales” ha proposto nell’uscita di mezza estate una storia non esplicitamente vampiresca, ma che vede protagonisti alcuni personaggi del Dracula di Stoker.
Da quando uccise Dracula sui monti della Transilvania, il dottor Van Helsing non dorme più sogni tranquilli. Rifugiatosi nella sua casa di South Kensington, in cui è assistito dal maggiordomo Peter, per sfuggire agli orribili incubi è caduto nella spirale della morfina.
Due anni dopo il suo scontro con il vampiro, nel settembre 1888, Van Helsing riceve la visita dell’ispettore Frederick Abberline di Scotland Yard, che chiede il suo aiuto per il caso di un assassino di prostitute attivo nell’East End londinese, soprannominato Jack lo Squartatore. Le vittime, tre finora, sono state in alcuni casi sgozzate e mutilate.
Quella notte vengono uccise altre due donne: Elisabeth Stride e Catherine Eddowes, una delle quali sognata poco prima da Van Helsing. Stavolta, però, l’assassino ha lasciato un’impronta di sangue, che si spera possa tradirlo, mentre un altro elemento curioso è una rosa rinvenuta sul corpo della Stride. Il giorno seguente, il dottore fa delle ricerche al Queen’s Head, pub frequentato dalla Stride. Qui riesce a strappare qualche informazione a Annie Millwood, amica della vittima, la quale dice di aver visto con lei un uomo con una sacca di cuoio nero brillante. Mentre sta uscendo, Van Helsing viene fermato da una vecchia zingara cieca, che lo turba non poco dicendogli che il male lo segue: la notte la donna torna nei suoi incubi insieme a Dracula.
Il mattino seguente Abberline e Van Helsing si recano all’ospedale dove è ricoverata la Millwood, che nella notte è scampata a un’aggressione dello Squartatore. La donna sembra riconoscere il dottore prima di essere sedata. Poi, rimasta per qualche minuto priva di sorveglianza, viene ammazzata da un uomo infilatosi nella stanza, e che riesce a fuggire.
Mentre lo Squartatore continua a uccidere, l’ispettore suggerisce un’ipotesi ispirata dalla storia di Jekyll e Hyde, rappresentata in quei giorni al Lyceym Theater: l’assassino potrebbe avere una doppia personalità, e quindi apparire come una persona perfettamente normale nella vita di tutti i giorni. La mancanza di risultati nelle indagini spinge il commissario Warren ad affidare il caso al comandante Smith, il quale sembra conoscere bene i problemi di Van Helsing e la sua familiarità con la morfina.
Questo pastiche stokeriano inizia, opportunamente, dalla fine di Dracula, con la resa dei conti un po’ rivista ai fini della narrazione. Dracula e le sue spose, infatti, continuano per anni a tormentare i sogni di Van Helsing, che racconta: «Quel giorno, sui Carpazi, ho guardato il male negli occhi... uno sguardo così freddo, così cupo, privo di sentimenti umani... un baratro in cui la mia anima si è persa». Van Helsing è qui un uomo provato, che non è indifferente al male, e se lo porta dentro senza riuscirsene più liberare. È per questo che il dottore cerca l’oblio nella droga, cercando di rimanere a galla, ma in realtà discendendo sempre più negli abissi della dipendenza. L’umanità e le debolezze di Van Helsing sono, in effetti, il punto forte della storia, che per il resto scorre un po’ scontata, con la vicenda fin troppo conosciuta dello Squartatore.
Buono il lavoro di ricostruzione dei bassifondi della Londra vittoriana, di cui gli autori ci descrivono persino i cattivi odori, quando Van Helsing si porta un fazzoletto al naso scendendo dalla carrozza. Ben realizzata anche caratterizzazione grafica dei personaggi, in particolare colpiscono le espressioni di preoccupazione di Van Helsing, del delirio della zingara, della malvagità di Dracula.
In definitiva, pur non facendo gridare al capolavoro, questo Van Helsing è certamente una lettura piacevole.
La collana horror “Weird Tales” ci regala di tanto in tanto una storia vampiresca, come questo episodio di Scotland Yard, in cui ritroviamo molti personaggi di Dracula e lo stesso Stoker.
Londra, 1889. Lo scrittore Bram Stoker è alla ricerca di notizie che gli possano essere d'ispirazione per un'opera a cui sta lavorando, e apprende dal commissario Fix di due moderni “mostri”.
Durante un trasferimento di detenuti, i due pericolosi criminali Renfield e Carfax riuscirono a fuggire dal carro che li trasportava grazie all'attacco di un gruppo di malavitosi. Nell'evasione morì un agente e l’ispettore Tobias Gregson venne ferito. Tornato in servizio, Gregson fu salvato dal licenziamento e spostato da Fix nel seminterrato di Scotland Yard, il cosiddetto “Museo nero”, uno scantinato pieno di oggetti strani e che si diceva infestato. Qui lavoravano il dottor Seward, uno psichiatra a cui dovevano essere affidati i fuggiaschi, e la sua assistente Faustine Clerval (personaggio già incontrato in Mister Hyde contro Frankenstein, Collana Weird Tales n.2). Mentre Carfax iniziava a fare vittime, Gregson strinse alleanza con il colonnello Moran, uno dei capi della criminalità londinese, che aveva organizzato l'attacco al carro per uno dei suoi uomini, rimasto ucciso dai fuggitivi. Gregson quindi riuscì a trovare il nascondiglio di Carfax, dove l’uomo teneva i suoi macabri cimeli, e a farlo uscire allo scoperto, usando la Clerval come esca.
Gregson e Seward si recarono poi a Purfleet per vedere la casa in cui crebbe Renfield, dove era stato rinvenuto il cadavere dissanguato di un medico, proprio nel punto in cui anni prima furono trovati i corpi delle zie di Renfield, da lui uccise.
La Clerval si rivolse al dottor Treves, che ebbe in cura Renfield, e si fece consegnare il dossier e le bambole a cui il paziente era morbosamente legato. Dopo l'assassinio delle zie, Renfield fu trovato in uno stato catatonico, che si nutriva delle mosche e delle larve che pullulavano sul suo corpo. Alla ricerca delle sue bambole, Renfield si recò all’ospedale, dove uccise un uomo. Poi riuscì a depistare Gregson e si introdusse a Scotland Yard, dove Treves era tenuto sotto protezione. La Clerval fu costretta a consegnargli la valigia con le bambole, in cui però era stato nascosto un tracciante chimico. Gregson ritrovò quindi Renfield in un manicomio abbandonato, l’Holmwood Sanatarium, dove ebbe luogo lo scontro finale.
Fix raccomanda a Stoker di utilizzare la storia modificando nomi e dettagli. Come ringraziamento, viene invitato ad assistere alla rappresentazione del Faust di Henry Irving al Lyceum Theater.
Molta la carne a cuocere in questa storia, ricca di citazioni e decisamente intrigante, ma un po’ macchinosa nello svolgimento. I personaggi sono appena abbozzati e il racconto appare eccessivamente sbilanciato sull’azione, che salta troppo da una scena all’altra per essere davvero efficace. La seconda parte, comunque, scorre più fluida e avvincente.
I disegni sono acquerelli molto belli, ma perdono molto con la stampa in bianco e nero dell'edizione italiana. Si possono comunque apprezzare i preziosismi di Perger, che spesso utilizza una particolare costruzione della tavola, dall'effetto di grande respiro, con un’immagine di sfondo a tutta pagina e riquadri sovrapposti. La soluzione diventa particolarmente interessante quando, nei flash-back, i riquadri prendono la forma dei pezzi infranti di un vetro o dei quadranti di una ragnatela.
Sono ripartiti venerdì 12 aprile gli incontri di TuttoDracula, il ciclo di seminari sul capolavoro di Bram Stoker, organizzati da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario. Dopo il successo del primo ciclo di incontri, si riparte dal Capitolo 9, con la “Passione e (non-)morte di Lucy Westenra”.
Il prossimo incontro, dal titolo “Che cosa può accadere in una notte”, è fissato per venerdì 10 maggio, quando verrà sviscerato il Capitolo 11, ovvero quello in cui il lupo Bersicker fugge dal giardino zoologico.
Ricordiamo che l’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del secondo ciclo di appuntamenti:
Cap.9: Eccomi subito da voi (12/04);
Cap.10: Questi sono solo fiori d’aglio (19/04);
Cap.11: Che cosa può accadere in una notte (10/05);
Cap.12: Questo è solo il principio (24/05);
Cap.13: Senza speranza dico FINIS (31/05);
Cap.14: Cose per voi impossibili (14/06);
Cap.15: Dove è sepolta la povera Lucy? (28/06);
Cap.16: Un terribile compito ci sta davanti (05/07);
TUTTODRACULA – Secondo ciclo: Passione e (non-)morte di Lucy Westenra
Con Franco Pezzini e Max Ferro
Dal 12 aprile al 5 luglio 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino
Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu
Nell’ambito della rassegna TuttoDracula, organizzata da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario di Torino, lo scorso venerdì 11 gennaio il nostro Antonio Daniele ha partecipato all’incontro dedicato al Capitolo IV del romanzo, ultimo dei capitoli iniziali ambientati in Transilvania. Di seguito un sintetico resoconto dell’intervento sulla “Romania di Stoker”.
Sono diverse le località rumene citate in Dracula, ma Stoker si sofferma a descriverne solo alcune, che risultano quindi più interessanti per l’appassionato. La Transilvania oggi è una regione della Romania, ma all’epoca delle vicende narrate faceva parte dell’Impero austro-ungarico. Per questo motivo, molti dei toponimi citati da Stoker sono in lingua tedesca.
La prima tappa transilvana di Harker è Klausenburg, ovvero Cluj-Napoca. Qui Jonathan soggiorna nell’Hôtel Royal, che secondo qualcuno esisterebbe ancora oggi come Hotel Continental [cfr. Yann Aubertot, Reality, Fiction and Symbolism in Bram Stoker's Dracula].
La prima annotazione del diario di Harker, però, viene scritta a Bistritz, il 3 maggio. Questa città, oggi chiamata Bistriţa, non offre molto al turista, ma si possono cercare le atmosfere del racconto soggiornando all’Hotel Coroana de Aur, traduzione in rumeno di “Golden Krone”. Qui si può cenare nel Salon Jonathan Harker e ordinare i frigarui (la “bistecca del ladro”), ottimi spiedini di carne grigliata.
Lasciati moderni treni e stazioni, per quanto ritardatari, Jonathan prosegue quindi sulla diligenza per la Bucovina, entrando suo malgrado nella dimensione di una terra magica. Arriva così a Passo Borgo, oggi Pasul Tihuţa, dove ha appuntamento con il cocchiere di Dracula, sembra presso l’attuale villaggio di Piatra Fântânele, a 1200 metri di quota tra i monti Carpazi. All’epoca di Stoker, questo luogo era al confine fra tre stati: Transilvania, Moldavia e Bucovina (non a caso una zona di confine). Facendo in autobus il tragitto Bistritz/Borgo Pass, ho potuto ammirare il dolce paesaggio transilvano, che non è aspro e orrido come lo dipinge Stoker, anche se realmente montagnoso. Presso Piatra Fântânele, oggi sorge l’Hotel Castel Dracula, dallo stile simil-gotico, dove si possono trovare intrattenimenti e menù draculeschi.
Dopo aver girato in tondo per un certo tempo e con varie soste, la carrozza di Harker prosegue fino al Castello di Dracula, che non sembra possibile localizzare. Dal momento che lo scrittore si ispirò al Dracula storico, pare lecito a questo punto considerare i manieri del principe valacco: lo splendido castello “tarocco” di Bran (dove è stato girato il documentario In Search of Dracula con Christopher Lee), e il vero castello di Dracula, la rocca di Poenari. Di questa, però, rimangono solo le rovine, comunque visitabili, dopo aver salito circa 1480 gradini. Non è difficile immaginarla come il luogo della prigionia di Harker, che descrive un precipizio di centinaia di metri e un paesaggio costellato di verdi foreste. Dall’alto si può poi ammirare il “fiume della principessa”, dove la leggenda vuole si gettasse la consorte di Dracula per sfuggire ai turchi (episodio ripreso poi da Coppola).
Quale che fosse il castello a cui si ispirò, Stoker probabilmente aveva immaginato una precisa ubicazione del maniero del conte. Secondo Hans Corneel De Roos, curatore di una recentissima edizione illustrata del romanzo, tale luogo sarebbe la vetta del monte Izvor (Izvorul Călimanului), una trentina di chilometri a sud-est di Piatra Fântânele.
Titolo: SENSIBILIA, N.4 Curatore: GLORIA GALLONI, MANRICA ROTILI Autore: MANCINI, ANTOMARINI, BORTOLOTTI, CECCHI, CERVINI, CIMATTI, CORBELLINI e SIRGIOVANNI, M.G. DI MONTE, M. DI MONTE, DRAGOTTO, FRANZINI, GRIFFERO, IALENTI, LATINI, MASSENZIO, MAZZOCUT-MIS, MORABITO e GALLONI, SABATO, SOMAINI, SORCE Pagine: 340 Edizione: Mimesis, 2011
L’ultimo numero della rivista “Sensibilia”, pubblicato lo scorso anno dalle edizioni Mimesis, è dedicato al Dolore, tema dell’edizione 2010 dell’omonimo seminario permanente. Nel volume compare, tra una ventina di interessanti articoli, Il bacio del vampiro: erotismo, dolore, consunzione, morte, saggio di Bruna Mancini, ricercatrice di Letteratura inglese presso l’Università della Calabria, che riprende parte di un più ampio studio pubblicato nella raccolta Universi del fantastico (ESI, 2009).
Il testo è incentrato sul rapporto tra dolore e piacere, tra repulsione e attrazione che il vampiro suscita nelle proprie vittime. Questa creatura provoca in chi la incontra sentimenti opposti e discordanti: si pensi al Lord Ruthven di Polidori, che raggela il sangue nei suoi interlocutori ma, al tempo stesso, ha su di loro un forte potere di se-duzione. E che dire del povero Jonathan Harker del Dracula di Bram Stoker? La vista delle vampire del castello produce in lui una paura mortale, ma anche una irresistibile brama di essere morso, vittima di un diabolico incantesimo. Il morso del vampiro sarebbe quindi una metafora dell’atto sessuale, che la Mancini, parafrasando Georges Bataille, definisce «una perdita del sé nel desiderio/bisogno di perdersi nell’Altro», ma anche «un modo per superare il limite del moralmente e socialmente consentito del reale sfiorando la morte, il proibito, l’interdetto».
Il piacere che procura il vampiro è, però, invariabilmente accompagnato da un’indicibile sofferenza: le vittime subiscono una sorta di consunzione che conduce alla morte, diventando sempre più languide, smunte e deboli. Un destino condiviso da Lucy e Mina con le vittime di Carmilla, dall’omonimo racconto Le Fanu, le quali provano un “infinito dolore”, con brividi incontenibili, sensazione di soffocamento e infinita debilitazione, che sfocia in uno stato di eccitazione masochistica. D’altra parte, dolore e terrore, secondo Edmund Burke, provocano una forma di diletto dalle forti connotazioni erotiche.
Il piacere della condizione di Vita-nella-Morte diventa una vera e propria estasi nelle Cronache dei Vampiri di Anne Rice: al momento dell’inquietante e doloroso “trapasso”, il vampiro viene precipitato in un’orgia di nuove sensazioni. Il rovescio della medaglia, per i vampiri della Rice, è la penosa “malattia dell’immortalità”: una ricerca che si trasforma in “umanissima” e dolorosissima indagine sulle ragioni della (propria) esistenza.
Nel centenario della morte di Bram Stoker, Franco Pezzini e Max Ferro saranno gli ospiti della rassegna TuttoDracula, un ciclo di seminari sul capolavoro dell’autore irlandese. Una vera e propria full immersion, che si propone come guida alla lettura, e che sviscererà curiosità, ricette e retroscena di uno dei romanzi più famosi del mondo. Agli incontri, che seguiranno la successione dei capitoli di Dracula, parteciperanno di volta in volta vari ospiti, che proporranno interventi su aspetti monografici legati al romanzo.
L’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del primo ciclo di appuntamenti:
Introduzione: Il mistero delle pagine scomparse (9/11);
Cap.1: I morti viaggiano veloci (16/11);
Cap.2: Qualcosa della felicità che recate (7/12);
Cap.3: Se vi guardate indietro (14/12);
Cap.4: Via da questa maledetta terra (11/01);
Cap.5: Oh, a proposito del numero tre (18/01);
Cap.6: L’odore della morte è nell’aria (8/02);
Cap.7: Quel cadavere legato al timone (15/02);
Cap.8: Il Maestro è vicino (1/03).
Nello stesso periodo, il Centro proporrà anche Ombre gialle, un ciclo di incontri sul giallo, in cui Maurizio Blini, Franco Pezzini e Anna Berra si occuperanno di opere di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, di vite in giallo, di itinerari nel delitto e vie torinesi.
TUTTODRACULA – Primo ciclo: L’avvento del vampiro
Con Franco Pezzini e Max Ferro
Dal 9 novembre 2012 al 1° marzo 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino
Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu
Titolo: DRACULA Storia: BRAM STOKER Adattamento: LEAH MOORE, JOHN REPPION Disegni: COLTON WORLEY Copertina: JOHN CASSADAY Lettering: ALESSANDRO BENEDETTI Traduzione: FABIO GAMBERINI ISBN: 978-88-6346-875-5 Pagine: 176 Ed. originale: DYNAMITE ENT., 2009 Ed. it.: PANINI COMICS, 11-2010 La Panini ha pubblicato nel novembre scorso un’ambiziosa versione a fumetti di Dracula, tratta dall’omonimo romanzo di Stoker. L’adattamento è di Leah Moore (figlia di Alan Moore) e del marito John Reppion, con le illustrazioni di Colton Worley.
30 aprile, Monaco. Jonathan Harker è su una carrozza, fuori città. Il cocchiere lo avvisa che è Walpurgisnacht, non certo la notte migliore per viaggiare, e si rifiuta di imboccare una strada indicata da Harker. L’inglese prosegue a piedi la sua escursione, e ad un certo punto scorge in lontananza, solo per un attimo, la sagoma di un uomo alto e magro. Camminando, Harker perde la cognizione del tempo e viene sorpreso da una tormenta di neve. Per sfuggire al freddo, trova riparo in una cripta. Qui, però, accade qualcosa di impensabile: una salma con un palo infisso nel petto sembra rispondere al fulmine, levandosi in un lamento di agonia. Jonathan fugge via, ma presto è sopraffatto dalla tormenta. Viene trovato più tardi dagli abitanti del villaggio, sotto ad un enorme lupo, che gli ha salvato la vita con il calore della pelliccia. Harker viene, così, riportato al Quatre Saisons, dove trova una lettera del nobile che lo aspetta al suo castello: Dracula. Il viaggio di Harker verso la Transilvania continua, seguito dalle note vicende raccontate da Stoker nel romanzo: l’incontro di Jonathan con le tre spose, la sua reclusione nel castello, le tre proposte di matrimonio di Lucy, la vacanza a Whitby con l’amica Mina, il naufragio della nave Demeter, fino all’inseguimento di Dracula in Transilvania e allo scontro finale.
Questo Complete Dracula si presenta come una fedelissima versione della storia di Stoker, cui nulla aggiunge, risultando pedissequa e priva di originalità. Moore e Reppion riprendono persino la formula stessa del racconto, riproponendo l’espediente dei diari, delle lettere, dei documenti. Su fumetto, però, la cosa sembra non funzionare altrettanto bene, appesantendo troppo la lettura. Lettura, peraltro, già abbastanza faticosa per le lunghe e onnipresenti didascalie, talmente fitte da soffocare a più riprese i disegni. Unico aspetto interessante del testo è l’inserimento dell’antefatto tratto dall’Ospite di Dracula. Notevoli risultano, invece, le illustrazioni: dei veri e propri dipinti, plumbei, dal sapore espressionista. I personaggi sono rigidi, proposti in una certa fissità e ritratti con volti scavati, ombrosi, in cui si proietta un forte dissidio interiore. La precisione è quasi fotografica, con colori smorti, spenti, notturni. Il disegno, comunque, è fin troppo asservito alla parte testuale, cui viene delegata la narrazione, rinunciando in tal modo alla fluidità delle vignette. In definitiva, non si capisce bene il senso di questo pretenzioso Dracula, vista l’esistenza delle superbe versioni a fumetti di Mignola, Muth, Crepax, Fernandez… Se, poi, in nome della fedeltà al romanzo, se ne ripropongono interi brani, tanto vale rileggersi il libro.
Titolo: UNDEAD. GLI IMMORTALI (Dracula: The Un-Dead) Autore: DACRE STOKER, IAN HOLT Anno: 2009 Edizione italiana: PIEMME, 2009 Traduzione: ANNALISA CREA / STUDIO EDITORIALE LITTERA Copertina: CRAIG WHITE / LOTTREPS.COM ISBN: 978-88-566-0562-4 Pagine: 408 Pubblicato nello scorso novembre da Piemme il romanzo Undead. Gli Immortali, scritto dal pronipote di Bram Stoker a quattro mani con Ian Holt.
La storia si svolge nel 1912, ventiquattro anni dopo i fatti narrati da Stoker in Dracula. Da allora gli Harker hanno vissuto una vita nel terrore e un matrimonio in rovina; Jack Seward si è ridotto in povertà e, tormentato dal ricordo di Lucy, dipendente dalla morfina; Holmwood si è risposato e ha troncato i rapporti con gli altri; Van Helsing è in Olanda, vecchio e stanco. Il dottor Seward, però, ha continuato a combattere l’oscurità. Ora è sulle tracce della contessa vampira Elizabeth Báthory, che segue fino a Parigi, al teatro de l’Odéon. Alla rappresentazione del Riccardo III, interpretato dal famoso attore rumeno Basarab, assiste anche Quincey Harker, il figlio di Mina e Jonathan. Quincey è a Parigi per studiare legge, ma coltiva, contro il parere del padre, il sogno di diventare un attore famoso. Il giovane rimane estasiato ammirando l’interpretazione di Basarab e riesce a farsi ricevere dal divo, di cui conquista le simpatie. Nel frattempo, Seward si scontra con le vampire della Báthory, ma fuori dal teatro viene travolto dalla carrozza della contessa e rimane ucciso. Indagando sulla misteriosa morte, l’ispettore Cotford di Scotland Yard è a Whitechapel, nella pensione dove viveva il dottore, e si convince che Jack lo Squartatore sia tornato all’opera. Recatosi al Lyceum di Bram Stoker, Quincey riesce a strappare un mezzo accordo ad Hamilton Deane, produttore della versione teatrale di Dracula, riguardo a un possibile ingaggio di Basarab per il ruolo del conte vampiro. Intanto la contessa Báthory, in cerca di vendetta, non rimane a guardare. Dopo aver affrontato Jonathan Harker, lascia una scia di delitti dietro di sé e arriva fino a Mina, mostrandole in una visione gli eventi della morte di Dracula: fu la stessa contessa a dargli il presunto colpo di grazia. Ma il principe non morì, ed ora è tornato. Dopo vari scontri e battaglie senza esclusione di colpi, i protagonisti si ritroveranno nell’abbazia di Carfax, a Whitby, per la resa dei conti.
Questo Undead. Gli Immortali delude immancabilmente le aspettative. Spacciato come sequel del romanzo di Bram Stoker, Undead fa troppe concessioni ai Dracula cinematografici, tanto da dare l’impressione che i due autori lo abbiano scritto già pensando alla riduzione in pellicola, che sembra uscirà nel 2012. I personaggi proposti sono più “umani”, hanno reazioni agli orrori vissuti credibili e realistiche, e proprio per questo risultano ancora più lontani dai protagonisti del romanzo dell’irlandese. Poco plausibile il gioco di inversione buoni/cattivi, che vorrebbe dare una svolta originale alla trama: Dracula, d’altra parte, è il villain per antonomasia, cattivo per definizione; questo vampiro, “buono”, altruista e generoso, non convince. Più riusciti, invece, i personaggi abbozzati o solo ideati da Bram, come Quincey Harker e l’ispettore Cotford (presente negli appunti dell’irlandese e poi tagliato dal romanzo). Come dice la Miller nella postfazione, gli autori sacrificano vari elementi di Dracula «sull’altare della creazione artistica», cosa ragionevole quando bisogna far coincidere le date con i delitti di Jack lo Squartatore. Altre incongruenze, invece, come lo spostamento di Carfax e del manicomio di Seward da Purfleet a Whitby, risultano francamente poco comprensibili, addirittura fastidiose per gli appassionati dell’opera di Bram Stoker. Ad ogni modo, l’azione non manca, lo stile è pulito e semplice, nella media dei romanzi del genere. È l’operazione commerciale a risultare eccessivamente pretenziosa e autocelebrativa, e quanto mai lontana dallo spirito del Dracula originale.