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mercoledì 2 marzo 2011

Riccardo D'Anna, "La Figura di Cera"

Titolo: LA FIGURA DI CERA
Autore: RICCARDO D’ANNA
Anno: 2011
Edizione italiana: GARGOYLE, 2011
Copertina: n.i.
ISBN: 978-88-89541-53-1
Pagine: 200
La casa editrice Gargoyle non solo ha ristampato Il Morso sul Collo, già pubblicato da Longanesi nel 1968 e ormai difficilmente reperibile, ma è riuscita a dare un seguito alla vicenda di Richard Fountain, mettendo nuovamente in azione il maggiore Anthony Seymour che, insieme all’ispettore Tyrrel, dovranno risolvere un nuovo misterioso caso.
L’autore è Riccardo D’Anna che, dopo aver curato l’editing del romanzo di Simon Raven, si è cimentato nella scrittura di un horror che avesse inizio proprio dove Il Morso sul Collo terminava.

Siamo negli anni ‘50 e il mondo sta faticosamente riprendendosi dalla catastrofe della seconda guerra mondiale Anthony Seymour non ha ancora dimenticato la triste fine del suo amico Richard Fountain e di Penelope, e soprattutto il fatto che i loro cadaveri siano stati trafitti da un paletto di legno.
L’ispettore Tyrrel lo convoca in centrale affinché fornisca chiarimenti concernenti la fine di Fountain: i dettagli dovrebbero servire a trovare un collegamento con i casi di suicidio recentemente capitati a Londra. La serie di suicidi ha avuto inizio poco dopo la morte della Marchesa Lucrezia D’Ateleta di Montevago, il cui cadavere, che dovrebbe riposare nel Wellington Cemetery, non è più nella bara.
La marchesa, oltre ad essere stata la musa ispiratrice di Gabriele D’Annunzio, che le aveva dedicato alcuni versi, era appassionata (come Fountain) di occultismo e, attingendo a pratiche negromantiche, avrebbe creato un suo calco in cera grazie al quale sarebbe poi potuta tornare in vita. Il recupero di questa figura di cera potrebbe porre fine alla serie di suicidi che sembrano indotti dall’influsso magnetico della marchesa.
Inizia un viaggio attraverso l’Europa e la prima tappa è Venezia, dove, nella “casa mozza” appartenuta alla defunta, potrebbe trovarsi la figura di cera. La nuova proprietaria è Peggy Guggenheim, che ha solo sentito parlare della marchesa. Le ricerche si rivelano infruttuose.
Con un aereo militare Seymour parte per la Germania, accompagnato dallo studente Piers Clarence, il cui anticonformismo diventa spesso fonte d’imbarazzo. Troveranno solo le rovine dell’impero di Hitler e, sebbene abbiano modo di approfondire le nozioni occulte che hanno costituito le fondamenta del nazismo, non troveranno traccia della scultura.
Probabilmente, la silouette in cera della marchesa non si è mai spostata da Londra.

Seymour, la voce narrante del romanzo, durante le tappe che percorre per trovare la figura di cera, è accompagnato da una presenza inquietante, nascosta nelle ombre, le cui incursioni nella realtà gli provocano un profondo sconvolgimento, raggelandolo dal terrore. Questa è una caratteristica di numerosi film dell’orrore, a cominciare da quelli della Hammer, che l’autore è riuscito a mettere nelle pagine del suo romanzo rendendo i colpi di scena perturbanti quanto le pellicole.
Gli elementi orrorifici s’insinuano in una trama prettamente noir che, come mette in evidenza Stefano Priarone nell’introduzione, ricorda Conan Doyle per quanto concerne lo stile e per la scelta di affidare a un comprimario il ruolo di narratore. I personaggi sono verosimili e credibili, l’unico elemento che, seppur protagonista, appartiene all’ambito del racconto e del leggendario, è la marchesa, le cui azioni sono ravvisabili a sconcertanti percezioni soggettive.
La prosa di Riccardo D’Anna è pulita ed elegante; nel corso della narrazione compaiono interessanti riferimenti storici, frutto di una meticolosa documentazione, ulteriormente chiariti dal ricco apparato di note.

Risorse Web:
Gargoyle Books
 

giovedì 26 novembre 2009

Simon Raven, "Il Morso sul Collo"

Titolo: IL MORSO SUL COLLO (Doctors Wear Scarlet)
Autore: SIMON RAVEN
Anno: 1960
Edizione italiana: GARGOYLE BOOKS, 2009
Traduzione: PAOLO DE CRESCENZO
Copertina: GRAFEMA
ISBN: 978-88-89541-36-4
Pagine: 256
Pubblicato da Gargoyle Books a fine ottobre Il Morso sul Collo di Simon Raven, ristampa di un romanzo edito nel 1968 da Longanesi.

Richard Fountain, brillante studioso e ricercatore del Lancaster College di Cambridge, durante una campagna di studi in Grecia, finisce nel mirino delle autorità locali, che decidono di rispedirlo in patria. Si teme che Richard sia finito in qualche guaio e che sia in serio pericolo. Data l’ottima reputazione di Fountain, la situazione stupisce non poco l’amico Anthony Seymour, che accetta di buon grado di aiutare l’ispettore Tyrrel, che si sta occupando della questione. Seymour, così, racconta all’ufficiale tutto ciò che sa su Richard. Particolare di non poca importanza, il viaggio in Grecia era stato fortemente voluto dallo studioso, per sfuggire all’influenza di Walter Goodrich, il senior tutor del college, che faceva di tutto per gestirgli la carriera e per avvicinarlo alla figlia Penelope. Anthony scopre che Richard era partito anche perché, tra gli antichi miti ellenici, sperava di trovare un rimedio alla sua impotenza.
Anthony parte, così, per Creta, insieme allo studente del Lancaster Piers Clarence e al maggiore Roderick Longbow. Dopo una lunga ricerca tra Hydra, Atene e Creta, i tre ritrovano l’amico proprio sull’isola, insieme ad una donna spettrale che l’ha ridotto in fin di vita: la vampira Criseide. La succhiasangue, però, non sarà l’unico nemico da sconfiggere, in quanto ormai il contagio si annida nell’animo di Richard, il quale si troverà a dover affrontare nuovamente i problemi e le schiavitù da cui pensava di essersi affrancato.

Romanzo piuttosto peculiare, questo Morso sul Collo, come d’altra parte il suo autore, che, secondo quanto recitava il suo epitaffio da lui stesso voluto, «divise volentieri la propria bottiglia e, finché era giovane e avvenente, il proprio letto». Nonostante tocchi qualche alto momento di orrore, in particolare nelle pagine in cui compare la vampira, non si può definire un romanzo horror. Piuttosto un thriller psicologico, che sviscera nei significati più intimi le azioni dei protagonisti. Notevole, in questo senso, l’interpretazione del vampirismo come rapporto sadomasochistico tra vittima e carnefice. Ruoli, d’altra parte, facilmente intercambiabili: avendo appreso metodi e arti seduttive, il vampirizzato finisce immancabilmente per vendicarsi, proiettando sulle sue vittime la propria umiliazione e le proprie sofferenze, diventando così, a sua volta, vampiro.

Risorse Web:
Gargoyle Books
Simon Raven su Wikipedia