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martedì 9 maggio 2023

Dampyr - N.278

Testata: DAMPYR, N.278
Episodio: LA FORESTA DEI SUICIDI
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2023

Dampyr di maggio esce ancora in due versioni con due diversi magneti: la prima con la copertina del numero 9 e l’altra con la copertina del numero 51.

Qualcosa di oscuro si è risvegliato nella famigerata “foresta dei suicidi” di Aokigahara, alle pendici del monte Fuji in Giappone. Già in passato la distesa vegetale si era guadagnata una fama sinistra, a causa dell’usanza di abbandonarvi le donne anziane nei periodi di carestia perché non pesassero sulle famiglie in difficoltà. Sembra che siano i loro spiriti, gli yurei, a infestare il posto e ad attirare nuove vittime.
Noriaki, Aruna e altre tre persone sono in un tempio al centro della foresta per praticare lo hyakumonogatari kaidankai, rito che consiste nello spegnere cento candele raccontando episodi legati ai loro familiari morti sul luogo. Il gruppo cerca di evocare il demone aoandon perché conduca le anime degli yurei nell’aldilà. Ma il rito non funziona e l’aoandon scatena tutta la sua furia, traendo energia dalla disperazione di vivi e morti e portandoli alla rovina.
Non molto tempo dopo giunge nella foresta Kenshin, ex membro della yakuza, con l’intento di liberare lo spitiro dell’ex collega Hanzo, morto per causa sua. Kenshin non affronta il difficile compito da solo, ma gli si affiancano l’anziano signor Hasegawa, esperto del luogo, e l’amico Harlan, contattato dalla moglie Keiko, preoccupata per la sorte dell’amato.

Venanzetti intesse una storia raffinata e intensa, dal ritmo dilatato e incentrata su un tema delicato come il suicidio, ma affrontato secondo il punto di vista nipponico, quindi come soluzione talvolta onorevole per evitare di diventare un peso per gli altri. Altro tema portante è il duplice carattere della natura, che può essere distruttrice o pacificatrice: la foresta diventa manifestazione sensibile di un mondo interiore, un luogo dove trovare se stessi, per abbandonarsi alla morte o per riemergerne rinnovati. E in questo sembra possa avere un ruolo cruciale la poesia, come a dire: un haiku ci salverà.
Gualandris si conferma grande maestro del pennello: sa creare la spazialità anche in piccole vignette, che risultano ariose, ricche d’atmosfera con le loro mille sfumature, talvolta tenui e delicate quando realizzate a matita. Notevole l’espressività e l’accuratezza nel realizzare i volti, spesso in primo piano e con luci dal taglio drammatico.
In definitiva La foresta dei suicidi risulta un albo emozionante, con disegni splendidamente realizzati.



Risorse Web:
Scheda di La foresta dei suicidi
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 20 dicembre 2020

Dampyr - N.249

Testata: DAMPYR, N.249
Episodio: LA CASA SUL LUNGOFIUME
Testi: STEFANO PIANI
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 12-2020

È disponibile da un paio di settimane il nuovo numero di Dampyr.

Mosca, 1735. Il conte Brius, astronomo ed esoterista, per far sparire il pericoloso Libro Nero delle Anime, ne fece realizzare sette copie e le fece nascondere in giro per il Paese. Due secoli più tardi, il sadico occultista Berija, della polizia segreta di Stalin, riuscì a ritrovare la copia originale facendo smontare la torre di Sukharev, dove aveva vissuto Brius. Berija sperimentò che il Libro funzionava: ogni pagina riportava il nome di una donna prigioniera del tomo, nella cui stanza il lettore poteva liberamente accedere.
Oggi, Harlan viene giunge nella capitale russa per indagare sulla misteriosa morte di un collaboratore di Caleb, il professor Grigor Smirnov, caduto dalla finestra di un palazzo. Dopo aver parlato con il nipote di Smirnov, Harlan viene contattato dall’occultista Ruslan Egorov, in caccia dei diari di Berija, che conterrebbero indicazioni sul Libro Nero delle Anime. Controllato a distanza di sicurezza da Harlan, Egorov riesce a comprare i diari da un intermediario del ladro, ma ne viene poi derubato. Egli però è in grado di ritrovarne le tracce con l’aiuto di Alexey Ustinov, un uomo a cui nel 1951 gli uomini di Berija rapirono la bella moglie Tatiana: la donna fu nascosta nei sotterranei della lussuosa casa del lungofiume, di cui Ustinov ha una mappa.
Le ricerche condurranno Harlan ad affrontare due sue vecchie conoscenze, in lotta per il possesso del Libro.

La storia imbastita da Piani, coinvolgente e ben strutturata, si svolge su tre piani temporali, il primo dei quali è in effetti un breve, ma assolutamente funzionale, antefatto. Nel racconto viene ben resa l’atmosfera sovietica, anche grazie ad alcuni cenni alla situazione politica. Piuttosto curioso risulta il personaggio di Egorov, ma colpiscono anche i personaggi minori, su tutti Alexey Ustinov, che, sebbene protagonista di poche pagine, conquista il lettore con la sua tragica storia e con l’emozionante epilogo. Altrettanto ben riuscito il villain Berija, che con le sue perversioni e il suo sadismo violento risulta più terribile di un “normale” mostro.
Meravigliosi i disegni di Gualandris, dal tratto pulito e preciso. Tra i principali punti di forza ci sono le espressioni intense ed efficaci dei personaggi. Harlan è molto ben caratterizzato e ritratto con grande cura (basti guardare la barba realizzata pelo per pelo!). Gualandris stupisce poi con i giochi geometrici, come quelli di un maglione o di un tappeto, ma anche delle grigie simmetrie degli edifici di epoca sovietica. Molto belli, poi, gli scorci moscoviti, con lo sfondo della riconoscibilissima cattedrale di San Basilio.



Risorse Web:
Stefano Piani su Wikipedia
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

lunedì 13 aprile 2020

Dampyr - N.238

Testata: DAMPYR, N.238
Episodio: ROXANA
Testi: GIOVANNI DI GREGORIO
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2020

I cacciatori di fantasmi guidati da Maud Nightingale sono sui Carpazi orientali, nella Moldavia romena, per un check-up dell’Hotel Imperial, che, chiuso da circa un secolo, sarebbe tra gli edifici più infestati d’Europa. L’Istituto Nazionale del Patrimonio Culturale e Artistico Rumeno, rappresentato dal signor Sorin, vuole appurare che non ci siano problemi in vista della prossima riapertura del lussuoso palazzo liberty.
Sorin racconta alla psicologa Nicole della bellissima donna raffigurata in una grande vetrata: Roxana Dragoste era la regina dell’albergo nella belle époque e seppe farne uno dei salotti mondani più rinomati del continente, frequentato da nobili e potenti; tutto finì con la Prima guerra mondiale e di Roxana non si seppe più nulla.
Nonostante Maud, sensitiva del gruppo, non percepisca niente di anormale, i vari cacciatori iniziano ad avere visioni spaventose: Maud e Nicole vedono una stanza riempirsi di sangue, Mark viene stretto dai rami delle piante di una serra, Teddy si vede servite su un piatto tre teste mozzate. Chi ha la peggio è il signor Sorin, che viene avvicinato da Roxana in persona, che si rivela essere una Maestra della Notte.
A fatica i cacciatori si riuniscono, ma Maud viene fatta prigioniera. Intanto Harlan, venuto a sapere della missione, raggiunge l’albergo insieme a Tesla e Kurjak. Ma la Maestra riesce a separare il dampyr dagli altri, e dimostra un grande potere di illusione.

In questo episodio Di Gregorio fa leva in particolare su due elementi narrativi: la trappola in cui cadono i cacciatori di fantasmi, che credono di avere a che fare con degli “innocui” spettri, ma si trovano circondati da vampiri, e la fascinosa figura della Maestra della Notte Roxana. Il racconto viene scandito dall’azione e, soprattutto, dalla suggestione delle scene a effetto, che spaventano i personaggi (e il lettore), in pieno territorio horror.
Gualandris traduce il racconto in immagini in maniera esemplare, amplificando l’aura liberty già evidente in copertina. Nelle tavole spiccano tanti particolari dell’arredo in stile nouveau, da cui a volte escono artigli o in cui viene inglobata la povera Tesla. Le architetture sono realizzate con dovizia di particolari, a partire dalla bella panoramica iniziale dell’albergo, fino ai tetti su cui vediamo una saltellante Tesla. Grande attenzione viene posta poi al personaggio della bella Roxana, dalla forte carica sensuale, ma anche dalla evidente malvagità sadica, come suggeriscono gli intensi gli occhi di pagina 37, carichi di odio e crudeltà vampirica.



Risorse Web:
Sul tavolo di Gualandris
Giovanni di Gregorio su Wikipedia
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 12 maggio 2018

Dampyr - N.216

Testata: DAMPYR, N.216
Episodio: LA DONNA DALLA BOCCA SQUARCIATA
Testi: STEFANO PIANI
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2018

Baia di Dan-No-Ura, Giappone. Hasegawa Kenshin fa un terribile incubo, in cui un ragazzo di nome Noburu gli chiede di ucciderlo, per poi subire lo squarcio delle guance da una lama invisibile. Kenshin sa bene che tale sorte è legata all’incontro con la tremenda Kuchisake-Onna, spirito vendicativo che riserva questo trattamento ai viandanti che incontra sul suo cammino, e che ora è tornata a uccidere. Kenshin parte quindi per Tokyo, dove incontra Harlan, giunto ad aiutarlo. Nelle loro ricerche, Harlan e Kenshin vengono indirizzati verso il dottor Watanabe Noburu. I due giungono all’ospedale in tempo per salvare l’infermiera Miura Naomi dall’attacco della Kuchisake-Onna, che però riesce a fuggire.
Grazie a Naomi, Harlan e Kenshin hanno modo di incontrare Yu e Tango, amici di Noburu, insieme al quale nel 1988 ebbero a che fare con la Kuchisake-Onna. Il potere dello spettro è legato allo stato di coma di Noburu, che giocherà comunque un ruolo fondamentale nello scontro finale.


Una storia profonda, che pesca dal folklore nipponico uno spettro spaventoso, ancora temuto tra le moderne strade di Tokyo. Ci sono poi l’avvincente caccia al mostro di Harlan e Kenshin, la tragica vicenda della moglie del samurai geloso e quella della povera moglie abbandonata dal marito e caduta nel tunnel della droga, ma soprattutto la storia un po’ kinghiana di un gruppo di ragazzi che condividono un’esperienza terribile. La trama è ottimamente congegnata da Piani, che non trascura i particolari e dispensa anche piccoli momenti di vita dei personaggi, rendendoli più profondi e credibili.
Eccelso anche il lavoro di Gualandris, che dimostra grande perizia nel caratterizzare i personaggi, tutti molto definiti ed espressivi. Ben resa la sequenza del sogno di Kenshin, con tavole dai disegni sbiaditi e “acquosi” che creano un’efficace atmosfera onirica. L’artista ci regala anche qualche prezioso “fuori griglia”, come nella vignetta di pagina 65 con i capelli dello spettro che arrivano al margine e sembrano superarlo.



Risorse Web:
Stefano Piani su Wikipedia
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr