lunedì 16 agosto 2021

Zagor - N.673

Testata: ZAGOR GIGANTE, N.673 (Zenith Gigante 724)
Episodio: LE NOTTI DI LONDRA
Testi: JACOPO RAUCH
Disegni: RAFFAELE DELLA MONICA
Copertina: ALESSANDRO PICCINELLI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2021

Con il numero di agosto, continua la nuova saga vampiresca di Zagor, iniziata con lo scorso albo intitolato Il presagio.

Zagor sta raggiungendo Londra a bordo di una nave con il fido Cico, e già sono in molti ad aspettarlo. Il boss locale Barnabas Reed, vampiro di Rakosi, ha incaricato i suoi uomini di sorvegliare i Docks e di avvisarlo all’arrivo dei due americani, ma sono gli “Irregolari dell’East End” ad arrivare per primi. Gli scaltri ragazzini, al servizio del colonnello Korasi, tirano fuori da una rissa Zagor e Cico e li conducono in una lussuosa villa, dove vengono accolti calorosamente da Korasi e dalla baronessa Frida Lang.

Zagor viene presto aggiornato sulla situazione: sembra proprio che Rakosi sia a Londra, come suggerisce l’arrivo del mercantile “Demetra” da New York con l’equipaggio sterminato da un misterioso diavolo. La “ricaduta” vampirica del capitano Manfred Moor, fidanzato di Frida, sarebbe così spiegata, tanto più che questi è fuggito dalla villa.
Nella ricerca di Moor, i nostri vengono affiancati dal sergente Greg Streadle di Scotland Yard, che li guida ad una vecchia nave usata un tempo come prigione. Qui ci sono però Reed e i suoi ad aspettarli, così Zagor e compagni vengono fatti prigionieri. Il peggio è che intanto Moor fa irruzione nella villa dove si trova Frida, scortato da uno stormo di pipistrelli, mentre Rakosi torna nella sua terra.

In una classica avventura vampiresca, Zagor si trova ad affrontare un antagonista temibile, ma vulnerabile ai più tradizionali strumenti apotropaici, come paletti, croci, acqua santa e, ovviamente, la luce del sole. L’organizzarsi del gruppo di cacciatori, beffati dal nemico durante la caccia, il viaggio e l’inseguimento per mezza Europa, la bella donzella contaminata dal morso e condannata alla dannazione sono tutti elementi di ispirazione stokeriana, insieme a riferimenti a Conan Doyle, nella sempre affascinante ambientazione della Londra vittoriana, con le sue magioni, i suoi monumenti, le rookeries, luoghi traboccanti di gente e miseria. E non mancano le scene d’azione, con Zagor messo in seria difficoltà e tenuto legato in attesa di un terribile destino.
Ottimi i disegni, che spesso si soffermano a ritrarre dei suggestivi scorci londinesi, come il London Bridge, la cupola di Saint Paul, la Torre di Londra, e le sporche strade dai muri di mattoni, animate dalla più varia umanità. A prestare i lineamenti a Barnabas Reed è il Tom Cruise di Intervista col vampiro, la cui citazione si rivela anche nella dolorosa trasformazione in vampiro.

Risorse Web:
Jacopo Rauch su ComicsBox
Raffaele Della Monica su Wikipedia
Zagor su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
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venerdì 6 agosto 2021

Martin Mystère - N.377

Testata: MARTIN MYSTÈRE, N.377
Episodio: IL VAMPIRO DI VIENNA
Testi: DAVIDE BARZI
Disegni: WALTER VENTURI
Copertina: GIANCARLO ALESSANDRINI (colori ALESSANDRO MUSCILLO)
Lettering: BELLETTI & PEJRANO
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 07-2021

Il numero di luglio di Martin Mystère, attualmente in edicola, vede il ritorno del vampiro Herman Strauss, a ben 38 anni di distanza dalla sua prima (e ultima) comparsa (negli albi Un vampiro a New York e La maledizione, del 1983). La storia, doppia, si concluderà con il numero in uscita il 12 di agosto, intitolato Gli uomini in rosso. Settantotto le pagine dell’episodio, corredato da un articolo sulla figura del vampiro, dalla puntata di un romanzo su Martin Mystère, da strisce di Zio Boris e Bonelli Kids e da un bellissimo frontespizio vampiresco di Carlo Velardi.

Giunto con Java a Los Angeles per il festival “Extranerdinary”, Martin Mystère riceve una brutta notizia dal comandante della polizia Choi: l’organizzatore della manifestazione, John Good, è stato ucciso.
Nonostante la tragedia, il suo socio Tyler Pritchett decide di portare avanti l’evento. Quando lo incontra nel corso delle indagini, Mystère scopre fortunosamente sul suo telefonino un filmato dell’assassinio.

Ad ammazzare Good è stata una vampira, Scream Jean, che stava cercando di mettere le mani su un incredibile reperto ritrovato da John: una copia in 16 millimetri del mitico London After Midnight, film perduto dell’epoca del muto, diretto da Tod Browning e interpretato da Lon Chaney. Con la copia, Good aveva rinvenuto anche la sceneggiatura originale, che arriva tra la mani di Mystère, e di cui l’esperta Delgado conferma l’autenticità.
Le indagini portano Mystère e Java in una comunità di vampiri amish, dove vengono accolti da Berinike. Gli abitanti del villaggio sono vampiri pacifici, tutti trasformati da Berinike, a sua volta vampirizzata da Strauss, il quale all’epoca in cui frequentava la donna lavorava come sceneggiatore per registi del calibro di Murnau e Browning. In London After Midnight, per il personaggio del colonnello Yates, Strauss si ispirò a un vampiro della comunità, che Martin ha modo di incontrare di persona.

Evocare i paradigmi dell’immaginario vampiresco è un’operazione che, se ben realizzata come fa Barzi, risulta particolarmente coinvolgente per l’appassionato. Film come Nosferatu, I vampiri di Praga, London After Midnight hanno già solo nei titoli magia e potere evocativo. La storia, però, funziona a prescindere, perché non si limita a richiami nostalgici, bensì colloca i protagonisti di questi film nel vivo sviluppo di trama e sottotrama, collocate nel tempo odierno e nel passato.
Ma anche i vampiri contemporanei fanno paura: dopo un azzeccato e implicito richiamo al mondo del web, coadiuvato dai disegni precisi e puliti di Venturi, Barzi ci regala un’impressionante trasformazione di Scream Jean, che si rivela una laida e spietata vampira, la quale atterra John tra albi di The Tomb of Dracula, libri di Stephen King e action figure, in un gustoso gioco di citazioni. Nel dipanarsi della vicenda Martin è per ora poco più che un semplice ascoltatore, ma di sicuro nel prosieguo della storia il suo intervento si rivelerà decisivo.

Risorse Web:
Blog di Davide Barzi
Walter Venturi su Wikipedia
Giancarlo Alessandrini su Wikipedia
Martin Mystère su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
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giovedì 29 luglio 2021

Maxi Dampyr - N.11

Testata: MAXI DAMPYR, N.11
Titolo: DAMPYR COLOR – LA BIBLIOTECA DELL’ORRORE
Testi: M. BOSELLI, M. COLOMBO, G. GIUSFREDI
Disegni: AAVV
Colori: ALESSIA PASTORELLO, MATTEO VATTANI et al.
Copertina: MATTEO VATTANI
Pagine: 128
Edizione: BONELLI, 07-2021

Il Maxi Dampyr di quest’anno si propone nella nuova formula antologica del “Dampyr Color”, con sei episodi tutti a colori realizzati da vari autori in una cornice narrativa ambientata nel Teatro dei Passi Perduti. Come spiega Mauro Boselli nella postfazione, le storie sono tutte legate a scrittori del genere fantastico e ai loro scritti, sancendo ancora una volta il legame tra Dampyr e il mondo della letteratura fantastica.

PROLOGO; IL DISPERSO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Harlan conduce Ambrose Bierce in una particolare sala della Biblioteca dei Passi Perduti, dove sono custoditi i libri mai scritti degli autori preferiti di Nikolaus, da cui i due leggono alcune storie.
La prima di queste vede protagonista proprio Bierce, che nel giugno 1864 è tenente dell’esercito nordista nella Guerra di Secessione. Durante la battaglia di Kennesaw Mountain, l’avanzata delle truppe è impedita da un soldato sudista, che si spinge a ridosso delle linee nemiche con sprezzo del pericolo per indicarne le mosse ai suoi. Sarà Bierce a scoprire perché questo soldato sia invulnerabile alle pallottole.
Una classica storia di spettri di ambientazione guerresca, con i disegni di Luca Rossi realistici e cupi, e i colori di Alessia Pastorello carichi e notturni.

TSATHOGGUA (Colombo / Masellis)
Il 15 marzo 1937, il pastore Abramus Coulson si reca in ospedale a trovare Lovecraft, il suo mentore, perché il marchio di Tsathoggua sul suo braccio ha ripreso a sanguinare. Il marchio gli fu impresso da ragazzo in una tragica notte, in cui la sua famiglia fu trucidata dai mostri. Ma essendo il Solitario di Providence in fin di vita, quando Abramus viene trascinato nel mondo alieno di Tsathoggua la situazione sembra farsi disperata.
Affettuoso omaggio di Maurizio Colombo a HPL, in una storia onirica e visionaria che ci porta in un mondo inquietante. I disegni di Helena Masellis sono evocativamente evanescenti, con tratto sottile e colori lividi.


IL CASTELLO SUGLI APPENNINI (Giusfredi / De Stena / Vattani)
Durante un temporale, Edgar Allan Poe trova riparo in un antico castello disabitato sugli Appennini. Nella stanza da letto viene colpito dal ritratto ovale della bellissima Camilla dei Ponziani, moglie del pittore Andrea, il quale era amico del Cavaliere di Roccabruna. Quando lei morì, il Maestro esaudì la richiesta di Andrea, e così anche Poe ha modo di incontrare Camilla.
Una storia romantica, con manieri infestati, amori oltretombali, esecuzioni postume, solitudine, temi squisitamente tipici del Bostoniano, che Giusfredi riesce a trattare con destrezza creando una storia d’atmosfera. I disegni ombrosi e suggestivi di Francesco De Stena vengono ancor più caricati di plumbea malinconia dalla colorazione di Matteo Vattani.

DANVERS MANOR (Boselli / Scibilia)
Una notte lo scrittore Edward Benson riprende a fare un vecchio incubo ricorrente, in cui si trova in un cimitero abbandonato presso una chiesa in rovina. In un sogno successivo legge su una lapide il nome di Daniel Danvers, un suo compagno di college, che un’estate rinunciò ad andare a trovare nella tenuta di Tywin-on-the-sea. L’amica Mabel gli consiglia di andarci adesso, e Benson vi ritrova Daniel, che non è invecchiato di un solo giorno.
In questa storia Boselli tratta con delicatezza il difficile tema dell’omosessualità, fino all’accettazione finale da parte del protagonista della propria diversità, in un’epoca in cui non era qualcosa di socialmente accettabile. Strepitosi i disegni di Alessandro Scibilia, dallo spessore pittorico, che rendono meravigliosamente i verdi prati inglesi, le scogliere, le case e le ville inglesi, ma anche i personaggi vivissimi, ritratti in immagini quasi fotografiche.


I SETTE VOLTI DI MILANO (Giusfredi / Cropera / Pastorello)
In una lettera a Caleb Lost, il giornalista Giovanni Drogo racconta dello stravolgimento della sua vita avvenuto negli ultimi giorni. Da quando incontrò un barbone a cui non poté fare l’elemosina, iniziò a vedere facce mostruose ovunque: una prostituta, una vicina di casa, un poliziotto, la donna delle pulizie di cui è innamorato e persino il suo capo. Tutto avviene, secondo quanto gli aveva detto il barbone, a causa del fatto che egli possa vedere i “sette volti di Milano”, una capacità che segna il suo destino.
Nell’omaggiare Dino Buzzati, Giusfredi ci presenta una storia bella e inquietante, in cui i tic e le nevrosi del protagonista si ingigantiscono fino a sfociare (forse) nella follia. Scene di vita vissuta, in redazione, per strada, con i vicini, conferiscono veridicità alla storia, resa ancor più coinvolgente dalla narrazione in prima persona. Tra scorci milanesi e volti mostruosi, alternando realismo e scene fantastiche, Michele Cropera traduce adeguatamente in immagini il racconto, con un’ottima scelta delle inquadrature.


PRIGIONIERO DEI SARGASSI (Boselli / Baggi)
Nel 1918, durante la Prima Guerra mondiale, il tenente William Hope Hodgson era a Ypres, nelle Fiandre, quando due soldati, conoscendo i suoi racconti fantastici, lo avvicinarono. Hodgson racconta loro della sua disavventura sul mercantile “Homebird”, in rotta verso la Giamaica, che rimase bloccata tra le alghe del Mar dei Sargassi. C’era un’altra nave immobile in acqua, a cui venne mandata una scialuppa. Questa non arrivò mai a destinazione, perché fu attaccata da un calamaro gigante, a cui seguì l’assalto di un esercito di uomini pesce. Salvatosi miracolosamente, Hodgson giurò di non mettere più piede su una nave.
Boselli carica questo racconto di un incombente senso di minaccia, che sfocia in un’inquietante invasione proveniente dalle profondità del mare, narrata specularmente all’offensiva tedesca della Grande Guerra: l’orrore può venire da una Natura implacabile così come dall’uomo.
Spettacolari i disegni, che strabordano spesso dalla griglia, addirittura con ben tre vignette a tutta pagina, vere e proprie illustrazioni. Davvero inquietante poi l’esercito degli uomini pesce ritratto da Alessando Baggi, maestro di mostruosità grafiche.

EPILOGO (Boselli / Genzianella / Pastorello)
Nella biblioteca del Teatro dei Passi Perduti alcuni libri cadono dagli scaffali, da cui occhieggiano seducenti donne ragno, carmille e giganti insetti kafkiani. Harlan e Bierce realizzano di aver sfogliato abbastanza libri per la giornata.

In conclusione il Dampyr Color si rivela un albo molto bello e davvero speciale. L’unico appunto possibile è che gli spettacolari disegni soffrono un po’ il classico formato bonelliano: avrebbero meritato una taglia più grande e la carta patinata, per poter essere apprezzati in tutto il loro splendore.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Luca Rossi su Wikipedia
Sito di Helena Masellis
Blog di Francesco De Stena
Il blog di Alessandro Scibilia
Michele Cropera su Facebook
Alessandro Baggi su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Pagina Facebook di Matteo Vattani
Blog di Alessia Pastorello
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 24 luglio 2021

Zagor - N.672

Testata: ZAGOR GIGANTE, N.672 (Zenith Gigante 723)
Episodio: IL PRESAGIO
Testi: JACOPO RAUCH
Disegni: RAFFAELE DELLA MONICA
Copertina: ALESSANDRO PICCINELLI
Lettering: VALENTINA PEJRANO
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 07-2021

Questo mese Zagor è di nuovo alle prese con i vampiri. Il presagio è il primo episodio di una lunga saga, a celebrare i sessant’anni di Zagor con una trasferta in Europa sulle tracce del barone Rakosi, che durerà per cinque mesi e che si concluderà con “un drammatico epilogo”.

Zagor e Cico sono a Fairmont, impegnati con gli amici indiani del posto a cacciare un enorme orso assassino. L’inseguimento dell’animale porta i cacciatori nella sacra Palude delle nebbie, dove Zagor ha la visione di un castello, di un cimitero e del barone Rakosi. Più tardi, ripresosi dalla dura lotta con l’orso, Zagor riceve una lettera di Frida Lang, la quale lo informa che il suo findanzato Manfred, già vittima della vampira Varga, risvegliatosi da un tremendo incubo in cui vampirizza una donna vede sparire il suo riflesso nello specchio.

Dopo i festeggiamenti serali in cui Cico non manca di cacciarsi in qualche guaio, lo Spirito con la Scure e il suo compagno partono per Bergville, la cittadina in cui Zagor affrontò in passato il barone vampiro con l’aiuto del dottor Metrevelic.
Tra i paesani fervono i preparativi per la festa di fidanzamento di Piotr e Anna, quando giungono Zagor e Cico, che vengono accolti a braccia aperte. Mentre Cico si aggira per le cucine, Zagor informa il dottore dei fatti e del suo timore di un ritorno di Rakosi, che potrebbe aver steso il suo influsso su Manfred. Il vampiro in effetti non tarda a manifestarsi, proprio durante la festa di fidanzamento, prendendo possesso del corpo di Aline, la figlia di Metrevelic, per lanciare le sue minacce di morte e distruzione.

Questo volume propone di fatto un episodio preparatorio alla lunga saga vampiresca di Zagor, che fa da introduzione per il seguito della vicenda e da raccordo con le precedenti storie in cui lo Spirito con la Scure ha affrontato il vampiro Bela Rakosi, fin dalla prima avventura di Nolitta e Ferri uscita nel lontano 1972. Com’è naturale, è l’avventura a farla da padrona nel racconto, in particolare con la caccia all’orso nella foresta, mentre la trama vampiresca è più che altro basata su visioni e vaghe minacce, compreso il suggestivo antefatto londinese. Immancabili le dissaventure e le gag che vedono protagonista il sempre affamato Cico.
I disegni di Della Monica sono ben realizzati e presentano un tratto pulito, per lo più impsotati sulle canoniche tre strisce, con alcune vignette doppie o quadruple, che danno più respiro alle tavole. Belli in particolare gli scorci della foresta e del villaggio indiano, e le dinamiche scene con i pipistrelli.

Risorse Web:
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Zagor su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
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domenica 18 luglio 2021

The Professor - Nistarim

Testata: THE PROFESSOR (Nuova serie N.1)
Episodio: NISTARIM
Testi: ROBERTO LEONI
Disegni: RICCARDO INNOCENTI
Copertina: F. MOBILI; col: SEGALA
Copertina ltd edn: F. TOMASELLI
Creaz. personaggio: CORBETTA
Lettering: ANDREA CUNEO
Pagine: 56
Edizione: GARAGE 11 AUTOPRODUZIONI, 03-2021

Dopo una riuscita campagna di crowdfunding, nel marzo 2021 The Professor è tornato con un nuovo formato 30x21 e un’edizione destinata al circuito delle fumetterie, con la copertina di Francesco Mobili e Francesco Segala (che si è occupato della colorazione). Come regalo ai sostenitori, i curatori hanno realizzato anche un’edizione limitata in 250 copie e numerata, con la copertina di Francesco Tomaselli e l’elenco dei nomi di chi ha fornito il proprio sostegno in quarta di copertina.
La stessa modalità di produzione è stata avviata per il prossimo numero, la cui uscita è programmata per l’autunno 2022. Per avere informazioni e sostenere il progetto si può contattare la Garage 11 via email o sulla pagina Facebook di The Professor.

Impero Austro-Ungarico, 1884. Padre Sebastiano Rizzo e due membri di una confraternita interreligiosa giungono al Monastero delle Suore recluse benedettine, nel Tirolo meridionale, dove scoprono che le sorelle sono state trucidate e il Tanakh nero, una Bibbia satanica, trafugato dagli adepti dell’Ordine del nove nero.
Padre Rizzo parte subito per l’Inghilterra e dopo un lungo viaggio raggiunge il professor Lowe all’UCL. Strappatolo a un incontro con Arthur Conan Doyle e il suo mentore, il professor Bell, Sebastiano informa Benjamin che l’unica copia completa del Tanakh nero, custodita a Londra dalla confraternita, contiene le informazioni per individuare gli zaddiq nistar, ovvero i 36 giusti di ogni generazione, ora in grave pericolo in seguito al furto della copia del Monastero. Prima di poter agire, i due vengono attaccati da quattro monaci neri, che uccidono padre Rizzo.

I tatuaggi sui corpi dei monaci uccisi indicano la loro appartenenza ai Dossen Mob, banda guidata dai fratelli Haskins. L’ispettore Stevenson sguinzaglia gli agenti di Scotland Yard, i quali durante la notte arrestano quasi tutta la banda, mentre i due capi sono in salvo con il demone Telal, che pianifica l’eliminazione di Lowe. Quando il professore viene attaccato da Telal, la sua mano meccanica, però, si rivela un formidabile strumento di difesa.
Scoperto il nascondiglio della copia completa del Tanakh nero, Lowe avrà bisogno di tutto l’aiuto di Conan Doyle, di Bell e della polizia per sventare la più vicina profezia satanica riportata sul libro, fin troppo prossima a realizzarsi.

Questo nuovo episodio di The Professor presenta una ricca trama e un racconto ben calato nella realtà contemporanea ai personaggi, grazie a molti riferimenti a opere, personaggi, fatti di cronaca e luoghi. Gli elementi esoterici e quelli storici in particolare risultano elementi portanti della storia, ad esempio con le figure di Bell (colui che ispirò Sherlock Holmes) e di Doyle, che all’epoca aveva uno studio medico a Southsea e stava scrivendo la prima storia di Sherlock Holmes, Uno studio in rosso. Il personaggio di Benjamin risulta sempre caratterizzato da grande umanità e senso di solidarietà, ad esempio quando insiste per ospitare Doyle nella sua casa, con il pretesto della necessità di averlo vicino per le indagini.
Le maggiori dimensioni del volume consentono a Innocenti di strutturare le tavole con quattro e a volte cinque strisce, con un taglio alla “francese”. Il tratto dell’artista è chiaro e pulito, che offre una lettura scorrevole per meglio calarsi nella storia.
Vale la pena indicare infine l’utilità dei paratesti, in particolare la biografia di Lowe, che aiuta a riprendere il filo del racconto interrotto nel novembre 2017, e la postafazione dello sceneggiatore Roberto Leoni, che spiega che con Corbetta ha ideato un vero e proprio reboot di The Professor, con una revisione che parte dal nome del protagonista Lowe, più evidentemente ebreo rispetto al precedente adattamento anglofono Love.

Risorse Web:
Pagina ufficiale di The Professor
Pagina Facebook di The Professor
Pagina Facebook di Riccardo Innocenti
Francesco Mobili su ComicsBox

sabato 17 luglio 2021

The Professor - N.6

Testata: THE PROFESSOR, N.6
Episodio: POLVERE
Testi: CRISTIANA ASTORI
Disegni: FRANCESCO MOBILI
Creazione personaggio e copertina: ANDREA E. CORBETTA
Supervisione: ROBERTO LEONI
Lettering: ANDREA CUNEO
Pagine: 96
Edizione: ERREDI GRAFICHE EDITORIALI, 10-2017

Il numero 6 di The Professor è l’ultimo della serie da edicola in formato bonelliano. Bisognerà poi aspettare al 2021 per ritrovare Benjamin Love con nuove avventure, in fumetteria.

Neil Garrick, studente dell’UCL, ha ereditato l’isola gallese di Hell Bay, che fino a qualche decennio prima era sede di Bone Rock, carcere femminile di massima sicurezza. Garrick ha lanciato una sfida: chi riuscirà a superare una notte sull’isola vincerà un premio di mille sterline. Il professore è consapevole dei rischi dell’impresa, poiché sull’isola sono frequenti sparizioni e morti, preannunciate dal sollevarsi nel vento della cenere dei corpi bruciati degli appestati del Seicento. Love non può che recarsi a Hell Bay per per cercare di proteggere gli sfidanti.
Gli ospiti si riuniscono nel salone della fortezza: l’esploratore Arthur Mason, il giornalista Randall McKenzie, la “donna perduta” Emily Fisher, la medium Madame Blavatsky e Lady Emma Blackman, direttrice del manicomio di Bethlem.

Durante la cena Madame Blavatsky va in trance, e con voce spiritica annuncia la morte di tutti; poco dopo Love salva per un pelo Emma dalla caduta di un grosso lampadario. Garrick si dà alla fuga, portandosi la nave e dicendo che tornerà l’indomani.
Emma si chiude nella sua stanza dedicandosi allo studio, poi raggiunta e confortata dal dottor Douglas Morgan, il quale dice di essere stato mandato da Garrick. Love, McKenzie, Blavatsky e Mason, invece, vanno in ricognizione e trovano il diario di un’ospite, Annie Wilkes, che racconta degli orrori inflitti dai medici alle ospiti di Bone Rock. Tra le mura della fortezza, però, non tarda a comparire la cenere annunciatrice dell’arrivo dei fantasmi delle detenute, e iniziano così le uccisioni ai danni degli ospiti di Garrick. Love e Blavatsky dovranno mettere in campo le loro conoscenze esoteriche e la loro intraprendenza per fermare il massacro degli ospiti e salvare la scettica Emma.

Con Polvere Cristiana Astori imbastisce una superba e claustrofobica storia di fantasmi, forte di un racconto ben strutturato e basato su un solido background di leggende e teorie esoteriche. I fantasmi affrontati da Love sono nati dalla stupidità e dalla cattiveria dell’uomo: «Violenza chiama violenza», scriveva la detenuta (dal nome kinghiano) Annie Wilkes nel suo diario. Altro tema portante è il confronto tra la positivista Emma e la mistica Blavatsky, in cui Love non esita a prendere le parti di quest’ultima. Nonostante questo e nonostante quello che vede, Emma però continua a non credere, portavoce di una scienza miope e oscurantista rispetto ai misteri dello spirito.
Articolata e molto libera la costruzione delle tavole di Mobili, con vignette su due, tre, quattro e anche cinque strisce, talvolta liberate dalla gabbia, e varie splash page. L’atmosfera creata dai disegni è fumosa e spettrale, come richiede la storia. Lo stile dell’artista è efficace pure nel rappresentare l’orrore, come nelle scene della trance di madame Balvatsky, dell’aggressione spiritica di Mason e di Fisher, e di una bambola dall’espressione malvagia, squisitamente horror.



Risorse Web:
Pagina ufficiale di The Professor
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Cristiana Astori su Wikipedia
Francesco Mobili su ComicsBox
Erredi Grafiche Editoriali

venerdì 16 luglio 2021

The Professor - N.5

Testata: THE PROFESSOR, N.5
Episodio: TROLL
Testi: GIANCARLO MARZANO
Disegni: PAOLO D’ANTONIO
Creazione personaggio e copertina: ANDREA E. CORBETTA
Supervisione: ROBERTO LEONI
Lettering: ANDREA CUNEO
Pagine: 96
Edizione: ERREDI GRAFICHE EDITORIALI, 07-2017

Mentre cerca di rilassarsi fumando una pipa al Bloomsbury Pipe Club, il professor Love apprende da Bram Stoker, scrittore e direttore del Lyceum Theatre, del naufragio del Prometheus sulle coste di un’isola delle Orcadi avvenuto la settimana precedente. Stoker è incuriosito dal fatto che l’equipaggio sia stato ucciso prima dell’impatto con gli scogli, forse per opera di pirati sanguinari. Ma la spiegazione non lo convince: lo scrittore è insospettito dalla scomparsa del diario di bordo, in quella che appare una vicenda oscura che potrebbe essere un ottimo spunto per il suo nuovo romanzo. Non senza qualche titubanza, Stoker coinvolge Love in un’indagine sul luogo per scoprire di più sull’accaduto.

Ben presto i due giungono all’isola di Hoy, prendendo alloggio all’Old Man’s Inn. Il mattino seguente vengono informati dagli isolani dell’ennesima scomparsa di pecore e dell’uccisione di un cane. Secondo una vecchia donna sarebbe stato un troll, una delle creature che furono padrone delle Orcadi prima dell’avvento degli uomini. Per un attimo le parole della vecchia acquistano un’eco sinistra quando il sole si oscura: ma non è un’eclissi, bensì la geografa Sheila Combs su una mongolfiera.
Le uccisioni continuano, e la seguente vede vittima un uomo. Si decide di fare una battuta di caccia per trovare il mostro, a cui partecipano tutti gli isolani. Le ricerche risultano infruttuose, ma nella battuta Love e Stoker vengono a sapere della casa dello Straniero, un vecchio rudere appartenuto il secolo precedente a un europeo, si dice condannato a morte in Irlanda. Stoker e Love vi ritornano in seguito da soli e con l’aiuto di Furio vi rinvengono un laboratorio segreto. È la conferma dei sospetti del professore che le uccisioni di quei giorni sono collegate ai resoconti di viaggio del capitano Robert Walton, colui che raccolse la testimonianza della tragedia di Victor Frankenstein e della sua creatura.

In questo episodio, Marzano presta un appassionato omaggio a Frankenstein e soprattutto a Dracula, la cui storia, nel mondo di The Professor, è ispirata proprio ai fatti narrati in questo albo. E, guarda caso, Stoker baserà il personaggio di Van Helsing proprio su Benjamin Love. Risulta simpatica l’idea di inserire Bram Stoker nella vicenda, insieme alla Creatura di Frankenstein, in un mélange narrativo che unisce personaggi storici e letterari a figure del folklore. Riuscito anche il personaggio di Miss Combs, che dà una nota umoristica al racconto. Il taglio a tratti ironico di Marzano emerge anche nelle parole di Love, ad esempio durante le indagini quando, facendo il verso a Sherlock Holmes, sostiene che «quando le risposte razionali vengono meno, per trovare soluzioni appropriate, bisogna porsi domande insensate».



Risorse Web:
Pagina ufficiale di The Professor
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Giancarlo Marzano su Wikipedia
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