Testata: ZAGOR GIGANTE, N.676 (Zenith Gigante 727)Episodio: IL CASTELLO DEL VAMPIRO
Testi: JACOPO RAUCH
Disegni: WALTER VENTURI
Copertina: ALESSANDRO PICCINELLI
Lettering: ALESSANDRA BELLETTI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2021
Zagor si risveglia sul fondo di una scarpata, unico superstite del suo gruppo insieme ad Emil. Raggiunto il compagno, lo trova legato e circondato da zingari, al cospetto di Rakosi, che riesce a fare prigioniero anche lo Spirito con la Scure.
Intanto i sopravvissuti dell’altro gruppo di cacciatori, che erano stati travolti da una valanga, si riuniscono. Istvan e Laszlo vengono affrontati dalle giovani abitanti del villaggio rapite, ormai concubine non-morte di Rakosi. Janos viene salvato dall’intervento di Manfred Moor, che le scaccia via. Nel villaggio intanto Frida si risveglia per un attimo, cercando di liberarsi dell’aglio e annunciando l’arrivo di Rakosi.
Prima di lui però arriva la sua spia, padre Gabor, che ferisce gravemente Imre e prepara l’arrivo del padrone. Imre riesce a raccogliere le forze per sparare a Gabor, ma il vampiro può ormai entrare nella stanza. Ma quando affronta Cico, il vampiro ha una sgradita sorpresa e rimane temporaneamente indebolito. Questo permette a Ylenia Varga e Manfred Moor di rientrare in gioco e di dare man forte a Zagor, che finalmente raggiunge il castello per la resa dei conti con Rakosi.
Questo episodio propone un racconto più incentrato sull’azione rispetto ai precedenti. Zagor ha le sue difficoltà, ma presto lo scontro volge a suo favore, grazie soprattutto al ritrovato potere della vampira Ylenia. Com’è naturale in un racconto serializzato, il finale non può che volgere a favore dell’eroe protagonista, sentenziando la sconfitta del cattivo di turno. Ma la saga nel suo complesso risulta avvincente, ricca d’atmosfera e rimandi a classici vampireschi soprattutto del cinema, oltre chiaramente ai riferimenti ai precedenti tra Zagor e Rakosi, ormai anch’essa una saga classica della fiction vampiresca.Dal punto di vista grafico le prime tavole sono un omaggio al primo incontro tra i due acerrimi nemici, a cui Venturi dà un sapore vintage, subito archiviate con una bellissima quadrupla che ritrae un maestoso castello rakosiano. Riguardo ai presonaggi, convincenti e inquietanti sono in particolare le vampire concubine e i lupi comandati da Ylenia.
Risorse Web:
Jacopo Rauch su ComicsBox
Walter Venturi su Wikipedia
Alessandro Piccinelli su Wikipedia
Zagor su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Zagor
Il gruppo, ora più numeroso, raggiunge Balasz, dove sono state rapite altre tre ragazze, di cui Rakosi vuole fare delle “concubine delle tenebre”: risulta facile a Zagor e soci trovare altri volontari per la missione.
Questo episodio funge da raccordo con il prossimo finale e racconta dell’aggravarsi della minaccia che pesa sui protagonisti: il cappio predisposto da Rakosi si stringe attorno a Zagor e compagni, che finiscono proprio dove voleva il vampiro. L’impresa quindi sembra disperata, ma i nostri non si lasciano abbattere, animati dai più puri valori zagoriani: “Lealtà, amicizia, senso di fratellanza”, valori “che la fredda malvagità del barone Rakosi non è in grado di capire e che non ha messo sul piatto della bilancia”, afferma fieramente lo Spirito con la Scure. Intanto Frida è sempre più soggetta al Barone, e questo rende l’affetto tra lei e Zagor sempre più evidente.
Il gruppo decide per prima cosa di intercettare il battello che trasporta Manfred, con la speranza di poterlo salvare, e si mette in viaggio su un treno militare per Olmutz. Frida sta sempre peggio, ma la trasformazione è almeno rallentata da un siero somministratole da Korasi. La Baronessa è comunque di aiuto nelle ricerche, avendo un collegamento telepatico con Manfred. Il viaggio, però, è interrotto da un assalto di farkaskoldòi, ferocissimi lupi mannari della pianura ungherese, guidati da uno zingaro al servizio di Rakosi.
L’episodio si apre con una delle immancabili e divertenti disavventure di Cico, che nel corso della storia ci regala diverse impagabili espressioni di terrore. Il racconto presenta anche una vena malinconica nelle scene con Frida, in particolare quando la Baronessa attraversa in carrozza le strade della sua Vienna rammaricandosi di non poterle mostrare con calma all’amato Zagor. La libera ispirazione a Stoker si presta bene alla vicenda di Frida, che ha un collegamento telepatico con il vampiro Manfred. L’avvincente storia di
Ora il vampiro gongola nel gettare nel fuoco i fogli dell’ultima copia esistente della sceneggiatura, ma ha una grossa delusione quando Martin rivela di averne fatto una scansione, che ha inviato a un suo corrispondente. Nella colluttazione che segue, Berinike riesce a sottrarre dei letali artigli di frassino a Yates, il quale ha la peggio.
Questo episodio presenta numerosi colpi di scena, su tutti la inaspettata uscita di scena di Yates, che comunque regala qualche momento divertente, come la schermaglia in cui esprime la sua curiosità sul sapore del sangue di Neanderthal, punzecchiando Java. I vampiri di Barzi sono “modernamente classici”, nel senso che hanno gli stessi punti deboli dei loro predecessori della tradizione letterario-cinematografica, ma usano armi e vengono affrontati con sistemi moderni: si veda la “maschera” di Berinike, travestita da uomo invisibile, che non può non ricordare la Tesla di
Ad ammazzare Good è stata una vampira, Scream Jean, che stava cercando di mettere le mani su un incredibile reperto ritrovato da John: una copia in 16 millimetri del mitico
Evocare i paradigmi dell’immaginario vampiresco è un’operazione che, se ben realizzata come fa Barzi, risulta particolarmente coinvolgente per l’appassionato. Film come Nosferatu, I vampiri di Praga, London After Midnight hanno già solo nei titoli magia e potere evocativo. La storia, però, funziona a prescindere, perché non si limita a richiami nostalgici, bensì colloca i protagonisti di questi film nel vivo sviluppo di trama e sottotrama, collocate nel tempo odierno e nel passato.