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venerdì 14 ottobre 2022

Maxi Dampyr - N.12

Testata: MAXI DAMPYR, N.12
Titolo: DAMPYR COLOR 2 – LA CINETECA DEL MISTERO
Testi: M. BOSELLI, G. GIUSFREDI
Disegni: AAVV
Colori: ALESSIA PASTORELLO et al.
Copertina: MATTEO VATTANI
Pagine: 128
Edizione: BONELLI, 07-2022

Anche quest’anno la collana Maxi propone un “Dampyr Color”, stavolta dedicato al cinema horror, con cinque episodi scritti da Mauro Boselli e Giorgio Giusfredi, più una storia che fa da cornice.

PROLOGO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Indagando su un libro ricevuto da Ljuba all’Università, Harlan si reca con il professor Beranek nella libreria dove è stato acquistato il volume, e qui partono delle proiezioni di film di Musuraka, il Maestro della Notte appassionato di cinema.

CADUTO DALLA LUNA (Boselli / Barbieri)
Parigi, 1931. Georges Méliès, ridotto in povertà, ha un chiosco di giocattoli alla stazione, dove vede animarsi una lanterna magica che lo trascina nel Regno del sogno, in cui viene accolto dalla principessa Araxe e incaricato di rintracciare un guerriero della guardia della Regina della Luna.
In questo episodio Boselli rende omaggio a Méliès, coadiuvato splendidamente da Paolo Barbieri con disegni pittorici e onirici, tra i quali spicca una meravigliosa doppia splash page di pagina 18-19.

DOPPELGÄNGER (Boselli / Longo / Pastorello)
Berlino, 1939. Il grande attore e regista Paul Wegener è un osservato speciale degli agenti della polizia del Reich. Dopo uno spettacolo, Wegener viene seguito fino Praga, dove si reca alla sinagoga vecchianuova: gli agenti che lo seguono, avranno una pessima sorpresa.
La storia si basa sulla doppia vita del regista di Il Golem, che doveva recitare anche nella vita privata, per non compromettersi con il regime nazista: per contrappasso, è una “leggenda” ebrea a salvargli la vita. I disegni nervosi di Longo ben rappresentano la tensione che caratterizza il personaggio.

DARK PINOCCHIO (Giusfredi / Dal Lago, Delladio / Dal Lago, Pastorello)
Vent’anni fa una bambina venne salvata dall’urto di un camion da Gino, un bimbo vestito da Pinocchio, e la bimba lo ringrazia con un dono. Quando la piccola vede che il suo salvatore ha davvero un volto di legno, ne viene spaventata a morte. Ma non dimenticherà Gino, e lo ritroverà da adulta con l’aiuto di Harlan.
Un piccolo gioiello questa poetica storia di Giusfredi, che rivisita la fiaba di Pinocchio in versione vampiresca, ma che è anche una storia di un’amicizia che dura una vita. I meravigliosi disegni di Dal Lago, evanescenti e carichi di un’atmosfera da fiaba, si alternano nelle scene contemporanee alle tavole di Delladio, più descrittive e realistiche.

INCUBO DI NATALE (Giusfredi / Cropera / Pastorello)
Ed Wood, il “peggior regista della storia di Hollywood”, si ritrova in una sala ad assistere alla proiezione di un suo film, che non ricorda di aver girato, A Christmas Nightmare, in cui rivede tutte le sue star: Tor Johnson, Vampira, Criswell e Bela Lugosi. È la sorpresa di un suo ammiratore, niente meno che un Maestro della Notte.
Un episodio che rilegge in chiave fantastica la vicenda biografica di Ed Wood. I disegni di Cropera sono puliti e chiari nella prima parte, più nervosi e cupi nell’incubo finale.


VAMPIRA (Boselli / Fortunato)
Parigi, 1916. Allo “Chat Huant” di Montmartre va in scena uno spettacolo di Irma Vep, la protagonista interpretata dalla celebre e bella Musidora della serie gialla Les Vampires di Louis Feuillade. Si tratta però di una sosia, che non si limita a calcare le scene, ma che guida anche una banda di criminali nei bassifondi parigini. Chiarmente la vera Musidora non può lasciare che venga infangato il suo nome.
Altro gioiellino dell’albo, in cui si rende omaggio a una vera icona del cinema muto e al suo spirito libero, riproponendo al contempo il tema del doppio. Molto belli i disegni di Fortunato, che realizza una colorazione dai toni morbidi e dall’atmosfera sognante, e ci propone da un lato una Musidora sensuale dall’altro vampirescamente inquietante.


EPILOGO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Dopo la proiezione di un episodio inedito di Les Vampires da lui girato con una vera vampira, Henzig alla fine si mostra ad Harlan e Beranek. Il vampiro ha una proposta allettante per il professor Beranek: se sparerà ad Harlan, potrà accedere ai suoi archivi pieni di film perduti dei grandi registi del passato.
Prologo ed epilogo forniscono un efficace filo rosso tra le storie, e sono realizzati graficamente da Luca Rossi, con disegni dalla grande espressività, soprattutto nei volti dei cattivi.

Il Dampyr Color si conferma un’ottima raccolta “fuori serie”, molto gradita ai lettori di Dampyr, ai quali propone un format diverso dagli albi mensili, ma che può essere una piacevole lettura per tutti gli appassionati di fumetto e di cinema.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
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Paolo Barbieri su Wikipedia
Scheda di Fabrizio Longo su SergioBonelli.it
Scheda di Alberto Dal Lago su ScuolaComics.it
Blog di Simone Delladio
Michele Cropera su Facebook
Blog di Alessio Fortunato
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giovedì 29 luglio 2021

Maxi Dampyr - N.11

Testata: MAXI DAMPYR, N.11
Titolo: DAMPYR COLOR – LA BIBLIOTECA DELL’ORRORE
Testi: M. BOSELLI, M. COLOMBO, G. GIUSFREDI
Disegni: AAVV
Colori: ALESSIA PASTORELLO, MATTEO VATTANI et al.
Copertina: MATTEO VATTANI
Pagine: 128
Edizione: BONELLI, 07-2021

Il Maxi Dampyr di quest’anno si propone nella nuova formula antologica del “Dampyr Color”, con sei episodi tutti a colori realizzati da vari autori in una cornice narrativa ambientata nel Teatro dei Passi Perduti. Come spiega Mauro Boselli nella postfazione, le storie sono tutte legate a scrittori del genere fantastico e ai loro scritti, sancendo ancora una volta il legame tra Dampyr e il mondo della letteratura fantastica.

PROLOGO; IL DISPERSO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Harlan conduce Ambrose Bierce in una particolare sala della Biblioteca dei Passi Perduti, dove sono custoditi i libri mai scritti degli autori preferiti di Nikolaus, da cui i due leggono alcune storie.
La prima di queste vede protagonista proprio Bierce, che nel giugno 1864 è tenente dell’esercito nordista nella Guerra di Secessione. Durante la battaglia di Kennesaw Mountain, l’avanzata delle truppe è impedita da un soldato sudista, che si spinge a ridosso delle linee nemiche con sprezzo del pericolo per indicarne le mosse ai suoi. Sarà Bierce a scoprire perché questo soldato sia invulnerabile alle pallottole.
Una classica storia di spettri di ambientazione guerresca, con i disegni di Luca Rossi realistici e cupi, e i colori di Alessia Pastorello carichi e notturni.

TSATHOGGUA (Colombo / Masellis)
Il 15 marzo 1937, il pastore Abramus Coulson si reca in ospedale a trovare Lovecraft, il suo mentore, perché il marchio di Tsathoggua sul suo braccio ha ripreso a sanguinare. Il marchio gli fu impresso da ragazzo in una tragica notte, in cui la sua famiglia fu trucidata dai mostri. Ma essendo il Solitario di Providence in fin di vita, quando Abramus viene trascinato nel mondo alieno di Tsathoggua la situazione sembra farsi disperata.
Affettuoso omaggio di Maurizio Colombo a HPL, in una storia onirica e visionaria che ci porta in un mondo inquietante. I disegni di Helena Masellis sono evocativamente evanescenti, con tratto sottile e colori lividi.


IL CASTELLO SUGLI APPENNINI (Giusfredi / De Stena / Vattani)
Durante un temporale, Edgar Allan Poe trova riparo in un antico castello disabitato sugli Appennini. Nella stanza da letto viene colpito dal ritratto ovale della bellissima Camilla dei Ponziani, moglie del pittore Andrea, il quale era amico del Cavaliere di Roccabruna. Quando lei morì, il Maestro esaudì la richiesta di Andrea, e così anche Poe ha modo di incontrare Camilla.
Una storia romantica, con manieri infestati, amori oltretombali, esecuzioni postume, solitudine, temi squisitamente tipici del Bostoniano, che Giusfredi riesce a trattare con destrezza creando una storia d’atmosfera. I disegni ombrosi e suggestivi di Francesco De Stena vengono ancor più caricati di plumbea malinconia dalla colorazione di Matteo Vattani.

DANVERS MANOR (Boselli / Scibilia)
Una notte lo scrittore Edward Benson riprende a fare un vecchio incubo ricorrente, in cui si trova in un cimitero abbandonato presso una chiesa in rovina. In un sogno successivo legge su una lapide il nome di Daniel Danvers, un suo compagno di college, che un’estate rinunciò ad andare a trovare nella tenuta di Tywin-on-the-sea. L’amica Mabel gli consiglia di andarci adesso, e Benson vi ritrova Daniel, che non è invecchiato di un solo giorno.
In questa storia Boselli tratta con delicatezza il difficile tema dell’omosessualità, fino all’accettazione finale da parte del protagonista della propria diversità, in un’epoca in cui non era qualcosa di socialmente accettabile. Strepitosi i disegni di Alessandro Scibilia, dallo spessore pittorico, che rendono meravigliosamente i verdi prati inglesi, le scogliere, le case e le ville inglesi, ma anche i personaggi vivissimi, ritratti in immagini quasi fotografiche.


I SETTE VOLTI DI MILANO (Giusfredi / Cropera / Pastorello)
In una lettera a Caleb Lost, il giornalista Giovanni Drogo racconta dello stravolgimento della sua vita avvenuto negli ultimi giorni. Da quando incontrò un barbone a cui non poté fare l’elemosina, iniziò a vedere facce mostruose ovunque: una prostituta, una vicina di casa, un poliziotto, la donna delle pulizie di cui è innamorato e persino il suo capo. Tutto avviene, secondo quanto gli aveva detto il barbone, a causa del fatto che egli possa vedere i “sette volti di Milano”, una capacità che segna il suo destino.
Nell’omaggiare Dino Buzzati, Giusfredi ci presenta una storia bella e inquietante, in cui i tic e le nevrosi del protagonista si ingigantiscono fino a sfociare (forse) nella follia. Scene di vita vissuta, in redazione, per strada, con i vicini, conferiscono veridicità alla storia, resa ancor più coinvolgente dalla narrazione in prima persona. Tra scorci milanesi e volti mostruosi, alternando realismo e scene fantastiche, Michele Cropera traduce adeguatamente in immagini il racconto, con un’ottima scelta delle inquadrature.


PRIGIONIERO DEI SARGASSI (Boselli / Baggi)
Nel 1918, durante la Prima Guerra mondiale, il tenente William Hope Hodgson era a Ypres, nelle Fiandre, quando due soldati, conoscendo i suoi racconti fantastici, lo avvicinarono. Hodgson racconta loro della sua disavventura sul mercantile “Homebird”, in rotta verso la Giamaica, che rimase bloccata tra le alghe del Mar dei Sargassi. C’era un’altra nave immobile in acqua, a cui venne mandata una scialuppa. Questa non arrivò mai a destinazione, perché fu attaccata da un calamaro gigante, a cui seguì l’assalto di un esercito di uomini pesce. Salvatosi miracolosamente, Hodgson giurò di non mettere più piede su una nave.
Boselli carica questo racconto di un incombente senso di minaccia, che sfocia in un’inquietante invasione proveniente dalle profondità del mare, narrata specularmente all’offensiva tedesca della Grande Guerra: l’orrore può venire da una Natura implacabile così come dall’uomo.
Spettacolari i disegni, che strabordano spesso dalla griglia, addirittura con ben tre vignette a tutta pagina, vere e proprie illustrazioni. Davvero inquietante poi l’esercito degli uomini pesce ritratto da Alessando Baggi, maestro di mostruosità grafiche.

EPILOGO (Boselli / Genzianella / Pastorello)
Nella biblioteca del Teatro dei Passi Perduti alcuni libri cadono dagli scaffali, da cui occhieggiano seducenti donne ragno, carmille e giganti insetti kafkiani. Harlan e Bierce realizzano di aver sfogliato abbastanza libri per la giornata.

In conclusione il Dampyr Color si rivela un albo molto bello e davvero speciale. L’unico appunto possibile è che gli spettacolari disegni soffrono un po’ il classico formato bonelliano: avrebbero meritato una taglia più grande e la carta patinata, per poter essere apprezzati in tutto il loro splendore.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Luca Rossi su Wikipedia
Sito di Helena Masellis
Blog di Francesco De Stena
Il blog di Alessandro Scibilia
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Alessandro Baggi su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
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Blog di Alessia Pastorello
Sergio Bonelli Editore
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venerdì 1 maggio 2020

Maxi Dampyr - N.10

Testata: MAXI DAMPYR, N.10
Episodio: LE STORIE SPECIALI
Testi: BOSELLI, COLOMBO, CAJELLI, FALCO, GIUSFREDI, SCIBILIA
Disegni: AAVV
Copertina: ALESSANDRO BAGGI
Pagine: 112
Edizione: BONELLI, 04-2020

Una delle iniziative bonelliane per celebrare il ventennale di Dampyr è la pubblicazione di un Maxi molto particolare, che raccoglie le otto storie brevi comparse nel corso degli anni in volumetti spillati, usciti in occasione di alcune mostre del fumetto. Le storie, dalle otto alle quattordici tavole ciascuna, sono precedute da un’introduzione di Mauro Boselli e seguite da una galleria in bianco e nero con le rispettive copertine.
Ben cinque episodi sono ambientati a Rimini e costituiscono una vera e propria minisaga di cinquanta pagine. La raccolta è anche un excursus storico-cronologico nella saga di Dampyr, perché le storie abbracciano un periodo di oltre un decennio, quindi ci presentano i protagonisti in diverse fasi di evoluzione della vicenda generale narrata dalla serie.
Veniamo ai singoli episodi.

NUMERO ZERO (Boselli-Colombo / Majo-Dotti-Genzianella-Rossi-Baggi). Queste otto pagine costituivano un’anteprima pubblicata nell’albetto omonimo per la Comiconvention 1999, e che quindi precedeva l’uscita del primo numero di Dampyr. In questo episodio vengono presentati i personaggi principali della saga con tavole di vari disegnatori: Harlan Draka ha una visione delle tre misteriose Guardiane della Legge, del padre vampiro, del soldato Kurjak e della non-morta Tesla.


VAMPIRI DI SABBIA (Boselli / Dotti). Il commissario Di Giovanni è sulla spiaggia di Rimini, su cui la corrente ha depositato i resti di una sirena. Il commissario chiede il parere di Poldark, che ebbe già a che fare con creature simili [nel numero 3]. Secondo Harlan, giunto a dare man forte con Kurjak e Tesla, l’essere sarebbe un frammento del defunto Maestro della Notte Kostacki, altre emanazioni del quale mettono in serio pericolo i villeggianti.
Questo primo albetto pubblicato per Riminicomix costituisce la seconda avventura italiana di Harlan e soci. Nonostante la brevità, Boselli riesce a dare spessore anche ai mostri, uno dei quali racconta l’agonia della non-esistenza. I disegni di Dotti sono precisi, espressivi e molto dinamici.


IL CIMITERO DELLE GIOSTRE (Cajelli / Fuso). Harlan, Tesla e Kurjak sono a Rimini con Poldark, in un deposito di vecchie giostre in disuso, a indagare in seguito al ritrovamento di un cadavere dissanguato. I nostri vengono attaccati da un mostro fatto di parti meccaniche e pezzi di metallo, che afferra Kurjak per nutrirsi del suo sangue, e che sembra davvero indistruttibile.
Episodio dai disegni essenziali e stilizzati, che si pregia di un’atmosfera tra cyber e horror ottantiano da autoscasso.

BALLO DI FINE ESTATE (Falco / Statella-Fara). Nel famoso Grand Hotel di Rimini è stato ritrovato un cadavere dissanguato. Mentre ne discute con Poldark a un tavolo del ristorante, Harlan viene avvicinato da una bella donna che chiede da accendere. Esposto a una strana spilla, il dampyr viene trascinato in una dimensione parallela, identica alla Rimini del 1932: Ahilis, questo il nome della donna, è in realtà un’agente di Nergal.
Falco riesce in poche pagine a imbastire una storia coinvolgente e con colpi di scena, sullo sfondo di una Rimini ben riconoscibile in uno dei suoi simboli e in uno dei suoi figli più famosi, Federico Fellini, che chiude il racconto con un finale fantastico. Statella e Fara realizzano un’antagonista femminile ben riuscita e caratterizzata, che forse avrebbe meritato più spazio.

IN RIVA ALL’IGNOTO (Giusfredi / Rosenzweig). Il tenente Poldark è a Rimini, tra le braccia della focosa Milena. Il cameriere che bussa alla porta, si rivela essere un mostro tentacolato che cerca di uccidere il tenente. Per fortuna Milena si dimostra ben più forte di quello che sembra, e per di più ha già contattato Harlan e soci per affrontare una minaccia portata nella città romagnola dal tatuatore Aklo.
L’aspetto più gustoso di questa storia è che cala i nostri eroi tra personaggi simili ai lettori. Harlan e Kurjak, infatti, si trovano tra un gruppo di cosplayer giunti a Rimini per una mostra di fumetti, tra cui spiccano maschere di Zagor e Dylan Dog. I disegni di Rosenzweig, dalle anatomie esagerate, hanno uno stile inconfondibile, barocco e ipercinetico.

L’EMBLEMA DEL DRAGO (Giusfredi / M. Villa). Il commissario Di Giovanni mostra a Poldark un antico bracciale con l’effigie del drago. I due vengono raggiunti da Harlan, che maneggiando il monile ha una visione del padre. Nel VI secolo Draka giunse in soccorso di Iohannes il Sanguinario ad Ariminum, sottoposta all’assedio degli Ostrogoti del re Vitige, che aveva dalla sua parte Erlik Khan.
Giusfredi riesce mirabilmente a condensare in poche pagine una storia densa, giocata tra passato e presente. Stavolta lo stesso Maestro Draka viene portato in riviera, in compagnia di Erlik. I disegni di Villa sono particolarmente espressivi, efficaci soprattutto negli sguardi intensi dei personaggi, sullo sfondo di alcuni dei più begli scorci riminesi.


NOTTE A NARNI (Boselli / Andreucci). Nel suo studio a Narni, un disegnatore sta realizzando della tavole con il vampiro Varney per un fumetto horror. Dopo una giornata di lavoro, esce a fare una passeggiata tra i vicoli della cittadina, e si imbatte con sua sorpresa nel suo personaggio, che lo morde sul collo. L’artista si risveglia e viene richiamato dallo sceneggiatore perché gli consegni il lavoro. Ma il vampiro non era un semplice frutto della sua mente, come non lo sono Harlan, Kurjak e Tesla.
Un divertissement in cui gli autori ritraggono se stessi insieme ai loro personaggi. I disegni di Andreucci hanno un taglio horror, ma non sono privi di ironia, soprattutto negli autoritratti che lo rappresentano come figura debole e impaurita.

LUCREZIA (Scibilia / Cropera). Dolceacqua, Liguria. Da quando in casa è stato smurato un antico passaggio verso il castello, la piccola Alice deperisce a vista d’occhio. Sembra che sia vittima di un vampiro psichico, ovvero Lucrezia, una donna che morì nella prima notte di nozze, uccisa per aver rifiutato la barbara pratica dello ius primae noctis. In suo aiuto giungono Maud e Harlan.
Una storia densa [qui una nostra recensione più approfondita], ambientata in una meravigliosa cornice, dove per anni si sono svolti gli incontri di Autunno Nero dei fratelli Scibilia: Andrea, autore dei testi, e Alessandro, copertinista dell’albetto. La rassegna, che si teneva nel castello dei Doria, qui visitato da Maud e Harlan, nel 2010 fu dedicata a Dampyr, mentre il 2009 vide protagonisti i vampiri: vi rimandiamo al servizio da noi pubblicato a suo tempo. I disegni di Cropera sono densi, ricchi d’atmosfera, i personaggi raffigurati con veri e propri ritratti.



Risorse Web:
Piccole storie, grandi terrori!
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
Alessandro Baggi su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
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mercoledì 26 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.9

Titolo: MAXI DAMPYR, N.9
Episodi: 1.IL TESTAMENTO, 2.IL MOSTRO NEL BILLABONG, 3.NEL PAESE DEGLI UOMINI BLU
Testi: DIEGO CAJELLI (ep.1), FRANCESCO MATTEUZZI (ep.2), GIULIO ANTONIO GUALTIERI / STEFANO MARSIGLIA (ep.3)
Disegni: MARCO SANTUCCI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), FABRIZIO RUSSO (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: ALESSANDRA BELLETTI
                                                   Ediz., pp.: BONELLI, 07-2017, 288

Da qualche giorno è in edicola l’ultimo numero del Maxi Dampyr, il nono della collana, che promette tanti brividi estivi per tre viaggi fantasiosi in località esclusive, tra Cornovaglia, Australia e Nordafrica.

Il Testamento: Dean Barrymore, scortato da Harlan, si reca in Cornovaglia, per la lettura del testamento del ricco sir William Hamilton. Dean lo incontrò solo in un’occasione, quando venne invitato a cena con altri due esperti di occulto, a cui si chiedeva un modo per contattare il defunto sir Duncan, tra l’aperta ostilità dei parenti presenti. Tutto iniziò nel 1911, presso le rovine di Uruk, quando sir Duncan trovò un’enorme statua del demone sumero Imdugud. Da allora, Duncan offrì molti sacrifici umani a Imdugud, ottenendone favori e ricchezza. Gli eredi maschi avrebbero dovuto portare avanti la tradizione, ma William non volle saperne, nonostante i familiari fossero di altro avviso. Toccherà a Harlan e a Dean, candidati al ruolo di vittime sacrificali, cercare di rompere la maledizione.
La storia di Cajelli sfrutta il tema sempre coinvolgente della nobile dinastia inglese in rovina, con il suo carico di misteri e maledizioni. L’atmosfera è resa magnificamente da Santucci, che dà un’ulteriore prova da grande Maestro. Su sfondi ricchi e dettagliati, l’artista tratteggia personaggi dalla grande espressività, giungendo a rappresentarne anche le più sottili sfumature, proprio come un regista che dirige attori in carne ed ossa.


Il Mostro nel Billabong: Harlan e Kurjak sono a Darwin, nel Territorio australiano del nord. Qui gli aborigeni vociferano che il bunyip, un mostro vampiresco simile a Kagyr Khan, sia uscito dai billabong (i laghi) e abbia ucciso un imprenditore e un capocantiere, per proteggere il suo territorio e la locale tribù aborigena. I nostri riescono a ottenere il sostegno del piccolo Elea e della polizia locale, ma l’agente Jarrah Namatjira non ne è affatto contento. La sua fidanzata Echo, infatti, ha un profondo legame telepatico con il bunyip, che lei sguinzaglia a suo piacimento contro quelli che ritiene nemici della tribù.
La storia di Matteuzzi è un’avventura esotica con elementi di critica al sistema capitalistico, rappresentata con disegni asciutti ed efficaci da Del Campo.


Nel paese degli uomini blu: Arno del Medical Team viene rapito dagli “uomini blu”, un gruppo di tuareg ribelli in lotta con gli occupanti di una miniera di uranio sull’altopiano di Djado, in Niger. Peccato che il proprietario della miniera sia un Maestro della Notte, Amanar, che sta formando un esercito di non-morti. Harlan, Kurjak e Tesla rintracciano Rajit, la guida che ha tradito Arno, e si fanno scortare fino al covo dei tuareg, nel deserto. Tra le rovine di Djaba, gli uomini blu stanno affrontando i non-morti di Amanar. Harlan e soci si uniscono alla battaglia e liberano Arno, per poi allearsi con i tuareg contro il nemico comune.
Questo di Gualtieri e Marsiglia è un episodio ricco d’azione, con battaglie, tradimenti e strategiche alleanze. I disegni di Fabrizio Russo sono precisi e molto dinamici, in particolare nelle scene di lotta e in quelle che vedono Tesla protagonista.


Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Blog di Francesco Matteuzzi
Scheda di Gualtieri su ScuolaComics.com
Marco Santucci Art
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Fabrizio Russo
Sergio Bonelli Editore

domenica 23 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.8

Titolo: MAXI DAMPYR, N.8
Episodi: 1.CACCIA ALLA VOLPE, 2.VALLE DI TENEBRA, 3.IL KLAN DEI DANNATI
Testi: CLAUDIO FALCO (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), NICOLA VENANZETTI (ep.3)
Disegni: ARTURO LOZZI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), DANIELE STATELLA (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Ediz., pp.: BONELLI, 08-2016, 288

Come ogni anno, luglio è il mese del Maxi Dampyr, pubblicazione che si propone di regalare ai lettori qualche brivido sotto l’ombrellone (o nelle afose città per i meno fortunati). Prima di parlare dell’ultimo numero, riprendiamo il discorso interrotto con il volume 8. Tre, come tradizione, le storie presentate.

Caccia alla Volpe: In Bosnia-Erzegovina il famigerato ufficiale Dragan Krasic, detto “La Volpe”, ha ripreso con una piccola guarnigione la sua spietata operazione di pulizia etnica. Fu a causa del “fuoco amico”di Krasic, durante la guerra nella ex-Jugoslavia, che la moglie e il figlio di Kurjak rimasero uccisi. Insieme ad Harlan e Tesla, Emil si reca a Bojisov per rintracciarlo. Purtroppo anche Lord Marsden sta cercando di contattare La Volpe, per proporgli una collaborazione per il riavvio di una fabbrica della Temsek. Quando riusciranno a incontrare Krasic, i nostri dovranno affrontare anche i non-morti del Maestro.
In questo epidosio Kurjak deve affrontare ancora il dolore delle sue perdite. Rivedere i luoghi in cui aveva vissuto con la famiglia gli fa male, e ad aggravare le cose ci sono le visioni della moglie e del figlio. Alla fine Emil riesce a ottenere la sua vendetta, ma è una vendetta amara, perché non può riportargli indietro nessuno. Kurjak, comunque, sente che è qualcosa che va fatto per chiudere i conti con il passato. Una storia amara, questa di Claudio Falco, intensa ed emozionante, e ben lontana da qualsiasi tono consolatorio che spesso anima le storie a fumetti. Notevoli i disegni, precisi e dettagliati, di Lozzi, capace di dare un forte impatto drammatico alle scene cruciali, con un sapiente gioco di ombre e una scelta felice delle inquadrature.


Valle di Tenebra: Alla ricerca di una potenziale Zona d’ombra, Harlan si reca nel basso Piemonte, per interrogare il maestro Mario D’Andrea. Nel 1944, nel villaggio di Rovi, base dei Partigiani, si verificò il tradimento del maresciallo Aurelio Esposito, ucciso dalla “Banda dei Bovari”: si dice che il borgo, ora abbandonato, sia maledetto. E infatti, tra i suoi vicoli, Harlan ha delle visioni e scopre il covo di un gruppo di fanatici assassini, ispirati dall’aura maligna del paesino, il cui scopo è ritrovare un’aquila d’oro risalente all’impero ottaniano.
Questo episodio, un po’ più verboso, punta maggiormente sull’atmosfera del borgo abbandonato, con i suoi vicoli deserti e gli angoli bui, ben resa da Del Campo.

Il Klan dei Dannati: Nella Ouachita County, in Arkansas, nel 1864 la compagnia sudista guidata dal capitano Willis fu sgominata da un battaglione nordista. Il capitano fu salvato dal Maestro della Notte Konrad, proprietario di una piantagione, che trasformò Willis e i suoi in non-morti. Oggi il macellaio Floyd Hawkins e il figlio Johnny, alleati di Konrad, vengono affrontati dagli uomini di Foreman, assoldato dalla Cohen Oil per vincere la resistenza di Hawkins a cedere i suoi terreni. A risolvere lo scontro sopraggiungono un gruppo di incappucciati del KKK, che si rivelano essere i vampiri di Konrad. Harlan e Kurjak raggiungono la Contea e si scontrano con il Maestro e i suoi non-morti sullo sfondo di una rievocazione storica della battaglia.

Uno dei punti di forza di Dampyr è, da sempre, la varietà di temi, toni e ambientazioni. In questo terzo episodio, neanche a dirlo, ecco un drastico cambio d’atmosfera a rendere più varia la lettura. Si tratta di una classica e gradevole storia d’avventura, con tanto di battaglie della Guerra civile americana, in cui Harlan dimostra tutto il suo valore di combattente che non molla mai. Statella rende splendidamente scene ottocentesche e contemporanee, con grande cura delle espressioni dei personaggi. Memorabili alcuni volti spaventati o sofferenti, e, su tutti, il tributo al grande Lemmy dei Motörhead, il cui volto viene prestato al personaggio del capitano Willis, con tanto di cappello.

Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Daniele Statella
Sergio Bonelli Editore
La pagina Facebook di Dampyr

lunedì 10 agosto 2015

Maxi Dampyr - N. 7

Titolo: MAXI DAMPYR, N.7
Episodi: 1.LA FIAMMA DI GHIACCIO, 2.LA NEBBIA, 3.MOGADISCIO
Sogg. e scenegg.: DIEGO CAJELLI (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), ANTONIO ZAMBERLETTI (ep.3)
Dis.: FABRIZIO RUSSO (ep.1), MARCELLO MANGIANTINI(ep.2), LUCA RAIMONDO (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA (ep. 1-3) ALESSANDRA BELLETTI (ep. 2)
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2015

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento estivo con il Maxi Dampyr, tre avventure mozzafiato raccolte in un formato da 292 pagine, in edicola dal 30 Luglio.

La Fiamma di Ghiaccio: Un gruppo di malviventi decide di dare una svolta alla loro carriera rapendo la figlia di un ricco petroliere texano con la speranza di ottenere un riscatto milionario.
Diana, la ragazza rapita, non sembra aver alcun timore dei sequestratori e riesce a metterli l’uno contro l’altro.

L’aspetto di Diana, fin troppo rassomigliante a quello di una Hippie schedata nel '68 perché implicata in un caso di morti misteriose, porterà Harlan e Kurjak in Texas dove scopriranno il macabro segreto della ragazza.

La Nebbia: Alcuni ragazzi sono misteriosamente scomparsi durante una vacanza nei pressi del fiume Armanack. In quest’area del Massachusset sono nate leggende relative ai suoi mostruosi abitanti che sembrano essersi rifugiati fra l’intricata vegetazione.
Harlan e Kurjak, insospettiti dalla scomparsa dei giovani villeggianti, si recano sul posto per le ricerche; non dovranno aspettare molto prima di essere aggrediti da gigantesche e spaventose creature che sembrano scaturire da una fitta nebbia comparsa all’improvviso.

Mogadiscio: Il nostro team di cacciatori di vampiri si trova in Somalia per collaborare con l’ex commilitone di Kurjak, Bressan, alle indagini sul traffico di armi e droghe a Mogadiscio. 
I nostri eroi non tarderanno a scoprire che a muovere i fili di questo traffico c’è un Meastro della Notte e sarà, quindi, inevitabile, dargli battaglia.



 In La Fiamma di Ghiaccio, Diego Cajelli si diverte a mescolare i ruoli di vittima e carnefice in una crime story emozionante.
Fabrizio Russo si rivela un alleato eccezionale per questo “gioco delle parti”, distribuendo sapientemente ombre e luci riesce a trasformare il viso angelico di Diana in una vera e propria maschera di terrore ancor prima di mostrarcela nel suo aspetto reale.



Di stampo decisamente Lovecraftiano è l’avventura di Mignacco, che è anche illustrata in copertina. Sembra che il tema dei "Grandi Antichi" sarà riproposto nei prossimi albi con interessanti sviluppi.
Marcello Mangiantini si destreggia alla grande nella riproduzione degli scenari naturali quanto nell’iconografia nata dalla prolifica mente del “Solitario di Providence”; un buon lavoro anche per quanto concerne le scene d’azione, le radure boschive si trasformano nello scenario ideale per uno scontro a fuoco.




 Con l’avventura di Zamberletti rientriamo nella più classica storia dampyriana dove si ripropone lo storico, e sempre efficace, connubio tra vampiri e guerra in un flusso crescente di adrenalina e battaglie senza esclusione di colpi.
Il tratto spesso e marcato di Luca Raimondo, a un primo sguardo, può sembrare che renda le tavole più rozze e dall’impatto più immediato ma, osservando meglio, vediamo che nessun dettaglio è trascurato ed è posta grande attenzione alle scene dinamiche.



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giovedì 25 giugno 2015

Maxi Dampyr - N. 6

Titolo: MAXI DAMPYR, N.6
Episodi: 1.GLI ORRORI DI KHARA KHOTO, 2.LA PALUDE, 3.IL LABIRINTO DEL NEGROMANTE
Sogg. e scenegg.: SAMUEL MAROLLA (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), CLAUDIO FALCO (ep.3)
Dis.: FABIANO AMBU (ep.1), FRANCESCO GALLO(ep.2), ALESSANDRO BAGGI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 08-2014

Questo Maxi Dampyr, a differenza di quello del 2013, riprende il formato “classico” con tre avventure scritte e illustrate da artisti diversi.

Gli Orrori di Khara Khoto: Harlan, Kurjak e Tesla si trovano in Mongolia per indagare sulla presenza di un Maestro della Notte, responsabile delle recenti sparizioni avvenute nel sito archeologico della città perduta di Khara Khoto.
Al loro gruppo si unirà un agente segreto che afferma di aver visto, trent'anni fa, un vampiro rapire sua sorella.
Le percezioni mentali del dampyr confermeranno presto l’ipotesi che li ha condotti in Mongolia e seguirà una cruenta battaglia fra i nostri eroi e un esercito di antichi guerrieri vampiri.

La Palude: Roscoe è riuscito a scappare dopo aver incontrato i vampiri che infestano la palude di Okefenokee e, per fortuna, ha incontato Harlan e Kurjak che solcavano il fiume su una piccola imbarcazione.
Insieme riusciranno a sbarazzarsi degli inseguitori e, con la collaborazione di Roscoe ,tenderanno un agguato al branco di vampiri.

Il Labirinto del Negromante: Lo Chateau Carignac, nei pressi di Rouen, è stato recentemente ristrutturato e trasformato in Hotel. Un’operazione condotta senza tener conto dell’oscuro passato del luogo, infatti, al centro di un labirinto vegetale decorato con inquietanti figure scolpite nelle siepi, si ergeva, nel 1654, il padiglione di caccia del Marchese di Carignac, adibito a laboratorio del negromante De Vos, scomparso misteriosamente.
Sembra che, in alcune circostanze, il padiglione anche ai giorni nostri riappaia in mezzo al labirinto e, quando ciò accade, qualcuno scompare nel nulla.
Harlan e Kurjak, si troveranno a scontrarsi con un redivivo De Vos in una dimensione del Multiverso al centro del parco-labirinto dello Chateau.

Nella prima avventura, Samuel Marolla sostituisce il fruscio delle sete e il rilassante suono di gong e campanelli cinesi con le scariche di mitra (caricate a proiettili trattati con sangue di dampyr) e le detonazioni, in una storia piena d’azione dalla prima all’ultima pagina.
Nella vignetta in basso di pagina 25 l’autore ribadisce un concetto spesso presente nelle storie di Dampyr che è anche una delle ragioni del successo della testata; a parlare è il Maestro della Notte che afferma: perché durante le guerre noi maestri della notte prosperiamo nell’ombra… ed è così che io sono rimasto il vero dominatore di questa regione fin dall’alba dei tempi…
Dalle ombre perfettamente sfumate di Fabiano Ambu, sorgono terrificanti vampiri che indossano le uniformi dell’epoca Xixia complete fin nel minimo dettaglio.



Più attuale, seppur non meno esotico, è lo scenario che Luigi Mignacco costruisce nella seconda avventura.
I vampiri che vivono nella palude hanno formato un vero e proprio clan famigliare e rispondono agli ordini di un loro simile che, pur non essendo un Maestro, ha un notevole carisma. Roscoe deve decidere da che parte stare se vuole veramente riscattarsi come essere umano.
L’autore ha giocato bene con la psicologia di questo personaggio tenendo il lettore al confine tra l’illusione e la realtà.
Francesco Gallo ha ben riprodotto l’intricata vegetazione della palude nascondendo e mettendo in mostra, al momento giusto, il pericolo ivi annidato. Le ombre spiccano nette sullo sfondo e le scene dinamiche risultano ben riuscite.





Con la terza avventura, di Claudio Falco, ci addentriamo in un luogo infestato che potrebbe far invidia all’Overlook Hotel di Stephen King.
Accanto al tema dell’antica maledizione, l’autore aggiunge un viaggio nel Multiverso dove De Vos, al pari del Dr. Moreau, ha creato ibridi fra gli umani che cattura e le specie più abiette del mondo animale senza risparmiare loro alcuna sofferenza.
Alessandro Baggi
 riesce a destreggiarsi molto bene con le ambientazioni passate, presenti e fantascientifiche facendo comparire nella stessa pagina parrucconi seicenteschi e moderni uffici senza confondere il lettore seppur eviti di ricorrere allo stile più sfumato che caratterizza i flash back.





Con questo cocktail eterogeneo di avventure, il sesto Maxi Dampyr è una piacevole lettura estiva anche per chi non segue la testata regolarmente che, grazie a qualche indizio seminato qua e là, può soddisfare eventuali curiosità cercando qualche numero arretrato.

Risorse Web:
Pagina Facebook di Samuel Marolla
Sito Web di Fabiano Ambu
Pagina Facebook di Fabiano Ambu
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Alessandro Baggi su Wikipedia
Sito Web di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 6 settembre 2013

Maxi Dampyr - N.5

Titolo: MAXI DAMPYR, N.5
Episodio: IL COLLEZIONISTA
Sogg. e scenegg.: GIOVANNI DI GREGORIO
Dis.: CORRADO ROI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2013

Si rinnova l’appuntamento estivo con il Maxi Dampyr e, quest’anno, abbiamo una novità: una lunga avventura interamente disegnata da Corrado Roi, l’artista che ha contribuito al successo della testata Dylan Dog.

Il team del dampyr è impegnato a risolvere un caso d’infestazione vampirica in Scozia, presto i nostri eroi si trovano catapultati in un universo parallelo dove il demone Alel, conosciuto come “il collezionista”, vuole aggiungere proprio Harlan Draka alla sua raccolta di creature mostruose provenienti da ogni angolo di tutti gli universi conosciuti.
A Praga, nel Teatro dei Passi Perduti, Caleb Lost ha perso ogni traccia del dampyr e si appresta a organizzare le ricerche.
Harlan, Kurjak e Tesla sono dapprima separati: Kurjak sarà mandato a lavorare nelle miniere per estrarre un minerale altamente esplosivo, Tesla sarà arruolata nell’esercito di vampiri deputato alla sicurezza del regno e Harlan soggiornerà negli appartamenti di Alel dove sarà testimone dei crudeli esperimenti perpetrati sulle creature viventi che fan parte della “collezione”.
La sovranità di Alel non è tollerata dagli abitanti del suo regno; è, infatti, in corso una ribellione guidata da Astolfo che, sulla groppa dell’immancabile ippogrifo, riuscirà a liberare i nostri eroi e, insieme a loro, dare battaglia al malvagio collezionista.

Giovanni Di Gregorio non è certo nuovo alle tematiche orrorifiche e avventurose vista la sua militanza in Dylan Dog e nella trasposizione a fumetti della collana di romanzi per ragazzi “piccoli brividi” , in questa maxi avventura lo vediamo padroneggiare egregiamente diversi scenari al confine fra la fantascienza e il fantasy epico. A fronte del grande successo delle acclamate saghe inglesi e americane, preferisce dare il doveroso omaggio ai romanzi cavallereschi italiani del ‘500, proponendoci un Astolfo più moderno e accattivante.
L’impresa titanica di Corrado Roi non smentisce la sua fama, attraverso le meticolose ombreggiature il lettore ha modo di percepire appieno il phatos delle vicende, perdonando così qualche svista nella riproduzione dei protagonisti.

Risorse Web:
Corrado Roi su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Dampyr su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 22 giugno 2013

Maxi Dampyr - N.4

Titolo: MAXI DAMPYR, N.4
Episodi: 1.OPERAZIONE VIPER, 2.URLA DAL PROFONDO, 3.L'ESSENZA DELLA FOLLIA
Sogg. e scenegg.: DIEGO CAJELLI
Dis.: MARCO SANTUCCI (ep.1), GIULIANO PICCININNO (ep.2), ALESSANDRO BAGGI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2012

Prima della pubblicazione del Maxi Dampyr del 2013, sarà bene parlare del quarto maxi albo di Dampyr, contenente tre entusiasmanti avventure sceneggiate da Diego Cajelli.

Operazione Viper: Harlan e Kurjak sono imbarcati in una missione di soccorso ai Caraibi; dovranno trarre in salvo un gruppo di ecologisti, che sta conducendo un esperimento nell’isola di Cayo Estrelita, in difficoltà a causa di un uragano. Le vittime sono ignare di far parte di una sperimentazione finanziata dalla Temsek, a bordo del cargo inizieranno a trasformarsi in mostruose creature che, insieme alla burrasca che infuria, daranno filo da torcere ai nostri eroi.

Urla dal Profondo: sono passati molti anni dalle migrazioni dei puritani verso le coste degli Stati Uniti, ma i tesori contenuti nei relitti che giacciono in fondo al mare sono ancora fonte di grande interesse. Sulle coste del Maine è in corso il recupero della Graceland, una nave affondata nel XVII secolo, ma l’impresa sembra impossibile: una misteriosa entità malvagia sta mietendo vittime non solo nel fondale ma anche fra gli abitanti del villaggio costiero. Giunto sul posto per compiere le indagini in merito, Harlan dovrà combattere da solo contro un esercito di morti viventi guidati da un pastore anglicano che dovrebbe riposare in pace fra i rottami della Graceland.

L'Essenza della Follia: La vicenda è ambientata nella Francia Meridionale, dove Louis Blanchard, uno dei profumieri artigianali più rinomati, conduce una vita tranquilla almeno fino a quando un antico segreto comincia a emergere rendendolo vittima di spaventose allucinazioni. Nel corso dei secoli i Blanchard, seguendo le indicazioni di un demone, hanno cercato di estrarre un’essenza sublime, capace di far impazzire gli uomini, sacrificando giovani donne. Prima che sia troppo tardi Harlan e Kurjak fronteggeranno le schiere infernali costringendole ad abbandonare le loro mire su Louis Blanchard.

Inevitabile il mio apprezzamento per quest’albo le cui storie appartengono a uno dei migliori sceneggiatori italiani. Operazione Viper è un episodio pieno d’azione ma circoscritto in uno spazio ristretto e claustrofobico, l’ansia del lettore si amplifica pagina dopo pagina. I disegni di Santucci si accordano perfettamente con l’effetto voluto dallo sceneggiatore per la scrupolosa attenzione ai dettagli alla dinamicità delle figure.
Già dall’ambientazione di Urla dal profondo si coglie un omaggio a Stephen King e, procedendo nella lettura, vediamo alcuni piccoli indizi che ci guidano verso la corposa produzione letteraria del Re del brivido.
Dopo King è la volta di Suskind con L’essenza della follia, caratterizzato da una narrazione che cambia continuamente prospettiva, non solo passando dal presente al passato con continui flash back, ma confluendo anche in dimensioni ultraterrene e allucinatorie. La fantasia di Alessandro Baggi ha dovuto fare gli straordinari per assecondare una sceneggiatura così complessa, ma il risultato è davvero encomiabile.

Risorse Web:
Il blog di Diego Cajelli
Sito Web di Marco Santucci
Giuliano Piccininno su Wikipedia
Sito Web di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 30 settembre 2011

Maxi Dampyr - N.3

Titolo: MAXI DAMPYR, N.3
Episodi: 1.MAGIA AFRICANA, 2.LA NOTTE DELLA TARANTA, 3.MAREA ROSSA
Sogg. e scenegg.: DIEGO CAJELLI (ep.1), ALESSANDRO CRIPPA (ep.2), ANDREA ARTUSI e IVO LOMBARDO (ep.3)
Dis.: FABRIZIO RUSSO (ep.1), ARTURO LOZZI (ep.2), LUCA RAIMONDO (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 288
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2011

In tutte le edicole è disponibile il terzo Maxi Dampyr, con tre avventure autoconclusive, nelle quali vediamo il debutto, in questa testata, di nuovi sceneggiatori e artisti.

In Magia Africana, l’infermiere del Medical Team, Arno, contatta la squadra del dampyr affinché indaghi su alcuni omicidi di natura evidentemente soprannaturale. Giunto in Uganda, Harlan si trova in mezzo alla faida fra due bande di malviventi capeggiate da Lisimba e Mabasi. Quest’ultimo è convinto che tutti gli stregoni della Black Mbandwa siano stati sterminati quando, anni prima, diede alle fiamme il loro villaggio, ma dovrà ricredersi quando Lisimba gli chiederà di unire le loro forze per fermare il mojo, un feticcio animato responsabile degli omicidi. Durante uno scontro nell’accampamento di Lisimba, Harlan fermerà il mojo uccidendo lo stregone che lo ha creato. Per la Black Mbandwa, però, sarà finita solo quando tutti gli stregoni otterranno vendetta.

La Notte della Taranta porta Harlan in Puglia per indagare sul fenomeno del tarantismo. Recentemente è stato trovato il cadavere di una donna in un campo, con il corpo completamente coperto dalle tarantole; si tratta della seconda vittima degli aracnidi e la popolazione sospetta che si tratti di una maledizione. In quei giorni, Giordano, un musicoterapista, si trova nel Salento per una tournée e aiuterà il dampyr a far luce su una truce vicenda accaduta trent’anni prima. I responsabili, mafiosi della Sacra Corona Unita, grazie ad Harlan subiranno la giusta punizione.

Nelle Filippine si sta verificando il fenomeno della Marea Rossa. Quando le microscopiche alghe colorano il mare, alcuni biologi subiscono l’aggressione da parte di un gruppo di zombi guidati da Dunerjuf, lo scienziato che li ha animati. Harlan, Kurjak e Tesla si recano sul posto, inviati da Caleb Lost, e si uniscono al team del professor Walenka per trovare una soluzione che fermi Dunerjuf e il suo esercito di morti viventi.
Gli zombi rispondono a una cantilena intonata da Dunerjuf, mA gli ultrasuoni emessi da alcuni animali interferiscono con la nenia confondendoli. Uno strumento a fiato, nascosto in una grotta, costringerà i morti viventi a rivolgere la loro aggressività al padrone e metterà in salvo alla squadra del dampyr e l’équipe di Walenka.

Magia Africana di Cajelli coniuga l’azione agli elementi magico orrorifici, tenendoci sul filo del rasoio fino alla conclusione, in cui, con grande arguzia, lo sceneggiatore rielabora il famoso racconto “La Bambola” di Richard Matheson. Fabrizio Russo riproduce egregiamente i diversi scenari della vicenda e ci fa sussultare con agghiaccianti inquadrature del mojo.
Ne La Notte delle Taranta apprezziamo la scelta dell’ambientazione italiana in una Puglia ricca di tradizioni folkloriche. Le regioni italiane hanno fatto da sfondo a numerose e bellissime avventure dampyriane, dimostrando la grande sensibilità dello staff bonelliano nei confronti del nostro Paese. Le conseguenze del morso della tarantola sono “curate” con il ballo tradizionale, la Tarantella, ma qui vediamo che il “male” non è portato dai ragni, bensì dalla mafia, una piaga sociale ancora attiva e letale. Il soleggiato Salento è reso vivido nei paesaggi di Arturo Lozzi. L’artista ci mostra primi piani e figure molto dettagliate e precise ed ha il merito di aver illustrato il dampyr più sensuale mai visto nel corso della serie.
La Marea Rossa aggiunge un nuovo elemento alle nostre conoscenze sul sangue del dampyr: Artusi e Lombardo gli conferiscono proprietà terapeutiche se trasfuso in una vittima del morso di uno zombi.
Nelle ultime due avventure è posta particolare enfasi sulle proprietà magiche della musica che, fin dai tempi del “pifferaio magico”, è capace di operare cambiamenti nella mente di chi ascolta diventando, quindi, uno strumento maligno, oltre che terapeutico.

In memoria di Sergio Bonelli (1932-2011)

Risorse Web:
Il blog di Diego Cajelli
Il blog di Alessandro Crippa
Andrea Artusi su Wikipedia
Il blog di Arturo Lozzi
Il sito di Luca Raimondo
Sergio Bonelli Editore
 

mercoledì 11 agosto 2010

Maxi Dampyr - N.2

Titolo: MAXI DAMPYR, N.2
Episodi: 1.SPECTRIANA, 2.GARGOYLE
Sogg. e scenegg.: ALESSANDRO BAGGI (ep.1), MAURO BOSELLI (ep.1), MAURIZIO COLOMBO (ep.1), DIEGO CAJELLI (ep.1,2)
Disegni: ALESSANDRO BAGGI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 272
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2010

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento in edicola col maxi albo di Dampyr, un succulento volume che contiene due avventure inedite.
L’introduzione dell’albo è dedicata a Lovecraft, il prolifico scrittore di Providence che ha creato un universo popolato da creature da incubo ma, soprattutto, ha dato origine a un potente apparato mitologico sul Necronomicon, un libro che, pur non esistendo, ha ispirato la successiva narrativa e cinematografia horror.
Proprio ad un libro maledetto si ispira la prima storia di questo Maxi Dampyr.

Spectriana: Harlan si aggira insonne nella biblioteca del Teatro dei Passi Perduti e, accidentalmente, trova un volume intitolato “Spectriana”, e contemporaneamente accade qualcosa di strano.
La cosa rossa: Harlan si trova catapultato in un vagone di un treno in compagnia di una giovane donna; i due dovranno fuggire da una creatura sanguinaria che si nasconde nel buio delle gallerie per poi riapparire, ogni dieci anni, per nutrirsi di ignare vittime sacrificali. Risvegliatosi da quest’incubo, Harlan inizia il primo racconto.
Io sono l’isola: Dampyr si trova su un’isola alla ricerca di una bambina scomparsa. La sua guida si rivelerà essere la personificazione dell’isola stessa e cercherà di catturarlo. Svegliato dalle grida di Draka, giunge Kurjak che, non appena prende in mano “Spectriana”, vive un’esperienza soprannaturale.
La ricorrenza: Kurjak porta la moglie e il figlioletto in vacanza nella ridente cittadina di Grymalkin. Il viaggio ha lo scopo di far ricordare alla donna il proprio passato. A Grymalkin fervono i preparativi per il giorno della “ricorrenza”. Purtroppo non si tratta di una festa paesana e Kurjak dovrà fuggire velocemente per non essere divorato dai mostri che abitano la cittadina, nonché dalla moglie che ha finalmente ricordato chi è. Svegliatosi da quest’incubo Kurjak decide di non andare oltre con la lettura del libro, ma ne è nuovamente catturato.
Le rose di Caino: Dopo aver ucciso un altro uomo, il sicario Kurjak vuole farsi tatuare una nuova rosa ma, nello studio di fiducia, c’è un nuovo tatuatore dall’aspetto poco rassicurante; l’uomo cambierà durante l’esecuzione del tatuaggio, diventando mostruoso. Kurjak ucciderà il mostro, ma i suoi tatuaggi cominceranno a prendere vita.
Anche Tesla raggiunge la biblioteca e, mentre sta soccorrendo Kurjak, le si apre il libro davanti.
La stagione dimenticata: Tesla si ritrova ringiovanita e incontra Samael, che le propone uno scambio che influenzerà drasticamente il futuro. Giunge anche Caleb Lost ed anche lui sarà vittima dell’incantesimo del volume.
La rosa di Parigi: Caleb ritorna nella Francia medievale, accompagnato dagli studenti della Sorbona, assiste alla Corte dei Miracoli e ascolta la canzone del Re dei Folli. La canzone, sebbene sembri insensata, contiene un messaggio politico pericoloso che comporterà l’arresto del mendicante-re. Caleb si precipiterà per soccorrerlo, ma non sarà un percorso facile: sedotto dalla “rosa di Pargi” si ritroverà prigioniero del demone Nergal.
A questo punto è necessario sbarazzarsi del libro ma, come tutte le cose maledette, sarà ritrovato.

Gargoyle: Nella seconda avventura, ambientata in Baviera, Harlan dovrà aiutare uno studente del professor Milius nelle ricerche relative al “Diavolo della Montagna”, un mostro che è apparso recentemente portando alla luce un cadavere bruciato.
Il mostro è un Gargoyle devoto alla famiglia dell’architetto che lo progettò: i Wengler. Purtroppo l’ultimo esponente di questa potente famiglia si è macchiato dell’omicidio della moglie incinta. L’omicidio fu fatto passare sotto silenzio corrompendo la polizia, ma la statua non ha dimenticato il compito di vendicare i torti subiti dalla famiglia Wengler.
Harlan riuscirà a fermare il mostro di pietra privandolo dell’anima alchemica che gli fu donata in origine.

L’albo si conclude con la presentazione e l’intervista ad Alessandro Baggi, che ha disegnato l’intero volume proponendo tavole indimenticabili.
Questo secondo Maxi Dampyr, come anticipa la prefazione, è uno stupendo tributo a Lovecraft, in particolare “Spectriana” dove non solo c’è il libro maledetto ma, con l’espediente del racconto nel racconto, si possono vivere ben cinque avventure nelle quali gli eroi dampyriani si confrontano con creature che, a buon titolo, possono dirsi fuoriuscite dall’universo di Cthulhu.
Cajelli riesce, anche questa volta, a creare un’avventura di grande interesse; i colti riferimenti all’attività massonica si incastrano perfettamente in una vicenda che appartiene all’ambito horror delle antiche maledizioni che, prima o poi, si realizzano.

Risorse Web:
Il sito di Alessandro Baggi
Il blog di Diego Cajelli
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 1 agosto 2009

Maxi Dampyr - N.1

Titolo: MAXI DAMPYR, N.1
Episodi: 1.IL SIGNORE DELLE VESPE, 2.IL SEGRETO DEL BOSCO MAGICO, 3.OMBRE NELLA GIUNGLA
Soggetto e Scenegg.: DIEGO CAJELLI (ep.1,2), MICHELE MASIERO (ep.3)
Disegni: MAURIZIO DOTTI (ep.1), GIULIANO PICCININNO (ep.2), OLIVIERO GRAMACCIONI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Ediz., pp.: S.BONELLI, 07-2009, 288

Disponibile nelle edicole da un paio di giorni il primo numero del Maxi Dampyr, volumone di circa trecento pagine con tre episodi inediti ed autoconclusivi.

Ne Il Signore delle Vespe, Harlan viene chiamato dall’amica Maud Nightingale e da Greg Utterson a Brighton, dove si stanno verificando degli strani fenomeni legati ad un vaso maledetto, trafugato dal nonno di Greg durante la rivolta dei Boxer in Cina. L’ufficiale inglese, però, non sapeva che l’oggetto portava con sé una maledizione, essendo la prigione del demone Yachong. Il vaso è conteso anche dalla malavita cinese di Brighton, il cui intervento finirà per liberare il demone. Harlan, Maud e Greg verranno aiutati nella lotta dal monaco Wu Hsiang Fei, colui che già imprigionò una volta Yaochong.
Ne Il Segreto del Bosco Magico, Harlan e Kurjak sono a Bomarzo, in Lazio, sulle tracce degli alchimisti Louis Skolnick e Curtis Armstrong. I due hanno scoperto che il famoso Parco dei Mostri, fatto costruire nel ‘500 da Vicino Orsini, è un vero e proprio percorso iniziatico, e, al soldo del miliardario Alexander Staropolis, vi stanno compiendo dei sacrifici rituali.
Nell’episodio Ombre nella Giungla, Harlan, Kurjak e Tesla sono in Brasile, nella regione del Pantanal, dove si stanno verificando degli orrendi massacri, ad opera di un gruppo di non morti, guidati dal vampiro Arkham.

Il Segreto del Bosco Magico è un’avventura tipicamente bonelliana che si svolge nella simpatica location italiana di Bomarzo, sede perfetta per un racconto orrorifico, le cui statue mostruose sono rese splendidamente da Picininno.
Assai avvincente Ombre nella Giungla, storia che unisce l’horror alle atmosfere avventurose care a Mister No, nell’ambientazione amazzonica, ben resa dal tratto morbido ed espressivo di Gramaccioni.
L’episodio più riuscito, però, è proprio il primo, cui è dedicata anche la bella cover di Riboldi, intitolato Il Signore delle Vespe. I disegni precisi e i giochi chiaroscurali di Dotti rendono assolutamente godibile questa storia di Cajelli, che unisce in maniera originale elementi fiabeschi, orrorifici e da crime story.
Una lettura piacevole che, come promette l’introduzione, potrà regalare qualche piacevole brivido nelle torride giornate estive.

Risorse Web:
Anteprima del Maxi Dampyr su uBC Fumetti
Il blog di Cajelli
Sergio Bonelli Editore