domenica 16 ottobre 2022

Dampyr - N.266

Testata: DAMPYR, N.266
Episodio: NEL NOME DEL FIGLIO (Le Origini, parte 1)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI, STEFANO ANDREUCCI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2022

Da maggio ad agosto di quest’anno, le pagine di Dampyr hanno ospitato una lunga saga in quattro parti, che riscrive le origini della serie.

Una sera d’autunno, Nikolaus si ritrova per un appuntamento all’Aquila Verde con Caleb e Draka, per parlare di Harlan. Draka è in vena di ricordi, e racconta come gli accadde di creare un dampyr.

Già da molti secoli, il Maestro della Notte aveva l’idea di mettere al mondo un dampyr, ma sapeva che per farlo avrebbe dovuto trovare una donna speciale. Credette di averla trovata quando conobbe la contessa Fortunata Guizzardi, una donna che salvò dal capriccio di un nobile spagnolo e che tenne con sé, finendo per innamorarsene. Si era da poco conclusa la Guerra dei Trent’anni, quando Draka si recò da Caleb per chiedergli se si sarebbe potuto occupare del nascituro che aveva in mente di generare. Fortunata, però, venne uccisa prima che Draka potesse realizzare il suo proposito.
Per molto tempo il Maestro dimenticò il suo progetto, fin quando, secoli dopo, s’innamorò nuovamente: la nuova fiamma era una contadina serbobosniaca di nome Velma. Era da poco scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, quando il vampiro si spostò in Jugoslavia per permettere al suo branco di saziarsi. Nelle sue scorribande, si imbatté in un gruppo di soldati Utascia dai quali salvò dei civili serbi. Tra di loro c’era il partigiano Drailo Malovic, fratello della bella Velma. In breve, Velma fu sua e i due si amarono teneramente. La guerra bussava alle porte del villaggio, e Draka decise di portare Velma al castello di Roccabruna, dove rimase incinta.
Ma qualcuno osservava di nascosto la famigliola, interessato soprattutto al bambino che doveva nascere: le potenti Guardiane della Legge, che approfittarono di una breve assenza di Draka dal castello per mettere in atto il loro piano.

Questo primo episodio delle “Origini di Dampyr” narra una storia intensa, che rievoca gli eventi del passato di Draka e Harlan, alcuni dei quali erano stati in parte raccontati, ma su cui viene gettata nuova luce. Vengono approfondite soprattutto le motivazioni delle azioni di Draka, il quale dimostra emozioni in definitiva molto umane: è un viveur, ma anche un romantico quando stringe tra le braccia la donna giusta, un nemico vendicativo, ma anche un padre attento. E di fatti, oltre al forte legame con le due donne amate nella sua vita, questo episodio suggerisce che sia stato proprio un desiderio di paternità a spingerlo a generare un dampyr, più che l’idea di procurarsi un’arma formidabile contro gli altri Maestri. Viene poi finalmente esplicitato il suo rapporto con Caleb e con le Guardiane.
Nell’ultima parte la storia s’incentra sulla lotta tra bene e male nel cuore di Harlan durante la sua adolescenza, tutt’altro che facile in un villaggio in cui la madre veniva additata come una donna di facili costumi e lui come “figlio del diavolo”.

I disegni sono realizzati da Luca Rossi nei passaggi contemporanei ambientati a Praga, mentre è Andreucci l’autore della gran parte dei lunghi flash-back. Il tratto spigoloso di Rossi riporta su Dampyr un iconico Nikolaus e scorci praghesi del suggestivo ghetto ebraico che fu, regalando un’atmosfera magica alle pagine dell’albo. Meno stilizzato e più realistico il tratto di Andreucci, che realizza scene ora nitide ora ombrose a seconda delle vicende, tra manieri e rastrellamenti della Seconda Guerra Mondiale.



Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Luca Rossi su Wikipedia
Stefano Andreucci su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

venerdì 14 ottobre 2022

Maxi Dampyr - N.12

Testata: MAXI DAMPYR, N.12
Titolo: DAMPYR COLOR 2 – LA CINETECA DEL MISTERO
Testi: M. BOSELLI, G. GIUSFREDI
Disegni: AAVV
Colori: ALESSIA PASTORELLO et al.
Copertina: MATTEO VATTANI
Pagine: 128
Edizione: BONELLI, 07-2022

Anche quest’anno la collana Maxi propone un “Dampyr Color”, stavolta dedicato al cinema horror, con cinque episodi scritti da Mauro Boselli e Giorgio Giusfredi, più una storia che fa da cornice.

PROLOGO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Indagando su un libro ricevuto da Ljuba all’Università, Harlan si reca con il professor Beranek nella libreria dove è stato acquistato il volume, e qui partono delle proiezioni di film di Musuraka, il Maestro della Notte appassionato di cinema.

CADUTO DALLA LUNA (Boselli / Barbieri)
Parigi, 1931. Georges Méliès, ridotto in povertà, ha un chiosco di giocattoli alla stazione, dove vede animarsi una lanterna magica che lo trascina nel Regno del sogno, in cui viene accolto dalla principessa Araxe e incaricato di rintracciare un guerriero della guardia della Regina della Luna.
In questo episodio Boselli rende omaggio a Méliès, coadiuvato splendidamente da Paolo Barbieri con disegni pittorici e onirici, tra i quali spicca una meravigliosa doppia splash page di pagina 18-19.

DOPPELGÄNGER (Boselli / Longo / Pastorello)
Berlino, 1939. Il grande attore e regista Paul Wegener è un osservato speciale degli agenti della polizia del Reich. Dopo uno spettacolo, Wegener viene seguito fino Praga, dove si reca alla sinagoga vecchianuova: gli agenti che lo seguono, avranno una pessima sorpresa.
La storia si basa sulla doppia vita del regista di Il Golem, che doveva recitare anche nella vita privata, per non compromettersi con il regime nazista: per contrappasso, è una “leggenda” ebrea a salvargli la vita. I disegni nervosi di Longo ben rappresentano la tensione che caratterizza il personaggio.

DARK PINOCCHIO (Giusfredi / Dal Lago, Delladio / Dal Lago, Pastorello)
Vent’anni fa una bambina venne salvata dall’urto di un camion da Gino, un bimbo vestito da Pinocchio, e la bimba lo ringrazia con un dono. Quando la piccola vede che il suo salvatore ha davvero un volto di legno, ne viene spaventata a morte. Ma non dimenticherà Gino, e lo ritroverà da adulta con l’aiuto di Harlan.
Un piccolo gioiello questa poetica storia di Giusfredi, che rivisita la fiaba di Pinocchio in versione vampiresca, ma che è anche una storia di un’amicizia che dura una vita. I meravigliosi disegni di Dal Lago, evanescenti e carichi di un’atmosfera da fiaba, si alternano nelle scene contemporanee alle tavole di Delladio, più descrittive e realistiche.

INCUBO DI NATALE (Giusfredi / Cropera / Pastorello)
Ed Wood, il “peggior regista della storia di Hollywood”, si ritrova in una sala ad assistere alla proiezione di un suo film, che non ricorda di aver girato, A Christmas Nightmare, in cui rivede tutte le sue star: Tor Johnson, Vampira, Criswell e Bela Lugosi. È la sorpresa di un suo ammiratore, niente meno che un Maestro della Notte.
Un episodio che rilegge in chiave fantastica la vicenda biografica di Ed Wood. I disegni di Cropera sono puliti e chiari nella prima parte, più nervosi e cupi nell’incubo finale.


VAMPIRA (Boselli / Fortunato)
Parigi, 1916. Allo “Chat Huant” di Montmartre va in scena uno spettacolo di Irma Vep, la protagonista interpretata dalla celebre e bella Musidora della serie gialla Les Vampires di Louis Feuillade. Si tratta però di una sosia, che non si limita a calcare le scene, ma che guida anche una banda di criminali nei bassifondi parigini. Chiarmente la vera Musidora non può lasciare che venga infangato il suo nome.
Altro gioiellino dell’albo, in cui si rende omaggio a una vera icona del cinema muto e al suo spirito libero, riproponendo al contempo il tema del doppio. Molto belli i disegni di Fortunato, che realizza una colorazione dai toni morbidi e dall’atmosfera sognante, e ci propone da un lato una Musidora sensuale dall’altro vampirescamente inquietante.


EPILOGO (Boselli / Rossi / Pastorello)
Dopo la proiezione di un episodio inedito di Les Vampires da lui girato con una vera vampira, Henzig alla fine si mostra ad Harlan e Beranek. Il vampiro ha una proposta allettante per il professor Beranek: se sparerà ad Harlan, potrà accedere ai suoi archivi pieni di film perduti dei grandi registi del passato.
Prologo ed epilogo forniscono un efficace filo rosso tra le storie, e sono realizzati graficamente da Luca Rossi, con disegni dalla grande espressività, soprattutto nei volti dei cattivi.

Il Dampyr Color si conferma un’ottima raccolta “fuori serie”, molto gradita ai lettori di Dampyr, ai quali propone un format diverso dagli albi mensili, ma che può essere una piacevole lettura per tutti gli appassionati di fumetto e di cinema.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Luca Rossi su Wikipedia
Paolo Barbieri su Wikipedia
Scheda di Fabrizio Longo su SergioBonelli.it
Scheda di Alberto Dal Lago su ScuolaComics.it
Blog di Simone Delladio
Michele Cropera su Facebook
Blog di Alessio Fortunato
Pagina Facebook di Matteo Vattani
Blog di Alessia Pastorello
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

venerdì 7 ottobre 2022

Fabio Giovannini, “Nosferatu. Il capolavoro di F. W. Murnau un secolo dopo”

Titolo: NOSFERATU. IL CAPOLAVORO DI F. W. MURNAU UN SECOLO DOPO
Autore: FABIO GIOVANNINI
Prima edizione: ALTA TENSIONE, 05-2022
Copertina: Max Schreck in Nosferatu
Pagine: 400

Esattamente cento anni fa usciva Nosferatu. Eine Symphonie des Grauens (Nosferatu. Una sinfonia dell’orrore), capolavoro del cinema muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau. In occasione del centenario, Fabio Giovannini ha dato alle stampe una lussuosa monografia di quattrocento pagine, riccamente illustrate, che affronta la pellicola in tutte le sue sfaccettature, dalle influenze del regista alla sua eredità artistica, dalle vicende biografiche dello staff al dietro le quinte, dalla critica all’elevazione a mito contemporaneo. Il volume costituisce il terzo (e, ahinoi, ultimo) volume della trilogia cinematografica del marchio Alta Tensione, completata da Dracula il vampiro e Barbara Steele.

Spesso definito come un capolavoro dell’Espressionismo, Nosferatu, spiega Giovannini, in realtà se ne discosta, per le ambientazioni reali per gli esterni e realistiche per gli interni, tanto da rivelare una parentela più che altro con certo cinema scandinavo coevo. Di sicuro è uno di quei pochi film di vampiri che mettono d’accordo pubblico e critica.
Nato tra le due guerre mondiali e poco dopo la devastante pandemia di influenza spagnola, il film prodotto dalla Prana Film fu un lavoro di squadra: a fianco al giovane regista c’erano lo sceneggiatore Henrik Galeen (già autore di Der Golem), lo scenografo e produttore Albin Grau, il fotografo Fritz Arno Wagner e l’autore delle musiche Hans Erdmann. In particolare Albin Grau, il cui nome non a caso compare anche nell’ultima parola del titolo, fu centrale nell’ideazione e realizzazione del film, come nella creazione delle iconiche grafiche pubblicitarie.



Giovannini ricostruisce, per quanto possibile, la cronologia delle riprese, che furono effettuate con una sola camera dal luglio all’ottobre 1921 a Lubecca, Weimar, nel castello di Oravsky Podzámok e in altre località tra Slovacchia e Polonia.
Il film si avvalse di un intenso battage pubblicitario, condotto da Grau, con una campagna tra le più costose dell’epoca. La prima mondiale di Nosferatu si tenne il 16 febbraio 1922, a L’Aia, in Olanda, e in Germania il 4 marzo 1922 al giardino zoologico di Berlino. Il film debuttò poi in Lettonia, Estonia, Ungheria, Francia, ottenendo buoni responsi. Incredibilmente non arrivò invece in Italia: forse a causa della feroce censura non venne neanche presentata una richiesta di visto. Il primo passaggio italiano fu in tv nel 1962: alle 21:55 di lunedì 24 settembre andò in onda sul primo canale Rai nell’ambito del ciclo Quando il cinema non sapeva parlare.
Il film era di fatto un adattamento “pirata” del Dracula di Bram Stoker. E quando nell’aprile 1922 Florence Balcombe, vedova di Bram Stoker, venne a sapere dell’anteprima berlinese, subito si attivò per rivalersi sulla Prana. Il terreno del diritto d’autore nel cinema era però un campo ancora poco regolato, per cui la causa non fu semplice e si concluse il 20 luglio 1925 con l’ordine di distruggere le copie del film. L’incauta omissione della Prana era probabilmente in buona fede e forse era dovuta al fatto che Grau era vicino alla Golden Dawn a cui apparteneva Stoker.
In ogni caso, come osserva Giovannini, «I tribunali non possono uccidere i vampiri»: a nemmeno tre mesi dalla sentenza, Nosferatu ricomparve a Londra con il titolo di Dracula, suscitando le ire della vedova, e veniva proiettato in mezza Europa.



Giovannini ci propone quindi una fedele ricostruzione della sceneggiatura, comparandola poi con il montaggio finale, un’approfondita analisi del linguaggio cinematografico utilizzato da Murnau, una disamina degli elementi esoterici della pellicola e del rapporto tra Nosferatu e il vampirismo. Una chicca rivelataci dall’autore riguarda il rigido sollevamento di Orlok dalla bara, che secondo alcune fonti dell’epoca sarebbe stata realizzato da mani nascoste.
Si passa quindi ai dati biografici dello staff del film, di cui riferiamo almeno il fatto che il protagonista, Max Schreck (1879-1936), recitasse in oltre cinquanta film, ma che di lui ci fossero per lungo tempo poche notizie, per cui fu gioco facile nel 1953 per il critico Ado Kyrou insinuare il sospetto che Max Schreck (in tedesco “Massimo terrore”) fosse un nome di copertura, forse per lo stesso Murnau.
Nel capitolo “Il primo secolo”, Giovannini prende in esame tantissime opere cinematografiche derivate, sequel, remake, rielaborazioni, omaggi al film, di cui i più importanti sono, immancabilmente, Nosferatu il principe della notte di Herzog (1979), Nosferatu a Venezia di Caminito (1988) e L’ombra del vampiro di Merhige (2000). Fortemente influenzati dal film di Murnau furono poi i due Dracula del 1931 prodotti dalla Universal, come in seguito tanti registi, tra cui Dreyer, Godard, Polanski, Cronenberg, Kubrick, Coppola, Tim Burton…
Segue una rassegna di centinaia di opere di altri media che sono state ispirate o influenzate da Nosferatu: cartoni animati, opere teatrali, spot pubblicitari (sapevate che esiste la birra “Nosferatu”?), sceneggiati audio, rappresentazioni circensi, narrativa, fumetti… il tutto corredato da una bella e ricca gallery di poster, locandine, copertine, e addirittura murales e tatuaggi.




In definitiva Nosferatu è diventato un’icona e anche il suo nome, conclude Giovannini, è ormai parte del nostro immaginario, tanto da essere usato non solo come sinonimo di vampiro, ma anche come spunto per toponimi e per nomi scientifici di specie viventi. Ha appena un secolo di vita, per cui è presto per dire se sia davvero immortale. Ma in questo volume lo studioso dimostra che oggi gode sicuramente di ottima salute.

Nonostante l’autore non si risparmi la canonica formula “senza pretese di completezza”, si può senz’altro dire che questo volume sia un’opera pressoché completa: senza volersi proporre come un esaustivo (e noioso) elenco, prende in esame tutti gli aspetti del film, sviluppandoli in maniera approfondita e coinvolgente, corredandosi di una impressionante mole di immagini che molto aggiungono al testo. Nosferatu di Fabio Giovannini si rivela quindi un must imprescindibile, un volume imponente e fondamentale, immancabile nelle librerie degli appassionati di vampiri e di cinema in generale. Indubitabilmente vampirizzato dal conte Orlok, Giovannini continua a sua volta a diffondere il contagio attraverso l’inchiostro infetto del morbo della vampiromania.





Risorse Web:
Pagina web del libro
Anteprima del libro (indice e introduzione)
Blog Vampyrismus
Pagina Facebook delle edizioni Alta Tensione
Fabio Giovannini su Wikipedia
 

giovedì 6 ottobre 2022

Dampyr - N.265

Testata: DAMPYR, N.265
Episodio: ANIME DI CERA
Testi: GIANMARIA CONTRO
Disegni: MAX AVOGADRO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 04-2022

Il medico legale Paola Lucchesi ha una strana sorpresa nello svolgere un’autopsia: ritrovato nel giardino di Boboli a Firenze, il corpo di un addetto alle pulizie, Darko Krusevac, presenta i tessuti ricoperti di adipocera, come se fosse stato immerso in acqua acqua dopo morto, con un parassita ameboide infiltrato tra le cellule. Di punto in bianco il cadavere si rianima, uccide l’assistente di Paola e si allontana sulle proprie gambe.
La dottoressa, sospettata di essere l’assassina di Marco, chiede aiuto al professor Angelo Sanna, che a sua volta si rivolge ad Harlan. Il Dampyr raggiunge Firenze, e indagando arriva a un locale notturno, dove incrocia un personaggio sospetto, che gli sfugge, e scopre che un certo van Wesel ha fatto rifilare una qualche sostanza a Krusevac. Harlan, Paola e Angelo trovano facilmente la villa di van Wesel, un singolare mercante d’arte con tanto di guardia del corpo, il quale nasconde in grossi frigoriferi dei corpi che lui spiega essere delle ceroplastiche.

Scoperto che i suoi avversari sono immuni alle armi convenzionali, Harlan trova il modo di affrontarli e mette le mani sul prezioso diario di Gaetano Giulio Zumbo, artista seicentesco dei modelli anatomici in cera e inventore della misteriosa “cera animale”. I nostri si trovano, così, a dover sbrogliare la matassa di una rivalità secolare tra immortali, in cui è coinvolto indirettamente anche un Maestro della Notte.

Una storia originale e avvincente, che suscita orrore precipitandoci in un mondo di modelli anatomici e corpi putrefatti, cadaveri rianimati e piaghe purulente. Ma l’orrore, mai gratuito, è funzionale al carattere inquietante dei personaggi che animano la storia, reduci da un’altra epoca, fatta di scienza, ignoranza, arte, alchimia e pestilenze. La cornice fiorentina è azzecatissima, con ambientazioni insolite come il giardino di Boboli e il Museo della Specola.

I disegni di Avogadro risultano molto realistici e cinematografici nella resa visiva e nelle inquadrature. Particolarmente riuscita è la scena dello scontro tra Harlan e la guardia del corpo Johannes, in cui è molto curata anche la “fotografia”, con un’illuminazione dal basso che conferisce alla scena un’atmosfera drammatica. Notevoli poi i cambi di tecnica dei flash-back: pittorici nella storia di Zumbo e “posterizzati” in un piattissimo b/n nella sequenza con Saint-Germain.



Risorse Web:
Intervista a Gianmaria Contro su PoesiaeLettaratura.it
Blog di Max Avogadro
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

mercoledì 5 ottobre 2022

Dampyr - N.264

Testata: DAMPYR, N.264
Episodio: CUORI DI TENEBRA
Testi: LUIGI MIGNACCO
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2022

Harlan, Kurjak e Tesla si mettono in viaggio per la Sierra Leone, dove un gruppo di russi impegnati in un safari è stato ferocemente massacrato nella foresta, forse dai leggendari uomini pantera.
Sotto la copertura di una missione esplorativa di un ente ecologico, i nostri giungono sul luogo, dove si imbattono nel sergente Maloka e nei mercernari di una multinazionale mineraria, sotto la guida dell’ingegner Brown. Nonostante qualche attrito con i militari, i nostri rimangono nella zona e intervengono a difesa dei soldati quando vengono attaccati da un branco di non-morti: sono i sopravvissuti del branco di Omulù (precedentemente eliminato da Harlan nella storia doppia dei numeri 6 e 7), che abitano quei luoghi e offrono protezione agli abitanti del villaggio in cambio dell’offerta volontaria e non letale di sangue.

Il capovillaggio rivela ad Harlan il nascondiglio del branco, avendo riconosciuto in lui una creatura più forte degli uomini pantera. Da parte loro, i vampiri di Omulù vogliono vendicare il Maestro, che sanno essere stato ucciso dal Dampyr. I nostri si alleano quindi con gli uomini di Brown, fornendo loro proiettili trattati, e si inoltrano nelle caverne dove si nascondono i vampiri. La lotta è senza quartiere, ma ben presto i nostri scopriranno che i veri nemici non sono i non-morti contro cui combattono.

Una storia d’avventura ricca d’azione, nel cuore della foresta africana, in cui c’è un accenno di critica sociale rispetto allo sfruttamento delle risorse dei paesi africani da parte delle avide e spietate multinazionali occidentali. Non sempre gli amici risultano essere quelli che ci somigliano di più e i nostri, dopo aver inopportunamente stretto un “patto col diavolo”, capiscono appena in tempo il loro errore. Nel corso del racconto, Mignacco ritaglia un piccolo sipario per mostrare il buon cuore del nostro Emil, che si fa paladino dei bambini contro un prepotente soldato.

Spettacolari i disegni di Lozzi, estremamente realistici, anche grazie a un largo uso di ombreggiature e sfumature. L’artista pone molta attenzione nel raffigurare i personaggi, come ad esempio per i riflessi e le ombre sulla pelle degli uomini pantera. I chiaroscuri vengono sapientemente sfruttati anche per dare un forte senso di drammaticità ad alcune scene.



Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 2 ottobre 2022

L’Ultima Frontiera

Testata: L’ULTIMA FRONTIERA
Testi: PIETRO GANDOLFI
Disegni: TONI VICECONTI
Lettering: TONI VICECONTI
Pagine: 6
Edizione: MIDIAN COMICS, 08-2022

La giovane casa editrice underground Midian Comics ha prodotto un fumetto molto particolare, composto da cinque tavole e un’illustrazione chiuse in una busta in formato A4, a mo’ di portfolio. Si tratta di una storia realizzata per un concorso sul tema “Ultima frontiera”, organizzato da Casale Comics and Games, in cui i due autori si sono classificati al secondo posto.

Una bambola in pezzi continua a chiedere coccole con il suo disco rotto. Carcasse di macchine sono accalcate ai bordi delle strade. L’erba ha invaso i porticati delle case, le cui porte ormai sono divelte. È in questo mondo che si muove una donna dalla curiosa armatura, una sorta di futuristico esoscheletro. A un certo punto si imbatte in un gruppo di mostruose creature antropomorfe, di una specie che è comparsa sulla terra all’improvviso, non si sa proveniente da dove. Sono i “vampiri diurni”, che in breve sono diventati la specie dominante sul pianeta. La nostra eroina non ha paura di affrontarli, e si sa difendere bene. Perché niente può fermarla nel suo viaggio verso la salvezza, verso l’Ultima Frontiera, un posto sicuro dove ricominciare a vivere. Ma è davvero lì quello che sta cercando?

Nelle cinque tavole di questa storia scritta da Pietro Gandolfi veniamo portati in un mondo post-apocalittico che ricorda quello di Io sono leggenda, un mondo in cui le strade sono vuote, le case in rovina e forse l’aria è contaminata (a giudicare dalle maschere antigas che compaiono nel finale). L’eroina dal look alla Sigourney Weaver di Alien e la spada alla Michonne di The Walking Dead, è una guerriera (di cui non ci viene detto il nome) che non è disposta a nessun compromesso, ma che custodisce gelosamente nel cuore la speranza di un vita in cui non essere più sola, in cui non doversi più nascondere o scappare: una vita degna di tale nome.

Se nella precedente collaborazione degli autori (il bell’horror intimistico L’ultimo respiro) lo stile era più “crepuscolare” e onirico, con un chiaro omaggio a José González, qui i disegni di Toni Viceconti, in tavole molto articolate, si fanno più netti e carichi di dettagli, per meglio rendere la desolazione del racconto, con un’estetica che si rifà a The Walking Dead: rottami, carogne, rovina e abbandono. Ben caratterizzata l’eroina della storia, il cui volto riesce a trasmettere sorpresa, rabbia e determinazione. I vampiri diurni sono raffigurati come mostri ripugnanti, dai nasi pipistrelleschi, a volte con ali membranose, sorta di mix tra la versione chirottera del Dracula di Gary Oldman e i vampiri mostruosi di Underworld, nell’alveo ormai consolidato di un ritorno della figura del vampiro al genere horror.

Risorse Web:
Pietro Gandolfi su Wikipedia
Pagina Facebook di Pietro Gandolfi
Pagina Facebook di Toni Viceconti
Sito di Casale Comics and Games
Pagina Instagram di Casale Comics and Games
Pagina Facebook di Midian Comics

sabato 1 ottobre 2022

Dampyr - N.263

Testata: DAMPYR, N.263
Episodio: LA COLLANA DI BHANGARH
Testi: STEFANO PIANI
Disegni: SIMONE DELLADIO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 02-2022

India, 2018. I due amici Rajiv e Harish decidono di trascorrere la notte nella città abbandonata di Bhangarh, aperta ai turisti solo durante il giorno e dall’accesso severamente vietato di notte. Girando tra le rovine, a un certo punto Rajiv vede il fantasma di una principessa e altri spettri, mentre Harish viene impiccato. Il ragazzo riesce a fuggire e raggiunge una stazione di polizia, dove però non viene creduto, anche perché Harish ricompare sano e salvo.

Oggi. Maud Nightingale è a Calcutta per una conferenza. Mentre cammina per strada con il suo amico Neel, viene avvicinata da Harish, che le chiede di consegnare il rasāyana alla Principessa e di non farlo avere a tale Uptal. Al contatto con la sua mano, Maud ha una visione di soldati con la scimitarra che uccidono donne e bambini. Neel interviene per allontanare Harish e ne nasce una rissa, in cui intervengono degli agenti: l’amico di Maud finisce in ospedale e Harish ucciso.
In breve anche Harlan raggiunge Calcutta e riferisce a Maud le sue scoperte: il rasāyana è un composto alchemico che sarebbe in grado di dare la vita eterna. Nelle indagini Maud e Harlan vengono a sapere del viaggio a Bhangarh in cui Harish era diventato un’altra persona, tanto da arrivare ad accoltellare il padre, e riescono alla fine a trovare il rasāyana, che risulta essere una collana dai grandi poteri magici.
Harlan e Maud raggiungono quindi Bhangarh, dove si troveranno ad affrontare da un lato Uptal, che vuole ciò che a suo avviso gli spetterebbe dopo il tradimento dell’ex socio Harish, e dall’altro gli spiriti degli abitanti, imprigionati nella città fin dal Seicento, quando vennero fatti massacrare dal Gran Moghul per punire la principessa Rani, rea di non aver accettato le profferte amorose del mago Singhia.

Quella imbastita da Piani è una storia intensa, che scava poco alla volta in un fosco passato di corteggiamenti a colpi di magia e spietati eccidi a scopo di vendetta. A muovere tutto è la brama dell’uomo: per il possesso di una donna nel caso di Singhia, per la vita eterna da parte del Gran Moghul. Ma l’episodio è anche un viaggio in un’India leggendaria, fatta appunto di magia, di bellissime principesse e di antiche rovine, ma anche di caos, traffico e ristoranti. In definitiva, una storia avvincente e di spessore, con un ottimo ritmo e ricca di colpi di scena.
I disegni di Delladio sono, come sempre, puliti e precisi, con un attento studio delle prospettive, come risulta evidente nelle architetture urbane, un’ottima resa delle scene drammatiche, come quella dell’attentato a Rajiv o della trance di Maud, e coinvolgenti attacchi di mostri e fantasmi. Molto ben caratterizzati i personaggi, tra i quali l’insidioso Samir rimanda al tratto del grande Sergio Toppi.



Risorse Web:
Stefano Piani su Wikipedia
Blog di Simone Delladio
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr