Testata: DAMPYR, N.266Episodio: NEL NOME DEL FIGLIO (Le Origini, parte 1)
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI, STEFANO ANDREUCCI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2022
Una sera d’autunno, Nikolaus si ritrova per un appuntamento all’Aquila Verde con Caleb e Draka, per parlare di Harlan. Draka è in vena di ricordi, e racconta come gli accadde di creare un dampyr.
Già da molti secoli, il Maestro della Notte aveva l’idea di mettere al mondo un dampyr, ma sapeva che per farlo avrebbe dovuto trovare una donna speciale. Credette di averla trovata quando conobbe la contessa Fortunata Guizzardi, una donna che salvò dal capriccio di un nobile spagnolo e che tenne con sé, finendo per innamorarsene. Si era da poco conclusa la Guerra dei Trent’anni, quando Draka si recò da Caleb per chiedergli se si sarebbe potuto occupare del nascituro che aveva in mente di generare. Fortunata, però, venne uccisa prima che Draka potesse realizzare il suo proposito.Per molto tempo il Maestro dimenticò il suo progetto, fin quando, secoli dopo, s’innamorò nuovamente: la nuova fiamma era una contadina serbobosniaca di nome Velma. Era da poco scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, quando il vampiro si spostò in Jugoslavia per permettere al suo branco di saziarsi. Nelle sue scorribande, si imbatté in un gruppo di soldati Utascia dai quali salvò dei civili serbi. Tra di loro c’era il partigiano Drailo Malovic, fratello della bella Velma. In breve, Velma fu sua e i due si amarono teneramente. La guerra bussava alle porte del villaggio, e Draka decise di portare Velma al castello di Roccabruna, dove rimase incinta.
Ma qualcuno osservava di nascosto la famigliola, interessato soprattutto al bambino che doveva nascere: le potenti Guardiane della Legge, che approfittarono di una breve assenza di Draka dal castello per mettere in atto il loro piano.
Questo primo episodio delle “Origini di Dampyr” narra una storia intensa, che rievoca gli eventi del passato di Draka e Harlan, alcuni dei quali erano stati in parte raccontati, ma su cui viene gettata nuova luce. Vengono approfondite soprattutto le motivazioni delle azioni di Draka, il quale dimostra emozioni in definitiva molto umane: è un viveur, ma anche un romantico quando stringe tra le braccia la donna giusta, un nemico vendicativo, ma anche un padre attento. E di fatti, oltre al forte legame con le due donne amate nella sua vita, questo episodio suggerisce che sia stato proprio un desiderio di paternità a spingerlo a generare un dampyr, più che l’idea di procurarsi un’arma formidabile contro gli altri Maestri. Viene poi finalmente esplicitato il suo rapporto con Caleb e con le Guardiane.Nell’ultima parte la storia s’incentra sulla lotta tra bene e male nel cuore di Harlan durante la sua adolescenza, tutt’altro che facile in un villaggio in cui la madre veniva additata come una donna di facili costumi e lui come “figlio del diavolo”.
I disegni sono realizzati da Luca Rossi nei passaggi contemporanei ambientati a Praga, mentre è Andreucci l’autore della gran parte dei lunghi flash-back. Il tratto spigoloso di Rossi riporta su Dampyr un iconico Nikolaus e scorci praghesi del suggestivo ghetto ebraico che fu, regalando un’atmosfera magica alle pagine dell’albo. Meno stilizzato e più realistico il tratto di Andreucci, che realizza scene ora nitide ora ombrose a seconda delle vicende, tra manieri e rastrellamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Risorse Web:
Intervista a Mauro Boselli su Il Catafalco
Mauro Boselli su Wikipedia
Luca Rossi su Wikipedia
Stefano Andreucci su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr
DARK PINOCCHIO (Giusfredi / Dal Lago, Delladio / Dal Lago, Pastorello)
Scoperto che i suoi avversari sono immuni alle armi convenzionali, Harlan trova il modo di affrontarli e mette le mani sul prezioso diario di Gaetano Giulio Zumbo, artista seicentesco dei modelli anatomici in cera e inventore della misteriosa “cera animale”. I nostri si trovano, così, a dover sbrogliare la matassa di una rivalità secolare tra immortali, in cui è coinvolto indirettamente anche un Maestro della Notte.
I disegni di Avogadro risultano molto realistici e cinematografici nella resa visiva e nelle inquadrature. Particolarmente riuscita è la scena dello scontro tra Harlan e la guardia del corpo Johannes, in cui è molto curata anche la “fotografia”, con un’illuminazione dal basso che conferisce alla scena un’atmosfera drammatica. Notevoli poi i cambi di tecnica dei flash-back: pittorici nella storia di Zumbo e “posterizzati” in un piattissimo b/n nella sequenza con Saint-Germain.
Il capovillaggio rivela ad Harlan il nascondiglio del branco, avendo riconosciuto in lui una creatura più forte degli uomini pantera. Da parte loro, i vampiri di Omulù vogliono vendicare il Maestro, che sanno essere stato ucciso dal Dampyr. I nostri si alleano quindi con gli uomini di Brown, fornendo loro proiettili trattati, e si inoltrano nelle caverne dove si nascondono i vampiri. La lotta è senza quartiere, ma ben presto i nostri scopriranno che i veri nemici non sono i non-morti contro cui combattono.
Spettacolari i disegni di
Nelle cinque tavole di questa storia scritta da Pietro Gandolfi veniamo portati in un mondo post-apocalittico che ricorda quello di Io sono leggenda, un mondo in cui le strade sono vuote, le case in rovina e forse l’aria è contaminata (a giudicare dalle maschere antigas che compaiono nel finale). L’eroina dal look alla Sigourney Weaver di Alien e la spada alla Michonne di The Walking Dead, è una guerriera (di cui non ci viene detto il nome) che non è disposta a nessun compromesso, ma che custodisce gelosamente nel cuore la speranza di un vita in cui non essere più sola, in cui non doversi più nascondere o scappare: una vita degna di tale nome.
Se nella precedente collaborazione degli autori (il bell’horror intimistico L’ultimo respiro) lo stile era più “crepuscolare” e onirico, con un chiaro omaggio a José González, qui i disegni di Toni Viceconti, in tavole molto articolate, si fanno più netti e carichi di dettagli, per meglio rendere la desolazione del racconto, con un’estetica che si rifà a The Walking Dead: rottami, carogne, rovina e abbandono. Ben caratterizzata l’eroina della storia, il cui volto riesce a trasmettere sorpresa, rabbia e determinazione. I vampiri diurni sono raffigurati come mostri ripugnanti, dai nasi pipistrelleschi, a volte con ali membranose, sorta di mix tra la versione chirottera del Dracula di Gary Oldman e i vampiri mostruosi di Underworld, nell’alveo ormai consolidato di un ritorno della figura del vampiro al genere horror.
Oggi. Maud Nightingale è a Calcutta per una conferenza. Mentre cammina per strada con il suo amico Neel, viene avvicinata da Harish, che le chiede di consegnare il rasāyana alla Principessa e di non farlo avere a tale Uptal. Al contatto con la sua mano, Maud ha una visione di soldati con la scimitarra che uccidono donne e bambini. Neel interviene per allontanare Harish e ne nasce una rissa, in cui intervengono degli agenti: l’amico di Maud finisce in ospedale e Harish ucciso.
Quella imbastita da