martedì 10 dicembre 2013

Il Vampiro di Benares

Titolo: COSMO SERIE NERA, N.1 - IL VAMPIRO DI BENARES
Episodio: L’ORIGINE DEL MALE
Testi: GEORGES BESS
Disegni: GEORGES BESS
Colori: no
Copertina: GEORGES BESS
Pagine: 160
Ed. originale: GLÉNAT, 2011/12
Ed. italiana: EDITORIALE COSMO, 03-2013
Pubblicato da qualche mese dalla Editoriale Cosmo Il Vampiro di Benares di Georges Bess, primo numero della collana “Cosmo Serie Nera”.

Il fotoreporter Mircea riceve un’email da Deepak, suo collega e mentore nonché padre della fidanzata Anji, che parla di un incredibile scoop e gli chiede di raggiungerlo. Mircea si reca così in India, nella città sacra di Benares. La sala da tè Honey Dew, dove i due hanno appuntamento, però esplode sotto gli occhi increduli di Mircea. E, per di più, non c’è alcuna traccia di Deepak.
Il reporter inizia a scavare nel passato dell’amico, con l’aiuto di Anji, di Gopal e della giovane guida Babeloo. Viene fuori che Deepak stava indagando sugli omicidi del “vampiro di Benares”. L’ispettore Byriani Dal sostiene di aver catturato il colpevole, il folle inglese Truffy. Ma Mircea scopre che sono avvenuti molti più omicidi di quelli commessi da Truffy, tutti puntualmente insabbiati dalla polizia.
Un indizio quasi inaspettato viene dal santone Naga, il quale sostiene che dal tempio maledetto di Durga escano delle demoniache bestie feroci, responsabili di mortali attacchi ad uomini e animali. E in effetti, passeggiando di notte presso il tempio, Mircea vede delle spaventose bestie cornute, a cui sfugge miracolosamente.
Insieme a Gopal, il giorno dopo il reporter torna al Durga, che si rivela ben più grande di quanto apparisse da fuori. Scendendo nelle profondità della terra, i due esploratori, insidiati dagli spaventosi gamoosh, si perdono in una strana nebbia, da cui si materializza il vampiro Ravana. Mircea viene quindi condotto al cospetto del Principe Brahma, nel cuore dell’alveare dei vampiri di Benares, dove incontrerà finalmente Deepak e il vampiro supremo: Kali.

Una discreta e ben disegnata storia d’avventura, in cui l’autore tratteggia con efficacia i volti e i vicoli della città indiana, tra i bovini sacri e gli sporchi ghat, le scalinate che costeggiano il fiume Gange. Peccato che l’edizione italiana sacrifichi i colori e riduca notevolmente il formato. L’aspetto migliore del racconto, infatti, è proprio l’atmosfera magica e leggendaria dell’India, con le sue manifestazioni di fede, i pellegrini che si bagnano nel fiume sacro, e i sadhu, i santoni barbuti dai nudi corpi dipinti e cosparsi di cenere, quasi fossili viventi provenienti dalla preistoria.
Un po’ semplicistica invece l’identificazione demoni/vampiri, esseri aracnidi che non si nutrono di sangue ma di prana, l’energia vitale degli uomini. Claustrofobica la discesa agli inferi del capitolo centrale, mentre risulta meno convincente la parte finale, in cui la leggenda e l’orrore sfociano nel surreale.

Risorse Web:
Anteprima dell’edizione francese sul sito della Glénat
Georges Bess su Wikipedia
Georges Bess sul sito di Les Humanoïdes Associés
Editoriale Cosmo
 

mercoledì 13 novembre 2013

Dampyr - N. 163

Titolo: DAMPYR, N.163
Episodio: HALLOWEEN
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MARCO SANTUCCI, PATRICK PIAZZALUNGA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 10-2013

Non è certo un caso che il numero di ottobre di Dampyr sia dedicato alla festa di Halloween, ormai diventata internazionale, l’originalità sta nell’ambientazione italiana dove scopriamo che la ricorrenza del giorno dei morti ha tuttora una tradizione, seppur sia ancora viva solo in antichi borghi isolati.

Nel Teatro dei Passi Perduti, la piccola Ljuba è molto presa nella realizzazione delle decorazioni per Halloween e non nasconde la sua delusione quando scopre che Harlan e Kurjak non potranno partecipare perché devono partire per l’Italia dove a Visigna, nell’entroterra abruzzese, li aspetta una nuova missione.
A Visigna gli anziani ricordano ancora la processione, chiamata scurnacchiera, e il banchetto allestito per i morti il 31 ottobre ma ormai la tradizione è caduta in disuso e i bambini, come nel resto del mondo, si mascherano da mostri e streghe chiedendo dolcetti ai pochi abitanti rimasti nel borgo.
Col pretesto di compiere una ricerca sulle tradizioni popolari, Harlan e Kurjak giungono nel paesino per trovare i responsabili del massacro di una giovane coppia di turisti. Si tratta dei Krong, uomini che, all’apparenza, conducono una vita normale aspettando la vigilia di ognissanti per dar sfogo alla loro furia omicida.
Questa setta sanguinaria non tarderà ad aggirarsi nelle vie di Visigna e i nostri eroi dovranno fermarli prima che si accaniscano sui bambini.
I Krong purtroppo non credono nelle tradizioni e, quando staranno per avventarsi sul banchetto in onore delle anime dei defunti, avranno una sgradevole sorpresa.

Mauro Boselli ha scritto una bellissima storia dell’orrore che può essere apprezzata anche da coloro che non leggono abitualmente la testata, la narrazione è lineare e la tradizione orale s’insinua sul piano della realtà approfittando della magia della notte di Halloween, portandoci un’ulteriore conferma che non è dei morti che si deve aver paura, bensì dei vivi!
I disegni di Marco Santucci, inchiostrati da Patrick Piazzalunga, sono semplicemente perfetti, ogni tavola denota una meticolosa scelta delle inquadrature senza trascurare alcun dettaglio, le figure spiccano per la loro plasticità così come le espressioni dei volti nei primi piani.
Mi permetto di unirmi alla redazione di Dampyr nel consigliare il libro “Halloween” scritto da Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi edito da Einaudi, immancabile nelle librerie di è curioso di scoprire la tradizione orrorifica del nostro Paese.

Risorse Web:
Sito Web di Marco Santucci
Mauro Boselli su Wikipedia
Dampyr su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 9 novembre 2013

Storie da Altrove - N.16

Titolo: STORIE DA ALTROVE, N.16
Episodio: IL VAMPIRO CHE FECE LA RIVOLUZIONE
Soggetto: CARLO RECAGNO
Sceneggiatura: CARLO RECAGNO
Disegni: ALFREDO ORLANDI
Colori: no
Copertina: GIANCARLO ALESSANDRINI (Colori: ALESSANDRO MUSCILLO)
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 160
Edizione: SERGIO BONELLI, 10-2013

Il nuovo numero di Storie da Altrove, spin-off annuale di Martin Mystère, vede il ritorno di Dracula, già incontrato nel numero 9 (“Il Principe che Tornò dalle Tenebre”) in cui ne veniva narrata la trasformazione in vampiro e lo scontro con Van Helsing, avvenuto nel 1902.

Con l’episodio “Il Vampiro che Fece la Rivoluzione” andiamo “indietro” al marzo 1792. Siamo in Virginia, nel pieno dei festeggiamenti del matrimonio di Jean-Louis Bientôt con la potente maga Amanda Janosz, quando il testimone Thomas Jefferson riceve un messaggio urgente del presidente Washington. I due agenti di Altrove, base segreta dove si studiano i fenomeni sovrannaturali, mettono via gli abiti nuziali e partono per la missione. La destinazione è Parigi, in piena Rivoluzione, dove dovranno aiutare ad espatriare il marchese di Lafayette, generale della Guardia Nazionale caduto in disgrazia e in pericolo di vita.
Nel frattempo, a Parigi, il vampiro Vlad Tepes è già arrivato al generale Jarjayes, e lo costringe ad aiutarlo nella sua ricerca della Pietra di Sangue, gemma che racchiude il segreto della vita. La Pietra, già cercata tempo prima da Cagliostro, fu rubata dalla defunta avventuriera Jeanne de la Motte ed è ormai introvabile.

Rosita Amici

Aiutati da sir Percy Blakeney, i due agenti e Lafayette arrivano alla duchessa di Polignac, intima amica della regina, e quindi a Jarjayes. Proprio grazie a questo trovano il vampiro in una locanda che fa da quartier generale dei rivoluzionari. Qui Vlad è alle prese con Charles de la Motte, rivoluzionario mosso dal desiderio di vendetta per la moglie Jeanne, il quale ha incorporato la Pietra di Sangue acquisendo il potere di guarire i moribondi. Nel contendersi la gemma, Vlad e Amanda hanno un terribile scontro, dopo il quale niente rimarrà come prima.

Una vera e propria graphic novel, questo volume, in cui Recagno intreccia efficacemente eventi storici e invenzione letteraria, creando un credibile racconto fantastico-avventuroso. Numerosi i riferimenti storici a eventi del passato e a personaggi intriganti come Jeanne de la Motte, Cagliostro, Vlad Tepes: “cattivi” ben caratterizzati, che in virtù delle loro motivazioni non risultano sempre del tutto malvagi, ma mostrano un lato pienamente umano.
Notevoli i disegni di Orlandi, dal tratto chiaro e pulito, che ricreano abilmente l’ambiente storico della Francia settecentesca, con precisi dettagli di costumi e architetture.

Risorse Web:
Martin Mystère su Wikipedia
Carlo Recagno su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

mercoledì 6 novembre 2013

Dampyr - N.162

Titolo: DAMPYR, N.162
Episodio: IL FIGLIO DI JOAN
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MICHELE CROPERA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 09-2013
Nel numero di settembre di Dampyr assistiamo alla nascita di un bambino che condivide la stessa natura ibrida di Harlan Draka.

Joan Dunne è ormai giunta al termine della gravidanza e l’amico Dean Barrymore provvederà a nasconderla presso un’isola, in Irlanda, dove sarà accudita dalle tre donne, le Guardiane della Legge che, molti anni prima, si occuparono di Harlan e di sua madre.
Il frutto dell’amore tra Joan e il Maestro della notte Mordha desta l’attenzione del Duca infernale Nergal che è pronto a uccidere il bambino, se non riuscirà a rapirlo per arruolarlo alla sua causa, affinché non diventi un altro temibile avversario.
Un sogno premonitore, inviatogli dalla bella vampira Araxe, porta il dampyr nell’isola dove, affiancato da Kurjak e dalle Guardiane della Legge, ostacolerà i piani del Duca e di Elle, il demone meridiano che è diventato la sua assistente.

Questo numero di Dampyr non rappresenta solo l’epilogo dell’avventura iniziata nel n. 119 - L’Amante del Vampiro -, è innegabile che si apriranno nuovi sviluppi nel corso della serie; spetterà alla fantasia degli autori stabilire se, questo piccolo dampyr, si rivelerà un prezioso collaboratore o una terribile minaccia per il team di Harlan Draka.
Mauro Boselli ha orchestrato la trama con grande perizia, distribuendo l’azione e la suspense in modo che il lettore possa sorprendersi voltando semplicemente pagina.
I disegni di Cropera confermano l’abilità dell’artista soprattutto nella seconda parte dell’albo, dove gli scogli dell’isola, battuti dalla pioggia, diventano l'agghiacciante scenario della battaglia fra Harlan e i suoi avversari.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Dampyr su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 2 novembre 2013

J.S. Le Fanu nipote, "Il Ritorno di Carmilla"

Titolo: IL RITORNO DI CARMILLA. LA VAMPIRA INNAMORATA
Autore: J.S. LE FANU NIPOTE
Curatore: GORDIANO LUPI
Anno: 2011
Edizione italiana: EDIZIONI IL FOGLIO, 2011
Traduzione: GORDIANO LUPI
Copertina: ROSITA AMICI
ISBN: 978-88-7606-331-2
Pagine: 162
L’infaticabile scrittore-editore Gordiano Lupi, già coautore con Maurizio Maggioni del saggio vampiresco Dracula e i Vampiri e di vari libri sul cinema horror, ha curato e tradotto per le Edizioni Il Foglio la versione italiana de Il Ritorno di Carmilla di J.S. Le Fanu nipote. Si tratta di una riscrittura in chiave moderna del classico Carmilla, in un’edizione arricchita da una approfondita introduzione sulla letteratura vampiresca, da altri racconti e dalle illustrazioni di Rosita Amici.

Il Ritorno di Carmilla: Laura racconta di quando, diciottenne, viveva col padre Antonio, famoso ortopedico, in un castello sulla collina di Coverciano. In quel periodo ebbe la notizia della morte di Berta Spinelli, sua amica e segreta amante, a causa di un male misterioso. Lo stesso giorno avvenne un incidente d’auto e la giovane conducente, Carmilla, fu portata al castello e vi rimase per la convalescenza.
Laura fu conquistata dalla bellezza dell’ospite e ben presto ne divenne l’amante. La nuova arrivata era curiosamente identica alla fanciulla di un vecchio incubo di Laura, ma anche all’antico ritratto della contessa Mircalla dell’estinta famiglia Karnstein, antenati della moglie di Antonio. Carmilla rimaneva però riservata sulla sua vita, spariva per ore dal castello e pronunciava frasi enigmatiche sulla morte e sull’amore. Nelle notti di Laura tornarono gli incubi, insieme alla sensazione di due aghi nel petto, e la giovane iniziò a deperire a vista d’occhio.
A quel punto Spinelli, visibilmente invecchiato, giunse al castello. Condusse gli amici a Fiesole, per cercare le tombe dei Karnstein, i cui membri continuavano a vagare di notte a caccia di sangue. Furono proprio due di loro, Mircalla e la misteriosa madre, a guadagnarsi la fiducia e l’ospitalità di Spinelli, facendo di Bertha la loro ultima vittima. Ma finalmente, con l’aiuto del barone Vordenburg, un tempo amante di Mircalla, venne ritrovata la tomba e la vampira incontrò il suo destino.

Rosita Amici

La Belva dei Carpazi: Proiettando il lettore nella psiche mostruosa della «contessa Dracula», questo racconto ne narra, con generosa profusione di orrori e sadismo, la sanguinosa vicenda su due piani temporali: i ricordi di Erzsébet Báthory del 21 agosto 1614 nel castello di Csejthe e gli atti del processo tenuto il 2 gennaio 1611.
György Thurzò, governatore di Presburgo, testimoniò che la Báthory, convinta che il sangue avesse l’effetto di far ringiovanire la pelle, fece uccidere oltre seicento fanciulle vergini per fare il bagno nel loro sangue. Essendo di nobile famiglia, la Báthory non poteva essere condannata a morte come i suoi complici, Jò Ilona e Ficzkò, e fu murata in un appartamento nel suo castello. Qui, impietosamente, le venne lasciato uno specchio, così che potesse osservare lo scorrere del tempo sul suo volto. Il terrore di vedersi vecchia e brutta spinse Erzsébet all’unica soluzione possibile per non lasciar corrompere la sua bellezza.

Il Diario di Dracula: Il voivoda valacco Vlad III racconta con le sue parole, sulle pagine di un diario, gli aneddoti tramandatici dalla tradizione su alcuni cruenti episodi del suo regno. Ne esce il ritratto di un sovrano crudele e sadico, ma anche efficace in battaglia e nella lotta al crimine. Dracula dimostra anche un suo senso della giustizia e dell’eguaglianza, quando sostiene che «la legge è uguale per tutti, anche per i boiari e per i preti»: «il supplizio è uguale per tutti».

Nonostante questa sia una riscrittura di Carmilla, non mancano le differenze con l’originale: il padre di Laura è un medico e ha un nome, si cita l’ubicazione precisa di un castello e vengono italianizzati i nomi. E, soprattutto, viene esplicitata la sottotrama erotica, più che altro suggerita da Le Fanu. D’altra parte le fantasie di Laura sono quelle di una ragazza consapevole e disinibita. Come sotto un incantesimo, la narratrice non si lascia condizionare dai dubbi e dai misteri che circondano Carmilla: l’amore, un amore che ha molto di fisico, sembra rendere insignificante ogni incertezza.
In definitiva, pur sacrificando molto dell’ambiguità e delle allusioni dell’originale lefanuiano, questa versione guadagna in materialità e concretezza, dando finalmente corpo alla sensualità soffocata di Laura.

Risorse Web:
Sito di Gordiano Lupi
Edizioni Il Foglio
 

domenica 27 ottobre 2013

Joseph Sheridan Le Fanu, "Carmilla la Vampira"

Titolo: CARMILLA LA VAMPIRA
Autore: JOSEPH SHERIDAN LE FANU, SAMUEL TAYLOR COLERIDGE
Curatore: FABIO GIOVANNINI
Anno: 1797-1872
Edizione italiana: STAMPA ALTERNATIVA, 2011
Traduzione: FABIO GIOVANNINI
Copertina: Grafica di ANYONE!
ISBN: 978-88-6222-265-5
Pagine: 240
L’ondata di pubblicazioni vampiresche degli ultimi anni, tra innumerevoli “romanzi clone” e interminabili saghe, ha avuto anche il pregio di riportare l’interesse degli editori su alcuni intramontabili classici e sui rispettivi autori, rendendo possibili ristampe, riedizioni di testi dimenticati, traduzioni di libri inediti. Una assai pregevole (ri)proposta è quella del classico vampiresco Carmilla di Le Fanu, per la cura di Fabio Giovannini, tra i massimi esperti mondiali di vampiresco, nonché giornalista, autore e curatore di numerosi saggi e raccolte (fondamentale per ogni vampirofilo che si rispetti è il suo Libro dei Vampiri).
Il volume, pubblicato da Stampa Alternativa, costituisce una vera e propria “edizione definitiva” di Carmilla, annotata e illustrata, con un ricco apparato critico e accompagnata da una nuova traduzione della Christabel di Coleridge, il poemetto a cui si ispirò Le Fanu per il suo capolavoro.

Christabel: Questo poema di Coleridge, scritto tra il 1797 e il 1800, fu pubblicato, incompleto, solo nel 1816, pur girando già da tempo tra gli intellettuali inglesi dell’epoca. Fu letto anche nella famosa estate di Villa Diodati e colpì molto Polidori.
I versi raccontano dell’incontro nel bosco, a mezzanotte, di Lady Christabel e Gerladine, una bellissima damigella vestita di bianco e bisognosa d’aiuto. Christabel conduce la dama nel castello del padre, il barone Leoline, e dormendo tra le sue braccia fa sogni paurosi e vergognosi. Al mattino, Sir Leoline dà il benvenuto a Geraldine rinvigorita e apprende con stupore che è la figlia del vecchio amico Lord Roland, diventato poi suo acerrimo nemico. Le giura protezione e manda un messaggero dal padre, nonostante Christabel e il bardo Bracy abbiano cattivi presagi e spaventose visioni riguardo all’ospite.

Lancelot Speed

Carmilla: Per i pochi lettori che non conoscessero Carmilla (e a cui si consiglia caldamente di colmare la lacuna), eccone in breve la storia, riferita al narratore dal dottor Hesselius.
All’età di diciannove anni, Laura conduceva una vita ritirata con il padre e la servitù in un’isolato schloss della Stiria. Fu quindi per lei un duro colpo ricevere la notizia della morte di Bertha, la nipote del generale Spielsdorf, che doveva andarla a trovare. Quella stessa sera, una carrozza si rovesciò presso il castello. La dama che ne uscì disse di essere nel mezzo di un viaggio vitale e di dover ripartire subito, ma di non voler trascinare con sé la figlia di salute cagionevole. Il padre di Laura si offrì di ospitare Carmilla.
Poco alla volta, la fanciulla diventò inseparabile amica della castellana, nonostante un atteggiamento ambiguo, morbosamente possessivo e affettuoso, e uno scortese riserbo sul suo passato e sulla sua famiglia. Per di più, la sua vicinanza aveva un pessimo effetto su Laura, che iniziò a deperire a vista d’occhio. In realtà, la malattia di Laura era causata dalla stessa Carmilla, la quale celava dietro un anagramma un segreto terribile: la sua identità di vampira, ovvero la defunta contessa Mircalla Karnstein. Ma i suoi delitti, ultimo l’assassinio di Bertha, le misero contro un agguerrito gruppo di cacciatori: il padre di Laura, il generale Spielsdorf e l’esperto barone Vordenburg.

Leonor Fini

Su questo lungo racconto, tratto dalla raccolta In A Glass Darkly, è stato detto e scritto molto: articoli, saggi, studi e interi saggi (come l’ottimo Cercando Carmilla di Franco Pezzini). Considerata da Summers «la migliore delle storie inglesi di vampiri», Carmilla ha avuto sugli autori fantastici – tra questi Stoker per la stesura di Dracula – una grande influenza, da cui in seguito nessun media è stato immune. Ciò ha portato il personaggio di Carmilla allo status di mito, facendone la vampira per eccellenza (come la controparte maschile, Dracula, è il vampiro): al tempo stesso amica odiosa e amabile, amante scontrosa e seducente, dall’erotismo intenso e anticonformista, come fa notare Giovannini, Carmilla è una vampira “sovversiva” che minaccia il potere maschile, ambigua come lo stato di adolescenza di Laura e Bertha.
Ma Carmilla presenta anche altri pregi: la “sublime” cornice stiriana; temi profondi come la solitudine di Laura, fanciulla circondata da venerabili uomini anziani, e l’omosessualità femminile, licenza all’epoca impensabile in altri generi; la dimensione onirica in cui si gioca parte del racconto. E, soprattutto, il fine gioco di specchi, che ritorna più volte, come nell’anagramma del nome a cui è costretta la vampira in ogni sua incarnazione: Carmilla, Mircalla, Millarca. D’altra parte, Carmilla sembra suggerire a Laura che amore e morte sono due rovesci di una stessa medaglia: quello amoroso è uno stato di abbandono che rende vulnerabili all’altro. Come dire che, per amare, bisogna darsi, abbandonarsi, e un po’ morire.

Risorse Web:
Stampa Alternativa
Schede: Il Libro dei Vampiri, Prima di Dracula, I Vampiri Sono tra Noi!
 

lunedì 21 ottobre 2013

AAVV, "Vampiriana. Novelle Italiane di Vampiri"

Titolo: VAMPIRIANA. NOVELLE ITALIANE DI VAMPIRI
Autore: AAVV
Curatore: ANTONIO DANIELE
Anno: 1885-1917
Edizione italiana: KERES EDIZIONI, 2011
Copertina: ILLUSTRAZIONE DI FRANCISCO GOYA
ISBN: 978-88-97231-02-8
Pagine: 160
Cercare di circoscrivere entro confini geografici la letteratura dell’orrore si rivela un’impresa piuttosto ardua e soggetta ad approssimazione. È innegabile il fascino della brughiera inglese, le nebbie che si confondono con fantasmi e creature silvestri, ma gli stessi autori inglesi dei primi romanzi dell’orrore hanno cercato ispirazione da un’altrove che, a un primo sguardo, appare meno misterioso e sicuramente più solare; è il caso di Byron, Ann Radcliffe e persino John Polidori che, attingendo al folklore dei paesi visitati nel Grand Tour (tappa iniziatica indispensabile per i rampolli della nobiltà), hanno permesso l’uscita dai sepolcri di creature mostruose che tuttora popolano il nostro immaginario.
Anche l’Italia vanta trascorsi “gotico orrorifici” riconducibili ad autori purtroppo spesso poco conosciuti. Ben vengano, quindi, libri come quelli della Keres, casa editrice specializzata in Fantastico, che ha già pubblicato il primo romanzo di vampiri italiano, Il Vampiro. Storia Vera di Franco Mistrali (1869), e il capolavoro gotico-introspettivo L’Anima di E.A. Butti, romanzo di fantasmi tardo ottocentesco. Con questa antologia Vampiriana, poi, la Keres si è posta l’ambizioso obiettivo di far riscoprire al lettore tutte le storie vampiriche classiche scritte da autori italiani, talvolta insospettabili come Emilio Salgari e Luigi Capuana, apparse su riviste e raccolte tra il 1885 e il 1921.

Vampiro Innocente (Francesco Ernesto Morando): La vicenda, ambientata in un istituto di igiene mentale, vede un giovane medico in difficoltà davanti a un peculiare caso clinico: un uomo che ha ucciso il figlio ritenendolo responsabile di vampirismo. Il bambino traeva vigore sottraendo energia alla sorella. Anche il primario della clinica non esclude l’elemento soprannaturale convenendo che non sempre la scienza è risolutiva.
Il Vampiro della Foresta (Emilio Salgari): Emilio Salgari ci propone un racconto ambientato in Sud America dove due fratelli, partiti per cercare fortuna, incontrano uno stregone locale, accompagnato da un gigantesco pipistrello e un minaccioso felino, che intima loro di abbandonare il posto. I fratelli, a fronte della fortuna che li aspetta una volta trovato il giacimento aurifero, non demordono e, dopo essere stati attaccati dalle belve dello stregone, riescono a sconfiggerlo.
Il Vampiro (Giuseppe Tonsi): Un uomo è rinchiuso in un manicomio criminale reo di aver ucciso la figlia. Costui rivendica la propria innocenza accusando un altro uomo dedito a pratiche occulte, ma nessuno è disposto a credergli rendendo così la sua condanna ancor più straziante.
Un Vampiro (Luigi Capuana): Un poeta chiede aiuto a uno scienziato perché liberi la sua famiglia dalle apparizioni del defunto primo marito di sua moglie. Queste visite indesiderate hanno un nefasto effetto sui nervi della donna e mettono in pericolo anche il loro bambino. A nulla valgono i rimedi apotropaici della tradizione contadina, ma ancor meno effetto hanno gli inviti dello scienziato a ricondurre i fatti a semplici fenomeni naturali ancora inspiegabili.
Il Dottor Nero (Daniele Oberto Marrama): Il Comandante O’Nell racconta ai suoi ospiti quanto successe a sua moglie perseguitata dalle visite notturne dell’uomo, dai tratti inquietanti, raffigurato in un ritratto.
Il Vampiro (Giuseppe De Feo): Un ingegnere in viaggio decide di pernottare presso le rovine delle Tolemaidi, ma sarà aggredito da un mostro che ne succhierà la vita dalle labbra.
Vampiro (Enrico Boni): Una località è afflitta da una tremenda maledizione: nottetempo gli abitanti ricevono la visita di un vampiro che ne causa, a breve, la morte per consunzione. Individuato il defunto responsabile della piaga, quattro uomini procedono all’esumazione del cadavere che appare loro integro e con le labbra insanguinate.
Il Vampiro (Vittorio Martella): Due fratelli incontrano, in Venezuela, un sacerdote che, dopo aver sperimentato il piacere del sangue umano, ha abbandonato la fede e aggredisce i concittadini per placare le proprie empie brame.

Le tematiche predominanti in questi racconti sembrano ricondursi all’impotenza della scienza di fronte a ciò che non rientra nei suoi paradigmi, l’incredulità di fronte all’irruzione del sovrannaturale e il suggestivo fascino delle altre culture, le cui tradizioni meritano rispetto se non si vuole che si scatenino nefaste conseguenze.
L’antologia è presentata in modo minuzioso e, per ogni racconto, sono riferite puntualmente le riviste e le date di pubblicazione. Il linguaggio narrativo è rispettato conservandone le caratteristiche dell’epoca in cui sono apparsi i racconti, rinnovando così il pregio filologico che sarebbe inficiato dall’attuazione di una modernizzazione linguistica più vicina ai gusti attuali.
A impreziosire il volume numerose illustrazioni originali, con tanto di didascalie, preziosi testimoni dei gusti dell’epoca che facilitano l’immersione nel passato orrorifico italiano.



Risorse Web:
Keres Edizioni
Keres su Facebook
Scheda di Vampiriana