venerdì 18 dicembre 2020

Vampirella/Red Sonja - Vol.1: Mai Fidarsi dell’Uomo

Testata: COSMO FANTASY n.46
Titolo: VAMPIRELLA/RED SONJA n.1 – MAI FIDARSI DELL’UOMO
Testi: JORDIE BELLAIRE
Disegni: DREW MOSS
Colori: REBECCA NALTY
Copertina: TERRY e RACHEL DODSON
Lettering: MAURO CORRADINI
Pagine: 112
Ed. orig.: DYNAMITE ENTERT., 09-2019/01-2020
Ed. italiana: EDITORIALE COSMO, 06-2020

Nello scorso giugno la Editoriale Cosmo ha pubblicato il primo volume del team-up Vampirella/Red Sonja, dal titolo “Mai fidarsi dell’uomo”.

1969. A dieci mesi dal massacro di Passo Dyatlov, in Russia, Vampirella parte da Brooklyn per indagare. Le ipotesi sull’identità dell’assassino (o degli assassini) delle nove vittime sono tre: esponenti del Governo russo, un omicida infiltratosi nel gruppo, lo yeti.
Fingendosi giornalista, la vampira partecipa a una conferenza sul programma spaziale russo e chiede infruttuosamente notizie sull’incidente di Dyatlov al relatore Artur Sokolov. Più tardi l’aliena di Drakulon raccoglie le confidenze dell’avventore di un bar, Boris, il quale sostiene il coinvolgimento del programma spaziale nella strage. Qualcun altro nel bar, invece, propende per l’ipotesi dello yeti.
Vampirella si reca sulla montagna alla ricerca dell’eventuale uomo delle nevi e intercetta una figura impellicciata che fugge in una tormenta di neve. La figura si rivela una “donna selvaggia”, una bella dai capelli rossi armata di una grossa spada. La rossa è molto aggressiva e Vampirella deve ipnotizzarla perché si calmi.
Grazie all’aiuto dell’occultista Charlie, la donna viene risvegliata e messa in grado di comunicare: si chiama Sonja ed è una formidabile guerriera. Vampirella la porta a casa con sé, e scopre che la guerriera è stata trasportata nel 1969 grazie alla “pietra della creazione”, che custodisce gelosamente. Prima di esporsi a qualsiasi pericolo, aveva deciso di adattarsi gradualmente al nuovo ambiente tenendosi isolata sulla montagna.
Vampirella realizza di aver trovato in Sonja un ottimo ausilio per le sue indagini. Le ricerche condurranno le due in una struttura militare, in cui si svolgono degli esperimenti segreti sui vampiri, condotti da Sokolov.

Dopo la lettura di questo volume viene naturale interrogarsi sul senso della sua pubblicazione. L’unica risposta plausibile sembra puramente commerciale: evidentemente l’editore intendeva sfruttare l’appeal di due eroine amate dai lettori (ricordiamo che Red Sonja è un personaggio nato dalla penna di Robert Howard e approdata al mondo dei fumetti grazie a Roy Thomas).
La storia, infatti, appare campata in aria e non aggiunge nulla alla vicenda dei personaggi. L’artificio narrativo che fa incontrare Vampirella e Sonja è semplicemente inconsistente. Gli snodi della trama risultano poco convincenti: perché Vampirella intraprende questo improbabile viaggio? Perché le due eroine, da perfette sconosciute, diventano amiche in brevissimo tempo? Come si può scambiare Red Sonja per lo yeti? I personaggi, poi, sono privi di qualsiasi profondità. L’autore cerca goffamente di far leva su elementi patetici, come la sofferenza del vampiro Cyprian, la strega morente o l’amante di Vampirella che si offende per un maldestro commento a sfondo involontariamente razziale. I disegni, copertina a parte, sono ordinari, senza infamia e senza lode.
Continua così la sfortunata vicenda editoriale italiana di Vampirella, che, grazie all’incurante Panini, si era interrotta brutalmente al secondo volume della più avvincente saga di Trautmann. Non resta che augurarsi che la Cosmo rivolga la propria attenzione alle storie migliori di Vampirella, mai lette in Italia, piuttosto che a queste ciniche operazioni commerciali della Dynamite.

Risorse Web:
Editoriale Cosmo
Dynamite Entertainment
Sito ufficiale di Vampirella
Vampirella su Wikipedia
 

sabato 5 dicembre 2020

Speciale Dampyr - N.16

Testata: SPECIALE DAMPYR, N.16
Episodio: I VAMPIRI DI MOMPRACEM
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MARCO VILLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 160
Edizione: BONELLI, 11-2020

È in edicola da qualche settimana lo speciale annuale di Dampyr, intitolato I vampiri di Mompracem.

Dopo un vivido sogno su un gruppo di pirati malesi, il professor Zardek informa la studentessa Lilian Blake della sua idea di inviare alcuni amici nei mondi di Salgari per testare un macchinario di sua invenzione. Come piega alla giovane, la sua ipotesi è che sia possibile viaggiare non solo nei mondi del Multiverso, ma anche nei mondi letterari. È sua intezione proporre il viaggio a Kurjak, appassionato delle storie di Sandokan, e ad Harlan.
Kurjak e Harlan sono già a Londra, insieme ai cacciatori di vampiri Dean Barrymore e a Jack Tarrant. Sulle tracce di alcuni cadaveri dissanguati, il gruppo finisce nella magione gotica del Maestro della Notte Adso von Klatka, alleato di Marsden e di Vlatna. Da alcuni indizi, Harlan realizza che von Klatka vuole colpire i suoi amici londinesi.
Al Globetrotters Club, infatti, il vampiro è sul punto di uccidere il professor Zardek. Sorpreso da Harlan, von Klatka si dà alla fuga sfruttando la macchina del professore, e trascinando con sé Lilian nell’universo salgariano.
Harlan e Kurjak seguono il fuggitivo, ma dopo il salto vengono separati. Nella giungla del Borneo, dopo aver conquistato entusiasta la fiducia di Yanez e dei tigrotti di Sandokan, Kurjak riesce a riunirsi ad Harlan, che intanto sull’isola di Mompracem ha salvato la vita ad altri due del gruppo, durante un’incursione nel covo del loro nemico, il Duca Nero, il quale altri non è che von Klatka.
Il Maestro intanto si è circondato di un branco di non-morti, ha fatto di Lilian la sua amante e tiene prigioniero Sandokan, e intende usare quest’ultimo per attuare un piano per diventare padrone incontrastato di quei territori. Il Maestro von Klatka dovrà però fare i conti con Harlan Draka e i suoi nuovi alleati, e con l’incrollabile forza di volontà di Sandokan.

Questo episodio è un appassionato omaggio di Boselli a Emilio Salgari, omaggio reso attraverso i personaggi e le ambientazioni dello scrittore veronese, ma anche con un serrato gioco citazionistico. A ricreare l’atmosfera salgariana contribuiscono, oltre ai disegni, numerosi nomi e termini caratteristici, soprattutto di flora, fauna, armi e località, che il Nostro cita profusamente: piante come banani, paletuvieri, pombo, manghieri, nagassi, nagatampo; armi come la spada parang ilang, la cerbottana sumpitam, la lama kampilang, e così via. I vampiri di Mompracem è una storia tipicamente avventurosa, piuttosto diversa dagli standard dampyreschi. Tutto parte da un ingegnoso espediente narrativo, ovvero la macchina che fa viaggiare nel Multiverso e nei mondi letterari, elemento che apre sterminate possibilità narrative per il futuro della serie.
Questo è il primo episodio lungo di Dampyr che vede ai disegni Marco Villa. L’artista dà un’ottima prova, pur dimostrando dei margini di miglioramento. Elementi di forza dei suoi disegni sono le espressioni, in particolare quelle di un combattivo Sandokan (come a pagina 102), e i paesaggi, come quelli della giungla e del palazzo del Rajah (pagina 124). Tra le cose migliori c’è poi senz’altro il maniero gotico di von Klatka, raffigurato in tavole ricche di toni scuri, in cui l’artista ci regala una citazione dei romantici paesaggi di rovine abbaziali di Caspar David Friedrich (pagina 27).





Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Boselli premiato da Ilcorsaronero!
Il Sandokan di Marco Villa
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 29 novembre 2020

Dampyr - N.248

Testata: DAMPYR, N.248
Episodio: IL LICANTROPO DI MATERA
Testi: GIORGIO GIUSFREDI
Disegni: ALESSIO FORTUNATO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2020

È in edicola dai primi di novembre il nuovo numero di Dampyr.

Matera. La giovane e avvenente Giulia cerca di vincere la diffidenza di Mosè e di fare amicizia con lui. La timidezza di Mosè è dovuta alla sua malattia, la sindrome di Ambras, a causa della quale l’uomo ha il corpo completamente ricoperto di peli. A contrastare questa amicizia ci sono alcuni violenti giovani del posto e lo stesso padre di Giulia.
Nonostante le difficoltà, Giulia e Mosè continuano a vedersi, e la ragazza apprende la storia dell’amico. Mosè nacque quasi cent’anni prima, e fu abbandonato dal padre in una cesta su un fiume, presso Matera. Fu raccolto dalla famiglia di circensi di Giocondino, il quale lo adottò come un figlio. Mosè girò il Paese con “Giocondino e il suo teatro di fenomeni”, fin quando nel 1943, durante la guerra, la famiglia venne sterminata da una pattuglia di nazisti. Mosè venne salvato dal Maestro della Notte Vrana, che trasformò lui e Giocondino in non-morti.
Il violinista Stuart Morrison si trova nella zona per un concerto con il gruppo folk Liannabh Shee. Stuart fa un sogno in cui vede il padre, il Re degli elfi, e il defunto maestro Duncan McGillivray, che si trasforma in un lupo. Il musicista, preoccupato che il sogno sia legato a un delitto avvenuto nella cittadina e che la stampa ha attribuito a un “lupumanare”, chiede l’aiuto di Harlan. Il dampyr, con Kurjak e Tesla, raggiunge Stuart a Matera e si trova coinvolto in una lotta tra le due fazioni dei licantropi e dei non-morti di Vrana.

Giusfredi ci narra una storia fosca, in cui si intrecciano il tema della diversità, aggravata dall’ignoranza e dalla cattiveria di chi non capisce, con quello della follia della violenza dei soldati in guerra. Queste condizioni dei personaggi si traducono in una natura sovrannaturale, il cui sfondo è una Lucania spettrale e notturna, con tanto di città fantasma.
Pregevolissimi i disegni di Fortunato, carichi di atmosfera, dalle nere tinte assai funzionali alla storia. Non da meno sono i personaggi, su tutti il tenerissimo freak Mosè, dall’espressione dolce e rassegnata, e anche gli spaventosi lupi mannari. Ma la magia che riesce a creare l’artista sta soprattutto negli scorci paesani, con i vicoli, le stradine addormentate, le scalinate, i paesaggi lucani precisi e suggestivi, nei quali il lettore ha l’impressione davvero di camminare sotto la luce dei fiochi lampioni di ghisa.





Risorse Web:
Marco Brinzi legge Dampyr!
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Blog di Alessio Fortunato
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 17 ottobre 2020

Dampyr - N.247

Testata: DAMPYR, N.247
Episodio: IL SEGRETO DI ROBERT HOWARD
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 10-2020

È stato pubblicato da qualche giorno l’episodio di ottobre di Dampyr, seguito de I sussurri nel buio.

Dopo aver ricuperato i diari inediti di Novalyne Price e aver fatto prigioniero Wilbur Royce, che era sul punto di uccidere l’anziana e indifesa proprietaria dei quaderni, Harlan, Kurjak e Anyel proseguono nella lettura delle memorie della più intima amica di Robert Howard. Integrandole con la testimonianza estorta a Royce, riescono così a ricostruire la vicenda dello scrittore texano.
Novalyne ebbe una relazione travagliata con Howard, che per quanto gentile e apparentemente innamorato, era sempre sfuggente e preoccupato per la madre. Un giorno, mentre Howard accompagnava Novalyne a casa, i due videro nei campi delle mostruose figure antropomorfe, gli alieni mi-go. In seguito Howard si imbatté ancora nei mostruosi alieni e vide la loro astronave, e decise di allontanare Novalyne perché non rischiasse la sua vita per stare con lui.
In quegli anni il bisnonno di Royce, Fred, iniziò a lavorare per i mi-go, i quali erano nelle Texas Hills per estrarre i minerali di cui era ricca la zona. Organizzarono le loro attività con l’aiuto di Fred, che assoldò altri alleati umani e catturò degli scienziati, i cui cervelli vennero spediti sul pianeta Yuggoth. Fred Royce propose di unirsi ai mi-go anche a Robert Howard, dietro l’offerta di poter visitare altri mondi, ricevendo per risposta una solenne bastonatura. Howard fu quindi avvicinato dallo stesso capo dei mi-go, il Viandante Nero, ovvero Nyarlathotep.
I nostri hanno a questo punto informazioni sufficienti per individuare il nascondiglio degli ostili alieni, con cui si scontreranno nei cunicoli di una miniera d’argento abbandonata, legata alla storia della famiglia Royce.

Questo episodio sviluppa, più che una storia di alieni, la vicenda di una famiglia di traditori della specie umana, i cinici Royce, dei quali ha fatto però eccezione il padre di Wilbur. E ancor più centrale è la sofferta storia di Novalyne Price e Robert Howard, il quale deve affrontare la sua lotta da solo come un cow-boy solitario, rinunciando all’amore per proteggere la madre e l’amata. Questa avvincente storia scritta da Boselli, in definitiva, ci restituisce un Howard coraggioso come i suoi eroi.
Ricchi di atmosfera i disegni di Genzianella, di cui segnaliamo una bella splash page (p. 51) che sintetizza graficamente i fantastici mondi creati da Howard. Notevole la cura che l’artista dedica alla realizzazione di paesaggi e ambienti, in particolare ombrosi campi di grano e soleggiate colline texane, e ancora le curiose astronavi e gli stessi spigolosi mi-go.



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

sabato 12 settembre 2020

Dampyr - N.246

Testata: DAMPYR, N.246
Episodio: I SUSSURRI NEL BUIO
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 09-2020

È in edicola il numero di settembre di Dampyr, intitolato I sussurri nel buio, prima parte di una storia doppia di Boselli e Genzianella.

Harlan e Kurjak sono con l’amesha Anyel a Cross Plains, nel Texas, la città dove visse lo scrittore Robert Howard. Indagando sulla vita del grande autore fantasy, i nostri sperano di rintracciare i temibili “mi-go”, nome tibetano dello yeti. I mi-go erano sotto la protezione e il controllo di Nyarlathotep, e, ora che quest’ultimo è fuori dai giochi, Anyel teme possano costituire un grosso pericolo. In effetti l’amesha ha già interrogato Draka, secondo il quale potrebbe trattarsi di esseri di altri mondi, finiti negli antichi cunicoli che si snodano sotto la sua dimora himalayana.
Harlan ricorda che Lovecraft creava molti racconti basandosi su visioni di altri mondi, e nel racconto Colui che sussurrava nel buio descriveva degli extraterrestri che forse erano proprio i mi-go. Fingendosi uno psicologo, al tempo Anyel interrogò, sotto ipnosi, il Solitario di Providence. Venne così a sapere di una vicenda accaduta al nonno dello scrittore, Whipple Van Buren Phillips, che si recò nel New Hampshire per delle ricerche nel settore minerario. Sorpreso da un acquazzone e abbandonato dalla sua guida, Phillips incrociò la strada dei “sussurratori” nel villaggio di Thornton Grove, rischiando che il suo spirito venisse imprigionato in un cilindro da fonografo per essere trasportato sul pianeta Yuggoth.
Harlan e soci realizzano che per completare la ricostruzione della storia hanno da recuperare i diari di Novalyne Price, la fidanzata di Robert Howard. Anyel è a conoscenza del fatto che Novalyne, morta novantenne, inviò i suoi diari a qualcuno nella cittadina, ma ritrovarli risulta tutt’altro che semplice, anche perché i mi-go sono sulle loro tracce.

Coinvolgente e articolata come tutte le storie scritte da Boselli, I sussurri nel buio ricrea sulla pagina disegnata l’affascinante mondo degli scrittori dei pulp magazine, nel Dampyr universe in realtà dei visionari che negli anni Trenta hanno intuito e descritto realtà di altri mondi. La vicenda si snoda poi su altre due linee temporali, quella presente e una che va indietro fino ai tempi del nonno di HPL, forse il passaggio più avvincente dell’episodio, in cui gli autori riescono a evocare un forte senso di minaccia e pericolo.
I disegni di Genzianella risultano particolarmente adatti a creare l’atmosfera decadente e polverosa degli ambienti lovecraftiani, nel senso sia biografico che letterario, con grande efficacia e perizia nella realizzazione delle claustrofobiche scene in nero e delle inquadrature “grandangolari”, che danno alle vignette un effetto da incubo a occhi aperti.



Risorse Web:
Il Barbaro e il Dampyr! - Gallery di studi e matite dal numero 246
Mauro Boselli su Wikipedia
Nicola Genzianella su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

lunedì 31 agosto 2020

Bram Stoker, “Dracula ovvero: il Non-Morto”

Titolo: DRACULA OVVERO: IL NON-MORTO (Dracula: or, the Un-Dead)
Autore: BRAM STOKER
Anno: 1897
Edizione italiana: ALTA TENSIONE, 2020
Traduzione e cura: FABIO GIOVANNINI
Copertina: Poster francese per il film Dracula (1931)
Pagine: 336

Per chi segue il nostro blog, Fabio Giovannini non ha certo bisogno di presentazioni, essendo tra le massime autorità mondiali nell’ambito della Vampirologia e del Fantastico. Negli ultimi tempi, il vampirologo genovese ha prodotto diversi volumi di notevole interesse (e anche un bellissimo blog!). L’ultimo, in ordine di tempo, uscito nello scorso luglio, propone un’opera assai preziosa, ovvero il primo testo teatrale di Dracula: opera preziosa per il contenuto, e preziosa perché stampata in edizione limitata a 100 copie numerate (ancora pochi i volumi disponibili su questa pagina web). Si tratta in effetti della prima traduzione italiana del dramma stokeriano, introdotta da un’erudita e puntuale prefazione, un vero e proprio saggio, e arricchita da un nutrito corredo di rare illustrazioni d’epoca, in bianco e nero e a colori.
Il testo fu redatto e portato in scena da Bram Stoker per acquisire i diritti di rappresentazione della propria storia. Del dramma, in un prologo e cinque atti, venne data lettura otto giorni prima della pubblicazione del romanzo. Fu questa, quindi, la prima “uscita” ufficiale del celeberrimo Conte vampiro. Apprendiamo dall’introduzione che questa prima comparsa pubblica del Dracula stokeriano avvenne, infatti, tra la mattina e il pomeriggio del 18 maggio 1897, quando Dracula: or, the Un-Dead venne letto al Lyceum Theatre di Londra, il teatro di cui Stoker era manager, alle dipendenze di Henry Irving, forse il più grande attore del tempo nonché gestore del teatro. Era una delle cosiddette “copyright performance”, cioè letture realizzate sul palcoscenico per tutelare gli autori dei romanzi da adattamenti teatrali non autorizzati.
Curiosamente, il titolo dell’opera è diverso da quello che sarebbe stato poi scelto per il romanzo, a testimoniare l’indecisione dell’autore a pochi giorni dall’uscita. Stoker, comunque, andò oltre una semplice riproposizione del romanzo, organizzando il testo per una vera trasposizione teatrale.

Un paragrafo tra i più coinvolgenti del saggio è quello intitolato Come immaginare la rappresentazione del 1897, in cui Giovannini cerca di ricostruire l’evento, descrivendone il ristretto pubblico: Henry Irving, forse la grande attrice Ellen Terry, amici di Stoker, membri dello staff, donne delle pulizie «appoggiate alle loro scope», passanti e pochi spettatori abituali. Il commento di Irving alla rappresentazione sembra fosse un ambiguo «Dreadful!» («Terribile!»), non si sa se uno sberleffo o una lode alla capacità dell’autore di suscitare brividi. Di sicuro Stoker pensò a lui nel ruolo di Dracula, o forse di Van Helsing, ma il grande interprete non accolse mai la richiesta del suo dipendente.
In contrasto con le dicerie riportate da alcuni autori che definiscono questo dramma un tedioso polpettone realizzato per pura formalità legale, dal resoconto fornito da Giovannini emerge che la rappresentazione organizzata da Stoker fosse più che dignitosa, potendo vantare vari attori professionisti e con tutta probabilità anche degli interventi musicali. Lo spettacolo sarebbe stato seguito, quella sera, dalla commedia storica Madame Sans-Gêne, di cui sicuramente Dracula sfruttò le scenografie e alla quale parteciparono molti attori che erano stati impegnati nella lettura stokeriana.
Il primo attore a interpretare Dracula, per la prima volta nella storia, fu Thomas Arthur Jones. Tra gli altri interpreti c’erano Tom Reynolds, Kenneth Rivington, Edith Craig e molti altri, di cui il curatore fornisce molte notizie biografiche.
Il Lyceum, dove si tenne la rappresentazione, fu il “teatro di vampiri per eccellenza” (rimandiamo al volume per scoprirne i motivi). Diciamo qui solo che dopo la morte di Stoker, il teatro avrebbe ospitato nel 1939 una ben più nota rappresentazione di Dracula, firmata da Hamilton Deane: un omaggio postumo a Bram Stoker, colonna portante della famosa sala teatrale londinese, ma soprattutto autore della più alta vetta della letteratura vampiresca.

Raccontare ai nostri lettori la trama di Dracula sembra piuttosto superfluo. Ci limitiamo quindi a indicare schematicamente la suddivisione del testo teatrale, organizzato in 47 scene, che ricalca chiaramente la storia del romanzo.
Il prologo si svolge in Transilvania, e descrive l’arrivo di Jonathan Harker al castello del conte Dracula e la sua prigionia. Il primo atto è ambientato a Hillingham, dove Lucy riceve le tre proposte di matrimonio, nello studio del dottor Seward, che sta seguendo il cuorioso caso dello zoofago Renfield, e nel camposanto di Whitby, dove Lucy incontra per la prima volta Dracula durante una crisi di sonnambulismo. Il secondo atto si svolge a Hillingham, dove Mina racconta della malattia di Jonathan e del loro matrimonio, mentre Lucy mostra i segni del vampirismo. Il terzo atto si svolge tra il Berkeley Hotel, dove risiede Van Helsing, e la tomba di Lucy. Il quarto atto narra delle ricerche di Harker, Mina, Van Helsing, Seward, Morris e Holmwood, sulle tracce di Dracula tra Londra e Carfax. Il quinto e ultimo atto è incentrato sull’inseguimento di Dracula fino alla Transilvania e sulla resa dei conti finale.
La lettura di Dracula ovvero: il Non-Morto risulta assai interessante, perché ci dà indicazione di quali passaggi ed elementi fossero cruciali per l’autore, che dovette espungere quelli secondari. Stoker, tra l’altro, ebbe da riscrivere in buona parte la storia per strutturare la vicenda in modo che coinvolgesse direttamente i protagonisti, a differenza del romanzo, che è in forma epistolare e diaristica. Ne deriva un ritmo più veloce rispetto al romanzo, con scene spesso raccontate dai personaggi. In definitiva si sperimenta qui una diversa lettura del Dracula, che getta maggior luce sulla vicenda narrata dal romanzo e sul senso che l’autore intendeva conferire al suo racconto, oltre a catapultarci, coadiuvati dal paratesto, nel mondo di Stoker e nella genesi del suo immortale capolavoro.



Risorse Web:
Blog Vampyrismus
Scheda di Dracula ovvero: il Non-Morto
Anteprima di Dracula ovvero: il Non-Morto
Pagina Facebook Dracula il vampiro - Il libro
Fabio Giovannini su Wikipedia
 

domenica 9 agosto 2020

Dampyr - N.245

Testata: DAMPYR, N.245
Episodio: SANGUE SULLA SIRIA
Testi: CLAUDIO FALCO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2020

È da qualche giorno in edicola il nuovo numero di Dampyr, intitolato Sangue sulla Siria.

Il partigiano Dal, della milizia curda siriana [conosciuto nei numeri 123-124], si reca al Teatro dei Passi Perduti per informare Harlan della possibile presenza in Siria di un gruppo di vampiri. La figlioccia Sirwa, alla guida di un commando di donne, ha intercettato e distrutto delle autocisterne che trasportavano del petrolio di contrabbando in Turchia. Sirwa ha saputo da uno dei prigionieri che il petrolio viene dai pozzi di Marqadah, nel mezzo della zona di guerra. Ad estrarlo sarebbero gli uomini di alcuni pericolosi stranieri che si vedono solo di giorno, secondo Dal dei vampiri.
Harlan e soci continuano le ricerche a Tunisi, con l’aiuto dell’amico T-Rex. Studiando un rapporto dell’MI6 sull’esecuzione di una giornalista inglese a La Valletta, T-Rex ha individuato il misterioso personaggio dietro alla multinazionale petrolifera Southcorp, il quale in quarant’anni di foto mostra di non essere invecchiato di un giorno: si tratta del Maestro della Notte Ningirsu.
I nostri riescono a prendere possesso di una petroliera di Ningirsu. Bevendo il sangue di uno dei suoi non-morti, Harlan ha una visione del Maestro, dietro il quale si staglia minacciosamente l’ombra di Nergal.
Rintracciato il prestanome Günsur, Harlan e soci scoprono che Ningirsu ha il suo covo ad Aleppo, che raggiungeranno con l’aiuto di Arno del Medical Team per lo scontro finale.

Sangue sulla Siria sviluppa una storia d’azione che si svolge in varie location mediterranee. Falco ci regala qualche virtuosismo di sceneggiatura, come le scene in cui l’azione irrompe sui dialoghi, che passano in didascalia. Toccante il passaggio in cui Kurjak ricorda gli orrori della guerra, mentre osserva i palazzi sventrati dalle bombe, a pagina 70, per essere subito richiamato alla realtà e alla missione da Harlan, che pragmaticamente chiude la discussione dicendo: «Non possiamo farci nulla. Il nostro lavoro è un altro».
Densi e precisi i disegni di Del Campo, che dà il meglio nel ritrarre le varie architetture mediterranee, sempre ben documentate, tra scorci di città antiche e monumenti: Malta, Tunisi, Aleppo, e su tutte una bellissima tavola a tre vignette che raffigura la città di Damasco, a pagina 23. Non mancano scene dinamiche e dal taglio horror, come le vignette a tutta tavola di pagina 39 e 81, vere e proprie illustrazioni.






Risorse Web:
Pagina Facebook di Claudio Falco
Pagina Facebook di Andrea Del Campo
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr