lunedì 13 luglio 2015

Dampyr - N. 184

Titolo: DAMPYR, N.184
Episodio: I DIMENTICATI
Soggetto: DIEGO CAJELLI
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI
Disegni: FABRIZIO RUSSO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2015

Il numero di Dampyr in edicola questo mese ci riporta in Giappone, dove reincontreremo Kenshin (lo Yakuza che abbiamo incontrato negli albi n. 76 -77 ) che, abbandonata per sempre le malavita, conduce una tranquilla esistenza da pescatore insieme alla fidanzata Keiko.



Fra Keiko e Kenshin le cose vanno davvero bene, la semplice vita di pescatori, nonostante le fatiche, piace a entrambi e, almeno all’apparenza, sembrano una coppia serena.

Una notte alcuni loschi individui entrano nell’abitazione di Kenshin e rapiscono Keiko; per riaverla sana e salva il pescatore dovrà recarsi a Keze Jima, un’isola sperduta nel pacifico, e congedare i soldati ivi stanziati da molti anni.

Kenshin chiede al dampyr di aiutarlo nella missione e, una volta giunti sull’isola, dovranno fronteggiare un esercito di demoni invincibili guidati dal generale Tamasaburo e scegliere se impartire il congedo (che comporterebbe che i demoni si disperdano per il mondo con gravi conseguenze) o sconfiggerli in battaglia.



Ottimo il connubio, ideato da Cajelli, fra guerra, mostri, antiche maledizioni e l’ineguagliabile senso del dovere che caratterizza la cultura giapponese. 
La narrazione è ben condotta, i momenti orrorifici, le scene d’azione e i flash back sono ben distribuiti all’interno dell’albo riuscendo a coinvolgere pienamente il lettore.

Bravissimo anche Fabrizio Russo che ha saputo riprodurre abilmente i diversi scenari in cui si muovono i protagonisti, riservando anche la medesima cura nel disegno degli abiti, a cominciare dagli eleganti completi gessati dei malviventi giapponesi fino alle antiche armature dei demoniaci soldati di Tamasaburo che, nell’aspetto, ricordano Eddie, la storica mascotte degli Iron Maiden.

Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Diego Cajelli su Wikipedia
Blog di Fabrizio Russo
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
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mercoledì 1 luglio 2015

Dampyr - N.173-174

Titolo: DAMPYR, N.173 - 174
Episodio: IL SEGNO DI ALASTOR, IL TRONO DEL DIO OSCURO
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: ESTEBAN MAROTO (n. 173), ESTEBAN MAROTO E MAURIZIO DOTTI (n.174)
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 08/09-2014

Questa doppia avventura di Dampyr costringerà Harlan e Kurjak a muoversi nel Multiverso dove, fra amazzoni guerriere e ladri senza scrupoli, rischieranno di dover combattere l’uno contro l’altro.


Il Segno di Alastor: Da quando Kurjak ha cominciato a leggere i romanzi fantasy di Jack Kelsey fa dei sogni molto vividi, in uno di questi gli appare Xeetra, la principessa guerriera conosciuta in un precedente viaggio nel Multiverso, che gli rivela di portare in grembo suo figlio.

Dopo aver parlato con Harlan, Kurjak comincia a indagare sull’autore e visita la sua dimora nel Maine.

L’abitazione è un portale per il Multiverso e, assecondando strane apparizioni, si ritroverà presto catapultato in un mondo abitato da donne guerriere “scarsamente vestite che sembrano il sogno sexy di un adolescente malato di fumetti” (pag. 57).

Harlan, preoccupato per la scomparsa dell’amico si reca nel Maine insieme a Ryakar, entrambi presto finiscono risucchiati nel Multiverso.
Il dampyr si troverà in una città di mare abitata da maghi e malviventi e subito andrà in soccorso di una sensuale ladruncola, Loryen, che promette di aiutarlo a trovare Kurjak.



Il Trono del Dio Oscuro: Imbarcati su una nave pirata, Harlan e Loryen raggiungono un’isola maledetta, abitata da torturatori, dove sorge il simulacro di una divinità dormiente coperta di pietre preziose.
Loryel manda il dampyr a recuperare la gemma incastonata nell’occhio del dio e, quando cade ferito dall’impresa, lo abbandona.
Pentita Loryen ritorna sui suoi passi e aiuta Harlan a fuggire dai toruratori che lo tengono prigioniero ma, non appena avvicina la gemma recuperata all’occhio, perde il senno.

Anche Harlan prova a osservare gli altri mondi con la pietra preziosa e, richiamando delle oscure entità, riesce a mettersi in salvo insieme alla ciurma di pirati sopravvissuti e la povera Loryen.

Intanto le amazzoni si sono alleate con il demone Alastor e Kurjak si è unito alla loro impresa mercenaria, nella loro avanzata incontreranno Harlan e Ryakar e, in un’epica battaglia cui intereverranno anche creature provenienti da altre dimensioni, i nostri eroi avranno la meglio contro Alastor.

Mauro Boselli

 ci propone un’avventura che sfiora vari generi letterari, partendo dalla fantascienza, sfiora l’horror fino a diventare un buon epic-fantasy sword and sorcery. Potrebbe sembrare che sia stata messa troppa carne al fuoco ma, come al solito, la narrazione è condotta egregiamente, la variazione delle ambientazioni non crea alcun effetto di spaesamento nel lettore anzi, catturato dalla storia, si troverà a leggere gli albi tutti d'un fiato.
Anche i personaggi sono ben costruiti e, man mano che le vicende vanno avanti, si svela la loro psicologia.
Esteban Maroto (maestro indiscusso dell’illustrazione fantasy, ha lavorato per DC Comics, Marvel e, in Italia, presso Sergio Bonelli Editore nella testata Brandon) ci propone delle tavole spettacolari, non solo per quanto concerne la sensualità delle figure femminili alla quale, abbiamo visto, nemmeno Kurjak resta immune, ma anche per i paesaggi fantastici e le creature aliene. Le figure maschili hanno un aspetto rude e testosteronico al punto da far apparire mingherlino il Conan interpretato da Swarzenegger. Quest’esplosione di virilità ben si accosta alla vicenda in esame, in quanto i nostri eroi devono essere ben equipaggiati per combattere.

Nella seconda parte dell’albo 174, a causa di un problema occorso a Maroto, i disegni sono di Maurizio Dotti che, come il collega, si muove con disinvoltura anche nelle ambientazioni fantasy, l’unica differenza è un leggero ingentilimento delle figure maschili.

Esteban Maroto disegna Vampirella




Risorse Web:
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Esteban Maroto su Wikipedia
Blog di Esteban Maroto
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
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Dean P. Turnbloom, "Sherlock Holmes e il Vampiro di Whitechapel"

Titolo: SHERLOCK HOLMES E IL VAMPIRO DI WHITECHAPEL (Sherlock Holmes and The Whitechapel Vampire)
Autore: DEAN P. TURNBLOOM
Anno: 2012
Edizione italiana: DELOSBOOKS, collana Baker Street, 2013
Traduzione: PATRIZIA TRINCHERO
Copertina: Non Indicato
ISBN: 978-88-65300-408-2
Pagine: 271

È innegabile che il personaggio di Sherlock Holmes ha rappresentato una rivoluzione nell’ambito della narrativa giallistica, l’ammirazione nei confronti di Sir Arthur Conan Doyle si è mantenuta viva persino ai giorni nostri al punto che è nata una società di esperti, la "Conan Doyle Estate", volta a regolarizzare la pubblicazione degli apocrifi holmesiani.
Alcuni di questi nuovi autori, non estranei alle vicissitudini al confine con l’horror di Holmes e Watson, le hanno riproposte creando dei pastiche con capolavori del genere o proponendone di nuove. A quest'ultima categoria appartiene Dean P. Turnbloom col suo “Sherlock Holmes e il Vampiro di Whitechapel”, pubblicato in Italia da Delosbooks nella collana Baker Street.



Mentre Sherlock Holmes si trova in Francia per indagare su alcuni quadri falsi, a Genova due ragazzi riescono a imbarcarsi su una nave per raggiungere l’Inghilterra, dove avrebbero potuto tentare la fortuna. Uno dei due giovani, Carlino, si innamora di Gianetta Rossini che, con i suoi genitori viaggia verso Londra per conoscere il promesso sposo.

Durante la traversata Gianetta scompare e tutti i sospetti cadono su Carlino che, appena toccata la terraferma inglese, viene arrestato dalla polizia portuale in attesa di processo.

Sulla nave viaggiava anche un misterioso ospite che disponeva di abbastanza denaro per corrompere il capitano affinché nascondesse ogni traccia della sua permanenza sulla nave, falsificando i diari di bordo.

Il misterioso passeggero è il Barone Barlucci, un rampollo dell’aristocrazia londinese dalle misteriose abitudini notturne. Barlucci è, infatti, un vampiro, trasformato nel XIII secolo durante le crociate, e che finora, è riuscito a mantenere un’apparenza rispettabile, nascondendo abilmente le vittime della sua brama di sangue.

A Londra, Barlucci va a caccia nel malfamato quartiere di Whitechapel e, dopo essersi nutrito, preferibilmente dalle prostitute, ne mutila i cadaveri; Scotland Yard decide di chiedere l’intervento di Holmes per scoprire l’identità di questo serial killer ribattezzato Jack Lo Squartatore.

Anche Vittorio, il compagno di viaggio di Carlino, ha chiesto a Sherlock Holmes di compiere le indagini che potrebbero scagionare l’amico e salvarlo dal patibolo.

Le due indagini porteranno a un’unica pista e Holmes dovrà,infine, affrontare a viso aperto il vampiro Barlucci.

Le vicende sono ambientate nel 1888 e Turnbloom si mostra molto attento nella ricostruzione degli ambienti e dei costumi dell’epoca; un periodo davvero propizio per i vampiri perché: “Uno dei vantaggi dell’essere vampiro in quei tempi moderni era la riluttanza delle forze dell’ordine nel credere alla sua stessa esistenza” (pag.10).
Il vampiro è perfettamente integrato nella società benestante dell’epoca, quindi non ha bisogno di isolarsi; solo la notevole abilità deduttiva di Holmes riuscirà a destare qualche sospetto sulla sua natura.
Barlucci è più vicino ai vampiri assetati di vita protagonisti dei romanzi di Anne Rice, è persino capace di innamorarsi e di far innamorare una giovane donna che, davanti alla rivelazione del vampirismo, non sembra sconvolgersi più di tanto.

I personaggi sono credibili e ben presentati grazie a dialoghi ben condotti e descrizioni essenziali.

La narrazione è condotta usando la terza persona, consentendo all’autore di spostarsi attraverso i vari scenari e punti di vista, offrendo così al lettore un quadro completo della vicenda e la possibilità di cogliere, insieme al detective, alcuni indizi fondamentali.

Sebbene fin dalle prime pagine si conosca l'identità del vampiro, l'autore riesce a distribuire la tensione in un progressivo crescendo che raggiunge l’apice nell’incontro tra Holmes e Barlucci, per poi dissolversi in un collettivo respiro di sollievo nell’epilogo dove, a sostegno del positivismo imperante, anche l’Ispettore Abberline afferma: “Credo che lei abbia ragione Mr. Holmes. Il mondo è migliore con i demoni che si possono comprendere, che non con quelli che non si possono capire.

Risorse Web:
Casa editrice Delosbooks
 

martedì 30 giugno 2015

Stephen Seitz, "Sherlock Holmes e il Morbo di Dracula"

Titolo: SHERLOCK HOLMES E IL MORBO DI DRACULA (Sherlock Holmes and The Plague of Dracula)
Autore: STEPHEN SEITZ
Anno: 2006
Edizione italiana: GARGOYLE BOOKS, 2013
Traduzione: FRANCESCO RIEZZO
Copertina: JAMES BARKLEY DESIGN
ISBN: 978-88-98172-00-9
Pagine: 194

Continuiamo a parlare delle vicissitudini vampiresche del più celebre detective della letteratura inglese prendendo in esame il romanzo Sherlock Holmes e il Morbo di Dracula, pubblicato dalla casa editrice Gargoyle Books nel 2013.
In questo pastiche Holmesiano, l'infallibile investigatore dovrà seguire le tracce del vampiro più famoso di tutti i tempi, facendo così incontrare e miscelando le opere di due autori rappresentativi dell’età vittoriana: Sir Arthur Conan Doyle e Bram Stoker.



Al 221 B di Baker Street giunge una giovane donna di nome Mina Murray, è molto preoccupata per la sorte del suo fidanzato, un avvocato in erba di nome Jonathan Harker, recatosi in Transilvania per concludere una transazione con un misterioso conte interessato all’acquisto di una proprietà nella periferia di Londra. La donna chiede a Sherlock Holmes di cominciare le indagini.
Il detective, accompagnato dal fedele amico Dottor Watson, parte alla volta della Transilvania e, non appena giunto sul posto dovrà far fronte alla mentalità retrograda e superstiziosa della popolazione locale e trovare un espediente per raggiungere il castello del Conte.

Il vetusto maniero pare deserto, e Holmes comincia a dare sfoggio delle sue abilità deduttive per trovare le tracce di Harker ma tre bellissime donne lo aggrediscono e bevono il suo sangue, Watson riesce a intervenire con gli strumenti della superstizione locale ma il detective è profondamente prostrato e, in più, gli si sono allungati i canini.
Dopo qualche tempo i due tornano a Londra dove Dracula è già arrivato e si è alleato nientemeno che con l’acerrimo nemico di Holmes: Moriarty.

Mina e Harker, finalmente ricongiunti, insieme a due gentiluomini e un bizzarro medico olandese daranno battaglia al Conte.
Una volta sventato il pericolo Holmes decide di partire per una vacanza in Svizzera dove, durante una gita, si scontrerà per l’ultima volta con Moriarty soccombendo. Delle esequie si occuperanno Watson e Mycroft (fratello del detective) ma, dopo qualche giorno, ricominciano a verificarsi aggressioni che ricordano il modus operandi di un vampiro…



In questo delizioso pastiche, romanzo d’esordio di Stephen Seitz, apprezziamo la profonda conoscenza che l’autore ha dell’opera di Doyle e la capacità di rielaborarla in chiave horror tenendo conto e rispettando il periodo storico nel quale si sono svolti i fatti, epoca in cui la scienza faceva passi da gigante cercando di smentire ciò che rimaneva delle tradizioni folkloriche e delle superstizioni. Vediamo Watson affermare: Rileggendo la lettera scritta a Mary, mi sono reso conto che ero in uno stato di delirio. Vi sono spiegazioni razionali, logiche e scientifiche per quel che è accaduto, anche se, in questo momento non ho idea di quali possano essere. I vampiri non esistono all’infuori dell’immaginazione di Polidori o Mr. Le Fanu. (pag. 69-70).

Watson non solo è la voce narrante ma assume un ruolo più attivo nello svolgersi delle vicende, anche lui è in grado di cogliere e analizzare gli indizi, contribuendo a trovare le soluzioni fino ad arrivare anche a salvare la vita del protagonista.

La narrazione è condotta in forma diaristica e epistolare, accanto alle vicende principali, fanno capolino i problemi familiari del povero Watson che sta vivendo un periodo di crisi coniugale con la moglie Mary.
Anche i personaggi di Stoker sono presentati mantenendo una certa fedeltà col romanzo originale, l’unico che non fa una bella figura è Van Helsing che, agli occhi di Watson, appare come un esaltato e avventato ciarlatano.

Il linguaggio conserva le caratteristiche tipiche del linguaggio vittoriano ma la lettura è gradevole e avvincente anche senza il ricorso di espedienti più moderni.

Il conte Dracula appare poche volte e, sebbene rimanga una figura ammantata di mistero, non pare interessato solo al sangue ma anche al ben più prosaico denaro, per questo stipulerà l’alleanza con Moriarty e alcune banche europee.
Al termine del romanzo si riesce a dare una soluzione scientifica al vampirismo e, contemporaneamente, viene data una spiegazione al ritorno di Holmes dalla morte; purtroppo questa decisione narrativa appare un po’ frettolosa, uno scivolone comunque perdonabile in un romanzo complessivamente ben riuscito.

Risorse Web:
Gargoyle Books
Pagina Facebook della Gargoyle Books
Sito web di Stephen Seitz
 

domenica 28 giugno 2015

Collana Weird Tales N.1 - Sherlock Holmes e i Vampiri di Londra

Titolo: COLLANA WEIRD TALES, N.1
Episodio: SHERLOCK HOLMES E I VAMPIRI DI LONDRA
Testi: SYLVAIN CORDURIÉ
Disegni: LACI
Colori: no
Copertina: JEAN-SÉBASTIEN ROSSBACH
Traduzione e lettering: I COSMONAUTI
ISBN: 978-88-6911-073-3
Pagine: 96
Ed. orig.: EDITIONS SOLEIL, 01/05-2010
Ed. it.: EDITORIALE COSMO, 01-2015

All’inizio dell’anno la Editoriale Cosmo ha inaugurato l’ottima collana horror “Weird Tales” (alias “Cosmo Serie Marrone”), con un albo che vede Sherlock Holmes alle prese con un gruppo di vampiri.

Sherlock Holmes racconta in una memoria un caso di cui si occupò nel 1891.
Era passato un mese dalla sua presunta morte quando Holmes, rientrato a casa con il fratello Mycroft, trovò la padrona di casa uccisa, con due piccoli segni di denti sul collo. Subito dopo i due vennero attaccati da un gruppo di vampiri, ma riuscirono a cavarsela. Dopo aver affidato Mycroft, ferito, alla protezione dell’ispettore Dubuque, Holmes attirò l’attenzione del gruppo di vampiri. Uno di loro lo morse, con il risultato di rimanere ucciso dall’acqua benedetta che il detective si era iniettato previdentemente nelle vene. Poi Holmes fu avvicinato da una donna che sembrava Irene Adler, sua vecchia conoscenza che credeva defunta: si trattava in realtà di una sosia di nome Joyce Middles, la quale lo condusse dal suo capo Selymes.


Holmes venne quindi condotto in un cupo castello, dove assisté a un’orribile orgia di sangue ed ebbe un assaggio della forza del capo dei vampiri. Selymes era preoccupato a causa del vampiro Owen Chanes, un malato omicida fuori controllo che uccideva chiunque gli capitasse a tiro; a Holmes fu richiesto di trovarlo prima che la regina Vittoria facesse sterminare tutti i vampiri.
Mentre Holmes portava avanti le indagini, Chanes continuava a fare vittime, alcune delle quali vicine alla stessa famiglia reale. Finalmente Holmes si trovò ad affrontarlo faccia a faccia: si salvò solo grazie a un incredibile colpo di fortuna.
Selymes subì poi un attentato degli uomini della Regina e se la prese con Holmes, il quale dovette assistere a un terribile attacco psichico del vampiro ai danni della moglie di Watson. Il detective riuscì a rintracciare Chanes e, appresa la sua vera storia, decise di allearsi con il vampiro, il quale finì per giocare un ruolo importante nella sua vendetta contro Selymes.


Questo albo a fumetti ci propone un credibilissimo Sherlock Holmes, compito e risoluto, sempre abile a cogliere ogni particolare, per quanto apparentemente insignificante, ma anche con tutte le sue contraddizioni, come la dipendenza dalle droghe.
Selymes è un vampiro degno di tale nome: la sua tracotanza e la vergogna della sua impurità lo portano ad atti di una malvagità estrema, come incatenare Chanes davanti al cadavere putrescente del fratello. È dotato di grande forza, e solo la grande astuzia e l’intelligenza consentiranno ad Holmes di fermarlo.
Molto riuscito anche il personaggio di Chanes, il quale, nonostante sia per natura un “mostro”, ce la mette tutta a combattere il suo lato oscuro, tanto da guadagnarsi la simpatia di Holmes.
La storia è avvincente e raccontata con ritmo impeccabile, tra sequenze adrenaliniche e opportuni rallentamenti, come nel viaggio di Holmes verso il cupo e sontuoso castello di Selymes, che prepara a scene di puro orrore.
I disegni sono molto curati e dettagliati. Laci pone grande cura nella fisionomia dei volti e nelle espressioni, con improvvise accelerate nei momenti d’azione, resi con inquadrature dall’alto impatto drammatico. Molto belli anche gli scenari, in particolare quelli del castello, con gli splendidi interni e gli arredi, quelli della stazione e le facciate delle chiese.

Risorse Web:
La pagina Facebook dello Sherlock Holmes di Cordurié
Lo Sherlock Holmes di Cordurié sul sito della Soleil
Laci su Wikipedia
Anteprima dell’edizione francese
Editoriale Cosmo
 

giovedì 25 giugno 2015

Maxi Dampyr - N. 6

Titolo: MAXI DAMPYR, N.6
Episodi: 1.GLI ORRORI DI KHARA KHOTO, 2.LA PALUDE, 3.IL LABIRINTO DEL NEGROMANTE
Sogg. e scenegg.: SAMUEL MAROLLA (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), CLAUDIO FALCO (ep.3)
Dis.: FABIANO AMBU (ep.1), FRANCESCO GALLO(ep.2), ALESSANDRO BAGGI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 08-2014

Questo Maxi Dampyr, a differenza di quello del 2013, riprende il formato “classico” con tre avventure scritte e illustrate da artisti diversi.

Gli Orrori di Khara Khoto: Harlan, Kurjak e Tesla si trovano in Mongolia per indagare sulla presenza di un Maestro della Notte, responsabile delle recenti sparizioni avvenute nel sito archeologico della città perduta di Khara Khoto.
Al loro gruppo si unirà un agente segreto che afferma di aver visto, trent'anni fa, un vampiro rapire sua sorella.
Le percezioni mentali del dampyr confermeranno presto l’ipotesi che li ha condotti in Mongolia e seguirà una cruenta battaglia fra i nostri eroi e un esercito di antichi guerrieri vampiri.

La Palude: Roscoe è riuscito a scappare dopo aver incontrato i vampiri che infestano la palude di Okefenokee e, per fortuna, ha incontato Harlan e Kurjak che solcavano il fiume su una piccola imbarcazione.
Insieme riusciranno a sbarazzarsi degli inseguitori e, con la collaborazione di Roscoe ,tenderanno un agguato al branco di vampiri.

Il Labirinto del Negromante: Lo Chateau Carignac, nei pressi di Rouen, è stato recentemente ristrutturato e trasformato in Hotel. Un’operazione condotta senza tener conto dell’oscuro passato del luogo, infatti, al centro di un labirinto vegetale decorato con inquietanti figure scolpite nelle siepi, si ergeva, nel 1654, il padiglione di caccia del Marchese di Carignac, adibito a laboratorio del negromante De Vos, scomparso misteriosamente.
Sembra che, in alcune circostanze, il padiglione anche ai giorni nostri riappaia in mezzo al labirinto e, quando ciò accade, qualcuno scompare nel nulla.
Harlan e Kurjak, si troveranno a scontrarsi con un redivivo De Vos in una dimensione del Multiverso al centro del parco-labirinto dello Chateau.

Nella prima avventura, Samuel Marolla sostituisce il fruscio delle sete e il rilassante suono di gong e campanelli cinesi con le scariche di mitra (caricate a proiettili trattati con sangue di dampyr) e le detonazioni, in una storia piena d’azione dalla prima all’ultima pagina.
Nella vignetta in basso di pagina 25 l’autore ribadisce un concetto spesso presente nelle storie di Dampyr che è anche una delle ragioni del successo della testata; a parlare è il Maestro della Notte che afferma: perché durante le guerre noi maestri della notte prosperiamo nell’ombra… ed è così che io sono rimasto il vero dominatore di questa regione fin dall’alba dei tempi…
Dalle ombre perfettamente sfumate di Fabiano Ambu, sorgono terrificanti vampiri che indossano le uniformi dell’epoca Xixia complete fin nel minimo dettaglio.



Più attuale, seppur non meno esotico, è lo scenario che Luigi Mignacco costruisce nella seconda avventura.
I vampiri che vivono nella palude hanno formato un vero e proprio clan famigliare e rispondono agli ordini di un loro simile che, pur non essendo un Maestro, ha un notevole carisma. Roscoe deve decidere da che parte stare se vuole veramente riscattarsi come essere umano.
L’autore ha giocato bene con la psicologia di questo personaggio tenendo il lettore al confine tra l’illusione e la realtà.
Francesco Gallo ha ben riprodotto l’intricata vegetazione della palude nascondendo e mettendo in mostra, al momento giusto, il pericolo ivi annidato. Le ombre spiccano nette sullo sfondo e le scene dinamiche risultano ben riuscite.





Con la terza avventura, di Claudio Falco, ci addentriamo in un luogo infestato che potrebbe far invidia all’Overlook Hotel di Stephen King.
Accanto al tema dell’antica maledizione, l’autore aggiunge un viaggio nel Multiverso dove De Vos, al pari del Dr. Moreau, ha creato ibridi fra gli umani che cattura e le specie più abiette del mondo animale senza risparmiare loro alcuna sofferenza.
Alessandro Baggi
 riesce a destreggiarsi molto bene con le ambientazioni passate, presenti e fantascientifiche facendo comparire nella stessa pagina parrucconi seicenteschi e moderni uffici senza confondere il lettore seppur eviti di ricorrere allo stile più sfumato che caratterizza i flash back.





Con questo cocktail eterogeneo di avventure, il sesto Maxi Dampyr è una piacevole lettura estiva anche per chi non segue la testata regolarmente che, grazie a qualche indizio seminato qua e là, può soddisfare eventuali curiosità cercando qualche numero arretrato.

Risorse Web:
Pagina Facebook di Samuel Marolla
Sito Web di Fabiano Ambu
Pagina Facebook di Fabiano Ambu
Luigi Mignacco su Wikipedia
Alessandro Baggi su Wikipedia
Sito Web di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

domenica 21 giugno 2015

Drakka

Titolo: DRAKKA, Vol.3
Testi: FRÉDÉRIC BRRÉMAUD
Disegni: LORENZO DE FELICI
Colori: LORENZO DE FELICI
Copertina: LORENZO DE FELICI
Traduzione: ROSANNA BRUSCO
ISBN: 978-88-65679-084-2
Pagine: 160
Ed. originale: ANKAMA ÉDITIONS, FRANCE 2011 -2012 DC COMICS, 2010
Ed. it.: LION RW, 01-2012
Nel novembre 2013 la casa editrice Renoir Comics ha dato alle stampe, in unico volume cartonato, i primi due albi del fumetto francese Drakka, una storia di vampiri mozzafiato scritta da Frédéric Brrémaud e illustrata da Lorenzo De Felici.


Le vicende sono ambientate in un futuro non troppo lontano dove, accanto agli esseri umani, convivono mutanti e creature mostruose, tutti cercano di “tirare avanti” in un mondo ancora dominato dalla corruzione: chi dispone di abbondanti mezzi finanziari prevarica il prossimo.

Siamo a New York e un potente boss della malavita, prima di morire, rivela al figlio Iena, che in realtà non è figlio unico, il suo fratellastro vive da qualche parte nell’Europa dell’est. I due dovranno affrontarsi e, solo chi non soccomberà, potrà ereditare il patrimonio del padre, costruito su soldi sporchi, prostituzione e spaccio di droghe.

Iena si reca a Balach, un un villaggio sperduto fra i Balcani, ora in rovina a causa di una catastrofe nuceleare e individua il fratellastro aggirarsi, insieme ad altri disperati, in cerca di cibo.
La missione di ucciderlo si rivelerà più ardua del previsto: Drakka, così si chiama il fratellastro di Iena, è si figlio del Boss ma sua madre è una vampira dalla quale ha ereditato la sete di sangue e la forza ma, la metà umana, gli consente di muoversi durante il giorno per poi tornare nei sotterranei dove vive con altri vampiri, alcuni dei quali non vedono di buon occhio la sua natura ibrida.

Iena riuscirà a distruggere il covo dei vampiri, ma tornerà a casa ignaro del fatto che il loro Maestro si è sacrificato per permettere a Drakka di ottenere vendetta.

Trailer del primo albo, edizione francese:



Nella seconda parte dell’albo si torna a New York, dove Iena riposa sugli allori godendosi il suo trionfo e assaporando le droghe che han contribuito a formare l’impero del padre.
Iena, però, non sa che Drakka è riuscito ad uscire dal sepolcro improvvisato dove credeva di averlo rinchiuso, e non tarderà a raggiungerlo per vendicarsi.

Giunto a New York, il mezzo vampiro non solo dovrà cercare e uccidere il fratellastro ma dovrà anche contendersi il territorio di caccia con una bellissima vampira dall’aria famigliare.

Trailer del secondo albo, edizione francese:




Per Brrémaud non è la prima volta che si cimenta con le creature della notte, infatti ha è stato uno degli autori del grazioso fumetto “Daffodill” (BD 2010) dove tre vampirette, Daffodill, Globulina e Achille, sono incaricate di prevenire i disordini all’interno della comunità vampirica catturandone i membri che non ne rispettano le leggi.

Drakka, pur essendo una creatura ibrida, ha molte caratteristiche in comune con i vampiri, compresi i canini acuminati, l’aspetto però è prettamente umano, perfino grazioso, che lo avvicina ai moderni vampiri della letteratura post-Anne Rice.
Man mano che la storia procede Brrémaud aggiunge elementi alla psicologia dei personaggi rendendoceli più complessi man mano che l’azione diventa più veloce.


I personaggi, disegnati da De Felici hanno quell'aspetto leggermente caricaturale che li avvicina ai kibi giapponesi, anche i mostri che abitano il sottosuolo di Balach riescono ad apparirci “coccolosi” nelle loro anatomie bizzarre. Il disegnatore se la cava egregiamente anche nell’illustrazione della figura umana priva di deformità, come vediamo nella presentazione della vampira vestita in latex nero che vola sui tetti di New York.
L’albo è reso ancor più gradevole dall’uso che De Felici fa dei colori (della sua bravura come colorista abbiamo avuto già dimostrazione in alcuni albi del fumetto bonelliano “Orfani”), le scelte cromatiche e le accurate sfumature conferiscono ancor più pathos alla narrazione.


 Risorse Web:
Blog dedicato a Drakka
Sito Web di Renoir Comics
Frédéric Brrémaud su Wikipedia
Pagina Facebook di Lorenzo de Felici