domenica 7 agosto 2011

Honey Blood - N.2

Titolo: HONEY BLOOD, N.2
Soggetto: MIKO MITSUKI
Sceneggiatura: MIKO MITSUKI
Disegni: MIKO MITSUKI
Colori: no
Copertina: MIKO MITSUKI
Traduzione: LAURA GIORDANO, ALESSIA TROMBETTA
Lettering: LARA IACUCCI
Pagine: 192
Ed. originale: SHOGAKUKAN, 2009
Ed. italiana: PANINI COMICS, 07-2011
Continua la storia d’amore fra la studentessa Hinata e il vampiro/scrittore Junya Tokinaga, nel secondo numero del maga Honey Blood, disponibile in edicola dal 21 luglio.

Abbiamo visto che Hinata ha deciso di legarsi a Junya fino alla fine dei suoi giorni, il patto è stato sancito con un bacio e, da quel momento, il vampiro dovrà nutrirsi solo con il sangue di lei. Quando Hinata morirà, Junya la seguirà a breve, in quanto non avrà altre fonti di nutrimento.
Il vampiro si dimostra un fidanzato premuroso e, per non mettere in imbarazzo la ragazza, decide anche di acquistare abiti moderni. Hinata percepisce che in Junya c’è qualcosa che non va e gli acidi commenti della sua editor la fanno sentire inadeguata.
Contemporaneamente il serial killer, conosciuto come “il vampiro”, continua a uccidere, le sue vittime preferite sono ragazzine.
Durante una passeggiata serale, Junya si allontana e un misterioso ragazzo avvicina Hinata e le lascia il biglietto da visita. Tornati a casa, Junya vede a chi appartiene il biglietto e si precipita a cercarlo ma, approfittando dell’ assenza, il ragazzo misterioso riesce a entrare a casa sua e comincia a parlare con Hinata.
Anche costui è un vampiro, il suo nome è Setsuna, e più di un secolo fa vide Mikage, la donna che amava, morire a causa di Junya. Ora vuole vendicarsi usando Hinata affinché Junya soffra quanto ha sofferto lui...
Junya riesce ad allontanare Setsuna ma nella mente di Hinata si è già insinuato il sospetto che il vampiro la ami solo perché assomiglia in modo impressionante alla donna della foto mostratale da Setsuna. Perché la loro storia possa andare avanti è necessario che Junya dia un taglio netto al passato...
Segue un breve racconto dove il protagonista è Setsuna che, non soddisfatto delle donne conquistate nel suo locale notturno, si aggira per le strade di Tokyo terrorizzando e uccidendo le ragazze. Nella sua mente, però, è ancora vivo e bruciante il ricordo di Mikage.

In quest’albo vediamo, in breve, le difficoltà che una storia d’amore incontra, e, una volta superate, la coppia diventa sicuramente più forte. La gelosia sembra l’ostacolo più grande: se si ha a che fare con un vampiro è inevitabile considerare il numero di ex precedenti. I limiti legati al corpo ancora immaturo di Hinata non hanno grande importanza per il vampiro, semmai infastidiscono la protagonista.
Anche Setsuna, sebbene non sia certo fra i “buoni”, ha un aspetto gradevole e, a differenza del rivale, si sente a suo agio con gli abiti occidentali, al periodo Edo lo lega solo un desiderio di regolare i conti.
La narrazione per immagini è ben fatta, il lettore difficilmente perde la sequenzialità delle vicende e può godersi un disegno grazioso e pulito.

Risorse Web:
Panini Comics
 

martedì 2 agosto 2011

Elisa Bertini & Giulia Ottaviani, "I Diari di Seaport"

Titolo: I DIARI DI SEAPORT – LA SETE DEI VAMPIRI E IL POTERE DELLE STREGHE
Autore: ELISA BERTINI, GIULIA OTTAVIANI
Edizione: ALBERTO CASTELVECCHI EDITORE, 2010
Copertina: TIM NEWMAN
ISBN: 978-88-7615-502-4
Pagine: 190
È ormai innegabile il successo che hanno ottenuto i romanzi appartenenti al filone young adult commisto ad elementi soprannaturali, a testimonianza abbiamo gli scaffali delle librerie dove i romanzi di Lisa Jane Smith hanno tolto spazio a scrittori del calibro di Stephen King. È quindi inevitabile che i giovani scrittori italiani coltivino la medesima ambizione dei coetanei d’oltreoceano ma, a differenza di quel che accade negli Stati Uniti, nel nostro Paese è davvero difficile ottenere la pubblicazione dei propri romanzi. Due scrittrici romagnole, Elisa Bertini e Giulia Ottaviani, ce l’hanno fatta e, da novembre 2010, è disponibile in tutte le librerie I Diari di Seaport, il loro primo romanzo, pubblicato dalla casa editrice Castelvecchi.
I Diari di Seaport, prima di avere una consistenza cartacea, era apparso sulle pagine di Facebook ottenendo un buon riscontro fra gli utenti del social network.

Elena e Melinda, in occasione delle vacanze estive, tornano a Seaport, la città dove sono cresciute. L’entusiasmo di Melinda per il ritorno a casa è offuscato dalla recente scomparsa di sua nonna, il suo ricordo è ancora vivo, quindi è inevitabile la commozione della ragazza quando apre il regalo che la nonna aveva preparato, per il ventunesimo compleanno della nipote, prima di morire.
Il dono consiste in due medaglioni e una lettera, che esorta Melinda a donare uno dei gioielli alla sua amica Elena.
Per guadagnare qualche soldo le ragazze vanno a lavorare come cameriere al Seaport Inn, un locale che recentemente è stato acquistato da Edric e Coven, due ricchi e bellissimi imprenditori di New York.
Dopo aver indossato i medaglioni le ragazze si rendono conto di possedere strani poteri, Melinda riesce a muovere gli oggetti, mentre Elena ha visioni premonitrici; inoltre, quando le ragazze incontrano i datori di lavoro, il medaglione diventa incandescente come se le avvertisse di un pericolo.
Elena e Melinda non sono immuni al fascino di Edric e Coven, ma presto scopriranno, sfogliando le pagine di un grimorio appartenuto alla nonna di Elena, la vera natura degli affascinanti newyokesi e inizieranno a nutrire qualche sospetto sull’autore degli omicidi che da qualche tempo turbano la quiete di Seaport…

Elena e Melinda, al pari delle protagoniste di vari romanzi young adult, devono improvvisamente fare i conti col mondo soprannaturale, hanno acquisito poteri magici diventando streghe come le loro nonne; questa nuova realtà le porta a scavare nel passato e a varcare porte chiuse a chiave per saperne di più. Le loro nuove conoscenze le porteranno a diffidare dei sentimenti che provano nei confronti di Edric e Coven, quando li scopriranno trattarsi di creature che, fino ad ora, credevano appartenere solo al mondo degli incubi.
Il vampiro Edric è perfettamente umanizzato, l’aspetto è gradevole e, insieme al demone Coven, aiuterà le protagoniste a riconoscere qual è il vero pericolo che devono affrontare.
Ogni capitolo del si apre con una pagina di diario di una delle due protagoniste, probabilmente lo scopo è quello di far apprezzare al lettore punti di vista differenti. Purtroppo l’obiettivo non riesce ad essere raggiunto poichè le ragazze sono molto simili e spesso ci si confonde, non sapendo più quale delle due sta raccontando.
Il linguaggio è giovanile e semplice, tipico delle ragazze di oggi, Melinda ed Elena sono però diverse dalla maggior parte delle protagoniste di questo tipo di romanzi, non sono certo dei modelli di virtù con la loro tendenza e bere e fumare troppo.
La trama non è convincente, troppi gli stereotipi attinti dalla filmografia e letteratura di genere, non colpisce abbastanza da poter desiderare di leggerne l’eventuale seguito che il finale lascia intendere.



Risorse Web:
Sito dei Diari di Seaport
Casa editrice Castelvecchi
 

sabato 30 luglio 2011

Dampyr - N.136

Titolo: DAMPYR, N.136
Episodio: HARLAN CONTRO DRAKA
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: STEFANO ANDREUCCI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2011
Il numero 136 di Dampyr, in edicola dal 5 luglio, contiene la conclusione dell’avventura londinese, iniziata con l’albo n.133.

Harlan Draka, con il suo team di vampire hunter, sta percorrendo le vie della Londra vittoriana in seguito a un viaggio nel multiverso, compiuto per soccorrere Samantha King e i figli adottivi di Simon Fane. Quest’ultimo è rimasto nel presente, diventando il loro contatto con la realtà; questo legame, purtroppo, subisce una brusca interruzione confondendo la mente dei nostri eroi.
Dopo aver parlato con Bram Stoker e Arminius Vambery, Harlan è sicuro che il vampiro da sconfiggere non sia Lord Marsden, bensì Draka. Quindi il gruppo si reca a Carfax, ove il vampiro ha stabilito la sua abitazione.
Londra, in quel periodo, è insanguinata dai reati compiuti da Jack lo Squartatore e sarà proprio l’efferato assassino a consentire alla mente di Fane di stabilire un flebile contatto con la squadra del dampyr.
A Carfax il dampyr riceve l’accoglienza delle tre spose del vampiro, con l’aiuto di Tesla riesce a ucciderle. Poco dopo, però, sopraggiunge Draka che, incuriosito dall’avversario, gli legge nella mente e lo indirizza al suo reale nemico: Lord Marsden.

Fin dal primo episodio, Boselli è riuscito a mantenere un alto livello di tensione, giocando abilmente con l’introduzione dei colpi di scena e delle agnizioni. L’introduzione di Bram Stoker fra i personaggi è un intelligente tributo allo scrittore di Dracula: il romanzo, ai tempi in cui è ambientata la vicenda, non era ancora stato scritto; le azioni del dampyr (che si presenta col falso nome di Van Helsing…) saranno la fonte d’ispirazione con un divertente interscambio fra passato e futuro.
Stefano Andreucci, che fin dall’inizio si è occupato delle tavole di quest’avventura, non ha mai presentato cadute di stile, prestando meticolosa attenzione ai costumi dell’epoca, ma anche prodigando agghiaccianti dettagli ai personaggi e le architetture fantastiche. Le pesanti inchiostrature e i tratteggi contribuiscono a rendere palpabile l’atmosfera gotica che fa da sfondo alle vicende.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Il sito di Stefano Andreucci
Stefano Andreucci su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

martedì 26 luglio 2011

Clanash Farjeon, "I Vampiri dell’11 Settembre"

Titolo: I VAMPIRI DELL’11 SETTEMBRE (The Vampires of 9/11)
Autore: CLANASH FARJEON
Anno: 2011
Edizione italiana: GARGOYLE BOOKS, 2011
Traduzione: STEFANIA SAPUPPO
Copertina: GRAFICA CONCEPT srl
ISBN: 978-88-89541-55-5
Pagine: 314
Disponibile in libreria il secondo volume della trilogia “vampirica” di Clanash Farjeon: I Vampiri dell’11 Settembre, pubblicato dalla casa editrice Gargoyle.

Sono passati quattro anni da quando il giornalista Michael Davenport è provvidenzialmente sopravvissuto alle losche trame della famiglia Portillo a Juarez e, tornato in Inghilterra, ha ripreso a scrivere articoli per la rivista Enigma.
In seguito all’attentato dell’11 settembre, Michael è inviato a New York per indagare sugli avvistamenti di natura paranormale di alcuni operai al lavoro su Ground Zero. I soccorritori riferiscono di aver visto il vice presidente Dick Cheney, vestito come Bela Lugosi in Dracula, aggirarsi fra le rovine delle Torri Gemelle, deriderli e scomparire improvvisamente com’era apparso.
Michael, durante il soggiorno negli States, sperimenta in prima persona le grottesche visioni concernenti il vice presidente e il responsabile per la Sicurezza Nazionale, Condoleezza Rice, nei panni di vampiri (episodi etichettati dalle autorità come allucinazioni), e, nel corso delle indagini, trova reali fondamenti alla teoria complottistica avanzata in seguito all’attentato.
Le vicissitudini del giornalista, che abbiamo visto incapace di stare lontano dai guai, sono accompagnate da una goliardica e macabra colonna sonora, una canzone le cui strofe aprono ogni capitolo, portando pian piano alla luce ciò che passa nella mente dell’élite governativa.

La prosa di Farjeon è scorrevole e molto vivace, il sarcasmo non ha la funzione di sdrammatizzare, bensì di evidenziare quanto di marcio è presente nella gestione della vicenda dell’11 settembre. L’autore non si risparmia nemmeno nei confronti del Presidente, mostrandocelo con tutti i suoi difetti. L’immagine che Farjeon dà dell’America di quegli anni è preoccupante e senza speranze, estremamente provata dall’avidità di chi comanda.
I vampiri di Farjeon con i mostri della tradizione e del cinema condividono solo gli abiti, in realtà sono persone in carne e ossa e ben più pericolose in quanto detentori di ricchezze, potere e rispettabilità, per mezzo dei quali facilmente sottomettono il resto della popolazione; le loro apparizioni (di natura più ectoplasmatica che vampirica) sono allegoricamente rappresentate come la conseguenza di “un incontenibile senso di colpa sottocutaneo che sgorga come pus da un foruncolo”, una sensazione difficile da contenere con le menzogne e le cerimonie. La bulimica ricerca del potere riesce a far loro dimenticare ogni regola morale e civile, rendendoli più simili ai mostri che agli uomini.
Già con Le Memorie di Jack lo Squartatore abbiamo constatato che l’autore non ha bisogno di ricorrere esclusivamente al sovrannaturale, trova gli elementi orrorifici nel contesto sociale dei personaggi riuscendo a dare una scossa al lettore, affinché possa riflettere anche sui fatti che preferisce non considerare per continuare ad andare avanti serenamente.
I Vampiri dell’11 Settembre è un romanzo coraggioso e pieno di amare considerazioni, frutto dell’impegno politico dell’autore che ripropone, in chiave horror, le oscure tematiche che fanno da sfondo all’evento che ha sconvolto e cambiato gli Stati Uniti.

Risorse Web:
Sito dell’autore
Gargoyle Books
 

venerdì 22 luglio 2011

Rebirth - N.26

Titolo: REBIRTH, N.26
Soggetto: KANG WOO LEE
Sceneggiatura: KANG WOO LEE
Disegni: KANG WOO LEE
Colori: no
Copertina: KANG WOO LEE
Traduzione: NICOLA FRASCHINI, YUPA
Lettering: n.i.
ISBN: 978-88-6169-253-4
Pagine: 176
Ed. originale: DAIWON C.I., 2010
Ed. it.: FLASHBOOK, 07-2011
Disponibile, in tutte le fumetterie, il numero 26 del manhwa Rebirth. La serie è stata pubblicata in Italia dal 2003 e, con questo numero, vediamo l’ultima e decisiva battaglia fra il vampiro Deshwitat e il “dio della luce” Kalutika.

Deshwitat è pronto per affrontare e sconfiggere, una volta per tutte, Kalutika, però ha bisogno dell’aiuto di tutti i compagni che finora gli sono stati accanto. Beyrun è ancora molto affranta per la morte dell’abadessa però, dopo aver trovato conforto fra le braccia di Rett, è pronta a fare la sua parte nel combattimento.
Kalutika risponde all’evocazione e, appena giunto sulla terra, ha luogo la battaglia.
Inizialmente il dio della luce è in vantaggio, uccide parte della squadra di Deshwitat rendendo impossibile al vampiro il rituale che gli garantirebbe la vittoria.
La sacerdotessa Millenar, ormai agonizzante, offre il suo sangue al vampiro e Desh acquisirà il vigore necessario per combattere ancora.
Eiji e Remi sopravvivranno allo scontro e inizieranno una nuova vita in un mondo libero dalla minaccia di Kalutika, inoltre Desh manterrà la promessa fatta a Remi nel primo albo, restituendo la vita a suo padre.

Una conclusione forse un po’ precipitosa per una serie che ci accompagna da molti anni, trascurare aspetti come la preparazione di una strategia ed eventuali discussioni fra i compagni d’avventura probabilmente avrebbe causato un inutile allungamento che avrebbe annoiato i lettori.
Molto ben sviluppato il punto in cui Rett soccombe, l’autore ha dato molto spazio alla psicologia del personaggio riuscendo a commuovere il lettore.
Kang Woo Lee, nel corso dell'intera serie, è riuscito a raccontare le vicende dando il giusto spazio all’azione e alla quotidianità dei protagonisti, garantendo una lettura scorrevole e coinvolgente. Non ci sono stati episodi particolarmente memorabili, ma nemmeno tristi cadute di stile.
Quest’albo racconta un’unica grande battaglia, quindi fanno da padrone le scene dinamiche su cui spiccano le onomatopee scritte con grossi caratteri. Non mancano alcuni flashback racchiusi in poche vignette che non disturbano la scena principale.

Risorse Web:
Rebirth su Wikipedia
Flashbook Editore
 

venerdì 15 luglio 2011

Amanda Grange, "Mr. Darcy, Vampyre"

Titolo: MR. DARCY, VAMPYRE (Mr. Darcy, Vampyre)
Autore: AMANDA GRANGE
Anno: 2009
Edizione italiana: TEA, 2010
Traduzione: MARIALUISA BIGNAMI, SIMONETTA ORSI
Copertina: Elaborazione grafica da FRANÇOIS-XAVIER FABRE
ISBN: 978-88-502-2251-3
Pagine: 256
Questa nuova ondata di letteratura orrorifica non propone esclusivamente versioni più umanizzate dei mostri che popolano il nostro immaginario, ma abbiamo una riscoperta dei romanzi gotici (i quali sono nuovamente tradotti e pubblicati) e, infine, una riscrittura in chiave horror di famosi romanzi classici. Da questo rimaneggiamento non si è salvato nemmeno Alessandro Manzoni, ma Jane Austen detiene un vero e proprio primato.
Le opere di Jane Austen (1775 – 1817), a cominciare dalla più famosa Orgoglio e Pregiudizio, hanno ispirato numerose pellicole, il suo stile è stato imitato dai successori, diventando un vero e proprio filone letterario, definito “Regency”, che ha portato fama a scrittrici come Georgette Heyer e Stephanie Barron. Quest’ultima è l’autrice di una serie di romanzi gialli ove Jane Austin è la protagonista che si trova a svolgere indagini su alcuni misteriosi omicidi.
Orgoglio e Pregiudizio sembra essere il romanzo più rivisitato dalla narrativa horror, fra i titoli pubblicati in Italia, c’è una versione “Zombie” (Newton & Compton 2009) e la versione “vampirica” di Amanda Grange, pubblicata da Tea l’estate scorsa.

Il romanzo ha inizio col doppio matrimonio delle sorelle Bennet: Jane con Mr. Bingley ed Elizabeth con Mr. Darcy. Al termine della cerimonia le ragazze si preparano alla nuova vita coniugale e all’imminente viaggio di nozze. Il piano di Elizabeth di trascorrere la sua luna di miele nella Regione dei Laghi viene sconvolto da un messaggio che impone a Mr. Darcy di recarsi a Parigi.
La giovane coppia attraversa la Manica e raggiunge Parigi, dove sono ospitati da alcuni nobili parenti di Darcy. L’entusiasmo di Elizabeth per la nuova città è smorzato dall’aver sentito che la famiglia di Darcy non è favorevole alla loro unione e dalla riluttanza del marito a consumare il matrimonio.
Una serie di circostanze portano i protagonisti ad allungare il viaggio fino in Italia, facendo tappa in pittoresche località che, però, non hanno alcun effetto sull’umore tetro di Darcy, inoltre nella camera da letto di Lizzy non succede nulla.
Infine Elizabeth scoprirà il segreto del marito: Darcy è un vampiro e la sua natura gli ha finora impedito di innamorarsi completamente di una donna. Lui e sua sorella Georgiana furono trasformati da bambini mentre stavano soccombendo a un’epidemia di peste nel XVII secolo.
C’è un modo per porre fine alla maledizione, ma non è facile e privo di rischi.

Il titolo stesso del romanzo toglie la suspense alle vicende che saranno narrate in seguito, rendendo in sostanza inutili gli indizi disseminati nelle pagine quali uno “Zio Polidori”, un rivoletto di sangue sulla bocca di Darcy e l’introduzione di un “anziano” che ricorda Dracula.
I personaggi si discostano completamente da quelli ingegnosamente strutturati da Jane Austen, diventano poco credibili e stereotipati. Lizzy rasenta l’assurdità, cogitando morbosamente sui rifiuti del marito e confidando a tutti i nuovi amici quanto si senta frustrata, completamente in disaccordo con la pudicizia che caratterizza le donne dell’epoca.
È un romanzo nell’insieme davvero noioso, a nulla valgono i colpi di scena e l’avventura mozzafiato del finale a fronte delle troppe digressioni che appesantiscono e rallentano la trama.
Da apprezzare la conformità allo stile Regency di Amanda Grange, anche se è rovinato da una traduzione approssimativa.

Risorse Web:
Sito di Amanda Grange
Jane Austen su Wikipedia
Casa editrice Tea
 

lunedì 11 luglio 2011

Honey Blood - N.1

Titolo: HONEY BLOOD, N.1
Soggetto: MIKO MITSUKI
Sceneggiatura: MIKO MITSUKI
Disegni: MIKO MITSUKI
Colori: no
Copertina: MIKO MITSUKI
Traduzione: LAURA GIORDANO, ALESSIA TROMBETTA, VALENTINA MECCHIA
Lettering: LARA IACUCCI
Pagine: 192
Ed. originale: SHOGAKUKAN, 2009
Ed. italiana: PANINI COMICS, 06-2011

Gli shojo manga, al pari della letteratura romantica, recentemente hanno cominciato ad introdurre nelle trame protagonisti soprannaturali. Vampiri e demoni diventano i destinatari dei sentimenti d’amore d’ingenue ragazzine liceali, il loro aspetto si è spogliato dei connotati tradizionali diventando gradevole, seppur circondato da un alone di mistero, ed anche il loro carattere si è ingentilito, spinto dal bisogno di convivere con la società umana. Anche in Italia questi shojo hanno successo, il primo a essere pubblicato è stato Vampire Knight, di Matsuri Hino, in seguito si sono avuti altri titoli (fra i quali Il Club dei Vampiri della gotica Kaori Yuki). L’ultimo di questi è Honey Blood, pubblicato da Panini e disponibile in edicola e libreria dal 23 giugno. Con questo manga l’artista Miko Mitsuki debutta in Italia.

Come nel resto del mondo, anche in Giappone i romanzi di vampiri hanno un successo incredibile: quelli scritti da Junya Tokinaga sono diventati dei best sellers, dai quali sono stati tratti sceneggiati televisivi. Hinata sembra l’unica ragazza a non interessarsi a questo tipo di letteratura, la trova poco credibile e piena di passaggi assurdi, soprattutto quelli ove il vampiro si lega per sempre a una donna morendo con lei. Quando Tokinaga diventa il suo vicino di casa, Hinata non nasconde l’antipatia nei confronti dello scrittore ma, nello stesso tempo, è incuriosita. Contemporaneamente, Tokinaga non perde occasione per avvicinarla mettendola anche in situazioni imbarazzanti.
Nel quartiere dove vive Hinata, negli ultimi giorni, si sono verificate alcune aggressioni, il responsabile è stato definito “il vampiro” dai media, poiché le vittime vengono trovate quasi dissanguate. La ragazza comincia a sospettare del vicino.
Una notte Tokinaga esce per la solita passeggiata e Hinata si appresta a seguirlo. Quando Hinata rischia di diventare una vittima del “vampiro”, lo scrittore la salva e la ragazza comincia a provare sentimenti ambivalenti nei suoi confronti. Presto i sospetti di Hinata trovano conferma: Tokinaga è un vampiro, nei suoi romanzi sono narrati episodi della sua lunga vita. La ragazza si rende conto di essere innamorata di lui, non trova più assurdo chiedergli il bacio che lo legherà a lei fino alla morte, vincolandolo a bere solo il suo sangue.

Hinata è la tipica protagonista degli shojo manga, studentessa ingenua e simpatica che si trova di fronte all’amore volendolo con tutta se stessa, con l’incoscienza della gioventù non si preoccupa delle conseguenze delle sue azioni, è anche capace di ripensare alle proprie prese di posizione e di cambiare idea.
Junya appartiene alla categoria dei vampiri moderni, pur dimostrando una certa difficoltà ad adattarsi al mondo di oggi, preferisce il kimono e i geta rispetto agli abiti occidentali. Come fece il vampiro Lestat di Anne Rice, scrive romanzi sui vampiri sfruttando le situazioni e le conoscenze maturate nel corso della sua non-vita, garantendosi così una rendita cospicua.
Trattandosi di una breve serie, composta da due numeri più uno antologico, Miko Mitsuki non ha modo di sviluppare la trama soffermandosi su alcuni episodi, comunque ci propone una buona storia, scorrevole e veloce.
Il disegno è pulito e gradevole, buono il lavoro sugli sfondi e sugli abiti dei protagonisti.

Risorse Web:
Panini Comics