lunedì 16 marzo 2015

Dampyr - N.167

Titolo: DAMPYR, N.167
Episodio: ODIO IMPLACABILE
Soggetto: CORRADO CERFOGLI
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 02-2014

Durante la guerra in Bosnia, il piccolo Radovan ha assistito ad atrocità inconcepibili per un bambino, la notte in cui la sua gente fu massacrata è ancora vivida nella sua mente ponendo grossi limiti alla sua esistenza quotidiana.
Ormai adulto, Radovan, non è riuscito a dimenticare il volto della giovane donna che assalì sua madre e, quando lo rivede, senza alcun segno di invecchiamento, sulle pagine di un quotidiano decide di raggiungerla per ottenere la sua vendetta. Si tratta di Tesla che, ai tempi del conflitto, era ancora asservita al Maestro della notte Gorka.
Giunto a Praga, Radovan si mette sulle tracce di Tesla e ha la conferma di quello che aveva sempre sospettato: la ragazza è effettivamente un vampiro. Per documentarsi sulle creature della notte si rivolge alla libreria di Harlan Draka e, appena approntate le armi necessarie, si prepara ad eliminare definitivamente la vampira.

Grande esordio per Corrado Cerfogli che, guidato dall’esperienza di Cajelli, ha orchestrato una trama dal forte impatto emotivo.
Il passato di Tesla torna a bussare alla porta chiedendo ragione dei suoi errori, e la vampira, sebbene abbia disertato le forze del male, si trova seriamente a considerare di meritare la stessa atroce fine che ha inflitto a tanti innocenti. Saranno il sostegno di Harlan e Kurjak a scrollarla da quest’atteggiamento rinunciatario convincendola a continuare la lotta contro i Maestri della Notte.
Arturo Lozzi ai disegni conferma l’eccellenza cui ci ha finora abituati, primi piani molto espressivi e sfondi cui non sfugge il minimo dettaglio.

Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Diego Cajelli su Wikipedia
Blog di Arturo Lozzi
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
 

venerdì 13 marzo 2015

Joann Sfar, "L'Eterno"

Titolo: L'ETERNO ((L’Éternel)
Autore: JOANN SFAR
Anno: 2013
Edizione italiana: RIZZOLI LIZARD 2014
Traduzione: VIRGINIE GAUGEY
Copertina: ILLUSTRAZIONE DI JOANN SFAR
ISBN: 978-88-17-06969-4
Pagine: 432
Il disegnatore francese Joan Sfar, conosciuto nel panorama fumettistico per “Il Gatto del Rabbino” e la deliziosa serie “Piccolo Vampiro”, si cimenta, per la prima volta con la narrativa con questo romanzo, “L’Eterno”, pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard lo scorso aprile.



Siamo nel 1917, il soldato ebreo ucraino Ionas, insieme al fratello Cain, sta combattendo schierato nella resistenza, il suo unico pensiero è poter tornare a casa per sposarsi con la fidanzata Hiélena e farsi una famiglia; mentre Cain si sollazza con le prostitute, Ionas tende a isolarsi per suonare il violino e crogiolarsi nella nostalgia.

In seguito a un imboscata Ionas resta ucciso e Cain riesce a fuggire.
Dopo qualche tempo Ionas si risveglia come vampiro e decide di tornare al villaggio dalla fidanzata sperando di poter ricominciare la sua vita dove si era interrotta.
Ad accoglierlo, però, trova una triste sorpresa: giunto alla casa del suocero vede che Hiélena si è sposata con Cain e aspetta un bambino. Alimentata dalla rabbia, la sete di sangue del vampiro si risveglia e aumenta fino a trovare soddisfazione in una carneficina.

Distrutto dal rimorso, Ionas cerca di uccidersi ma, dopo ripetuti tentativi falliti, accetta, seppur a malincuore, la sua condizione.

Dopo molti anni ritroviamo Ionas negli Stati Uniti, dove si rivolge alla psicologa Rebecka Straisand perchè lo aiuti a risolvere i conflitti del passato. La donna rifiuta, quindi le richieste del vampiro si fanno sempre più insistenti e pressanti facendolo diventare incauto. Rebecca alloggia e lavora presso la Miskatonic University dove vive anche, dopo aver simulato la morte, lo scrittore H. P. Lovercraft che non vede l’ora di aver fra le mani una creatura immortale con la quale sperimentare le sue teorie sui Grandi Antichi.



Anche nel romanzo emergono le tematiche che hanno caratterizzato lo Sfar artista, a cominciare dal giudaismo per finire con le donne dalla sensualità prorompente e dalle forme abbondanti e accoglienti.

La prosa è scorrevole, spesso indugia su scene cruente con un piccante senso dell’umorismo dando all’insieme un effetto grand guignolesco.
La prima parte risulta meglio riuscita, i personaggi sono ben caratterizzati e i dialoghi sono vivaci e ben condotti.
Il vampiro Ionas, pur presentando molti elementi attinti dal folklore, è molto vicino ai moderni vampiri della letteratura, personaggi tormentati e combattuti fra l’amore e la brama di sangue. Il desiderio di quest’ultimo è spesso assimilabile al senso di consanguineità, infatti Ionas, al pari dei “revenants” torna a casa e, consapevole di non poter essere membro della famiglia a tutti gli effetti, segue Hiélena e la sua discendenza fino alla fine.

Nella seconda parte l’autore ha messo troppa carne al fuoco senza riuscire a concludere la storia altrettanto bene come è iniziata, è un peccato perché le premesse per un ottimo sviluppo c’erano tutte.


Book Trailer de L'eterno


Risorse Web:
Joann Sfar su Wikipedia
Casa editrice Rizzoli Lizard
 

mercoledì 11 marzo 2015

Dampyr - N.180

Episodio: IL FIGLIO DI KURJAK
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: DANIELE STATELLA e MARCO FARA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 03-2015

In edicola dal 5 marzo il numero 180 di Dampyr nel quale scopriamo qualcosa di più sul passato del burbero e riservato Kurjak.



Mentre, insieme a Tesla e Ljuba, passeggia nei pressi del fiume Moldava, Kurjak resta molto turbato dopo aver visto un giovane violinista esibirsi e chiede di poter restare solo.

Affacciato sul ponte scorge un’immagine nell’acqua che lo sconvolge al punto da perdere l’equilibrio e cadere nel fiume.
Tesla riesce a soccorrerlo in tempo e a portarlo al Teatro dei Passi Perduti dove, dopo essersi ripreso, il soldato racconta di aver avuto e perso un figlio prima di entrare nel team di Harlan Draka e, con l’aiuto della musica di Caleb Lost, entrerà in uno stato di trance per far chiarezza sulla visione avuta sul ponte.

Durante una missione in un mondo alieno conosciuto come “La città del Crepuscolo”, Kurjak ha avuto una relazione con la regina ma non sa che da questa è stato concepito un bambino, quello che ha visto in braccio alla madre nelle acque della Moldava.

Kujak a questo punto vuole saperne di più, soprattutto in seguito alla visione onirica di Darin, un soldato proveniente dalla Città del Crepuscolo. Con l’aiuto del padre di Harlan, Kurjak riuscirà a raggiungere il mondo alieno e a salvare il giovane principe, suo figlio, dalla minaccia degli insettoidi.



Mauro Boselli ci propone un’avventura emozionante nella quale passato, presente e Multiverso confluiscono. In quest’albo la maschera di guerriero prode e valoroso di Kurjak si incrina facendo intravedere il lato più umano fatto di amore, errori e rimpianti.
I
 disegnatori, Statella e Fara, hanno mostrato grande versatilità facendo muovere i protagonisti in scenari che vanno dalla ex Jugoslavia fino alla futuristica e tecnologica Città del Crepuscolo. Molto espressivi i primi piani.

Purtroppo abbiamo accumulato un notevole ritardo nelle recensioni degli albi di Dampyr e cogliamo l’occasione per scusarci con i lettori che ci sono rimasti; ricominciamo quindi a parlare della testata bonelliana con gli ultimi albi pubblicati, recuperando successivamente con gli arretrati fino a metterci in pari con il calendario delle uscite.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Daniele Statella su Wikipedia
Blog di Daniele Statella
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
 

Dampyr - N. 179

Episodio: L’OSPEDALE STREGATO
Soggetto: SAMUEL MAROLLA
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI e SAMUEL MAROLLA
Disegni: ALESSIO FORTUNATO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 02-2015

Purtroppo abbiamo accumulato un notevole ritardo nelle recensioni degli albi di Dampyr e cogliamo l’occasione per scusarci con i lettori che ci sono rimasti; ricominciamo quindi a parlare della testata bonelliana con gli ultimi albi pubblicati, recuperando successivamente con gli arretrati fino a metterci in pari con il calendario delle uscite.

Nel numero di febbraio vediamo un gruppo di croceristi, decisamente fuori stagione, essere sorpresi da una tempesta che danneggia la nave.
Il capitano decide di raggiungere l’isola di Arran dove sono state attrezzate strutture per l’accoglienza e il primo soccorso dei naufraghi. Vista la situazione d’emergenza è stato riaperto anche il Bran Moor, un vecchio ospedale ormai in disuso, e presto iniziano ad accadere strane cose ai malcapitati ospiti.
L’anziano poliziotto William Hopley, già testimone di eventi soprannaturali accaduti prima della chiusura dell’ospedale, contatta la cacciatrice di fantasmi Maud Nightingale che, insieme ad Harlan Draka, si reca sul posto e da inizio alle indagini.
Non tarderanno a scoprire che il tragico passato del posto sta prendendo vita sottoforma di fantasmi pronti a impossessarsi del corpo dei naufraghi, conducendoli nelle loro schiere e, il provvidenziale intervento del dampyr, impedirà ad Hopley di essere il prossimo.

Accanto ai carceri, le antiche ville, i castelli e gli alberghi in disuso, gli ospedali abbandonati sono una delle mete preferite dai cacciatori di fantasmi e, come possiamo vedere dai documentari dedicati e dalla filmografia ad essi ispirata, le infestazioni non mancano.
Diego Cajelli e Samuel Marolla ne fanno l’ambientazione di un’avventura dampyriana che diventa una ghost-story encomiabile, complice il rigido clima invernale che rafforza il senso di isolamento e claustrofobia della struttura e l’intensificarsi delle scene orrorifiche man mano che si dipana la trama.
Eccellenti le tavole di Alessio Fortunato, i chiaroscuri pazientemente tratteggiati aggiungono pathos alla trama e, in ogni ombra, sembra sia nascosto qualcosa pronto a ghermire il lettore distratto.
Vorrei spezzare una lancia a favore della copertina, sebbene non sia fra le migliori della testata, è perfettamente in tema con la trama prettamente horror del numero in esame.

Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Diego Cajelli su Wikipedia
Sito Web di Samuel Marolla
Blog di Alessio Fortunato
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
 

mercoledì 4 marzo 2015

Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, "Notte eterna"

Titolo: NOTTE ETERNA (The Night Eternal)
Autore: GUILLERMO DEL TORO, CHUCK HOGAN
Anno: 2011
Edizione italiana: MONDADORI, 2012
Traduzione: G.L. STAFFILANO
Copertina: IMMAGINE E LETTERING DI MARCELLO DOLCINI
ISBN: 978-88-04-61489-0
Pagine: 357
Eccoci al capitolo conclusivo della trilogia “Nocturna ”di Guillermo del Toro e Chuck Hogan: Notte Eterna.

Il mondo è ormai in mano ai vampiri, tutte le forme di resistenza che poteva attuare il genere umano sono state stroncate dalla nuova organizzazione sociale imposta dal Padrone.
Le poche persone che non sono state contagiate e trasformate in vampiri sono considerate al pari del bestiame e raccolte in strutture, molto simili ai campi di concentramento del periodo nazista, dove sono “allevate”, “fatte riprodurre” e “macellate” per garantire il sostentamento della razza dominante.
In uno di questi campi sono state condotte anche Nora e sua madre, dopo la terribile esperienza attraverso i condotti della metropolitana. Il piccolo Zack, invece, è stato portato nel castello del Padrone che, sostituendosi al padre naturale, si sta prodigando affinché al bambino non manchi nulla, operando un inevitabile lavaggio del giovane e ancora plasmabile cervello. Eph è disperato ed ha ripreso a bere, oramai ha perso tutto e Setrakian, l’unico che forse avrebbe potuto aiutarlo a trovare una ragione per continuare a combattere i vampiri, non c’è più.
L’unico elemento della squadra che si sta muovendo concretamente per salvare il mondo è Vassili Fet, il disinfestatore che, studiando le pagine dell’Occido Lumen, e cercando il punto di origine della specie vampiri, ha intravisto uno spiraglio di luce in questa perpetua oscurità.
Quando il gruppo, dopo molte difficoltà, riesce a riunirsi e anche a crescere di numero grazie all’arruolamento di Gus, un teppista di strada ispanico, prendono il via nuovi piani per distruggere il padrone ma, prima dell’epico scontro finale i nostri dovranno vincere la diffidenza nei confronti di un misterioso succhiasangue che si è unito alla loro causa, presentandosi come l’unico che può fronteggiare il Padrone con qualche possibilità di sconfiggerlo.

Notte Eterna si svolge in uno scenario post-apocalittico disperato, i pochi esseri umani sopravvissuti all’invasione desiderano solo sopravvivere e accettano di buon grado le condizioni di aberrante disumanizzazione vigenti nei campi, in fondo possono nutrirsi e illudersi di poter procrastinare, anche se di poco, il giorno della morte.
Sono in pochi ad avere il coraggio di ribellarsi a quest’ordine e, ognuno di questi folli temerari, ha qualcosa a cui aggrapparsi, per quanto possa essere fragile e incerto.
La prosa di Del Toro e Hogan si mantiene conforme ai precedenti romanzi, diretta ma gradevole; gli autori riescono a muoversi egregiamente fra le scene d’azione, di introspezione e di quotidianità mantenendo alta la tensione per tutto il romanzo.
Accanto ai riferimenti folklorici e scientifici cui abbiamo potuto indugiare nei precedenti due volumi, in Notte Eterna si aggiungono elementi mistico-religiosi attorno all’origine dei vampiri, che ci preparano all’inevitabile scontro finale.


E’ difficile dirsi delusi da questa trilogia che ha l’indubbio merito di aver riportato il vampiro nei meandri della letteratura horror (fra l’altro ha anche inaugurato la ripubblicazione della collana “Urania Horror” di Mondadori, assente da qualche anno nelle nostre edicole), sebbene ne abbia di gran lunga danneggiato il sex-appeal.

Risorse Web:
Guillermo del toro su Wikipedia
Chuck Hogan su Wikipedia
La serie TV The Strain su Wikipedia
 

mercoledì 11 febbraio 2015

Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, "La Caduta"

Titolo: LA CADUTA (The Fall)
Autore: GUILLERMO DEL TORO, CHUCK HOGAN
Anno: 2010
Edizione italiana: MONDADORI, 2011
Traduzione: G.L. STAFFILANO
Copertina: FOTO ©http://dis86.deviantart.com, ELABORAZIONE MARCELLO DOLCINI
ISBN: 978-88-04-61133-2
Pagine: 303
In occasione della recente trasmissione della serie TV “The Strain” riprendiamo in esame la brillante trilogia “Nocturna”di Guillermo del Toro e Chuck Hogan parlando del secondo volume: La Caduta.

L’epidemia che si è diffusa dopo l’atterraggio del Boeing 777 non è più circoscritta alla sola New York, ha varcato i confini degli USA e si è diffusa a livello mondiale.
Nella notte regnano i vampiri in cerca di nutrimento, che diventano sempre più numerosi; durante il giorno, quando i mostri si rifugiano nei sotterranei delle città, i superstiti ancora umani pregano di non subire la stessa sorte.
Solo un gruppo di persone conosce la reale natura di questa pandemia: l’anziano antiquario Abraham Setrakian, sopravvissuto all’Olocausto, l’epidemiologo Ephraim Goodweather, la sua collega Nora e il figlio Zack, e, infine il disinfestatore Vassily Fet. Insieme devono trovare il modo di porre fine al piano di conquista del Padrone, colui che ha portato il vampirismo in America e che comanda le schiere di non-morti. Un avversario che ha scelto bene con chi allearsi:promettendo la vita eterna al magnate Eldritch Palmer ha tutto il sostegno economico e militare di cui può aver bisogno.
Dopo un lungo periodo passato a documentarsi, Setrakian scopre che, per uccidere il Padrone, occorre impadronirsi di un antico testo occulto di cui resta solo una copia che sarà presto battuta a un’asta. L'impresa sembra davvero impossibile, non solo è necessaria una notevole quantità di denaro, l’altro contendente è proprio Palmer capace di ribattere a qualsiasi controfferta.

La prosa di Del Toro e Hogan si mantiene, anche in questo secondo volume, avvincente e adrenalinica, pur lasciando il dovuto spazio ai momenti introspettivi e ai flash back che ci portano nei campi di lavoro nazisti dove Setrakian ebbe la meglio, per la prima volta, sui vampiri. Goodweater sembra aver perso parte della determinazione che lo ha accompagnato nel primo romanzo, afflitto dalla trasformazione della moglie e preoccupato che riesca a impadronirsi dei Zack, dubita delle sue capacità di padre decidendo, infine, di affidare il figlio a Nora perché lo tenga al sicuro.
Il disinfestatore Fet si rivela una risorsa impagabile nella lotta contro i vampiri, è un uomo che non si arrende mai e trova sempre una soluzione pratica a qualsiasi problema debba fronteggiare.
Compaiono anche altri personaggi, taluni presto destinati a soccombere alla minaccia vampirica, il più interessante è l’astronauta Thalia che assiste impotente alla distruzione del pianeta in orbita sul suo shuttle e, paradossalmente, i suoi pensieri vanno alla quotidianità di prima della partenza per la missione spaziale.
Il substrato fiabesco che permea ogni opera di Del Toro è evidente già dalla prima pagina: Contrariamente alla credenza popolare, i vampiri si riflettono negli specchi. In quelli moderni, prodotti in serie, compaiono come l’occhio li vede. Ma in quelli rivestiti d’argento la loro immagine è distorta. Grazie a una proprietà fisica del metallo, a un’interferenza visiva, appaiono come le orrende creature virulente che sono; è una sorta d’avvertimento. Come nella favola di Biancaneve, uno specchio d’argento non può dire bugie.(pag.13-14) I vampiri di Del Toro e Hogan sono molto lontani dai bellimbusti che ci ha proposto la letteratura più recente; al momento del contagio il corpo subisce una radicale trasformazione, operata da sottili vermi parassiti, l’apparato respiratorio viene espulso, i capelli e i peli cadono, naso, orecchie e genitali si atrofizzano, gli occhi si coprono di una patina rossastra e compare una palpebra nittante. Per nutrirsi sono muniti di un organo simile a una grossa lingua che termina in un pungiglione dalla quale assumono il sangue delle vittime, in un certo qual modo ricordano i vampiri mutanti di Blade 2.
In questo volume si afferma la consapevolezza che i vampiri sono sempre esistiti fin dall’antichità, abili sì a nascondersi ma anche a penetrare nel nostro inconscio lasciandoci messaggi come, per esempio, quello che si usa per il rischio biologico che, seppur stilizzato, è effettivamente lo stigma che indica la razza vampirica. È il senso di onnipotenza della razza umana che ha fatto in modo che ci si accorgesse della gravità della situazione quando ormai era troppo tardi: Per distrarre l’attenzione, furono tirati fuori tutti i soliti spauracchi: crisi econimica, disagio sociale, il razzismo come capro espiatorio, minacce terroristiche.
Ma in fin dei conti eravamo proprio noi. Tutti noi. Avevamo lasciato che avvenisse perchéè non credevamo che potesse avvenire, eravamo troppo intelligenti. Troppo progrediti. Troppo forti.
(Pag.9)
Superata una certa diffidenza iniziale, l’opera di Del Toro e Hogan ha ricevuto il riscontro che meritava, è stata infatti trasposta a fumetti dalla Dark Horse (serie di cui parleremo a breve) e ne è stato tratto un bellissimo telefilm attualmente trasmesso anche in Italia.

Trailer di The Strain


Risorse Web:
Guillermo del toro su Wikipedia
Chuck Hogan su Wikipedia
La serie TV The Strain su Wikipedia
 

venerdì 6 febbraio 2015

Byzantium

Titolo: BYZANTIUM (Byzantium)
Regia: NEIL JORDAN
Soggetto, scen.: MOIRA BUFFINI
Interpreti: GEMMA ARTERTON (Clara Webb), SAOIRSE RONAN (Eleanor Webb), SAM RILEY (Darvell), JONNY LEE MILLER (Ruthven)
Durata, Col., Orig.: 118’, C, UK/USA/Irlanda
Produzione: DEMAREST, LIPSYNC et al.
Anno: 2012
Distribuzione: KOCH MEDIA
Uscita: 07-2014

Da qualche mese è disponibile nel mercato home video Byzantium, ultimo film di Neil Jordan, tratto da A Vampire Story, pièce teatrale di Moira Buffini.

La vampira Eleanor Webb scrive la sua storia su un diario, da cui, come ogni volta, strappa le pagine per gettarle al vento. Un anziano, poi sua compiacente vittima, raccoglie e legge i fogli. Tutto iniziò oltre due secoli prima, quando la madre Clara faceva la prostituta, iniziata in giovanissima età alla professione dal capitano Ruthven, contro il parere del commilitone Darvell. Dopo un certo tempo, Clara mise alla luce Eleanor e la affidò a un orfanotrofio. Intanto Darvell, ridotto in fin di vita da una brutta febbre, trovò un modo per sopravvivere grazie a due membri della “Fratellanza”: seguendo la loro mappa giunse su un’isola deserta, dove venne trasformato in vampiro. Clara, molto malata, rubò la mappa a Ruthven, cui era stata affidata, e tornò alcuni anni dopo come vampira. Per vendicarsi, Ruthven violentò la figlia, ma fu ucciso da Clara, la quale portò la sedicenne Eleanor sull’isola per farla trasformare.
Da allora le due vampire sono braccate dalla Fratellanza e l’ennesima fuga le porta in una città sulla costa. Clara si dà subito da fare sulla strada per racimolare qualche soldo e ottiene ospitalità da un cliente in un albergo chiuso, il Byzantium. Intanto Eleanor fa amicizia con il timido e fragile Frank, affetto da leucemia. Quando realizza di provare qualcosa per il ragazzo, Eleanor prova a raccontargli la verità su di sé, ma sulle prime non è creduta. Decisa a convincerlo e a farlo guarire (ma anche a reclamare la sua libertà), gli regala la mappa dell’isola sottratta alla madre. Dopo il conseguente litigio, Eleanor e Clara devono affrontare una volta per tutte Darvell e i vampiri della Fratellanza.


Queste vampire sono due fuggiasche, sopravvissute che attraggono persone sole, emarginati incapaci di trovare contatto umano, e che in qualche modo le richiamano “lefanuianamente” (forse non è un caso che Clara si faccia chiamare anche con gli pseudoanagrammi Camilla e Claire). Sono vampiri senza canini, più propriamente dei soucriant (creature del folklore caraibico), che hanno un’unghia retrattile affilatissima con cui aprono la giugulare della vittima. Hanno bisogno di essere invitati per entrare in una casa, ma anche metaforicamente per entrare nella sfera dell’altro: Eleanor uccide solo chi è pronto a morire e che, in qualche modo, lo chiede.
Madre e figlia sono sì riflesso l’una dell’altra, ma presentano caratteri molto diversi. Eleanor ha l’aspetto di una ragazza innocente e innocua, ha modi discreti e uccide solo persone in fin di vita. Al momento del morso, chiede scusa e augura la pace. Non accetta di buon grado il “codice” impostole dalla madre, secondo cui deve mentire sulla sua identità e trasferirsi di continuo, rivelando anche una certa attitudine alla ribellione, da brava vampira-adolescente “problematica”.


Clara, ragazza-madre-vampira, fa del suo meglio, e sa mescolarsi tra la gente, mentendo con disinvoltura. Sceglie vittime forti e protegge i deboli, ma sfrutta a suo vantaggio le persone. È a suo modo una madre premurosa: se la prende con Eleanor non per il pericolo procurato dalla sua confessione, ma perché le ha attirato l’accusa di essere una madre negligente.
La pellicola è impreziosita anche da una peculiare mitologia: l’isola/fonte di eterna giovinezza (citazione dell’Isola dei morti di Böcklin), il vampirismo visto come seconda vita, dove la morte è una trasformazione, un passaggio iniziatico che richiede l’approdo all’isola misteriosa e segreta, con le sue cascate che si tingono di sangue e le prime ineffabili percezioni vampiriche.


Con questo film intenso, malinconico, poetico, con la giusta dose d’azione e di sangue, e infarcito da affettuose citazioni di Byron, di Polidori e dei film Hammer, a quasi vent’anni da Intervista col Vampiro, Jordan riesce quindi a reinventare ancora il mito del vampiro, sfornando un altro capolavoro. Curioso che in Italia sia uscito direttamente nell’home video.

Ottima l’edizione di DVD e Blu-ray, con interessanti contenuti extra: il “Backstage” (un dietro le quinte di circa mezz’ora), il trailer e la bellezza di dodici interviste, per un totale di circa 70 minuti, agli attori protagonisti, a Neil Jordan, a Moira Buffini e al cast tecnico.




Risorse Web:
Neil Jordan su Wikipedia
Moira Buffini su Wikipedia
A Vampire Story
Scheda di IMdB
The Byzantium Wiki