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mercoledì 5 aprile 2023

Dampyr - N.276

Testata: DAMPYR, N.276
Episodio: IL CREPUSCOLO DEGLI DEI
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2023

Stalheim Hotel, Norvegia. Harlan e Kurjak sono con l’amico Starkad [incontrato nel n.203], che da un po’ di tempo vede delle apparizioni. Ma queste, più che fantasmi, sono scene del passato in cui l’uomo si ritrova immerso, comparse nello Stalheim e in altri alberghi, un tempo tutte cliniche Lebensborn. In queste strutture l’ordine del Sole Nero delle SS mise in atto un programma di eugenetica per incrementare le nascite degli ariani, in particolare di esseri umani dotati di poteri eccezionali da usare a fini bellici. Starkad nacque in uno di questi centri, il Godthaab, e fu cresciuto con altri ragazzi nella convinzione di essere la reincarnazione di eroi e divinità vichinghe.
Dopo l’ennesima visione di Starkad, i nostri scoprono che ad evocare queste scene del passato è un’altra dei “figli del Sole Nero”, Helsa, che collabora con il losco Sven della Balder Genetics ad un piano per catturare Starkad. Ben presto, però, Helsa svela le sue vere intenzioni: liberare il fratello Siegfried tenuto prigioniero della Balder Genetics, cavia degli esperimenti della cinica dottoressa Larsen, a cui Helsa si era rivolta perché curasse la sua sterilità. È proprio la Larsen, delusa dai risultati dei test su Siegfried, che vuole Starkad come nuovo soggetto per portare avanti le sue ricerche di genetica sugli individui nati nelle cliniche Lebensborn.

La storia di Venanzetti si sviluppa attorno alla vicenda dei figli del Sole Nero, esseri umani non solo frutto di esperimenti di laboratorio, ma soprattutto vittime di un indottrinamento che ne ha manipolato l’identità, destinandoli ad un’esistenza di solitudine preclusa ad ogni forma di integrazione e normalità.
Splendidi i disegni di Lozzi, ricchi di atmosfera, di un realismo dalla precisione fotografica ed espressivi nel raffigurare i volti dei personaggi, tutti molto ben caratterizzati. La scena di Starkad che vede i fantasmi è impreziosita da luci dal taglio cinematografico, che ne esaltano la drammaticità.



Risorse Web:
Scheda di Il crepuscolo degli dei
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
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mercoledì 5 ottobre 2022

Dampyr - N.264

Testata: DAMPYR, N.264
Episodio: CUORI DI TENEBRA
Testi: LUIGI MIGNACCO
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2022

Harlan, Kurjak e Tesla si mettono in viaggio per la Sierra Leone, dove un gruppo di russi impegnati in un safari è stato ferocemente massacrato nella foresta, forse dai leggendari uomini pantera.
Sotto la copertura di una missione esplorativa di un ente ecologico, i nostri giungono sul luogo, dove si imbattono nel sergente Maloka e nei mercernari di una multinazionale mineraria, sotto la guida dell’ingegner Brown. Nonostante qualche attrito con i militari, i nostri rimangono nella zona e intervengono a difesa dei soldati quando vengono attaccati da un branco di non-morti: sono i sopravvissuti del branco di Omulù (precedentemente eliminato da Harlan nella storia doppia dei numeri 6 e 7), che abitano quei luoghi e offrono protezione agli abitanti del villaggio in cambio dell’offerta volontaria e non letale di sangue.

Il capovillaggio rivela ad Harlan il nascondiglio del branco, avendo riconosciuto in lui una creatura più forte degli uomini pantera. Da parte loro, i vampiri di Omulù vogliono vendicare il Maestro, che sanno essere stato ucciso dal Dampyr. I nostri si alleano quindi con gli uomini di Brown, fornendo loro proiettili trattati, e si inoltrano nelle caverne dove si nascondono i vampiri. La lotta è senza quartiere, ma ben presto i nostri scopriranno che i veri nemici non sono i non-morti contro cui combattono.

Una storia d’avventura ricca d’azione, nel cuore della foresta africana, in cui c’è un accenno di critica sociale rispetto allo sfruttamento delle risorse dei paesi africani da parte delle avide e spietate multinazionali occidentali. Non sempre gli amici risultano essere quelli che ci somigliano di più e i nostri, dopo aver inopportunamente stretto un “patto col diavolo”, capiscono appena in tempo il loro errore. Nel corso del racconto, Mignacco ritaglia un piccolo sipario per mostrare il buon cuore del nostro Emil, che si fa paladino dei bambini contro un prepotente soldato.

Spettacolari i disegni di Lozzi, estremamente realistici, anche grazie a un largo uso di ombreggiature e sfumature. L’artista pone molta attenzione nel raffigurare i personaggi, come ad esempio per i riflessi e le ombre sulla pelle degli uomini pantera. I chiaroscuri vengono sapientemente sfruttati anche per dare un forte senso di drammaticità ad alcune scene.



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Luigi Mignacco su Wikipedia
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giovedì 30 dicembre 2021

Dampyr - N.251

Testata: DAMPYR, N.251
Episodio: STAVKIRKE
Testi: MAURIZIO PRINCIPATO
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 02-2021

Riprendiamo a occuparci della serie mensile di Dampyr con il numero dello scorso febbraio, scritto dal compianto Maurizio Principato, scomparso lo scorso aprile per uno sfortunato incidente, e disegnato da Arturo Lozzi.

Nella stavkirke di Heddal, una delle antiche chiese di legno norvegesi, la setta black metal Ødeleggelsen pratica un rito satanico, che culmina nel sacrificio di due ragazzi e nell’incendio dell’antico edificio. Capo della setta è Máel Lulach, non-morto del defunto Maestro della notte Ragnar Lodbrok, che sta cercando di richiamare con la magia delle rune il Fjölkung, grande potere che richiede, però, ancora il rito di Tyr, runa di sacrificio e guerra, e il rito di Hagal, runa della catastrofe. Riti che Lulach ha già progettato di praticare presso le stavkirker di Fantoft e Urnes.

Astrid Dahl e il fidanzato Bent vengono chiamati a restaurare Heddal, e vi trovano le prove del rito. Astrid chiede quindi l’aiuto di Harlan, che la raggiunge a Notodden insieme a Tesla e Kurjak.
Bent ebbe in passato a che fare con Knut, braccio destro di Máel Lulach: negli anni Novanta, Bent, Knut e l’amico Pål erano sul punto di incendiare una chiesa, ma Pål si tirò indietro all’ultimo momento rimanendo deturpato dal fuoco. Per di più il fratello minore di Bent, Elias, è ora nel gruppo di Lulach. Questo aiuta Bent a capire i piani del non-morto e a guidare Harlan, Tesla, Kurjak e Pål a Fantof, dove altre due ragazze stanno per essere sacrificate, e quindi a Urnes, dove ha luogo lo scontro finale.

Principato tesse una storia ispirata alla foschissima vicenda degli incendi dolosi di oltre cinquanta antiche chiese norvegesi, distrutte dai fan dello scellerato musicista black metal Euronymous negli anni Novanta. La lettura dell’episodio invita quindi a riflettere su cosa può spingere dei giovani appassionati di musica a folli atti di distruzione. La parte centrale è un’efficacissima e lunga sequenza d’azione, che si legge d’un fiato e che lascia respirare il lettore solo quando Harlan e Tesla spengono l’incendio. L’unico appunto che si può fare a questo bell’albo di Dampyr è un certo pressapochismo nel trattare il genere metal, che non si identifica affatto con un sottogenere di nicchia come il black metal, lontano anni luce dalle epiche melodie degli Iron Maiden (di cui si vede un disco a pagina 38) o dagli irresistibili groove degli AC/DC (pagina 98), per non parlare dell’ignorante citazione dei grandi Black Sabbath messa sulla bocca di Kurjak a pagina 23.

I disegni sono spettacolari, molto realistici soprattutto nelle fisionomie e nelle espressioni dei personaggi, grazie anche ad un sapiente gioco di ombre e luci ottenuto con tecniche miste. Lozzi dimostra grande maestria anche nel creare paesaggi d’atmosfera, con l’aria nebbiosa con cui circonfonde le chiese, dalle precise architetture, immerse negli innevati paesaggi norvegesi, oppure con la nitidezza delle ombre lunghe nelle strade di Bergen.



Risorse Web:
Addio a Maurizio Principato
Mauro Boselli ricorda Maurizio Principato
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martedì 7 luglio 2020

Dampyr - N.244

Testata: DAMPYR, N.244
Episodio: HARLAN CONTRO SHO-HUAN
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 07-2020

È da qualche giorno in edicola Harlan contro Sho-Huan, seconda e ultima parte della storia doppia iniziata con l’episodio Silverpilen.

Harlan ha la pistola puntata contro Milius, convinto di non avere più di fronte il suo amico, ma Sho-Huan, che si sarebbe impossessato del suo corpo. Sho-Huan/Milius riesce a rassicurarlo sulla sua identità, ma è solo un trucco per sottrargli la pistola. Il viaggiatore del Multiverso è, però, in difficoltà: a furia di spostarsi tra i mondi, è diventato instabile, e spesso si ritrova involontariamente in piani dimensionali pericolosi. È quello che gli sta capitando in questo momento, e, per qualche motivo, sta trascinando con sé Harlan. Per rigenerarsi, Sho-Huan vorrebbe fermarsi per un po’ e vivere una vita tranquilla, magari quella di Milius. Il dampyr, dal canto suo, non può uccidere il suo nemico, se non vuole far fuori anche Milius, e deve suo malgrado aiutarlo.
Il primo in cui si ritrovano è un mondo da incubo, abitato da enormi creature di roccia. Dopo un tentativo di mollare Harlan salendo da solo sul Silverpilen, Sho-Huan trascina entrambi in una piana costellata di enormi cristalli, che sembrano animarsi con le immagini riflesse dei loro alter ego. Passando per il mondo delle Ombre e per quello dei Cacciatori, i due nemici raggiungono sul Silverpilen la Londra del 1890. Qui Sho-Huan era ancora un normale essere umano, il mago illustionista John Ross. Il suo piano di fondersi alla sua versione più giovane sarà ostacolato da Harlan, a cui si unisce un alleato d’eccezione, Aleister Crowley.

Lo scontro finale con Sho-Huan vede un cambio di tono e ambiente rispetto all’episodio precedente. Questa volta la trama si dipana attraverso i vari mondi visitati dai due avversari, tra tesi battibecchi e provvisorie alleanze. In un gioco di specchi, Harlan e Sho-Huan vedono affrontarsi anche i loro alter ego, e ne risulta vincente lo spaventoso Maestro della Notte che abita l’animo di Harlan. La versione giovane di Sho-Huan, ovvero l’illusionista John Ross, dimostra ambizione e sete di potere, ma pure sufficiente buon senso da rifiutare la strada del male, rivelando così che nell’animo del villain c’è anche del buono.
Carichi d’atmosfera e suggestivi come sempre i disegni di Lozzi. I giochi d’ombre restituiscono un Harlan tenebroso e personaggi dai volti espressivi, tra cui un inedito Milius malvagio. Mostri spaventosi e ben realizzati, poi, si muovono sullo sfondo di location surreali.



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lunedì 15 giugno 2020

Dampyr - N.243

Testata: DAMPYR, N.243
Episodio: SILVERPILEN
Testi: MAURO BOSELLI, GIOVANNI ECCHER
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 06-2020

In edicola da qualche giorno il numero di giugno di Dampyr, prima parte di una storia doppia che proseguirà con il numero 244, intitolato Harlan contro Sho-Huan, in uscita il 4 luglio.

La giovane Britt Thorvaldsen si è attardata nel rientro a casa e si ritrova completamente sola in una stazione della metropolitana di Stoccolma, ma sembra sia giunta appena in tempo per l’ultima corsa. Il treno su cui sale, a differenza degli altri privo di colore, non la ferma alla sua destinazione, ma la conduce alla stazione di Kymlinge, che tutti i viaggiatori sanno non essere mai stata completata. Trovata l’uscita sbarrata, Britt capisce di dover passare la notte nella stazione e si rifugia in una cabina per fototessera. Allo specchio, però, un malvagio volto femminile si sovrappone al suo.
Qualche mese dopo, Britt racconta la sua storia ad Harlan e Milius, in città per una conferenza sulle leggende metropolitane. Milius conosce la storiella del Silverpilen, un treno fantasma che sfreccerebbe nella metro durante la notte, in cerca di passeggeri solitari, secondo alcuni per portarli a Kymlinge. Britt sostiene di essere stata rapita proprio dal Silverpilen e di essere ricomparsa solo dieci giorni dopo, immemore di quanto le accadde.
Harlan e Milius si recano a indagare all’azienda dei trasporti, dove il signor Knudsson spiega che il Silverpilen è chiuso in deposito dagli anni Novanta ed è impossibile che abbia transitato sui binari. Visionando il convoglio, i nostri notano però delle recenti impronte nella polvere dei decenni. Milius ipotizza che il treno si sia spostato da un piano temporale a un altro. Non resta che fare un sopralluogo al cantiere abbandonato di Kymlinge, dove Harlan, Milius e Britt si troveranno a salire sul Silverpilen e verranno abilmente divisi. Il dampyr si troverà, così, ad affrontare due vecchi e pericolosi nemici.

Il primo capitolo di questa storia doppia, sceneggiata da Boselli ed Eccher, offre un racconto avvincente, basato sul principio comunemente accettato che le leggende metropolitane nascondono un fondo di verità. E, non a caso, il professor Milius è personaggio centrale della storia, e stavolta entra maggiormente in azione. La vicenda si sviluppa in una dimensione sospesa, un mondo onirico simile a quelli in cui a volte sembra di ritrovarsi quando si viaggia nottetempo in una stazione deserta, quando il sonno fa già capolino nella coscienza.
Notevole la traduzione in immagini che Lozzi ha realizzato per la storia, che contribuisce in maniera determinante alla resa dell’atmosfera. I personaggi si ritrovano a muoversi in stazioni che sembrano parti delle viscere della terra, con tanto di rocce ed enormi cristalli che sembrano pronti a inghiottirli. I disegni, dal tratto realistico, ritraggono una certa varietà di oggetti, come vagoni ferroviari, palazzi (dalle architetture sempre precise e dettagliate), fiere bramose di sangue e personaggi dai volti espressivi, tra cui spicca Britt, raffigurata con il volto della compianta attrice statunitense Brittany Murphy. L’artista compone le tavole con una certa libertà: le vignette sono spesso doppie, ma ce ne sono anche di quadruple, a tutta tavola, e non manca una doppia splash page, a pagina 58-59.



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domenica 23 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.8

Titolo: MAXI DAMPYR, N.8
Episodi: 1.CACCIA ALLA VOLPE, 2.VALLE DI TENEBRA, 3.IL KLAN DEI DANNATI
Testi: CLAUDIO FALCO (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), NICOLA VENANZETTI (ep.3)
Disegni: ARTURO LOZZI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), DANIELE STATELLA (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Ediz., pp.: BONELLI, 08-2016, 288

Come ogni anno, luglio è il mese del Maxi Dampyr, pubblicazione che si propone di regalare ai lettori qualche brivido sotto l’ombrellone (o nelle afose città per i meno fortunati). Prima di parlare dell’ultimo numero, riprendiamo il discorso interrotto con il volume 8. Tre, come tradizione, le storie presentate.

Caccia alla Volpe: In Bosnia-Erzegovina il famigerato ufficiale Dragan Krasic, detto “La Volpe”, ha ripreso con una piccola guarnigione la sua spietata operazione di pulizia etnica. Fu a causa del “fuoco amico”di Krasic, durante la guerra nella ex-Jugoslavia, che la moglie e il figlio di Kurjak rimasero uccisi. Insieme ad Harlan e Tesla, Emil si reca a Bojisov per rintracciarlo. Purtroppo anche Lord Marsden sta cercando di contattare La Volpe, per proporgli una collaborazione per il riavvio di una fabbrica della Temsek. Quando riusciranno a incontrare Krasic, i nostri dovranno affrontare anche i non-morti del Maestro.
In questo epidosio Kurjak deve affrontare ancora il dolore delle sue perdite. Rivedere i luoghi in cui aveva vissuto con la famiglia gli fa male, e ad aggravare le cose ci sono le visioni della moglie e del figlio. Alla fine Emil riesce a ottenere la sua vendetta, ma è una vendetta amara, perché non può riportargli indietro nessuno. Kurjak, comunque, sente che è qualcosa che va fatto per chiudere i conti con il passato. Una storia amara, questa di Claudio Falco, intensa ed emozionante, e ben lontana da qualsiasi tono consolatorio che spesso anima le storie a fumetti. Notevoli i disegni, precisi e dettagliati, di Lozzi, capace di dare un forte impatto drammatico alle scene cruciali, con un sapiente gioco di ombre e una scelta felice delle inquadrature.


Valle di Tenebra: Alla ricerca di una potenziale Zona d’ombra, Harlan si reca nel basso Piemonte, per interrogare il maestro Mario D’Andrea. Nel 1944, nel villaggio di Rovi, base dei Partigiani, si verificò il tradimento del maresciallo Aurelio Esposito, ucciso dalla “Banda dei Bovari”: si dice che il borgo, ora abbandonato, sia maledetto. E infatti, tra i suoi vicoli, Harlan ha delle visioni e scopre il covo di un gruppo di fanatici assassini, ispirati dall’aura maligna del paesino, il cui scopo è ritrovare un’aquila d’oro risalente all’impero ottaniano.
Questo episodio, un po’ più verboso, punta maggiormente sull’atmosfera del borgo abbandonato, con i suoi vicoli deserti e gli angoli bui, ben resa da Del Campo.

Il Klan dei Dannati: Nella Ouachita County, in Arkansas, nel 1864 la compagnia sudista guidata dal capitano Willis fu sgominata da un battaglione nordista. Il capitano fu salvato dal Maestro della Notte Konrad, proprietario di una piantagione, che trasformò Willis e i suoi in non-morti. Oggi il macellaio Floyd Hawkins e il figlio Johnny, alleati di Konrad, vengono affrontati dagli uomini di Foreman, assoldato dalla Cohen Oil per vincere la resistenza di Hawkins a cedere i suoi terreni. A risolvere lo scontro sopraggiungono un gruppo di incappucciati del KKK, che si rivelano essere i vampiri di Konrad. Harlan e Kurjak raggiungono la Contea e si scontrano con il Maestro e i suoi non-morti sullo sfondo di una rievocazione storica della battaglia.

Uno dei punti di forza di Dampyr è, da sempre, la varietà di temi, toni e ambientazioni. In questo terzo episodio, neanche a dirlo, ecco un drastico cambio d’atmosfera a rendere più varia la lettura. Si tratta di una classica e gradevole storia d’avventura, con tanto di battaglie della Guerra civile americana, in cui Harlan dimostra tutto il suo valore di combattente che non molla mai. Statella rende splendidamente scene ottocentesche e contemporanee, con grande cura delle espressioni dei personaggi. Memorabili alcuni volti spaventati o sofferenti, e, su tutti, il tributo al grande Lemmy dei Motörhead, il cui volto viene prestato al personaggio del capitano Willis, con tanto di cappello.

Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Daniele Statella
Sergio Bonelli Editore
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lunedì 16 marzo 2015

Dampyr - N.167

Titolo: DAMPYR, N.167
Episodio: ODIO IMPLACABILE
Soggetto: CORRADO CERFOGLI
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 02-2014

Durante la guerra in Bosnia, il piccolo Radovan ha assistito ad atrocità inconcepibili per un bambino, la notte in cui la sua gente fu massacrata è ancora vivida nella sua mente ponendo grossi limiti alla sua esistenza quotidiana.
Ormai adulto, Radovan, non è riuscito a dimenticare il volto della giovane donna che assalì sua madre e, quando lo rivede, senza alcun segno di invecchiamento, sulle pagine di un quotidiano decide di raggiungerla per ottenere la sua vendetta. Si tratta di Tesla che, ai tempi del conflitto, era ancora asservita al Maestro della notte Gorka.
Giunto a Praga, Radovan si mette sulle tracce di Tesla e ha la conferma di quello che aveva sempre sospettato: la ragazza è effettivamente un vampiro. Per documentarsi sulle creature della notte si rivolge alla libreria di Harlan Draka e, appena approntate le armi necessarie, si prepara ad eliminare definitivamente la vampira.

Grande esordio per Corrado Cerfogli che, guidato dall’esperienza di Cajelli, ha orchestrato una trama dal forte impatto emotivo.
Il passato di Tesla torna a bussare alla porta chiedendo ragione dei suoi errori, e la vampira, sebbene abbia disertato le forze del male, si trova seriamente a considerare di meritare la stessa atroce fine che ha inflitto a tanti innocenti. Saranno il sostegno di Harlan e Kurjak a scrollarla da quest’atteggiamento rinunciatario convincendola a continuare la lotta contro i Maestri della Notte.
Arturo Lozzi ai disegni conferma l’eccellenza cui ci ha finora abituati, primi piani molto espressivi e sfondi cui non sfugge il minimo dettaglio.

Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Diego Cajelli su Wikipedia
Blog di Arturo Lozzi
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
 

domenica 9 giugno 2013

Dampyr - N.150

Titolo: DAMPYR, N.150
Episodio: LA SCELTA DI LISA
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 09-2012

Il demone Thorke, seppur indebolito dall’ultimo scontro con Harlan Draka, continua a mietere vittime con l’aiuto di un nuovo schiavo, il serial killer Arne Kellerman che, obbedendo ciecamente ai suoi ordini, ha ucciso molte ragazze nella Foresta Nera.
Thorke non ha dimenticato Lisa e, sebbene quest’ultima stia cercando di costruirsi una nuova vita in Svizzera, sente incombere la minaccia del demone. Anche Draka sta cercando Lisa ma per tutt’altre ragioni, è profondamente innamorato e non riesce a vivere senza di lei.
Jeff Carter è riuscito a trovare Lisa e a salvarla da un’aggressione, informa Kurjak e Tesla e, insieme, aspetteranno l’arrivo del dampyr.
Dopo aver percorso alcuni chilometri, Harlan si accorge di essere inseguito e non riuscirà a evitare di essere catturato e torturato da Arne Kellerman, posseduto da Thorke.
Kurjak e Tesla riusciranno a soccorrerlo ma le ferite riportate costringeranno il dampyr a trascorrere un periodo in ospedale, la lenta guarigione sarà allietata dalle visite di Lisa.
Jeff Carter è tormentato da alcune inquietanti visioni, il defunto padre che lo istiga a uccidere Lisa e una bambina, di nome Ljuba che non riesce mai a raggiungere.
Dopo aver ascoltato le confidenze di Lisa, Jeff sarà costretto a prendere un’importante decisione che avrà gravi ripercussioni sul futuro della sua amicizia con Harlan.

I nemici del dampyr hanno la memoria lunga e difficilmente lasciano perdere le questioni in sospeso, lo sa bene Mauro Boselli, il principale sceneggiatore della testata che, anche questa volta, propone una sceneggiatura complessa e articolata dal finale sorprendente.
I momenti introspettivi che scandiscono quest’avventura sono posti in evidenza dai numerosi primi piani di Lozzi che mostrano volti distorti dal dolore derivante non solo dalle ferite del corpo.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Blog di Arturo Lozzi
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 30 settembre 2011

Maxi Dampyr - N.3

Titolo: MAXI DAMPYR, N.3
Episodi: 1.MAGIA AFRICANA, 2.LA NOTTE DELLA TARANTA, 3.MAREA ROSSA
Sogg. e scenegg.: DIEGO CAJELLI (ep.1), ALESSANDRO CRIPPA (ep.2), ANDREA ARTUSI e IVO LOMBARDO (ep.3)
Dis.: FABRIZIO RUSSO (ep.1), ARTURO LOZZI (ep.2), LUCA RAIMONDO (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 288
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2011

In tutte le edicole è disponibile il terzo Maxi Dampyr, con tre avventure autoconclusive, nelle quali vediamo il debutto, in questa testata, di nuovi sceneggiatori e artisti.

In Magia Africana, l’infermiere del Medical Team, Arno, contatta la squadra del dampyr affinché indaghi su alcuni omicidi di natura evidentemente soprannaturale. Giunto in Uganda, Harlan si trova in mezzo alla faida fra due bande di malviventi capeggiate da Lisimba e Mabasi. Quest’ultimo è convinto che tutti gli stregoni della Black Mbandwa siano stati sterminati quando, anni prima, diede alle fiamme il loro villaggio, ma dovrà ricredersi quando Lisimba gli chiederà di unire le loro forze per fermare il mojo, un feticcio animato responsabile degli omicidi. Durante uno scontro nell’accampamento di Lisimba, Harlan fermerà il mojo uccidendo lo stregone che lo ha creato. Per la Black Mbandwa, però, sarà finita solo quando tutti gli stregoni otterranno vendetta.

La Notte della Taranta porta Harlan in Puglia per indagare sul fenomeno del tarantismo. Recentemente è stato trovato il cadavere di una donna in un campo, con il corpo completamente coperto dalle tarantole; si tratta della seconda vittima degli aracnidi e la popolazione sospetta che si tratti di una maledizione. In quei giorni, Giordano, un musicoterapista, si trova nel Salento per una tournée e aiuterà il dampyr a far luce su una truce vicenda accaduta trent’anni prima. I responsabili, mafiosi della Sacra Corona Unita, grazie ad Harlan subiranno la giusta punizione.

Nelle Filippine si sta verificando il fenomeno della Marea Rossa. Quando le microscopiche alghe colorano il mare, alcuni biologi subiscono l’aggressione da parte di un gruppo di zombi guidati da Dunerjuf, lo scienziato che li ha animati. Harlan, Kurjak e Tesla si recano sul posto, inviati da Caleb Lost, e si uniscono al team del professor Walenka per trovare una soluzione che fermi Dunerjuf e il suo esercito di morti viventi.
Gli zombi rispondono a una cantilena intonata da Dunerjuf, mA gli ultrasuoni emessi da alcuni animali interferiscono con la nenia confondendoli. Uno strumento a fiato, nascosto in una grotta, costringerà i morti viventi a rivolgere la loro aggressività al padrone e metterà in salvo alla squadra del dampyr e l’équipe di Walenka.

Magia Africana di Cajelli coniuga l’azione agli elementi magico orrorifici, tenendoci sul filo del rasoio fino alla conclusione, in cui, con grande arguzia, lo sceneggiatore rielabora il famoso racconto “La Bambola” di Richard Matheson. Fabrizio Russo riproduce egregiamente i diversi scenari della vicenda e ci fa sussultare con agghiaccianti inquadrature del mojo.
Ne La Notte delle Taranta apprezziamo la scelta dell’ambientazione italiana in una Puglia ricca di tradizioni folkloriche. Le regioni italiane hanno fatto da sfondo a numerose e bellissime avventure dampyriane, dimostrando la grande sensibilità dello staff bonelliano nei confronti del nostro Paese. Le conseguenze del morso della tarantola sono “curate” con il ballo tradizionale, la Tarantella, ma qui vediamo che il “male” non è portato dai ragni, bensì dalla mafia, una piaga sociale ancora attiva e letale. Il soleggiato Salento è reso vivido nei paesaggi di Arturo Lozzi. L’artista ci mostra primi piani e figure molto dettagliate e precise ed ha il merito di aver illustrato il dampyr più sensuale mai visto nel corso della serie.
La Marea Rossa aggiunge un nuovo elemento alle nostre conoscenze sul sangue del dampyr: Artusi e Lombardo gli conferiscono proprietà terapeutiche se trasfuso in una vittima del morso di uno zombi.
Nelle ultime due avventure è posta particolare enfasi sulle proprietà magiche della musica che, fin dai tempi del “pifferaio magico”, è capace di operare cambiamenti nella mente di chi ascolta diventando, quindi, uno strumento maligno, oltre che terapeutico.

In memoria di Sergio Bonelli (1932-2011)

Risorse Web:
Il blog di Diego Cajelli
Il blog di Alessandro Crippa
Andrea Artusi su Wikipedia
Il blog di Arturo Lozzi
Il sito di Luca Raimondo
Sergio Bonelli Editore
 

martedì 16 novembre 2010

Dampyr - N.128

Titolo: DAMPYR, N.128
Episodio: LA LOCANDA DELLE ULTIME FESTE
Soggetto: SAMUEL MAROLLA
Sceneggiatura: SAMUEL MAROLLA
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 11-2010

Il numero di novembre di Dampyr contiene una sconvolgente avventura, sceneggiata da Samuel Marolla, ambientata nella Foresta Nera, dove alcune rovine dimenticate originano incubi macchiati di sangue.

Harlan è stato chiamato a indagare sulla malvagia influenza che Waldo Zacharius, il defunto gestore della “Locanda delle Ultime Feste” esercita sugli abitanti di Ruhenwald. L’oste praticava il cannibalismo e fece numerose vittime prima di morire nell’incendio che distrusse la locanda.
Mentre esegue un sopralluogo sulle rovine della locanda, Harlan incontra Klaus; quest’ultimo, da bambino, si avventurò nella foresta con un coetaneo e riuscì a fuggire dal luogo maledetto vincendo una partita a dadi con il proprietario, purtroppo il suo amico non ebbe la stessa fortuna.
Harlan invita Klaus ad incontrare l’anziano studioso di folklore tedesco Johannes Shneider e i due, insieme, assistono alle manifestazioni radiofoniche dell’attività soprannaturale che ancora origina dalla locanda. Successivamente lo studioso riceve la visita del fantasma di Zacharius, alla quale non sopravvive.
Il dampyr non tarda a sospettare di Klaus come candidato per ospitare lo spirito del malvagio locandiere. I necessari chiarimenti avranno luogo nella locanda dalla quale Harlan riuscirà a fuggire prima che sia distrutta dalla mente di Klaus.

Samuel Marolla, col suo esordio dampyriano, propone una grandiosa sceneggiatura di un vero e proprio racconto dell’orrore. Non compaiono i maestri della notte, ma il lettore non viene deluso: il vampirismo diventa psichico e le vittime ricevono i medesimi danni inferti da una copiosa suzione di sangue, la mente vacilla e diventa il ricettacolo delle tracce ectoplasmatiche rimaste in un luogo maledetto.
La storia, già di per sé meravigliosamente orchestrata, acquista maggior valore grazie alle tavole di Arturo Lozzi, nelle quali traspare l’angoscia nei volti dei protagonisti e, come nei miglior film horror, la trepidazione diventa contagiosa facendo sussultare il lettore quando, volgendo lo sguardo all’inquadratura successiva, incontra il ghigno malefico di Waldo Zacharius.

Risorse Web:
Il sito di Samuel Marolla
Il blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
 

martedì 11 agosto 2009

Dampyr - N.113

Titolo: DAMPYR, N.113
Episodio: LA NAVE FANTASMA
Soggetto: DIEGO CAJELLI
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 08-2009
In edicola il numero di agosto di Dampyr, intitolato “La Nave Fantasma”.

Nel Mar dei Caraibi, i proprietari di una piccola imbarcazione vengono trovati morti dissanguati dai soccorritori che hanno risposto all’S.O.S., lanciato per l’imminente collisione con la nave mercantile Akron.
La notizia giunge alle orecchie di Caleb Lost che, dopo avergli fatto ascoltare la registrazione dell’S.O.S. e avergli riferito dei precedenti avvistamenti della Akron, convince il dampyr a recarsi alle Bahamas per far luce su questo mistero.
Appena giunti ai Caraibi, Harlan comunica a Kurjak e Tesla di aver avuto delle visioni relative ad un Maestro della notte, conosciuto come Capitano Akhar Nun, il quale solca da secoli i Sette Mari con la sua nave fantasma. Le visioni del dampyr sono ambientate in un’isola disabitata, dove Akhar Nun ha passato parte della sua esistenza, in compagnia della donna che amava. I tre decidono di recarvisi e, ad accoglierli, trovano creature mostruose, pronte a sacrfificarsi per difendere il territorio dove riposano le spoglie della moglie del capitano. Inizia una violenta battaglia e ad ostacolare Harlan e soci sopraggiungono anche i marinai della Akron. Anche il Capitano Akhar Nun scende a terra per affrontare colui che ha sterminato i suoi adepti e, prima di soccombere al sangue del dampyr, si lascia sfuggire un’importante rivelazione.

Anche questa volta Cajelli ha firmato una delle avventure più belle di Dampyr, regalando ai lettori un felice connubio fra la storia di pirati con forti connotati orrorifici e l’attualissimo tema dell’amore fra un vampiro e un mortale. Cajelli riesce a regalarci momenti toccanti, accanto alle doverose sparatorie e duelli senza risparmio di colpi e di sangue, riconfermandosi uno di migliori sceneggiatori del fumetto italiano. La fantasia teratologica di Arturo Lozzi partorisce creature di lovecraftiana memoria, il cui aspetto terrificante è accentuato dalla diligente ombraggiatura dei volti e dei paesaggi.

Risorse Web:
Il blog di Cajelli
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 8 maggio 2009

Dampyr - N.110

Titolo: DAMPYR, N.110
Episodio: LO SPIRITO DEL LUPO
Soggetto: LUIGI MIGNACCO
Sceneggiatura: LUIGI MIGNACCO
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: CRISTINA BOZZI
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 05-2009
In edicola dal 5 maggio il numero 110 di Dampyr, albo mensile edito da Sergio Bonelli Editore.

Prima di partire per Chicago in cerca di lavoro, il giovane indiano dakota, Blue Road Jones, si reca dallo sciamano; da quest’incontro, Blue verrà a sapere che il suo animale guida è il lupo e verrà messo in guardia sulla serie di sventure che accompagneranno il suo viaggio.
La notizia relativa al ritrovamento dei cadaveri, orrendamente dilaniati, di alcune giovani donne spinge Caleb Lost ad inviare Harlan a Chicago per indagare sulla natura del serial killer che, considerato il modus operandi, sembrerebbe un licantropo.
La stampa, intanto, ha informato la comunità che il principale sospettato è proprio Blue Road Jones. La sua ragazza decide, dopo aver consultato lo sciamano, di lasciare la riserva per raggiungerlo in città ma, non riuscendo a trovarlo, chiede aiuto al dampyr.
Proprio quando il serial killer sta per uccidere Blue e la sua donna, lo spirito del lupo legato al giovane indiano guiderà il dampyr (insieme allo spirito dragone che lo accompagna) verso la soluzione del mistero e la salvezza dei due giovani.

In quest’avventura Luigi Mignacco ci accompagna in un pittoresco viaggio nei meandri della cultura sciamanica dei nativi americani. Di particolare interesse il personaggio di Denise Lester, testimone inequivocabile del bisogno che ha l’uomo di substrati e rituali magico-religiosi, ormai completamente assenti nelle moderne metropoli.
Efficaci i disegni di Lozzi, ricchi di ombreggiature e particolarmente suggestivi, soprattutto nelle scene ambientate nella riserva indiana.

Risorse Web:
Sito del disegnatore Arturo Lozzi
Il blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 7 marzo 2009

Dampyr - N.108

Titolo: DAMPYR, N. 108
Episodio: IL DIVORATORE DI ANIME
Soggetto: GIOVANNI DI GREGORIO
Sceneggiatura: GIOVANNI DI GREGORIO
Disegni: ARTURO LOZZI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: CRISTINA BOZZI
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 03-2009
Puntualmente in edicola il n.108 di Dampyr, edito da Sergio Bonelli. Questa volta Harlan e i suoi sono stati inviati in Francia a sconfiggere un’entità malvagia che sta mietendo vittime fra gli immigrati.
La citta di Bordeaux, ai giorni nostri, ha rimosso il suo passato di importante porto per il commercio degli schiavi, però, il signor Amadou, presidente dell’associazione Blanc et Noir, che si occupa degli immigrati clandestini, non vuole che questo triste capitolo della storia della città passi in secondo piano. La sparizione di alcuni profughi fa sì che Amadou si rivolga ad Harlan, affinché scopra chi sta dietro a queste scomparse e, soprattutto, chi è l’artefice del prosciugamento dei corpi senza nome, recentemente rinvenuti in una fossa comune. La schiavitù, purtroppo, continua anche ai giorni nostri con la tratta delle prostitute, di cui si occupa il misterioso Brungevin dirigendo le mosse dei suoi scagnozzi.
L’incontro con uno stregone africano illuminerà il dampyr sull’esistenza del “Divoratore di Anime”, una creatura che si nutre della vita delle persone che incontra, letteralmente prosciugandole. Il “Divoratore” è effettivamente Brungevin che, ai tempi della tratta dei negri, fu vittima di una maledizione e condannato a nutrirsi delle anime delle persone per l’eternità. La fuga di una prostituta fornirà ad Halan, Kurjak e Tesla la possibilità di trovare Brunjevin e ucciderlo.

Anche in questo volume, il secondo sceneggiato da Di Gregorio, e magistralmente illustrato da Lozzi, non mancano i riferimenti alla letteratura, come il diario di viaggio di Victor Hugo, nel quale vengono descritte le mummie della cattedrale di Saint Michel e che fornisce, ai nostri eroi, un indizio non trascurabile.
I flash-back, nel corso della storia, si rivelano importanti momenti esplicativi che aprono finestre sul passato e inquietano il lettore per la crudezza delle vicende narrate, inoltre sono orchestati in modo molto discreto affinché non costituiscano una brusca interruzione all’azione.
Lozzi, dopo essersi occupato di Dylan Dog, dimostra grande dimistichezza nell’illustrazione del soprannaturale, le sue mummie fanno davvero accaponare la pelle, e non risparmia neppure Tesla che, in più di un occasione, vediamo cambiare repentinamente da bionda affascinante a spietata succhiasangue col volto deformato e i canini snudati.

Risorse Web:
Dampyr su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore