Serie: V WARSCreatori: WILLIAM LAURIN, GLENN DAVIS
Interpreti: IAN SOMERHALDER, ADRIAN HOLMES
Durata, Orig.: 37’/56’, USA-CAN
Prima italiana: NETFLIX, 12-2019
A fine 2019 Netflix ha lanciato online la serie televisiva V Wars, basata dall’omonima saga di libri curati da Jonathan Maberry, da cui sono stati tratti anche due volumi a fumetti. Dopo la prima stagione, composta da dieci puntate, si è deciso di interrompere la produzione. Passiamo in rassegna gli episodi realizzati.
Il medico ricercatore Luther Swann e il suo amico Michael Fayne si recano in ricognizione alla Stazione di Ricerca Artica. I due non vi trovano anima viva, ma rinvengono un campione di biomassa aperto e ne vengono contaminati. Luther e Mike sviluppano una forte febbre, ma sembrano guarire rapidamente e in breve tornano nelle loro case a Seneca.
Nei giorni seguenti, però, Mike sviluppa sensi più fini e uccide delle donne per nutrirsi del loro sangue. Viene quindi arrestato e portato in una clinica, dove viene filmato dalla blogger Kaylee mentre si trasforma in vampiro e fugge. Il video, pubblicato su internet, diventa virale.
Aiutato nelle analisi dall’assistente Teresa, Swann scopre che l’infezione è dovuta a dei prioni sconosciuti (agenti patogeni di natura proteica), liberati dallo scioglimento dei ghiacciai. Temendo il peggio, Swann si precipita a casa e salva per un soffio il figlio Desmond dalla moglie Jess, diventata vampira. Per sfuggire alle accuse di omicidio della moglie e tenere il figlio con sé, Swann accetta di collaborare con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, sotto la supervisione del segretario Claire O’Hagan e del dottor Niklos.
Fayne continua a fare vittime nelle strade della città, diffondendo il contagio: il dentista, il meccanico Bobby, l’amica Danika, che a sua volta aggredisce e contagia la sorella Mila. I vampiri diventano più numerosi ogni giorno, iniziano a organizzarsi e a farsi chiamare blood. Fayne, coinvolto dalla giovane vampira Ava, riconosciuto come il primo di una nuova razza, diventa il loro capo: nasce la Nazione del Sangue.
È l’occasione per i guerrafondai del Governo di mettere in atto i loro piani attraverso Niklos, che organizza un attentato ai danni del segretario O’Hagan, favorendo l’arrivo al comando del DNS del generale May.
Fin dalla prima scena, in cui vediamo Swann impegnato in una conferenza, si comprende che V Wars non è la solita serie televisiva di vampiri. Si delinea subito, infatti, l’impronta (fanta)scientifica del racconto, che propone una spiegazione credibile degli eventi incredibili su cui si basa la trama, conferendo alla storia una certa dose di realismo: l’esistenza dei vampiri diventa credibile, anzi possibile. La storia risulta convincente anche in virtù delle conseguenze politiche e sociali degli eventi. Il mondo di V Wars, infatti, è popolato non solo dai vampiri-infetti, ma anche da dirigenti e politici machiavellici, militari senza scrupoli, vigilantes violenti e sanguinari, reporter d’assalto. L’input narrativo è di assoluta attualità: un agente patogeno liberato dallo scioglimento dei ghiacciai, il che pone un forte accento sui rischi dei cambiamenti climatici. L’associazione vampirismo-virus deriva certamente dal seminale romanzo Io sono leggenda di Richard Matheson, ma lo sviluppo delle implicazioni genetiche del contagio e soprattutto dell’inquietante contesto sociale è originale.Per quanto riguarda gli interpreti, è spicca su tutti Ian Somerhalder, che, dimostrando notevole ecletticità, sveste i panni del vampiro Damon Salvatore di The Vampire Diaries, per il ruolo piuttosto diverso di uno scienziato, dimesso e modesto, inizialmente sofferente per la malattia, combattuto tra etica e desiderio di aiutare l’amico Fayne, e soprattutto padre premuroso.
Dal punto di vista visivo e registico, la serie è ben realizzata, forse talvolta appesantita da una fotografia troppo scura, che d’altra parte è in sintonia con i toni plumbei del racconto.
EPISODI
1) Il contagio (diretto da Brad Turner – scritto da Glenn Davis & William Laurin)
2) Fratelli di sangue (diretto da Brad Turner – scritto da Glenn Davis & William Laurin)
3) Perché neanche la morte potrà fermarmi (diretto da TJ Scott – scritto da Phil Bedard & Larry Lalonde)
4) Cattivi quanto me (diretto da TJ Scott – scritto da Vince Shiao)
5) La fredda terra (diretto da Kaare Andrews – scritto da Ryan Grassby & Kevin Coughlin)
Risorse Web:
Pagina ufficiale di V Wars
V Wars su Wikipedia
Pagina dedicata alla serie TV sul sito di Maberry
Questo secondo volume di V-Wars propone delle storie più incentrate sull’azione, tra i sotterranei di una miniera e le fogne di Parigi. Non mancano però gli intrighi e i segreti governativi, imbattendosi nei quali i nostri aprono finalmente gli occhi su chi sono i veri artefici della guerra.
Molto belli i disegni dei primi tre episodi, realizzati da
Il professor Luther Swann, membro del V-8, team speciale della Guardia nazionale, cerca di portare il contrasto tra individui sani e infetti sul piano di un confronto civile. Rimane sulle sue posizioni anche quando un giorno, tornato a casa, trova moglie e figlio uccisi dalla figlioletta Jenny, appena diventata vampira. Ma quando Conrad Holly, speaker della Casa bianca, viene assassinato da un esponente della Vampire Nation, ogni sforzo sembra diventare inutile: scoppia la V-War.
Dal punto di vista vampirologico, risultano interessanti i diversi effetti del contagio, che produce un’ampia varietà di specie: Impundulus, Hannya, Alp, Blautsauger, Lidérk Nadaly, Nachtzehrer, Doppelgänger, Bhayangkara, Kakundakári, Uthikoloshe, Tulivieja…
La città vampira non è il classico romanzo di vampiri ottocentesco, e neanche una storia gotica. È piuttosto una fiaba nera, pervasa da una «allegria sinistra», con tanto di gentil donzella da salvare da una prigione in una torre. Lo stesso nome del personaggio di Barton sembra rimandare al Burton curatore di una nota edizione de Le mille e una notte, a cui Féval potrebbe essersi ispirato: l’autore, ad esempio, chiama le vampire femmine Ghul o Upire. E i vampiri di Féval sono assolutamente sui generis: oltre a sdoppiarsi in più individui, studiano per ottenere un diploma di vampiro maestro, si trasformano in ragni, attraversano l’acqua in un modo curioso (coricandosi sull’acqua e navigando con i piedi in avanti), hanno un pungiglione sulla lingua per perforare la pelle delle vittime e bevono alla maniera delle sanguisughe attraverso le labbra rosse. Ma i vampiri qui descritti non vanno presi come incarnazioni letterarie, quanto piuttosto come mostri favolosi, spauracchi per bambini fatti della materia dei brutti sogni. E, in effetti, il racconto è immerso in un’atmosfera onirica, a tratti quasi allucinata.
Nulla di miltoniano, oltre il titolo, in una storia che ha il merito di rispolverare e approfondire le figure misteriose e affascinanti dei naphidim, risultando l’elemento mitologico quello di maggior interesse del racconto. Tra i personaggi sono proprio i naphidim a risultare i più intriganti: su tutti, Raziel, portatore di contraddizioni, diviso tra la fedeltà al suo capo Nergal e la volontà di salvare i catari, che da strumenti manipolati diventano suoi protetti. Simile l’atteggiamento degli altri naphidim guidati da Gadriel, che pur obbedendo ad Abigor si rifiutano di tradire un loro fratello.
Roy Thomas racconta la storia di Dracula con un taglio epico, tratteggiando Vlad come un eroe coraggioso e implacabile, animato dal fuoco della vendetta verso chi ha ucciso i suoi familiari e usurpato il suo trono. Ma questo è anche un racconto di guerra, e come tale presenta il suo bagaglio di brutalità, come erano brutali i tempi in cui agiva Dracula, difensore di terre che costituivano un conteso campo di battaglia. Basandosi sugli eventi storici, l’autore ricostruisce quindi la vicenda di Vlad Ţepeş ammantandola di leggenda e restituendola alla sua dimensione mitica, con tanto di finale orrifico che può fare da premessa a tutta la progenie dei Dracula stokeriani.