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martedì 9 maggio 2023

Dampyr - N.278

Testata: DAMPYR, N.278
Episodio: LA FORESTA DEI SUICIDI
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: GIORGIO GUALANDRIS
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2023

Dampyr di maggio esce ancora in due versioni con due diversi magneti: la prima con la copertina del numero 9 e l’altra con la copertina del numero 51.

Qualcosa di oscuro si è risvegliato nella famigerata “foresta dei suicidi” di Aokigahara, alle pendici del monte Fuji in Giappone. Già in passato la distesa vegetale si era guadagnata una fama sinistra, a causa dell’usanza di abbandonarvi le donne anziane nei periodi di carestia perché non pesassero sulle famiglie in difficoltà. Sembra che siano i loro spiriti, gli yurei, a infestare il posto e ad attirare nuove vittime.
Noriaki, Aruna e altre tre persone sono in un tempio al centro della foresta per praticare lo hyakumonogatari kaidankai, rito che consiste nello spegnere cento candele raccontando episodi legati ai loro familiari morti sul luogo. Il gruppo cerca di evocare il demone aoandon perché conduca le anime degli yurei nell’aldilà. Ma il rito non funziona e l’aoandon scatena tutta la sua furia, traendo energia dalla disperazione di vivi e morti e portandoli alla rovina.
Non molto tempo dopo giunge nella foresta Kenshin, ex membro della yakuza, con l’intento di liberare lo spitiro dell’ex collega Hanzo, morto per causa sua. Kenshin non affronta il difficile compito da solo, ma gli si affiancano l’anziano signor Hasegawa, esperto del luogo, e l’amico Harlan, contattato dalla moglie Keiko, preoccupata per la sorte dell’amato.

Venanzetti intesse una storia raffinata e intensa, dal ritmo dilatato e incentrata su un tema delicato come il suicidio, ma affrontato secondo il punto di vista nipponico, quindi come soluzione talvolta onorevole per evitare di diventare un peso per gli altri. Altro tema portante è il duplice carattere della natura, che può essere distruttrice o pacificatrice: la foresta diventa manifestazione sensibile di un mondo interiore, un luogo dove trovare se stessi, per abbandonarsi alla morte o per riemergerne rinnovati. E in questo sembra possa avere un ruolo cruciale la poesia, come a dire: un haiku ci salverà.
Gualandris si conferma grande maestro del pennello: sa creare la spazialità anche in piccole vignette, che risultano ariose, ricche d’atmosfera con le loro mille sfumature, talvolta tenui e delicate quando realizzate a matita. Notevole l’espressività e l’accuratezza nel realizzare i volti, spesso in primo piano e con luci dal taglio drammatico.
In definitiva La foresta dei suicidi risulta un albo emozionante, con disegni splendidamente realizzati.



Risorse Web:
Scheda di La foresta dei suicidi
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Blog di Gualandris
Sergio Bonelli Editore
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mercoledì 5 aprile 2023

Dampyr - N.276

Testata: DAMPYR, N.276
Episodio: IL CREPUSCOLO DEGLI DEI
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2023

Stalheim Hotel, Norvegia. Harlan e Kurjak sono con l’amico Starkad [incontrato nel n.203], che da un po’ di tempo vede delle apparizioni. Ma queste, più che fantasmi, sono scene del passato in cui l’uomo si ritrova immerso, comparse nello Stalheim e in altri alberghi, un tempo tutte cliniche Lebensborn. In queste strutture l’ordine del Sole Nero delle SS mise in atto un programma di eugenetica per incrementare le nascite degli ariani, in particolare di esseri umani dotati di poteri eccezionali da usare a fini bellici. Starkad nacque in uno di questi centri, il Godthaab, e fu cresciuto con altri ragazzi nella convinzione di essere la reincarnazione di eroi e divinità vichinghe.
Dopo l’ennesima visione di Starkad, i nostri scoprono che ad evocare queste scene del passato è un’altra dei “figli del Sole Nero”, Helsa, che collabora con il losco Sven della Balder Genetics ad un piano per catturare Starkad. Ben presto, però, Helsa svela le sue vere intenzioni: liberare il fratello Siegfried tenuto prigioniero della Balder Genetics, cavia degli esperimenti della cinica dottoressa Larsen, a cui Helsa si era rivolta perché curasse la sua sterilità. È proprio la Larsen, delusa dai risultati dei test su Siegfried, che vuole Starkad come nuovo soggetto per portare avanti le sue ricerche di genetica sugli individui nati nelle cliniche Lebensborn.

La storia di Venanzetti si sviluppa attorno alla vicenda dei figli del Sole Nero, esseri umani non solo frutto di esperimenti di laboratorio, ma soprattutto vittime di un indottrinamento che ne ha manipolato l’identità, destinandoli ad un’esistenza di solitudine preclusa ad ogni forma di integrazione e normalità.
Splendidi i disegni di Lozzi, ricchi di atmosfera, di un realismo dalla precisione fotografica ed espressivi nel raffigurare i volti dei personaggi, tutti molto ben caratterizzati. La scena di Starkad che vede i fantasmi è impreziosita da luci dal taglio cinematografico, che ne esaltano la drammaticità.



Risorse Web:
Scheda di Il crepuscolo degli dei
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Blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
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venerdì 23 settembre 2022

Dampyr - N.260

Testata: DAMPYR, N.260
Episodio: LA STORIA DI JACK LANTERN
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: MICHELE CROPERA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2021

A metà Ottocento Jack Whelan girava l’Irlanda con uno spettacolo di “Phantasmagoria”: per mezzo di una lanterna magica dava corpo alle immagini di folletti e diavoli, che sembravano prendere vita davanti agli occhi esterrefatti del pubblico. Il segreto di Jack, di cui erano all’oscuro anche l’impresario e il figlio adottivo Robert, era l’aiuto di una strega, la “venerabile” Cailleach. In cambio del suo potere, indossando la spaventosa maschera di una lanterna intagliata, Jack procurava anime alla strega per prolungarne la millenaria esistenza. Robert era dunque destinato a essere ucciso perché il padre adottivo ne assumesse l’identità.

Jack è in attività ancora oggi, e la notizia delle sue ultime vittime attira Harlan ed Emil nella contea di Donegal, in Irlanda. I nostri scoprono così che la storia di Stingy Jack, condannato eternamente a vagare in un limbo alla luce di una lanterna, è ben più che una leggenda. Indagando sulla sua maschera, un’antica lanterna simile a quelle intagliate anticamente in Irlanda per la festa di Ognissanti, Dampyr e socio giungono al Blue Velvet Circus, che Jack ha appena lasciato dopo un litigio con l’impresario di turno. Harlan e Kurjak vengono aiutati a cercare l’uomo dalla trapezista Grace, la ragazza di Sean, il nuovo figlio adottivo di Jack, la quale ha il potere di vedere nell’animo delle persone. L’anima e il potere di Grace fanno gola a Cailleach, che aiutata da Jack intraprende un diabolico piano per impadronirsene. Ma per riuscire nel loro intento, i due dovranno prima affrontare Harlan e Kurjak.

Questa storia di Venanzetti affonda nel folklore irlandese svolgendosi in una suggestiva atmosfera felliniana. Interessanti e assai diversi i due villain dell’episodio: irrimediabilmente malvagia è certamente la strega Cailleach, mentre Jack Whelan ha l’attenuante di un’infanzia di schiavitù a lavorare nelle miniere e di una solitudine mitigata soltanto dall’accoglienza ricevuta dalla strega. Pesano qui l’assenza e/o il fallimento dei genitori, dei padri in particolare, dato che Jack diventerà un padre padrone, incapace di qualsiasi affetto e umanità.
Cropera realizza con abilità un’atmosfera cupa, plumbea, in un racconto che mette in scena la malvagità, l’egoismo e la miseria umana. Impagabili le espressioni furbesche o ammiccanti di alcuni personaggi, tipicamente resi con fattezze dai tratti spigolosi, com’è nello stile dell’artista. Molto belle le scene della collina e della casa della strega, e dei riti druidici, in cui il gioco di ombre riesce a tradurre in immagini il senso di minaccia e di pericolo che incombe su Grace.



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sabato 16 gennaio 2021

Dampyr - N.250

Testata: DAMPYR, N.250
Episodio: PARADISO PERDUTO
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: VANESSA BELARDO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2021

È in edicola il numero di gennaio di Dampyr, scritto da Nicola Venanzetti e disegnato da Vanessa Belardo.

Un gruppo di confratelli, dediti a una vita di meditazione e preghiera, vive in un luogo segreto e isolato sotto la guida di Raziel, un essere superiore che essi ritengono simile a un angelo o a un santo. La tranquillità del luogo viene d’un tratto distrutta dall’incursione di un gruppo di demoni condotti dal losco Valadesh, che uccidono molti dei mansueti abitanti. Uno di loro, fratello Rahn, si salva precipitandosi nello squarcio aperto dai demoni. L’uomo esce dalle grotte di Lombrives, in Occitania, in stato confusionale, ma viene trovato e curato.
Caleb viene incuriosito dal fatto che nessuna telecamera abbia ripreso Rahn mentre entrava nelle grotte. Per di più, osservando delle vecchie foto, Caleb realizza che l’uomo è identico al nazista Otto Rahn, morto nel 1939. Questi era l’autore del libro “Crociata contro il graal”, sulla lotta della Chiesa romana contro gli albigesi d’Occitania nel tredicesimo secolo, che sarebbero stati depositari del graal.
Emil e Harlan si recano quindi in Francia e trovano la collaborazione del professor Henri Jourdain, la guida delle grotte che ha portato in salvo l’uomo. Jourdain li conduce da Rahn, il quale racconta che riuscì a farzi sovvenzionare le ricerche da Himmler, ma in seguito, quando ripudiò il regime nazista, firmò la sua condanna a morte. Sul punto di essere giustiziato sulle Alpi austriache, venne però salvato dal misterioso Raziel, che aveva già incontrato nella sua caccia al graal e che lo portò su un’isola sospesa nel vuoto, dove viveva una comunità di catari sopravvissuti alla crociata del Duecento.
Ora il luogo è sotto lo scacco dei demoni di Valadesh, che lo hanno alla fine scovato. Nell’inevitabile scontro i seguaci di Raziel scopriranno un’amara verità sulla loro guida, che metterà a dura prova la loro fedeltà.

Nulla di miltoniano, oltre il titolo, in una storia che ha il merito di rispolverare e approfondire le figure misteriose e affascinanti dei naphidim, risultando l’elemento mitologico quello di maggior interesse del racconto. Tra i personaggi sono proprio i naphidim a risultare i più intriganti: su tutti, Raziel, portatore di contraddizioni, diviso tra la fedeltà al suo capo Nergal e la volontà di salvare i catari, che da strumenti manipolati diventano suoi protetti. Simile l’atteggiamento degli altri naphidim guidati da Gadriel, che pur obbedendo ad Abigor si rifiutano di tradire un loro fratello.
I disegni della Belardo sono abbastanza essenziali e funzionali, senza tanti fronzoli. Gli elementi di maggior pregio sono le figure alate dei naphidim, creature a metà tra angeli e demoni, che possono mostrare un volto orrendo e spaventoso o uno celestiale capace di conquistare adepti e seguaci, e i demoni inferiori con Valadesh, che appare come un diabolico Marilyn Manson dai denti aguzzi.



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martedì 12 maggio 2020

Dampyr - N.242

Testata: DAMPYR, N.242
Episodio: IL PITTORE DELLA SCUOLA NERA
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: MICHELE CROPERA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2020

In edicola dal 5 del mese il nuovo numero di Dampyr.

Nel 1999, il duca infernale Haborym si recò a Wittenberg da Klaus Weber, architetto visionario ma di scarso successo. Il demone gli offrì per l’ultima volta di entrare nella Scuola Nera, per coltivare il suo talento dietro la guida dei demoni dell’Inferno, ricevendo l’ennesimo rifiuto.
Vent’anni dopo è il pittore Adam, figlio di Klaus, ad accettare di frequentare la Scuola. Qui Adam impara a catturare l’essenza del male nei suoi quadri, e chi li osserva rischia letteralmente di esserne divorato, come in effetti capita a un invidioso collega di studi. Il direttore Adar Melek, pur se a malincuore, licenzia il giovane, secondo lui pronto per affermarsi nel mondo.
Le opere di Weber riscuotono successo e viene organizzata una personale a Berlino. Visitando la mostra, Ann Jurging viene catturata in una visione generata da un quadro. La donna quindi si reca con Harlan e Kurjak sui Monti Harz a cercare Weber, ma i tre cadono in una trappola ordita dal duca Abigor e finiscono in uno strano borgo, all’interno di un quadro di Weber. I nostri realizzano di essere in grossi guai, e si trovano ad affrontare le creature mostruose generate dall’estro morboso del pittore, finché si imbattono in Klaus, anch’egli prigioniero del figlio.

Con questo episodio Venanzetti ci porta in pieno territorio horror, calando Harlan e soci in un vero incubo. I protagonisti si trovano in un turbine di eventi, mentre viene opportunamente dato maggiore spazio alla vicenda di Adam e Klaus, e lo stesso ambiente diventa un personaggio, prendendo addirittura vita, quando un intero cimitero spalanca le fauci per inghiottire i nostri eroi! Da segnalare in particolare il commovente tentativo del padre, che cerca di salvare il figlio anche quando quest’ultimo è evidentemente già condannato. E la fragilità del figlio, da piccolo ignorato da un padre assente e alcolista, fragilità che degenera in un compiaciuto e implacabile cinismo.
I disegni sono “densi”, pastosi, sembra di vedere l’aria stessa tra gli ambienti. Il tratto di Cropera è sempre più personale, sia per i protagonisti, resi con fattezze spigolose e decise, che per gli scenari da incubo, da film espressionista, come viene osservato dallo stesso Kurjak. L’artista, poi, ci regala una vera galleria infernale, che mostra generosamente, senza scorciatoie, una ventina di quadri diabolici, e una serie memorabile di mostri. Spesso le vignette acquistano maggior respiro quando diventano doppie o quadruple.



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mercoledì 16 gennaio 2019

Dampyr - N.226

Testata: DAMPYR, N.226
Episodio: HELLFIRE CLUB
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: FABRIZIO LONGO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2019

Nella contea inglese del Kent viene ucciso l’immobiliarista Neil Woodward, frequentatore dell’ambiente sadomaso locale. Secondo il detective Simon Fane questo omicidio e altri sarebbero stati ispirati dalla Venere nera, dea oscura riconducibile a Ishtar, il cui culto si era sviluppato a metà Settecento nell’ambito delle pratiche licenziose del famigerato Hellfire Club di Lord Dashwood e Lord Summerisle.
Le indagini portano Fane, coadiuvato da Harlan e Kurjak, sulle tracce del magnate Harford dell’associazione filantropica “Angel’s Guard”. La giornalista Marion Wright è venuta a sapere di alcuni operai impazziti o scomparsi mentre lavoravano per Harford, e promette ai nostri di fornire ulteriori dettagli. La donna, però, viene fatta rapire da Harford e condotta a un inquietante incontro con la Venere nera. In seguito la giornalista, incontrando Harlan e compagnia, appare completamente cambiata, e, convertita alla causa di Harford, cerca di coprirlo.
Il detective individua un possibile movente del delitto nella contesa sulla proprietà di alcuni terreni nel Kent. Vicini alla verità, Harlan, Kurjak e Fane vengono attirati in una trappola alle rovine del castello di Summerisle, dove vengono fatti prigionieri. I poteri di Harlan sembrano, infatti, inefficaci contro il nemico che i nostri devono affrontare, e l’unico in grado di aiutarli sembra essere Ryakar.

Una storia torbida, questa di Venanzetti, che precipita i nostri in un mondo di depravazione e follia, dove l’ambizione degli adepti di una setta è l’annichilimento in un delirio sadomasochistico che più nulla ha di umano. La stupidità dei personaggi negativi è ancora più caricata dalla falsa identità della dea da loro adorata e confusa con Ishtar. L’intreccio con la vicenda dell’Hellfire risulta efficace in tal senso, mischiandosi a suggestioni kubrickiane da Eyes Wide Shut.
Sin dalla prima splendida pagina i disegni creano un’atmosfera brumosa e sulfurea. Longo riesce ad ammantare di cupezza le sue tavole, anche quelle con scene di sesso, che non risulta sensuale, quanto piuttosto scabroso e terribile, mentre le espressioni terrorizzate dei personaggi insinuano un senso d’inquietudine nel lettore, continuamente incalzato da un senso di incombente minaccia.



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Scheda di Fabrizio Longo su SergioBonelli.it
Sergio Bonelli Editore
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venerdì 20 aprile 2018

Dampyr - N.213

Titolo: DAMPYR, N.213
Episodio: CAPODANNO CELTICO
Soggetto: NICOLA VENANZETTI
Sceneggiatura: NICOLA VENANZETTI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 12-2017

Il 2017 si chiude con un altro interessante albo di Dampyr, dove si ripropongono le tematiche del periodo dedicato agli omaggi ai defunti che, in tutto il mondo, coincidono con la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Quest’avventura è ambientata in Bretagna dove, nel villaggio di Rochefaux, una piccola comunità di druidi, nonostante la derisione dei cittadini più giovani, celebra il culto dello Samhain. Si bruciano offerte per i defunti cercando, in questo modo, di placare l’AnKou- l’incarnazione della morte - che da molti secoli non appare nel mondo dei vivi per reclamare un corpo che lo ospiti.
Purtroppo alcuni misteriosi omicidi, caratterizzata dalla rapida decomposizione del corpo delle vittime, insospettiscono la Maestra della Notte Araxe che decide di avvalersi dell’aiuto di Harlan per fermare l’Ankou che, liberatosi dalla secolare prigionia impostagli, si aggira per le strade di Rochefaux rigenerandosi rapidamente.
Una paziente terminale del Dr. Armand Kergaz, amante di Araxe, si lascia ingannare dall’AnKou per avere la possibilità di rimandare il decesso e conduce il medico in una trappola da cui potrà fuggire solo grazie all’aiuto della vampira e dei suoi alleati.

Non è la prima volta che vediamo il dampyr dare man forte a un Maestro della notte per fronteggiare qualcosa di ben più malvagio; un elemento che contribuisce a rendere interessante questa serie a fumetti in cui storia, tradizioni e horror si fondono in avventure mozzafiato.

Nicola Venanzetti riesce a proporre una storia godibile nonostante i numerosi salti fra presente e passato che, in alcuni passaggi, interrompono la continuità della trama aprendo e chiudendo scenari interessanti.
Lo sceneggiatore ha aggiunto un elemento che ci fa preoccupare per Kurjak... vedremo nei prossimi albi di che si tratta

Nicola Genzianella è un grande artista del fumetto horror per la bravura nel disegnare mostri raccapriccianti e, soprattutto, per l’abilità di evocare atmosfere cupe e inquietanti senza ricorrere a troppi dettagli che, spesso, appesantiscono il disegno e non garantiscono l’impatto sul lettore

Risorse Web:
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Nicola Genzianella su Wikipedia
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Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
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domenica 23 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.8

Titolo: MAXI DAMPYR, N.8
Episodi: 1.CACCIA ALLA VOLPE, 2.VALLE DI TENEBRA, 3.IL KLAN DEI DANNATI
Testi: CLAUDIO FALCO (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), NICOLA VENANZETTI (ep.3)
Disegni: ARTURO LOZZI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), DANIELE STATELLA (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Ediz., pp.: BONELLI, 08-2016, 288

Come ogni anno, luglio è il mese del Maxi Dampyr, pubblicazione che si propone di regalare ai lettori qualche brivido sotto l’ombrellone (o nelle afose città per i meno fortunati). Prima di parlare dell’ultimo numero, riprendiamo il discorso interrotto con il volume 8. Tre, come tradizione, le storie presentate.

Caccia alla Volpe: In Bosnia-Erzegovina il famigerato ufficiale Dragan Krasic, detto “La Volpe”, ha ripreso con una piccola guarnigione la sua spietata operazione di pulizia etnica. Fu a causa del “fuoco amico”di Krasic, durante la guerra nella ex-Jugoslavia, che la moglie e il figlio di Kurjak rimasero uccisi. Insieme ad Harlan e Tesla, Emil si reca a Bojisov per rintracciarlo. Purtroppo anche Lord Marsden sta cercando di contattare La Volpe, per proporgli una collaborazione per il riavvio di una fabbrica della Temsek. Quando riusciranno a incontrare Krasic, i nostri dovranno affrontare anche i non-morti del Maestro.
In questo epidosio Kurjak deve affrontare ancora il dolore delle sue perdite. Rivedere i luoghi in cui aveva vissuto con la famiglia gli fa male, e ad aggravare le cose ci sono le visioni della moglie e del figlio. Alla fine Emil riesce a ottenere la sua vendetta, ma è una vendetta amara, perché non può riportargli indietro nessuno. Kurjak, comunque, sente che è qualcosa che va fatto per chiudere i conti con il passato. Una storia amara, questa di Claudio Falco, intensa ed emozionante, e ben lontana da qualsiasi tono consolatorio che spesso anima le storie a fumetti. Notevoli i disegni, precisi e dettagliati, di Lozzi, capace di dare un forte impatto drammatico alle scene cruciali, con un sapiente gioco di ombre e una scelta felice delle inquadrature.


Valle di Tenebra: Alla ricerca di una potenziale Zona d’ombra, Harlan si reca nel basso Piemonte, per interrogare il maestro Mario D’Andrea. Nel 1944, nel villaggio di Rovi, base dei Partigiani, si verificò il tradimento del maresciallo Aurelio Esposito, ucciso dalla “Banda dei Bovari”: si dice che il borgo, ora abbandonato, sia maledetto. E infatti, tra i suoi vicoli, Harlan ha delle visioni e scopre il covo di un gruppo di fanatici assassini, ispirati dall’aura maligna del paesino, il cui scopo è ritrovare un’aquila d’oro risalente all’impero ottaniano.
Questo episodio, un po’ più verboso, punta maggiormente sull’atmosfera del borgo abbandonato, con i suoi vicoli deserti e gli angoli bui, ben resa da Del Campo.

Il Klan dei Dannati: Nella Ouachita County, in Arkansas, nel 1864 la compagnia sudista guidata dal capitano Willis fu sgominata da un battaglione nordista. Il capitano fu salvato dal Maestro della Notte Konrad, proprietario di una piantagione, che trasformò Willis e i suoi in non-morti. Oggi il macellaio Floyd Hawkins e il figlio Johnny, alleati di Konrad, vengono affrontati dagli uomini di Foreman, assoldato dalla Cohen Oil per vincere la resistenza di Hawkins a cedere i suoi terreni. A risolvere lo scontro sopraggiungono un gruppo di incappucciati del KKK, che si rivelano essere i vampiri di Konrad. Harlan e Kurjak raggiungono la Contea e si scontrano con il Maestro e i suoi non-morti sullo sfondo di una rievocazione storica della battaglia.

Uno dei punti di forza di Dampyr è, da sempre, la varietà di temi, toni e ambientazioni. In questo terzo episodio, neanche a dirlo, ecco un drastico cambio d’atmosfera a rendere più varia la lettura. Si tratta di una classica e gradevole storia d’avventura, con tanto di battaglie della Guerra civile americana, in cui Harlan dimostra tutto il suo valore di combattente che non molla mai. Statella rende splendidamente scene ottocentesche e contemporanee, con grande cura delle espressioni dei personaggi. Memorabili alcuni volti spaventati o sofferenti, e, su tutti, il tributo al grande Lemmy dei Motörhead, il cui volto viene prestato al personaggio del capitano Willis, con tanto di cappello.

Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Daniele Statella
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martedì 8 settembre 2015

Dampyr - N.176

Titolo: DAMPYR, N.176
Episodio: OLTRE LA SOGLIA
Soggetto: NICOLA VENANZETTI
Sceneggiatura: NICOLA VENANZETTI
Disegni: ANDREA DEL CAMPO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 11-2014

Parigi è una città che è stata fonte di ispirazione per molti scrittori che si sono occupati di vampiri, a cominciare da Anne Rice che ha scelto le catacombe della città come dimora di Armand e dei suoi seguaci. Nella capitale francese possono nascondersi anche altri orrori, come in questo caso che vede Harlan e Ann Jurging alle prese con “I Grandi Antichi”.

Olga Winkler era una compagna di università di Ann Jurging e, insieme ad altri due ragazzi, frequentavano uno dei primi corsi di parapsicologia in Germania; quando furono tagliati i fondi, Olga si dedicò completamente all’arte e si trasferì a Parigi.
Ann, negli ultimi tempi, ha dei cupi presentimenti che riguardano il suo gruppo di amici e, insieme ad Harlan, parte per la Ville Lumiére dove scoprono che, dopo aver telefonato ad Olga, Kurt, un membro del gruppo di amici, si è suicidato e Olga è ricoverata per un crollo nervoso.

Del gruppo, oltre ad Ann, è rimasto solo Landau che ha continuato gli studi occulti trovando a Parigi, in una colonna fatta realizzare dal veggente di Caterina de Medici, Cosimo Ruggeri, un portale per il mondo ove vivono gli dei primigeni. La battaglia con queste entità mostruose si rivelerà più ardua del previsto e Ann dovrà ricorrere ai suoi poteri di Strega Suprema per vincerla.

Alla sceneggiatura di quest’albo ha debuttato Nicola Venanzetti che ha sfruttato la sua conoscenza di Parigi per toccare una delle tematiche più scottanti e rischiose della saga; il pericolo di scrivere una storia banale, sempre in agguato quando ci si ispira ai grandi scrittori horror del passato, è stato scongiurato facendo confluire elementi storici credibili (la passione per l’occulto di Caterina de’ Medici) alla fantascienza e all’horror.
Buono il lavoro di Andrea Del Campo che, per l’occasione, ha avvolto gli scenari in una fitta nebbia da cui emergono e scompaiono i mostri, inoltre, ha abilmente trasformato le anatomie dei protagonisti secondo le più contorte fantasie lovecraftiane.

Risorse Web:
Blog di Enea Riboldi
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