Titolo: OCTOBER FACTION, Vol.3 - INCANTESIMITitolo originale: THE OCTOBER FACTION, Vol.3
Testi: STEVE NILES
Disegni e Colori: DAMIEN WORM
Copertina: DAMIEN WORM
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 142
Edizione originale: IDW PUBLISHING, 02/07-2016
Edizione italiana: MAGIC PRESS, 01-2020
Tra settembre 2019 e marzo 2020 la Magic Press ha pubblicato la serie completa in cinque volumi di October Faction, fumetto di successo realizzato da Steve Niles e Damien Worm, che vede protagonista una famiglia di cacciatori di mostri e, in un paio di numeri, di vampiri.
Nel primo volume, Mostri di famiglia, facciamo la conoscenza della famiglia Allan, la “October Family”: il professor Fredrick, la moglie Deloris e i figli Geoff e Vivian, a cui si uniscono il giovane Dante “Faccia da robot” e il licantropo Lucas. I ragazzi, dotati di poteri magici, premono perché il papà riavvii l’attività di famiglia: la caccia ai mostri. Nel secondo volume, Il brivido della caccia, gli Allan si occupano dell’addestramento dei ragazzi, che devono affrontare varie prove, prima delle quali sconfiggere un vampiro.
Veniamo, quindi, al terzo volume, intitolato Incantesimi, in cui gli Allan devono vedersela con un gruppo di accaniti vampiri. Geoff sembra aver trovato un boyfriend, l’ex compagno di scuola Phil. Ma per gli Allan frequentare qualcuno, spiega il padre, può avere gravi conseguenze: Geoff capisce che Fred ha ragione quando vede comparire alla finestra Phil, trasformato in vampiro.Phil accetta di farsi aiutare, e Fredrick organizza una trasfusione con il sangue di Geoff. Quindi manda Vivian e Dante a caccia dei vampiri responsabili, mentre lui e la moglie si fanno trasportare da Geoff nella dimensione magica dove è rimasto bloccato il licantropo Lucas, per salvarlo dal re degli Elfi.
Intanto Vivian e Dante hanno seguito le tracce dei vampiri fino ad un covo nelle fognature dove ne hanno trovati a decine. Riparano quindi in casa, protetti da uno scudo magico. La famiglia al completo riesce a far fuori molti non morti e a mettere in fuga gli altri. Ma poi il capo dei vampiri stringe alleanza con lo zombie Merle Cope, acerrimo nemico di Fred, e le cose prendono una pessima piega, soprattutto per Phil e la sua famiglia.
October Faction è un fumetto bello e originale, soprattutto per le atmosfere giocosamente cupe, tra il Bradbury di Paese d’ottobre, La Famiglia Addams e Supernatural. La storia ruota principalmente sui rapporti interpersonali dei membri della famiglia, con le loro beghe e incompresioni, ma anche la solidarietà reciproca e la voglia di capirsi. In particolare spicca su tutti il personaggio di Fredrick, tutt’altro che uno stinco di santo, che, se eroe della storia, è certamente un eroe riluttante. Quando serve, infatti, è uno spietato assassino, ma dimostra anche di saper avere pietà e comprensione.Lo stile di Damien Worm è originale ed eterogeneo, stilizzato in una grafica macabra, a tratti persino pittorica, talvolta sintetizzandosi in suggestivi sketch dalle linee dritte e spezzate. Gli scenari hanno un sapore goticheggiante, con tinte notturne che virano dal b/n dei flash-back a vari monocromatismi, come i blu alla Underworld nelle scene con i vampiri, che si tingono di rosso durante le aggressioni. Sugli sfondi gotici della magione degli Allan spiccano le espressioni efficaci, talvolta attonite ed esagerate, dei personaggi.
Risorse Web:
October Faction su Wikipedia
Sito ufficiale di Steve Niles
Magic Press Edizioni
IDW Publishing
Cercando di ricattare Niklos, Kaylee finisce per far uccidere Jergen, e decide di allearsi con Fayne. Gli propone di diffondere il suo messaggio su larga scala, e ottiene delle informazioni e un’intervista al capostipite dei vampiri.
In questa seconda parte della serie, Swann viene messo a dura prova, e deve provare l’estrema angoscia di sapere il figlio destinato a trasformarsi in vampiro. È un padre che rischia tutto pur di stare vicino al piccolo Dez.
Fin dalla prima scena, in cui vediamo Swann impegnato in una conferenza, si comprende che V Wars non è la solita serie televisiva di vampiri. Si delinea subito, infatti, l’impronta (fanta)scientifica del racconto, che propone una spiegazione credibile degli eventi incredibili su cui si basa la trama, conferendo alla storia una certa dose di realismo: l’esistenza dei vampiri diventa credibile, anzi possibile. La storia risulta convincente anche in virtù delle conseguenze politiche e sociali degli eventi. Il mondo di V Wars, infatti, è popolato non solo dai vampiri-infetti, ma anche da dirigenti e politici machiavellici, militari senza scrupoli, vigilantes violenti e sanguinari, reporter d’assalto. L’input narrativo è di assoluta attualità: un agente patogeno liberato dallo scioglimento dei ghiacciai, il che pone un forte accento sui rischi dei cambiamenti climatici. L’associazione vampirismo-virus deriva certamente dal seminale romanzo
Questo secondo volume di V-Wars propone delle storie più incentrate sull’azione, tra i sotterranei di una miniera e le fogne di Parigi. Non mancano però gli intrighi e i segreti governativi, imbattendosi nei quali i nostri aprono finalmente gli occhi su chi sono i veri artefici della guerra.
Molto belli i disegni dei primi tre episodi, realizzati da
Il professor Luther Swann, membro del V-8, team speciale della Guardia nazionale, cerca di portare il contrasto tra individui sani e infetti sul piano di un confronto civile. Rimane sulle sue posizioni anche quando un giorno, tornato a casa, trova moglie e figlio uccisi dalla figlioletta Jenny, appena diventata vampira. Ma quando Conrad Holly, speaker della Casa bianca, viene assassinato da un esponente della Vampire Nation, ogni sforzo sembra diventare inutile: scoppia la V-War.
Dal punto di vista vampirologico, risultano interessanti i diversi effetti del contagio, che produce un’ampia varietà di specie: Impundulus, Hannya, Alp, Blautsauger, Lidérk Nadaly, Nachtzehrer, Doppelgänger, Bhayangkara, Kakundakári, Uthikoloshe, Tulivieja…
La città vampira non è il classico romanzo di vampiri ottocentesco, e neanche una storia gotica. È piuttosto una fiaba nera, pervasa da una «allegria sinistra», con tanto di gentil donzella da salvare da una prigione in una torre. Lo stesso nome del personaggio di Barton sembra rimandare al Burton curatore di una nota edizione de Le mille e una notte, a cui Féval potrebbe essersi ispirato: l’autore, ad esempio, chiama le vampire femmine Ghul o Upire. E i vampiri di Féval sono assolutamente sui generis: oltre a sdoppiarsi in più individui, studiano per ottenere un diploma di vampiro maestro, si trasformano in ragni, attraversano l’acqua in un modo curioso (coricandosi sull’acqua e navigando con i piedi in avanti), hanno un pungiglione sulla lingua per perforare la pelle delle vittime e bevono alla maniera delle sanguisughe attraverso le labbra rosse. Ma i vampiri qui descritti non vanno presi come incarnazioni letterarie, quanto piuttosto come mostri favolosi, spauracchi per bambini fatti della materia dei brutti sogni. E, in effetti, il racconto è immerso in un’atmosfera onirica, a tratti quasi allucinata.