Testata: DAMPYR, N.236
Episodio:L’AMICA MORTALE
Testi: GIORGIO GIUSFREDI
Disegni: ALESSIO FORTUNATO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2019
Il numero di novembre di Dampyr è stato pubblicato in versione da edicola e con una variant cover lenticolare realizzata da Alessio Fortunato.
Ann Jurging ha portato Harlan a Norimberga, guidata da recenti visioni della morte della sua amica d’infanzia Marlene Berger. I due si recano nella vecchia scuola di danza dove Ann crebbe e da cui fuggì grazie a Marlene, essendo la struttura una vera e propria di prigione da cui, in tempo di guerra, non era consentito uscire. Marlene non fu altrettanto fortunata e venne acciuffata dalla defunta Strega Regina Helena Morkov, che all’epoca dirigeva la scuola, e che pianificava di impossessarsi della “luce” di Ann.
Nella casa di Marlene, ora disabitata, Ann trova il diario dell’amica, che si conclude con un triste passaggio in cui questa sosteneva di odiare l’amica che era riuscita a fuggire. Poi, adulta, Marlene divenne direttrice della scuola, che trasferì nel Rennsteig, dove si trova tuttora e che sembrerebbe la facciata di una sanguinaria setta dedita all’omicidio rituale.
Ann e Harlan raggiungono la Tanz Akademie nel Rennsteig con Kurjak e Tesla. Seguendo una bambina, Kurjak si ritrova in una camera ardente, in cui la salma di una donna distesa sul letto è protetta da una barriera invisibile. Emil rompe dei feticci trovati nella stanza e la donna si riveglia. È lo spirito di Marlene Berger, che guida Kurjak fino al cancello della scuola e gli dice di cercare l’amuleto che dà potere al loro nemico, che ha preso possesso della scuola e che mira a impossessarsi del potere di Ann.
Giusfredi ci propone una tipica storia horror, ben strutturata e ritmata, e chiaramente ispirata a Suspiria. La forza principale del racconto sta nell’atmosfera e in alcuni sentiti passaggi: la presa di coscienza di Ann della sofferenza di Marlene, da lei suo malgrado lasciata sola in un ambiente ostile, e il malinconico finale, in cui c’è il saluto sovrannaturale tra le due vecchie amiche, in cui le domande rimangono in sospeso ma viene manifestato indubitabilmente l’affetto tra i due personaggi.
Fortunato, in ottima forma, realizza personaggi molto ben caratterizzati e dalle fisionomie realistiche. L’artista ci regala con evidente divertimento varie scene splatter e inquadrature dal forte impatto drammatico, su tutte l’albero delle ballerine impiccate di pagina 20. Particolari ed efficaci appaiono le pagine 18-19, con vignette alternate con sfondi bianchi e neri a mo’ di scacchiera, a ben rapprentare un confronto tra Helena Morkov e una Ann Jurging bambina, come una sorta di partita a scacchi.
Risorse Web:
Una cover lenticolare per Dampyr!
Come nasce L’amica mortale
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Blog di Alessio Fortunato
Sergio Bonelli Editore
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Testata: DAMPYR, N.235
Episodio: IL RE IN GIALLO
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: MARINA SANFELICE, LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 10-2019
Nell’uscita di ottobre, Dampyr conclude il ciclo della saga dei Grandi Antichi, con un episodio firmato Boselli/Rossi.
Nyarlathotep è rimasto confinato agli estremi margini del Multiverso, mentre Kurjak veniva trasportato nella vera Carcosa. La città si è materializzata davanti al palazzo reale di Ythill, dove la regina Cassilda e i figli Aldones e Camilla vedono che il tempo, fino ad allora congelato in un eterno presente, riprende a scorrere. Il palazzo viene invaso dagli adepti di Nyarlathotep e Aldones viene ucciso. Intanto giungono nella città anche gli adepti della Confraternita di Kuen-Yuin, guidati da Mgos Zhang Rabten.
Ann Jurging si schiera in campo e ha l’idea di far suonare il violino al figlio di Kurjak, che riprende momentaneamente il controllo sulla Pallida maschera. Tanto basta ad Ann per trovare una strada di accesso a Carcosa, seguendo la nave su cui viaggia il Re in Giallo, insieme allo scrittore Ambrose Bierce, che fu il primo a scriverne sulla Terra e a trovarne la strada mentre era in Messico, al seguito di Pancho Villa.
Salpati da Dylath Leen, grazie all’aiuto della succuba Eisheth, Harlan e soci costeggiano l’altopiano di Leng su una nave mercantile e raggiungono la loro meta.
Sbarcato a Carcosa, il Re in Giallo si rivela essere Hastur, antico sovrano della città e consorte di Cassilda. In un vecchio scontro con Nyarlathotep, Hastur accettò su di sé il Marchio giallo, per far risparmiare la moglie e i figli. Il Re ora deve mantenere la sua parte di accordo e consegna il Marchio alla Pallida maschera, preparando l’avvento dei Grandi Antichi. Ma Harlan e suoi alleati non hanno alcuna intenzione di lasciare campo libero ai nemici.
In questo strepitoso finale della saga dei Grandi Antichi, Boselli dimostra tutta la sua genialità di autore. Prima di tutto inserendo Ambrose Bierce nella storia, come aveva già fatto con gli scrittori che inventarono i miti mutuati in Dampyr, e spiegandone la scomparsa in una costola del racconto che coinvolge anche Pancho Villa e la Rivoluzione messicana. Poi sciogliendo vari nodi narrativi, apparentemente poco significativi perché disseminati come brevi accenni negli scorsi numeri, e che ora si dimostrano invece cruciali, come la vicenda di Cassilda e Ythill. Ancora, con un risvolto tutto umano sull’identità del Re in Giallo, con cui non si può non simpatizzare, nonostante le sue colpe. E commuovendo con il passaggio in cui la coscienza di Kurjak si scuote e prende momentaneamente il sopravvento sul parassita, risvegliata dalla “voce” dei violini dei figli. Il resto è una tesissima resa dei conti, narrata con le tinte del vero orrore cosmico.
Rossi fa la sua parte per la riuscita di questo stupendo albo, ritraendo mostri spaventosi, che sembrano usciti dai quadri di Bosch. Il suo stile spigoloso ben si accorda sia con le espressioni dei personaggi, angosciate o sofferenti, e ai relativi risvolti drammatici, che con le geometrie sbilenche e le tetre architetture della fantastica Carcosa, con i suoi mattoni sporchi e le scalinate storte. La parte grafica, così, amplifica considerevolmente un racconto dai toni cupi e orrifici.
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Testata: DAMPYR, N.234
Episodio: LE TORRI DI CARCOSA
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: CORRADO ROI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 09-2019
Il ciclo dei Grandi Antichi si avvia alla sua conclusione, con l’episodio dello scorso settembre, penultimo capitolo della saga.
Nella Città del Crepuscolo, Emil, il figlio di Kurjak e Xeethra, ha ripreso a sognare il padre, che questa volta, però, sembra non sia dalla loro parte. Kurjak, infatti, è ormai sopraffatto dalla Pallida maschera ed è stato trascinato da Nyarlathotep a Carcosa, che si è materializzata nei pressi della Città.
Il Primo ministro Valkis viene a sapere da Caleb di Carcosa, trascinata in un passato lontano in uno dei Mondi intermedi dai Grandi Antichi. La profezia recita che il Fantasma della verità con la Pallida Maschera entrerà nel palazzo reale di Ythill, città gemella di Carcosa, per consegnare il Marchio giallo: il Re in Giallo potrà, così, aprire la strada ai Grandi Antichi. La vera Carcosa, però, è persa nello spaziotempo e Nyarlathotep ha in programma di inscenare la consegna del Marchio a Xeethra, come sostituita della regina di Ythill, per ritrovare la strada per la nera città turrita.
Harlan, Tesla, Dandy e Draka, grazie alle swastike, sono riusciti a raggiungere la Città del Crepuscolo, dove affrontano Alastor e l’Armata del Caos. Ma intanto Darin, nel ruolo del Re in giallo, consegna il Marchio alla Pallida maschera, dando il via alla messa in scena organizzata da Nyarlathotep.
Una storia spettacolare, che funge anche da raccordo con il gran finale di questa fase narrativa di Dampyr. In pieno dark fantasy, Boselli ci trasporta in un mondo dall’atmosfera onirica, popolato di creature mostruose, rocche e draghi. Quello che emerge è la scaltrezza del dio Nyarlathotep, che sacrifica tranquillamente alleati, gabbando i nostri eroi e persino Draka, e stringendo la morsa su Kurjak, sempre più succube del parassita che lo abita. Non manca però uno spiraglio di speranza in cui compare il vero Emil, alla vista del figlioletto Emil jr.
I disegni di Roi contribuiscono all’atmosfera onirica del racconto, come si addice alla dimensione parallela di un mondo “di sogno”. Imponenti le famigerate torri di Carcosa, una sorta di rocca maledetta a cui si accede solo per morirvi o diventarne prigionieri. Davvero spaventoso il Nyarlathotep di pagina 43: desta ammirazione come il maestro Roi, con macchie quasi informi d’inchiostro dalla vaga forma antropomorfa, riesca a tratteggiare una figura trasudante un senso d’incombente minaccia.
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Testata: DAMPYR, N.233
Episodio: I GRANDI ANTICHI
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAURIZIO ROSENZWEIG
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2019
Il numero di Dampyr dello scorso agosto conclude la storia doppia iniziata nel numero 232, e porta importanti sviluppi nella saga dei Grandi Antichi.
Kurjak, Savnok e le guerriere della Compagnia sono nel fortino sul Lago Scuro, sotto l’assedio dei Vendias, della progenie di Cthulhu e dell’esercito del Caos. Intanto nella capitale Zintak, nonostante la notte di passione, Harlan è di cattivo umore per essere finito a casa di Loryen, che continua tranquilla a fare i suoi furtarelli. La donna, comunque, gli torna utile per arrivare al Governatore della città. Il dampyr ottiene, così, i rinforzi per gli assediati sul Lago Scuro, che riesce a far ripiegare tra le mura di Zintak.
A Praga, Caleb deve incassare il rifiuto di udienza del reggente Uriel e lascia libero campo a Iblis e ai principi infernali perché intervengano, insieme al Maestro Draka, a Zendalia.
Harlan, Kurjak e gli altri si preparano alla prossima battaglia. Dalle mura di Zintak scorgono preoccupati le gigantesche sagome dei Grandi Antichi: Shub-Niggurath, Guardiano della Soglia, Mordiggian, il cui passaggio uccide ogni essere vivente, Thasaidon, Signore degli Infiniti Abissi, e Nyarlathotep, il Caos Strisciante. Nyarlathotep, nella forma dell’Uomo nero, si materializza tra le mura della città e propone un accordo: concederà la pace se gli verrà consegnato Kurjak, portatore della Pallida maschera. I nostri rifiutano, consapevoli che la Pallida maschera verrebbe usata dai Grandi Antichi per aprire il passaggio per Carcosa, ma Kurjak decide di consegnarsi per evitare che si versi altro sangue.
Questo episodio “epico” racconta principalmente la battaglia, con i relativi rovesci e colpi di scena, ma la guerra sembra lontana dalla sua conclusione. Spiccano i gesti eroici, come quello di Harlan e degli altri che non accettano che Kurjak si consegni da solo. La partecipazione alla lotta per i principi infernali sembra, invece, un sadico divertimento, mentre Savnok si dimostra ansioso di trovare una morte onorevole. Sicuramente gravide di conseguenze le implicite macchinazioni di Iblis: c’è da scommettere che il principe dell’Inferno non faccia niente per niente e che trarrà il massimo vantaggio dalla sua discesa in campo, nonostante dichiari di non aspettarsi niente «se non amicizia».
Per rappresentare personaggi cupi e minacciosi, Rosenzweig realizza ritratti carichi di neri, con tenui gradazioni e sapienti chiaroscuri, come il drammatico Draka di pagina 16. Bella e insolita la pagina del titolo, che si allarga in una doppia splash page raffigurante l’inizio dell’assedio del fortino sul Lago Scuro, con un inquietante ed enorme Cthulhu sullo sfondo. Molte le scene di lotta e di mostruosi eserciti, ma la maggiore enfasi visiva viene data ai terrificanti Grandi Antichi, resi splendidamente dall’artista.
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Mauro Boselli su Wikipedia
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Sergio Bonelli Editore
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Testata: DAMPYR, N.232
Episodio: LA COMPAGNIA GUERRIERA
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAURIZIO ROSENZWEIG
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 07-2019
Questo mese Dampyr compie la veneranda età, editorialmente parlando, di venti anni. Per celebrare questo importante traguardo, riprendiamo i nostri resoconti delle relative uscite in edicola da dove avevamo interrotto, e a questi faremo seguire qualcosa di più particolare, in fase di preparazione. D’altra parte la forzosa permanenza tra le mura domestiche di questo periodo concede più tempo per la lettura e la scrittura. E cosa c’è di meglio di un buon fumetto per evadere un po’ con la fantasia?
Riprendiamo quindi con il numero di luglio, prima parte di una storia doppia, che dà inizio al finale della saga dei Grandi Antichi.
Al confine di Kandaria, nel Continente meridionale di Zendalia, i selvaggi Vendias si stanno facendo sempre più aggressivi e intraprendenti. Subìto un loro agguato nella giungla, lo scout Xylander ne esce vivo grazie all’aiuto della mercenaria Asa, della Compagnia delle Guerriere, e giunge all’avamposto della Compagnia sul Lago Scuro.
Sulla Terra, nel frattempo, il cavaliere Savnok si reca a Praga per avvisare Harlan e gli altri di un pericolo imminente. Savnok spiega che quando il principe infernale Alastor venne sconfitto [nei numeri 173-174], venne risucchiato in un vortice e finì in un mondo sconosciuto, dove riuscì a stringere un’alleanza con i Grandi Antichi. Ignaro ma sospettoso, il principe dell’Inferno Iblis considerò il silenzio di Alastor un tradimento, e si recò con i principi Dagon, Arioch e Abraxas al suo palazzo per arrestarlo. Il padrone non era in casa, ma in compenso gli ospiti vennero attaccati da mostruose statue viventi, e dovette intervenire anche Savnok per salvare la vita a Iblis.
La guerra ha inizio nel mondo di Zendalia. Harlan e soci vi vengono condotti da Savnok, ma finiscono in punti diversi: Savnok e Tesla da Rhaleya, capo della Compagnia delle Guerriere, Kurjak nella giungla, Harlan nella casa della ladra ed ex amante Loryen. Intanto le guerriere Rayn, Melany e Dandy si scontrano con un gruppo di Vendias e vengono fatte prigioniere per essere sacrificate a Cthulhu. In loro aiuto giungeranno Xylander, Asa e Kurjak.
Con questo episodio Boselli ci porta, con tanto di mappe di terre sconosciute, in un territorio heroic fantasy virato al femminile, tra avventure e lotte nella giungla, mostri e sacrifici umani a sanguinarie divinità. L’autore si diverte a creare qualche imbarazzo ai protagonisti maschili, in particolare ad Harlan, che vede scappare dalla sua libreria una bella fanciulla disgustata dai vermi di Savnok, e soprattutto a Kurjak, che si trova contemporaneamente a combattere al fianco di due sue fiamme: Tesla e Dandy. Il racconto dilatato in due volumi gli permette qui di fare un po’ d’ordine tra le varie scorribande nel Multiverso e le comparse di Savnok nel passato della saga.
Nelle tavole, ricche di tratteggi, di Rosenzweig spiccano personaggi corpulenti, a volte tozzi, dalle anatomie un po’ esagerate, e guerriere giunoniche e sensuali. Spesso l’artista “trasgredisce” la classica griglia concedendosi vignette più grandi, fino ad occupare l’intera tavola. Architetture fantastiche e “gigeriane” caratterizzano i terrificanti palazzi infernali. Cupo, terribile e spaventoso il gigantesco Cthulhu, che si fonde a una densa oscurità, di cui sembra una maligna emanazione.
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Testata: DAMPYR, N.231
Episodio: LA CITTÀ DELL’UOMO NERO
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 06-2019
In questo albo, che propone la seconda parte della storia iniziata nel numero di maggio, troviamo un poster di Harlan in omaggio, a compensare l’aumento del prezzo di copertina.
Harlan e Michelle affrontano i non-morti di guardia al Creole Jazz Paradise e liberano Carmen, che viene accudita dalla sorella. Quindi Harlan raggiunge Baron Samedi e lo morde sul collo, ma non viene a sapere niente di utile. L’attuale residenza della succuba Agrat è, però, conosciuta da Kurjak, che lo ha saputo da Samael. Il responsabile della scomparsa della succuba è l’Uomo nero, niente meno che Nyarlathotep. Fu lui che, mascherandosi da prestigiatore, portò Agrat Bat Mahlat e le sue ragazze, in fuga da Legba, nel Mondo intermedio. Grazie alla Pallida maschera, Kurjak comprende che una delle ragazze di Eisheth, la felina C-Mell, proviene da Ulthar, la lovecraftiana città dei gatti. Ulthar è a sei giorni di marcia da Dylath Leen, porto del Multiverso dove Nyarlathotep tiene prigioniera Agrat, in un bordello per i marinari delle Due lune. Samael ha anche rivelato a Kurjak che probabilmente la Pallida maschera dentro di lui è un’emanazione proprio di Nyarlathotep, profeta e messaggero dei Grandi Antichi.
Harlan, Kurjak, Fajella, Eisheth e C-Mell attraversano un varco dimensionale e raggiungono Ulthar, dove in breve vengono circondati dai gatti, che li guidano fino al tempio dei Grandi Antichi. Qui le sacerdotesse di Ulthar, di cui C-Mell faceva parte, accettano di aiutare i nostri, e confermano che Agrat è prigioniera a Dylath Leen.
Non senza qualche intoppo, i nostri giungono alla casa delle Due lune, dove si trovano di fronte molti nemici e Nyarlathotep in carne, tentacoli e ossa. Per la riuscita della missione risulterà fondamentale l’intervento di Kurjak.
In questa storia e in questa fase della saga di Dampyr, Boselli attinge a pieni mani dal mondo lovecraftiano, mutuando dal Solitario di Providence il pantheon dei Grandi Antichi. D’altra parte, Dampyr è un fumetto che, pur essendo popolare, raggiunge non di rado spessore letterario. L’episodio propone atmosfere tra horror e dark fantasy, sotto l’ispirazione di HPL, con tanto di citazioni bibliografiche. La trama ci porta tra vari mondi paralleli, tra cui le sordide città lovecraftiane di Ulthar e Dylath Leen, sempre capaci di evocare sensazioni inquietanti e atmosfere d’incubo, e in cui anche gli alleati spaventano, come i gatti o le sacerdotesse dei Grandi Antichi.
In questa seconda parte della storia i disegni di Genzianella sono forse ancora più efficaci. Colpiscono in particolare le scene multidimensionali, come quella di pagina 46, tra New Orleans e Ulthar, e il bell’acquerello a tutta tavola che sintetizza la storia di Baron Samedi a pagina 24. Sono ben resi anche i vicoli di Ulthar e Dylath Leen, dall’aspetto lercio e pericoloso.
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Testata: DAMPYR, N.230
Episodio: LE RAGAZZE DI MAHOGANY HALL
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2019
Kurjak è scomparso nel nulla, abbandonando il Teatro dei Passi Perduti senza avvisare nessuno. Tesla va fuori di sé, e alla fine riesce a trovarlo: il suo amato è in Bretagna, nella clinica dell’oncologo Armand Kergaz.
Intanto anche Harlan si è dileguato, chiamato all’appello dalla succuba Eisheth Zenumium, la quale sta rimettendo in piedi in una dimensione parallela il leggendario Mahogany Hall, la casa di appuntamenti dove nacque il jazz. La casa era gestita dalla sorella di Eisheth, Agrat, che aveva portato da altri mondi alcune ragazze dalle caratteristiche fisiche particolari. Quando la prostituzione fu messa fuori legge, il Maestro della notte Papa Legba (in seguito ucciso da Harlan), offrì la sua protezione, nascondendo l’edificio in una cortina illusoria. Lasciò in sua vece il non-morto potenziato Baron Samedi, signore dei cimiteri, che però approfittò delle ragazze e portò l’attività alla rovina. Agrat fu costretta a fuggire in una dimensione parallela con le ragazze.
Eisheth è riuscita a ritrovare le ragazze, ma non la sorella. Ora, approfittando del potere che ha su Harlan, gli ordina di aiutarlo nello scontro con Baron Samedi, secondo lei responsabile della scomparsa di Agrat.
Alla resa dei conti, al Creole Jazz Paradise, nel Quartiere francese, si uniscono ad Harlan anche Kurjak, Jim Fajella e la fidanzata, l’avvenente detective Michelle Duprez, la quale è alla ricerca della sorella Carmen, una delle ragazze del Mahogany Hall.
Questa prima parte di una nuova storia doppia scorre su un doppio binario. Il primo è lo sviluppo dei rapporti tra i protagonisti di Dampyr: Kurjak che nasconde agli amici il suo male, Tesla che non accetta di essere tenuta all’oscuro e va in bestia, Harlan che ha il suo daffare alla mercé della succuba Eisheth, e Caleb che si impegna a non perdere la fiducia di Tesla. L’altro lato del racconto è la vicenda del Mahogany Hall, di ispirazione storica, con tutti i suoi incredibili personaggi, dalle due maîtresse alle curiose ragazze, dai finti alleati agli inventori della musica jazz. Come ogni saga vampiresca che si rispetti, anche Dampyr paga il suo tributo alla mitica Bourbon Street, nel Quartiere francese di New Orleans, dove si conclude la prima parte della storia, e da dove partirà un avvincente viaggio multidimensionale dei nostri protagonisti.
Per quanto riguarda la parte grafica, il punto di forza dell’albo sono le figure femminili. È su queste che Genzianella pone l’enfasi maggiore, dalla brutta e cattiva tenutaria del Sugar Bunny Ranch in Nevada all’avvenente e intraprendente mezza creola Michelle, dall’irresistibile Eisheth alla dolce miss Lily, che, sfigurata dal suo protettore, suscita la simpatia e la solidarietà di Fajella. Più che un semplice sfondo sono poi le fotografie d’epoca delle ragazze di Mahogany Hall (scattate, anche nella realtà storica, dal fotografo Bellocq), o gli arredi osé della stanza di Eisheth, quasi un’estensione della sua carica sensuale.
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Sergio Bonelli Editore
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