Testata: DAMPYR, N.233
Episodio: I GRANDI ANTICHI
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAURIZIO ROSENZWEIG
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2019
Il numero di Dampyr dello scorso agosto conclude la storia doppia iniziata nel numero 232, e porta importanti sviluppi nella saga dei Grandi Antichi.
Kurjak, Savnok e le guerriere della Compagnia sono nel fortino sul Lago Scuro, sotto l’assedio dei Vendias, della progenie di Cthulhu e dell’esercito del Caos. Intanto nella capitale Zintak, nonostante la notte di passione, Harlan è di cattivo umore per essere finito a casa di Loryen, che continua tranquilla a fare i suoi furtarelli. La donna, comunque, gli torna utile per arrivare al Governatore della città. Il dampyr ottiene, così, i rinforzi per gli assediati sul Lago Scuro, che riesce a far ripiegare tra le mura di Zintak.
A Praga, Caleb deve incassare il rifiuto di udienza del reggente Uriel e lascia libero campo a Iblis e ai principi infernali perché intervengano, insieme al Maestro Draka, a Zendalia.
Harlan, Kurjak e gli altri si preparano alla prossima battaglia. Dalle mura di Zintak scorgono preoccupati le gigantesche sagome dei Grandi Antichi: Shub-Niggurath, Guardiano della Soglia, Mordiggian, il cui passaggio uccide ogni essere vivente, Thasaidon, Signore degli Infiniti Abissi, e Nyarlathotep, il Caos Strisciante. Nyarlathotep, nella forma dell’Uomo nero, si materializza tra le mura della città e propone un accordo: concederà la pace se gli verrà consegnato Kurjak, portatore della Pallida maschera. I nostri rifiutano, consapevoli che la Pallida maschera verrebbe usata dai Grandi Antichi per aprire il passaggio per Carcosa, ma Kurjak decide di consegnarsi per evitare che si versi altro sangue.
Questo episodio “epico” racconta principalmente la battaglia, con i relativi rovesci e colpi di scena, ma la guerra sembra lontana dalla sua conclusione. Spiccano i gesti eroici, come quello di Harlan e degli altri che non accettano che Kurjak si consegni da solo. La partecipazione alla lotta per i principi infernali sembra, invece, un sadico divertimento, mentre Savnok si dimostra ansioso di trovare una morte onorevole. Sicuramente gravide di conseguenze le implicite macchinazioni di Iblis: c’è da scommettere che il principe dell’Inferno non faccia niente per niente e che trarrà il massimo vantaggio dalla sua discesa in campo, nonostante dichiari di non aspettarsi niente «se non amicizia».
Per rappresentare personaggi cupi e minacciosi, Rosenzweig realizza ritratti carichi di neri, con tenui gradazioni e sapienti chiaroscuri, come il drammatico Draka di pagina 16. Bella e insolita la pagina del titolo, che si allarga in una doppia splash page raffigurante l’inizio dell’assedio del fortino sul Lago Scuro, con un inquietante ed enorme Cthulhu sullo sfondo. Molte le scene di lotta e di mostruosi eserciti, ma la maggiore enfasi visiva viene data ai terrificanti Grandi Antichi, resi splendidamente dall’artista.
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Testata: DAMPYR, N.232
Episodio: LA COMPAGNIA GUERRIERA
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: MAURIZIO ROSENZWEIG
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 07-2019
Questo mese Dampyr compie la veneranda età, editorialmente parlando, di venti anni. Per celebrare questo importante traguardo, riprendiamo i nostri resoconti delle relative uscite in edicola da dove avevamo interrotto, e a questi faremo seguire qualcosa di più particolare, in fase di preparazione. D’altra parte la forzosa permanenza tra le mura domestiche di questo periodo concede più tempo per la lettura e la scrittura. E cosa c’è di meglio di un buon fumetto per evadere un po’ con la fantasia?
Riprendiamo quindi con il numero di luglio, prima parte di una storia doppia, che dà inizio al finale della saga dei Grandi Antichi.
Al confine di Kandaria, nel Continente meridionale di Zendalia, i selvaggi Vendias si stanno facendo sempre più aggressivi e intraprendenti. Subìto un loro agguato nella giungla, lo scout Xylander ne esce vivo grazie all’aiuto della mercenaria Asa, della Compagnia delle Guerriere, e giunge all’avamposto della Compagnia sul Lago Scuro.
Sulla Terra, nel frattempo, il cavaliere Savnok si reca a Praga per avvisare Harlan e gli altri di un pericolo imminente. Savnok spiega che quando il principe infernale Alastor venne sconfitto [nei numeri 173-174], venne risucchiato in un vortice e finì in un mondo sconosciuto, dove riuscì a stringere un’alleanza con i Grandi Antichi. Ignaro ma sospettoso, il principe dell’Inferno Iblis considerò il silenzio di Alastor un tradimento, e si recò con i principi Dagon, Arioch e Abraxas al suo palazzo per arrestarlo. Il padrone non era in casa, ma in compenso gli ospiti vennero attaccati da mostruose statue viventi, e dovette intervenire anche Savnok per salvare la vita a Iblis.
La guerra ha inizio nel mondo di Zendalia. Harlan e soci vi vengono condotti da Savnok, ma finiscono in punti diversi: Savnok e Tesla da Rhaleya, capo della Compagnia delle Guerriere, Kurjak nella giungla, Harlan nella casa della ladra ed ex amante Loryen. Intanto le guerriere Rayn, Melany e Dandy si scontrano con un gruppo di Vendias e vengono fatte prigioniere per essere sacrificate a Cthulhu. In loro aiuto giungeranno Xylander, Asa e Kurjak.
Con questo episodio Boselli ci porta, con tanto di mappe di terre sconosciute, in un territorio heroic fantasy virato al femminile, tra avventure e lotte nella giungla, mostri e sacrifici umani a sanguinarie divinità. L’autore si diverte a creare qualche imbarazzo ai protagonisti maschili, in particolare ad Harlan, che vede scappare dalla sua libreria una bella fanciulla disgustata dai vermi di Savnok, e soprattutto a Kurjak, che si trova contemporaneamente a combattere al fianco di due sue fiamme: Tesla e Dandy. Il racconto dilatato in due volumi gli permette qui di fare un po’ d’ordine tra le varie scorribande nel Multiverso e le comparse di Savnok nel passato della saga.
Nelle tavole, ricche di tratteggi, di Rosenzweig spiccano personaggi corpulenti, a volte tozzi, dalle anatomie un po’ esagerate, e guerriere giunoniche e sensuali. Spesso l’artista “trasgredisce” la classica griglia concedendosi vignette più grandi, fino ad occupare l’intera tavola. Architetture fantastiche e “gigeriane” caratterizzano i terrificanti palazzi infernali. Cupo, terribile e spaventoso il gigantesco Cthulhu, che si fonde a una densa oscurità, di cui sembra una maligna emanazione.
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Testata: DAMPYR, N.231
Episodio: LA CITTÀ DELL’UOMO NERO
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 06-2019
In questo albo, che propone la seconda parte della storia iniziata nel numero di maggio, troviamo un poster di Harlan in omaggio, a compensare l’aumento del prezzo di copertina.
Harlan e Michelle affrontano i non-morti di guardia al Creole Jazz Paradise e liberano Carmen, che viene accudita dalla sorella. Quindi Harlan raggiunge Baron Samedi e lo morde sul collo, ma non viene a sapere niente di utile. L’attuale residenza della succuba Agrat è, però, conosciuta da Kurjak, che lo ha saputo da Samael. Il responsabile della scomparsa della succuba è l’Uomo nero, niente meno che Nyarlathotep. Fu lui che, mascherandosi da prestigiatore, portò Agrat Bat Mahlat e le sue ragazze, in fuga da Legba, nel Mondo intermedio. Grazie alla Pallida maschera, Kurjak comprende che una delle ragazze di Eisheth, la felina C-Mell, proviene da Ulthar, la lovecraftiana città dei gatti. Ulthar è a sei giorni di marcia da Dylath Leen, porto del Multiverso dove Nyarlathotep tiene prigioniera Agrat, in un bordello per i marinari delle Due lune. Samael ha anche rivelato a Kurjak che probabilmente la Pallida maschera dentro di lui è un’emanazione proprio di Nyarlathotep, profeta e messaggero dei Grandi Antichi.
Harlan, Kurjak, Fajella, Eisheth e C-Mell attraversano un varco dimensionale e raggiungono Ulthar, dove in breve vengono circondati dai gatti, che li guidano fino al tempio dei Grandi Antichi. Qui le sacerdotesse di Ulthar, di cui C-Mell faceva parte, accettano di aiutare i nostri, e confermano che Agrat è prigioniera a Dylath Leen.
Non senza qualche intoppo, i nostri giungono alla casa delle Due lune, dove si trovano di fronte molti nemici e Nyarlathotep in carne, tentacoli e ossa. Per la riuscita della missione risulterà fondamentale l’intervento di Kurjak.
In questa storia e in questa fase della saga di Dampyr, Boselli attinge a pieni mani dal mondo lovecraftiano, mutuando dal Solitario di Providence il pantheon dei Grandi Antichi. D’altra parte, Dampyr è un fumetto che, pur essendo popolare, raggiunge non di rado spessore letterario. L’episodio propone atmosfere tra horror e dark fantasy, sotto l’ispirazione di HPL, con tanto di citazioni bibliografiche. La trama ci porta tra vari mondi paralleli, tra cui le sordide città lovecraftiane di Ulthar e Dylath Leen, sempre capaci di evocare sensazioni inquietanti e atmosfere d’incubo, e in cui anche gli alleati spaventano, come i gatti o le sacerdotesse dei Grandi Antichi.
In questa seconda parte della storia i disegni di Genzianella sono forse ancora più efficaci. Colpiscono in particolare le scene multidimensionali, come quella di pagina 46, tra New Orleans e Ulthar, e il bell’acquerello a tutta tavola che sintetizza la storia di Baron Samedi a pagina 24. Sono ben resi anche i vicoli di Ulthar e Dylath Leen, dall’aspetto lercio e pericoloso.
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Testata: DAMPYR, N.230
Episodio: LE RAGAZZE DI MAHOGANY HALL
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 05-2019
Kurjak è scomparso nel nulla, abbandonando il Teatro dei Passi Perduti senza avvisare nessuno. Tesla va fuori di sé, e alla fine riesce a trovarlo: il suo amato è in Bretagna, nella clinica dell’oncologo Armand Kergaz.
Intanto anche Harlan si è dileguato, chiamato all’appello dalla succuba Eisheth Zenumium, la quale sta rimettendo in piedi in una dimensione parallela il leggendario Mahogany Hall, la casa di appuntamenti dove nacque il jazz. La casa era gestita dalla sorella di Eisheth, Agrat, che aveva portato da altri mondi alcune ragazze dalle caratteristiche fisiche particolari. Quando la prostituzione fu messa fuori legge, il Maestro della notte Papa Legba (in seguito ucciso da Harlan), offrì la sua protezione, nascondendo l’edificio in una cortina illusoria. Lasciò in sua vece il non-morto potenziato Baron Samedi, signore dei cimiteri, che però approfittò delle ragazze e portò l’attività alla rovina. Agrat fu costretta a fuggire in una dimensione parallela con le ragazze.
Eisheth è riuscita a ritrovare le ragazze, ma non la sorella. Ora, approfittando del potere che ha su Harlan, gli ordina di aiutarlo nello scontro con Baron Samedi, secondo lei responsabile della scomparsa di Agrat.
Alla resa dei conti, al Creole Jazz Paradise, nel Quartiere francese, si uniscono ad Harlan anche Kurjak, Jim Fajella e la fidanzata, l’avvenente detective Michelle Duprez, la quale è alla ricerca della sorella Carmen, una delle ragazze del Mahogany Hall.
Questa prima parte di una nuova storia doppia scorre su un doppio binario. Il primo è lo sviluppo dei rapporti tra i protagonisti di Dampyr: Kurjak che nasconde agli amici il suo male, Tesla che non accetta di essere tenuta all’oscuro e va in bestia, Harlan che ha il suo daffare alla mercé della succuba Eisheth, e Caleb che si impegna a non perdere la fiducia di Tesla. L’altro lato del racconto è la vicenda del Mahogany Hall, di ispirazione storica, con tutti i suoi incredibili personaggi, dalle due maîtresse alle curiose ragazze, dai finti alleati agli inventori della musica jazz. Come ogni saga vampiresca che si rispetti, anche Dampyr paga il suo tributo alla mitica Bourbon Street, nel Quartiere francese di New Orleans, dove si conclude la prima parte della storia, e da dove partirà un avvincente viaggio multidimensionale dei nostri protagonisti.
Per quanto riguarda la parte grafica, il punto di forza dell’albo sono le figure femminili. È su queste che Genzianella pone l’enfasi maggiore, dalla brutta e cattiva tenutaria del Sugar Bunny Ranch in Nevada all’avvenente e intraprendente mezza creola Michelle, dall’irresistibile Eisheth alla dolce miss Lily, che, sfigurata dal suo protettore, suscita la simpatia e la solidarietà di Fajella. Più che un semplice sfondo sono poi le fotografie d’epoca delle ragazze di Mahogany Hall (scattate, anche nella realtà storica, dal fotografo Bellocq), o gli arredi osé della stanza di Eisheth, quasi un’estensione della sua carica sensuale.
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Mauro Boselli su Wikipedia
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Testata: DAMPYR, N.229
Episodio: KURJAK, IL VAMPIRO
Testi: GIOVANNI DI GREGORIO
Disegni: FABIO BARTOLINI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 04-2019
Alel il Collezionista [conosciuto nel Maxi n.5] in realtà non era stato definitivamente distrutto da Nergal: perso il suo regno nella Dimensione fluttuante, si è ritrovato in un mondo desolato, l’ultimo in cui può ancora sopravvivere. Non ha, comunque, rinunciato ad aggiungere il pezzo più ambito alla sua collezione: un dampyr. Per raggiungere lo scopo si allea al mutaforma Makh-Zun.
Harlan, Kurjak e Tesla sono in Botswana, avendo saputo di un gruppo di non-morti attivi nella zona. Mentre questi vampiri massacrano dei bracconieri, in un villaggio di boscimani l’anziana Mpule trova l’inquietante presagio di un’iguana a due teste. Sul luogo della carneficina, Harlan sente la passata presenza di un Maestro. I nostri fanno poi la conoscenza di Mpule, che racconta loro la leggenda di Huwe, un Maestro della notte che venne sconfitto da alcuni suoi simili e che fu imprigionato nelle profondità della terra. Ora Huwe si sarebbe liberato e reclamerebbe il suo territorio.
Per far avere ad Harlan e soci altre informazioni, Mpule li accompagna da un vecchio saggio, presso una miniera. Ma ad aspettarli c’è un agguerrito gruppo di non-morti che hanno teso loro una trappola e che riescono a fare prigioniero Kurjak. Harlan e Tesla ritrovano l’amico nella miniera, ma Emil si dimostra aggressivo e ferisce Tesla: è stato trasformato in vampiro. Per liberarlo ad Harlan non servirà trovare un Maestro della notte, ma piuttosto dovrà capire chi c’è dietro all’intrigo in cui sono incappati.
L’episodio fa leva soprattutto sulla componente emotiva, innescata dalla “condanna” di Emil, e sull’azione. L’ambientazione africana, con accenno al relativo folklore, viene purtroppo poco sviluppata. Ingegnoso il recupero di due villain dati ormai per morti, ma tutto sommato poco presenti nella storia.
L’elemento di maggior pregio dell’albo risultano i disegni di Bartolini, ben definiti, precisi, dai contorni netti, con figure che si stagliano su sfondi scuri in una luce teatrale. Massiccio l’uso di retini, che conferisce alle tavole delle ricche gradazioni di toni scuri. Molto belle le scene africane del villaggio e degli animali selvaggi.
Risorse Web:
Giovanni di Gregorio su Wikipedia
Scheda di Bartolini su SergioBonelli.it
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Testata: DAMPYR, N.228
Episodio: LA SERVA
Testi: ANTONIO ZAMBERLETTI
Disegni: FABRIZIO RUSSO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2019
Nel 1610 la contessa Báthory fu sorpresa nel suo castello dal conte Thurzò e dal reverendo Ponikenus mentre torturava una povera ragazza. La Contessa fu condannata per centinaia di omicidi a passare il resto dei suoi giorni murata viva, ma la sua domestica e complice, Dorka, riuscì a fuggire. La vera figlia delle tenebre, che istigava la padrona alle turpi azioni, era proprio Dorka, una non-morta, forse del branco di Vlatna.
Oggi Dorka è a Budapest ed è tornata a colpire. Il detective privato Vilmos Farkas sta indagando sulla scomparsa della figlia di un suo ex collega, Erika. Secondo Farkas il suo rapimento sarebbe collegato al caso di una giovane torturata a morte e ad altri simili. Con l’aiuto della sua ex fidanzata, il medico legale Greta Szabo, l’investigatore conduce le sue indagini, che lo portano in uno dei locali di un potente imprenditore della zona, Nicolai Toth, segretamente in combutta con la non-morta. Nel locale, Farkas incrocia la strada di Harlan, Kurjak e Tesla, ma rifiuta di collaborare con loro. Il detective, però, avrà bisogno di tutto l’aiuto degli ammazzavampiri e di Greta per affrontare Dorka e salvare Erika.
Storia solida, lineare, che sviluppa un intreccio a metà tra detective story e horror metropolitano. La vicenda del detective Farkas è l’elemento di maggior interesse, tra dramma e autocommiserazione (gli manca solo la bottiglia di alcol), ma con un lieto fine. Arricchisce il tutto il rimando storico alla contessa Báthory, la quale purtroppo è poco più che una comparsa, a vantaggio, dal punto di vista narrativo, della «serva» Dorka.
Il racconto è ben reso da Russo, con disegni netti, dal tono drammatico, con tanto di rievocazioni di manieri ungheresi e camere di tortura fornite di vergini di ferro.
Risorse Web:
Antonio Zamberletti su Wikipedia
Blog di Fabrizio Russo
Sergio Bonelli Editore
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Testata: DAMPYR, N.227
Episodio: PIRATI!
Testi: GIULIO ANTONIO GUALTIERI
Disegni: SIMONE DELLADIO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 02-2019
Un gruppo di archeologi americani scompare nelle Piccole Antille, in seguito al ritrovamento di una grotta sottomarina. Questa si è rivelata la prigione di un gruppo di pirati non-morti, messi fuori gioco dal Maestro della Notte Akhar Nun nel diciassettesimo secolo. I non-morti si risvegliano dal loro letargo e, finalmente in forze, riescono a liberarsi. Scorrazzando nella zona finiscono, però, per scontrarsi con la vecchia ciurma di Akhar Nun, sopravvissuta al suo Maestro e ora impegnata nel narcotraffico.
Harlan, Tesla e Kurjak giungono nella zona e vengono aiutati nella caccia dal ricco Maurice Bartlett, che mette loro a disposizione il suo yacht. Dopo aver affrontato una prima volta i pirati vampiri, i nostri vengono attirati dai non-morti di Akhar Nun nel forte spagnolo chiamato el Castillo del Diablo. Qui avviene lo scontro finale, in cui tutti saranno contro tutti.
Questa storia di Gualtieri, lineare e piacevole, appartiene al genere avventuroso, territorio in cui spesso e volentieri Dampyr sconfina, questa volta in particolare nel filone piratesco. Deliziosamente stereotipati questi pirati-vampiro in costumi seicenteschi, da un lato assetati di vendetta, ma dall’altro creduloni e ingenui.
Molto belli i disegni puliti di Delladio, dettagliati negli ambienti e nella caratterizzazione dei volti. Molto efficaci risultano le espressioni dei personaggi, che esprimono i sentimenti più vari: la cupidigia di un ladro, il godimento della violenza di un sadico assassino, la terribile inumanità dei vampiri.
Risorse Web:
Blog di Simone Delladio
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