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venerdì 18 agosto 2017

Féval-Grabiński-Barron, “Cerimonie Nere”

Raccolta: CERIMONIE NERE
Titolo 1: PAUL FÉVAL, “LA CITTÀ VAMPIRA O LA SVENTURA DI SCRIVERE ROMANZI GOTICI” (La Ville Vampire, 1874)
Titolo 2: STEFAN GRABIŃSKI, “IL VILLAGGIO NERO” (Czarna Wólka, 1919-24)
Titolo 3: LAIRD BARRON, “LA CERIMONIA” (The Croning, 2012)
Ediz.: MONDADORI “URANIA”, 07-2017
Traduzione: MASSIMO CAVIGLIONE (1), ANDREA BONAZZI (2, 3)
Copertina: FRANCO BRAMBILLA
Introduzione: GIUSEPPE LIPPI
Prefazione Titolo 1: CLAUDIA SALVATORI
Pagine: 602

Nel mese di luglio, la Mondadori ha pubblicato il tredicesimo e – ahinoi – ultimo numero della collana “Urania Horror”. In altro contesto antologizzare i testi proposti avrebbe avuto poco senso, essendo piuttosto eterogenei per stile e temi, oltre che di epoche diverse. Ma, trattandosi dell’uscita di fine collana, vi si raccoglie comprensibilmente quanto era già pronto per le uscite che erano state programmate: il romanzo La città vampira di Paul Féval (1874), la raccolta Il villaggio nero di Stefan Grabiński (1919-24) e il romanzo La cerimonia di Laird Barron (2012). Di notevole livello qualitativo risultano gli scritti di Féval e di Grabiński, discreto il romanzo di Barron.
Lasciando al lettore il piacere di scoprire il resto, ci soffermiamo in particolare sull’importante romanzo vampiresco di Féval e su alcuni dei racconti de Il villaggio nero.

La città vampira di Paul Féval è un testo fondamentale del genere vampiresco dell’Ottocento, ma poco conosciuto in Italia. L’ottima traduzione qui proposta di Massimo Caviglione, infatti, è la prima degli ultimi cinquant’anni e la seconda in assoluto dopo quella della storica antologia I vampiri tra noi, curata da Ornella Volta e Valerio Riva nel 1960.
Veniamo alla trama. L’anonimo narratore riferisce un episodio appreso nel 1873 dalla vecchia Miss Jebb, cugina della nota scrittrice gotica Ann Radcliffe.
Nella residenza di famiglia, Ann usava trascorrere le vacanze con un’allegra brigata composta da Cornelia de Witt, dalla governante di questa, Letizia, e dal giovane brillante Ned Burton con il suo insegnante Otto Goëtzi. Ned e Cornelia erano profondamente innamorati, e nell’inverno del 1785 si fidanzarono. Qualche mese dopo, Ann si promise sposa a William Radcliffe, felice per le prospettive sue e degli amici. Al momento di separarsi alla fine dell’estate, le due coppie decisero di sposarsi lo stesso giorno, il 3 marzo, ai due lati dell’oceano: Ann e William nel castello di famiglia, in Inghilterra, Cornelia e Ned a Rotterdam, in Olanda, dove si trovava la residenza del conte Tiberio Burton.


Nei mesi seguenti giunsero buone notizie dal continente, almeno fino a quando Cornelia ereditò il titolo di contessa di Montefalcone e un ricchissimo patrimonio. Altre lettere giunsero solo la sera prima delle nozze, e da queste Ann apprese che a Rotterdam erano accadute cose terribili: litigi furibondi, la bancarotta di Tiberio (che tradiva la moglie con l’istitutrice Letizia), addirittuta un rapimento dell’ormai ricca Cornelia e un’aggressione forse mortale ai danni di Ned. Senza porre tempo in mezzo, Ann partì all’alba con il fido servitore Grey-Jack, dalla casa ancora immersa nel silenzio.
Il nemico che Ann avrebbe dovuto affrontare era Goëtzi, un pericoloso vampiro in grado di dividersi e sdoppiarsi in più corpi: un grosso uomo di cui si scorgevano solo barba e capelli, un pappagallo, un bambino dall’aria cattiva con un cerchio sempre con sé, un cane mostruoso dal volto quasi umano e una donna grassa e calva. A dare man forte per salvare Cornelia, si unirono ad Ann e Grey-Jack un malconcio ma sopravvissuto Ned, il suo chiassoso valletto irlandese Merry Bones, e Polly, uno dei “sottovampiri” schiavi di Goëtzi.
L’incredibile avventura che li vide protagonisti, portò Ann e i suoi compagni nei luoghi più disparati: allo spettacolo del “Vampiro di Petrovaradin”, poi sul fondo di in un baratro, nella surreale locanda La Birra e l’Amicizia, quindi in viaggio attraverso l’Europa alla volta di Montefalcone, fino a Selene, la misteriosa Città vampira costruita di diaspro nero e perennemente avvolta dall’oscurità.

La città vampira non è il classico romanzo di vampiri ottocentesco, e neanche una storia gotica. È piuttosto una fiaba nera, pervasa da una «allegria sinistra», con tanto di gentil donzella da salvare da una prigione in una torre. Lo stesso nome del personaggio di Barton sembra rimandare al Burton curatore di una nota edizione de Le mille e una notte, a cui Féval potrebbe essersi ispirato: l’autore, ad esempio, chiama le vampire femmine Ghul o Upire. E i vampiri di Féval sono assolutamente sui generis: oltre a sdoppiarsi in più individui, studiano per ottenere un diploma di vampiro maestro, si trasformano in ragni, attraversano l’acqua in un modo curioso (coricandosi sull’acqua e navigando con i piedi in avanti), hanno un pungiglione sulla lingua per perforare la pelle delle vittime e bevono alla maniera delle sanguisughe attraverso le labbra rosse. Ma i vampiri qui descritti non vanno presi come incarnazioni letterarie, quanto piuttosto come mostri favolosi, spauracchi per bambini fatti della materia dei brutti sogni. E, in effetti, il racconto è immerso in un’atmosfera onirica, a tratti quasi allucinata.


D’altro canto, a salvare la fanciulla in pericolo non è un principe azzurro, ma una sua amica, una donna coraggiosa e straordinaria, oltre che famosa scrittrice. Già questo aspetto e la scelta, da pastiche, di una figura storica quale protagonista del romanzo ne denunciano la modernità. A queste si uniscono poi lo stile e l’agilità del racconto: sono continui i colpi di scena e assai rapido il susseguirsi degli eventi vissuti dai personaggi, definendo un ritmo che potrebbe definirsi cinematografico. Magari di una cinema alla Tim Burton, per riprendere una delle suggestioni della bella prefazione di Claudia Salvatori.
La prosa, poi, è fluente e piacevole, ricca di ironia (in particolare quando l’autore scherza su tic e fissazioni degli inglesi) e di occhiolini al lettore, come citazioni di passaggi della Radcliffe o digressioni rivolte direttamente a chi legge.
Una lettura deliziosa per un classico tutto da riscoprire.

La raccolta di racconti di Grabiński è, come il testo precedente, una ristampa di un volume edito pochi anni fa dalle Edizioni Hypnos. Alla Hypnos e al traduttore Andrea Bonazzi va quindi il merito della prima proposta moderna in Italia del «Lovecraft polacco» (ma per la verità i testi di Grabiński mostrano anche una forte influenza di Edgar Allan Poe).
Le note di Bonazzi, qui e nella precedente edizione erroneamente omesse, sono disponibili online sul sito In Tenebris Scriptus.


Ne L’area, lo scrittore Wrześmian si isola dal mondo e, con la forza dell’immaginazione, evoca dalle ombre di una lussuosa villa abbandonata delle larve vampiresche, sorta di spettri che pretendono il suo sangue per superare la semiesistenza in cui lui sono stati confinati. È questo un racconto curioso ed evocativo, dalla densa atmosferica onirica.
Ne L’amante di Szamota (pagine da un diario ritrovato), l’omonimo protagonista si trova ad amoreggiare con la revenant Jadwiga, una figura però più spettrale che vampiresca, in una fantasia frenetica in cui appare labilissimo il confine tra follia e ragione.
Da questa storia sono stati tratti un paio di cortometraggi (da Leon Trystan e da Holger Mandel) e ne è in lavorazione una versione cinematografica per la regia di Adam Uryniak.
Il racconto più marcatamente vampiresco – una storia di vampirismo psichico – è lo stupendo A casa di Sara. Il dottor Wƚadek riporta la vicenda dell’amico Stosƚawski, che un giorno trovò in pessime condizioni di salute. L’amico gli disse di essere in preda a una «ossessione sessuale» per la bella Sara Braga, una femme charmante che lo rese succube e che finì per sposare. Ne era letteralmente consumato, privato della sua forza vitale, ma non riusciva a staccarsene, poiché avvinto dal suo fascino. Wƚadek scopre che Sara, pur dimostrando trent’anni, ne ha in realtà un’ottantina e rimane giovane assorbendo le energie dei partner. Dopo aver cercato di salvare l’amico, per non soccombere e ottenere vendetta, si trova a dover resistere alle sue raffinate arti seduttive. Un’avvincente lotta tra desiderio e ragione.
Da questo racconto nel 1987 Zygmunt Lech ha tratto un film dalla suggestiva atmosfera.



I “mostri” di Grabinski sono «creature malevole, chimeriche, inafferrabili», evocate da solitari e meditabondi sognatori, che vivono al confine tra mondo reale e mondo dell’immaginazione, più che del sovrannaturale. Ne sono emanzioni, più o meno concrete, almeno fin quando l’evocatore vive o ne subisce l’influsso: perdono corpo e consistenza alla luce del sole, poiché prosperano nel buio e nel delirio dei sensi e della mente. Sono, in definitiva, figure squisitamente “fantastiche”.

Risorse Web:
Blog di Urania Horror
Scheda dell’antologia I vampiri tra noi
Paul Féval su Wikipedia
Stefan Grabiński su Wikipedia
Articolo su Grabiński
Presentazione de Il villaggio nero su In Tenebris Scriptus
Laird Barron su Wikipedia
Presentazione de La cerimonia su In Tenebris Scriptus
 

martedì 12 luglio 2016

La Terra dei Vampiri

Titolo: FANTASTICA, N.20
Episodio: LA TERRA DEI VAMPIRI
Testi: DAVID MUÑOZ
Disegni: MANUEL GARCIA
Copertina: MICHAEL LARK
Colori: JAVI MONTES
Traduzione: LEONARDO TAIUTI
ISBN: 978-88-6926-203-6
Pagine: 152
Ed. or.: LES HUMANOÏDES, 06-2013/05-2015
Ed. it.: MONDADORI COMICS, 09-2015

La Mondadori Comics ha pubblicato lo scorso anno, nella collana “Fantastica”, un volume che raccoglie la serie La Terra dei Vampiri, pubblicata in Francia in tre tomi da Les Humanoïdes.

In seguito a degli esperimenti di controllo del clima condotti da alcuni scienziati, il Sole si è oscurato e il cielo si è chiuso per sempre sotto una spessa coltre di nubi. I vampiri, prima nascosti nel buio della notte, ne hanno approfittato per venire allo scoperto, e hanno conquistato la Terra, facendone il loro terreno di caccia. Le città sono diventate posti inospitali e pericolosi, dove ogni incontro può essere fatale.
Raul e Elena sono due sopravvissuti che si occupano della giovane Sonia e di tre bambini, Jorge Luis, Leire e il fratellino Nando. Il gruppo, partito da Barcellona, sta cercando di raggiungere Canfranc su un pullman, ma viene attaccato sulla strada da alcuni vampiri. Raul viene ucciso e gli altri si salvano solo grazie all’intervento di un uomo misterioso, Nil, che fa fuori tutti i succhiasangue con la sua katana, adoperata con grande abilità.


Elena e i bambini decidono di seguire Nil, e si mettono in cammino verso una base militare sulle montagne, protetta da una divisione dell’esercito. Il viaggio è tutt’altro che facile, tra branchi di cani e “parassiti”, vampiri isolati che seguono furtivamente gli umani. Nando rimane gravemente ferito e viene fuori che Nil stesso è un vampiro. Elena rifiuta di far vampirizzare Nando, in fin di vita, e la sorellina Leire non glielo perdona.
A una sconvolta Elena, Nil spiega che non si è mai saputo niente dei vampiri perché protetti dalla Chiesa del Sangue, che ne nascondeva l’esistenza e ne teneva sotto controllo la popolazione. Nil segue i dettami dell’organizzazione e aborrisce la violenza contro gli umani. Ma un gruppo di vampiri si è ribellato alla Chiesa del Sangue e ha preso il sopravvento. Il gruppo finisce proprio nelle grinfie dei dissidenti, capitanati da Alex, il vampiro che trasformò Nil e che ha messo in piedi una sorta di allevamento di umani, con l’obiettivo di creare una nuova società, dominata dalle creature della notte.


Definita dal sito dell’editore un “road movie post-apocalittico”, questa graphic novel scorre in effetti come un film, con buon ritmo e inquadrature suggestive, intrattenendo piacevolmente. La storia si svolge in un mondo non proprio desiderabile, ma purtroppo non tanto incredibile, un mondo distrutto dalla stupidità umana, in cui i più forti hanno preso il sopravvento e sovvertito la catena alimentare. I riferimenti sono vari, su tutti The Walking Dead e 30 Days of Night. Non mancano dei guizzi ambientalisti, nei riferimenti ai danni causati dall’uomo al pianeta, ma Nil dimostrerà che per l’umanità c’è ancora speranza, se anche un vampiro può decidere di sacrificarsi per salvare degli innocenti, come lascia presagire il raggio di sole che fa capolino tra le nuvole.
I disegni sono dipinti in tinte spente, fosche, e creano efficacemente un mondo immerso in un perenne crepuscolo, dove l’unico colore acceso è il rosso del sangue, che scorre immancabilmente a fiumi. I volti sono fortemente espressivi e rendono bene la tensione nei passaggi più drammatici.
La Terra dei Vampiri è in definitiva una piacevole lettura, che testimonia che nel genere vampiresco poco è rimasto dei deliri vampirico-adolescenziali, mentre hanno attecchito i semi di altre opere di ben altra carica perturbante.

Risorse Web:
Blog di David Muñoz
La Terre des Vampires sul sito di Les Humanoïdes Associés
Intervista a Manuel Garcia
Mondadori Comics
 

mercoledì 13 marzo 2013

Justin Cronin, "Il Passaggio"

Titolo: IL PASSAGGIO (The Passage)
Autore: JUSTIN CRONIN
Anno: 2010
Edizione italiana: MONDADORI, 2011
Traduzione: ANNAMARIA BIVASCO e VALENTINA GUANI
Copertina: FOTO GETTY IMAGES
ISBN: 978-88-04-60637-6
Pagine: 888
Il Passaggio è il primo volume di un’ambiziosa trilogia dall’ambientazione post-apocalittica di Justin Cronin. La critica letteraria americana ha reagito favorevolmente al romanzo che è diventato in breve tempo un best seller, e l’eco di questo fenomeno editoriale ha spinto il regista Ridley Scott a decidere di farne un film.

Tutto ha inizio quando l’FBI avvia la sperimentazione di un virus, scoperto nei pipistrelli dell’Amazzonia, che è in grado di potenziare le difese immunitarie. Le cavie sono selezionate nelle carceri di massima sicurezza fra i detenuti che attendono l’esecuzione . Presto i soggetti infettati sfuggono al controllo, accanto ai cambiamenti biologici osservati in seguito all’inoculazione del virus: essi sviluppano una forza incredibile che permette loro di uscire dal laboratorio e infettare la popolazione civile attraverso il morso, scatenando in breve tempo la fine del mondo conosciuto.
Durante l’ecatombe Amy, una bambina dotata di poteri soprannaturali candidata a diventare una cavia per l’esperimento, viene salvata dall’ agente Brad Wolgast, che la conduce in un rifugio isolato dove assiste con lui all’apocalisse. Amy è stata contagiata ma il suo corpo non reagisce nello stesso modo riscontrato nei detenuti se non per la fotofobia, la tendenza a dormire di giorno e restare sveglia la notte, e un rallentamento dei processi d’invecchiamento.
Passano molti anni e i pochi sopravvissuti si sono organizzati in una sorta di fortezza inespugnabile in California, cercando di andare avanti nonostante la minaccia che incombe dall’esterno, almeno fino a quando dureranno le batterie dei potenti fari che, nottetempo, tengono lontane le creature infette. L’imminente esaurimento delle batterie spinge un gruppo di sopravvissuti a compiere una spedizione per trovare la fonte di un misterioso segnale radio che, probabilmente, proviene da un’altra comunità di soggetti non contagiati. Durante la spedizione incontrano Amy che, nonostante i novant’anni passati in isolamento, ha ancora l’aspetto di una ragazzina, e sembra l’unica speranza di cui il genere umano dispone per combattere le creature che lo minacciano.

Durante la lettura è evidente l’ispirazione tratta dallo scrittore da altra letteratura di genere, dal Richard Matheson di Io Sono Leggenda, a La Strada di Cormac McCarthy, fino ai più moderni Del Toro con La Progenie e Stephen King con L’Ombra dello Scorpione. Di quest’ultimo si notano numerosi richiami soprattutto stilistici, anche se di scrivere un romanzo così corposo senza far cadere l’attenzione del lettore è in grado solo King: i tentativi di emulazione sfociano facilmente nel fallimento.
Le creature che fuggono dal laboratorio federale hanno l’aspetto degli zombi cui ci ha abituato la letteratura e la filmografia moderna ma, contemporaneamente, si nutrono di sangue grazie ad una dentatura modificata, hanno forza e velocità notevoli, l’abitudine chirottera di dormire a testa in giù e, in omaggio alla letteratura young adult così in voga di questi tempi, il loro corpo è luminoso. L’autore, nel definirli, usa termini neutri come “fumidi” e “virali” , preferendo porre enfasi sul terrore che scatenano nei personaggi a ogni loro apparizione.
Dopo un inizio scorrevole e, nonostante qualche pecca trascurabile, avvincente, la seconda parte del romanzo diventa noiosa a causa di personaggi e situazioni così piatti che non riescono a far colpo nemmeno sul lettore più paziente. A fronte di una quotidiana lotta per la sopravvivenza, l’autore preferisce dilungarsi in introspezioni e flash-back, piuttosto che dare spazio a questioni più pressanti come il fronteggiare le necessità quotidiane.
Discutibile anche il sistema educativo adottato con i bambini dei sopravissuti, che prevede otto anni di fiabe e serenità prima di una repentina disillusione che li segnerà per il resto della vita.
Il finale è prevedibile e, a fronte della prossima pubblicazione di altri due romanzi, non dà l’idea del chiudersi di un ciclo.
Nonostante le attese che lascia intendere la frase di Stephen King in copertina: “Leggi questo libro e il tuo mondo scomparirà”, il romanzo è per molti versi una delusione non solo per gli amanti dell’horror, ma anche per chi si aspetta un’avventura emozionante in uno scenario fantascientifico.



Risorse Web:
Mondadori
Justin Cronin su Wikipedia
 

giovedì 20 ottobre 2011

Johnny Rosso, "Mezzosangue"

Titolo: MEZZOSANGUE
Autore: JOHNNY ROSSO
Edizione: MONDADORI, 2011
Copertina: DANIELE ORIZIO
ISBN: 978-88-04-60746-5
Pagine: 204
La collana “Piccoli Brividi” nasce, nel 1994, con l’intento di portare in Italia la serie di romanzi brevi per ragazzi di R.L.Stine. Si tratta di avventure prettamente horror che vedono protagonisti ragazzi della stessa età dei lettori. Accanto a Stine, sono stati pubblicati altri autori di horror per ragazzi, soprattutto nella collana “Super Brividi” nata nel 2000, come Darren Shan, per fare un esempio.
Accanto a mummie, pupazzi parlanti e zombi, abbiamo anche alcuni racconti di vampiri (fra i quali spicca Eredità di Sangue di Celia Rees), e lo storico R.L. Stine rischia di essere messo da parte a favore di uno scrittore italiano: Johnny Rosso (alias Carlo Martigli), autore di Mezzosangue e di altri agghiaccianti titoli di questa collana.

Ario è nato dall’unione di un vampiro con un’umana, ragion per cui non riesce a integrarsi con la comunità di vampiri in cui vive e con gli esseri umani. Il suo unico amico è Draco, un gatto che sembra capire il tormento della sua anima, combattuta fra la natura umana e quella vampiresca. Una sera, quando la sua parte vampira lo stava costringendo a nutrirsi di un cagnolino, incontra Luna, una ragazza che abita in un campo nomadi. I due passano del tempo insieme nutrendosi di sanguinaccio, fino a quando Mahran, l’anziana che guida la tribù, lo invita, senza troppa cortesia, ad andarsene e a non farsi più vedere nel campo.
Il giorno seguente un gruppo di vampiri compie un’incursione nel campo degli zingari e Ario sospetta il capo della sua comunità. Giunto al campo per spiegare ai Rom quanto successo e per prepararli all’eventualità di un nuovo attacco, Maharan scopre la sua identità e racconta di aver già avuto a che fare con le creature della notte, ma una nuova battaglia interrompe la discussione.
Ario decide di allontanarsi dal clan dei vampiri e, sperimentando la vita solitaria per le strade di Roma, ha modo di incontrare il peggio e il meglio della razza umana.
Quando incontrerà di nuovo Luna, questa gli spiegherà di essere, anche lei, una mezzosangue e, insieme agli altri Rom, organizzerà la difesa del campo. Riusciranno, con l’aiuto di alcuni ragazzi guidati da un sacerdote, a mettere in fuga non solo i vampiri, ma anche una pericolosa banda di motociclisti.

I personaggi sono ben caratterizzati ed è data la giusta enfasi alle contraddizioni che si agitano nella mente di Ario.
Johnny Rosso, quando ha abbandonato la finanza per dedicarsi alla scrittura, ha operato un’ottima scelta. Il linguaggio è perfettamente adatto al pubblico cui si rivolge e, attraverso l’horror, trasmette un importante messaggio ai giovani lettori. Rispettando gli elementi orrorifici senza addolcirli con stucchevoli espedienti, porta il lettore a non fermarsi alla prima impressione e a seguire i propri ideali, ma è anche data importanza alla possibilità di cambiare idea, valutando ogni aspetto delle
situazioni.

Risorse Web:
Collane per ragazzi Mondadori
Collana “Piccoli Brividi” su Wikipedia
Schede dei libri di R.L. Stine: Due Insolite Gemelle, Gemelle di Sangue
Schede dei libri di Darren Shan: Il Circo degli Orrori, L'Assistente del Vampiro, Tunnel di Sangue, Il Picco dei Vampiri, Cinque Prove Mortali, Il Principe dei Vampiri, I Cacciatori dell'Ombra, Il Lago delle Anime Dannate, Il Padrone del Male
 

lunedì 18 aprile 2011

Claudia Gray, "Hourglass"

Titolo: HOURGLASS (Hourglass)
Autore: CLAUDIA GRAY
Anno: 2010
Edizione italiana: MONDADORI, 2011
Traduzione: LUCA FUSARI
Copertina: ENRICO VALENZA
ISBN: 978-88-04-60565-2
Pagine: 304
Disponibile da gennaio il terzo volume della saga “Evernight” di Claudia Gray, intitolato Hourglass.

I cacciatori di vampiri della Croce Nera, convinti da Charity che gli umani di Evernight stiano per essere massacrati, penetrano nell’Accademia e appiccano un incendio. Lucas riesce a portare via Bianca e la sua amica Raquel, dirigendosi verso il bosco. Al punto di raccolta della Croce Nera, i cacciatori lasciano le ragazze libere di proseguire per la loro strada, ma Raquel, sconvolta dalla scoperta dell’esistenza dei vampiri, decide di entrare nella confraternita, trascinando con sé anche Bianca, che dovrà nascondere la sua identità di mezza vampira. I cacciatori, quindi, partono alla volta di New York, per cercare un rifugio lontano dalla preside Bethany.
Bianca e il suo amato Lucas intendono racimolare un po’ di soldi per poi scappare, ma si rendono presto conto di essere in trappola: gli allenamenti sono estenuanti e la brama di sangue mette Bianca a dura prova. Sua unica fonte di sostentamento sono i piccioni, ma il ritrovamento dei resti dei pasti mette in allerta la Croce Nera.
Anche se non ha ancora superato le menzogne dei genitori sulla sua nascita, Bianca è in pensiero per loro, e decide di scrivere una e-mail, violando le raccomandazioni di Lucas e mettendo i nemici sulle loro tracce. Puntuale, arriva l’attacco dalla Bethany, che costerà la vita dei cacciatori e la cattura di Balthazar. Bianca e Lucas si daranno da fare per salvarlo, ma le cose continueranno a complicarsi quando la Croce Nera scoprirà che Lucas ha segretamente accolto tra di loro un vampiro e che egli stesso mostra bruciature in seguito al tocco dell’acqua santa.

Hourglass è finora il romanzo più riuscito della saga della Gray: la storia si fa più avventurosa e i personaggi più credibili. Il lettore non può che essere coinvolto dalla sofferenza dei giovani protagonisti per la loro diversità. Anche la figura di Charity, vampira assetata di vendetta, è meglio sviluppata. Punto di forza, comunque, rimane la storia d’amore tra i due giovani, sempre romantica e dolce. Non mancano i colpi di scena, soprattutto negli ultimi capitoli, che cambiano un po’ le carte in tavola, spiazzando il lettore e lasciandolo in ansiosa attesa della prossima uscita.

Risorse Web:
Sito ufficiale dell’autrice
Mondadori ragazzi
 

sabato 26 febbraio 2011

Susan Squires, "Il Tocco del Destino"

Titolo: IL TOCCO DEL DESTINO (The Burning)
Autore: SUSAN SQUIRES
Anno: 2006
Edizione italiana: MONDADORI, 2010
Traduzione: ANTONELLA PIERETTI
Copertina: GRAFICA VALENTINA CANTONE, GIANNI CAMUSSO
ISBN: no
Pagine: 304
Pubblicato ad ottobre, nella collana Dark Passion Mondadori, il terzo volume della saga “Companion” di Susan Squires, intitolato Il Tocco del Destino.

Gerusalemme, 1191. Stephan Sincai, in contrasto con le Regole tramandate dagli Anziani, prese sotto la sua custodia una vampira creata, la giovane Asharti, salvandola dal suo destino. Rubius, il più Anziano, sosteneva che l’uccisione dei vampiri creati era necessaria non solo a mantenere l’equilibrio tra umani e vampiri, ma anche perché i vampiri creati impazzivano. Stephan voleva dimostrare agli Anziani che si sbagliavano, ma il suo fallimento con Asharti ebbe come conseguenza la formazione di un esercito di vampiri. Secoli dopo, per espiare le proprie colpe, Sincai decise di prendere il Voto di astinenza, presso il monastero di Mirso. Qui venne sottoposto da Rubius ad un duro allenamento, e gli venne assegnato il compito di sradicare la cellula dei vampiri creati che minacciava di prendere il controllo del governo inglese. Stephan diventò, così, il Persecutore, una macchina della morte forte di un duro addestramento e di un grande potere.
Wiltshire, 1822. Sulle tracce di Kilkenny, vampiro creato da Asharti, Stephan raggiunge la piccola cittadina di Cheddar Gorse, nei cui dintorni si sta diffondendo una strana epidemia, attribuita ai seguaci di Kilkenny. Tra i boschi circostanti, il Persecutore viene sorpreso dalle urla di una donna. Intanto, la giovane Ann Van Helsing esce furtivamente di casa: la donna usa concedersi solo delle passeggiate notturne, dal momento che viene considerata da tutti una strega. Nel bosco Ann assiste ad una scena terrificante: una giovane donna distesa a terra sulla quale è chinato un uomo che le succhia il sangue dalla gola. La Van Helsing viene salvata dall’arrivo di Stephan, che, confuso dagli occhi terrorizzati della donna, si lascia sfuggire il vampiro. La donna uccisa è Molly, la ragazza della locanda. In pochi attimi Stephane ed Ann si ritrovano circondati da una folla di uomini, che accusano dell’omicidio la giovane Van Helsing.

Al centro di questo romanzo, la Squires pone il senso di colpa di un uomo che darebbe la vita pur di salvare il mondo. Cosa insolita per un vampiro, che d’altra parte alterna due personalità: quella del Persecutore, addestrato per distruggere ciò che egli stesso ha creato, e quella dell’uomo premuroso, innamorato e disposto al sacrificio per ottenere il perdono di Rubius. L’incontro con Ann Van Helsing, anch’essa tormentata dalla sua maledizione, unisce le due anime, aprendo gli occhi a Stephan sulle vere intenzioni di Rubius.
La storia è avvincente e avventurosa, e non mancano la suspense e la storia d’amore. C’è da dire, comunque, che le torture inflitte al vampiro Sincai e l’eccessiva insistenza nelle scene di sesso esplicito risultano a volte di cattivo gusto, anche per il consistente numero di pagine riempite in tal modo.

Risorse Web:
Sito dell’autrice
Collana Dark Passion sul sito Mondadori
 

giovedì 2 settembre 2010

Susan Squires, "Segreti Fatali"

Titolo: SEGRETI FATALI (The Hunger)
Autore: SUSAN SQUIRES
Anno: 2005
Edizione italiana: MONDADORI, 2010
Traduzione: ANTONELLA PIERETTI
Copertina: GRAFICA VALENTINA CANTONE, GIANNI CAMUSSO
ISBN: no
Pagine: 288
Pubblicato a luglio da Mondadori il secondo volume della saga “Companion” di Susan Squires, un prequel incentrato sul passato della contessa Beatrix Lisse e di Asharti.

Parte del romanzo si svolge in epoca napoleonica, al tempo della spedizione in Egitto di Bonaparte e della decifrazione della stele di Rosetta. La perfida Asharti è al fianco di Napoleone, poco più di un burattino nelle sue mani, pronta a creare un esercito di vampiri e a ridurre in schiavitù il genere umano.
Nel frattempo, nei tranquilli salotti di Londra, la contessa Lisse s’imbatte in un uomo molto affascinante, John Staunton, conte di Langley, che si scoprirà poi essere una spia del governo britannico. L’uomo, dalla fama di libertino, risveglia nel cuore di Bea ricordi che la riportano indietro nel tempo. Stephan Sincai, il suo grande amore, seicento anni prima aveva preso sotto la sua ala sia lei che Asharti, per dimostrare agli Anziani che, con l’affetto e il giusto insegnamento, sia i vampiri nati con il compagno (così è chiamato il simbionte) che quelli trasformati potevano essere gestiti e guidati. Sincai salvò la giovane Asharti dalla morte decretata dagli Anziani. Ai vampiri creati dopo la nascita, infatti, è riservato tale destino, in quanto di solito finiscono per impazzire, alterando l’equilibrio creato con gli umani. Stephan cercò di dimostrare la sua teoria con le due giovani, dato che anche Bea, pur nata vampira, senza insegnamenti, aveva infranto le regole uccidendo le proprie prede. Ma il suo esperimento fallì: Asharti divenne sempre più assetata di sangue e contraria alla legge degli Anziani, poi circuì la giovane Bea, convincendola ad abbandonare il loro mentore. Dopo una vita di sanguinari banchetti e massacri, Bea decise di lasciare Asharti. Ma, dopo seicento anni, per salvare il conte di Langley, si ritrova a Parigi, prigioniera della ex compagna. Asharti, però, dovrà affrontare anche Stephan Sincai, accorso in aiuto di Beatrix.

In questo secondo romanzo, la Squires, pur non rinunciando ad un racconto avventuroso, dà maggiore risalto alla storia d’amore. Non mancano le scene di sesso, anche piuttosto spinte, che vedono la bella Asharti e i suoi amici unirsi in accoppiamenti non consueti. Il romanzo è ricco di flashback, che riportano alla mente di Beatrix avvenimenti ormai dimenticati. Un certo risalto viene dato al conflitto interiore dei protagonisti ed alla contrapposizione dei personaggi femminili, molto diversi tra loro, sebbene cresciuti con la stessa educazione. Alla lunga, comunque, la narrazione diventa ripetitiva, il ritmo si rallenta e le atmosfere si incupiscono.
Resta interessante la società vampirica creata dall’autrice, retta dagli Anziani, che dettano le leggi a cui obbediscono i vampiri.

Risorse Web:
Glossario sul mondo di Companion
Sito dell’autrice
Collana Dark Passion sul sito Mondadori
 

martedì 31 agosto 2010

Susan Squires, "L'Amante delle Tenebre"

Titolo: L’AMANTE DELLE TENEBRE (The Companion)
Autore: SUSAN SQUIRES
Anno: 2005
Edizione italiana: MONDADORI, 2010
Traduzione: ANTONELLA PIERETTI
Copertina: GRAFICA VALENTINA CANTONE, GIANNI CAMUSSO
ISBN: no
Pagine: 320
Ad aprile la Mondadori ha inaugurato una nuova collana da edicola dedicata al paranormal romance, intitolata “Dark Passion”. Il primo volume pubblicato è L’Amante delle Tenebre, della saga “Companion” di Susan Squires, giunta in USA all’ottavo volume.

Algeri, 1818. Il giovane libertino Ian Rufford, erede di una disastrosa situazione finanziaria, si dirige a Tripoli per arruolarsi nel servizio diplomatico. Ma la sorte non è dalla sua parte, e la nave su cui viaggia viene assalita dai pirati. Il giovane viene imprigionato e poi venduto come schiavo, al servizio dell’affascinante Asharti, che dopo due anni di soprusi e violenze lo abbandona nel bel mezzo del deserto. Ian viene ritrovato, quasi morto, dal Maggiore Vernon Ware, che lo porta nell’accampamento inglese di El Golea. Al suo risveglio, Rufford capisce di essere sopravvissuto grazie alla borraccia datagli da Fedeyah, fedele servitore di Asharti, con cui ha placato la sua brama di sangue. Decide, quindi, di lasciare l’Egitto e salpa da Tripoli alla volta dell’Inghilterra, dove conta di trovare un medico che possa curare il suo male.
Durante la traversata incontra la giovane Elizabeth Rochewell, costretta a ritornare anch’essa in Inghilterra dopo la prematura morte del padre. Elizabeth viene rapita dalla bellezza di Rufford, divenendo sua compagna di viaggio, ma i racconti delle spedizioni con il padre archeologo, alla ricerca della città di Petra, allarmano il giovane, che era stato trattenuto proprio in quei luoghi. In un nuovo assalto dei pirati, Ian viene ferito. Elizabeth si accorge che la guarigione dell’uomo non è del tutto normale, e, scavando tra i suoi manoscritti, scopre che l’uomo di cui si è invaghita è un vampiro. L’arrivo in Inghilterra separerà i due giovani, ma le loro strade si incroceranno ancora.

Con un romanzo ricco di colpi di scena, la Squires porta il lettore in viaggio tra le sabbiose dune del deserto, facendolo soffrire e gioire insieme ai suoi personaggi. La scrittura è semplice, ma accattivante e ricca di particolari. L’autrice lascia poco spazio alla storia d’amore per incentrare il suo racconto per lo più sull’avventuroso viaggio dei protagonisti. C’è Asharti, potente vampira crudele e bramosa di sangue, alla ricerca dell’Antico che la renderà ancora più forte. In contrapposizione abbiamo la complessa figura di Ian Rufford. Il suo conflitto interiore lo porta quasi alla pazzia, il rifiuto della sua natura lo porta più volte a tentare il suicidio. Diventato anch’egli vampiro, non perde, però, il suo lato umano, e sarà proprio questo a salvarlo e a spingerlo tra le braccia della giovane Elizabeth.
Particolare la descrizione del vampiro della Squires, un parassita che divide il sangue con il suo ospite, conferendo poteri in cambio della simbiosi.

Risorse Web:
Sito dell’autrice
Collana Dark Passion sul sito Mondadori
 

lunedì 19 luglio 2010

In arrivo la “Nuova Stirpe” di Dracula

Il professor Massimo Introvigne, tra i maggiori vampirologi al mondo, nonché direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e presidente della sezione italiana della Transylvanian Society of Dracula, ha recentemente annunciato una nuova edizione del fondamentale saggio La Stirpe di Dracula. Indagine sul Vampirismo dall’Antichità ai Nostri Giorni, pubblicato da Mondadori nel 1997 e finora mai ristampato.

Si tratta di uno dei testi più completi sui vampiri pubblicati in lingua italiana, che affronta l’argomento in maniera esauriente, scandagliando tutte le forme artistiche e culturali che si sono occupate di questa intramontabile figura dell’immaginario. Il testo parte con un excursus sulle origini del vampiro, i protovampiri di Guglielmo di Newburgh e Walter Map, le epidemie di vampirismo e il dibattito teologico divampato nel ‘700. Viene esplorata, quindi, la presenza del vampiro nella fiction: quella stampata – poesia, romanzo e fumetto – e quella “rappresentata” – teatro, cinema e televisione. Non vengono trascurate le patologie e i delitti vampireschi, per concludere con la musica, i giochi da tavolo e di ruolo, e con i club e i movimenti religiosi contemporanei con miti che hanno dei riferimenti ai vampiri.

La nuova edizione del libro dovrebbe uscire per la SugarCo a febbraio del prossimo anno, per una lunghezza nell’ordine delle 500 pagine. Ne sarà coautore Stefano Priarone, esperto di fumetti, cultura fantastica e televisione.
Introvigne, tra l’altro, ha recentemente firmato la prefazione all’edizione in milanese di Dracula, tradotto da Lorenzo Banfi, giornalista della “Padania” e “reverendo” di un piccolo movimento religioso neo-celtico.

Risorse Web:
Scheda de La Stirpe di Dracula
Scheda di Vampiri: Miti, Leggende, Letteratura, Cinema, Multimedialità
English-Language Vampire Comics, 1935-2000
CESNUR
 

domenica 7 marzo 2010

Claudia Gray, "Stargazer"

Titolo: STARGAZER (Stargazer)
Autore: CLAUDIA GRAY
Anno: 2009
Edizione italiana: MONDADORI, 2010
Traduzione: LUCA FUSARI
Copertina: ENRICO VALENZA
ISBN: 978-88-04-59638-7
Pagine: 304
Pubblicato a gennaio Stargazer di Claudia Grey, sequel di Evernight. Negli States esce in questi giorni il terzo capitolo della saga, intitolato Hourglass.

L’estate volge al termine e le porte dell’accademia di Evernight si stanno per aprire per i nuovi arrivati. Bianca Olivier viene allontanata dal suo amato Lucas, dopo la scoperta che questo appartiene alla Croce Nera. La ragazza vuole scoprire a tutti i costi perché da un paio d’anni le iscrizioni sono aperte anche agli umani. Durante la notte s’intrufola nelle stanze della preside alla ricerca di indizi, ma rientrando nel suo alloggio avverte la sensazione di essere osservata e un’ondata di freddo.
L’indomani i vecchi studenti giungono alla scuola e Vic, nel salutarla, le infila in tasca una lettera di Lucas. Bianca scopre che i sentimenti del ragazzo non sono cambiati, e decide di andare all’appuntamento alla stazione di Amherst. Recandosi da Lucas, Bianca s’imbatte in una vampira dall’aspetto di una bambina indifesa, che la accompagna fino alla stazione. Ma nel vedere Lucas, la vampira cerca di aggredirlo. L’appuntamento tanto atteso si trasforma, così, in una caccia al vampiro, che finisce per creare degli attriti tra Lucas e Bianca. A complicare le cose ci si metteranno anche Balthazar e strane apparizioni di uno spettro dalle sembianze di una ragazza, che minaccia Bianca di renderla come lei.

Rispetto al primo volume della saga, Stargazer risulta più riuscito e meglio architettato. I personaggi sono meglio curati e caratterizzati, nel contesto di una narrazione semplice, scandita dal romanticismo e da vari colpi di scena. La presenza di uno spettro non risulta molto convincente. Mentre Charity, la classica vampira in cui prevale la natura del predatore, è un personaggio accattivante e decisamente più riuscito, che si ben presterebbe ad ulteriori sviluppi nei prossimi capitoli della saga, in cui, dato il salto di qualità rispetto ad Evernight, sembra lecito attendersi una crescita della qualità narrativa.

Risorse Web:
Sito ufficiale dell’autrice
Mondadori ragazzi
 

sabato 2 gennaio 2010

Mike Mignola & Christopher Golden, "Baltimore"

Titolo: BALTIMORE. IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO E IL VAMPIRO (Baltimore or, The Stendfast Tin Soldier and the Vampire)
Autore: MIKE MIGNOLA, CHRISTOPHER GOLDEN
Anno: 2007
Edizione italiana: MONDADORI, 2009
Traduzione: STEFANO DI MARINO
Copertina e illustr.: MIKE MIGNOLA
ISBN: 978-88-04-58923-5
Pagine: 312

È disponibile da ottobre, in libreria, il romanzo Baltimore, scritto a quattro mani da Mike Mignola e Christopher Golden e illustrato dallo stesso Mignola.

Durante il primo conflitto mondiale il soldato Baltmore incontra, in seguito ad una feroce battaglia, una misteriosa creatura che insuffla il suo alito malsano nella gamba ferita del soldato mandandola in cancrena. Quest’incontro scatena l’ira dei vampiri nei confronti della razza umana e presto si diffonde nelle città una letale pestilenza.
Dopo qualche tempo Baltimore convoca, presso una locanda, tre uomini: Aischros, il marinaio che lo aveva riportato a casa dopo l’incidente sul campo di battaglia, il dottor Rose, che si occupò dell’amputazione della sua gamba in cancrena, e Childress, un disertore suo amico d’infanzia. L’attesa si prolunga e i tre iniziano a raccontarsi le circostanze del loro ultimo incontro con Baltimore, ormai determinato ad annientare l’oscura creatura incontrata sul campo di battaglia e, accertato che tutti e tre credono nell’esistenza di questo vampiro, raccontano anche della prima volta che hanno dovuto affrontare le manifestazioni del male: un demone orso per Rose, marionette giganti per Aischros e una creatura sanguinaria annidata sul fondo di un lago per Childress. Ad interrompere l’attesa giunge un messo che consegna loro l’ultimo diario di Baltimore, dove leggono di come ha sconfitto un vampiro in Romania. Ormai è tardi e i tre decidono di alloggiare nella locanda, ma il padrone è un discepolo del vampiro che è diventato la nemesi di Baltimore…

Gli autori ci propongono una brillante rivisitazione del romanzo gotico classico dov’è il racconto a guidare le vicende e a preparare per il finale. Il romanzo può, infatti, essere considerato una piccola antologia che segue un filo conduttore. A intervallare le narrazioni compaiono frammenti della triste fiaba di Andersen, che aveva accompagnato l’infanzia di Baltimore quando, malaticcio, era costretto a letto.
Golden e Mignola, che non sono certo dei novizi nell’ambito della letteratura vampirica, raccontano le vicende di Baltimore e dei suoi tre amici con una prosa scorrevole e molto evocativa, le voci narranti sono offuscate da alcool scadente e arrochite dal fumo di sigarette. I paesaggi descritti alla perfezione diventano quasi tangibili, in particolare il campo di battaglia e l’ospedale da campo, dei quali il lettore, con un piccolo sforzo, riesce a percepire i miasmi pestilenziali. L’unica pecca è un finale che appare svolgersi troppo repentinamente, ma è un difetto che si può tranquillamente attribuire anche al Dracula di Bram Stoker e che non inficia la qualità delle pagine precedenti.
Le illustrazioni di Mignola, in bianco e nero, sono lo strumento ideale per visualizzare cittadine dimenticate da Dio, statue mutilate e mostri ancestrali raffigurati con pochi tratti, che esaltano l’ombra nera da cui scaturiscono.

Risorse Web:
Sito di Golden
Golden su Wikipedia
Mignola su Wikipedia
Scheda di Baltimore
 

sabato 28 novembre 2009

Guillermo Del Toro & Chuck Hogan, "La Progenie"

Titolo: LA PROGENIE (The Strain)
Autore: GUILLERMO DEL TORO, CHUCK HOGAN
Anno: 2009
Edizione italiana: MONDADORI, 2009
Traduzione: G.L. STAFFILANO
Copertina: FOTO CORBIS, ELABORAZIONE MARCELLO DOLCINI
ISBN: 978-88-04-59380-5
Pagine: 432
Disponibile dall’inizio di ottobre La Progenie, romanzo scritto, a quattro mani, dal grande regista Guillermo Del Toro e dall’affermato romanziere Chuck Hogan. Questo geniale duetto ha diligentemente introdotto la figura del vampiro in una trama mozzafiato che, sicuramente, non deluderà gli amanti della letteratura horror e thriller. La trilogia si completerà con The Fall e The Night Eternal, la cui uscita è prevista per il 2010 e per il 2011.

L’affermato dottor Eph Goodweather, ormai è giunto ai vertici dell’Ente prevenzione malattie infettive, ma la sua brillante carriera l’ha portato a dover sacrificare la famiglia arrivando al divorzio e alle conseguenti lotte per l’affidamento dell’unico figlio. Proprio durante un prezioso week-end con il suo bambino, Eph è chiamato urgentemente ad indagare sulle misteriose circostanze che hanno portato al decesso di equipaggio e passeggeri di un Boeing 777, proveniente dalla Germania, atterrato all’aeroporto di New York.
Dopo aver escluso la possibilità di un attentato terroristico, tutti gli indizi conducono alla possibilità che malattia sconosciuta si possa essere sviluppata, all’interno dell’aereo, in brevissimo tempo. Coadiuvato dalla collega Nora Martinez, Eph dispone il trasferimento delle salme negli obitori cittadini e il ricovero dei quattro superstiti in isolamento. Lo stato in cui appaiono i cadaveri e le indagini cliniche sui sopravvissuti portano a rivelazioni sconcertanti, ma l’origine del morbo non può essere spiegata nemmeno dalle più moderne nozioni biochimiche.
Ad infittire il mistero si aggiungono la successiva scomparsa dei cadaveri dall’obitorio e il loro avvistamento presso le famiglie d’origine.
L’unico uomo che conosce il segreto di quest’orrenda epidemia è il vecchio Abraham Setrakian, un insegnante di folklore in pensione che, molti anni prima, è stato testimone del medesimo orrore. Informato dai media del disastro aereo, Abraham si unirà a Eph e Nora per fermare la pericolosa epidemia, che sta trasformando i cittadini di Manhattan in fiere assetate di sangue. L’anziano professore si troverà a scontrarsi, ancora una volta, con l’incarnazione dell’incubo che lo perseguita fin dall’infanzia.

Del Toro e Hogan ci propongono un brillante thriller soprannaturale nel quale gli elementi folklorico-fiabeschi s’intrecciano alla fantascienza, creando mostri verosimili e, di conseguenza, ancor più agghiaccianti. La cronologia delle vicende è ben scandita dalla suddivisione in capitoli, separati da un’inquietante pagina nera e intervallati da flash-back riguardanti il passato di Abraham Setrakian. Le rivelazioni sono precedute dalla giusta dose di suspense e non mancano adrenaliniche scene d’azione e violenza. A impreziosire la trama si aggiungono riferimenti all’infanzia di alcuni personaggi: bambini che credevano nei mostri e, da adulti, sono ancora in grado di riconoscerli. Questi momenti ricordano la narrativa Kinghiana, nella quale troviamo spesso una sorta di maieutica dell’orrore fra le mura domestiche dove, attraverso la narrazione di fiabe e leggende terrificanti, i bambini acquisiscono anche le “armi” necessarie per affrontare le brutture del mondo reale. Hotan e Del Toro pongono l’accento su quanto, in una società moderna, l’affabulazione sia un’attività dimenticata, seppur i bambini, come il figlio di Eph, desiderino ancora ascoltare.
Al pari dei film Blade II e Il Labirinto del Fauno, il talento visionario di Del Toro e palpabile anche nelle pagine del romanzo che, non a caso, dedica a tutti i mostri della sua nursery affinché non lo lascino mai solo.

Risorse Web:
Guillermo del toro su Wikipedia
Chuck Hogan su Wikipedia
Sito ufficiale della trilogia
La Progenie sul sito della Mondadori
 

sabato 13 giugno 2009

Claudia Gray, "Evernight"

Titolo: EVERNIGHT (Evernight)
Autore: CLAUDIA GRAY
Anno: 2008
Edizione italiana: MONDADORI, 2009
Traduzione: LUCA FUSARI
Copertina: ENRICO VALENZA
ISBN: 978-88-04-58798-9
Pagine: 296
Disponibile da un paio di mesi Evernight, edito da Mondadori.

Bianca Olivier è una ragazza di sedici anni che viene iscritta suo malgrado all’Accademia di Evernight, e costretta, così, a lasciare la sua città e i suoi amici. Nel tentativo di scappare, Bianca viene seguita da Lucas, un ragazzo della scuola, che riesce a guadagnarsi la sua fiducia. La ragazza, così, si convince a tornare all’Accademia, dove, tra l’altro, insegnano i suoi genitori. I giorni successivi, però, Lucas fa finta di non conoscerla, ma poi i due finiscono irrimediabilmente per piacersi.
Il giorno del ballo d’autunno, sul punto di baciare Lucas, in Bianca si risveglia qualcosa che prende il sopravvento su di lei, e la spinge a mordere il collo del ragazzo, che rimane in fin di vita. Bianca, infatti, è una vampira, così come i suoi genitori. Per di più, la stessa Evernight è un nascondiglio di non morti e Lucas è uno dei pochi studenti umani dell’Accademia. Ma a Bianca è proibito rivelare la sua vera natura. Insofferente al senso di colpa, finisce, però, per confidarsi con Lucas. I due innamorati si riavvicinano, ma quando si verrà a sapere che il ragazzo appartiene a una casta di cacciatori di vampiri, non sarà a rischio solo il loro amore, ma la loro stessa vita.

Definito furbescamente come la versione vampiresca di Romeo e Giulietta, Evernight è l’ennesima storia d’amore pubblicata per sfruttare il “filone Twilight”. Lo stile, sebbene pensato per un pubblico adolescenziale, è fin troppo semplice e infarcito di discorsi banali e ripetitivi. Come banale risulta la trama, incentrata quasi solo sui due ragazzi, che per il loro amore sono pronti a rinnegare le proprie origini. L’idea interessante dell’inversione della identità del mostro (non più il ragazzo misterioso, che diventa l’agnello sacrificale, bensì la timida ragazzina) non basta a salvare un romanzo mediocre.

Risorse Web:
Mondadori ragazzi