lunedì 26 agosto 2013

Dampyr - N.160

Titolo: DAMPYR, N.160
Episodio: LA MONACA
Soggetto: CLAUDIO FALCO
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2013

Il convento di Sant’Arcangelo a Baiano di Napoli fu chiuso alla fine del XVI secolo a causa del comportamento scandaloso di alcune monache, capeggiate dalla consorella Agnese Ayala, accusate di commerciare col maligno.
L’antico edificio, ormai adibito a civile condominio, contiene tuttora una stanza segreta nella quale fu murata viva proprio Agnese Ayala ma, in seguito a un violento temporale, il tetto della stanza viene scoperchiato e lo spirito della monaca è così liberato dalla sua secolare prigionia.
Raggiunta dai fantasmi delle consorelle, Agnese comincia ad aggirarsi per le strade di Napoli vendicandosi sui membri della famiglia Ayala, che la costrinse alla clausura, e cercando di ricongiungersi con il demone che la fece innamorare.
Don Raffaele, insospettito dal dipinto tracciato con sangue umano rilevato sulle pareti della stanza segreta, informa Harlan e, insieme, daranno la caccia alla monaca prima che questa raggiunga l’ultima erede degli Ayala.

Claudio Falco ci propone una storia piuttosto intrigante, il mistero e l’horror non stonano affatto con la storica vivacità di Napoli, ben sottolineata dalle espressioni dialettali usate da alcuni personaggi. Abbiamo inoltre il piacere di rivedere, oltre a Don Raffaele, il “monaciello” e l’anziana “janara” che si occupa di lui.
Nicola Genzianella ha disegnato quest’avventura con la consueta attenzione per i particolari di ambienti e personaggi, conducendoci attraverso una Napoli notturna e misteriosa.

Risorse Web:
Sito Web di Nicola Genzianella
Nicola Genzianella su Wikipedia
Dampyr su wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore

domenica 28 luglio 2013

La Leggenda dei 7 Vampiri d'Oro

Titolo: LA LEGGENDA DEI 7 VAMPIRI D’ORO (The Legend of the 7 Golden Vampires)
Regia: ROY WARD BAKER, CHEH CHANG
Soggetto, scen.: DON HOUGHTON
Interpreti: PETER CUSHING (Van Helsing), DAVID CHIANG (Hsi Ten-an, Hsi Ching), JOHN FORBES-ROBERTSON (Dracula)
Dur., Col., Orig.: 83’, C, GB/HONG KONG
Produzione: HAMMER, SHAW BROTHERS
Anno: 1974

TRAMA
Transilvania, 1804. Kah (Chan Shen), sacerdote dei 7 Vampiri d’Oro, partito dal villagio cinese di Ping Kwei, dopo un lungo viaggio raggiunge il castello di Dracula. Il conte vampiro (John Forbes-Robertson) ascolta la storia del sacerdote, il cui Tempio ha perso il potere e i fedeli da quando i sette vampiri d’oro si sono addormentati. Per sfuggire al mausoleo dove è sepolto da tempo, Dracula accetta di risvegliare i vampiri e di aiutare Kah, assumendone le sembianze.
Chung King, 1904. Van Helsing (Peter Cushing) spiega a un uditorio di docenti di storia dell’università che in un sconosciuto villaggio cinese si abbatte periodicamente la maledizione dei sette vampiri d’oro.



Molti anni prima, il contadino Hsi Ten-an (David Chiang) volle affrontarli per salvare la figlia, ma riuscì solo ad uccidere uno dei sette strappandogli l’emblema del pipistrello d’oro. Secondo Van Helsing il vampirismo avrebbe avuto origine proprio nell’antica Cina. Egli vorrebbe l’aiuto dei docenti per continuare le sue ricerche, ma tutti gli danno del ciarlatano.



L’unico a credergli è Hsi Ching (ancora David Chiang), il quale racconta che Hsi Ten-an era suo nonno e che la leggenda risponde a verità: il villaggio esiste e si chiama Ping Kwei. Hsi Ching chiede l’aiuto di Van Helsing per debellare i vampiri. Viene così organizzata una spedizione, con l’aiuto finanziario dell’affascinante e ricca signora inglese Vanessa Buren (Julie Ege), che prende la palla al balzo per sfuggire alle poco gradite attenzioni del “bravaccio” locale Leung Hon (Wong Han Chan).
Alla spedizione partecipa anche Leyland Van Helsing (Robin Stewart), figlio del professore, e i fratelli Hsi, tutti maestri di arti marziali: Hsi Ching, che combatte a mani nude, i gemelli Sung (Feng Ko An) e San (Chen Tien Loong), imbattibili spadaccini, Tao (Ho Kei-Cheong), che ha «la forza di un vero drago» e utilizza le mazze, Po-Kwei (Wong Pau-Gei), che combatte con una lancia affilata, l’arciere Kwei (Liu Chia Yung), «l’uomo con la scure» Ta (James Ma), e, unica sorella, Mai Kwei (Shih Szu), incantevole e validissima combattente, di cui Leyland si innamorerà.



Durante il viaggio, dopo aver sconfitto gli uomini di Leung Hon, il gruppo viene attaccato da tre dei vampiri d’oro, ma riesce ad avere la meglio. Giunge quindi a Ping Kwei, dove prepara il terreno per la battaglia. Cala la notte e i vampiri attaccano, insieme ai morti viventi chiamati da Kah. Molti cadono da entrambe le parti e Mai Kwei viene rapita e portata al Tempio, dove Kah/Dracula deve affrontare ancora una volta il suo nemico di sempre, Van Helsing.



CRITICA
Nel cercare di risollevarsi da una grave crisi finanziaria, la Hammer provò la carta della contaminazione di horror, «sadismi orientali alla Fu Manchu» e arti marziali. Fu quindi con la specialista Shaw Brothers che coprodusse La Leggenda dei 7 Vampiri d’Oro (e in seguito, sempre nel 1974, Un Killer di Nome Shatter), ultimo capitolo della saga di Dracula/Van Helsing. Il risultato, però, non piacque alla Warner1 che, a differenza dei precedenti, rifiutò di distribuire il film in America,2 spingendo la casa inglese verso la bancarotta.3
Difficile dare torto alla Warner, per la verità. Dopo i primi suggestivi scorci transilvani, infatti, il film crolla al primo apparire di Dracula: l’assenza di Lee è già di per sé traumatica (Lee non volle proprio saperne di rimettere il mantello di Dracula), ma il vampiro di John Forbes-Robertson risulta poco credibile con la sua faccia verdastra e l’improbabile accento alla Lugosi (ma c’è da dire che l’attore fu, con suo disappunto, doppiato): per fortuna la sua presenza in scena copre pochi minuti.



L’idea dell’ambientazione cinese di una storia di vampiri è buona e l’interpretazione di Cushing permette al film di non naufragare del tutto. Interessanti i riferimenti al folklore e alla funzione apotropaica dei simboli religiosi locali: come nota Van Helsing, «in Europa i vampiri sono terrorizzati dal crocifisso, qui sarà l’immagine delle vostre divinità la nostra unica protezione». La sua lectio e la diatriba accademica che ne segue regalano qualche momento di emozione, ma troppo poco è lo spazio concesso al grande attore. Il film scorre per lo più tra combattimenti/balletti, improbabili incursioni dei sette vampiri dalla faccia di fango e lunghe sequenze dei brulli paesaggi cinesi: disastroso il make-up dei vampiri e i pipistrelleschi emblemi dorati. Avrebbero senz’altro meglio figurato i più inquietanti morti viventi di Kah: peccato non sia stato assegnato un ruolo narrativo a queste figure.



Ad ogni modo, La Leggenda dei 7 Vampiri d’Oro offre dei momenti di buon intrattenimento, per lo più legati alla presenza di Cushing. Curiosamente entusiasta della pellicola è Salvagnini: «il film, pur non riuscendo a fondere bene le sue due anime, è avvincente, curioso e interessante. L’ambientazione cinese conferisce nuovo vigore alla saga di Dracula e le scene di arti marziali, dirette dal non accreditato maestro Chang Cheh, sono belle e perfettamente inserite nel contesto». D’altra parte, Chiang e Szu erano «tra i migliori specialisti nel campo e fanno valere la loro abilità».4



NOTE
1. Cfr. J.Gordon Melton, The Vampire Book. The Encyclopedia of the Undead, Visible Ink Press, Canton, 1999, p.326.
2. Il film approdò negli USA solo nel 1978, grazie alla Dynamite Entertainment. Cfr. Massimo Introvigne, La stirpe di Dracula, Mondadori, 1997, p.330.
3. A questa pellicola sarebbe dovuto seguire un Dracula ambientato in India, Kali – Devil Bride of Dracula, in cui Van Helsing si sarebbe dovuto alleare con i religiosi indiani per combattere i vampiri transilvani. Il fantomatico Dracula Walks the Night, annunciato nel 1972, invece sembra nacque dalla fantasia di un fan. Cfr. Franco Pezzini e Angelica Tintori, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo, Gargoyle, 2008, pp.590-592, 613-14.
4. Rudy Salvagnini, Dizionario dei film horror, Corte del Fontego, 2007, p.382.




Risorse Web:
Scheda di Imdb
Karavansara: Celebrating the Shadows – a feast of imagination
ToHorror Film Fest
Strategie Evolutive
Peter Cushing, ascetico Van Helsing
 

venerdì 28 giugno 2013

Karen Essex, "Dracula in Love"

Titolo: DRACULA IN LOVE (Dracula in Love)
Autore: KAREN ESSEX
Anno: 2010
Edizione italiana: BOMPIANI, 2011
Traduzione: ALBERTO CRISTOFORI
Copertina: © RICHARD JENKINS
ISBN: 978-88-452-6623-2
Pagine: 496
Il Dracula di Bram Stoker, costituito da frammenti epistolari, ritagli di fatti di cronaca, referti medici ecc. ha avuto il merito di trasmettere ai posteri una minuziosa analisi sociale della Londra Vittoriana, mettendone alla luce gli elementi più oscuri e perversi ben mascherati dal decoro che s’imponeva. L’unico limite è che il punto di vista dell’autore è quello di un uomo del tempo, quindi i personaggi femminili sono presentati seguendo tale prospettiva, senza indagare a fondo le pulsioni delle donne che sembrano accettare tranquillamente tutto quanto, impastoiate nei loro rigidi corsetti.
La scrittrice e giornalista Karen Essex vuole riscattare queste donne riscrivendo Dracula secondo il punto di vista di Mina Murray, la moglie di Jonathan Harker che, sappiamo, ha avuto un ruolo decisivo durante la ricerca del Conte attraverso l’Europa.

Mina fin da piccola ha presentato dei comportamenti devianti, sentiva voci che nessuno udiva ed era soggetta a episodi di sonnambulismo, suscitando inevitabilmente sospetto e diffidenza da parte dei famigliari che decidono, infine, di farle frequentare un prestigioso collegio femminile. Il rendimento di Mina è eccellente e, divenuta adulta, continuerà a vivere presso l’istituto collaborando con la direttrice. La squisitezza dei suoi modi non lascia indifferente il giovane notaio Jonathan Harker che comincia a corteggiarla e le promette che, non appena avrà fatto ritorno dalla Stiria, dove deve concludere un affare importante, la sposerà.
Durante l’assenza del fidanzato, Mina decide di trascorrere un periodo di vacanza, presso l’amica Lucy Westenra, a Whitby ma un telegramma giunto da un ospedale religioso in Austria interromperà il soggiorno, divenuto alquanto imbarazzante a causa della dissolutezza di Lucy contesa fra tre pretendenti, costringendo Mina a partire per assistere Jonathan malato.
Tornata a Londra, dopo essersi sposata, Mina scoprirà che Lucy è stata rinchiusa nel manicomio del Dr Seward, discepolo di Abraham Van Helsing, dove è deceduta.
La ragazza decide di indagare sulla tragica fine dell’amica e si offre volontaria per lavorare presso l’istituto, cogliendo anche l’occasione per non pensare ai problemi coniugali che la assillano.
L’atteggiamento di Mina non è tollerato dal marito che, su consiglio di Seward, decide di farla internare e curare per l’isteria.
A soccorrere Mina dagli abominevoli trattamenti giungerà il conte Dracula, che già in altre occasioni l’aveva tratta in salvo senza rivelare la sua identità, e la condurrà in un posto isolato, dove le spiegherà le circostanze del loro amore che ha attraversato i secoli, sempre destinato a finire a causa delle scelte compiute da Mina in ogni reincarnazione.

Karen Essex si avvale di una prosa elegante e coinvolgente narrando, in prima persona, le vicende di questa giovane donna la cui esistenza è sospesa tra un mondo magico spirituale e la rigida morale vittoriana.
La condizione della donna all’epoca è analizzata con grande perizia, la “donna nuova” proposta da Stoker, secondo la Essex è ben più bigotta e attenta alle apparenze di quanto le pagine del Dracula ci facciano supporre, la sua natura è stata diligentemente soffocata e trasformata non appena è emersa, i fallimenti delle istituzioni educative femminili generano “ochette” come Lucy o, addirittura, donne lavoratrici pronte a denunciare le contraddizioni sociali, come Kate Reed (personaggio già pensato da Stoker poi abbandonato durante la stesura definitiva di Dracula).
A colpire il lettore non è tanto la storia in se, che è caratterizzata da un finale piuttosto banale e approssimativo, quanto la minuziosa documentazione sugli istituti d’igiene mentale agli albori della psichiatria, riportata dalla Essex senza ingentilimenti, si tratta, infatti, di particolari volti a smascherare i nobili ideali che sembrano guidare gli uomini di Stoker, mostrandoceli, nudi e crudi, nelle loro debolezze e perversioni.

Karen Essex parla di Dracula in Love


Risorse Web:
Casa Editrice Bompiani
Karen Essex su Wikipedia
Sito Web di Karen Essex
 

martedì 25 giugno 2013

Dylan Dog - N.321

Titolo: DYLAN DOG, N.321
Episodio: GIOVANI VAMPIRI
Soggetto: GIANCARLO MARZANO
Sceneggiatura: GIANCARLO MARZANO
Disegni: LUIGI PICCATTO
Colori: no
Copertina: ANGELO STANO
Lettering: ILEANA COLOMBO
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 06-2013
Il recente successo, ormai in fase di spegnimento, della mediocre letteratura e filmografia vampirica destinata ai giovani, non poteva non lasciare il segno nella testata bonelliana horror per eccellenza: Dylan Dog.

Un gruppo di giovani, dal look vistosamente gotico, si rivolgono all’indagatore dell’incubo perché li metta in contatto con un vero Maestro della Notte che li trasformerà in vampiri. Con tutta la diplomazia di cui dispone, Dylan rifiuta l’incarico e dice loro che i vampiri non esistono.
Delusi, ma non rassegnati, i ragazzi si recano nel cimitero per stipulare un patto di sangue: il primo di loro che sarà trasformato in vampiro dovrà, a sua volta, trasformare gli amici. Dopo il rituale si recano in un locale gotico dove una di loro, Octavia, riceve le attenzioni di un misterioso e affascinante gentiluomo.
Dopo quella sera di Octavia si perdono le tracce ma, tre giorni dopo, May la vede attraverso la video chat mentre aggredisce una sua amica, rispettando il patto di sangue celebrato nel cimitero.
May torna a rivolgersi a Dylan Dog che, vista la peculiarità del caso, non può esimersi dall’indagare.
Gli indizi porteranno Dylan sulle tracce del misterioso corteggiatore di Octavia il quale, trovatosi alle strette, ucciderà i ragazzi che tiene nascosti prima di essere raggiunto dalle pallottole sparate da Dylan.
Ma la partita non è ancora finita, esiste davvero un Maestro e non è disposto a tollerare uno smacco di questo genere.

Seppur ad un primo sguardo quest’avventura possa sembrare banale e priva di originalità, Marzano pone comunque alcuni interessanti spunti di riflessione sulla condizione della gioventù attuale. I protagonisti di quest’avventura sono ragazzi che hanno praticamente tutto ma la famiglia da cui provengono, senza arrivare all’eccesso rappresentato dalla madre di May, si dimostra carente per quanto concerne la presenza e la responsabilità genitoriale. Vediamo un’Octavia obesa e dalla bassa autostima concedersi al primo uomo che la nota, e vediamo i ragazzi scappare davanti alla polizia dichiarando che avrebbero preferito trovarsi davanti un vero Maestro della Notte. Si tratta di paradossi che, secondo chi scrive, sono molto vicini alla realtà attuale per circoscriverli nell’ambito degli espedienti letterari. I disegni di Piccatto sono caratterizzati da tratti essenziali e nervosi, destinati a un gusto moderno, si segnala qualche imperfezione nella riproduzione delle apparecchiature elettromedicali nelle tavole finali dell’albo.

Risorse Web:
Segio Bonelli Editore
Giancarlo Marzano su Craven Road 7
Angelo Stano su Wikipedia
Luigi Piccatto su Wikipedia
Altre storie vampiresche di Dylan Dog: N. 13, 62, 147, 214, Albo Gigante N.6, Albo Gigante N.15, Color Fest N.1
 

sabato 22 giugno 2013

Maxi Dampyr - N.4

Titolo: MAXI DAMPYR, N.4
Episodi: 1.OPERAZIONE VIPER, 2.URLA DAL PROFONDO, 3.L'ESSENZA DELLA FOLLIA
Sogg. e scenegg.: DIEGO CAJELLI
Dis.: MARCO SANTUCCI (ep.1), GIULIANO PICCININNO (ep.2), ALESSANDRO BAGGI (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2012

Prima della pubblicazione del Maxi Dampyr del 2013, sarà bene parlare del quarto maxi albo di Dampyr, contenente tre entusiasmanti avventure sceneggiate da Diego Cajelli.

Operazione Viper: Harlan e Kurjak sono imbarcati in una missione di soccorso ai Caraibi; dovranno trarre in salvo un gruppo di ecologisti, che sta conducendo un esperimento nell’isola di Cayo Estrelita, in difficoltà a causa di un uragano. Le vittime sono ignare di far parte di una sperimentazione finanziata dalla Temsek, a bordo del cargo inizieranno a trasformarsi in mostruose creature che, insieme alla burrasca che infuria, daranno filo da torcere ai nostri eroi.

Urla dal Profondo: sono passati molti anni dalle migrazioni dei puritani verso le coste degli Stati Uniti, ma i tesori contenuti nei relitti che giacciono in fondo al mare sono ancora fonte di grande interesse. Sulle coste del Maine è in corso il recupero della Graceland, una nave affondata nel XVII secolo, ma l’impresa sembra impossibile: una misteriosa entità malvagia sta mietendo vittime non solo nel fondale ma anche fra gli abitanti del villaggio costiero. Giunto sul posto per compiere le indagini in merito, Harlan dovrà combattere da solo contro un esercito di morti viventi guidati da un pastore anglicano che dovrebbe riposare in pace fra i rottami della Graceland.

L'Essenza della Follia: La vicenda è ambientata nella Francia Meridionale, dove Louis Blanchard, uno dei profumieri artigianali più rinomati, conduce una vita tranquilla almeno fino a quando un antico segreto comincia a emergere rendendolo vittima di spaventose allucinazioni. Nel corso dei secoli i Blanchard, seguendo le indicazioni di un demone, hanno cercato di estrarre un’essenza sublime, capace di far impazzire gli uomini, sacrificando giovani donne. Prima che sia troppo tardi Harlan e Kurjak fronteggeranno le schiere infernali costringendole ad abbandonare le loro mire su Louis Blanchard.

Inevitabile il mio apprezzamento per quest’albo le cui storie appartengono a uno dei migliori sceneggiatori italiani. Operazione Viper è un episodio pieno d’azione ma circoscritto in uno spazio ristretto e claustrofobico, l’ansia del lettore si amplifica pagina dopo pagina. I disegni di Santucci si accordano perfettamente con l’effetto voluto dallo sceneggiatore per la scrupolosa attenzione ai dettagli alla dinamicità delle figure.
Già dall’ambientazione di Urla dal profondo si coglie un omaggio a Stephen King e, procedendo nella lettura, vediamo alcuni piccoli indizi che ci guidano verso la corposa produzione letteraria del Re del brivido.
Dopo King è la volta di Suskind con L’essenza della follia, caratterizzato da una narrazione che cambia continuamente prospettiva, non solo passando dal presente al passato con continui flash back, ma confluendo anche in dimensioni ultraterrene e allucinatorie. La fantasia di Alessandro Baggi ha dovuto fare gli straordinari per assecondare una sceneggiatura così complessa, ma il risultato è davvero encomiabile.

Risorse Web:
Il blog di Diego Cajelli
Sito Web di Marco Santucci
Giuliano Piccininno su Wikipedia
Sito Web di Alessandro Baggi
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 21 giugno 2013

Dampyr - N.159

Titolo: DAMPYR, N.159
Episodio: LA BESTIA DEL GEVAUDAN
Soggetto: ANDREA ARTUSI, IVO LOMBARDO
Sceneggiatura: ANDREA ARTUSI, IVO LOMBARDO
Disegni: ANDREA DEL CAMPO con la collaborazione di ANDREA ARTUSI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 06-2013

Continua il soggiorno francese di Harlan in compagnia della bella giornalista Angelique. I due si troveranno nella regione della Lozére dove, fra il 1764 e il 1767, più di un centinaio di persone furono aggredite e uccise dalla “Bestia del Gevaudan”.
In Rue Montparnasse, a Parigi, il dampyr, qualche anno fa, dovette scontrarsi con il Maestro della Notte Verdier nella Maison D’Enfer, ora ristrutturata e adibita a museo. Un antico messale, esposto nell’abitazione, susciterà in Harlan la prima visione concernente la Bestia del Gevaudan e lo convincerà a partire, insieme ad Angelique, per la Lozère dove sembra che si stiano ripetendo omicidi simili a quelli riportati nelle cronache del XVIII secolo.
Grazie alle visioni di Harlan, l’aiuto del discendente dell’uomo che catturò la bestia e l’intervento della vampira Araxe, sarà sventato il piano di Verdier di resuscitare gli Dei Primigeni, sacrificando giovani donne.

La Bestia del Gevaudan ha solleticato la fantasia di molti registi e scrittori, era inevitabile che diventasse il tema di una delle avventure di Dampyr. Artusi e Lombardo hanno sfruttato bene questo soggetto associando elementi attuali, quali la cripto - zoologia e la clonazione, ai più Lovecraftiani Antichi Dei (da evocarsi con l’apposito “manuale”).
Andrea Del Campo, alla sua prima prova ufficiale con Dampyr, si dimostra perfettamente a suo agio nelle scene notturne e nei dettagli agghiaccianti delle creature mostruose. All’illustrazione dei flash-back ha partecipato anche Andrea Artusi.

Risorse Web:
Andrea Artusi su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Dampyr su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

Dampyr - N.158

Titolo: DAMPYR, N.158
Episodio: SERATA AL GRAND GUIGNOL
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: ALESSIO FORTUNATO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 05-2013

Il numero 158 di Dampyr è ambientato a Parigi, nei pressi del quartiere artistico di Montmartre dove, alla fine dell’ottocento, i cittadini accorrevano numerosi per provare genuini brividi di terrore assistendo agli spettacoli del Grand Guignol.
Il manager teatrale Mathis si sta prodigando per riportare in auge le antiche pièces teatrali del Grand Guignol ma, a fronte delle reazioni del pubblico moderno, volte più al riso che alle grida di terrore, si sente profondamente frustrato. Quando un misterioso regista, che si fa chiamare “Principe Sho Huan”, si offre di aiutarlo nel suo intento, Mathis accetta di buon grado.
Anche Harlan si trova a Parigi e, insieme alla sua amica Angelique, assiste alla prima dello spettacolo di Sho Huan.
La rappresentazione riesce con successo nell’intento di spaventare il pubblico attraverso il sangue ma, all’epilogo, si consuma un delitto vero e proprio.
La tragedia non ferma gli attori che si trovano, l’indomani, a tornare in Rue Montparnasse per provare nuovi spettacoli diretti da Sho Huan.
Sarà compito di Harlan scoprire chi è in realtà l’oscuro regista e porre fine agli agghiaccianti spettacoli – carneficine consumati a teatro.

Boselli ci propone un’avventura davvero coinvolgente, la finzione scenica s’insinua sul piano della realtà rendendo protagonista non solo l’attore, ormai irreversibilmente catturato dalla rappresentazione, ma anche gli spettatori che devono cercare di salvarsi dalla sadica violenza, tipicamente grandguignolesca, che sta per avventarsi su di loro.
Alessio Fortunato che, come leggiamo nell’editoriale, conosce molto bene la storia del Grand Guignol, ha riprodotto fedelmente le ambientazioni, in particolare gli interni del teatro, riuscendo a porre la doverosa enfasi anche alle atmosfere e al phatos delle scene.

Risorse web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Blog di Alessio Fortunato
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia