mercoledì 5 ottobre 2022

Dampyr - N.264

Testata: DAMPYR, N.264
Episodio: CUORI DI TENEBRA
Testi: LUIGI MIGNACCO
Disegni: ARTURO LOZZI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 03-2022

Harlan, Kurjak e Tesla si mettono in viaggio per la Sierra Leone, dove un gruppo di russi impegnati in un safari è stato ferocemente massacrato nella foresta, forse dai leggendari uomini pantera.
Sotto la copertura di una missione esplorativa di un ente ecologico, i nostri giungono sul luogo, dove si imbattono nel sergente Maloka e nei mercernari di una multinazionale mineraria, sotto la guida dell’ingegner Brown. Nonostante qualche attrito con i militari, i nostri rimangono nella zona e intervengono a difesa dei soldati quando vengono attaccati da un branco di non-morti: sono i sopravvissuti del branco di Omulù (precedentemente eliminato da Harlan nella storia doppia dei numeri 6 e 7), che abitano quei luoghi e offrono protezione agli abitanti del villaggio in cambio dell’offerta volontaria e non letale di sangue.

Il capovillaggio rivela ad Harlan il nascondiglio del branco, avendo riconosciuto in lui una creatura più forte degli uomini pantera. Da parte loro, i vampiri di Omulù vogliono vendicare il Maestro, che sanno essere stato ucciso dal Dampyr. I nostri si alleano quindi con gli uomini di Brown, fornendo loro proiettili trattati, e si inoltrano nelle caverne dove si nascondono i vampiri. La lotta è senza quartiere, ma ben presto i nostri scopriranno che i veri nemici non sono i non-morti contro cui combattono.

Una storia d’avventura ricca d’azione, nel cuore della foresta africana, in cui c’è un accenno di critica sociale rispetto allo sfruttamento delle risorse dei paesi africani da parte delle avide e spietate multinazionali occidentali. Non sempre gli amici risultano essere quelli che ci somigliano di più e i nostri, dopo aver inopportunamente stretto un “patto col diavolo”, capiscono appena in tempo il loro errore. Nel corso del racconto, Mignacco ritaglia un piccolo sipario per mostrare il buon cuore del nostro Emil, che si fa paladino dei bambini contro un prepotente soldato.

Spettacolari i disegni di Lozzi, estremamente realistici, anche grazie a un largo uso di ombreggiature e sfumature. L’artista pone molta attenzione nel raffigurare i personaggi, come ad esempio per i riflessi e le ombre sulla pelle degli uomini pantera. I chiaroscuri vengono sapientemente sfruttati anche per dare un forte senso di drammaticità ad alcune scene.



Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Arturo Lozzi
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 2 ottobre 2022

L’Ultima Frontiera

Testata: L’ULTIMA FRONTIERA
Testi: PIETRO GANDOLFI
Disegni: TONI VICECONTI
Lettering: TONI VICECONTI
Pagine: 6
Edizione: MIDIAN COMICS, 08-2022

La giovane casa editrice underground Midian Comics ha prodotto un fumetto molto particolare, composto da cinque tavole e un’illustrazione chiuse in una busta in formato A4, a mo’ di portfolio. Si tratta di una storia realizzata per un concorso sul tema “Ultima frontiera”, organizzato da Casale Comics and Games, in cui i due autori si sono classificati al secondo posto.

Una bambola in pezzi continua a chiedere coccole con il suo disco rotto. Carcasse di macchine sono accalcate ai bordi delle strade. L’erba ha invaso i porticati delle case, le cui porte ormai sono divelte. È in questo mondo che si muove una donna dalla curiosa armatura, una sorta di futuristico esoscheletro. A un certo punto si imbatte in un gruppo di mostruose creature antropomorfe, di una specie che è comparsa sulla terra all’improvviso, non si sa proveniente da dove. Sono i “vampiri diurni”, che in breve sono diventati la specie dominante sul pianeta. La nostra eroina non ha paura di affrontarli, e si sa difendere bene. Perché niente può fermarla nel suo viaggio verso la salvezza, verso l’Ultima Frontiera, un posto sicuro dove ricominciare a vivere. Ma è davvero lì quello che sta cercando?

Nelle cinque tavole di questa storia scritta da Pietro Gandolfi veniamo portati in un mondo post-apocalittico che ricorda quello di Io sono leggenda, un mondo in cui le strade sono vuote, le case in rovina e forse l’aria è contaminata (a giudicare dalle maschere antigas che compaiono nel finale). L’eroina dal look alla Sigourney Weaver di Alien e la spada alla Michonne di The Walking Dead, è una guerriera (di cui non ci viene detto il nome) che non è disposta a nessun compromesso, ma che custodisce gelosamente nel cuore la speranza di un vita in cui non essere più sola, in cui non doversi più nascondere o scappare: una vita degna di tale nome.

Se nella precedente collaborazione degli autori (il bell’horror intimistico L’ultimo respiro) lo stile era più “crepuscolare” e onirico, con un chiaro omaggio a José González, qui i disegni di Toni Viceconti, in tavole molto articolate, si fanno più netti e carichi di dettagli, per meglio rendere la desolazione del racconto, con un’estetica che si rifà a The Walking Dead: rottami, carogne, rovina e abbandono. Ben caratterizzata l’eroina della storia, il cui volto riesce a trasmettere sorpresa, rabbia e determinazione. I vampiri diurni sono raffigurati come mostri ripugnanti, dai nasi pipistrelleschi, a volte con ali membranose, sorta di mix tra la versione chirottera del Dracula di Gary Oldman e i vampiri mostruosi di Underworld, nell’alveo ormai consolidato di un ritorno della figura del vampiro al genere horror.

Risorse Web:
Pietro Gandolfi su Wikipedia
Pagina Facebook di Pietro Gandolfi
Pagina Facebook di Toni Viceconti
Sito di Casale Comics and Games
Pagina Instagram di Casale Comics and Games
Pagina Facebook di Midian Comics

sabato 1 ottobre 2022

Dampyr - N.263

Testata: DAMPYR, N.263
Episodio: LA COLLANA DI BHANGARH
Testi: STEFANO PIANI
Disegni: SIMONE DELLADIO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 02-2022

India, 2018. I due amici Rajiv e Harish decidono di trascorrere la notte nella città abbandonata di Bhangarh, aperta ai turisti solo durante il giorno e dall’accesso severamente vietato di notte. Girando tra le rovine, a un certo punto Rajiv vede il fantasma di una principessa e altri spettri, mentre Harish viene impiccato. Il ragazzo riesce a fuggire e raggiunge una stazione di polizia, dove però non viene creduto, anche perché Harish ricompare sano e salvo.

Oggi. Maud Nightingale è a Calcutta per una conferenza. Mentre cammina per strada con il suo amico Neel, viene avvicinata da Harish, che le chiede di consegnare il rasāyana alla Principessa e di non farlo avere a tale Uptal. Al contatto con la sua mano, Maud ha una visione di soldati con la scimitarra che uccidono donne e bambini. Neel interviene per allontanare Harish e ne nasce una rissa, in cui intervengono degli agenti: l’amico di Maud finisce in ospedale e Harish ucciso.
In breve anche Harlan raggiunge Calcutta e riferisce a Maud le sue scoperte: il rasāyana è un composto alchemico che sarebbe in grado di dare la vita eterna. Nelle indagini Maud e Harlan vengono a sapere del viaggio a Bhangarh in cui Harish era diventato un’altra persona, tanto da arrivare ad accoltellare il padre, e riescono alla fine a trovare il rasāyana, che risulta essere una collana dai grandi poteri magici.
Harlan e Maud raggiungono quindi Bhangarh, dove si troveranno ad affrontare da un lato Uptal, che vuole ciò che a suo avviso gli spetterebbe dopo il tradimento dell’ex socio Harish, e dall’altro gli spiriti degli abitanti, imprigionati nella città fin dal Seicento, quando vennero fatti massacrare dal Gran Moghul per punire la principessa Rani, rea di non aver accettato le profferte amorose del mago Singhia.

Quella imbastita da Piani è una storia intensa, che scava poco alla volta in un fosco passato di corteggiamenti a colpi di magia e spietati eccidi a scopo di vendetta. A muovere tutto è la brama dell’uomo: per il possesso di una donna nel caso di Singhia, per la vita eterna da parte del Gran Moghul. Ma l’episodio è anche un viaggio in un’India leggendaria, fatta appunto di magia, di bellissime principesse e di antiche rovine, ma anche di caos, traffico e ristoranti. In definitiva, una storia avvincente e di spessore, con un ottimo ritmo e ricca di colpi di scena.
I disegni di Delladio sono, come sempre, puliti e precisi, con un attento studio delle prospettive, come risulta evidente nelle architetture urbane, un’ottima resa delle scene drammatiche, come quella dell’attentato a Rajiv o della trance di Maud, e coinvolgenti attacchi di mostri e fantasmi. Molto ben caratterizzati i personaggi, tra i quali l’insidioso Samir rimanda al tratto del grande Sergio Toppi.



Risorse Web:
Stefano Piani su Wikipedia
Blog di Simone Delladio
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

giovedì 29 settembre 2022

Dampyr - N.262

Testata: DAMPYR, N.262
Episodio: SCHIAVI DEL KROKODIL
Testi: DAVIDE BARZI
Disegni: FABIANO AMBU
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 01-2022

Harlan, Kurjak e Tesla sono in Armenia per indagare sull’attacco di un gruppo di non-morti all’orfanotrofio di Gyumri, che stranamente hanno fatto vittime solo tra gli adulti. Fingendosi giornalisti, Harlan e Kurjak ottengono dall’infermiera Ghegel la spiegazione del ritrovamento di un peluche di Dikobraz: due fratelli cresciuti nell’orfanotrofio, Hagop e la sorella Sirihui, si identificavano con l’orsacchiotto Dikobraz e la percorella Ovjeta, protagonisti di una serie di libri e cartoni animati sovietici degli anni Sessanta; il padre dei due ragazzi fu ucciso in Azerbaigian durante un pogrom contro gli armeni, e la madre morì poco dopo aver partorito Sirihui.

All’ospedale di Erebuni i nostri apprendono da Michel Dast e Arno Lotsari del Medical Team che Hagop era caduto nella dipendenza da krokodil, un oppiaceo artigianale molto economico, che nel giro di poche settimane rende la pelle simile a quella di un coccodrillo, con una speranza di vita di due o tre anni. Per uscirne, Hagop si arruolò, finendo poi in Kurdistan con un gruppo paramilitare di mercenari.
Harlan e soci scopriranno che l’attacco all’orfanotrofio era il primo atto di una vendetta non solo contro infermieri e medici dediti allo spaccio di krokodil, ma anche contro un fratello colpevole di abbandono. La resa dei conti avverrà nei sotterranei della città fantasma di Ağdam, in Azerbaigian.

In questo episodio, incentrato su una realtà di maltrattamenti su minori e di spaccio di droga, spicca la spietatezza dei medici e degli infermieri dell’orfanotrofio. I due giovani protagonisti, resi orfani dalla guerra, hanno in sostanza un destino segnato: per loro non c’è scelta, non c’è speranza di salvezza, se non nella soluzione finale, l’unica in cui possono infine ritrovarsi.
È sempre un piacere poter ammirare i disegni di Fabiano Ambu, che risultano a tratti ariosi e con grande senso dello spazio, in particolare nelle vignette multiple dei paesaggi e degli scorci architettonici, più spesso scuri e carichi di ombre, a tradurre la cupezza della storia. Il tratto è pulito, nitido, e notiamo la bravura dell’artista anche in piccoli particolari come i tendini di una mano, la ruga di un volto o un pupazzo abbandonato, in grado di creare efficacemente sensazioni di tensione, rabbia o tristezza.



Risorse Web:
Blog di Davide Barzi
Sito web di Fabiano Ambu
Pagina Facebook di Fabiano Ambu
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

domenica 25 settembre 2022

Dampyr - N.261

Testata: DAMPYR, N.261
Episodio: OPERA MORTALE
Soggetto: MAURO BOSELLI, CLAUDIO FALCO
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: SIMONE DELLADIO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 12-2021

Connolly, il barista del pub Molly Malone, si prende una serata libera per uscire con la bella Kamila. Catturato dal suo fascino, il barista non esita ad accompagnarla a una rappresentazione del Flauto magico di Mozart, che però si rivela una trappola: gli attori e la stessa Kamila sono degli spietati non-morti a caccia di vittime. Nel massacro generale, Connoly riesce ad uscire dal teatro, poi vede sparire il tendone e gli spettatori superstiti, per ritrovarsi circondato dai vampiri. Per fortuna giunge in suo soccorso Harlan, scortato dal cavaliere Savnok. Più tardi, Harlan spiega a Connoly che, come gli altri suoi amici praghesi, è un bersaglio del suo nemico Rubicante, di nuovo libero.

Nei giorni seguenti i nostri devono darsi da fare per difendere i loro amici: Jorge viene salvato da Tesla dalle grinfie della Carmen di Bizet, Saugrénes è sottratto da Harlan al Faust di Gounod, Nikolaus sfugge al Barbiere di Siviglia di Rossini grazie all’intervento di Harlan e Kurjak. Tutte queste messe in scena non sono che il preludio all’attacco finale di Rubicante, che non agisce di sua iniziativa, ma è al servizio di Henzig, il Maestro della Notte cinefilo: lo scontro finale avverrà sulle note del Macbeth di Giuseppe Verdi.

In questa storia Falco e Boselli calano i personaggi nel mezzo di varie opere liriche, con le vittime di turno alla mercé dei protagonisti di Mozart, Verdi, Rossini, Bizet, messi in scena dall’originale villain Rubicante, demone fuggitivo alla ricerca di vendetta. Un aspetto assai interessante dell’episodio sono gli scorci praghesi, sul cui sfondo si delinea una fotografia della vita dei protagonisti e dei comprimari della serie nella loro quotidianità (compresi gli abitanti del Teatro dei Passi Perduti), proponendoci anche una sorta di “tour” di molti dei luoghi dampyriani a Praga: la libreria Knihkupectvi, l’Antikvariat Frantisek, il Teatro dei Passi Perduti, il pub Molly Malone, il pub All’Aquila Verde.

I disegni di Delladio sono suggestivi e ricchi di espressività: spiccano un sornione Nikolaus, un maligno Rubicante, un assorto Harlan che morde al collo un non-morto. L’uso di un particolare tipo di tratteggio contrapposto conferisce alle tavole una certa atmosfera. Notevoli poi la splash page di pagina 52, in cui viene rappresentato l’incontro tra Rubicante ed Henzig, e una spettacolare tauromachia affrontata da Tesla.



Risorse Web:
Pagina Facebook di Claudio Falco
Mauro Boselli su Wikipedia
Blog di Simone Delladio
Sergio Bonelli Editore
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venerdì 23 settembre 2022

Dampyr - N.260

Testata: DAMPYR, N.260
Episodio: LA STORIA DI JACK LANTERN
Testi: NICOLA VENANZETTI
Disegni: MICHELE CROPERA
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 11-2021

A metà Ottocento Jack Whelan girava l’Irlanda con uno spettacolo di “Phantasmagoria”: per mezzo di una lanterna magica dava corpo alle immagini di folletti e diavoli, che sembravano prendere vita davanti agli occhi esterrefatti del pubblico. Il segreto di Jack, di cui erano all’oscuro anche l’impresario e il figlio adottivo Robert, era l’aiuto di una strega, la “venerabile” Cailleach. In cambio del suo potere, indossando la spaventosa maschera di una lanterna intagliata, Jack procurava anime alla strega per prolungarne la millenaria esistenza. Robert era dunque destinato a essere ucciso perché il padre adottivo ne assumesse l’identità.

Jack è in attività ancora oggi, e la notizia delle sue ultime vittime attira Harlan ed Emil nella contea di Donegal, in Irlanda. I nostri scoprono così che la storia di Stingy Jack, condannato eternamente a vagare in un limbo alla luce di una lanterna, è ben più che una leggenda. Indagando sulla sua maschera, un’antica lanterna simile a quelle intagliate anticamente in Irlanda per la festa di Ognissanti, Dampyr e socio giungono al Blue Velvet Circus, che Jack ha appena lasciato dopo un litigio con l’impresario di turno. Harlan e Kurjak vengono aiutati a cercare l’uomo dalla trapezista Grace, la ragazza di Sean, il nuovo figlio adottivo di Jack, la quale ha il potere di vedere nell’animo delle persone. L’anima e il potere di Grace fanno gola a Cailleach, che aiutata da Jack intraprende un diabolico piano per impadronirsene. Ma per riuscire nel loro intento, i due dovranno prima affrontare Harlan e Kurjak.

Questa storia di Venanzetti affonda nel folklore irlandese svolgendosi in una suggestiva atmosfera felliniana. Interessanti e assai diversi i due villain dell’episodio: irrimediabilmente malvagia è certamente la strega Cailleach, mentre Jack Whelan ha l’attenuante di un’infanzia di schiavitù a lavorare nelle miniere e di una solitudine mitigata soltanto dall’accoglienza ricevuta dalla strega. Pesano qui l’assenza e/o il fallimento dei genitori, dei padri in particolare, dato che Jack diventerà un padre padrone, incapace di qualsiasi affetto e umanità.
Cropera realizza con abilità un’atmosfera cupa, plumbea, in un racconto che mette in scena la malvagità, l’egoismo e la miseria umana. Impagabili le espressioni furbesche o ammiccanti di alcuni personaggi, tipicamente resi con fattezze dai tratti spigolosi, com’è nello stile dell’artista. Molto belle le scene della collina e della casa della strega, e dei riti druidici, in cui il gioco di ombre riesce a tradurre in immagini il senso di minaccia e di pericolo che incombe su Grace.



Risorse Web:
Pagina Facebook di Nicola Venanzetti
Pagina Facebook di Michele Cropera
Sergio Bonelli Editore
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sabato 17 settembre 2022

Dampyr: tra vampiri e folklore affascinante: intervista a Mauro Boselli

A più di vent’anni dall'esordio, Dampyr è diventato un film, la cui uscita in sala è stata annunciata per il 28 ottobre prossimo. Per accompagnare l’evento la Bonelli ha pubblicato una miniserie che racconta le origini di Dampyr, e nell’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con uno dei due creatori, nonché principale sceneggiatore, ovvero Mauro Boselli.

Qui potete leggere il testo integrale dell’intervista: Dampyr: tra vampiri e folklore affascinante.

Di seguito qualche piccolo estratto:

«E dunque scopriamo anche che il motivo per cui Draka voleva un figlio, non era soltanto procurarsi un’arma – come pensava lo stesso Harlan – per combattere i suoi nemici all’interno della famiglia dei Maestri, ma era anche un motivo legato all’amore: lui amava Fortunata, come poi amerà Velma.»

«[B]isognava – questa era una necessità dell’epoca – entrare subito in medias res nella serie: le serie Bonelli non possono aspettare prima di decollare, e Dampyr doveva decollare subito.»

«Io non sono d’accordo con quelli che fanno eziologia, cioè ricerca delle cause originarie, per cui fanno vedere l’origine della dinastia dei Draghi, o addirittura l’origine dell’anello di Sauron. Queste storie – mi riferisco a questi due fenomeni letterari – fanno parte di un flash-back che funziona come flash-back.»

«Adesso sto scrivendo la nuova serie di Taliesin, che cerca di mettere ordine nei sei numeri precedenti in cui lui compare, e collegarlo finalmente e defitivamente al mondo del Dampyr moderno. Anche se vedremo altre avventure di Taliesin in futuro, fino alla sua vecchiaia, nei secoli successivi.»

«[I] nostri vampiri mettono insieme un po’ tutto, già dall’inizio: mettono insieme il vampiro gentiluomo col vampiro orrido alla Nosferatu. E quindi è il mito del vampiro, certo rivisto, ma anche in qualche modo fedele alla classicità.»



Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
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Sergio Bonelli Editore