sabato 12 ottobre 2013

Kerrelyn Sparks, “Come Sposare un Vampiro Milionario”

Titolo: COME SPOSARE UN VAMPIRO MILIONARIO (How to Marry a Millionaire Vampire)
Autore: KERRELYN SPARKS
Anno: 2005
Edizione italiana: DELOS BOOKS, 2011
Traduzione: SABRINA SCALVINONI
Copertina: SAMANTA LEONE
ISBN: 978-88-6530-082-4
Pagine: 425
Come Sposare un Vampiro Milionario è il primo romanzo della serie “Love at Stake” di Kerrelyn Sparks. Ogni volume propone la storia d’amore tra due personaggi diversi, in un mondo nel quale gli esseri umani sono all’oscuro dell’esistenza dei vampiri.
Questi ultimi, da qualche tempo, si nutrono di sangue sintetico ma c’è ancora una potente fazione di vampiri, i puri, che rivendicano la necessità di nutrirsi nella maniera tradizionale, diventando una fonte di guai difficile da risolvere pacificamente. D’altra parte, essere un vampiro non è esattamente la condizione più invidiabile che esista, tanto per cominciare non si è immuni dagli incidenti che occorrono anche ai comuni mortali. Roman Draganesti, collaudando un dispositivo di erogazione di sangue sintetico, ha perso uno dei suoi canini e, prima che sopraggiunga l’alba, deve trovare un dentista che rimpianti il dente nell’alveolo. Il vampiro riesce a raggiungere la clinica odontoiatrica dove lavora Shanna, una bellissima dentista tutelata dal programma per la protezione testimoni, ma l’intervento non può essere effettuato in quanto la donna, da quando ha visto assassinare la sua amica, ha sviluppato una vera e propria fobia per il sangue. Inoltre la mafia russa, dalla quale credeva di essere al sicuro, ha trovato Shanna e non intende lasciarsela scappare di nuovo. Seguiranno una serie di rocambolesche avventure che porteranno non solo al reimpianto del canino ma anche alla nascita della storia d’amore tra Roman e Shanna.

Le vicende romantico-sensuali di Roman e Shanna, si sviluppano attraverso doppi sensi, equivoci e situazioni quotidiane che, in un contesto vampiresco, diventano ridicole, a buon titolo la casa editrice Delos ha inserito la serie nella collana “Vampiri e Paletti”, insieme alla serie dedicata alla famiglia Argeneau di Lindsay Sands.
Seppur appartengano a due mondi diversi, Roman e Shanna sono molto simili, entrambi fanno quotidianamente i conti con un passato che li ha segnati e che preclude loro la possibilità di costruirsi un futuro sereno. Solo quando riusciranno ad aprirsi l’uno all’altra e a collaborare per far fronte alle minacce che incombono, potranno dare inizio a una nuova vita.
Kerrelyn Sparks ha uno stile vivace, consentendo una lettura veloce e scorrevole del romanzo, anche se l’intento esilarante di alcune situazioni è soltanto sfiorato.

Risorse Web:
Sito di Kerrelyn Sparks
Delos Books
 

giovedì 10 ottobre 2013

Vampire Princess Yui - N.3

Titolo: VAMPIRE PRINCESS YUI, N.3
Episodio: UNA NOTTE BUIA COME LA PECE
Soggetto: NARUMI KAKINOUCHI
Sceneggiatura: NARUMI KAKINOUCHI
Disegni: NARUMI KAKINOUCHI
Copertina: NARUMI KAKINOUCHI
Traduzione: BRUNO GRAMIGNA
Lettering: n.i.
Pagine: 184
Ed. originale: AKITA PUBLISHING, 1995
Ed. italiana: GOEN, 2012

Riprendiamo, con il terzo numero, a parlare della serie Vampire Princess Yui, spin off di Vampire Princess Miyu, pubblicata da Goen.

Il passato di Yui, diventata vampira dopo aver incontrato Miyu, riemerge puntualmente facendole rimpiangere la sua vita come una ragazza normale. Talvolta nemmeno Nagi, che l’accompagna e la protegge nel corso dei viaggi che compiono attraverso il Giappone, riesce a consolarla. Queste distrazioni possono diventare fatali perché i nemici di Yui sono sempre in agguato per impedire il risveglio della principessa che riposa nel lago.
Il demone Shiki, con le sue inseparabili ancelle, tende un agguato a Yui e Nagi segue una battaglia contro gli elementi, sabbia, acqua e vento, ognuno dominato dalle affascinanti serve del demone, che mettono in serie difficoltà i nostri eroi. L’intervento di Senju, custode della principessa che riposa nel lago, ribalterà le sorti dello scontro a favore di Yui e Nagi.

Sebbene non vi sia nulla da eccepire al gradevole disegno della Kakinouchi, permane qualche problema nel seguire le vicende a causa di una narrazione spesso interrotta da episodi concomitanti o appartenenti al passato dei protagonisti.

Risorse Web:
Goen/RW Edizioni
Narumi Kakinouchi su Wikipedia
 

martedì 8 ottobre 2013

Vampire Princess - N.2

Titolo: VAMPIRE PRINCESS, N.2
Soggetto: TOSHIHIRO HIRANO
Sceneggiatura: TOSHIHIRO HIRANO
Disegni: NARUMI KAKINOUCHI
Copertina: NARUMI KAKINOUCHI
Traduzione: MANUEL MAJOLI (STUDIO RENOIR)
Lettering: ACROBAT
Pagine: 170
Ed. originale: FLEX COMIX, 2010
Ed. italiana: PANINI, 2012

Nel primo albo di Vampire Princess, Toshihiro Hirano e Narumi Kakinouchi ci hanno presentato il primo incontro fra Yu e Yui e la nascita della loro amicizia. Le avventure di questa serie, pubblicata in Italia da Panini, sono ambientate nell’epoca Meiji (1868 -1912), in cui l’occidente inizia a insinuarsi nella cultura giapponese suscitando importanti reazioni politiche.

I gemelli Ou e Shin, che frequentano la scuola maschile vicina a quella frequentata da Yu e Yui, in realtà sono le guardie del corpo di quest’ultima e cercano con ogni mezzo di dissuaderla dal frequentare l’amica nella quale hanno individuato la natura soprannaturale. A minacciare Yui però è ben altro: si tratta di uno Shizuru, un demone vampiro dalle forme di una donna. I gemelli riusciranno a individuarla ma, durante il combattimento, Ou sarà ferito gravemente concedendo allo Shizuro una seconda possibilità per attaccare Yui.
La campana di vetro nella quale Yui è vissuta finora comincia a infrangersi e la ragazza verrà a conoscenza dell’esistenza di creature malvagie come gli Shizuru, gli stessi demoni responsabili dello stato catatonico in cui versa sua madre.

La coppia Hirano-Kakinouchi (sposati anche nella vita reale) con questa serie raggiunge l’apice creativo realizzando avventure godibili non solo dal punto di vista grafico ma anche più facilmente assimilabili rispetto agli altri spin-off della serie Vampire Princess Miyu.

Risorse Web:
Gli Shinma d'Occidente
Toshihiro Hirano su Wikipedia
Narumi Kakinouchi su Wikipedia
Casa editrice Panini
 

sabato 14 settembre 2013

Dampyr - N.161

Titolo: DAMPYR, N.161
Episodio: MAL DI LUNA
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 08-2013

A breve distanza dall’avventura francese con la “Bestia del Gevaudan”, in questo numero di Dampyr, Harlan dovrà vedersela di nuovo con i lupi mannari, in un villaggio scozzese dove il rispetto per la storia e il folclore è qualcosa che va oltre alla superstizione e le manifestazioni evocative.
La tournèe dei “Liannabh Shee”, il gruppo musicale celtico dove Stuart suona il violino, sta avendo grande successo e i membri vantano anche un seguito di groupies con cui s’intrattengono.
Alan, un fan di Fiona, la flautista della band, la invita a soggiornare presso la sua famiglia a Balfroyn, un piccolo paese della campagna scozzese il cui nome ricorda ancora la scorreria dei guerrieri lupo vichinghi, avvenuta nel XIII secolo, durante la quale persero la vita numerose donne e bambini.
I genitori di Alan si mostrano diffidenti nei confronti di Fiona e la fanno a dormire in un cottage separato dalla casa padronale chiudendola a chiave. La donna riesce a fuggire e a raggiungere Alan ma di lei, l’indomani, non si hanno più tracce se si escludono i muri del cottage schizzati di sangue.
Harlan è presto coinvolto nelle indagini ma gli abitanti di Balfroyn sono molto gelosi del loro segreto e pronti a tutto per mantenerlo tale.

Dopo una lunga assenza Luca Rossi torna a disegnare le tavole di Dampyr e lo fa in grande stile, le inchiostrature pongono enfasi sulle atmosfere magico - orrorifiche evocate da Boselli. I suoi pennelli hanno riprodotto la trasformazione bestiale dei personaggi raggiungendo il medesimo effetto delle migliori pellicole di genere, i suoi lupi mannari sono veramente stupendi in ogni peloso e zannuto dettaglio.

Risorse Web:
Luca Rossi su Wikipedia
Mauro Boselli su Wikipedia
Dampyr su wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 6 settembre 2013

Maxi Dampyr - N.5

Titolo: MAXI DAMPYR, N.5
Episodio: IL COLLEZIONISTA
Sogg. e scenegg.: GIOVANNI DI GREGORIO
Dis.: CORRADO ROI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2013

Si rinnova l’appuntamento estivo con il Maxi Dampyr e, quest’anno, abbiamo una novità: una lunga avventura interamente disegnata da Corrado Roi, l’artista che ha contribuito al successo della testata Dylan Dog.

Il team del dampyr è impegnato a risolvere un caso d’infestazione vampirica in Scozia, presto i nostri eroi si trovano catapultati in un universo parallelo dove il demone Alel, conosciuto come “il collezionista”, vuole aggiungere proprio Harlan Draka alla sua raccolta di creature mostruose provenienti da ogni angolo di tutti gli universi conosciuti.
A Praga, nel Teatro dei Passi Perduti, Caleb Lost ha perso ogni traccia del dampyr e si appresta a organizzare le ricerche.
Harlan, Kurjak e Tesla sono dapprima separati: Kurjak sarà mandato a lavorare nelle miniere per estrarre un minerale altamente esplosivo, Tesla sarà arruolata nell’esercito di vampiri deputato alla sicurezza del regno e Harlan soggiornerà negli appartamenti di Alel dove sarà testimone dei crudeli esperimenti perpetrati sulle creature viventi che fan parte della “collezione”.
La sovranità di Alel non è tollerata dagli abitanti del suo regno; è, infatti, in corso una ribellione guidata da Astolfo che, sulla groppa dell’immancabile ippogrifo, riuscirà a liberare i nostri eroi e, insieme a loro, dare battaglia al malvagio collezionista.

Giovanni Di Gregorio non è certo nuovo alle tematiche orrorifiche e avventurose vista la sua militanza in Dylan Dog e nella trasposizione a fumetti della collana di romanzi per ragazzi “piccoli brividi” , in questa maxi avventura lo vediamo padroneggiare egregiamente diversi scenari al confine fra la fantascienza e il fantasy epico. A fronte del grande successo delle acclamate saghe inglesi e americane, preferisce dare il doveroso omaggio ai romanzi cavallereschi italiani del ‘500, proponendoci un Astolfo più moderno e accattivante.
L’impresa titanica di Corrado Roi non smentisce la sua fama, attraverso le meticolose ombreggiature il lettore ha modo di percepire appieno il phatos delle vicende, perdonando così qualche svista nella riproduzione dei protagonisti.

Risorse Web:
Corrado Roi su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Dampyr su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

lunedì 26 agosto 2013

Dampyr - N.160

Titolo: DAMPYR, N.160
Episodio: LA MONACA
Soggetto: CLAUDIO FALCO
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2013

Il convento di Sant’Arcangelo a Baiano di Napoli fu chiuso alla fine del XVI secolo a causa del comportamento scandaloso di alcune monache, capeggiate dalla consorella Agnese Ayala, accusate di commerciare col maligno.
L’antico edificio, ormai adibito a civile condominio, contiene tuttora una stanza segreta nella quale fu murata viva proprio Agnese Ayala ma, in seguito a un violento temporale, il tetto della stanza viene scoperchiato e lo spirito della monaca è così liberato dalla sua secolare prigionia.
Raggiunta dai fantasmi delle consorelle, Agnese comincia ad aggirarsi per le strade di Napoli vendicandosi sui membri della famiglia Ayala, che la costrinse alla clausura, e cercando di ricongiungersi con il demone che la fece innamorare.
Don Raffaele, insospettito dal dipinto tracciato con sangue umano rilevato sulle pareti della stanza segreta, informa Harlan e, insieme, daranno la caccia alla monaca prima che questa raggiunga l’ultima erede degli Ayala.

Claudio Falco ci propone una storia piuttosto intrigante, il mistero e l’horror non stonano affatto con la storica vivacità di Napoli, ben sottolineata dalle espressioni dialettali usate da alcuni personaggi. Abbiamo inoltre il piacere di rivedere, oltre a Don Raffaele, il “monaciello” e l’anziana “janara” che si occupa di lui.
Nicola Genzianella ha disegnato quest’avventura con la consueta attenzione per i particolari di ambienti e personaggi, conducendoci attraverso una Napoli notturna e misteriosa.

Risorse Web:
Sito Web di Nicola Genzianella
Nicola Genzianella su Wikipedia
Dampyr su wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore

domenica 28 luglio 2013

La Leggenda dei 7 Vampiri d'Oro

Titolo: LA LEGGENDA DEI 7 VAMPIRI D’ORO (The Legend of the 7 Golden Vampires)
Regia: ROY WARD BAKER, CHEH CHANG
Soggetto, scen.: DON HOUGHTON
Interpreti: PETER CUSHING (Van Helsing), DAVID CHIANG (Hsi Ten-an, Hsi Ching), JOHN FORBES-ROBERTSON (Dracula)
Dur., Col., Orig.: 83’, C, GB/HONG KONG
Produzione: HAMMER, SHAW BROTHERS
Anno: 1974

TRAMA
Transilvania, 1804. Kah (Chan Shen), sacerdote dei 7 Vampiri d’Oro, partito dal villagio cinese di Ping Kwei, dopo un lungo viaggio raggiunge il castello di Dracula. Il conte vampiro (John Forbes-Robertson) ascolta la storia del sacerdote, il cui Tempio ha perso il potere e i fedeli da quando i sette vampiri d’oro si sono addormentati. Per sfuggire al mausoleo dove è sepolto da tempo, Dracula accetta di risvegliare i vampiri e di aiutare Kah, assumendone le sembianze.
Chung King, 1904. Van Helsing (Peter Cushing) spiega a un uditorio di docenti di storia dell’università che in un sconosciuto villaggio cinese si abbatte periodicamente la maledizione dei sette vampiri d’oro.



Molti anni prima, il contadino Hsi Ten-an (David Chiang) volle affrontarli per salvare la figlia, ma riuscì solo ad uccidere uno dei sette strappandogli l’emblema del pipistrello d’oro. Secondo Van Helsing il vampirismo avrebbe avuto origine proprio nell’antica Cina. Egli vorrebbe l’aiuto dei docenti per continuare le sue ricerche, ma tutti gli danno del ciarlatano.



L’unico a credergli è Hsi Ching (ancora David Chiang), il quale racconta che Hsi Ten-an era suo nonno e che la leggenda risponde a verità: il villaggio esiste e si chiama Ping Kwei. Hsi Ching chiede l’aiuto di Van Helsing per debellare i vampiri. Viene così organizzata una spedizione, con l’aiuto finanziario dell’affascinante e ricca signora inglese Vanessa Buren (Julie Ege), che prende la palla al balzo per sfuggire alle poco gradite attenzioni del “bravaccio” locale Leung Hon (Wong Han Chan).
Alla spedizione partecipa anche Leyland Van Helsing (Robin Stewart), figlio del professore, e i fratelli Hsi, tutti maestri di arti marziali: Hsi Ching, che combatte a mani nude, i gemelli Sung (Feng Ko An) e San (Chen Tien Loong), imbattibili spadaccini, Tao (Ho Kei-Cheong), che ha «la forza di un vero drago» e utilizza le mazze, Po-Kwei (Wong Pau-Gei), che combatte con una lancia affilata, l’arciere Kwei (Liu Chia Yung), «l’uomo con la scure» Ta (James Ma), e, unica sorella, Mai Kwei (Shih Szu), incantevole e validissima combattente, di cui Leyland si innamorerà.



Durante il viaggio, dopo aver sconfitto gli uomini di Leung Hon, il gruppo viene attaccato da tre dei vampiri d’oro, ma riesce ad avere la meglio. Giunge quindi a Ping Kwei, dove prepara il terreno per la battaglia. Cala la notte e i vampiri attaccano, insieme ai morti viventi chiamati da Kah. Molti cadono da entrambe le parti e Mai Kwei viene rapita e portata al Tempio, dove Kah/Dracula deve affrontare ancora una volta il suo nemico di sempre, Van Helsing.



CRITICA
Nel cercare di risollevarsi da una grave crisi finanziaria, la Hammer provò la carta della contaminazione di horror, «sadismi orientali alla Fu Manchu» e arti marziali. Fu quindi con la specialista Shaw Brothers che coprodusse La Leggenda dei 7 Vampiri d’Oro (e in seguito, sempre nel 1974, Un Killer di Nome Shatter), ultimo capitolo della saga di Dracula/Van Helsing. Il risultato, però, non piacque alla Warner1 che, a differenza dei precedenti, rifiutò di distribuire il film in America,2 spingendo la casa inglese verso la bancarotta.3
Difficile dare torto alla Warner, per la verità. Dopo i primi suggestivi scorci transilvani, infatti, il film crolla al primo apparire di Dracula: l’assenza di Lee è già di per sé traumatica (Lee non volle proprio saperne di rimettere il mantello di Dracula), ma il vampiro di John Forbes-Robertson risulta poco credibile con la sua faccia verdastra e l’improbabile accento alla Lugosi (ma c’è da dire che l’attore fu, con suo disappunto, doppiato): per fortuna la sua presenza in scena copre pochi minuti.



L’idea dell’ambientazione cinese di una storia di vampiri è buona e l’interpretazione di Cushing permette al film di non naufragare del tutto. Interessanti i riferimenti al folklore e alla funzione apotropaica dei simboli religiosi locali: come nota Van Helsing, «in Europa i vampiri sono terrorizzati dal crocifisso, qui sarà l’immagine delle vostre divinità la nostra unica protezione». La sua lectio e la diatriba accademica che ne segue regalano qualche momento di emozione, ma troppo poco è lo spazio concesso al grande attore. Il film scorre per lo più tra combattimenti/balletti, improbabili incursioni dei sette vampiri dalla faccia di fango e lunghe sequenze dei brulli paesaggi cinesi: disastroso il make-up dei vampiri e i pipistrelleschi emblemi dorati. Avrebbero senz’altro meglio figurato i più inquietanti morti viventi di Kah: peccato non sia stato assegnato un ruolo narrativo a queste figure.



Ad ogni modo, La Leggenda dei 7 Vampiri d’Oro offre dei momenti di buon intrattenimento, per lo più legati alla presenza di Cushing. Curiosamente entusiasta della pellicola è Salvagnini: «il film, pur non riuscendo a fondere bene le sue due anime, è avvincente, curioso e interessante. L’ambientazione cinese conferisce nuovo vigore alla saga di Dracula e le scene di arti marziali, dirette dal non accreditato maestro Chang Cheh, sono belle e perfettamente inserite nel contesto». D’altra parte, Chiang e Szu erano «tra i migliori specialisti nel campo e fanno valere la loro abilità».4



NOTE
1. Cfr. J.Gordon Melton, The Vampire Book. The Encyclopedia of the Undead, Visible Ink Press, Canton, 1999, p.326.
2. Il film approdò negli USA solo nel 1978, grazie alla Dynamite Entertainment. Cfr. Massimo Introvigne, La stirpe di Dracula, Mondadori, 1997, p.330.
3. A questa pellicola sarebbe dovuto seguire un Dracula ambientato in India, Kali – Devil Bride of Dracula, in cui Van Helsing si sarebbe dovuto alleare con i religiosi indiani per combattere i vampiri transilvani. Il fantomatico Dracula Walks the Night, annunciato nel 1972, invece sembra nacque dalla fantasia di un fan. Cfr. Franco Pezzini e Angelica Tintori, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo, Gargoyle, 2008, pp.590-592, 613-14.
4. Rudy Salvagnini, Dizionario dei film horror, Corte del Fontego, 2007, p.382.




Risorse Web:
Scheda di Imdb
Karavansara: Celebrating the Shadows – a feast of imagination
ToHorror Film Fest
Strategie Evolutive
Peter Cushing, ascetico Van Helsing