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giovedì 6 luglio 2017

Franco Pezzini, “Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano”

Titolo: VICTORIANA. MASCHERE E MITI, DEMONI E DEI DEL MONDO VITTORIANO
Autore: FRANCO PEZZINI
Edizione: ODOYA, 2016
Copertina: MAURO CREMONINI
ISBN: 978-88-6288-349-8
Pagine: 448
Sul finire dello scorso anno, Odoya ha dato alle stampe un testo imperdibile non solo per gli appassionati di vampiri, ma per chiunque sia interessato al Fantastico e all’Inghilterra ottocentesca: Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano. Il corposo volume (poco meno di 450 le pagine) è una vera summa della cultura di un’epoca che è pietra angolare del Fantastico e dell’Horror.
Si tratta, di base, di una raccolta di saggi brevi pubblicati (ma rivisti e arricchiti per l’occasione) sulla webzine Carmilla on line, a cui si aggiungono articoli apparsi sulle riviste L’indice dei libri del mese e LN-LibriNuovi, insieme a materiali elaborati per gli incontri della Libera Università dell’Immaginario e in parte inediti. L’autore è Franco Pezzini, saggista ben noto ai nostri lettori e tra i massimi esperti mondiali di Fantastico e Vampirologia.
Ventotto, più introduzione e appendice, le tappe di questo viaggio che, forte di un notevole corredo di immagini, spesso originali dell’epoca, porta il lettore a intrattenersi con personaggi, presentati nelle loro origini e varie declinazioni, come Salomè, Frankenstein, Sherlock Holmes, Alice, Peter Pan, Arsène Lupin, Robin Hood... e con le opere di autori quali Stevenson, Machen, Louisa May Alcott, Paul Féval, Massimo Citi, Gustav Meyrink, Konstantinos Kavafis, Wilkie Collins e molti altri. Non mancano, poi, approfondimenti su realtà e personaggi storici, vere ossessioni del mondo vittoriano, come la Golden Dawn, Jack lo Squartatore o John Wilmot (il libertino interpretato sul grande schermo da Johnny Depp, che comparve anche nel romanzo vampiresco Varney).
Ci perdonerà il lettore se ci soffermiamo solo su alcune parti del libro, ma la carne messa a cuocere è davvero tanta. Iniziamo con Hecate britannica: più che un capitolo, un vero e proprio libro nel libro. Qui Pezzini tratta delle donne serpente e del femminino perturbante, partendo da La tana del serpente bianco di Bram Stoker, passando per il visionario film che ne trasse Ken Russell, per il Macbeth e per il seminale poema di Keats Lamia, per arrivare ai dipinti di Edward Burne-Jones e di Dante Gabriel Rossetti. Le radici del mito della donna serpente, però, affondano nell’età neolitica e rimandano al culto della Dea, che era divinità della sessualità e della fertilità, ma anche Assassina e Signora dei Morti; il culto fu assorbito poi dalle mitologie mesopotamica, greca e latina: ne raccolsero l’eredità figure come Ecate, Lilith, Lamia e Melusina.


Pezzini, però, non poteva certo trascurare i vampiri e dedica diversi capitoli alle affascinanti Creature della notte. Ci (ri)porta, in primis, nel castello dei Doria a Dolceacqua, dove nell’ottobre 2009 si tenne una suggestiva rappresentazione di Dracula, nella versione di Deane-Balderstone curata da Antonello Panero. Quindi ci conduce a Salisbury Square, dove aveva sede la casa editrice di Edward Lloyd, ovvero l’editore dei mitici penny dreadful: Sweeney Todd, Wagner, the Wehr-Wolf e, soprattutto, Varney the Vampire; or, the Feast of Blood, unico vero trait d’union tra Lord Ruthven e Dracula, pubblicato a puntate tra il 1845 e il 1847, per un totale di 220 capitoli.
La tappa successiva è la magica Stiria di Carmilla. Prendendo spunto dall’ottima edizione del racconto di Le Fanu annotata da Fabio Giovannini, Pezzini si sofferma sull’ipotetica ubicazione dello Schloss in cui si svolge la vicenda e sull’identità della Matska citata dalla vampira al risveglio dopo l’incidente con la carrozza.
Si “torna”, quindi, in Italia, per una “caccia al vampiro” nelle opere di Manzoni, Poe, Kafka, Joyce, Barrie, guidati dal bel saggio di Renato Giovannoli Il vampiro innominato, e nelle opere di Franco Mistrali, degli autori dell’antologia Vampiriana. Novelle italiane di vampiri, e di Emilio Salgari, nei cui romanzi l’esperto Fabrizio Foni individua i caratteri vampireschi di Sandokan. Spazio ancora al vampiro di Stoker, con il Dracula 3D di Dario Argento, di cui Pezzini denuncia l’ostilità con cui è stato accolto, individuandone gli aspetti positivi, ma segnalandone anche la scarsa convinzione stilistica, i personaggi approssimativi, il finale frettoloso.
Siamo ancora in Italia, per la precisione a Milano, per la mostra “Dracula e il mito dei vampiri”, tenutasi dal novembre 2012 al marzo 2013 alla Triennale. Molti i pregevoli pezzi esposti, tra cui il diario originale di Stoker e i ritratti storici originali di Vlad Tepes. L’emozione di Pezzini nel mirare questi ritratti traspare nel suo racconto, accorato e coinvolgente, in cui sull’onda dei ricordi le immagini scolpite nell’immaginario (suo e nostro) lo trasportano proustianamente all’età in cui, al ritorno da scuola, scopriva nella casa della nonna sulle riviste degli anni Settanta, tra interviste a Orietta Berti e articoli sugli UFO, l’esistenza di personaggi come l’Impalatore e la Contessa Bathory.
Il viaggio si conclude con l’appendice La Camelot gotica di Paolo De Crescenzo, un affettuoso ricordo del fondatore della benemerita Gargoyle Books, che ha saputo riunire attorno a sé molti dei maggiori autori ed esperti di Horror e Fantastico d’Italia.

Il consiglio è di leggere Victoriana come un atlante, con l’ausilio di carta e penna per annotare almeno una parte dei titoli indicati da Pezzini, che fornisce una serie impressionante di dati, informazioni, notizie su un numero consistente di opere, che sarebbero tutte da visitare. Opere in cui l’età vittoriana emerge, in definitiva, come elemento in sé della narrazione fantastica, ben più che semplice sfondo. Il suo valore evocativo, nota Pezzini, è innegabile se si pensa, per esempio, che è l’epoca che ha dato i natali a personaggi come Dracula e Sherlock Holmes, per non citarne che un paio. La società su cui regnò la regina Vittoria dal 1838 al 1901 diventa così «coordinata-chiave della narrazione e vero e proprio orizzonte dell’immaginario», ovvero età d’oro del Fantastico. E l’autore riesce nel difficile intento di creare una sorta di mappa per orientarsi nel dedalo di episodi, storie, testi, personaggi che costituiscono la costellazione fantastica vittoriana.
Un plauso, quindi, a Franco Pezzini, nocchiero insuperabile nei mari dell’Immaginario, e a Odoya, che ha permesso a questo prezioso corpus di scritti di approdare alla carta stampata.

Risorse Web:
Edizioni Odoya
Scheda del libro sul sito dell’editore
Scheda di Victoriana
Pagina Facebook della Libera Università dell’Immaginario
 

lunedì 2 maggio 2016

Vampiri? Paura e desiderio del ritorno tra mito, fiction e scienza

Lo scorso 9 aprile, nelle sale del Mufant (Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino), si è tenuto l’incontro Vampiri? Paura e desiderio del ritorno tra mito, fiction e scienza, con gli interventi di Massimo Centini e Franco Pezzini, e con l’inaugurazione della mostra dell’artista inglese Andrew Turner.

Dopo la presentazione dei padroni di casa Silvia e Davide, prende la parola Massimo Centini, antropologo e autore di alcuni saggi sul vampiro (tra cui Il vampirismo, Xenia Edizioni). L’intervento di Centini è incentrato sul tema della paura dei morti, una paura trasversale a tutti i popoli, che nasce, secondo Freud, dal senso di colpa che i vivi hanno verso i defunti. Nel 1907, Hertz schematizzava alcuni passaggi rituali: morte – sepoltura – lutto – concetto di anima – aldilà. Questi passaggi hanno la funzione di placare il morto e di addolcirgli il trapasso, scongiurando in tal modo la possibilità che «ci venga a tirare i piedi nel sonno». La paura di vedere il defunto, che è anche una speranza, più o meno confessata, si manifesta con visioni, stati di coscienza alterata, apparizioni. Segno di questa paura sono le “sepolture anomale”, praticate fino al Settecento, con cui i cadaveri subivano vari trattamenti, come la rottura del collo, il taglio dei piedi e delle gambe, l’inserimento di mattoni nella bocca... Pratiche che sono chiaramente frutto della superstizione. Ma fede nell’aldilà e spiritismo, secondo lo scettico Centini, sono entrambe risposte al sentimento di paura e desiderio del contatto con i defunti. D’altra parte, lo stesso Lombroso, dopo le sue esperienze con la medium Eusapia Palladino, parlando di spiriti e aldilà, dovette ammettere che «forse qualcosa c’è».
Arriva il momento del saggista e vampirologo Franco Pezzini, che propone un excursus storico sulle diverse incarnazioni del vampiro tra letteratura e cinema, definendo questa figura dell’immaginario come un termine intermedio tra i due estremi rappresentati dall’evanescente fantasma e dal fin troppo concreto zombie: il vampiro è, forse più di queste creature fantastiche e più di ogni altra, espressione della modernità. Dopo i primi passi letterari, risalenti a metà Settecento, questa figura fu giocata in chiave poetica da Goethe, Keats e Coleridge. Passando dal Vampiro di Polidori e dal Varney, Stoker ne sintetizzò tutte le precedenti declinazioni. Dracula, complici le versioni teatrali, diede al vampiro un fascino sensuale, in particolare con le interpretazioni di Lugosi, Lee e Langella. Nel periodo d’oro della Hammer, racconta Pezzini, alcune ragazze sembra lasciassero le finestre delle loro stanze aperte durante la notte con la speranza di una visita di Dracula/Lee. Con Anne Rice ci fu una svolta importante: finalmente era il vampiro a raccontare se stesso e non i suoi nemici. Matheson poi esplorò le conseguenze del contagio vampirico esteso su scala globale. Con la recente saga di Twilight, il vampiro diventa “politically correct”, portavoce di uno «yes, we can». Ma in questo caso non siamo più nel campo dell’horror o del fantastico, quanto piuttosto in quello dell’urban fantasy o del meraviglioso, per dirla con Todorov. Che Twilight sia il crepuscolo del vampiro? Pezzini sostiene di no, perché questa figura ancora ci parla di morte, di eros, di indecidibilità esistenziale, delineandosi come un’eccezionale «supermetafora del fantastico».
A questo punto viene inaugurata la mostra di Andrew Turner, artista inglese portatore di un ricco immaginario gotico-fantastico.

La cornice del Mufant si rivela quanto mai adatta all’evento (qui una galleria fotografica). La collezione, infatti, presenta non poche chicche per gli appassionati di horror e vampiri. Oltre a sezioni dedicate alla fantascienza e alle serie tv di culto, come X-Files e Buffy, si può ammirare un’ampia selezione di riviste pulp, da “Weird Tales” ai fascicoli del “Romanzo d’avventure”, di action figures, di illustrazioni originali e di un intero “Halloween village” di Nightmare Before Christmas. Non mancano, poi, scaffali e modelli dedicati alle icone dell’orrore: la mummia, Frankenstein, il fantasma dell’opera e, ovviamente, Dracula. Un Museo unico nel suo genere in Italia, consigliato a chi fosse di passaggio nel capoluogo piemontese.

Risorse Web:
Mufant - Museo del Fantastico e della Fantascienza
Pagina FB del Mufant
Pagina dell’evento
Franco Pezzini: Cercando Carmilla, The Dark Screen, Peter & Chris
Libera Università dell’Immaginario
Massimo Centini: Il vampirismo
 

venerdì 10 ottobre 2014

TuttoCarmilla

Riprendono questa sera a Torino le attività della Libera Università dell’Immaginario con il ciclo di seminari TuttoCarmilla, dedicati al noto romanzo breve di Joseph Sheridan Le Fanu (28 agosto 1814 – 7 febbraio 1873), di cui quest’anno cade il bicentenario della nascita.
Capitolo per capitolo, Franco Pezzini prenderà in esame con i suoi ospiti la vicenda, le suggestioni, i problemi sottotesto del romanzo. Tra ottobre e gennaio è calendarizzato il primo ciclo, “Et in Styria ego”, dal prologo fino al sesto capitolo. L’appuntamento è alle 19 presso l’enoteca trattoria Ostu, via Cristoforo Colombo 63, Torino.

Il programma del primo ciclo di appuntamenti:

Prologo: Gli arcani della nostra esistenza duale (10/10);
Cap.1: Una fantasmagoria circondata dalle tenebre (24/10);
Cap.2: E i cavalli sbandarono (14/11);
Cap.3: Non potrei dimenticare il tuo viso (28/11);
Cap.4: Da quei folli abbracci (12/12);
Cap.5: Al di sotto era scritto A.D. 1698 (9/01);
Cap.6: L’amore vuole avere sacrifici (23/01).


TUTTOCARMILLA – Primo ciclo: Et in Styria ego
Con Franco Pezzini

Dal 10 ottobre 2014 al 23 gennaio 2015, ore 19:00
Enoteca trattoria Ostu, via Cristoforo Colombo 63, Torino

Risorse Web:
Joseph Sheridan Le Fanu su Wikipedia
Scheda di Cercando Carmilla
TuttoDracula
Pagina Facebook della LUI
 

mercoledì 2 luglio 2014

Dracula… non muore mai: intervista a Franco Pezzini

Abbiamo già in passato parlato della rassegna TuttoDracula, organizzata dalla LUI (Libera Università dell’Immaginario) e conclusasi lo scorso 21 marzo, dopo un ciclo di seminari durato circa un anno e mezzo. In occasione della chiusura dei lavori, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il curatore di questa mastodontica rassegna, Franco Pezzini, approfittandone per fare il punto sullo stato della ricerca sul capolavoro stokeriano e sulla percezione della figura di Dracula nell’immaginario collettivo odierno.

Qui potete leggere il testo integrale dell’intervista: Dracula… non muore mai.

Di seguito qualche piccolo estratto:

«Dracula parla il linguaggio non soltanto storico, sociale e di costume, ma anche metatestuale e simbolico del proprio tempo. I riferimenti religiosi sotto traccia sono continui, e conferiscono a personaggi e situazioni una forza simbolica molto più provocatoria e inquietante di quanto possiamo cogliere a una lettura non critica; ma ci sono richiami anche alla letteratura classica, oppure – e frequentemente – al dibattito scientifico d’epoca.»

«In tempi non sospetti si notava che la storia cinematografica di Dracula – quella che impatta più direttamente sull’immaginario collettivo – ha conosciuto quattro grandi fasi: e a parte la prima (l’età delle origini, che trova nel Nosferatu di Murnau l’espressione più significativa), la seconda e la terza dominate rispettivamente dalle icone di Lugosi e di Lee hanno conosciuto ciascuna un’evoluzione trentennale. Con una dinamica ricorsiva: un decennio di ascesa, uno di apogeo e uno di contrazione […]. Con la quarta fase, quella del revival neogotico avviato negli anni Novanta, e dominato dal film di Coppola, sembra essere accaduto qualcosa di simile, salvo il fatto che l’apogeo coincide con il dilagare mediatico dei vampiri nell’età Twilight – al quale è seguita ovviamente la contrazione».

Risorse Web:
TuttoDracula
Libera Università dell’Immaginario
Pagina Facebook della LUI
 

sabato 25 maggio 2013

Il centenario di Peter Cushing, ascetico Van Helsing

Il 26 maggio 1913 nasceva a Kenley, nel Surrey, Peter Cushing. Domani ricorre il centenario dell’evento, e per celebrarlo degnamente, la Libera Università dell’Immaginario ha ideato la Festa delle Ombre Lunghe. Quale contributo all’iniziativa e tributo al grande artista, proponiamo uno speciale su uno dei suoi personaggi più riusciti e amati: il dottor Van Helsing. Cushing lo interpretò in cinque pellicole, che esamineremo una per una:

- Dracula il vampiro (Terence Fisher, 1958)
- Le spose di Dracula (Terence Fisher, 1960)
- 1972: Dracula colpisce ancora! (Alan Gibson, 1972)
- I satanici riti di Dracula (Alan Gibson, 1973)
- La leggenda dei 7 vampiri d’oro (Roy Ward Baker, 1974)

Risorse Web:
Festa delle Ombre lunghe
Libera Università dell’Immaginario
Peter Cushing, l’ambiguità e l’orrore di Franco Pezzini
Peter Cushing, ascetico Van Helsing
 

sabato 27 aprile 2013

TuttoDracula - Parte II

Sono ripartiti venerdì 12 aprile gli incontri di TuttoDracula, il ciclo di seminari sul capolavoro di Bram Stoker, organizzati da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario. Dopo il successo del primo ciclo di incontri, si riparte dal Capitolo 9, con la “Passione e (non-)morte di Lucy Westenra”.
Il prossimo incontro, dal titolo “Che cosa può accadere in una notte”, è fissato per venerdì 10 maggio, quando verrà sviscerato il Capitolo 11, ovvero quello in cui il lupo Bersicker fugge dal giardino zoologico.

Ricordiamo che l’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del secondo ciclo di appuntamenti:
Cap.9: Eccomi subito da voi (12/04);
Cap.10: Questi sono solo fiori d’aglio (19/04);
Cap.11: Che cosa può accadere in una notte (10/05);
Cap.12: Questo è solo il principio (24/05);
Cap.13: Senza speranza dico FINIS (31/05);
Cap.14: Cose per voi impossibili (14/06);
Cap.15: Dove è sepolta la povera Lucy? (28/06);
Cap.16: Un terribile compito ci sta davanti (05/07);

TUTTODRACULA – Secondo ciclo: Passione e (non-)morte di Lucy Westenra
Con Franco Pezzini e Max Ferro

Dal 12 aprile al 5 luglio 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino

Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu

Risorse Web:
Associazione Culturale Verba... Manent
Scheda di Dracula
 

giovedì 4 aprile 2013

La Festa delle Ombre Lunghe








La Libera Università dell’Immaginario, nel centenario della nascita di Peter Cushing, il 26 maggio 2013, propone una celebrazione di grande interesse per tutti i cultori del Fantastico: la “Festa delle Ombre Lunghe”.
Il nome, scelto non a caso, riprende il titolo dell’ultimo film girato da Cushing insieme ai colleghi amici Price, Lee e Carradine, ovvero La casa delle ombre lunghe, del 1983. La Festa, infatti, è anche l’occasione di ricordare altri due grandi del cinema horror e fantastico: Vincent Price e Christopher Lee, i cui compleanni cadono a poche ore, essendo nati l’uno il 27 maggio 1911, l’altro il 27 maggio 1922.
Molto più che semplici interpreti, queste tre grandi icone del cinema hanno dimostrato che il Fantastico può mirare ad altissime vette, in virtù di una dedizione e una professionalità assolute. D’altra parte, come ci ricorda Franco Pezzini (autore, ricordiamo, di Peter & Chris e The Dark Screen), tra gli organizzatori dell’evento con Max Ferro, questi tre grandi attori/ricercatori solevano modellare i propri personaggi andandone a indagare le radici letterarie o storiche (Cushing interpellava specialisti della chirurgia ottocentesca per modellare credibilmente il barone Frankenstein, Lee difende da sempre le ragioni degli scrittori contro le sceneggiature tratte…), e coltivavano interessi che li portavano a frequentare importanti scrittori e artisti (basti citare il famoso pomeriggio passato da Price con Thomas Mann, Franz Werfel, Rachmaninoff e Aldous Huxley).

La LUI suggerisce a quanti vorranno condividere la festa, al di là di possibili eventi (ricordi pubblici, proiezioni, letture o altro – che saranno un passo successivo), di dedicare in quei giorni un pensiero allo stile dei tre attori.

Risorse Web:
La Festa delle Ombre Lunghe
Celebrating the Shadows – a feast of imagination
 

venerdì 22 febbraio 2013

Donne pericolose

Le attività della Libera Università dell’Immaginario di Torino si arricchiscono di un nuovo intrigante ciclo di seminari, intitolato Donne pericolose. Scopo del corso è scandagliare quelle regioni dell’immaginario collettivo popolate da dee e piratesse, spie e vampire, ovvero quei modelli femminili “alternativi” non sottomessi ai valori dominanti, che, fonti di fascinazione e diffidenza, individuano una peculiare galleria delle ambiguità dell’Occidente.
Parte questa sera il primo ciclo di incontri, La Dea, il Serpente, il Giardino, il cui curatore è Franco Pezzini, studioso di fantastico e noto vampirologo. Cinque gli appuntamenti fissati finora: “La Pitonessa nel giardino” (22/02), “Lilith della notte” (8/03), “Medusa danza” (5/04), “Empusa e il professore” (7/06), “Lamento per Lamia” (21/06).

In questa “schiera di Ecate” troviamo molte creature ematofaghe strettamente legate alla mitologia vampiresca. Prima fra tutte Lilith, che campeggia nella locandina del corso nella famosa raffigurazione del preraffaellita John Collier. Divinità che affonda le sue origini nella mitologia assiro-babilonese, citata nella Bibbia e nel Talmud, per gli Ebrei era la prima moglie di Adamo, anche lei plasmata dal fango; insofferente ai comandi di Adamo e di Dio, divenne poi un demone alato dai lunghi capelli, animata da un’insaziabile lussuria e dalla sete di sangue di bambini.
Lamia, regina di Libia e figlia di Belo, si credeva rapisse e mangiasse bambini, resa folle dalla gelosia nei confronti di Era. Quella della lamia è una genia di mostri che si trasformano in avvenenti fanciulle per adescare i giovani, di cui bevono il sangue dopo spossanti rapporti sessuali; le lamie sono talvolta descritte come creature ermafrodite, con testa e seni femminili, corpo ferino coperto da squame, zampe con artigli e zoccoli.
Altrettanto sanguinaria era l’empusa, creatura di cui narra Filostrato nella Vita di Apollonio di Tiana. Filosofo, mistico e taumaturgo, Apollonio smascherò l’empusa che insidiava, con le fattezze di bellissima donna, il suo allievo Menippo, rivelandone la natura mostruosa. Le empuse assumono l’aspetto di cagne, di vacche o di belle fanciulle e, in quest’ultima forma, giacciono con gli uomini per succhiarne le forze vitali fino alla morte.

DONNE PERICOLOSE – Primo ciclo: La Dea, il serpente, il giardino
Con Franco Pezzini

Dal 22 febbraio al 21 giugno 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino

Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu

Risorse Web:
Lussuriose divinità ematofaghe
Associazione Culturale Verba... Manent
 

martedì 15 gennaio 2013

TuttoDracula: la Romania di Stoker


Nell’ambito della rassegna TuttoDracula, organizzata da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario di Torino, lo scorso venerdì 11 gennaio il nostro Antonio Daniele ha partecipato all’incontro dedicato al Capitolo IV del romanzo, ultimo dei capitoli iniziali ambientati in Transilvania. Di seguito un sintetico resoconto dell’intervento sulla “Romania di Stoker”.

Sono diverse le località rumene citate in Dracula, ma Stoker si sofferma a descriverne solo alcune, che risultano quindi più interessanti per l’appassionato. La Transilvania oggi è una regione della Romania, ma all’epoca delle vicende narrate faceva parte dell’Impero austro-ungarico. Per questo motivo, molti dei toponimi citati da Stoker sono in lingua tedesca.
La prima tappa transilvana di Harker è Klausenburg, ovvero Cluj-Napoca. Qui Jonathan soggiorna nell’Hôtel Royal, che secondo qualcuno esisterebbe ancora oggi come Hotel Continental [cfr. Yann Aubertot, Reality, Fiction and Symbolism in Bram Stoker's Dracula].
La prima annotazione del diario di Harker, però, viene scritta a Bistritz, il 3 maggio. Questa città, oggi chiamata Bistriţa, non offre molto al turista, ma si possono cercare le atmosfere del racconto soggiornando all’Hotel Coroana de Aur, traduzione in rumeno di “Golden Krone”. Qui si può cenare nel Salon Jonathan Harker e ordinare i frigarui (la “bistecca del ladro”), ottimi spiedini di carne grigliata.
Lasciati moderni treni e stazioni, per quanto ritardatari, Jonathan prosegue quindi sulla diligenza per la Bucovina, entrando suo malgrado nella dimensione di una terra magica. Arriva così a Passo Borgo, oggi Pasul Tihuţa, dove ha appuntamento con il cocchiere di Dracula, sembra presso l’attuale villaggio di Piatra Fântânele, a 1200 metri di quota tra i monti Carpazi. All’epoca di Stoker, questo luogo era al confine fra tre stati: Transilvania, Moldavia e Bucovina (non a caso una zona di confine). Facendo in autobus il tragitto Bistritz/Borgo Pass, ho potuto ammirare il dolce paesaggio transilvano, che non è aspro e orrido come lo dipinge Stoker, anche se realmente montagnoso. Presso Piatra Fântânele, oggi sorge l’Hotel Castel Dracula, dallo stile simil-gotico, dove si possono trovare intrattenimenti e menù draculeschi.
Dopo aver girato in tondo per un certo tempo e con varie soste, la carrozza di Harker prosegue fino al Castello di Dracula, che non sembra possibile localizzare. Dal momento che lo scrittore si ispirò al Dracula storico, pare lecito a questo punto considerare i manieri del principe valacco: lo splendido castello “tarocco” di Bran (dove è stato girato il documentario In Search of Dracula con Christopher Lee), e il vero castello di Dracula, la rocca di Poenari. Di questa, però, rimangono solo le rovine, comunque visitabili, dopo aver salito circa 1480 gradini. Non è difficile immaginarla come il luogo della prigionia di Harker, che descrive un precipizio di centinaia di metri e un paesaggio costellato di verdi foreste. Dall’alto si può poi ammirare il “fiume della principessa”, dove la leggenda vuole si gettasse la consorte di Dracula per sfuggire ai turchi (episodio ripreso poi da Coppola).
Quale che fosse il castello a cui si ispirò, Stoker probabilmente aveva immaginato una precisa ubicazione del maniero del conte. Secondo Hans Corneel De Roos, curatore di una recentissima edizione illustrata del romanzo, tale luogo sarebbe la vetta del monte Izvor (Izvorul Călimanului), una trentina di chilometri a sud-est di Piatra Fântânele.

Risorse Web:
Tuttodracula
Tuttodracula Cap.4 – Via da questa maledetta terra
Intervista a Nicolae Paduraru
Moonlake Editions
 

martedì 23 ottobre 2012

TuttoDracula

La Libera Università dell’Immaginario, neonato centro studi di Torino, inaugura le sue attività con un’iniziativa di grande interesse per tutti gli appassionati di vampiri e letteratura fantastica, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Verba... Manent.

Nel centenario della morte di Bram Stoker, Franco Pezzini e Max Ferro saranno gli ospiti della rassegna TuttoDracula, un ciclo di seminari sul capolavoro dell’autore irlandese. Una vera e propria full immersion, che si propone come guida alla lettura, e che sviscererà curiosità, ricette e retroscena di uno dei romanzi più famosi del mondo. Agli incontri, che seguiranno la successione dei capitoli di Dracula, parteciperanno di volta in volta vari ospiti, che proporranno interventi su aspetti monografici legati al romanzo.
L’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del primo ciclo di appuntamenti:
Introduzione: Il mistero delle pagine scomparse (9/11);
Cap.1: I morti viaggiano veloci (16/11);
Cap.2: Qualcosa della felicità che recate (7/12);
Cap.3: Se vi guardate indietro (14/12);
Cap.4: Via da questa maledetta terra (11/01);
Cap.5: Oh, a proposito del numero tre (18/01);
Cap.6: L’odore della morte è nell’aria (8/02);
Cap.7: Quel cadavere legato al timone (15/02);
Cap.8: Il Maestro è vicino (1/03).

Nello stesso periodo, il Centro proporrà anche Ombre gialle, un ciclo di incontri sul giallo, in cui Maurizio Blini, Franco Pezzini e Anna Berra si occuperanno di opere di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, di vite in giallo, di itinerari nel delitto e vie torinesi.


TUTTODRACULA – Primo ciclo: L’avvento del vampiro
Con Franco Pezzini e Max Ferro

Dal 9 novembre 2012 al 1° marzo 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino

Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu

Risorse Web:
Associazione Culturale Verba... Manent
Scheda di Dracula