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giovedì 30 luglio 2020

Cristiana Astori, “Tutto Quel Buio”

Titolo: TUTTO QUEL BUIO
Autore: CRISTIANA ASTORI
Anno: 2018
Copertina: CORINNA GUERCINI
Edizione: ELLIOT - LIT EDIZIONI
ISBN: 9788869935084
Pagine: 258
Risale a circa un paio di anni fa la pubblicazione del quarto (e per ora ultimo) volume della saga di Susanna Marino, cacciatrice di film perduti ideata dalla scrittrice astigiana Cristiana Astori, già autrice di racconti vampireschi, come Tu mi fai sangue. In quest’ultimo libro, la Marino affronta la ricerca di una pellicola vampiresca ed ha a che fare con personaggi dalla natura ambigua (forse, appunto, dei vampiri). Ma già nei capitoli precedenti, l’ex studentessa dichiarava la sua passione per il genere vampiresco, tanto da chiamare la sua gattina Carmilla, e le capita di citare Stoker e film come London After Midnight, Nosferatu, L’ultimo uomo sulla terra.
Ripercorriamo velocemente la saga, costituita da quattro romanzi e un racconto, tutti editi nella collana “Il Giallo Mondadori”, a eccezione dell’ultimo volume, pubblicato da Elliot.
Tutto quel nero (2011) è il primo, bellissimo, romanzo del ciclo. Susanna è incaricata di trovare il documentario perduto Un día en Lisboa di Alfonso Nieva, in cui compariva l’attrice Soledad Miranda, musa del regista Jess Franco. Già la presenza della Miranda nel romanzo, alter ego di Susanna, costituisce un motivo di interesse per gli appassionati di vampiri. Ma a questa si aggiungono vari passaggi che descrivono momenti della produzione dei più noti film vampireschi di Franco: Il conte Dracula, che con la Miranda/Lucy vedeva protagonisti Christopher Lee e Klaus Kinski, Un caldo corpo di femmina con Lina Romay, e, soprattutto, il cult Vampyros Lesbos, di cui Susanna è chiamata a reinterpretare la sequenza del sensuale ballo di Soledad.


In Tutto quel rosso (2012) Susanna cerca la versione inedita di Profondo rosso di Dario Argento. In Tutto quel blu (2014) la caccia è alla videocassetta pirata del film L’autuomo di Marco Masi. Nel racconto Tutto quel pulp (nell’antologia “Delitti in giallo”, 2015), la nostra eroina si trova invischiata nell’omicidio di Vincent Cosentino, regista di film come Kill Bob e Pulp Stories. Veniamo quindi alla trama dell’ultimo libro, intitolato Tutto quel buio.

Susanna Marino è una giovane laureata che, priva di occupazione stabile, talvolta si occupa di reperire film introvabili. In una fredda sera di febbraio assiste alla sonorizzazione del Nosferatu di Murnau ad opera dell’ensemble ungherese Bela Lugosi’s Quartet, che la colpisce in particolare con il brano Max Schreck Symphony.
Quella stessa notte Susanna riceve la telefonata di uno sconosciuto, che le offre un lavoro e le dà appuntamento per la notte seguente al cimitero. Il committente è il professor Cristoforo Altavilla, appassionato di film di vampiri, che ha saputo del suo talento di cacciatrice di pellicole. Nella sua biblioteca Susanna nota i preziosi libri di Ranft, Penrose, Manfredi, Pezzini. Dietro un compenso di ventimila euro, Altavilla le chiede di trovarargli una copia di un film perduto e introvabile, Drakula halála, che fu diretto nel 1921 dall’ungherese Károly Lajthay e che sarebbe il primo film della storia a essersi ispirato a Dracula, un anno prima di Nosferatu.
Pressata dalle necessità economiche, la Marino accetta il lavoro e prende il treno per Budapest. Per parte del viaggio condivide la cabina con i Bela Lugosi’s Quartet, tra i quali si fanno notare l’affascinante violinista Sándor e l’aggressiva arpista Magda. Giunta a destinazione, Susanna si sistema nell’economico Kempinski Excelsior Hotel nel quartiere di Erzsébetváros, dove viene accolta dal proprietario, Péter Moran.


Intanto a Budapest la caccia alla pellicola ha già fatto la prima vittima: il cacciatore Albert Farina, assoldato da un concorrente di Altavilla, è stato ucciso, e Susanna è sulla lista dei sospettati.
La cacciatrice trova la prima traccia da seguire quando scopre dell’esistenza di una nipote di Lajthay. Franziska Novák si dimostra scontrosa e sospettosa, e solo l’intervento di Sándor riesce a strapparle la promessa di cercare i diari dello zio.
In seguito a questo ritrovamento, Susanna scoprirà la storia di Margit Lux, protagonista femminile del Drakula halála, verrà conquistata dal fascino di Sándor, e sarà coinvolta in una serie di crimini, di guai e di rocambolesche fughe sui tetti gelati di Budapest. Per sua fortuna giungerà in città anche il suo amico (e forse concorrente) Steve Salvatori, perché chi le si era mostrato amico rivelerà ben altre intenzioni. La famigerata pellicola verrà fuori in una vecchia e cadente casa di Erzsébetváros: chi riuscirà a metterci le mani sopra per primo?


Tra i maggiori punti di forza del romanzo ci sono i personaggi costruiti dall’autrice. Su tutti, la protagonista Susanna, che con le sue fragilità e le sue piccole manie non può che destare la simpatia del lettore: ha un pigiama nero con gli scheletri di Tim Burton, la suoneria della colonna sonora di 1997: Fuga da NewYork, e guarda «troppi film»; tormentata dal “fantasma” del suo ex, di cui spesso rivive la morte e di cui si sente responsabile, è cronicamente distratta e talvolta subisce attacchi di narcolessia. I comprimari pure sono ben costruiti: Sándor con il suo italiano sgangherato e l’alone di mistero che lo circonda; la gelosa e inquietante Magda, con i suoi capelli platinati e le pulsioni nascoste; l’egoista Altavilla, che manda Susanna allo sbaraglio, rivelandosi un narcisista ed esaltato fanatico; l’immancabile Steve, che nasconde dietro il suo cinismo un profondo affetto per Susanna.
Nei romanzi del ciclo, anche i mostri hanno un certo rilievo e rivelano l’appartenenza a due tipi. I primi, impalpabili e quindi fantastici, non si sa bene se provengano da una dimensione immateriale o dalla mente dei protagonisti, mostrandosi come fantasmi evocati dalle proiezioni di film maledetti oppure sfuggenti vampiri che procurano alle loro vittime vampirizzate/sedotte una sete inestinguibile; in ogni caso, sono facili da scacciare: basta ritirare loro l’invito o ridestarsi. Ben più spaventosi sono i cinici squali che sguazzano nel mondo dei cacciatori di pellicole, persone senza scrupoli che lascerebbero uccidere un compagno pur di mettere le mani su un film introvabile.
Altro fattore di pregio è la scrittura della Astori, che sa catapultare il lettore negli ambienti in cui si svolge la vicenda: strade buie che riflettono le luci della notte, pub dall’atmosfera post-horror pieni di clienti che parlano bisbigliando, case fatiscenti in cui si levano figure scheletriche.
In definintiva, Tutto quel buio si rivela tra i migliori capitoli della saga: romanzo solido, ben ritmato, scandito da sapienti colpi di scena che mettono la protagonista nelle situazioni più difficili e avvincenti.

Risorse Web:
Cristiana Astori su Wikipedia
Intervista di MilanoNera.com
Elliot Edizioni
 

sabato 19 giugno 2010

Francesca Lia Block, "Pretty Dead"

Titolo: PRETTY DEAD (Pretty Dead)
Autore: FRANCESCA LIA BLOCK
Anno: 2009
Edizione italiana: ELLIOT, 2010
Traduzione: CLARA NUBILE
Copertina: MAURIZIO CECCATO
ISBN: 978-88-6192-120-7
Pagine: 128
In libreria da aprile Pretty Dead, un gradevole romanzo di vampiri dedicato a un pubblico giovane, di Francesca Lia Block.

La protagonista e voce narrante è Charlotte Emerson, vampira da più di un secolo che, attualmente, vive a Los Angeles. Per sperimentare l’umanità che le fu sottratta da colui che la trasformò, si iscrive al liceo e diventa amica di una ragazza di nome Emily. Charlotte aiuta l’amica a vincere le proprie insicurezze e, con lei, ha modo di rivivere l’intenso sentimento che la legava al fratello gemello, scomparso a causa della febbre reumatica, poco prima della sua trasformazione.
Questi momenti felici sono destinati a durare poco, infatti, Emily muore lasciando la protagonista sola, e ritorna William, il vampiro che la trasformò, il quale non è riuscito a farsi una ragione dell’abbandono di Charlotte. A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge Jared, il ragazzo di Emily che, conoscendo la vera natura della protagonista, le chiede di trasformarlo...

Il romanzo è suddiviso in brevissimi capitoli scritti come un diario, tranne uno, nel quale Charlotte, con lo scopo di dissuadere Jared dalla sua decisione, gli lascia un resoconto del periodo trascorso insieme a William in cui, dovunque andassero, erano testimoni di catastrofi e morti violente dovute a guerre e disastri naturali; sorge quindi l’inevitabile conclusione che l’eternità non è affatto un antidoto per le brutture della vita.
I vampiri di Francesca Lia Block non vengono uccisi dalla luce del sole e, nel caso della protagonista, il vampirismo può diventare reversibile se colui che operò la trasformazione riserva il medesimo trattamento a un’altra persona.
Le pagine di questo breve romanzo sono pervase dalla malinconia che affligge la protagonista: dopo cento anni di vita vampirica, Charlotte si rende conto di aver perso la possibilità di provare i sentimenti che caratterizzano l’umanità, e non si capacita del fatto che la gente possa provare invidia per la sua condizione.
Charlotte tornerà ad essere piena di speranza solo quando ridiventerà una ragazza normale e potrà pianificare, con Jared, di vivere insieme felici e contenti, ma non per sempre.

Risorse Web:
Sito dell’autrice
L’autrice su Wikipedia
Elliot Edizioni
Scheda del romanzo
 

giovedì 23 luglio 2009

Christopher Moore, "Suck!"

Titolo: SUCK! UNA STORIA D’AMORE (You Suck. A Love Story)
Autore: CHRISTOPHER MOORE
Anno: 2007
Edizione italiana: ELLIOT, 2009
Traduzione: CHIARA BROVELLI
Copertina: BETTY LEW
ISBN: 978-88-6192-086-6
Pagine: 288
Recentemente pubblicato, dalla casa editrice Elliot, Suck!, un divertentissimo libro di Christopher Moore dedicato ai vampiri.

I guai per Tommy iniziano proprio quando, dopo aver passato una notte d’amore con Jody, si risveglia vampiro nel suo loft, accanto a lui due statue di bronzo con le fattezze di Jody e del vampiro plurisecolare Eljiah. Quest’ultimo è responsabile della recente trasformazione della ragazza che, a sua volta, ha vampirizzato Tommy. Jody riesce a liberarsi dalla bronzatura, ma Eljiah rimane imprigionato dal sottile strato di vernice.
I due neovampiri devono riorganizzare il loro futuro e stabiliscono una lista di priorità: procurarsi il cibo, cambiare casa, trovare uno schiavo che agisca per loro conto durante il giorno, e dedicarsi a selvagge performance sessuali potenziate dalla natura vampirica.
Tommy presto scopre che i suoi amici, gli Animali, hanno sperperato tutto ciò che avevano ottenuto dalla vendita della collezione d’arte sottratta ad Eljiah, per pagare le prestazioni di una misteriosa prostituta con la pelle blu. Inoltre, gli Animali sono a conoscenza della sua trasformazione e due poliziotti stanno indagando su Jody da qualche tempo.
Per trovare una schiava umana basta avvicinare qualche adolescente emo insoddisfatto della vita: la piccola Abby Normal è la candidata ideale, basta raccontarle qualche balla.
Quando sembra che tutto sia sistemato, Tommy decide di liberarsi della statua di Eljia, ma, mancando pochi minuti all’alba, l’abbandona sul molo. Errore madornale, infatti il vecchio vampiro riesce a liberarsi e miete vittime in tutta San Francisco. A complicare le cose si aggiunge la vampirizzazione della prostituta blu, avvenuta accidentalmente dopo che questa aveva rapito Tommy, costringendolo a succhiarle il sangue.

Moore ci propone, con questo libro, l’aspetto più prosaico che caratterizza la condizione dei vampiri, non esitando a soffermarsi su alcuni dettagli davvero grotteschi, dedicando un breve capitolo persino a “l’ultima cacca”.
In una serie di avventure “fantozziane”, descritte con un linguaggio semplice ed immediato, vediamo Tommy porsi alcuni fondamentali problemi: «Sarebbe stato in grado di gestire tre sensuali vampire? Avrebbe dovuto portare loro un bambino chiuso in un sacco, come fa Dracula nel Romanzo? Quanti gliene sarebbero serviti alla settimana per soddisfarle? E dove accidenti si compravano i sacchi per bambini?»
Compaiono personaggi del tutto surreali che hanno una forte presa sul lettore, come il barbone dal gatto enorme.
Decisamente uniche le pagine del diario di Abby, inserite nel corso della narrazione: «Ed eccomi qui, ancora una volta, pronta a tagliarmi le vene riversando le mie sofferenze su queste pagine. Mio oscuro amico, dopo sedici anni di noia totale finalmente mi rivolgo a te con un barlume di speranza... la speranza di aprire un varco nella malinconica depressione della mia miserabile vita. Oddio! L’ho trovato! O forse dovrei dire che lui ha trovato me. Proprio così, il mio Signore delle Tenebre mi ha trovata. Un vampiro vero.»
Certo è che la vita da vampiro, vista con gli occhi di Christopher Moore, è tutt’altro che noiosa e priva di rischi. L’unica consolazione pare essere proprio l’amore che, come il film di Coppola ci ha insegnato, non muore mai.

Risorse Web:
Sito dell’autore
Moore su Wikipedia
Scheda di Suck!
Elliot Edizioni