mercoledì 15 agosto 2018

Dampyr - N.221

Testata: DAMPYR, N.221
Episodio: PIANETA DI SANGUE
Testi: GIORGIO GIUSFREDI
Disegni: ALESSIO FORTUNATO
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2018

Nel 1890, sul treno Digione-Parigi, il pioniere del cinema Le Prince, inventore della macchina da presa, per sfuggire agli agenti del rivale Edison seguì il Maestro della notte Henzig, che lo prese sotto la sua ala. Le Prince inventò per lui una particolare telecamera, che conteneva anche la materia organica del Maestro. Qualche anno dopo, con questa cinepresa, Henzig fece girare un film a Georges Méliès, La Planète de Sang. Del film, di cui poi si perse ogni traccia, ci fu una sola proiezione organizzata da Henzig nel suo teatro privato, con invitato speciale il Maestro Musuraka. Questi poté godere di uno spettacolo assai particolare, perché gli spettatori impazzirono con la visione del film e si massacrarono l’un l’altro.
Harlan ha portato Ljuba in vacanza a Parigi. In breve Ljuba stringe amicizia con Anne e conosce il giovane Adrien, che la invita a una proiezione esclusiva. Si tratta però di una trappola, e Ljuba si ritrova su un vagone della metro circondata da mostri del cinema, come il pagliaccio di It e Leatherface, e diventa prigioniera di Henzig. A farle da guardiano c’è Gabbo, il pupazzo non-morto di Musuraka.
A Bois de Boulogne, Henzig ha organizzato una nuova proiezione di La Planète de Sang, a cui vengono invitati Harlan e vari critici e blogger. Guardando il film, gli invitati impazziscono e iniziano ad attaccarsi. Henzig pone Harlan davanti alla scelta di salvare loro o Ljuba.


Giusfredi imbastisce una storia su due piani temporali, il presente e un intrigante passato che affonda le radici alle origini del cinema. Ne viene fuori una storia insolita e avvincente, che mette in luce alcuni tratti dei Maestri della notte: la loro continua ricerca di novità in una interminabile e noiosa vita, ed interessi che condividono con gli umani, come l’entusiasmo per il progresso della tecnica e dell’arte, ovviamente applicate a divertimenti piuttosto sanguinari e sadici. C’è un bel ritratto della giovane Ljuba, che cresce e inizia a manifestare gusti e passioni, ma anche un forte senso di responsabilità. Altri personaggi ben caratterizzati sono Gabbo che, pur sotto il ricatto di Henzig, non tradisce Tesla, e lo stesso Le Prince, il quale, giustamente geloso della sua invenzione, finisce dalla padella nella brace di Henzig. Una storia dalle molte sfaccettature, con bei personaggi, tante citazioni cinematografiche e una trama ben congegnata.


Ottimo, come sempre, il lavoro di Fortunato, che si diverte a raffigurare tanti mostri del cinema: difficile citarli tutti, ma il lettore può averne una parziale rassegna nella bella tavola di pagina 95, una sorta di galleria degli orrori di Henzig. Nelle scene dei film, poi, Fortunato ci delizia con degli acquerelli, in cui emergono in particolare i vampiri alati dello pseudofilm di Méliès che si scatenano in spaventosi banchetti di sangue.



Risorse Web:
Pagina Facebook di Giorgio Giusfredi
Blog di Alessio Fortunato
Sergio Bonelli Editore
Pagina Facebook di Dampyr

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