venerdì 18 agosto 2017

Féval-Grabiński-Barron, “Cerimonie Nere”

Raccolta: CERIMONIE NERE
Titolo 1: PAUL FÉVAL, “LA CITTÀ VAMPIRA O LA SVENTURA DI SCRIVERE ROMANZI GOTICI” (La Ville Vampire, 1874)
Titolo 2: STEFAN GRABIŃSKI, “IL VILLAGGIO NERO” (Czarna Wólka, 1919-24)
Titolo 3: LAIRD BARRON, “LA CERIMONIA” (The Croning, 2012)
Ediz.: MONDADORI “URANIA”, 07-2017
Traduzione: MASSIMO CAVIGLIONE (1), ANDREA BONAZZI (2, 3)
Copertina: FRANCO BRAMBILLA
Introduzione: GIUSEPPE LIPPI
Prefazione Titolo 1: CLAUDIA SALVATORI
                                                   Pagine: 602

Nel mese di luglio, la Mondadori ha pubblicato il tredicesimo e – ahinoi – ultimo numero della collana “Urania Horror”. In altro contesto antologizzare i testi proposti avrebbe avuto poco senso, essendo piuttosto eterogenei per stile e temi, oltre che di epoche diverse. Ma, trattandosi dell’uscita di fine collana, vi si raccoglie comprensibilmente quanto era già pronto per le uscite che erano state programmate: il romanzo La città vampira di Paul Féval (1874), la raccolta Il villaggio nero di Stefan Grabiński (1919-24) e il romanzo La cerimonia di Laird Barron (2012). Di notevole livello qualitativo risultano gli scritti di Féval e di Grabiński, discreto il romanzo di Barron.
Lasciando al lettore il piacere di scoprire il resto, ci soffermiamo in particolare sull’importante romanzo vampiresco di Féval e su alcuni dei racconti de Il villaggio nero.

La città vampira di Paul Féval è un testo fondamentale del genere vampiresco dell’Ottocento, ma poco conosciuto in Italia. L’ottima traduzione qui proposta di Massimo Caviglione, infatti, è la prima degli ultimi cinquant’anni e la seconda in assoluto dopo quella della storica antologia I vampiri tra noi, curata da Ornella Volta e Valerio Riva nel 1960.
Veniamo alla trama. L’anonimo narratore riferisce un episodio appreso nel 1873 dalla vecchia Miss Jebb, cugina della nota scrittrice gotica Ann Radcliffe.
Nella residenza di famiglia, Ann usava trascorrere le vacanze con un’allegra brigata composta da Cornelia de Witt, dalla governante di questa, Letizia, e dal giovane brillante Ned Burton con il suo insegnante Otto Goëtzi. Ned e Cornelia erano profondamente innamorati, e nell’inverno del 1785 si fidanzarono. Qualche mese dopo, Ann si promise sposa a William Radcliffe, felice per le prospettive sue e degli amici. Al momento di separarsi alla fine dell’estate, le due coppie decisero di sposarsi lo stesso giorno, il 3 marzo, ai due lati dell’oceano: Ann e William nel castello di famiglia, in Inghilterra, Cornelia e Ned a Rotterdam, in Olanda, dove si trovava la residenza del conte Tiberio Burton.



Nei mesi seguenti giunsero buone notizie dal continente, almeno fino a quando Cornelia ereditò il titolo di contessa di Montefalcone e un ricchissimo patrimonio. Altre lettere giunsero solo la sera prima delle nozze, e da queste Ann apprese che a Rotterdam erano accadute cose terribili: litigi furibondi, la bancarotta di Tiberio (che tradiva la moglie con l’istitutrice Letizia), addirittuta un rapimento dell’ormai ricca Cornelia e un’aggressione forse mortale ai danni di Ned. Senza porre tempo in mezzo, Ann partì all’alba con il fido servitore Grey-Jack, dalla casa ancora immersa nel silenzio.
Il nemico che Ann avrebbe dovuto affrontare era Goëtzi, un pericoloso vampiro in grado di dividersi e sdoppiarsi in più corpi: un grosso uomo di cui si scorgevano solo barba e capelli, un pappagallo, un bambino dall’aria cattiva con un cerchio sempre con sé, un cane mostruoso dal volto quasi umano e una donna grassa e calva. A dare man forte per salvare Cornelia, si unirono ad Ann e Grey-Jack un malconcio ma sopravvissuto Ned, il suo chiassoso valletto irlandese Merry Bones, e Polly, uno dei “sottovampiri” schiavi di Goëtzi.
L’incredibile avventura che li vide protagonisti, portò Ann e i suoi compagni nei luoghi più disparati: allo spettacolo del “Vampiro di Petrovaradin”, poi sul fondo di in un baratro, nella surreale locanda La Birra e l’Amicizia, quindi in viaggio attraverso l’Europa alla volta di Montefalcone, fino a Selene, la misteriosa Città vampira costruita di diaspro nero e perennemente avvolta dall’oscurità.

La città vampira non è il classico romanzo di vampiri ottocentesco, e neanche una storia gotica. È piuttosto una fiaba nera, pervasa da una «allegria sinistra», con tanto di gentil donzella da salvare da una prigione in una torre. Lo stesso nome del personaggio di Barton sembra rimandare al Burton curatore di una nota edizione de Le mille e una notte, a cui Féval potrebbe essersi ispirato: l’autore, ad esempio, chiama le vampire femmine Ghul o Upire. E i vampiri di Féval sono assolutamente sui generis: oltre a sdoppiarsi in più individui, studiano per ottenere un diploma di vampiro maestro, si trasformano in ragni, attraversano l’acqua in un modo curioso (coricandosi sull’acqua e navigando con i piedi in avanti), hanno un pungiglione sulla lingua per perforare la pelle delle vittime e bevono alla maniera delle sanguisughe attraverso le labbra rosse. Ma i vampiri qui descritti non vanno presi come incarnazioni letterarie, quanto piuttosto come mostri favolosi, spauracchi per bambini fatti della materia dei brutti sogni. E, in effetti, il racconto è immerso in un’atmosfera onirica, a tratti quasi allucinata.



D’altro canto, a salvare la fanciulla in pericolo non è un principe azzurro, ma una sua amica, una donna coraggiosa e straordinaria, oltre che famosa scrittrice. Già questo aspetto e la scelta, da pastiche, di una figura storica quale protagonista del romanzo ne denunciano la modernità. A queste si uniscono poi lo stile e l’agilità del racconto: sono continui i colpi di scena e assai rapido il susseguirsi degli eventi vissuti dai personaggi, definendo un ritmo che potrebbe definirsi cinematografico. Magari di una cinema alla Tim Burton, per riprendere una delle suggestioni della bella prefazione di Claudia Salvatori.
La prosa, poi, è fluente e piacevole, ricca di ironia (in particolare quando l’autore scherza su tic e fissazioni degli inglesi) e di occhiolini al lettore, come citazioni di passaggi della Radcliffe o digressioni rivolte direttamente a chi legge.
Una lettura deliziosa per un classico tutto da riscoprire.

La raccolta di racconti di Grabiński è, come il testo precedente, una ristampa di un volume edito pochi anni fa dalle Edizioni Hypnos. Alla Hypnos e al traduttore Andrea Bonazzi va quindi il merito della prima proposta moderna in Italia del «Lovecraft polacco» (ma per la verità i testi di Grabiński mostrano anche una forte influenza di Edgar Allan Poe).
Le note di Bonazzi, qui e nella precedente edizione erroneamente omesse, sono disponibili online sul sito In Tenebris Scriptus.



Ne L’area, lo scrittore Wrześmian si isola dal mondo e, con la forza dell’immaginazione, evoca dalle ombre di una lussuosa villa abbandonata delle larve vampiresche, sorta di spettri che pretendono il suo sangue per superare la semiesistenza in cui lui sono stati confinati. È questo un racconto curioso ed evocativo, dalla densa atmosferica onirica.
Ne L’amante di Szamota (pagine da un diario ritrovato), l’omonimo protagonista si trova ad amoreggiare con la revenant Jadwiga, una figura però più spettrale che vampiresca, in una fantasia frenetica in cui appare labilissimo il confine tra follia e ragione.
Da questa storia sono stati tratti un paio di cortometraggi (da Leon Trystan e da Holger Mandel) e ne è in lavorazione una versione cinematografica per la regia di Adam Uryniak.
Il racconto più marcatamente vampiresco – una storia di vampirismo psichico – è lo stupendo A casa di Sara. Il dottor Wƚadek riporta la vicenda dell’amico Stosƚawski, che un giorno trovò in pessime condizioni di salute. L’amico gli disse di essere in preda a una «ossessione sessuale» per la bella Sara Braga, una femme charmante che lo rese succube e che finì per sposare. Ne era letteralmente consumato, privato della sua forza vitale, ma non riusciva a staccarsene, poiché avvinto dal suo fascino. Wƚadek scopre che Sara, pur dimostrando trent’anni, ne ha in realtà un’ottantina e rimane giovane assorbendo le energie dei partner. Dopo aver cercato di salvare l’amico, per non soccombere e ottenere vendetta, si trova a dover resistere alle sue raffinate arti seduttive. Un’avvincente lotta tra desiderio e ragione.
Da questo racconto nel 1987 Zygmunt Lech ha tratto un film dalla suggestiva atmosfera.



I “mostri” di Grabinski sono «creature malevole, chimeriche, inafferrabili», evocate da solitari e meditabondi sognatori, che vivono al confine tra mondo reale e mondo dell’immaginazione, più che del sovrannaturale. Ne sono emanzioni, più o meno concrete, almeno fin quando l’evocatore vive o ne subisce l’influsso: perdono corpo e consistenza alla luce del sole, poiché prosperano nel buio e nel delirio dei sensi e della mente. Sono, in definitiva, figure squisitamente “fantastiche”.

Risorse Web:
Blog di Urania Horror
Scheda dell’antologia I vampiri tra noi
Paul Féval su Wikipedia
Stefan Grabiński su Wikipedia
Articolo su Grabiński
Presentazione de Il villaggio nero su In Tenebris Scriptus
Laird Barron su Wikipedia
Presentazione de La cerimonia su In Tenebris Scriptus
 

sabato 5 agosto 2017

Dampyr - N.209: L’Indagatore dell’Incubo

Testata: DAMPYR, N.209
Episodio: L’INDAGATORE DELL’INCUBO
Testi: MAURO BOSELLI
Disegni: BRUNO BRINDISI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2017

In edicola da un paio di giorni la seconda e ultima parte del crossover tra il Dampyr e l’Indagatore dell’incubo, iniziata sul numero 371 di Dylan Dog. Anche questa uscita conta due differenti copertine che, unite tra loro, formano un’illustrazione più grande.

Harlan, Dylan e soci sono su Eilean Ron, un’isola delle Ebridi scozzesi, sulle tracce del Maestro Lodbrok. In una visione, Harlan scopre che Lodbrok fu sconfitto dal dampyr del passato durante l’assalto di Parigi nell’845, cui il vampiro partecipò alla guida dei Vichinghi, salvandosi solo grazie alla tempestività di Lagertha.

Tesla e Dylan, in giro sull’isola, vedono comparire dalle onde una nave vichinga e vengono attaccati dall’equipaggio di non-morti. In loro soccorso, giunge giusto in tempo Groucho a lanciare la pistola al capo, seguito da Harlan e Kurjak. Dopo lo scontro, Malcolm e il figlio muto Gilroy, due isolani chiamati ad aiutare, non si scompongono più di tanto nel vedere dei corpi carbonizzati di vampiri: sull’isola se ne sono già visti in passato. Per di più la madre di Gilroy è una selkie, una creatura del mare, che andò via dopo la nascita del figlio.
Alla ricerca del nascondiglio del Maestro, guidati da Gilroy, i nostri si mettono in cammino per raggiungere la grotta di Fionnghall. Nell’attraversare una torbiera, il gruppo viene attaccato da Lodbrok, che si mostra con l’aspetto di un terribile drago. Il vampiro riesce a piegare la volontà di Tesla e le ordina di uccidere Kurjak, che viene prontamente affondato in una pozza. Intanto Dylan e Gilroy, credendosi al riparo in una grotta, devono affrontare una non-morta che si presenta con le fattezze di Lagertha. Poco dopo giunge sulla costa un’altra nave di vampiri vichinghi, stavolta guidati da Tesla. Le cose sembrano volgere al peggio, almeno finché non compare la madre di Gilroy, che vegliava segretamente sul figlio. Alla fine Dylan riesce a confrontarsi con Lodbrok, comprendendo di avere con lui un nemico comune in Lord Marsden. Ma l’Indagatore dell’incubo dovrà decidere se tener fede alla promessa fatta a Lagertha alleandosi con il Maestro e condannando, così, i suoi amici.

In questo episodio scopriamo qualcosa sul passato di Lodbrok, che si rivela un personaggio più complesso del classico “cattivo”. Lo stesso Dylan non sa bene come porsi nei suoi confronti, in parte per le vere finalità del Maestro, ma soprattutto per il legame che l’Indagatore aveva stretto con la non-morta Lagertha.
La storia, comunque, si sviluppa principalmente attraverso l’azione e l’interazione tra i protagonisti delle due testate, offrendo un racconto gradevole, pervaso da un’allegra atmosfera di festa, quale è l’incontro tra due grandi eroi del fumetto. Boselli, dal canto suo, sembra divertirsi molto con il personaggio di Groucho, a cui affida un fiume di battute (per esempio, parlando di Lodbrok: «se ancora non mi ha degustato è perché tra noi c’è sangue cattivo...»). Ma forse si diverte ancor più a far punzecchiare l’uno con l’altro Dylan e Harlan: l’Indagatore si lamenta per le sigarette fumate dal Dampyr, che a sua volta non perde occasione di sottolineare la voglia dell’altro di argomentare davanti a un nemico pronto a ucciderlo. Ma in definitiva i due eroi, pur avendo caratteri diversi e una diversa visione del mondo, sono mossi dagli stessi obiettivi e valori.

A mescolarsi, inoltre, non sono solo i personaggi, ma i toni stessi delle due testate: da Dampyr viene l’approccio geo-storico-folklorico, mentre Dylan Dog porta il suo taglio leggero e scanzonato che rende la lettura divertente. Ne nasce quindi un sodalizio riuscito e probabilmente foriero di altri futuri incontri. Un sodalizio che potrà, se riproposto, regalare altre ore di ottimo intrattenimento e far bene al Fumetto italiano.
Fa effetto anche vedere Bruno Brindisi, veterano di Dylan Dog, all’opera su Dampyr, a dare ancor più spessore a questo crossover: quello qui ospitato è un Dylan “storico”. Belli i suoi disegni, spettacolari nelle scene di battaglia e di mostri, con un suggestivo uso degli acquerelli nel flashback iniziale.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Bruno Brindisi su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore

venerdì 28 luglio 2017

Dylan Dog - N.371: Arriva il Dampyr

Testata: DYLAN DOG, N.371
Episodio: ARRIVA IL DAMPYR
Testi: ROBERTO RECCHIONI, GIULIO ANTONIO GUALTIERI
Disegni: DANIELE BIGLIARDO
Copertina: GIGI CAVENAGO
Lettering: CRISTINA BOZZI
Pagine: 96
Edizione: BONELLI, 08-2017

Da oggi è in edicola il tanto atteso crossover tra l’Indagatore dell’incubo e il Dampyr, che inizia con questo numero di Dylan Dog, per concludersi con il prossimo Dampyr, in edicola dal 4 agosto. Per la gioia dei collezionisti, gli albi sono pubblicati con due differenti copertine che, unite l’una all’altra, compongono un’unica grande illustrazione.

In discoteca con una compagna poco interessante, Dylan viene avvicinato da una bella ragazza dalle lunghe treccine. Dopo aver scambiato un paio di battute, la ragazza gli si fionda addosso a baciarlo, nell’esatto momento in cui compare nel locale Harlan Draka. Il dampyr, infatti, sta seguendo proprio Lagertha – questo il suo nome – che si rivela essere una non-morta inseguita dal Maestro della Notte Lodbrok. Poco dopo, un gruppo di vampiri scatena l’inferno, ma Harlan riesce ad affrontarli senza grossi problemi. Lagertha, però, riesce a scappare. Dylan se la ritrova in casa, sul punto di farsi uno spuntino alle spese di Groucho, ma lei lo convince di essere lì per chiedere il suo aiuto. E così, quando sopraggiungono Harlan, Kurjak e Tesla, l’Indagatore si mette di mezzo per proteggerla.

Dopo l’iniziale contrasto, Dylan e Harlan capiscono di essere dalla stessa parte e decidono di collaborare. Le intenzioni di Lagertha, comunque, non sono proprio cattive. Il suo Maestro Lodbrok è un pirata e un razziatore, e da secoli solca i mari con i suoi non-morti vichinghi, di cui Lagertha fa parte. Ma ora Lodbrok, sostenuto dal famigerato e potente John Ghost, si sta infilando in un’impresa senza speranza: vendicarsi del suo acerrimo nemico Marsden, a cui ha sottratto un carico d’armi. Lagertha sa che Lord Marsden è più forte, e vorrebbe salvare il suo Maestro evitandogli lo scontro.

Il mondo di Dylan Dog e quello di Dampyr, come sanno gli appassionati dei fumetti di casa Bonelli, sono grosso modo gli stessi, e spesso lo sono anche tematiche e generi (ma, come spiega Recchioni nella nota introduttiva, diversi sono i modi in cui le due testate e i rispettivi protagonisti affrontano l’orrore). Inevitabile, quindi, che prima o poi Harlan e Dylan si incontrassero. Per cui grande aspettativa si è creata quando venne annunciata questa uscita, tanto che già vedere i due personaggi agire insieme sulle stesse tavole è emozionante. La storia stessa dimostra la differenza di “approccio” tra l’Indagatore e il Cacciatore di vampiri: questo è deciso, duro, implacabile con i nemici, mentre Dylan è aperto alle più disparate possibilità, persino di difendere un Maestro della Notte. D’altra parte, nel mondo delle creature della notte, Dylan è considerato «un cacciatore di mostri dal cuore tenero» e Lagertha lo considera quasi “uno di loro”.

Il racconto, in definitiva, dedica molto spazio al relazionarsi dei personaggi e a qualche passaggio d’azione, mentre la trama finisce per averne meno: probabilmente ne guadagnerà nella seconda parte della storia.
I disegni di Bigliardo sono tesi a creare un’atmosfera da nebbia londinese, con un ampio uso di grigi e l’inserimento di parti ad acquerello e a carboncino. Particolari le fattezze dei vampiri, dal volto marcatamente pipistrellesco.

Risorse Web:
Roberto Recchioni su Wikipedia
Scheda di Gualtieri su ScuolaComics.com
Daniele Bigliardo su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore

mercoledì 26 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.9

Titolo: MAXI DAMPYR, N.9
Episodi: 1.IL TESTAMENTO, 2.IL MOSTRO NEL BILLABONG, 3.NEL PAESE DEGLI UOMINI BLU
Testi: DIEGO CAJELLI (ep.1), FRANCESCO MATTEUZZI (ep.2), GIULIO ANTONIO GUALTIERI / STEFANO MARSIGLIA (ep.3)
Disegni: MARCO SANTUCCI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), FABRIZIO RUSSO (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: ALESSANDRA BELLETTI
                                                   Ediz., pp.: BONELLI, 07-2017, 288

Da qualche giorno è in edicola l’ultimo numero del Maxi Dampyr, il nono della collana, che promette tanti brividi estivi per tre viaggi fantasiosi in località esclusive, tra Cornovaglia, Australia e Nordafrica.

Il Testamento: Dean Barrymore, scortato da Harlan, si reca in Cornovaglia, per la lettura del testamento del ricco sir William Hamilton. Dean lo incontrò solo in un’occasione, quando venne invitato a cena con altri due esperti di occulto, a cui si chiedeva un modo per contattare il defunto sir Duncan, tra l’aperta ostilità dei parenti presenti. Tutto iniziò nel 1911, presso le rovine di Uruk, quando sir Duncan trovò un’enorme statua del demone sumero Imdugud. Da allora, Duncan offrì molti sacrifici umani a Imdugud, ottenendone favori e ricchezza. Gli eredi maschi avrebbero dovuto portare avanti la tradizione, ma William non volle saperne, nonostante i familiari fossero di altro avviso. Toccherà a Harlan e a Dean, candidati al ruolo di vittime sacrificali, cercare di rompere la maledizione.
La storia di Cajelli sfrutta il tema sempre coinvolgente della nobile dinastia inglese in rovina, con il suo carico di misteri e maledizioni. L’atmosfera è resa magnificamente da Santucci, che dà un’ulteriore prova da grande Maestro. Su sfondi ricchi e dettagliati, l’artista tratteggia personaggi dalla grande espressività, giungendo a rappresentarne anche le più sottili sfumature, proprio come un regista che dirige attori in carne ed ossa.


Il Mostro nel Billabong: Harlan e Kurjak sono a Darwin, nel Territorio australiano del nord. Qui gli aborigeni vociferano che il bunyip, un mostro vampiresco simile a Kagyr Khan, sia uscito dai billabong (i laghi) e abbia ucciso un imprenditore e un capocantiere, per proteggere il suo territorio e la locale tribù aborigena. I nostri riescono a ottenere il sostegno del piccolo Elea e della polizia locale, ma l’agente Jarrah Namatjira non ne è affatto contento. La sua fidanzata Echo, infatti, ha un profondo legame telepatico con il bunyip, che lei sguinzaglia a suo piacimento contro quelli che ritiene nemici della tribù.
La storia di Matteuzzi è un’avventura esotica con elementi di critica al sistema capitalistico, rappresentata con disegni asciutti ed efficaci da Del Campo.


Nel paese degli uomini blu: Arno del Medical Team viene rapito dagli “uomini blu”, un gruppo di tuareg ribelli in lotta con gli occupanti di una miniera di uranio sull’altopiano di Djado, in Niger. Peccato che il proprietario della miniera sia un Maestro della Notte, Amanar, che sta formando un esercito di non-morti. Harlan, Kurjak e Tesla rintracciano Rajit, la guida che ha tradito Arno, e si fanno scortare fino al covo dei tuareg, nel deserto. Tra le rovine di Djaba, gli uomini blu stanno affrontando i non-morti di Amanar. Harlan e soci si uniscono alla battaglia e liberano Arno, per poi allearsi con i tuareg contro il nemico comune.
Questo di Gualtieri e Marsiglia è un episodio ricco d’azione, con battaglie, tradimenti e strategiche alleanze. I disegni di Fabrizio Russo sono precisi e molto dinamici, in particolare nelle scene di lotta e in quelle che vedono Tesla protagonista.


Risorse Web:
Blog di Diego Cajelli
Blog di Francesco Matteuzzi
Scheda di Gualtieri su ScuolaComics.com
Marco Santucci Art
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Fabrizio Russo
Sergio Bonelli Editore

domenica 23 luglio 2017

Maxi Dampyr - N.8

Titolo: MAXI DAMPYR, N.8
Episodi: 1.CACCIA ALLA VOLPE, 2.VALLE DI TENEBRA, 3.IL KLAN DEI DANNATI
Testi: CLAUDIO FALCO (ep.1), LUIGI MIGNACCO (ep.2), NICOLA VENANZETTI (ep.3)
Disegni: ARTURO LOZZI (ep.1), ANDREA DEL CAMPO (ep.2), DANIELE STATELLA (ep.3)
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
Ediz., pp.: BONELLI, 08-2016, 288

Come ogni anno, luglio è il mese del Maxi Dampyr, pubblicazione che si propone di regalare ai lettori qualche brivido sotto l’ombrellone (o nelle afose città per i meno fortunati). Prima di parlare dell’ultimo numero, riprendiamo il discorso interrotto con il volume 8. Tre, come tradizione, le storie presentate.

Caccia alla Volpe: In Bosnia-Erzegovina il famigerato ufficiale Dragan Krasic, detto “La Volpe”, ha ripreso con una piccola guarnigione la sua spietata operazione di pulizia etnica. Fu a causa del “fuoco amico”di Krasic, durante la guerra nella ex-Jugoslavia, che la moglie e il figlio di Kurjak rimasero uccisi. Insieme ad Harlan e Tesla, Emil si reca a Bojisov per rintracciarlo. Purtroppo anche Lord Marsden sta cercando di contattare La Volpe, per proporgli una collaborazione per il riavvio di una fabbrica della Temsek. Quando riusciranno a incontrare Krasic, i nostri dovranno affrontare anche i non-morti del Maestro.
In questo epidosio Kurjak deve affrontare ancora il dolore delle sue perdite. Rivedere i luoghi in cui aveva vissuto con la famiglia gli fa male, e ad aggravare le cose ci sono le visioni della moglie e del figlio. Alla fine Emil riesce a ottenere la sua vendetta, ma è una vendetta amara, perché non può riportargli indietro nessuno. Kurjak, comunque, sente che è qualcosa che va fatto per chiudere i conti con il passato. Una storia amara, questa di Claudio Falco, intensa ed emozionante, e ben lontana da qualsiasi tono consolatorio che spesso anima le storie a fumetti. Notevoli i disegni, precisi e dettagliati, di Lozzi, capace di dare un forte impatto drammatico alle scene cruciali, con un sapiente gioco di ombre e una scelta felice delle inquadrature.


Valle di Tenebra: Alla ricerca di una potenziale Zona d’ombra, Harlan si reca nel basso Piemonte, per interrogare il maestro Mario D’Andrea. Nel 1944, nel villaggio di Rovi, base dei Partigiani, si verificò il tradimento del maresciallo Aurelio Esposito, ucciso dalla “Banda dei Bovari”: si dice che il borgo, ora abbandonato, sia maledetto. E infatti, tra i suoi vicoli, Harlan ha delle visioni e scopre il covo di un gruppo di fanatici assassini, ispirati dall’aura maligna del paesino, il cui scopo è ritrovare un’aquila d’oro risalente all’impero ottaniano.
Questo episodio, un po’ più verboso, punta maggiormente sull’atmosfera del borgo abbandonato, con i suoi vicoli deserti e gli angoli bui, ben resa da Del Campo.

Il Klan dei Dannati: Nella Ouachita County, in Arkansas, nel 1864 la compagnia sudista guidata dal capitano Willis fu sgominata da un battaglione nordista. Il capitano fu salvato dal Maestro della Notte Konrad, proprietario di una piantagione, che trasformò Willis e i suoi in non-morti. Oggi il macellaio Floyd Hawkins e il figlio Johnny, alleati di Konrad, vengono affrontati dagli uomini di Foreman, assoldato dalla Cohen Oil per vincere la resistenza di Hawkins a cedere i suoi terreni. A risolvere lo scontro sopraggiungono un gruppo di incappucciati del KKK, che si rivelano essere i vampiri di Konrad. Harlan e Kurjak raggiungono la Contea e si scontrano con il Maestro e i suoi non-morti sullo sfondo di una rievocazione storica della battaglia.

Uno dei punti di forza di Dampyr è, da sempre, la varietà di temi, toni e ambientazioni. In questo terzo episodio, neanche a dirlo, ecco un drastico cambio d’atmosfera a rendere più varia la lettura. Si tratta di una classica e gradevole storia d’avventura, con tanto di battaglie della Guerra civile americana, in cui Harlan dimostra tutto il suo valore di combattente che non molla mai. Statella rende splendidamente scene ottocentesche e contemporanee, con grande cura delle espressioni dei personaggi. Memorabili alcuni volti spaventati o sofferenti, e, su tutti, il tributo al grande Lemmy dei Motörhead, il cui volto viene prestato al personaggio del capitano Willis, con tanto di cappello.

Risorse Web:
Luigi Mignacco su Wikipedia
Blog di Andrea Del Campo
Blog di Daniele Statella
Sergio Bonelli Editore
La pagina Facebook di Dampyr

domenica 16 luglio 2017

Arabella Kenealy, “Una Splendida Vampira”

Titolo: UNA SPLENDIDA VAMPIRA (A Beautiful Vampire)
Autore: ARABELLA KENEALY
Anno: 1896
Edizione italiana: STAMPA ALTERNATIVA / NUOVI EQUILIBRI, 2011
Traduzione: FABIO GIOVANNINI
Copertina: n.i.
ISBN: 978-88-6222-177-1
Pagine: 28
Recentemente ho notato sul banco di una libreria questo volumetto tascabile, che mi era sfuggito alla sua uscita, qualche anno fa. Nonostante la copertina non proprio attraente, trattandosi di un piccolo spillato edito da Stampa Alternativa, curato e tradotto dal grande vampirologo Fabio Giovannini, non ho potuto fare a meno di acquistarlo. Ed è stata una vera scoperta.
L’autrice Arabella Kenealy offre già di per sé motivi di interesse, come informa il curatore nell’introduzione. Figlia di un celebre e discusso avvocato, Arabella scrisse saggi contro le donne lavoratrici e la pretesa femminista di abolire le differenze tra uomo e donna. Curiosamente, non si sposò mai e non ebbe figli, portando però avanti la professione medica.

Una Splendida Vampira è un racconto del 1896, uscito quindi un anno prima del Dracula di Stoker, e fa parte della serie dell’investigatore dell’occulto Lord Syfret. La storia è ambientata nella cittadina di Argles, dove si diffonde la scandalosa notizia del tentato omicidio di Lady Deverish da parte del dottor Andrew. Nei “salotti bene”, tra tè e biscottini, si parla con sgomento e perplessità della cosa, essendo il dottor Andrew una persona di comprovate serietà e competenza.
Lord Syfret, però, non si accontenta dei pettegolezzi e decide di andare a fondo nella questione: è uno a cui «piace scoprire le motivazioni umane». Prima interroga la signora Lyall, dama di compagnia di Lady Deverish, che ne viene descritta come un demonio. Poi si reca dal dottor Andrew, che ammette di aver tentato di strangolare la donna. Lord Syfret, quindi, manda a indagare un’infermiera fidata a casa Deverish. Marian riesce a farsi assumere solo camuffando il suo aspetto con trucchi e belletto, apparendo così più giovane e in forma. Lady Deverish, infatti, pretende di avere intorno solo persone in carne e in perfetta salute. Come bambini, infermiere e mariti, due dei quali già da lei sotterrati. Ed ecco arrivare il terzo, Lord Arlington, che inizia immancabilmente a deperire...

Una scoperta, si diceva, questo racconto. Non solo perché va ad allargare il numero, in definitiva limitato, dei racconti ottocenteschi di vampiri tradotti in italiano. Ma anche perché propone una storia deliziosa, raccontata con ironia e con stile piacevole. La Kenealy, infatti, dimostra di avere notevole agilità di penna e capacità di una prosa brillante e briosa, come quando Marian storpia involontariamente il nome Deverish in «Devilish» («Diabolica»).
La natura del vampirismo e la figura del vampiro, poi, sono alquanto diverse da quelle comunemente proposte in letteratura: Lady Deverish è definita un «vampiro umano», ma di grado “maggiore” rispetto ai tanti altri che ci sono in giro (per certi versi accostabile alla Harriet di Florence Marryat). La nobildonna è, infatti, bramosa, avidissima di vita, che sottrae consapevolmente (caso raro rispetto alla sua “razza”) alle sue vittime, siano essi mariti, fratelli o la stessa madre. Questo processo, spiega il dottor Andrew, deriva da un continuo interscambio di forze vitali che avviene tra le persone, ed è «il concetto fondamentale della salute e della malattia umana». Peccato che il dottore non possa pubblicare queste sue osservazioni sul Lancet, perché in tal caso diventerebbe lo zimbello dei suoi colleghi.

Risorse Web:
Stampa Alternativa
Scheda di Una Splendida Vampira
Fabio Giovannini su Wikipedia
 

giovedì 6 luglio 2017

Franco Pezzini, “Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano”

Titolo: VICTORIANA. MASCHERE E MITI, DEMONI E DEI DEL MONDO VITTORIANO
Autore: FRANCO PEZZINI
Edizione: ODOYA, 2016
Copertina: MAURO CREMONINI
ISBN: 978-88-6288-349-8
Pagine: 448
Sul finire dello scorso anno, Odoya ha dato alle stampe un testo imperdibile non solo per gli appassionati di vampiri, ma per chiunque sia interessato al Fantastico e all’Inghilterra ottocentesca: Victoriana. Maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano. Il corposo volume (poco meno di 450 le pagine) è una vera summa della cultura di un’epoca che è pietra angolare del Fantastico e dell’Horror.
Si tratta, di base, di una raccolta di saggi brevi pubblicati (ma rivisti e arricchiti per l’occasione) sulla webzine Carmilla on line, a cui si aggiungono articoli apparsi sulle riviste L’indice dei libri del mese e LN-LibriNuovi, insieme a materiali elaborati per gli incontri della Libera Università dell’Immaginario e in parte inediti. L’autore è Franco Pezzini, saggista ben noto ai nostri lettori e tra i massimi esperti mondiali di Fantastico e Vampirologia.
Ventotto, più introduzione e appendice, le tappe di questo viaggio che, forte di un notevole corredo di immagini, spesso originali dell’epoca, porta il lettore a intrattenersi con personaggi, presentati nelle loro origini e varie declinazioni, come Salomè, Frankenstein, Sherlock Holmes, Alice, Peter Pan, Arsène Lupin, Robin Hood... e con le opere di autori quali Stevenson, Machen, Louisa May Alcott, Paul Féval, Massimo Citi, Gustav Meyrink, Konstantinos Kavafis, Wilkie Collins e molti altri. Non mancano, poi, approfondimenti su realtà e personaggi storici, vere ossessioni del mondo vittoriano, come la Golden Dawn, Jack lo Squartatore o John Wilmot (il libertino interpretato sul grande schermo da Johnny Depp, che comparve anche nel romanzo vampiresco Varney).
Ci perdonerà il lettore se ci soffermiamo solo su alcune parti del libro, ma la carne messa a cuocere è davvero tanta. Iniziamo con Hecate britannica: più che un capitolo, un vero e proprio libro nel libro. Qui Pezzini tratta delle donne serpente e del femminino perturbante, partendo da La tana del serpente bianco di Bram Stoker, passando per il visionario film che ne trasse Ken Russell, per il Macbeth e per il seminale poema di Keats Lamia, per arrivare ai dipinti di Edward Burne-Jones e di Dante Gabriel Rossetti. Le radici del mito della donna serpente, però, affondano nell’età neolitica e rimandano al culto della Dea, che era divinità della sessualità e della fertilità, ma anche Assassina e Signora dei Morti; il culto fu assorbito poi dalle mitologie mesopotamica, greca e latina: ne raccolsero l’eredità figure come Ecate, Lilith, Lamia e Melusina.


Pezzini, però, non poteva certo trascurare i vampiri e dedica diversi capitoli alle affascinanti Creature della notte. Ci (ri)porta, in primis, nel castello dei Doria a Dolceacqua, dove nell’ottobre 2009 si tenne una suggestiva rappresentazione di Dracula, nella versione di Deane-Balderstone curata da Antonello Panero. Quindi ci conduce a Salisbury Square, dove aveva sede la casa editrice di Edward Lloyd, ovvero l’editore dei mitici penny dreadful: Sweeney Todd, Wagner, the Wehr-Wolf e, soprattutto, Varney the Vampire; or, the Feast of Blood, unico vero trait d’union tra Lord Ruthven e Dracula, pubblicato a puntate tra il 1845 e il 1847, per un totale di 220 capitoli.
La tappa successiva è la magica Stiria di Carmilla. Prendendo spunto dall’ottima edizione del racconto di Le Fanu annotata da Fabio Giovannini, Pezzini si sofferma sull’ipotetica ubicazione dello Schloss in cui si svolge la vicenda e sull’identità della Matska citata dalla vampira al risveglio dopo l’incidente con la carrozza.
Si “torna”, quindi, in Italia, per una “caccia al vampiro” nelle opere di Manzoni, Poe, Kafka, Joyce, Barrie, guidati dal bel saggio di Renato Giovannoli Il vampiro innominato, e nelle opere di Franco Mistrali, degli autori dell’antologia Vampiriana. Novelle italiane di vampiri, e di Emilio Salgari, nei cui romanzi l’esperto Fabrizio Foni individua i caratteri vampireschi di Sandokan. Spazio ancora al vampiro di Stoker, con il Dracula 3D di Dario Argento, di cui Pezzini denuncia l’ostilità con cui è stato accolto, individuandone gli aspetti positivi, ma segnalandone anche la scarsa convinzione stilistica, i personaggi approssimativi, il finale frettoloso.
Siamo ancora in Italia, per la precisione a Milano, per la mostra “Dracula e il mito dei vampiri”, tenutasi dal novembre 2012 al marzo 2013 alla Triennale. Molti i pregevoli pezzi esposti, tra cui il diario originale di Stoker e i ritratti storici originali di Vlad Tepes. L’emozione di Pezzini nel mirare questi ritratti traspare nel suo racconto, accorato e coinvolgente, in cui sull’onda dei ricordi le immagini scolpite nell’immaginario (suo e nostro) lo trasportano proustianamente all’età in cui, al ritorno da scuola, scopriva nella casa della nonna sulle riviste degli anni Settanta, tra interviste a Orietta Berti e articoli sugli UFO, l’esistenza di personaggi come l’Impalatore e la Contessa Bathory.
Il viaggio si conclude con l’appendice La Camelot gotica di Paolo De Crescenzo, un affettuoso ricordo del fondatore della benemerita Gargoyle Books, che ha saputo riunire attorno a sé molti dei maggiori autori ed esperti di Horror e Fantastico d’Italia.

Il consiglio è di leggere Victoriana come un atlante, con l’ausilio di carta e penna per annotare almeno una parte dei titoli indicati da Pezzini, che fornisce una serie impressionante di dati, informazioni, notizie su un numero consistente di opere, che sarebbero tutte da visitare. Opere in cui l’età vittoriana emerge, in definitiva, come elemento in sé della narrazione fantastica, ben più che semplice sfondo. Il suo valore evocativo, nota Pezzini, è innegabile se si pensa, per esempio, che è l’epoca che ha dato i natali a personaggi come Dracula e Sherlock Holmes, per non citarne che un paio. La società su cui regnò la regina Vittoria dal 1838 al 1901 diventa così «coordinata-chiave della narrazione e vero e proprio orizzonte dell’immaginario», ovvero età d’oro del Fantastico. E l’autore riesce nel difficile intento di creare una sorta di mappa per orientarsi nel dedalo di episodi, storie, testi, personaggi che costituiscono la costellazione fantastica vittoriana.
Un plauso, quindi, a Franco Pezzini, nocchiero insuperabile nei mari dell’Immaginario, e a Odoya, che ha permesso a questo prezioso corpus di scritti di approdare alla carta stampata.

Risorse Web:
Edizioni Odoya
Scheda del libro sul sito dell’editore
Scheda di Victoriana
Pagina Facebook della Libera Università dell’Immaginario
 

sabato 15 aprile 2017

Dracula: L’Esercito dei Mostri - N.3

Titolo: DRACULA: L’ESERCITO DEI MOSTRI, N.3
Testata: COSMO POCKET, N.30
Episodio: CONFRONTO FINALE
Testi: KURT BUSIEK, DARYL GREGORY
Disegni: DAMIAN COUCEIRO, SCOTT GODLEWSKI
Copertina: RON SALAS
Traduzione: VALERIA GOBBATO
Lettering: I COSMONAUTI
Pagine: 96
Ediz. orig.: BOOM! STUDIOS, 04/07-2011
                                                   Ediz. ital.: EDITORIALE COSMO, 10-2016

La polizia brancola nel buio nelle indagini sul massacro alle I.B., e Evan deve sopportare interminabili interrogatori. La tragedia, chiaramente, ha mandato all’aria tutti i piani di Conrad e la fusione con la Verrametal. Dopo aver raccontato a Conrad e Corinna della proposta di Dracula, Evan mette in atto un piano per sconfiggere Dracula e finge di accettare la sua proposta di diventarne discepolo. Evan sa che Dracula va fermato, avendo scoperto che in realtà il vampiro sta preparando il terreno per l’avvento di Lucifero sulla Terra.
Più tardi Evan incontra gli Ştefănescu e stringe un accordo anche con loro, consegnando l’ultimo testo rimastogli della Scolomanzia; con il loro aiuto riesce a fabbricare un singolo proiettile in grado di uccidere Dracula. A casa, intanto, tiene chiusa la madre in cantina, diventata ormai un’incontrollabile vampira.


Alla fine Evan riesce a condurre le tre fazioni nemiche nel medesimo luogo, e a far scoppiare una guerra in cui tutti sono contro tutti: Dracula e i suoi vampiri, Conrad e i suoi scagnozzi, gli Stefanescu. Molti cadono nella lotta, fin quando Conrad e Dracula si trovano testa a testa. Questo è il momento per Evan di far fuori il suo peggior nemico: ha un solo proiettile in canna e può segliere di far fuori solo uno dei due.

In questo episodio finale, messo alle corde troppo a lungo, Evan prende finalmente in mano le redini del suo destino. Con abilità strategiche non inferiori a quelle di Dracula e Conrad, mette in atto un piano praticamente perfetto, alleandosi con tutti senza prendere le parti di nessuno. Ed è bravo a sfruttare le risorse di tutti, concedendo apparantemente qualcosa, ottenendo l’unico risultato positivo possibile nella sua posizione. Cresciuto sotto l’ala del cinico e opportunista Conrad, Evan è il proverbiale allievo che supera il maestro. Ed è emblematica la risposta che dà alla capofamiglia degli Ştefănescu: «Io non sono come te, Marta... non sono una brava persona». Alla fine, ha trovato se stesso.

Risorse Web:
Boom! Studios
Editoriale Cosmo

giovedì 13 aprile 2017

Dracula: L’Esercito dei Mostri - N.2

Titolo: DRACULA: L’ESERCITO DEI MOSTRI, N.2
Testata: COSMO POCKET, N.29
Episodio: GUERRA TOTALE
Testi: KURT BUSIEK, DARYL GREGORY
Disegni: SCOTT GODLEWSKI, DAMIAN COUCEIRO
Copertina: RON SALAS
Traduzione: VALERIA GOBBATO
Lettering: I COSMONAUTI
Pagine: 96
Ediz. orig.: BOOM! STUDIOS, 12-10/03-11
                                                   Ediz. ital.: EDITORIALE COSMO, 09-2016

Evan si trova in una situazione piuttosto spinosa: lo zio Conrad si è fatto mordere da Dracula al fine di diventare un vampiro. Essendo stato, però, completamente salassato, è rimasto cadavere, nonostante abbia in circolo il sangue del vampiro. È l’ambiziosa fidanzata Corinna a prendere in mano le cose, e a convocare la segretaria Eleanor, il cui sacrificio riesce a risvegliare Conrad, con tanto di canini.
Dracula si introduce nella stanza di Evan e, rinnovata la sua promessa di non fargli del male, gli propone di diventare amministratore delegato delle I.B. e suo apprendista nello studio della Scolomanzia. Lui dovrà fargli da “manager diurno” e non schierarsi con Conrad.
Intanto Conrad riesce nell’operazione di fusione con la Verrametal per far quotare in borsa le I.B. La sua nuova politica aziendale è piuttosto spregiudicata e prevede la vampirizzazione di molti dipendenti. Tra questi c’è Corinna, che entra in una certa intimità con il capo, e la stessa madre di Evan.
Dracula fa la mossa successiva, proponendo l’acquisizione delle I.B. con il suo Hermannstadt Group. Ma, al rifiuto della proposta, torna ai vecchi metodi che gli guadagnarono l’appellativo di Tepes...

Questa seconda parte della storia di Busiek e Gregory ci racconta come Dracula, al suo tempo condottiero temerario e grande stratega, si muoverebbe nel mondo d’oggi. Il principe valacco si adatta in fretta alla società moderna, e partecipa al “gioco” del potere come un abile scacchista, cercando di conquistare alla sua causa Evan e agendo nell’ambito del mercato azionario, ma non tradendo la sua inclinazione per la classica stretegia del terrore. La vendetta di Dracula è, come ci si aspetterebbe, tremenda: memorabile la scena di un gruppo di impalati, nella modernissima sede aziendale nemica.
Molto meno lucido, invece, appare il suo avversario Conrad, che è accecato dalla sete di potere e agisce in preda a un vero delirio di onnipotenza, arrivando a disporre a suo piacimento della vita e della morte dei dipendenti.

Risorse Web:
Boom! Studios
Editoriale Cosmo

sabato 8 aprile 2017

Dracula: L’Esercito dei Mostri - N.1

Titolo: DRACULA: L’ESERCITO DEI MOSTRI, N.1
Testata: COSMO POCKET, N.28
Episodio: FRA I MOSTRI
Testi: KURT BUSIEK, DARYL GREGORY
Disegni: SCOTT GODLEWSKI, DAMIAN COUCEIRO
Copertina: RON SALAS
Traduzione: VALERIA GOBBATO
Lettering: I COSMONAUTI
Pagine: 96
Ediz. orig.: BOOM! STUDIOS, 08/11-2010
                                                   Ediz. ital.: EDITORIALE COSMO, 08-2016

Evan Barrington-Cabot è un giovane rampollo che lavora nella ditta di famiglia, le Industrie Barrington, una multinazionale con sede a Pittsburgh. Lo zio Conrad, amministratore delegato, lo ha coinvolto in un progetto segreto con cui intende salvare l’azienda dal fallimento. Il compito di Evan, che sta studiando il rumeno, è di tradurre antichi testi e pergamene per imparare gli incantesimi della Scolomanzia. Dopo un inatteso volo in Europa con lo zio, il giovane si ritrova davanti ai resti di Vlad Tepes, meglio noto come Dracula.
Nella “Cantina”, il laboratorio di massima sicurezza delle I.B., Evan presiede alle operazioni per il risveglio e fa preparare una vasca con tremila litri di sangue di pecora. Ma Conrad sa che serve ben altro, e manda due tecnici nella vasca dove si trova il corpo del “paziente”: i due malcapitati sono il primo pasto del redivivo vampiro.


Nei giorni seguenti Evan mette Dracula al corrente delle cose del mondo d’oggi e gli fa la proposta per cui è stato risvegliato: i segreti della Scolomanzia in cambio della libertà. Dracula capisce che Evan è in buona fede ma non si fida di Conrad, che ha preferito non farsi vedere.
Intanto sui Carpazi gli Ştefănescu, una famiglia di cacciatori di non-morti, scoprono che il corpo di Dracula è sparito e che i vampiri sono più forti del solito. A farne le spese è il capofamiglia, Emil, che viene ucciso.

È inevitabile essere un po’ scettici quando ci si ritrova davanti l’ennesima storia che ha per protagonista Dracula. Ma bisogna dire che questo fumetto scritto da Busiek e Gregory è assolutamente coinvolgente, con inserti storici funzionali e ben documentati, e disegni efficaci, nonostante il tremendo bianco e nero di questa edizione e le copertine poco accattivanti. Originale lo sviluppo della trama e del collegamento finanza-vampirismo, che offre lo spunto al principe medievale Dracula di criticare l’odierna società e l’economia degli amministratori delegati, i quali, a differenza dei prìncipi del passato, sono responsabili solo verso i libri contabili. Conrad, quindi, incarna alla perferzione il male della società capitalistica, presentandosi come un personaggio completamente amorale. Il lettore non può quindi che tifare per Dracula, che nella sua efferatezza segue pur sempre dei princìpi, su tutti l’onore e la fedeltà al suo popolo.

Risorse Web:
Il sito di Busiek
Il sito di Gregory
Boom! Studios
Editoriale Cosmo

venerdì 31 marzo 2017

Dampyr Magazine - N.1

Titolo: DAMPYR MAGAZINE, N.1
Episodio: 1.IL RE DELLA MONTAGNA, 2.RAVE PARTY, 3.LA LENTE DI DIAMANTE
Testi: MAURO BOSELLI (Ep.1, 3), MAURIZIO COLOMBO (Ep.2)
Disegni: PAOLO BACILIERI (Ep.1), NICOLA GENZIANELLA (Ep.2), CORRADO ROI (Ep.3)
Colori: GIANMAURO COZZI (Ep.2), ERIKA BENDAZZOLI (Ep.3)
Copertina: LUCA ROSSI
Lettering: OMAR TUIS
Pagine: 176
                                                   Edizione: SERGIO BONELLI, 12-2016

Sul finire dello scorso novembre, alle testate “extra” di Dampyr si è aggiunto anche il “Dampyr Magazine”, un almanacco annuale di centosettantasei pagine di fumetti e articoli. In questo numero i servizi più interessanti trattano del telefilm Penny Dreadful, della serie di videogiochi e film Bloodrayne, e delle illustrazioni “fantasy” di John Bauer e Richard Dadd: perfetta introduzione alla storia lunga di questo volume. La vera chicca per gli appassionati di vampiri è, però, un approfondito servizio su Christopher Lee, che è anche un sentito omaggio a quello che da molti è considerato il più grande interprete cinematografico del Conte Dracula.

Il re della Montagna: Harlan è in Svezia con Gudrun, che ha chiesto il suo aiuto per risolvere il mistero di John Bauer, il “pittore dei troll”. Secondo la leggenda, un secolo prima Bauer fu tormentato dalle creature fatate. Di recente Gudrun ha sognato proprio Bauer, con la moglie Ester e il figlioletto Putte, e Egil-una-mano, l’alter ego vichingo di Harlan. Grazie a un forte legame psichico con Harlan, Gudrun può con il suo aiuto colmare i buchi nella storia del pittore e dare a Egil-una-mano la sua rivincita con il re della montagna, il troll Jotnar, che gli recise la mano in uno scontro. Harlan e Gudrun riusciranno a risolvere anche il mistero della famiglia Bauer, rivivendo il dramma di Ester, artista che sacrificò una vita di sicuro successo artistico a Stoccolma, per seguire il marito nella foresta di Småland.
I disegni rendono splendidamente un’atmosfera fiabesca, con tratti rotondeggianti e legnosi che hanno un sapore quasi medievale. Le protagoniste femminili, Gudrun e Ester, straripano sensualità, con un tratto che talvolta ricorda Pichard. Poco a poco Bacilieri ci conduce così in una terra d’incubo, in cui la foresta si infittisce e quasi si chiude sui protagonisti, in un crescendo sempre più onirico e coinvolgente.


Rave Party: Tesla è a un rave party ad Amburgo. Ma le riesce piuttosto difficile divertirsi, visto che c’è uno sfigato di nome Rollo che cerca di rimorchiarla, rivelandosi poi uno stupratore. Come se non bastasse, la vampira si imbatte nel demone Nefrath, l’Ingannatore, a cui Tesla aveva ucciso il fratello. Nefrath riesce a entrare nella sua mente e le fa rivivere alcuni dolorosi episodi del passato, come la sua trasformazione. Ma con un aiuto da parte di Kastiza, una ragazza da lei salvata, Tesla riesce a liberarsi e ad affrontare il demone.
Questo delizioso episodio di trentadue pagine, prima avventura in solitario di Tesla, ci offre un piccolo spaccato sul passato della vampira. La storia si pregia anche del colore, cosa che giova molto alle atmosfere, plumbee e sanguigne, in particolare nel mattatoio di Gorka.

La lente di diamante: Tratta da un racconto di Fitz-James O’Brien, questa bellissima e poetica storia a colori è una riproposta già pubblicata su “L’Eternauta” (non è indicato nel volume, ma si tratta del n.112 della testata).
Grazie all’uso del microscopio, Linley scopre un mondo meraviglioso in una goccia d’acqua, e soprattutto una stupenda creatura femminile che diventa la sua ossessione.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Maurizio Colombo su Wikipedia
Paolo Bacilieri su Wikipedia
Sito ufficiale di Nicola Genzianella
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
La pagina Facebook di Dampyr