martedì 10 dicembre 2013

Il Vampiro di Benares

Titolo: COSMO SERIE NERA, N.1 - IL VAMPIRO DI BENARES
Episodio: L’ORIGINE DEL MALE
Testi: GEORGES BESS
Disegni: GEORGES BESS
Colori: no
Copertina: GEORGES BESS
Pagine: 160
Ed. originale: GLÉNAT, 2011/12
Ed. italiana: EDITORIALE COSMO, 03-2013
Pubblicato da qualche mese dalla Editoriale Cosmo Il Vampiro di Benares di Georges Bess, primo numero della collana “Cosmo Serie Nera”.

Il fotoreporter Mircea riceve un’email da Deepak, suo collega e mentore nonché padre della fidanzata Anji, che parla di un incredibile scoop e gli chiede di raggiungerlo. Mircea si reca così in India, nella città sacra di Benares. La sala da tè Honey Dew, dove i due hanno appuntamento, però esplode sotto gli occhi increduli di Mircea. E, per di più, non c’è alcuna traccia di Deepak.
Il reporter inizia a scavare nel passato dell’amico, con l’aiuto di Anji, di Gopal e della giovane guida Babeloo. Viene fuori che Deepak stava indagando sugli omicidi del “vampiro di Benares”. L’ispettore Byriani Dal sostiene di aver catturato il colpevole, il folle inglese Truffy. Ma Mircea scopre che sono avvenuti molti più omicidi di quelli commessi da Truffy, tutti puntualmente insabbiati dalla polizia.
Un indizio quasi inaspettato viene dal santone Naga, il quale sostiene che dal tempio maledetto di Durga escano delle demoniache bestie feroci, responsabili di mortali attacchi ad uomini e animali. E in effetti, passeggiando di notte presso il tempio, Mircea vede delle spaventose bestie cornute, a cui sfugge miracolosamente.
Insieme a Gopal, il giorno dopo il reporter torna al Durga, che si rivela ben più grande di quanto apparisse da fuori. Scendendo nelle profondità della terra, i due esploratori, insidiati dagli spaventosi gamoosh, si perdono in una strana nebbia, da cui si materializza il vampiro Ravana. Mircea viene quindi condotto al cospetto del Principe Brahma, nel cuore dell’alveare dei vampiri di Benares, dove incontrerà finalmente Deepak e il vampiro supremo: Kali.

Una discreta e ben disegnata storia d’avventura, in cui l’autore tratteggia con efficacia i volti e i vicoli della città indiana, tra i bovini sacri e gli sporchi ghat, le scalinate che costeggiano il fiume Gange. Peccato che l’edizione italiana sacrifichi i colori e riduca notevolmente il formato. L’aspetto migliore del racconto, infatti, è proprio l’atmosfera magica e leggendaria dell’India, con le sue manifestazioni di fede, i pellegrini che si bagnano nel fiume sacro, e i sadhu, i santoni barbuti dai nudi corpi dipinti e cosparsi di cenere, quasi fossili viventi provenienti dalla preistoria.
Un po’ semplicistica invece l’identificazione demoni/vampiri, esseri aracnidi che non si nutrono di sangue ma di prana, l’energia vitale degli uomini. Claustrofobica la discesa agli inferi del capitolo centrale, mentre risulta meno convincente la parte finale, in cui la leggenda e l’orrore sfociano nel surreale.

Risorse Web:
Anteprima dell’edizione francese sul sito della Glénat
Georges Bess su Wikipedia
Georges Bess sul sito di Les Humanoïdes Associés
Editoriale Cosmo
 

mercoledì 13 novembre 2013

Dampyr - N. 163

Titolo: DAMPYR, N.163
Episodio: HALLOWEEN
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MARCO SANTUCCI, PATRICK PIAZZALUNGA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 10-2013

Non è certo un caso che il numero di ottobre di Dampyr sia dedicato alla festa di Halloween, ormai diventata internazionale, l’originalità sta nell’ambientazione italiana dove scopriamo che la ricorrenza del giorno dei morti ha tuttora una tradizione, seppur sia ancora viva solo in antichi borghi isolati.

Nel Teatro dei Passi Perduti, la piccola Ljuba è molto presa nella realizzazione delle decorazioni per Halloween e non nasconde la sua delusione quando scopre che Harlan e Kurjak non potranno partecipare perché devono partire per l’Italia dove a Visigna, nell’entroterra abruzzese, li aspetta una nuova missione.
A Visigna gli anziani ricordano ancora la processione, chiamata scurnacchiera, e il banchetto allestito per i morti il 31 ottobre ma ormai la tradizione è caduta in disuso e i bambini, come nel resto del mondo, si mascherano da mostri e streghe chiedendo dolcetti ai pochi abitanti rimasti nel borgo.
Col pretesto di compiere una ricerca sulle tradizioni popolari, Harlan e Kurjak giungono nel paesino per trovare i responsabili del massacro di una giovane coppia di turisti. Si tratta dei Krong, uomini che, all’apparenza, conducono una vita normale aspettando la vigilia di ognissanti per dar sfogo alla loro furia omicida.
Questa setta sanguinaria non tarderà ad aggirarsi nelle vie di Visigna e i nostri eroi dovranno fermarli prima che si accaniscano sui bambini.
I Krong purtroppo non credono nelle tradizioni e, quando staranno per avventarsi sul banchetto in onore delle anime dei defunti, avranno una sgradevole sorpresa.

Mauro Boselli ha scritto una bellissima storia dell’orrore che può essere apprezzata anche da coloro che non leggono abitualmente la testata, la narrazione è lineare e la tradizione orale s’insinua sul piano della realtà approfittando della magia della notte di Halloween, portandoci un’ulteriore conferma che non è dei morti che si deve aver paura, bensì dei vivi!
I disegni di Marco Santucci, inchiostrati da Patrick Piazzalunga, sono semplicemente perfetti, ogni tavola denota una meticolosa scelta delle inquadrature senza trascurare alcun dettaglio, le figure spiccano per la loro plasticità così come le espressioni dei volti nei primi piani.
Mi permetto di unirmi alla redazione di Dampyr nel consigliare il libro “Halloween” scritto da Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi edito da Einaudi, immancabile nelle librerie di è curioso di scoprire la tradizione orrorifica del nostro Paese.

Risorse Web:
Sito Web di Marco Santucci
Mauro Boselli su Wikipedia
Dampyr su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 9 novembre 2013

Storie da Altrove - N.16

Titolo: STORIE DA ALTROVE, N.16
Episodio: IL VAMPIRO CHE FECE LA RIVOLUZIONE
Soggetto: CARLO RECAGNO
Sceneggiatura: CARLO RECAGNO
Disegni: ALFREDO ORLANDI
Colori: no
Copertina: GIANCARLO ALESSANDRINI (Colori: ALESSANDRO MUSCILLO)
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 160
Edizione: SERGIO BONELLI, 10-2013

Il nuovo numero di Storie da Altrove, spin-off annuale di Martin Mystère, vede il ritorno di Dracula, già incontrato nel numero 9 (“Il Principe che Tornò dalle Tenebre”) in cui ne veniva narrata la trasformazione in vampiro e lo scontro con Van Helsing, avvenuto nel 1902.

Con l’episodio “Il Vampiro che Fece la Rivoluzione” andiamo “indietro” al marzo 1792. Siamo in Virginia, nel pieno dei festeggiamenti del matrimonio di Jean-Louis Bientôt con la potente maga Amanda Janosz, quando il testimone Thomas Jefferson riceve un messaggio urgente del presidente Washington. I due agenti di Altrove, base segreta dove si studiano i fenomeni sovrannaturali, mettono via gli abiti nuziali e partono per la missione. La destinazione è Parigi, in piena Rivoluzione, dove dovranno aiutare ad espatriare il marchese di Lafayette, generale della Guardia Nazionale caduto in disgrazia e in pericolo di vita.
Nel frattempo, a Parigi, il vampiro Vlad Tepes è già arrivato al generale Jarjayes, e lo costringe ad aiutarlo nella sua ricerca della Pietra di Sangue, gemma che racchiude il segreto della vita. La Pietra, già cercata tempo prima da Cagliostro, fu rubata dalla defunta avventuriera Jeanne de la Motte ed è ormai introvabile.

Rosita Amici

Aiutati da sir Percy Blakeney, i due agenti e Lafayette arrivano alla duchessa di Polignac, intima amica della regina, e quindi a Jarjayes. Proprio grazie a questo trovano il vampiro in una locanda che fa da quartier generale dei rivoluzionari. Qui Vlad è alle prese con Charles de la Motte, rivoluzionario mosso dal desiderio di vendetta per la moglie Jeanne, il quale ha incorporato la Pietra di Sangue acquisendo il potere di guarire i moribondi. Nel contendersi la gemma, Vlad e Amanda hanno un terribile scontro, dopo il quale niente rimarrà come prima.

Una vera e propria graphic novel, questo volume, in cui Recagno intreccia efficacemente eventi storici e invenzione letteraria, creando un credibile racconto fantastico-avventuroso. Numerosi i riferimenti storici a eventi del passato e a personaggi intriganti come Jeanne de la Motte, Cagliostro, Vlad Tepes: “cattivi” ben caratterizzati, che in virtù delle loro motivazioni non risultano sempre del tutto malvagi, ma mostrano un lato pienamente umano.
Notevoli i disegni di Orlandi, dal tratto chiaro e pulito, che ricreano abilmente l’ambiente storico della Francia settecentesca, con precisi dettagli di costumi e architetture.

Risorse Web:
Martin Mystère su Wikipedia
Carlo Recagno su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

mercoledì 6 novembre 2013

Dampyr - N.162

Titolo: DAMPYR, N.162
Episodio: IL FIGLIO DI JOAN
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MICHELE CROPERA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 09-2013
Nel numero di settembre di Dampyr assistiamo alla nascita di un bambino che condivide la stessa natura ibrida di Harlan Draka.

Joan Dunne è ormai giunta al termine della gravidanza e l’amico Dean Barrymore provvederà a nasconderla presso un’isola, in Irlanda, dove sarà accudita dalle tre donne, le Guardiane della Legge che, molti anni prima, si occuparono di Harlan e di sua madre.
Il frutto dell’amore tra Joan e il Maestro della notte Mordha desta l’attenzione del Duca infernale Nergal che è pronto a uccidere il bambino, se non riuscirà a rapirlo per arruolarlo alla sua causa, affinché non diventi un altro temibile avversario.
Un sogno premonitore, inviatogli dalla bella vampira Araxe, porta il dampyr nell’isola dove, affiancato da Kurjak e dalle Guardiane della Legge, ostacolerà i piani del Duca e di Elle, il demone meridiano che è diventato la sua assistente.

Questo numero di Dampyr non rappresenta solo l’epilogo dell’avventura iniziata nel n. 119 - L’Amante del Vampiro -, è innegabile che si apriranno nuovi sviluppi nel corso della serie; spetterà alla fantasia degli autori stabilire se, questo piccolo dampyr, si rivelerà un prezioso collaboratore o una terribile minaccia per il team di Harlan Draka.
Mauro Boselli ha orchestrato la trama con grande perizia, distribuendo l’azione e la suspense in modo che il lettore possa sorprendersi voltando semplicemente pagina.
I disegni di Cropera confermano l’abilità dell’artista soprattutto nella seconda parte dell’albo, dove gli scogli dell’isola, battuti dalla pioggia, diventano l'agghiacciante scenario della battaglia fra Harlan e i suoi avversari.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Dampyr su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

sabato 2 novembre 2013

J.S. Le Fanu nipote, "Il Ritorno di Carmilla"

Titolo: IL RITORNO DI CARMILLA. LA VAMPIRA INNAMORATA
Autore: J.S. LE FANU NIPOTE
Curatore: GORDIANO LUPI
Anno: 2011
Edizione italiana: EDIZIONI IL FOGLIO, 2011
Traduzione: GORDIANO LUPI
Copertina: ROSITA AMICI
ISBN: 978-88-7606-331-2
Pagine: 162
L’infaticabile scrittore-editore Gordiano Lupi, già coautore con Maurizio Maggioni del saggio vampiresco Dracula e i Vampiri e di vari libri sul cinema horror, ha curato e tradotto per le Edizioni Il Foglio la versione italiana de Il Ritorno di Carmilla di J.S. Le Fanu nipote. Si tratta di una riscrittura in chiave moderna del classico Carmilla, in un’edizione arricchita da una approfondita introduzione sulla letteratura vampiresca, da altri racconti e dalle illustrazioni di Rosita Amici.

Il Ritorno di Carmilla: Laura racconta di quando, diciottenne, viveva col padre Antonio, famoso ortopedico, in un castello sulla collina di Coverciano. In quel periodo ebbe la notizia della morte di Berta Spinelli, sua amica e segreta amante, a causa di un male misterioso. Lo stesso giorno avvenne un incidente d’auto e la giovane conducente, Carmilla, fu portata al castello e vi rimase per la convalescenza.
Laura fu conquistata dalla bellezza dell’ospite e ben presto ne divenne l’amante. La nuova arrivata era curiosamente identica alla fanciulla di un vecchio incubo di Laura, ma anche all’antico ritratto della contessa Mircalla dell’estinta famiglia Karnstein, antenati della moglie di Antonio. Carmilla rimaneva però riservata sulla sua vita, spariva per ore dal castello e pronunciava frasi enigmatiche sulla morte e sull’amore. Nelle notti di Laura tornarono gli incubi, insieme alla sensazione di due aghi nel petto, e la giovane iniziò a deperire a vista d’occhio.
A quel punto Spinelli, visibilmente invecchiato, giunse al castello. Condusse gli amici a Fiesole, per cercare le tombe dei Karnstein, i cui membri continuavano a vagare di notte a caccia di sangue. Furono proprio due di loro, Mircalla e la misteriosa madre, a guadagnarsi la fiducia e l’ospitalità di Spinelli, facendo di Bertha la loro ultima vittima. Ma finalmente, con l’aiuto del barone Vordenburg, un tempo amante di Mircalla, venne ritrovata la tomba e la vampira incontrò il suo destino.

Rosita Amici

La Belva dei Carpazi: Proiettando il lettore nella psiche mostruosa della «contessa Dracula», questo racconto ne narra, con generosa profusione di orrori e sadismo, la sanguinosa vicenda su due piani temporali: i ricordi di Erzsébet Báthory del 21 agosto 1614 nel castello di Csejthe e gli atti del processo tenuto il 2 gennaio 1611.
György Thurzò, governatore di Presburgo, testimoniò che la Báthory, convinta che il sangue avesse l’effetto di far ringiovanire la pelle, fece uccidere oltre seicento fanciulle vergini per fare il bagno nel loro sangue. Essendo di nobile famiglia, la Báthory non poteva essere condannata a morte come i suoi complici, Jò Ilona e Ficzkò, e fu murata in un appartamento nel suo castello. Qui, impietosamente, le venne lasciato uno specchio, così che potesse osservare lo scorrere del tempo sul suo volto. Il terrore di vedersi vecchia e brutta spinse Erzsébet all’unica soluzione possibile per non lasciar corrompere la sua bellezza.

Il Diario di Dracula: Il voivoda valacco Vlad III racconta con le sue parole, sulle pagine di un diario, gli aneddoti tramandatici dalla tradizione su alcuni cruenti episodi del suo regno. Ne esce il ritratto di un sovrano crudele e sadico, ma anche efficace in battaglia e nella lotta al crimine. Dracula dimostra anche un suo senso della giustizia e dell’eguaglianza, quando sostiene che «la legge è uguale per tutti, anche per i boiari e per i preti»: «il supplizio è uguale per tutti».

Nonostante questa sia una riscrittura di Carmilla, non mancano le differenze con l’originale: il padre di Laura è un medico e ha un nome, si cita l’ubicazione precisa di un castello e vengono italianizzati i nomi. E, soprattutto, viene esplicitata la sottotrama erotica, più che altro suggerita da Le Fanu. D’altra parte le fantasie di Laura sono quelle di una ragazza consapevole e disinibita. Come sotto un incantesimo, la narratrice non si lascia condizionare dai dubbi e dai misteri che circondano Carmilla: l’amore, un amore che ha molto di fisico, sembra rendere insignificante ogni incertezza.
In definitiva, pur sacrificando molto dell’ambiguità e delle allusioni dell’originale lefanuiano, questa versione guadagna in materialità e concretezza, dando finalmente corpo alla sensualità soffocata di Laura.

Risorse Web:
Sito di Gordiano Lupi
Edizioni Il Foglio
 

domenica 27 ottobre 2013

Joseph Sheridan Le Fanu, "Carmilla la Vampira"

Titolo: CARMILLA LA VAMPIRA
Autore: JOSEPH SHERIDAN LE FANU, SAMUEL TAYLOR COLERIDGE
Curatore: FABIO GIOVANNINI
Anno: 1797-1872
Edizione italiana: STAMPA ALTERNATIVA, 2011
Traduzione: FABIO GIOVANNINI
Copertina: Grafica di ANYONE!
ISBN: 978-88-6222-265-5
Pagine: 240
L’ondata di pubblicazioni vampiresche degli ultimi anni, tra innumerevoli “romanzi clone” e interminabili saghe, ha avuto anche il pregio di riportare l’interesse degli editori su alcuni intramontabili classici e sui rispettivi autori, rendendo possibili ristampe, riedizioni di testi dimenticati, traduzioni di libri inediti. Una assai pregevole (ri)proposta è quella del classico vampiresco Carmilla di Le Fanu, per la cura di Fabio Giovannini, tra i massimi esperti mondiali di vampiresco, nonché giornalista, autore e curatore di numerosi saggi e raccolte (fondamentale per ogni vampirofilo che si rispetti è il suo Libro dei Vampiri).
Il volume, pubblicato da Stampa Alternativa, costituisce una vera e propria “edizione definitiva” di Carmilla, annotata e illustrata, con un ricco apparato critico e accompagnata da una nuova traduzione della Christabel di Coleridge, il poemetto a cui si ispirò Le Fanu per il suo capolavoro.

Christabel: Questo poema di Coleridge, scritto tra il 1797 e il 1800, fu pubblicato, incompleto, solo nel 1816, pur girando già da tempo tra gli intellettuali inglesi dell’epoca. Fu letto anche nella famosa estate di Villa Diodati e colpì molto Polidori.
I versi raccontano dell’incontro nel bosco, a mezzanotte, di Lady Christabel e Gerladine, una bellissima damigella vestita di bianco e bisognosa d’aiuto. Christabel conduce la dama nel castello del padre, il barone Leoline, e dormendo tra le sue braccia fa sogni paurosi e vergognosi. Al mattino, Sir Leoline dà il benvenuto a Geraldine rinvigorita e apprende con stupore che è la figlia del vecchio amico Lord Roland, diventato poi suo acerrimo nemico. Le giura protezione e manda un messaggero dal padre, nonostante Christabel e il bardo Bracy abbiano cattivi presagi e spaventose visioni riguardo all’ospite.

Lancelot Speed

Carmilla: Per i pochi lettori che non conoscessero Carmilla (e a cui si consiglia caldamente di colmare la lacuna), eccone in breve la storia, riferita al narratore dal dottor Hesselius.
All’età di diciannove anni, Laura conduceva una vita ritirata con il padre e la servitù in un’isolato schloss della Stiria. Fu quindi per lei un duro colpo ricevere la notizia della morte di Bertha, la nipote del generale Spielsdorf, che doveva andarla a trovare. Quella stessa sera, una carrozza si rovesciò presso il castello. La dama che ne uscì disse di essere nel mezzo di un viaggio vitale e di dover ripartire subito, ma di non voler trascinare con sé la figlia di salute cagionevole. Il padre di Laura si offrì di ospitare Carmilla.
Poco alla volta, la fanciulla diventò inseparabile amica della castellana, nonostante un atteggiamento ambiguo, morbosamente possessivo e affettuoso, e uno scortese riserbo sul suo passato e sulla sua famiglia. Per di più, la sua vicinanza aveva un pessimo effetto su Laura, che iniziò a deperire a vista d’occhio. In realtà, la malattia di Laura era causata dalla stessa Carmilla, la quale celava dietro un anagramma un segreto terribile: la sua identità di vampira, ovvero la defunta contessa Mircalla Karnstein. Ma i suoi delitti, ultimo l’assassinio di Bertha, le misero contro un agguerrito gruppo di cacciatori: il padre di Laura, il generale Spielsdorf e l’esperto barone Vordenburg.

Leonor Fini

Su questo lungo racconto, tratto dalla raccolta In A Glass Darkly, è stato detto e scritto molto: articoli, saggi, studi e interi saggi (come l’ottimo Cercando Carmilla di Franco Pezzini). Considerata da Summers «la migliore delle storie inglesi di vampiri», Carmilla ha avuto sugli autori fantastici – tra questi Stoker per la stesura di Dracula – una grande influenza, da cui in seguito nessun media è stato immune. Ciò ha portato il personaggio di Carmilla allo status di mito, facendone la vampira per eccellenza (come la controparte maschile, Dracula, è il vampiro): al tempo stesso amica odiosa e amabile, amante scontrosa e seducente, dall’erotismo intenso e anticonformista, come fa notare Giovannini, Carmilla è una vampira “sovversiva” che minaccia il potere maschile, ambigua come lo stato di adolescenza di Laura e Bertha.
Ma Carmilla presenta anche altri pregi: la “sublime” cornice stiriana; temi profondi come la solitudine di Laura, fanciulla circondata da venerabili uomini anziani, e l’omosessualità femminile, licenza all’epoca impensabile in altri generi; la dimensione onirica in cui si gioca parte del racconto. E, soprattutto, il fine gioco di specchi, che ritorna più volte, come nell’anagramma del nome a cui è costretta la vampira in ogni sua incarnazione: Carmilla, Mircalla, Millarca. D’altra parte, Carmilla sembra suggerire a Laura che amore e morte sono due rovesci di una stessa medaglia: quello amoroso è uno stato di abbandono che rende vulnerabili all’altro. Come dire che, per amare, bisogna darsi, abbandonarsi, e un po’ morire.

Risorse Web:
Stampa Alternativa
Schede: Il Libro dei Vampiri, Prima di Dracula, I Vampiri Sono tra Noi!
 

lunedì 21 ottobre 2013

AAVV, "Vampiriana. Novelle Italiane di Vampiri"

Titolo: VAMPIRIANA. NOVELLE ITALIANE DI VAMPIRI
Autore: AAVV
Curatore: ANTONIO DANIELE
Anno: 1885-1917
Edizione italiana: KERES EDIZIONI, 2011
Copertina: ILLUSTRAZIONE DI FRANCISCO GOYA
ISBN: 978-88-97231-02-8
Pagine: 160
Cercare di circoscrivere entro confini geografici la letteratura dell’orrore si rivela un’impresa piuttosto ardua e soggetta ad approssimazione. È innegabile il fascino della brughiera inglese, le nebbie che si confondono con fantasmi e creature silvestri, ma gli stessi autori inglesi dei primi romanzi dell’orrore hanno cercato ispirazione da un’altrove che, a un primo sguardo, appare meno misterioso e sicuramente più solare; è il caso di Byron, Ann Radcliffe e persino John Polidori che, attingendo al folklore dei paesi visitati nel Grand Tour (tappa iniziatica indispensabile per i rampolli della nobiltà), hanno permesso l’uscita dai sepolcri di creature mostruose che tuttora popolano il nostro immaginario.
Anche l’Italia vanta trascorsi “gotico orrorifici” riconducibili ad autori purtroppo spesso poco conosciuti. Ben vengano, quindi, libri come quelli della Keres, casa editrice specializzata in Fantastico, che ha già pubblicato il primo romanzo di vampiri italiano, Il Vampiro. Storia Vera di Franco Mistrali (1869), e il capolavoro gotico-introspettivo L’Anima di E.A. Butti, romanzo di fantasmi tardo ottocentesco. Con questa antologia Vampiriana, poi, la Keres si è posta l’ambizioso obiettivo di far riscoprire al lettore tutte le storie vampiriche classiche scritte da autori italiani, talvolta insospettabili come Emilio Salgari e Luigi Capuana, apparse su riviste e raccolte tra il 1885 e il 1921.

Vampiro Innocente (Francesco Ernesto Morando): La vicenda, ambientata in un istituto di igiene mentale, vede un giovane medico in difficoltà davanti a un peculiare caso clinico: un uomo che ha ucciso il figlio ritenendolo responsabile di vampirismo. Il bambino traeva vigore sottraendo energia alla sorella. Anche il primario della clinica non esclude l’elemento soprannaturale convenendo che non sempre la scienza è risolutiva.
Il Vampiro della Foresta (Emilio Salgari): Emilio Salgari ci propone un racconto ambientato in Sud America dove due fratelli, partiti per cercare fortuna, incontrano uno stregone locale, accompagnato da un gigantesco pipistrello e un minaccioso felino, che intima loro di abbandonare il posto. I fratelli, a fronte della fortuna che li aspetta una volta trovato il giacimento aurifero, non demordono e, dopo essere stati attaccati dalle belve dello stregone, riescono a sconfiggerlo.
Il Vampiro (Giuseppe Tonsi): Un uomo è rinchiuso in un manicomio criminale reo di aver ucciso la figlia. Costui rivendica la propria innocenza accusando un altro uomo dedito a pratiche occulte, ma nessuno è disposto a credergli rendendo così la sua condanna ancor più straziante.
Un Vampiro (Luigi Capuana): Un poeta chiede aiuto a uno scienziato perché liberi la sua famiglia dalle apparizioni del defunto primo marito di sua moglie. Queste visite indesiderate hanno un nefasto effetto sui nervi della donna e mettono in pericolo anche il loro bambino. A nulla valgono i rimedi apotropaici della tradizione contadina, ma ancor meno effetto hanno gli inviti dello scienziato a ricondurre i fatti a semplici fenomeni naturali ancora inspiegabili.
Il Dottor Nero (Daniele Oberto Marrama): Il Comandante O’Nell racconta ai suoi ospiti quanto successe a sua moglie perseguitata dalle visite notturne dell’uomo, dai tratti inquietanti, raffigurato in un ritratto.
Il Vampiro (Giuseppe De Feo): Un ingegnere in viaggio decide di pernottare presso le rovine delle Tolemaidi, ma sarà aggredito da un mostro che ne succhierà la vita dalle labbra.
Vampiro (Enrico Boni): Una località è afflitta da una tremenda maledizione: nottetempo gli abitanti ricevono la visita di un vampiro che ne causa, a breve, la morte per consunzione. Individuato il defunto responsabile della piaga, quattro uomini procedono all’esumazione del cadavere che appare loro integro e con le labbra insanguinate.
Il Vampiro (Vittorio Martella): Due fratelli incontrano, in Venezuela, un sacerdote che, dopo aver sperimentato il piacere del sangue umano, ha abbandonato la fede e aggredisce i concittadini per placare le proprie empie brame.

Le tematiche predominanti in questi racconti sembrano ricondursi all’impotenza della scienza di fronte a ciò che non rientra nei suoi paradigmi, l’incredulità di fronte all’irruzione del sovrannaturale e il suggestivo fascino delle altre culture, le cui tradizioni meritano rispetto se non si vuole che si scatenino nefaste conseguenze.
L’antologia è presentata in modo minuzioso e, per ogni racconto, sono riferite puntualmente le riviste e le date di pubblicazione. Il linguaggio narrativo è rispettato conservandone le caratteristiche dell’epoca in cui sono apparsi i racconti, rinnovando così il pregio filologico che sarebbe inficiato dall’attuazione di una modernizzazione linguistica più vicina ai gusti attuali.
A impreziosire il volume numerose illustrazioni originali, con tanto di didascalie, preziosi testimoni dei gusti dell’epoca che facilitano l’immersione nel passato orrorifico italiano.



Risorse Web:
Keres Edizioni
Keres su Facebook
Scheda di Vampiriana
 

sabato 19 ottobre 2013

True Blood - Vol.3

Titolo: TRUE BLOOD, Vol.3 – QUARTIERE FRANCESE
Testi: M.HUEHNER, D.TISCHMAN
Disegni: DAVID MESSINA, CLAUDIA BALBONI, BRUNO LETIZIA
Chine: E.CASAGRANDE, E.SIMEONI
Colori: I.TRAVERSI, SCARLETGOTHICA
Copertina: DAVID MESSINA
Traduzione: ANDREA TOSCANI
Lettering: ALESSANDRO BENEDETTI
ISBN: 9788863041613
Pagine: 144
Ed. orig.: IDW PUBL., 08-2011/01-2012
Ed. italiana: PANINI COMICS, 09-2012

Prima della “serie regolare” (che esce in Italia dallo scorso luglio), la IDW ha pubblicato questo terzo volume autoconclusivo della versione a fumetti di True Blood, che si colloca tra la quarta e la quinta stagione del telefilm.

Sookie è a New Orleans con Eric e Bill, per indagare sull’assassinio del vampiro Perski Verlaine, accanto ai cui resti è stata ritrovata una scatola di fiammiferi del Fangtasia. L’autore del delitto sembra sia un serial killer, che ha già ucciso sette vampiri usando un paletto di mogano decorato con un angelo d’argento.
Nella baracca di Verlaine, lo sceriffo, Bill e Sookie trovano la prova che il vampiro soffriva di epatite D. Eric capisce che il colpevole non può essere altri che Guerra, un antico e quasi imbattibile non morto, che nel 1793 uccise a Parigi ben quarantasette vampiri affetti dalla “malattia”. Dopo varie ricerche e attentati, Bill, Sookie e Northman vengono attaccati dal killer. Messo in fuga l’assalitore, Eric spiega a Sookie e Bill che non si tratta di Guerra, e confessa di non essere riuscito a batterlo perché anche lui ha contratto l’epatite D.
Grazie all’aiuto di miss Agatha, una vecchia amica dello sceriffo, Sookie scopre l’identità dell’assassino, il pittore Victor Le Deux. Imprudentemente, si avventura da sola nella sua casa…

Quest’avventura, affettuoso omaggio degli autori ai romanzi di Anne Rice, vede Sookie e soci aggirarsi nella città appartenuta a Lestat e Louis, tra la Bourbon Street cantata da Sting e i vicoli del Quartiere Francese. La storia, ottimamente disegnata, regala momenti divertenti, in particolare grazie alle insistenti avances di Eric nei confronti di Sookie, che fanno andare Bill su tutte le furie.

Risorse Web:
David Tischman su Wikipedia
Blog di David Messina
True Blood Comics
IDW Publishing
Panini Comics
 

venerdì 18 ottobre 2013

True Blood - Vol.2

T.: TRUE BLOOD, Vol.2 – AMORE INFETTO
Testi: MARC ANDREYKO, MICHAEL McMILLIAN
Disegni: JOE CORRONEY, STEPHEN MOLNAR
Chine: BERNARD SHEPARD
Colori: HI-FI COLOUR DESIGN
Copertina: J. SCOTT CAMPBELL
Traduzione: ANDREA TOSCANI
Lettering: ALESSANDRO BENEDETTI
ISBN: 978-88-6589-616-7
Pagine: 144
Ed. orig.: IDW PUBLISHING, 02/07-2011
Ed. italiana: PANINI COMICS, 03-2012

Il secondo volume della serie a fumetti True Blood, intitolato “Amore Infetto” (in originale “Tainted Love”, come la famosa canzone di Ed Cobb coverizzata dai Soft Cell e poi da Marilyn Manson), contiene un’avventura che si colloca nella terza stagione della serie TV, in seguito alla fine della relazione tra il vampiro Bill e Sookie.

Jessica è stata trasformata in vampira da Bill quando era molto giovane e non è riuscita a partecipare al ballo scolastico. Inoltre il rigido moralismo della sua famiglia le ha precluso un’adolescenza normale.
Hoyt, quindi, vuole fare un regalo davvero speciale alla sua fidanzata vampira e organizza al Merlotte’s una festa di fine anno apposta per lei. Non appena Jessica assaggia il punch a base di Tru Blood diventa aggressiva verso gli invitati alla festa che non riescono a trattenerla, consentendole di fuggire e seminare il panico per le strade di Bon Temps. Una partita di Tru Blood, il sangue sintetico che permette ai vampiri di nutrirsi senza aggredire le persone, è stata corrotta da un gruppo di terroristi e, in tutti gli Stati Uniti, incombe la minaccia dei vampiri impazziti dopo aver assunto la bevanda contaminata.
Bill ed Eric dovranno mettere da parte i reciproci rancori e coalizzarsi con Sookie per trovare Jessica e fermare i terroristi.

I vampiri di True Blood sono profondamente attaccati all’umanità perduta che inseguono con ogni mezzo, a cominciare dall’invenzione dell’alimento sostitutivo del sangue, che ha permesso loro il coming out, e la successiva regolamentazione etica e sociale che permette una convivenza pacifica con gli uomini. La neovampira Jessica non è un’eccezione, il suo desiderio è più che legittimo e altrettanto giustificabile lo scatenarsi della sua vendetta nei confronti del ragazzo che la prese in giro quando era ancora un’umana pia e devota.
La prorompente sensualità che vediamo nel telefilm, in quest’avventura è accantonata a favore dell’azione, e dopo un inseguimento mozzafiato, scandito da momenti di sanguinosa efferatezza da parte della vampira contagiata, abbiamo un delizioso lieto fine nel quale Jessica (che in quest’avventura ricorda, sotto alcuni aspetti, Carrie di Stephen King) e Hoyt possono concedersi un ballo come nella migliore tradizione americana.
Le tavole sono dinamiche e godibili sotto ogni punto di vista, i personaggi sono molto somiglianti agli attori del telefilm e il sangue schizza copioso dai colli appena azzannati.

Risorse Web:
Marc Andreyko su Wikipedia
Sito internet di Joe Corroney
J. Scott Campbell su Wikipedia
IDW Publishing
Panini Comics
 

giovedì 17 ottobre 2013

Hitsuji No Uta - N.4

Titolo: HITSUJI NO UTA – IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI , N.4
Soggetto: KEI TOUME
Sceneggiatura: KEI TOUME
Disegni: KEI TOUME
Copertina: KEI TOUME
Traduzione: VALENTINA SPITALE
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 208
Ed. originale: GENTOSHA, 2002
Ed. italiana: MAGIC PRESS, 2012
Da quando Kazuna abita con sua sorella è spesso assente da scuola. Il dottor Minase gli consiglia di riprendere gli studi, ma il ragazzo ha troppa paura di far del male ai compagni; trascorre il suo tempo a occuparsi della casa e della cucina, cercando di carpire quanti più elementi possibile sulla famiglia Takashiro.
Yaegashi ha saputo che l’amico si è trasferito presso la sorella e, con il pretesto di portargli i compiti, decide di affrontare Chizuna.
In quest’occasione Yaegashi conoscerà il segreto che accomuna i due fratelli e l’intenzione di Chizuna di fare in modo che, isolandosi dal mondo, la piaga del vampirismo si estingua con loro. Davanti all’invito di non cercare più di contattarli, Yaegashi non può arrendersi e decide di aspettare che l’amico torni da lei.
Le condizioni di Chizuna sono sempre più gravi, la presenza del fratello è di grande conforto, soprattutto perché le medicine somministrate dal dottor Minase stanno perdendo di efficacia.
Kazuna non riesce ancora a vedere Chizuna come una sorella, probabilmente perché non è cresciuto con lei. Inoltre si verificherà un episodio che confonderà ancor di più i sentimenti del giovane vampiro.

Risorse Web:
Kei Toume su Wikipedia
Hitsuji No Uta su Wikipedia
Blog della casa editrice Magic Press
 

mercoledì 16 ottobre 2013

Hitsuji No Uta - N.3

Titolo: HITSUJI NO UTA – IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI , N.3
Soggetto: KEI TOUME
Sceneggiatura: KEI TOUME
Disegni: KEI TOUME
Copertina: KEI TOUME
Traduzione: VALENTINA SPITALE
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 208
Ed. originale: GENTOSHA, 2002
Ed. italiana: MAGIC PRESS, 2012
Kazuna ha accettato di vivere, insieme alla sorella Chizuna, nella casa dove abitava da bambino. La soluzione consente ai fratelli di affrontare insieme la sete di sangue, seguendo le terapie prescritte dal dottor Minase. Kazuna può stare lontano dalle persone che ama tenendole al sicuro dai suoi attacchi.
I signori Eda, che hanno cresciuto Kazuna come un figlio, cercano di dissuaderlo ma ottengono solo l’effetto di farlo infuriare. Il ragazzo li accusa di averlo tenuto all’oscuro della sua vera famiglia e delle circostanze della morte di suo padre.

I vampiri della Toume, abbiamo visto, non sono assimilabili a quelli della tradizione. Innanzi tutto possono morire e, oltre al sangue, assumono anche alimenti normali. Sappiamo che la madre di Chizuna e Kazuna impazzì e possiamo supporre che questa patologia abbia un’origine neurologica, se non addirittura psichiatrica, piuttosto che organica, è innegabile però che solo il sangue attenui la violenza dei sintomi.
È finalmente chiaro il segreto della famiglia Takashiro ma, contemporaneamente, s’inizia a sospettare della natura dei sentimenti che legano i due fratelli. Chizuna è ancora amareggiata a causa del padre e non è chiaro se, prendendo con sé Kazuna, voglia avere l’occasione di redimersi. La copertina lascia intendere qualcosa d’incestuoso fra i due, ma ne avremo conferma solo seguendo gli sviluppi della serie.

Risorse Web:
Kei Toume su Wikipedia
Hitsuji No Uta su Wikipedia
Blog della casa editrice Magic Press
 

martedì 15 ottobre 2013

Hitsuji No Uta - N.2

Titolo: HITSUJI NO UTA – IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI , N.2
Soggetto: KEI TOUME
Sceneggiatura: KEI TOUME
Disegni: KEI TOUME
Copertina: KEI TOUME
Traduzione: VALENTINA SPITALE
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 192
Ed. originale: GENTOSHA, 2002
Ed. italiana: MAGIC PRESS, 2012
Continuiamo a parlare con il secondo numero di Hitsuji No Uta, serie trasposta anche in OAV.

Kazuna ha saputo di essere affetto dalla stessa malattia di sua sorella Chizuna, una sorta di oscuro morbo che si manifesta con un’improvvisa e irresistibile sete di sangue. I due fratelli si sono appena ritrovati e, sebbene Chizuna mostri qualche riserva a coltivare il rapporto, decide comunque di aiutarlo, almeno nella fase d’esordio della malattia.
Il padre dei ragazzi si è preso cura di Chizuna, che ha manifestato i sintomi del vampirismo in tenera età, e ha affidato Kazuna, apparentemente sano, a una coppia senza figli. Sulla vita della ragazza si è imposto il ricordo della madre, morta per la stessa malattia, incarnato nel senso di frustrazione del padre che, cercando di salvare la figlia, insegue una sorta di redenzione. Almeno fino a quando, consapevole del proprio fallimento, si toglie la vita. Adesso Chizuna è seguita da un giovane medico, Minase, che ha sintetizzato un farmaco che, ingerito, attenua i sintomi. Chizuna ne fa dono al fratello ingiungendogli di assumerlo prima che la brama di sangue metta a repentaglio la vita di chi gli sta vicino.
Yaegashi si è accorta che in Kazuna qualcosa non va e, quando cerca di avvicinarlo, il ragazzo la allontana con modi bruschi; questo cambio di atteggiamento la fa soffrire profondamente e, quando scopre che anche gli zii del ragazzo sono ignari di tutto, non si rassegna: vuole sapere la verità, anche a costo di rivelargli i sentimenti d’amore che prova per lui.
Dopo avergli prestato nuovamente soccorso, Chizuna chiede al fratello di trasferirsi da lei in modo che ognuno possa prendersi cura dell’altro.

In questo volume vengono alla luce alcuni segreti della famiglia Takashiro, mentre Kazuna si rende conto che non può ribellarsi al suo destino e, a quanto pare, nemmeno al suo passato.
Si rinnova l’apprezzamento per l’autrice che, nonostante il tratto nervoso, rispetta la consequenzialità delle vicende in tavole ordinate e gradevoli.

Risorse Web:
Kei Toume su Wikipedia
Hitsuji No Uta su Wikipedia
Blog della casa editrice Magic Press
 

lunedì 14 ottobre 2013

Hitsuji No Uta - N.1

Titolo: HITSUJI NO UTA – IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI , N.1
Soggetto: KEI TOUME
Sceneggiatura: KEI TOUME
Disegni: KEI TOUME
Copertina: KEI TOUME
Traduzione: VALENTINA SPITALE
Lettering: MP STUDIO
Pagine: 208
Ed. originale: GENTOSHA, 2002
Ed. italiana: MAGIC PRESS, 2011
In ambito fumettistico non mancano le piacevoli sorprese per chi è interessato alle storie di vampiri, anche per quanto riguarda i manga, come ad esempio nel caso del pregevole Shi Ki. E assai piacevole è la sorpresa di Hitsuji No Uta, un manga al confine tra l’horror e il thriller psicologico, che racconta le vicende di due fratelli uniti da un tragico segreto di famiglia.

Kazuna Takashiro, rimasto orfano in tenera età, è cresciuto presso gli zii che gli hanno garantito, nonostante entrambi lavorassero, una vita serena. Frequenta il liceo ed è molto amico di Yaegashi, una coetanea appassionata d’arte, per la quale si è offerto anche di posare per un ritratto.
Nella casa dove Kazuna viveva da bambino, prima di perdere i genitori naturali, è arrivata una nuova inquilina e, contemporaneamente, il ragazzo incorre in strani flash-back riguardanti la madre malata e una bambina diafana dall’aspetto inquietante; insieme ai ricordi insorge una forte attrazione/repulsione verso il sangue e, per trattenersi, Kazuna deve ricorrere a un forte sforzo di volontà.
Il ragazzo decide di fare chiarezza su quanto sta succedendo e si rivolge proprio alla misteriosa ragazza che abita nella casa della sua infanzia. Si tratta di Chizuna, sua sorella, affetta dallo stesso morbo che ha portato alla tomba sua madre. La ragazza gli spiega che la loro famiglia è vittima di una maledizione che li rende dipendenti dal sangue e, nonostante gli abbia vietato di avvicinarla, si trova in condizione di dovergli offrire l’unico aiuto di cui ha bisogno.

In molte storie di vampiri, in particolare negli ultimi anni, si verifica il felice connubio fra vampirismo e adolescenza. Kei Toume differisce da molti autori perché non ne fa una ridondante e stereotipata storia d’amore, ma una tragica eventualità che provoca una frattura insanabile con quanto è stato prima. In questo caso il vampirismo è una condizione medica, trattata con farmaci e trasfusioni. Malgrado ciò, gli elementi folcloristici riescono a emergere attraverso i dialoghi.
Kei Toume è abilissima nella narrazione per immagini, mantenendo vivo l’interesse del lettore man mano che l’intricata matassa si dipana. Il tratto è deciso e i contorni spessi, rispettando tuttavia l’espressività dei personaggi. Gli acquerelli in copertina hanno un effetto perturbante e un certo alone malinconico che ritroviamo nelle pagine dell’albo.

Risorse Web:
Kei Toume su Wikipedia
Hitsuji No Uta su Wikipedia
Blog della casa editrice Magic Press
 

sabato 12 ottobre 2013

Kerrelyn Sparks, “Come Sposare un Vampiro Milionario”

Titolo: COME SPOSARE UN VAMPIRO MILIONARIO (How to Marry a Millionaire Vampire)
Autore: KERRELYN SPARKS
Anno: 2005
Edizione italiana: DELOS BOOKS, 2011
Traduzione: SABRINA SCALVINONI
Copertina: SAMANTA LEONE
ISBN: 978-88-6530-082-4
Pagine: 425
Come Sposare un Vampiro Milionario è il primo romanzo della serie “Love at Stake” di Kerrelyn Sparks. Ogni volume propone la storia d’amore tra due personaggi diversi, in un mondo nel quale gli esseri umani sono all’oscuro dell’esistenza dei vampiri.
Questi ultimi, da qualche tempo, si nutrono di sangue sintetico ma c’è ancora una potente fazione di vampiri, i puri, che rivendicano la necessità di nutrirsi nella maniera tradizionale, diventando una fonte di guai difficile da risolvere pacificamente. D’altra parte, essere un vampiro non è esattamente la condizione più invidiabile che esista, tanto per cominciare non si è immuni dagli incidenti che occorrono anche ai comuni mortali. Roman Draganesti, collaudando un dispositivo di erogazione di sangue sintetico, ha perso uno dei suoi canini e, prima che sopraggiunga l’alba, deve trovare un dentista che rimpianti il dente nell’alveolo. Il vampiro riesce a raggiungere la clinica odontoiatrica dove lavora Shanna, una bellissima dentista tutelata dal programma per la protezione testimoni, ma l’intervento non può essere effettuato in quanto la donna, da quando ha visto assassinare la sua amica, ha sviluppato una vera e propria fobia per il sangue. Inoltre la mafia russa, dalla quale credeva di essere al sicuro, ha trovato Shanna e non intende lasciarsela scappare di nuovo. Seguiranno una serie di rocambolesche avventure che porteranno non solo al reimpianto del canino ma anche alla nascita della storia d’amore tra Roman e Shanna.

Le vicende romantico-sensuali di Roman e Shanna, si sviluppano attraverso doppi sensi, equivoci e situazioni quotidiane che, in un contesto vampiresco, diventano ridicole, a buon titolo la casa editrice Delos ha inserito la serie nella collana “Vampiri e Paletti”, insieme alla serie dedicata alla famiglia Argeneau di Lindsay Sands.
Seppur appartengano a due mondi diversi, Roman e Shanna sono molto simili, entrambi fanno quotidianamente i conti con un passato che li ha segnati e che preclude loro la possibilità di costruirsi un futuro sereno. Solo quando riusciranno ad aprirsi l’uno all’altra e a collaborare per far fronte alle minacce che incombono, potranno dare inizio a una nuova vita.
Kerrelyn Sparks ha uno stile vivace, consentendo una lettura veloce e scorrevole del romanzo, anche se l’intento esilarante di alcune situazioni è soltanto sfiorato.

Risorse Web:
Sito di Kerrelyn Sparks
Delos Books
 

giovedì 10 ottobre 2013

Vampire Princess Yui - N.3

Titolo: VAMPIRE PRINCESS YUI, N.3
Episodio: UNA NOTTE BUIA COME LA PECE
Soggetto: NARUMI KAKINOUCHI
Sceneggiatura: NARUMI KAKINOUCHI
Disegni: NARUMI KAKINOUCHI
Copertina: NARUMI KAKINOUCHI
Traduzione: BRUNO GRAMIGNA
Lettering: n.i.
Pagine: 184
Ed. originale: AKITA PUBLISHING, 1995
Ed. italiana: GOEN, 2012

Riprendiamo, con il terzo numero, a parlare della serie Vampire Princess Yui, spin off di Vampire Princess Miyu, pubblicata da Goen.

Il passato di Yui, diventata vampira dopo aver incontrato Miyu, riemerge puntualmente facendole rimpiangere la sua vita come una ragazza normale. Talvolta nemmeno Nagi, che l’accompagna e la protegge nel corso dei viaggi che compiono attraverso il Giappone, riesce a consolarla. Queste distrazioni possono diventare fatali perché i nemici di Yui sono sempre in agguato per impedire il risveglio della principessa che riposa nel lago.
Il demone Shiki, con le sue inseparabili ancelle, tende un agguato a Yui e Nagi segue una battaglia contro gli elementi, sabbia, acqua e vento, ognuno dominato dalle affascinanti serve del demone, che mettono in serie difficoltà i nostri eroi. L’intervento di Senju, custode della principessa che riposa nel lago, ribalterà le sorti dello scontro a favore di Yui e Nagi.

Sebbene non vi sia nulla da eccepire al gradevole disegno della Kakinouchi, permane qualche problema nel seguire le vicende a causa di una narrazione spesso interrotta da episodi concomitanti o appartenenti al passato dei protagonisti.

Risorse Web:
Goen/RW Edizioni
Narumi Kakinouchi su Wikipedia
 

martedì 8 ottobre 2013

Vampire Princess - N.2

Titolo: VAMPIRE PRINCESS, N.2
Soggetto: TOSHIHIRO HIRANO
Sceneggiatura: TOSHIHIRO HIRANO
Disegni: NARUMI KAKINOUCHI
Copertina: NARUMI KAKINOUCHI
Traduzione: MANUEL MAJOLI (STUDIO RENOIR)
Lettering: ACROBAT
Pagine: 170
Ed. originale: FLEX COMIX, 2010
Ed. italiana: PANINI, 2012

Nel primo albo di Vampire Princess, Toshihiro Hirano e Narumi Kakinouchi ci hanno presentato il primo incontro fra Yu e Yui e la nascita della loro amicizia. Le avventure di questa serie, pubblicata in Italia da Panini, sono ambientate nell’epoca Meiji (1868 -1912), in cui l’occidente inizia a insinuarsi nella cultura giapponese suscitando importanti reazioni politiche.

I gemelli Ou e Shin, che frequentano la scuola maschile vicina a quella frequentata da Yu e Yui, in realtà sono le guardie del corpo di quest’ultima e cercano con ogni mezzo di dissuaderla dal frequentare l’amica nella quale hanno individuato la natura soprannaturale. A minacciare Yui però è ben altro: si tratta di uno Shizuru, un demone vampiro dalle forme di una donna. I gemelli riusciranno a individuarla ma, durante il combattimento, Ou sarà ferito gravemente concedendo allo Shizuro una seconda possibilità per attaccare Yui.
La campana di vetro nella quale Yui è vissuta finora comincia a infrangersi e la ragazza verrà a conoscenza dell’esistenza di creature malvagie come gli Shizuru, gli stessi demoni responsabili dello stato catatonico in cui versa sua madre.

La coppia Hirano-Kakinouchi (sposati anche nella vita reale) con questa serie raggiunge l’apice creativo realizzando avventure godibili non solo dal punto di vista grafico ma anche più facilmente assimilabili rispetto agli altri spin-off della serie Vampire Princess Miyu.

Risorse Web:
Gli Shinma d'Occidente
Toshihiro Hirano su Wikipedia
Narumi Kakinouchi su Wikipedia
Casa editrice Panini
 

sabato 14 settembre 2013

Dampyr - N.161

Titolo: DAMPYR, N.161
Episodio: MAL DI LUNA
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: LUCA ROSSI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 08-2013

A breve distanza dall’avventura francese con la “Bestia del Gevaudan”, in questo numero di Dampyr, Harlan dovrà vedersela di nuovo con i lupi mannari, in un villaggio scozzese dove il rispetto per la storia e il folclore è qualcosa che va oltre alla superstizione e le manifestazioni evocative.
La tournèe dei “Liannabh Shee”, il gruppo musicale celtico dove Stuart suona il violino, sta avendo grande successo e i membri vantano anche un seguito di groupies con cui s’intrattengono.
Alan, un fan di Fiona, la flautista della band, la invita a soggiornare presso la sua famiglia a Balfroyn, un piccolo paese della campagna scozzese il cui nome ricorda ancora la scorreria dei guerrieri lupo vichinghi, avvenuta nel XIII secolo, durante la quale persero la vita numerose donne e bambini.
I genitori di Alan si mostrano diffidenti nei confronti di Fiona e la fanno a dormire in un cottage separato dalla casa padronale chiudendola a chiave. La donna riesce a fuggire e a raggiungere Alan ma di lei, l’indomani, non si hanno più tracce se si escludono i muri del cottage schizzati di sangue.
Harlan è presto coinvolto nelle indagini ma gli abitanti di Balfroyn sono molto gelosi del loro segreto e pronti a tutto per mantenerlo tale.

Dopo una lunga assenza Luca Rossi torna a disegnare le tavole di Dampyr e lo fa in grande stile, le inchiostrature pongono enfasi sulle atmosfere magico - orrorifiche evocate da Boselli. I suoi pennelli hanno riprodotto la trasformazione bestiale dei personaggi raggiungendo il medesimo effetto delle migliori pellicole di genere, i suoi lupi mannari sono veramente stupendi in ogni peloso e zannuto dettaglio.

Risorse Web:
Luca Rossi su Wikipedia
Mauro Boselli su Wikipedia
Dampyr su wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
 

venerdì 6 settembre 2013

Maxi Dampyr - N.5

Titolo: MAXI DAMPYR, N.5
Episodio: IL COLLEZIONISTA
Sogg. e scenegg.: GIOVANNI DI GREGORIO
Dis.: CORRADO ROI
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: RICCARDO RIBOLDI
Pagine: 292
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2013

Si rinnova l’appuntamento estivo con il Maxi Dampyr e, quest’anno, abbiamo una novità: una lunga avventura interamente disegnata da Corrado Roi, l’artista che ha contribuito al successo della testata Dylan Dog.

Il team del dampyr è impegnato a risolvere un caso d’infestazione vampirica in Scozia, presto i nostri eroi si trovano catapultati in un universo parallelo dove il demone Alel, conosciuto come “il collezionista”, vuole aggiungere proprio Harlan Draka alla sua raccolta di creature mostruose provenienti da ogni angolo di tutti gli universi conosciuti.
A Praga, nel Teatro dei Passi Perduti, Caleb Lost ha perso ogni traccia del dampyr e si appresta a organizzare le ricerche.
Harlan, Kurjak e Tesla sono dapprima separati: Kurjak sarà mandato a lavorare nelle miniere per estrarre un minerale altamente esplosivo, Tesla sarà arruolata nell’esercito di vampiri deputato alla sicurezza del regno e Harlan soggiornerà negli appartamenti di Alel dove sarà testimone dei crudeli esperimenti perpetrati sulle creature viventi che fan parte della “collezione”.
La sovranità di Alel non è tollerata dagli abitanti del suo regno; è, infatti, in corso una ribellione guidata da Astolfo che, sulla groppa dell’immancabile ippogrifo, riuscirà a liberare i nostri eroi e, insieme a loro, dare battaglia al malvagio collezionista.

Giovanni Di Gregorio non è certo nuovo alle tematiche orrorifiche e avventurose vista la sua militanza in Dylan Dog e nella trasposizione a fumetti della collana di romanzi per ragazzi “piccoli brividi” , in questa maxi avventura lo vediamo padroneggiare egregiamente diversi scenari al confine fra la fantascienza e il fantasy epico. A fronte del grande successo delle acclamate saghe inglesi e americane, preferisce dare il doveroso omaggio ai romanzi cavallereschi italiani del ‘500, proponendoci un Astolfo più moderno e accattivante.
L’impresa titanica di Corrado Roi non smentisce la sua fama, attraverso le meticolose ombreggiature il lettore ha modo di percepire appieno il phatos delle vicende, perdonando così qualche svista nella riproduzione dei protagonisti.

Risorse Web:
Corrado Roi su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Dampyr su Wikipedia
Sergio Bonelli Editore
 

lunedì 26 agosto 2013

Dampyr - N.160

Titolo: DAMPYR, N.160
Episodio: LA MONACA
Soggetto: CLAUDIO FALCO
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: NICOLA GENZIANELLA
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 07-2013

Il convento di Sant’Arcangelo a Baiano di Napoli fu chiuso alla fine del XVI secolo a causa del comportamento scandaloso di alcune monache, capeggiate dalla consorella Agnese Ayala, accusate di commerciare col maligno.
L’antico edificio, ormai adibito a civile condominio, contiene tuttora una stanza segreta nella quale fu murata viva proprio Agnese Ayala ma, in seguito a un violento temporale, il tetto della stanza viene scoperchiato e lo spirito della monaca è così liberato dalla sua secolare prigionia.
Raggiunta dai fantasmi delle consorelle, Agnese comincia ad aggirarsi per le strade di Napoli vendicandosi sui membri della famiglia Ayala, che la costrinse alla clausura, e cercando di ricongiungersi con il demone che la fece innamorare.
Don Raffaele, insospettito dal dipinto tracciato con sangue umano rilevato sulle pareti della stanza segreta, informa Harlan e, insieme, daranno la caccia alla monaca prima che questa raggiunga l’ultima erede degli Ayala.

Claudio Falco ci propone una storia piuttosto intrigante, il mistero e l’horror non stonano affatto con la storica vivacità di Napoli, ben sottolineata dalle espressioni dialettali usate da alcuni personaggi. Abbiamo inoltre il piacere di rivedere, oltre a Don Raffaele, il “monaciello” e l’anziana “janara” che si occupa di lui.
Nicola Genzianella ha disegnato quest’avventura con la consueta attenzione per i particolari di ambienti e personaggi, conducendoci attraverso una Napoli notturna e misteriosa.

Risorse Web:
Sito Web di Nicola Genzianella
Nicola Genzianella su Wikipedia
Dampyr su wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore

domenica 28 luglio 2013

La Leggenda dei 7 Vampiri d'Oro

Titolo: LA LEGGENDA DEI 7 VAMPIRI D’ORO (The Legend of the 7 Golden Vampires)
Regia: ROY WARD BAKER, CHEH CHANG
Soggetto, scen.: DON HOUGHTON
Interpreti: PETER CUSHING (Van Helsing), DAVID CHIANG (Hsi Ten-an, Hsi Ching), JOHN FORBES-ROBERTSON (Dracula)
Dur., Col., Orig.: 83’, C, GB/HONG KONG
Produzione: HAMMER, SHAW BROTHERS
Anno: 1974

TRAMA
Transilvania, 1804. Kah (Chan Shen), sacerdote dei 7 Vampiri d’Oro, partito dal villagio cinese di Ping Kwei, dopo un lungo viaggio raggiunge il castello di Dracula. Il conte vampiro (John Forbes-Robertson) ascolta la storia del sacerdote, il cui Tempio ha perso il potere e i fedeli da quando i sette vampiri d’oro si sono addormentati. Per sfuggire al mausoleo dove è sepolto da tempo, Dracula accetta di risvegliare i vampiri e di aiutare Kah, assumendone le sembianze.
Chung King, 1904. Van Helsing (Peter Cushing) spiega a un uditorio di docenti di storia dell’università che in un sconosciuto villaggio cinese si abbatte periodicamente la maledizione dei sette vampiri d’oro.



Molti anni prima, il contadino Hsi Ten-an (David Chiang) volle affrontarli per salvare la figlia, ma riuscì solo ad uccidere uno dei sette strappandogli l’emblema del pipistrello d’oro. Secondo Van Helsing il vampirismo avrebbe avuto origine proprio nell’antica Cina. Egli vorrebbe l’aiuto dei docenti per continuare le sue ricerche, ma tutti gli danno del ciarlatano.



L’unico a credergli è Hsi Ching (ancora David Chiang), il quale racconta che Hsi Ten-an era suo nonno e che la leggenda risponde a verità: il villaggio esiste e si chiama Ping Kwei. Hsi Ching chiede l’aiuto di Van Helsing per debellare i vampiri. Viene così organizzata una spedizione, con l’aiuto finanziario dell’affascinante e ricca signora inglese Vanessa Buren (Julie Ege), che prende la palla al balzo per sfuggire alle poco gradite attenzioni del “bravaccio” locale Leung Hon (Wong Han Chan).
Alla spedizione partecipa anche Leyland Van Helsing (Robin Stewart), figlio del professore, e i fratelli Hsi, tutti maestri di arti marziali: Hsi Ching, che combatte a mani nude, i gemelli Sung (Feng Ko An) e San (Chen Tien Loong), imbattibili spadaccini, Tao (Ho Kei-Cheong), che ha «la forza di un vero drago» e utilizza le mazze, Po-Kwei (Wong Pau-Gei), che combatte con una lancia affilata, l’arciere Kwei (Liu Chia Yung), «l’uomo con la scure» Ta (James Ma), e, unica sorella, Mai Kwei (Shih Szu), incantevole e validissima combattente, di cui Leyland si innamorerà.



Durante il viaggio, dopo aver sconfitto gli uomini di Leung Hon, il gruppo viene attaccato da tre dei vampiri d’oro, ma riesce ad avere la meglio. Giunge quindi a Ping Kwei, dove prepara il terreno per la battaglia. Cala la notte e i vampiri attaccano, insieme ai morti viventi chiamati da Kah. Molti cadono da entrambe le parti e Mai Kwei viene rapita e portata al Tempio, dove Kah/Dracula deve affrontare ancora una volta il suo nemico di sempre, Van Helsing.



CRITICA
Nel cercare di risollevarsi da una grave crisi finanziaria, la Hammer provò la carta della contaminazione di horror, «sadismi orientali alla Fu Manchu» e arti marziali. Fu quindi con la specialista Shaw Brothers che coprodusse La Leggenda dei 7 Vampiri d’Oro (e in seguito, sempre nel 1974, Un Killer di Nome Shatter), ultimo capitolo della saga di Dracula/Van Helsing. Il risultato, però, non piacque alla Warner1 che, a differenza dei precedenti, rifiutò di distribuire il film in America,2 spingendo la casa inglese verso la bancarotta.3
Difficile dare torto alla Warner, per la verità. Dopo i primi suggestivi scorci transilvani, infatti, il film crolla al primo apparire di Dracula: l’assenza di Lee è già di per sé traumatica (Lee non volle proprio saperne di rimettere il mantello di Dracula), ma il vampiro di John Forbes-Robertson risulta poco credibile con la sua faccia verdastra e l’improbabile accento alla Lugosi (ma c’è da dire che l’attore fu, con suo disappunto, doppiato): per fortuna la sua presenza in scena copre pochi minuti.



L’idea dell’ambientazione cinese di una storia di vampiri è buona e l’interpretazione di Cushing permette al film di non naufragare del tutto. Interessanti i riferimenti al folklore e alla funzione apotropaica dei simboli religiosi locali: come nota Van Helsing, «in Europa i vampiri sono terrorizzati dal crocifisso, qui sarà l’immagine delle vostre divinità la nostra unica protezione». La sua lectio e la diatriba accademica che ne segue regalano qualche momento di emozione, ma troppo poco è lo spazio concesso al grande attore. Il film scorre per lo più tra combattimenti/balletti, improbabili incursioni dei sette vampiri dalla faccia di fango e lunghe sequenze dei brulli paesaggi cinesi: disastroso il make-up dei vampiri e i pipistrelleschi emblemi dorati. Avrebbero senz’altro meglio figurato i più inquietanti morti viventi di Kah: peccato non sia stato assegnato un ruolo narrativo a queste figure.



Ad ogni modo, La Leggenda dei 7 Vampiri d’Oro offre dei momenti di buon intrattenimento, per lo più legati alla presenza di Cushing. Curiosamente entusiasta della pellicola è Salvagnini: «il film, pur non riuscendo a fondere bene le sue due anime, è avvincente, curioso e interessante. L’ambientazione cinese conferisce nuovo vigore alla saga di Dracula e le scene di arti marziali, dirette dal non accreditato maestro Chang Cheh, sono belle e perfettamente inserite nel contesto». D’altra parte, Chiang e Szu erano «tra i migliori specialisti nel campo e fanno valere la loro abilità».4



NOTE
1. Cfr. J.Gordon Melton, The Vampire Book. The Encyclopedia of the Undead, Visible Ink Press, Canton, 1999, p.326.
2. Il film approdò negli USA solo nel 1978, grazie alla Dynamite Entertainment. Cfr. Massimo Introvigne, La stirpe di Dracula, Mondadori, 1997, p.330.
3. A questa pellicola sarebbe dovuto seguire un Dracula ambientato in India, Kali – Devil Bride of Dracula, in cui Van Helsing si sarebbe dovuto alleare con i religiosi indiani per combattere i vampiri transilvani. Il fantomatico Dracula Walks the Night, annunciato nel 1972, invece sembra nacque dalla fantasia di un fan. Cfr. Franco Pezzini e Angelica Tintori, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo, Gargoyle, 2008, pp.590-592, 613-14.
4. Rudy Salvagnini, Dizionario dei film horror, Corte del Fontego, 2007, p.382.




Risorse Web:
Scheda di Imdb
Karavansara: Celebrating the Shadows – a feast of imagination
ToHorror Film Fest
Strategie Evolutive
Peter Cushing, ascetico Van Helsing
 

venerdì 28 giugno 2013

Karen Essex, "Dracula in Love"

Titolo: DRACULA IN LOVE (Dracula in Love)
Autore: KAREN ESSEX
Anno: 2010
Edizione italiana: BOMPIANI, 2011
Traduzione: ALBERTO CRISTOFORI
Copertina: © RICHARD JENKINS
ISBN: 978-88-452-6623-2
Pagine: 496
Il Dracula di Bram Stoker, costituito da frammenti epistolari, ritagli di fatti di cronaca, referti medici ecc. ha avuto il merito di trasmettere ai posteri una minuziosa analisi sociale della Londra Vittoriana, mettendone alla luce gli elementi più oscuri e perversi ben mascherati dal decoro che s’imponeva. L’unico limite è che il punto di vista dell’autore è quello di un uomo del tempo, quindi i personaggi femminili sono presentati seguendo tale prospettiva, senza indagare a fondo le pulsioni delle donne che sembrano accettare tranquillamente tutto quanto, impastoiate nei loro rigidi corsetti.
La scrittrice e giornalista Karen Essex vuole riscattare queste donne riscrivendo Dracula secondo il punto di vista di Mina Murray, la moglie di Jonathan Harker che, sappiamo, ha avuto un ruolo decisivo durante la ricerca del Conte attraverso l’Europa.

Mina fin da piccola ha presentato dei comportamenti devianti, sentiva voci che nessuno udiva ed era soggetta a episodi di sonnambulismo, suscitando inevitabilmente sospetto e diffidenza da parte dei famigliari che decidono, infine, di farle frequentare un prestigioso collegio femminile. Il rendimento di Mina è eccellente e, divenuta adulta, continuerà a vivere presso l’istituto collaborando con la direttrice. La squisitezza dei suoi modi non lascia indifferente il giovane notaio Jonathan Harker che comincia a corteggiarla e le promette che, non appena avrà fatto ritorno dalla Stiria, dove deve concludere un affare importante, la sposerà.
Durante l’assenza del fidanzato, Mina decide di trascorrere un periodo di vacanza, presso l’amica Lucy Westenra, a Whitby ma un telegramma giunto da un ospedale religioso in Austria interromperà il soggiorno, divenuto alquanto imbarazzante a causa della dissolutezza di Lucy contesa fra tre pretendenti, costringendo Mina a partire per assistere Jonathan malato.
Tornata a Londra, dopo essersi sposata, Mina scoprirà che Lucy è stata rinchiusa nel manicomio del Dr Seward, discepolo di Abraham Van Helsing, dove è deceduta.
La ragazza decide di indagare sulla tragica fine dell’amica e si offre volontaria per lavorare presso l’istituto, cogliendo anche l’occasione per non pensare ai problemi coniugali che la assillano.
L’atteggiamento di Mina non è tollerato dal marito che, su consiglio di Seward, decide di farla internare e curare per l’isteria.
A soccorrere Mina dagli abominevoli trattamenti giungerà il conte Dracula, che già in altre occasioni l’aveva tratta in salvo senza rivelare la sua identità, e la condurrà in un posto isolato, dove le spiegherà le circostanze del loro amore che ha attraversato i secoli, sempre destinato a finire a causa delle scelte compiute da Mina in ogni reincarnazione.

Karen Essex si avvale di una prosa elegante e coinvolgente narrando, in prima persona, le vicende di questa giovane donna la cui esistenza è sospesa tra un mondo magico spirituale e la rigida morale vittoriana.
La condizione della donna all’epoca è analizzata con grande perizia, la “donna nuova” proposta da Stoker, secondo la Essex è ben più bigotta e attenta alle apparenze di quanto le pagine del Dracula ci facciano supporre, la sua natura è stata diligentemente soffocata e trasformata non appena è emersa, i fallimenti delle istituzioni educative femminili generano “ochette” come Lucy o, addirittura, donne lavoratrici pronte a denunciare le contraddizioni sociali, come Kate Reed (personaggio già pensato da Stoker poi abbandonato durante la stesura definitiva di Dracula).
A colpire il lettore non è tanto la storia in se, che è caratterizzata da un finale piuttosto banale e approssimativo, quanto la minuziosa documentazione sugli istituti d’igiene mentale agli albori della psichiatria, riportata dalla Essex senza ingentilimenti, si tratta, infatti, di particolari volti a smascherare i nobili ideali che sembrano guidare gli uomini di Stoker, mostrandoceli, nudi e crudi, nelle loro debolezze e perversioni.

Karen Essex parla di Dracula in Love


Risorse Web:
Casa Editrice Bompiani
Karen Essex su Wikipedia
Sito Web di Karen Essex
 

martedì 25 giugno 2013

Dylan Dog - N.321

Titolo: DYLAN DOG, N.321
Episodio: GIOVANI VAMPIRI
Soggetto: GIANCARLO MARZANO
Sceneggiatura: GIANCARLO MARZANO
Disegni: LUIGI PICCATTO
Colori: no
Copertina: ANGELO STANO
Lettering: ILEANA COLOMBO
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 06-2013
Il recente successo, ormai in fase di spegnimento, della mediocre letteratura e filmografia vampirica destinata ai giovani, non poteva non lasciare il segno nella testata bonelliana horror per eccellenza: Dylan Dog.

Un gruppo di giovani, dal look vistosamente gotico, si rivolgono all’indagatore dell’incubo perché li metta in contatto con un vero Maestro della Notte che li trasformerà in vampiri. Con tutta la diplomazia di cui dispone, Dylan rifiuta l’incarico e dice loro che i vampiri non esistono.
Delusi, ma non rassegnati, i ragazzi si recano nel cimitero per stipulare un patto di sangue: il primo di loro che sarà trasformato in vampiro dovrà, a sua volta, trasformare gli amici. Dopo il rituale si recano in un locale gotico dove una di loro, Octavia, riceve le attenzioni di un misterioso e affascinante gentiluomo.
Dopo quella sera di Octavia si perdono le tracce ma, tre giorni dopo, May la vede attraverso la video chat mentre aggredisce una sua amica, rispettando il patto di sangue celebrato nel cimitero.
May torna a rivolgersi a Dylan Dog che, vista la peculiarità del caso, non può esimersi dall’indagare.
Gli indizi porteranno Dylan sulle tracce del misterioso corteggiatore di Octavia il quale, trovatosi alle strette, ucciderà i ragazzi che tiene nascosti prima di essere raggiunto dalle pallottole sparate da Dylan.
Ma la partita non è ancora finita, esiste davvero un Maestro e non è disposto a tollerare uno smacco di questo genere.

Seppur ad un primo sguardo quest’avventura possa sembrare banale e priva di originalità, Marzano pone comunque alcuni interessanti spunti di riflessione sulla condizione della gioventù attuale. I protagonisti di quest’avventura sono ragazzi che hanno praticamente tutto ma la famiglia da cui provengono, senza arrivare all’eccesso rappresentato dalla madre di May, si dimostra carente per quanto concerne la presenza e la responsabilità genitoriale. Vediamo un’Octavia obesa e dalla bassa autostima concedersi al primo uomo che la nota, e vediamo i ragazzi scappare davanti alla polizia dichiarando che avrebbero preferito trovarsi davanti un vero Maestro della Notte. Si tratta di paradossi che, secondo chi scrive, sono molto vicini alla realtà attuale per circoscriverli nell’ambito degli espedienti letterari. I disegni di Piccatto sono caratterizzati da tratti essenziali e nervosi, destinati a un gusto moderno, si segnala qualche imperfezione nella riproduzione delle apparecchiature elettromedicali nelle tavole finali dell’albo.

Risorse Web:
Segio Bonelli Editore
Giancarlo Marzano su Craven Road 7
Angelo Stano su Wikipedia
Luigi Piccatto su Wikipedia
Altre storie vampiresche di Dylan Dog: N. 13, 62, 147, 214, Albo Gigante N.6, Albo Gigante N.15, Color Fest N.1
 

Speciale Dampyr - N.8

Titolo: SPECIALE DAMPYR, N.8
Episodio: ORRORE TRA GLI AMISH
Soggetto: DIEGO CAJELLI
Sceneggiatura: DIEGO CAJELLI
Disegni: LUCA RAIMONDO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 160
Edizione: SERGIO BONELLI, 11-2012
In quest’ottavo albo speciale di Dampyr, Diego Cajelli ci conduce nelle comunità Amish in Pennsylvania dove, negli sterminati campi di grano, può celarsi un portale verso una realtà parallela.

Quando i giovani Amish compiono sedici anni, possono trascorrere un periodo nel mondo moderno per poi scegliere, consapevolmente, se tornare in seno alla comunità accettandone le regole e le privazioni o continuare a vivere ne “L’orto del diavolo”. Questo momento iniziatico si chiama “Rumspringa” e sono pochi gli Amish che non fanno ritorno a casa, Mervin è una di queste eccezioni e, attualmente, lavora nella polizia di Philadelphia.
Due ragazzi Amish, sono stati recentemente arrestati per un cruento omicidio di cui sono i primi sospettati, sembrano non appartenere a nessuna delle comunità locali ma i loro “fratelli” hanno già mandato una squadra per recuperarli.
Il Maestro della Notte Draka ha inviato al figlio una macabra visione e lo invita a recarsi in Pennsylvania dove sta operando un altro potente Maestro. Harlan e Kurjak giungono a Philadelphia giusto in tempo per soccorrere Mervin dalle ferite inflittegli dai misteriosi Amish che stanno facendo evadere i prigionieri, i quali, accortisi del potere del dampyr, si danno alla fuga.
Harlan e Kurjak porteranno Mervin nel villaggio dal quale manca da molti anni e, mentre la famiglia si prende cura del poliziotto, approfitteranno del soggiorno per farsi raccontare qualche storia o leggenda che li aiuti a chiarire la natura degli Amish che hanno incontrato nelle prigioni.
Il padre di Mervin, attraverso le pagine del diario di un suo avo, racconterà la leggenda dei “Fratelli Perduti” guidati dal Maestro Graber con l’aiuto di un ragazzo muto, dotato di misteriosi poteri, di nome Isaac. Si tratta di vampiri che, dopo uno scontro con Draka, vivono in un anfratto spazio-temporale, che chiamano New Helder, dal quale escono solo per il Rumspringa. Il Maestro della notte che li guida, Graber, permette ai ragazzi di tornare solo dopo che abbiano compiuto un sacrificio di sangue, scegliendo così di diventare leoni invece che restare pecore.
Graber ha scoperto che il dampyr ha ostacolato i suoi piani e lo raggiungerà ingaggiando una battaglia fra i diversi piani del multiverso ma, anche con l’aiuto di Isaac, soccomberà a fronte della scaltrezza di Harlan.

Un’altra bellissima avventura firmata Cajelli, con personaggi ben caratterizzati e un ottimo intreccio fra trame e sottotrame. Il timorato e pio mondo Amish ci viene presentato in una versione horror/thriller davvero accattivante, seppur conservando la veridicità che fa da substrato a tutte le storie di Cajelli.
Luca Raimondo ha preferito illustrare quest’avventura con un tratto più grossolano, diverso dallo stile che conosciamo, che però non inficia l’impatto visivo delle tavole.

Risorse Web:
Diego Cajelli su Wikipedia
Blog di Diego Cajelli
Sergio Bonelli Editore