Un viaggio nel mondo dei Vampiri, e nel lato oscuro della nostra anima, attraverso letteratura, cinema, fumetti, videogiochi, gdr: da Dracula a Nosferatu, da Carmilla a Buffy, da Io sono leggenda a Twilight!
Sono ripartiti venerdì 12 aprile gli incontri di TuttoDracula, il ciclo di seminari sul capolavoro di Bram Stoker, organizzati da Franco Pezzini e Max Ferro della Libera Università dell’Immaginario. Dopo il successo del primo ciclo di incontri, si riparte dal Capitolo 9, con la “Passione e (non-)morte di Lucy Westenra”.
Il prossimo incontro, dal titolo “Che cosa può accadere in una notte”, è fissato per venerdì 10 maggio, quando verrà sviscerato il Capitolo 11, ovvero quello in cui il lupo Bersicker fugge dal giardino zoologico.
Ricordiamo che l’iscrizione al corso è completamente gratuita.
Questo il programma del secondo ciclo di appuntamenti:
Cap.9: Eccomi subito da voi (12/04);
Cap.10: Questi sono solo fiori d’aglio (19/04);
Cap.11: Che cosa può accadere in una notte (10/05);
Cap.12: Questo è solo il principio (24/05);
Cap.13: Senza speranza dico FINIS (31/05);
Cap.14: Cose per voi impossibili (14/06);
Cap.15: Dove è sepolta la povera Lucy? (28/06);
Cap.16: Un terribile compito ci sta davanti (05/07);
TUTTODRACULA – Secondo ciclo: Passione e (non-)morte di Lucy Westenra
Con Franco Pezzini e Max Ferro
Dal 12 aprile al 5 luglio 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino
Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu
Titolo: AL PRIMO MORSO (A Quick Bite) Autore: LYNSAY SANDS Anno: 2005 Edizione italiana: DELOS BOOKS, 2011 Traduzione: ANNARITA GUARNIERI Copertina: n.i. ISBN: 978-88-6530-168-5 Pagine: 432
Abbiamo conosciuto Lissianna e Gregory in Bianco, Celibe e Vampiro, pubblicato da Delos nella collana “Vampiri e paletti”. Al Primo Morso racconta le circostanze che li hanno portati a diventare la coppia affiatata di vampiri che sono tuttora.
La cronologia di questi romanzi della Sands non è stata rispettata fedelmente in Italia, comunque il carattere autoconclusivo rende ogni volume facilmente fruibile anche a chi non conosce gli antefatti.
Lissianna, pur essendo una vampira, vive con un grosso handicap: ha la fobia del sangue.
Questa condizione non le consente di nutrirsi dalle sacche prelevate nelle banche del sangue, come ogni vampiro che si rispetti, costringendola a sottoporsi a periodiche trasfusioni oppure a mordere i malcapitati che si presentano al centro d’accoglienza, ove lavora come assistente sociale, rischiando di restare intossicata da alcool o sostanze stupefacenti che avvelenano l’organismo dei senzatetto.
La sera del suo compleanno, Lissianna trova una sorpresa legata sul suo letto. Si tratta del dottor Gregory Hewitt, uno psicologo esperto nella cura delle fobie, rapito con l’ipnosi dalla madre di Lissianna perché risolva il problema della figlia.
Ripresosi dallo stupore e dall’imbarazzo derivante dall’essersi fatto rapire senza opporre resistenza, Gregory decide di aiutare la vampira per la quale prova anche un’attrazione irresistibile. Anche Lissianna prova dei sentimenti nei confronti del terapeuta ed è molto incuriosita dal fatto di non riuscire a leggergli nella mente come succede con gli altri uomini.
La nascente storia d’amore, prima di poter raggiungere il meritato lieto fine, sarà osteggiata dal fato in ogni maniera, a cominciare dall’invadenza dei membri della famiglia Argeneau, per finire con un agguato teso a Lissianna da un sacerdote, che ha scoperto la sua natura vampirica, ed è pronto a tutto per cancellare dalla faccia della terra la progenie del demonio.
Anche in questo volume l’autrice racconta l’origine dei vampiri, intesi come gli abitanti della perduta Atlantide che, grazie ai naniti contenuti nel loro sangue, hanno notevoli capacità rigenerative, invecchiano molto lentamente ma, contemporaneamente, non possono esporsi alla luce diretta del sole e devono nutrirsi di sangue.
Com’è già successo nel romanzo precedente, l’essere umano cui sono riferite queste sconvolgenti rivelazioni, ha una reazione molto pacata e metabolizza il tutto piuttosto bene.
La vita familiare dei vampiri è in tutto e per tutto simile a quella delle famiglie umane, sebbene possano avvalersi di mezzi più persuasivi rispetto ai comuni mortali per ottenere qualcosa. Anche la famiglia Argeneau custodisce i propri scheletri nell’armadio, a riprova che nemmeno il trascorrere dei secoli può lenire certi dolori.
Non mancano le situazioni equivoche e imbarazzanti che rendono il romanzo una lettura leggera e scorrevole, se non si presta troppa attenzione agli immancabili refusi ed errori di traduzione dei romanzi editi da Delos.
A un anno di distanza dal precedente albo è disponibile il numero 14 di Trinity Blood, in cui vediamo infittirsi le avventure a Londinium di Suor Esthel e padre Abel.
Per la comunità di Metuselah, che abita i sotterranei della capitale di Albion, diventa sempre più difficile nascondersi dai membri del Vaticano, e l’ideale di una pacifica convivenza fra la razza umana e vampirica che li guida comincia a vacillare. Presso questa comunità reietta, Abel trascorre piacevolmente il soggiorno e riesce a integrarsi con facilità, assimilandone le abitudini e conoscendone i giovani membri che gli chiedono di supportarli nella difesa della loro nobile causa.
Suor Esthel e il giovane Santo Padre sono riusciti a sfuggire alle grinfie di Sweeney Todd, che ha cercato di catturarli travestito da conduttore di un chiosco di generi alimentari e, sulle tracce di Padre Abel, raggiungono i sotterranei di Londinium.
I piani del Vaticano, volti alla distruzione dei vampiri, stanno velocemente prendendo forma e hanno come obiettivi proprio Esthel e il Papa. Anche l’Inquisizione si unisce ai vertici della Chiesa accettando di collaborare all’imminente scontro fra le due razze.
Continuano quindi i giochi di potere e vengono scoperte nuove carte mentre la sorte dei protagonisti diventa sempre più incerta.
In questo albo lo stile di Kiyo Kyujyo si mantiene gradevole, il disegno è pulito con una grande attenzione per i dettagli.
La Libera Università dell’Immaginario, nel centenario della nascita di Peter Cushing, il 26 maggio 2013, propone una celebrazione di grande interesse per tutti i cultori del Fantastico: la “Festa delle Ombre Lunghe”.
Il nome, scelto non a caso, riprende il titolo dell’ultimo film girato da Cushing insieme ai colleghi amici Price, Lee e Carradine, ovvero La casa delle ombre lunghe, del 1983. La Festa, infatti, è anche l’occasione di ricordare altri due grandi del cinema horror e fantastico: Vincent Price e Christopher Lee, i cui compleanni cadono a poche ore, essendo nati l’uno il 27 maggio 1911, l’altro il 27 maggio 1922.
Molto più che semplici interpreti, queste tre grandi icone del cinema hanno dimostrato che il Fantastico può mirare ad altissime vette, in virtù di una dedizione e una professionalità assolute. D’altra parte, come ci ricorda Franco Pezzini (autore, ricordiamo, di Peter & Chris e The Dark Screen), tra gli organizzatori dell’evento con Max Ferro, questi tre grandi attori/ricercatori solevano modellare i propri personaggi andandone a indagare le radici letterarie o storiche (Cushing interpellava specialisti della chirurgia ottocentesca per modellare credibilmente il barone Frankenstein, Lee difende da sempre le ragioni degli scrittori contro le sceneggiature tratte…), e coltivavano interessi che li portavano a frequentare importanti scrittori e artisti (basti citare il famoso pomeriggio passato da Price con Thomas Mann, Franz Werfel, Rachmaninoff e Aldous Huxley).
La LUI suggerisce a quanti vorranno condividere la festa, al di là di possibili eventi (ricordi pubblici, proiezioni, letture o altro – che saranno un passo successivo), di dedicare in quei giorni un pensiero allo stile dei tre attori.
Titolo: IL PASSAGGIO (The Passage) Autore: JUSTIN CRONIN Anno: 2010 Edizione italiana: MONDADORI, 2011 Traduzione: ANNAMARIA BIVASCO e VALENTINA GUANI Copertina: FOTO GETTY IMAGES ISBN: 978-88-04-60637-6 Pagine: 888 Il Passaggio è il primo volume di un’ambiziosa trilogia dall’ambientazione post-apocalittica di Justin Cronin. La critica letteraria americana ha reagito favorevolmente al romanzo che è diventato in breve tempo un best seller, e l’eco di questo fenomeno editoriale ha spinto il regista Ridley Scott a decidere di farne un film.
Tutto ha inizio quando l’FBI avvia la sperimentazione di un virus, scoperto nei pipistrelli dell’Amazzonia, che è in grado di potenziare le difese immunitarie. Le cavie sono selezionate nelle carceri di massima sicurezza fra i detenuti che attendono l’esecuzione .
Presto i soggetti infettati sfuggono al controllo, accanto ai cambiamenti biologici osservati in seguito all’inoculazione del virus: essi sviluppano una forza incredibile che permette loro di uscire dal laboratorio e infettare la popolazione civile attraverso il morso, scatenando in breve tempo la fine del mondo conosciuto.
Durante l’ecatombe Amy, una bambina dotata di poteri soprannaturali candidata a diventare una cavia per l’esperimento, viene salvata dall’ agente Brad Wolgast, che la conduce in un rifugio isolato dove assiste con lui all’apocalisse. Amy è stata contagiata ma il suo corpo non reagisce nello stesso modo riscontrato nei detenuti se non per la fotofobia, la tendenza a dormire di giorno e restare sveglia la notte, e un rallentamento dei processi d’invecchiamento.
Passano molti anni e i pochi sopravvissuti si sono organizzati in una sorta di fortezza inespugnabile in California, cercando di andare avanti nonostante la minaccia che incombe dall’esterno, almeno fino a quando dureranno le batterie dei potenti fari che, nottetempo, tengono lontane le creature infette. L’imminente esaurimento delle batterie spinge un gruppo di sopravvissuti a compiere una spedizione per trovare la fonte di un misterioso segnale radio che, probabilmente, proviene da un’altra comunità di soggetti non contagiati.
Durante la spedizione incontrano Amy che, nonostante i novant’anni passati in isolamento, ha ancora l’aspetto di una ragazzina, e sembra l’unica speranza di cui il genere umano dispone per combattere le creature che lo minacciano.
Durante la lettura è evidente l’ispirazione tratta dallo scrittore da altra letteratura di genere, dal Richard Matheson di Io Sono Leggenda, a La Strada di Cormac McCarthy, fino ai più moderni Del Toro con La Progenie e Stephen King con L’Ombra dello Scorpione. Di quest’ultimo si notano numerosi richiami soprattutto stilistici, anche se di scrivere un romanzo così corposo senza far cadere l’attenzione del lettore è in grado solo King: i tentativi di emulazione sfociano facilmente nel fallimento.
Le creature che fuggono dal laboratorio federale hanno l’aspetto degli zombi cui ci ha abituato la letteratura e la filmografia moderna ma, contemporaneamente, si nutrono di sangue grazie ad una dentatura modificata, hanno forza e velocità notevoli, l’abitudine chirottera di dormire a testa in giù e, in omaggio alla letteratura young adult così in voga di questi tempi, il loro corpo è luminoso. L’autore, nel definirli, usa termini neutri come “fumidi” e “virali” , preferendo porre enfasi sul terrore che scatenano nei personaggi a ogni loro apparizione.
Dopo un inizio scorrevole e, nonostante qualche pecca trascurabile, avvincente, la seconda parte del romanzo diventa noiosa a causa di personaggi e situazioni così piatti che non riescono a far colpo nemmeno sul lettore più paziente. A fronte di una quotidiana lotta per la sopravvivenza, l’autore preferisce dilungarsi in introspezioni e flash-back, piuttosto che dare spazio a questioni più pressanti come il fronteggiare le necessità quotidiane.
Discutibile anche il sistema educativo adottato con i bambini dei sopravissuti, che prevede otto anni di fiabe e serenità prima di una repentina disillusione che li segnerà per il resto della vita.
Il finale è prevedibile e, a fronte della prossima pubblicazione di altri due romanzi, non dà l’idea del chiudersi di un ciclo.
Nonostante le attese che lascia intendere la frase di Stephen King in copertina: “Leggi questo libro e il tuo mondo scomparirà”, il romanzo è per molti versi una delusione non solo per gli amanti dell’horror, ma anche per chi si aspetta un’avventura emozionante in uno scenario fantascientifico.
Le attività della Libera Università dell’Immaginario di Torino si arricchiscono di un nuovo intrigante ciclo di seminari, intitolato Donne pericolose. Scopo del corso è scandagliare quelle regioni dell’immaginario collettivo popolate da dee e piratesse, spie e vampire, ovvero quei modelli femminili “alternativi” non sottomessi ai valori dominanti, che, fonti di fascinazione e diffidenza, individuano una peculiare galleria delle ambiguità dell’Occidente.
Parte questa sera il primo ciclo di incontri, La Dea, il Serpente, il Giardino, il cui curatore è Franco Pezzini, studioso di fantastico e noto vampirologo. Cinque gli appuntamenti fissati finora: “La Pitonessa nel giardino” (22/02), “Lilith della notte” (8/03), “Medusa danza” (5/04), “Empusa e il professore” (7/06), “Lamento per Lamia” (21/06).
In questa “schiera di Ecate” troviamo molte creature ematofaghe strettamente legate alla mitologia vampiresca. Prima fra tutte Lilith, che campeggia nella locandina del corso nella famosa raffigurazione del preraffaellita John Collier. Divinità che affonda le sue origini nella mitologia assiro-babilonese, citata nella Bibbia e nel Talmud, per gli Ebrei era la prima moglie di Adamo, anche lei plasmata dal fango; insofferente ai comandi di Adamo e di Dio, divenne poi un demone alato dai lunghi capelli, animata da un’insaziabile lussuria e dalla sete di sangue di bambini. Lamia, regina di Libia e figlia di Belo, si credeva rapisse e mangiasse bambini, resa folle dalla gelosia nei confronti di Era. Quella della lamia è una genia di mostri che si trasformano in avvenenti fanciulle per adescare i giovani, di cui bevono il sangue dopo spossanti rapporti sessuali; le lamie sono talvolta descritte come creature ermafrodite, con testa e seni femminili, corpo ferino coperto da squame, zampe con artigli e zoccoli.
Altrettanto sanguinaria era l’empusa, creatura di cui narra Filostrato nella Vita di Apollonio di Tiana. Filosofo, mistico e taumaturgo, Apollonio smascherò l’empusa che insidiava, con le fattezze di bellissima donna, il suo allievo Menippo, rivelandone la natura mostruosa. Le empuse assumono l’aspetto di cagne, di vacche o di belle fanciulle e, in quest’ultima forma, giacciono con gli uomini per succhiarne le forze vitali fino alla morte.
DONNE PERICOLOSE – Primo ciclo: La Dea, il serpente, il giardino
Con Franco Pezzini
Dal 22 febbraio al 21 giugno 2013, ore 18:30
Associazione culturale Verba... Manent, Via Michele Lessona 46, Torino
Per informazioni: tel. 011/19887056 – 340/3636738
Email: info@verba-manent.eu
Titolo: SKI KI, N.8 Soggetto: FUYUMI ONO Sceneggiatura: FUYUMI ONO, RYO FUJISAKI Disegni: RYO FUJISAKI Colori: no Copertina: RYO FUJISAKI Traduzione: ERNESTO CELLE, CHEKO TOBA Lettering: ANDREA PIRAS Pagine: 192 Ed. originale: SHUEISHA, 2007 Ed. italiana: STAR COMICS, 06-2012
Il villaggio di Sotoba ormai non esiste più, la popolazione è stata decimata da una misteriosa malattia letale, sopraggiunta quando la famiglia Kirishiki si è trasferita nel castello che domina il villaggio dalla collina.
Non tutti quelli che sono morti hanno il privilegio di riposare in pace, molti di loro si sono risvegliati e hanno diffuso l’epidemia mordendo e assumendo il sangue dei congiunti. Questi vampiri, sempre più numerosi, adesso hanno preso possesso delle case lasciate vuote e stanno assumendo sempre maggior potere.
A combattere queste creature è rimasto solo il dottor Ozaki che, adesso, si trova a dover fronteggiare anche le rimostranze del personale dipendente della sua clinica, che minaccia licenziamenti in blocco.
Il monaco Seishin, amico d’infanzia di Ozaki e prezioso collaboratore nelle sue ricerche sulla natura dell’epidemia, ha recentemente perso il padre a causa degli shi ki (i vampiri) e il ritrovamento di una lettera lasciatagli dal genitore aumenta la sua confusione rendendolo così facile preda per i redivivi.
La famiglia Kirishiki ha riconosciuto in Ozaki un avversario degno di rispetto e la signora Chizuru Kirishiki decide di fargli visita per tentare di convincerlo a non ostacolarli.
Le vicende stanno volgendo lentamente al termine, i prossimi numeri saranno decisivi per la risoluzione di enigmi ancora sospesi.